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Tifosi

Udinese-Roma, Federtifosi annuncia: “Ricorso al TAR contro il divieto di trasferta”

“Il divieto di trasferta a Udine è una decisione immotivata, ricorreremo al TAR”. Questo l’annuncio di Francesco Lotito, presidente di Federtifosi, dopo la conferma da parte del Prefetto di Udine del divieto di trasferta per i residenti nel Lazio in vista della gara di Serie A tra Udinese e Roma.

“Tra romanisti e tifosi dell’Udinese ci sono rapporti di simpatia e amicizia. È incomprensibile considerare questa partita a rischio. Il calcio non può essere gestito solo dalle forze dell’ordine, c’è bisogno di una strategia equilibrata. Quanto accaduto prima del derby Roma-Lazio, che pure ha coinvolto un’area ristretta fuori dallo stadio, non può giustificare una punizione collettiva”.

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Interviste

Lotito sul Derby: “La Roma ha fatto solo due tiri in porta. Sembrava una festa Scudetto”

Claudio Lotito non ci sta e difende la sua Lazio.

Dopo la sconfitta nel derby, il presidente biancoceleste intercettato da il Messaggero, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni sul derby: “Abbiamo sbagliato i primi 20 minuti e loro hanno fatto due tiri in porta, ma dopo c’è stato un assalto al Fort Apache. Nel secondo tempo non avremmo meritato di perdere. Loro hanno segnato, noi no. E poi ci sono stati atteggiamenti scorretti come i palloni buttati in mezzo al campo e non solo. Hanno vinto una gara, sembrava una festa scudetto”.

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Tifosi

Se Friedkin ‘piange’, anche Lotito non ride: ecco la reazione alla contestazione della Nord – VIDEO

Due parti della città in subbuglio, due contestazioni in atto per motivi diverse e ovviamente tempistiche diverse. Se da ieri, con sguardo sulla prima all’Olimpico domenica prossima contro l’Udinese, i Friedkin saranno bersagli sicuri di una furente contestazione dei tifosi giallorossi, dall’altra parte del Tevere la tifoseria laziale continua con la consueta dicotomia: cori contro Lotito e cori a favore della squadra.

Nel caso dei primi, il presidentissimo biancoceleste, ripreso spesso in tribuna autorità durante le gare, è stato immortalato nuovamente mentre mima il gesto del direttore d’orchestra all’ascolto del solito coro avverso. Un modo per sdrammatizzare…

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NEWS

Lotito non molla: “600 milioni per la Lazio? Vale il doppio. La lascerò a mio figlio”

Clima rovente in casa biancoceleste ma Lotito non molla. Nonostante l’elevata protesta in città da parte della tifoseria biancoceleste e una nuova, preannunciata, contestazione della Nord, il presidente laziale non molla, anzi raddoppia.

“Lascerò la Lazio a mio figlio”. Così questa mattina ha ribadito al Messaggero il suo intendimento: «Non la vendo, la lascerò a mio figlio, lo ribadisco. È arrivata un’offerta araba da 600 milioni? A parte che non c’è nulla di vero, per me questo club vale il doppio. Ci sono solo 250 milioni di patrimonio immobiliare e non ci penso proprio».

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Interviste

Lotito rincara la dose: “La gara di Udine non doveva essere sospesa con un codice giallo accertato”

“Ribadisco, non ho attaccato la Roma sul caso Ndicka, ho insegnato solo la norma a chi me lo ha chiesto. Il presidente Casini è stato ultra modo garantista perché aveva il potere di prendere la decisione in autonomia e invece l’ha rimessa al Consiglio che ha detto di attenersi allo statuto”, così il Presidente Lotito sulla questione del rinvio di Udinese-Roma dopo una battuta riferita da La Stampa a margine di un evento politico.

La partita con l’Udinese non doveva essere sospesa con un codice giallo accertato, non è mai successo nella storia del calcio. La gara poteva essere ripresa la sera stessa, o quella successiva dopo le verifiche, c’erano 18 minuti da giocare. A me è successo ai tempi della Salernitana. La storia dell’Atalanta è diversa, la sfida era stata rinviata. La sospensione dice che la partita dev’essere disputata inderogabilmente entro 15 giorni, sul rinvio si può stabilire qualunque data per il recupero” ha concluso Lotito.

