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Farioli: La Roma? Cerco un club che abbia voglia di lottare insieme a me”

Ci sono molti rumors, sapete come funziona… Non mi interessa l’importanza del club, ciò che conta è il modo in cui si vogliono fare le cose. Cerco una società che sia disposta a lottare insieme a me”.

Questa la risposta di Francesco Farioli, da ieri ormai ex tecnico dell’Ajax, ai microfoni di Ziggo.com in merito ad un suo possibile trasferimento in giallorosso.

L’allenatore toscano, accostato in queste ore al Braga, pare abbia già rifiutato questa ipotesi. Premier, Bundesliga o uno sbarco in Serie A sono nelle sue mire.

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Allegri è ancora a Roma: shopping a Via del Corso – FOTO

Massimiliano Allegri è ancora a Roma. Il tecnico toscano, grande appassionato di Tennis, sta seguendo da vicino gli Internazionali di Roma dove oggi Sinner e Musetti proveranno a conquistare una storica finale tutta azzurra.

Nel frattempo, come svelato sul sito dell’Agi, è stato pizzicato a Via del Corso in compagnia della compagna per una mattinata di shopping nelle strade del centro capitolino.

Una presenza – magari contestuale a quella di Dan Friedkin che alberga proprio da quelle parti – che ha riacceso la fantasia dei tifosi giallorossi in chiave panchina del prossimo anno, nonostante il profilo di Allegri sia stato recentemente smentito dai media nazionali.

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Panchina Roma, risale la candidatura di Montella e il vice era all’Olimpico

Torna in auge e in quota un nome per la panchina romanista, che in realtà aleggia già da diverse settimane quantomeno tra i candidati principali della fantomatica short list presentata da Ranieri ai Friedkin.

Si tratta di Vincenzo Montella che, secondo LEGGO, è un nome che sta riprendendo quota nelle ultime ore.

 Il vice dell’ex bomber, Daniele Russo, è stato intercettato in tribuna sia in Roma-Juve che durante il derby.

Un segnale importante, l’altro deriva dal fatto che l’attuale ct della Turchia era stato contattato per la panchina prima dell’arrivo di Ranieri. Ghisolfi d’altronde ha parlato spesso di “passione”. E Montella a Roma ha lasciato il cuore, oltre ad aver costruito una famiglia.

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Roma, 5 gol dalla panchina ma solo Pisilli decisivo: Ranieri cerca la scossa

A Bologna non è stato diverso da altre circostanze. Claudio Ranieri, che ha forse ritardato di qualche minuto i cambi, arrivati in prima battuta al 77′ – ben dieci giri di lancetta dopo la rete del 2-1 su rigore di Ferguson – non ha trovato reti o giocate decisive dalla panchina.

Nonostante il tecnico abbia elogiato lo spirito combattivo con cui sono entrati in campo i vari Pisilli, Baldanzi, Celik, El Shaarawy e Zalewski, nelle ultime settimane si è creato un evidente ‘solco‘ tra i titolari e riserve. Il che di per sè non è sbagliato, perchè nella Roma serviva dapprima porre delle basi solide e rintracciare un undici di valore in grado di prendersi le principali responsabilità della risalita in campionato.

Prima la Roma A, adesso serve quella B

Ranieri ha scelto sulla base del 3-4-2-1 di dare fiducia ai soliti tre difensori, capitanati e guidati da Hummels, in mezzo al campo al duo Paredes-Konè, all’insostituibile Angelino a sinistra, con Saelemaekers a destra (4 gol in 9 partite) e alla coppia Dybala-Dovbyk, la cui intesa appare crescere di partita in partita.

Varia solo un uomo mediamente: il secondo trequartista/mezzala offensiva a seconda delle caratteristiche con El Shaarawy prima, Pisilli poi e in ultimo Pellegrini che si sono alternati da titolari.

