Dall’allenamento di ieri pomeriggio, graziato dalla pioggia, è arrivata quantomeno una buona notizia tra i tanti infortunati titolari che certamente non stanno semplificando la vita a Mourinho in questa prima parte di stagione. Diego Llorente è tornato ad allenarsi con il gruppo e sarà a disposizione per la gara di domenica contro il Monza.
Llorente, se i prossimi allenamenti daranno buone risposte sotto la tenuta atletica e il ritmo, potrà giocare col Monza dal primo minuto, al centro del reparto tra Mancini e N’Dicka, così da garantire a Cristante la possibilità di giocare a centrocampo.
Come scrive il Corriere dello Sport, ora Mourinho dovrà decidere come schierare Cristante: se da mezzala a destra al posto di Bove – prestazioni positive tra Frosinone, Servette e Cagliari – oppure da centrale del reparto, il ruolo che ha ricoperto la passata stagione. Lì gioca Paredes, rientrato dal lungo viaggio dopo la convocazione con l’Argentina, che è diffidato e quindi a rischio squalifica contro l’Inter.
Mourinho non ha mai dato peso al pericolo ammonizioni negli ultimi due anni e ha sempre pensato di partita in partita, ma chiaramente l’emergenza a centrocampo con le indisponibilità di Pellegrini e Renato Sanches (cercherà la panchina al Meazza) potrebbero spingerlo a pensare anche oltre il Monza.
Erano attesi ieri al ritorno in campo nel primo giorno di allenamenti, ma a Trigoria non si sono ancora visti. Smalling, Llorente e Renato Sanches sono i tre possibili recuperi per Mourinho in vista del ritorno alle gare ufficiali, domenica mattina contro il Monza.
Mentre Llorente è atteso al ritorno da titolare contro i brianzoli, per Chris Smalling, come sottolinea il Corriere dello Sport, è previsto un provino tra oggi e domani per testare definitivamente le sue condizioni e ottenere così il via libera definitivo al ritorno in gruppo. Renato Sanches dovrebbe essere convocato e andare in panchina, poichè clinicamente guarito.
Oggi si torna a lavorare a Trigoria, ma tra infortuni e giocatori in Nazionale, Mou non ha al momento la difesa. Mancini e Cristante, infatti, stanno nel giro azzurro con Spalletti, NDicka sta difendendo i colori della Costa d’Avorio e anche l’adattabile Celik ha risposto alla chiamata della Turchia di Montella. Il resto dei centrali? Infortunati. Si tratta di Smalling, Llorente e Kumbulla. Ma la speranza è dalla parte della Roma. Sarà una settimana importante in primis per il recupero di Smalling che tenterà di essere a disposizione contro il Monza.
Come scrive il Corriere dello Sport, l’inglese convive da inizio stagione con un problema al tendine tra quadricipite femorale e piatto tibiale. Un fastidio che gli ha impedito di allenarsi con la giusta intensità. Al pronti via ha stretto i denti, ha provato a “nascondere” la tendinite, ma in campo ci è andata la sua controfigura. (…)
Conta di rivedere Smalling in gruppo e quindi convocarlo al termine di questa sosta perché adesso parte un ciclo di sei partite in poco più di venti giorni. Serve la sua versione migliore, lo Smalling dell’anno scorso, praticamente insuperabile. Un discorso simile si può fare per Llorente, che sta lottando contro una lesione muscolare al bicipite femorale. Si era fatto male a Marassi, nella nerissima serata di Genova. E uscito e la Roma è crollata. Anche lo spagnolo tenterà il recupero per il Monza.
Diego Llorente si è fermato a Genoa sul risultato di 1-1 per un problema al flessore della coscia destra. Tra i migliori in campo da inizio stagione, lo spagnolo sarà costretto a stare fermo nelle prossime partite.
Oggi si sottoporrà a nuovi esami per verificare la reale entità del danno muscolare. Il rischio è che il centrale difensivo sia fermo ai box per almeno due settimane.
