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Modulo, condizione fisica e intensità: Miki che succede? Con Fonseca score da trascinatore, oggi il rendimento è anonimo

L’esperienza in giallorosso di Henrikh Mkhitaryan è stata contraddistinta da fasi ben distinte: una prima parte decisamente incolore, poi una crescita progressiva che ha spinto giustamente la società a rinnovare per il secondo anno consecutivo il contratto annuale dell’armeno, dopo una trattativa lunghissima risolta diversi giorni dopo l’annuncio ufficiale di Mourinho.

18.2.2021 Europa League : Braga vs Roma Nella foto: Mkhitaryan (Foto Gino Mancini)

Il suo approdo dall’Arsenal fu un’intuizione di Petrachi nelle ore finali del mercato estivo del 2019. La Roma cercava esperienza, qualità, un calciatore pensante che potesse supportare la fase offensiva di Fonseca con giocate diverse dall’istinto di Under, Kluivert e Zaniolo. Incipit da urlo, con un bel gol contro il Sassuolo, poi alcune problematiche fisiche e un paio di infortuni, lo hanno frenato fino a gennaio. Nel mese precedente al lockdown Miki è tornato a fare la differenza e da lì, di fatto, non si è più fermato: gol, assist e giocate decisive su cui Fonseca ha puntato anche dopo il blocco dei campionati, spostandolo in una posizione più centrale.

Nella foto: Fonseca (Foto Gino Mancini)

Da esterno sinistro nel 4-2-3-1, l’armeno è stato schierato nei due trequartisti alle spalle di Dzeko, con la Roma che passò alla difesa a 3. Questa impostazione tattica è stata mantenuta anche per la scorsa stagione e non vi è dubbio che, al netto del magro raccolto finale, tre giocatori su tutti hanno beneficiato delle scelte tattiche del lusitano: Veretout, Spinazzola e appunto Mkhitaryan, non a caso i tre calciatori che sono venuti a mancare nella fatale serata di Manchester.

Tornando al rendimento dell’armeno, i numeri confortano l’idea che la Roma avesse trovato un titolare di assoluto livello, che ai Gunners e in parte già allo United (proprio con Mourinho) sembrava aver disperso parte del suo talento: 46 presenze nella scorsa stagione, oltre 3 mila minuti disputati, con 15 reti realizzate e 13 assist.

3.10.2021 Roma vs Empoli (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Mkhitaryan esulta (Foto Gino Mancini)

Questi dati e la conferma tecnica arrivata da Mou, hanno prodotto un rinnovo di contratto sacrosanto e conquistato sul campo. In questa stagione Miki – superati gli screzi di Manchester con l’allenatore – ha ripreso da dove aveva lasciato, realizzando la prima rete ufficiale in campionato contro la Fiorentina (oltre ad un assist decisivo per il primo gol stagione di Pellegrini in Turchia contro il Trabzonspor). Poi è iniziato un prolungato periodo di difficoltà sfociato in prestazioni insufficienti soprattutto nei big match: totalmente anonimo nel Derby, male a Torino, in grave difficoltà ieri contro il Napoli. Considerato un titolare inamovibile dallo Special One, Mkhitaryan parte oggi da una posizione decisamente più defilata rispetto alla scorsa annata e come riconosciuto ieri dal tecnico portoghese, gli viene richiesto un enorme sacrificio sul piano difensivo, sia in appoggio a Vina, che nel posizionamento in fase di non possesso, per schermare la costruzione iniziale delle squadre avversarie. Un contributo che genera un enorme dispendio di energie e che inevitabilmente rende meno lucido l’armeno quando si proietta nella metà campo avversaria, ma il problema sembra essere anche di intensità mentale. Ieri contro l’undici di Spalletti, Mkhitaryan è apparso l’unico calciatore della Roma non in grado di opporre alla qualità e al fraseggio partenopeo quell’impeto emotivo tipicamente Mourinhano che invece contraddistingue i suoi compagni.

Dunque i diversi compiti tattici da una parte e probabilmente una precaria condizione fisica (con l’aggravio di non poter mai rifiatare vista la scelta di Mou di puntare solo su 12-13 elementi della rosa), definiscono un Mkhitaryan in grande difficoltà. Rigenerarlo è obiettivo fondamentale per amplificare la produzione offensiva, che nelle ultime gare ufficiali è drasticamente calata. Palla a Mou…