Questi sono i 14 di Ranieri, ma gli altri? Tra giocatori tagliati (Le Fèe) altri ritenuti forse ancora troppo acerbi (Soulè) e limiti dei singoli – Shomurodov non è un vero nove, Zalewski è a scadenza, Saud nonostante qualche squillo prima di Natale non è stato più impiegato, tanto per fare degli esempi, la Roma fa fatica a trovare la scossa dalla panchina. Hermoso quando ha giocato ha sempre mostrato evidenti difficoltà, El Shaarawy quando subentra quest’anno non ha praticamente mai inciso. Gli unici che danno l’idea di riuscire a dare una scossa sono Pisilli e Baldanzi. In generale, decisamente un po’ poco.

Il dato è riscontrabile anche nelle statistiche: da inizio campionato la Roma ha realizzato solo 5 gol attraverso i giocatori subentrati dalla panchina: 2 Pisilli, 1 Shomurodov, 1 Konè, 1 Baldanzi.

Di questi 5 gol solo 1 è stato decisivo: quello siglato da Pisilli contro il Venezia, valso 2 punti in più.

Foto Fraioli

In Serie A, Lazio (9) e Atalanta (8) sono primatiste, segue poi l’Hellas Verona (con 6 e uno decisivo proprio contro la Roma), poi Parma, Bologna, Torino, Fiorentina come i giallorossi. Se si spalma il dato anche sulle coppe, a parte la rete di Shomurodov sostanzialmente inutile contro la Samp in Coppa Italia, contro Elfsborg, Athletic Bilbao, Dynamo Kiev, USG, Tottenham e Braga solo Hermoso contro i portoghesi, subentrato nel finale, è andato a segno. 1 rete in 6 gare.

Statistiche che descrivono le evidenti difficoltà della panchina giallorossa in termini di valori, ulteriore dettaglio che non può essere sfuggito a Ghisolfi e Ranieri.

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Le Voci di Retesport

Graziani su Ancelotti a RS: “Non credo allenerà la Roma”

Ciccio Graziani ha parlato ai microfoni di Retesport del futuro allenatore giallorosso. Non ha mai nascosto la sua amicizia con Carlo Ancelotti, recentemente accostato alla panchina della Roma in vista della prossima stagione: “Non credo che Carlo allenerà mai la Roma. Tempo fa mi disse che avrebbe voluto un giorno allenare i giallorossi. Mi è capitato di parlarci e di chiedergli proprio questo, ricordandogli il fatto che aveva più volte espresso questo desiderio, ma recentemente mi ha fatto capire che, dopo il Real Madrid, non avrebbe proseguito la sua carriera sulla panchina di un altro club. Penso voglia godersi anche la famiglia in un prossimo futuro. Allegri sarebbe la soluzione ideale – conclude Graziani – ma la società deve farci capire cosa ha intenzione di fare, quali sono i progetti, se si vuole puntare sui giovani oppure avere maggiori ambizioni”.

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Mancini ‘apre’ alla Roma: gli aggiornamenti

Dopo l’aureo addio alla panchina dell’Arabia Saudita, Roberto Mancini è in attesa di capire da dove ripartire.

L’idea è quella di sposare un progetto tecnico di un club dopo anni trascorsi sulle panchine delle nazionali. Un calcio totalmente diverso, che Mancini ora vorrebbe mettere da parte in attesa di un progetto allettante o di una sfida da vincere.

La Roma potrebbe essere quella barca da risollevare e rilanciare. Non c’è stato ancora un contatto formale tra Friedkin e l’ex ct azzurro, ma informalmente Mancini ha fatto sapere che gradirebbe tornare a lavorare a Roma, dove tra l’altro vive, questa volta sulla sponda opposta del Tevere.

5.3.2022 Roma vs Atalanta (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Daniele De Rossi Roberto Mancini (Foto Gino Mancini)

A chi lo conosce bene ha fatto sapere che a Trigoria sarebbe disposto a venire anche a stagione in corso, ma al momento non c’è stata nessuna accelerata. Eppure Mancini sarebbe il profilo ideale per i Friedkin: allenatore di nome, esperto, di grande respiro internazionale, tra i pochi che sicuramente i proprietari del club hanno sentito più volte nominare visto che tre anni fa si è laureato campione d’Europa con la nazionale italiana, credibile, in grado di prendersi sulle spalle da manager la ricostruzione della Roma.