Si tratta del nono infortunio muscolare dalla prima giornata ad oggi.
Testa al Frosinone con l’emergenza in difesa. Dopo l’umiliante sconfitta nella gara infrasettimanale di ieri contro il Genoa la Roma deve cominciare a preparare la settima di campionato contro i ciociari. In vista della sfida di domenica sera Mourinho dovrà fare i conti con l’emergenza in difesa: all’infortunio di Smalling -per l’inglese si tratta di un problema tendine all’inserzione tra quadricipite femorale e piatto tibiale – e alla lungodegenza di Kumbulla – ancora alle prese con la riabilitazione successiva all’operazione del crociato – nella gara di ieri si è fermato anche Llorente, costretto a fermarsi dopo 24 minuti per un problema muscolare alla coscia.
Come scrive il Tempo, contro il Frosinone Mourinho dovrà quindi trovare una soluzione alternativa: una potrebbe essere tornare alla difesa a quattro considerando solamente Mancini e N’Dicka come difensori di ruolo a disposizione, l’altra, quella utilizzata nella prima frazione di gioco, è quella di abbassare Cristante nella linea a tre.
Nuovo stop muscolare per la Roma. Si ferma a Genova Diego Llorente per un problema ai flessori, il nono infortunio di questo complicato inizio di stagione.
13.3.2022 Udinese vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Rui Patricio
(Foto Gino Mancini)
Un inizio di stagione in salita per la difesa della Roma. Con i due gol presi nel primo tempo di ieri contro l’Hellas Verona a firma di Duda e Ngonge, i giallorossi hanno eguagliato un record negativo che perdurava dalla stagione 2009/10. In quell’annata sulla panchina dei capitolini c’era Luciano Spalletti e anche in quell’occasione la Roma ha subito almeno due gol in entrambe le prime due giornate di campionato.
Come scrive il Tempo, un passo indietro per la squadra che lo scorso anno aveva terminato la stagione con la quarta miglior difesa in Italia subendo 38 reti, dietro solamente a Juventus (33), Lazio (30) e Napoli (28). Anche in vista della prossima campagna in Europa League – il prossimo 1 settembre ci saranno i sorteggi per i gironi -i giallorossi dovranno registrare la fase difesa, in un mercato estivo che ha visto partire Ibanez – in direzione Arabia Saudita – e arrivare N’Dicka a parametro zero, oltre al ritorno in prestito di Llorente dal Leeds.
MOU E I SUOI REGISTI – FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Il mercato catalizza attenzioni mediatiche, alimenta i sogni dei tifosi ma anche ansie vista l’annosa vicenda legata alla punta. Il mercato amplifica tensioni e aspettative degli allenatori che vorrebbero lavorare senza ulteriori pressioni e pensieri. I giorni di fine agosto, a ridosso o subito dopo la ripresa ufficiale della stagione sono immersi o sospesi spesso in una dimensione dicotomica. Immaginate una creatura bicefala, che lavora sui tavoli delle trattative e contemporaneamente anche in campo.
LA PUNTA E I NUOVI PUNTI – Mourinho, al suo terzo anno a Roma, attende buone notizie da Tiago Pinto sul fronte centravanti e nel frattempo prova a plasmare la sua nuova squadra, modellandola su principi leggermente diversi rispetto allo scorso anno. “Abbiamo svolto un’ottima preparazione – ha dichiarato lo Special qualche giorno fa in conferenza – che ci ha permesso di migliorare e affinare diversi aspetti tattici del nostro gioco”. Il tecnico non si è sbilanciato oltre, non ama svelare le sue carte o parlare di strategie, forse anche per questo produce in chi ascolta l’idea che non ci sia accuratezza tattica nel suo percorso didattico. In realtà, evidentemente, non è così. La differenza tra Mourinho e altri allenatori, è che il portoghese non è un dogmatico, ma un pragmatico. Adatta i suoi concetti di calcio alle caratteristiche dei giocatori migliori che ha e nella Roma, evidentemente più che in altre realtà, spesso ha dovuto fare di necessità virtù.