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APPROFONDIMENTI

DDR, un gigante in un calcio piccolo

(di Francesco Oddo Casano) – Non serve strillare o inventare teatrini mediatici per far valere la forza della ragione e delle idee. Daniele De Rossi oggi ha dimostrato ancora una volta la sua grandezza. Da ex campione in campo e grande uomo fuori, ha parlato in sala stampa mettendo qua e là i puntini sulle ‘i’ senza mai tracimare.

Ha mostrato classe, eleganza e coraggio, tirando una serie di ‘delicate sassate’ dialettiche a chi ha avuto l’ardore di mettere in discussione la bontà del gesto – condiviso da tutti in campo, anche dall’Udinese e dall’arbitro Pairetto – di sospendere la gara contro i friulani.

“Se bisogna sottolineare oltremodo il gesto fatto a Udine vuol dire che siamo finiti come società”, aveva detto qualche giorno fa DDR e oggi è stato costretto a tornare su un tema di cui non si dovrebbe neanche discutere. In un mondo normale dovrebbe essere così. L’umanità e la salvaguardia della salute delle persone dovrebbe andare oltre lo spettacolo, così anche il senso d’appartenenza ad una comunità, ad un gruppo, ad una famiglia. E la Roma fortunatamente è una famiglia, lo mostra costantemente in campo e fuori, rendendo orgogliosa un’intera tifoseria.

Ma tornando al merito della questione. Non solo la Roma è stata danneggiata dalla miopia (o dai giochi di potere…) del ‘palazzo’ calcistico nazionale e sarà l’unica formazione europea a non poter disporre di 5 giorni pieni per preparare la sfida d’andata delle semifinali di coppa, ma ha dovuto anche ascoltare la bieca reprimenda di Lotito e dei vertici della Lega, ai quali con eleganza, De Rossi ha mandato messaggi chiari e inoppugnabili.

“Mi dispiace che il presidente Casini non abbia ascoltato le nostre richieste, che secondo me erano legittime e sacrosante, mi dispiace che il capo delle competizioni, un uomo di calcio che è stato nell’Inter per tanti anni, non ci abbia aiutati e capiti, perché è un uomo di calcio, stava dentro al campo, faceva le coppe europee, sa benissimo quanto un giorno in più o in meno sia determinante per una squadra, detto ciò punto“. Esatto. Perchè De Rossi non cavalca mai la cultura dell’alibi e non inizierà a farlo ora. Quando ha parlato di episodi arbitrali ha rigirato la questione chiedendo lumi in merito al concetto di interpretazione e discrezionalità, nonostante l’entrata in vigore del VAR. Quando oggi ha toccato la questione ‘politica’ che dovrebbe attenere ad un dirigente (e ci si augura che prima o poi la Roma si doti di una figura in grado di poter tutelare l’allenatore su questi temi soprattutto nella comunicazione) non si è nascosto, anzi. Ha tirato fuori nomi e cognomi, sbertucciandoli, senza insultare.

E la frase più ficcante non l’ha espressa tanto su Lotito (“abbiamo un bel rapporto, ha sbagliato. So che ha detto quelle frasi ad un buffet…) ma sui vertici del nostro calcio (comunque espressione politica del presidente biancoceleste): “Se certe considerazioni sul presunto vantaggio che avremmo tratto dalla sospensione le fanno sui social, ci perdo tempo 30 secondi ma se lo facciamo anche noi all’interno del calcio, e purtroppo ripeto nelle chiacchiere fatte con Butti, Casini, è uscita questa cosa, come se il fatto che lui non fosse morto era una nostra colpa, un nostro errore, quando come se non bastasse l’esser stati spaventati che fosse successo qualcosa a un nostro amico, giocatore, compagno, a un calciatore di qualsiasi squadra, è un peccato”. A tutto questo fanno da sfondo i silenzi assordanti di Gravina – Presidente FIGC – e del ministro dello Sport Abodi, che su altre tematiche invece hanno mostrato enorme celerità e loquacità (ad es. l’esultanza di Mancini con una bandiera goliardica al termine di un derby).

Colpiti e affondati. Senza possibilità di replica, senza credibilità alcuna qualsiasi affermazione questi signori faranno. De Rossi si è mostrato ancora una volta moralmente e dialetticamente ineccepibile, un gigante in un mondo melmoso e torbido come quello del calcio italiano.

 
 
 
 
 
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Calciomercato

La Lazio punta Zaniolo: primi contatti tra Lotito e l’entourage

La Lazio punta Nicolò Zaniolo. Claudio Lotito vuole l’ex giallorosso, che a fine anno tornerà al Galatasaray dopo l’esperienza all’Aston Villa. Il numero uno del club ha individuato in Zaniolo il profilo ideale per rinforzare la Lazio in vista della prossima stagione.