Nelle prossime settimane si capirà se può essere un’opzione reale oppure no.

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Mou a rischio esonero: De Rossi può essere il traghettatore

È notte fonda in casa Roma. Contro il Milan arriva la settima sconfitta in campionato che fa crollare i giallorossi al nono posto in classifica. Da oggi a Trigoria sarà tempo di valutazioni e riunioni. Per settimane la proprietà ha chiesto all’allenatore portoghese delle risposte dal campo. Puntualmente disattese. Nelle ultime sette partite la Roma ne ha perse quattro, vincendone due e pareggiandone una. Uscendo dalla Coppa Italia e vedendo allontanarsi sempre di più l’obiettivo del quarto posto. E adesso serve una svolta. Ma la confusione regna sovrana a Trigoria.

Come scrive la Repubblica, il dimissionario Tiago Pinto continua ad essere l’unico rappresentante della società davanti ai microfoni. Toccherà a Dan e Ryan Friedkin, insieme a Lina Souloukou capire il da farsi. Trovando il prima possibile il nuovo direttore sportivo e decidendo il futuro di José Mourinho. Per il nuovo allenatore toccherà aspettare giugno, ma in questo momento non è da escludere la soluzione traghettatore. Con il nome di Daniele De Rossi primo indiziato per portare in salvo la nave giallorossa.

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Sarri-Roma, l’ultimo incontro a gennaio. La situazione

Maurizio Sarri è indubbiamente uno degli obiettivi principali per la panchina giallorossa della prossima stagione. L’accordo però non è stato ancora definito. Come riferisce Paolo Assogna di Sky Sport, l’ultimo incontro tra Sarri e la Roma risale a gennaio.

Ad oggi, è ancora tutta da impostare la trattativa su strategie, mercato e dettagli contrattuali. Sarri è un candidato, ma non l’unico per la panchina.

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Fonseca, smentita l’ipotesi dell’esonero

Dopo le indiscrezioni della mattina, arrivano secche smentite su un possibile esonero di Paulo Fonseca in queste ore: il portoghese, fa sapere il giornalista Angelo Mangiante durante il collegamento odierno, resterà l’allenatore della Roma fino al termine della stagione e domani, alla vigilia di Sampdoria-Roma, parlerà regolarmente in conferenza stampa alle 12.45 a Trigoria.

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Roma, fumata bianca Friedkin-Sarri. La situazione

Fali Ramadani, rappresentante di Sarri, nelle prossime ore sbarcherà in Italia per incontrare Tiago Pinto, con il quale ha già preso contatti attraverso il suo braccio destro Pedro Pereira. La scelta della Roma è fatta, quella di Sarri pure. Le parti devono soltanto parlarsi, conoscersi, capirsi. L’intenzione reciproca è quella di cominciare insieme un affascinante percorso insieme. A far decidere i Friedkin sono stati tanti elementi coinvolgenti: 1) l’accettazione entusiastica del piano a medio-lungo termine; 2) il profilo internazionale di un professionista che è partito dal basso per poi vincere in Inghilterra; 3) la necessità di impostare i programmi della prossima stagione in tempo relativamente veloci senza aspettare la fine dell’Europa League.

Come scrive il Corriere dello Sport, del resto la separazione con Fonseca era stata già decisa. Niente potrà essere ufficiale fino alle fine di giugno. Sarri è ancora sotto contratto con la Juventus e ha diritto ad una penale di 2,5 milioni di euro per il mancato rinnovo fino al 2022. Sia la Roma sia l’allenatore manterranno nelle prossime settimane un riserbo strettissimo anche se l’incontro decisivo porterà alla firma. Entro il 31 maggio la Juventus dovrà scioglere le riserve su come intende risolvere il rapporto col mister. Sarri è convinto che la rosa della Roma sia competitiva e abbia bisogno di pochi ritocchi. E’ uno dei motivi che ha facilitato l’avvicinamento con Tiago Pinto. Andrà modulato sul suo 4-3-3. Gli serviranno un centravanti, un portiere, un terzino destro e un regista. A Sarri piace anche Under e aspetta il recupero di Zaniolo.