PERCORSI E CAMBIAMENTI – Nella scorsa stagione l’infortunio di Wijnaldum ad inizio anno ha rotto sul nascere diverse uova nel paniere. Mou fu costretto a schierare l’indigesta coppia Cristante-Matic, che impiegò diverse settimane a carburare. Poi eliminato l’equivoco Zaniolo, la squadra ha trovato una sua conformazione chiara: grande compattezza e densità difensiva, una linea più a cinque che a tre nella sostanza, con Dybala gradualmente sempre più avvicinato alla porta e Pellegrini irrimediabilmente sempre più arretrato in mediana. Dal 3-4-2-1 si è virato verso il 3-5-2, come accaduto a Budapest dove la Roma disputa una delle migliori partite stagionali, ma purtroppo come sappiamo non è bastato per alzare la Coppa (d’altronde Taylor non si batte con gli schemi).
Questa mutazione ha spinto il tecnico ad iniziare un (parziale) nuovo percorso con i suoi uomini, durante il ritiro estivo. Laddove lo scorso anno si ricorreva spesso al lancio in profondità sui centravanti per cercare fortuna su sponde ed eventuali seconde palle (simbolo chiaro il gol di Bove contro il Leverkusen), quest’anno la Roma ha in cantiere un modo diverso di sviluppare la manovra. Meno lanci lunghi, più ricerca della costruzione dal basso. Concetti non estremizzati ovviamente e meccanismi da oliare, ma la ricerca è questa.
I puristi e gli ipercritici diranno: “Beh alla fine Belotti segna su un lancio lungo di Llorente il primo gol e su calcio piazzato il secondo”. Insomma, la stessa Roma di un anno fa. Vero, se il calcio però fosse riferibile esclusivamente agli highlights. Nel corso dei 96, umidissimi, minuti dell’Olimpico, si è visto un percorso diverso, che necessita di tempo probabilmente, ma una traccia c’è già stata. Nella prima mezz’ora contro la Salernitana, l’undici giallorosso – privo di Dybala e Pellegrini squalificati e con Paredes in panchina – ha sperimentato e spesso trovato linee di passaggio nuove.
Foto Fraioli
MOU E IREGISTI ED ALTA TENSIONE – La sensazione è che Mou voglia innestare nell’undici titolare della Roma una mentalità nuova, che passi attraverso i piedi di più registi, a partire dalla difesa. Rui Patricio non è un purista del rilancio preciso, non ha i piedi di Alisson per intenderci. Smalling, si sa, è particolarmente apprezzato per le sue capacità difensive, non per come imposta. Mancini è bravo a trovare i compagni in profondità con aperture improvvise, ma non è Bonucci. Chi resta? Diego Llorente. Spagnolo, esperto, autorevole, coraggioso. Sul centro-sinistra l’ex Real Sociedad è il primo filo conduttore di questa alta tensione tecnica, in attesa di Ndicka che da mancino agevola uno sfogo più rapido e pulito sulla sua zona di competenza. Giro palla rapido da destra a sinistra e via con Diego a cercare lo scambio o lo scarico sull’esterno verso Spinazzola oppure l’imbucata per Aouar.
Il franco-algerino, apre il vero cantiere di questi giorni che riguarda il centrocampo: il pacchetto è stato fortemente rinforzato. Fuori Wijnaldum (nella versione turista per caso), Tahirovic, Camara (già scartato a dicembre) e il sig. Matic, dentro Aouar, Paredes, Renato Sanches oltre alla crescita di Bove, che un anno fa di questi tempi era ancora relegato alla categoria bambini. Qualità, fisicità, verticale, palleggio, c’è tutto, almeno in potenza, perchè come noto la differenza la farà la bravura dello staff atletico nel riportare al top della condizione questi calciatori.