Come riferisce tuttomercatoweb, Nicolò Zaniolo è un potenziale obiettivo della Lazio. Ci sono stati dei contatti. È una situazione da monitorare, con tutte le eventuali difficoltà del caso in virtù dei trascorsi importanti alla Roma, può diventare nel tempo una pista concreta. Lotito scende in campo e ci prova. Anche se alla finestra ci sono – attenti alle evoluzioni – Milan, Fiorentina e Napoli.

Zaniolo in passato da calciatore della Roma è stato vittima di diversi cori di scherno, insulti alla madre e striscioni della tifoseria laziale. Un passaggio ai biancocelesti sarebbe difficile da gestire a livello ambientale.

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Rassegna stampa

Scontro tra Roma e Lazio: Friedkin infuriati con Lotito

Le dichiarazioni di Claudio Lotito sulla gestione Friedkin non sono state ben accolte a Trigoria. Lunedì, il presidente della Lazio, in occasione del congresso romano di Forza Italia, aveva sollevato dubbi sulla stabilità finanziaria della Roma, affermando: “Dovevano essere già falliti. Mica non mettono i soldi. Che fanno? Non trasformano i soldi in capitale.” Queste osservazioni hanno generato tensioni, suscitando reazioni poco serene da parte della dirigenza giallorossa.

Nella giornata successiva, si è verificato un acceso confronto tra le due parti, con la richiesta da parte della Roma di emettere un comunicato ufficiale che prendesse le distanze dalle dichiarazioni del senatore Lotito.

Tuttavia, questa richiesta è stata respinta da Formello. Dall’altra parte, la Lazio sostiene che le parole del presidente Lotito non abbiano basi solide per essere considerate, considerando anche il contesto nel quale sono state pronunciate. Lo scrive il Tempo.

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Interviste

Lotito, altro veleno sulla Roma: “Dovevano essere già falliti”

LOTITO ROMA – L’occasione è stata offerta durante il congresso romano di Forza Italia, partito di cui il presidente della Lazio è senatore. La presenza al suo fianco di Maurizio Gasparri, noto esponente dello stesso partito e dichiarato sostenitore della Roma, ha reso l’ambiente propizio per esprimere le sue opinioni.

Dopo aver elogiato la scelta dei Friedkin di nominare Daniele De Rossi come allenatore (“una decisione intelligente, nonostante il suo particolare modo di fare…”), Lotito è stato netto riguardo alla situazione economica della squadra giallorossa: “Dovevano essere già falliti”.

Lotito ha poi aggiunto un commento sulla gestione finanziaria dei Friedkin: “Non è che non investono nella società. Il problema è che non trasformano quegli investimenti in capitale”. A questo punto, il senatore Gasparri ha avanzato un’ipotesi: “Secondo me, stanno vendendo, almeno così si dice”, ma Lotito non ha voluto approfondire.

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NEWS

Lotito tuona: “Niente decreto crescita? E’ un danno per il calcio. La Roma senza Mou e Lukaku è morta”

Il Decreto Crescita sarà abolito e il calcio italiano dunque non potrà più usufruire della parziale defiscalizzazione dei contratti di giocatori e allenatori che provengono dall’estero. Una norma che indubbiamente negli ultimi anni ha permesso al calcio italiano di attrarre nel nostro paese personaggi importanti, su tutti Josè Mourinho.

Il presidente Lotito, senatore della Repubblica, ha tentato fino a domenica sera con un exploit finale di inserire i calciatori e le società sportiva nel nuovo Decreto Crescita, un tentativo vano però.

Questo il commento dello stesso Lotito ai microfoni de La Stampa: «L’emendamento in questione lo ha fatto Galliani, non era manco mio. Per il resto, io sono abituato, come faceva Andreotti, a portare l’impermeabile estate e inverno: a me scivola tutto».

«Qualcuno ha cominciato a speculare “no perché il calcio, il settore giovanile…”: una stronzata. Giorgetti? Lasciamo perdere… Tu mica importi il ragazzino che prende 50 euro, importi i campioni. Quindi vai anche a mortificare la competitività del calcio italiano. Se tu oggi hai possibilità di avere Lukaku… gioca con la Roma, no? Lukaku cor cavolo che lo pijavi! Hai capito qual è il problema? Mourinho non lo pijavi! Perché Mourinho si avvale di questa norma. Hai capito? Così crei un danno alle società: senza Mourinho e Lukaku la Roma è morta».