Aouar è un delizioso ‘conduttore’ di palloni. Quando c’è da giocare di prima lo fa, quando c’è da portarla su per creare scompiglio in zona trequarti altrettanto. Deve trovare brillantezza, ma sarà un fattore nell’accrescere la qualità del gioco romanista. Visivamente, Cristante da play basso ha avuto più spazio di manovra, perchè le due mezzali tenevano lontano il primo pressing campano, ma con l’inserimento lì di Paredes, soprattutto in gare dove affronterai avversari particolarmente chiusi, la Roma acquisirà necessariamente ulteriori linee di passaggio, precisione nella rifinitura e aperture a 40-50 metri.
Infine Pellegrini e Dybala, ultima direttrice tecnica di questa mutazione, su cui c’è poco da aggiungere. Paulo si avvicinerà alla porta, farà meno lavoro di raccordo, perchè nella teoria di Trigoria c’è la possibilità con questo centrocampo, di portare palloni più puliti sulle mattonelle preferite dall’argentino. Il capitano, sulla carta, si gioca il posto con Aouar sul centrosinistra, ma giocherà anche insieme a lui e chissà, se Mou dovesse pensare ad un ulteriore aggiustamento tattico, anche sulla stessa linea, con qualche metro di distanza, immaginando un ritorno alla difesa a 4.
Work in progress significa sviluppo ma anche possibili inciampi. Per questo, al netto della punta che arriverà, la Roma con la mentalità Mourinhiana (e non dogmatica) ricorrerà ancora alla vecchia formula, perchè alla fine dei conti si sommano i punti e non le belle giocate. L’importante è ritrovare entusiasmo e inglobare i nuovi nello spirito di gruppo di questi anni. Ma la strada è lunga e una Roma ‘di rincorsa‘ con questa nuova veste, potrebbe essere una bella sorpresa di questa stagione.
Diego Llorente ha parlato a Trigoria a margine della prima amichevole stagionale. Ecco le sue dichiarazioni:
Com’è andata questa prima amichevole?
“Stiamo lavorando bene, stiamo lavorando forte è quello di cui abbiamo bisogno per la prossima stagione”
Sei voluto tornare a Roma. È stata difficile la trattativa?
“Mi sono sentito subito amato qui, volevo tornare, ci tenevo a fare una stagione completa qui. Sono tornato”
Cosa ne pensi dell’acquisto di Kristensen?
“Un grande acquisto, un giocatore completo sia in fase difensiva che offensiva”
Quanta voglia di rivincita hai e avete come squadra?
“Sarà una stagione diversa dall’altra. Ora siamo concentrati su questa nuova stagione. Siamo concentrati sulla preparazione, vogliamo procedere passo per passo, allenamento dopo allenamento”
Penso che giocherete più spesso con la difesa a 3 o con l’arrivo di Kristensen ci sarà l’occasione di vedere schierati a 4?
“Uno dei punti di forza di questa squadra è quello di saper cambiare modulo, sempre avendo le stesso obiettivo che è quello di vincere”
Diego Llorente torna alla Roma. E’ lo spagnolo il terzo acquisto in ordine di tempo, dopo Aouar e Ndicka. Nelle scorse ore è avvenuto il fatidico e atteso scambio di documenti tra Leeds e Trigoria.
L’ex difensore della Real Sociedad, fortemente voluto da Mourinho per le sue qualità di impostazione e funzionale per completare il reparto, torna in giallorosso con la formula del prestito con obbligo di riscatto da 5 milioni al raggiungimento del 50% di presenze.
Llorente, che non ha ovviamente bisogno di svolgere le classiche visite mediche di rito valide per i nuovi acquisti, si presenterà direttamente lunedì a Roma per i test atletici propedeutici all’inizio del ritiro giallorosso.