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Roma in campo a due giorni dal Leicester: lavoro atletico e tecnico agli ordini di Mou. Out Mkhitaryan

La Roma è scesa in campo questa mattina a Trigoria, mentre Radja Nainggolan varcava i cancelli del centro sportivo giallorosso. Lavoro atletico e tecnico-tattico per il gruppo agli ordini di Josè Mourinho, mentre l’unico assente è stato Mkhitaryan alle prese con la fisioterapia, post infortunio al flessore patito all’andata a Leicester.

Sergio Oliveira è in vantaggio su Veretout per il posto in mediana al fianco di Cristante. Zaniolo, nonostante la prova decisamente anonima contro il Bologna, quasi certamente scenderà in campo da titolare.

La probabile formazione:

Rui Patricio, Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Cristante, Oliveira, Zalewski; Zaniolo, Pellegrini, Abraham

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Rassegna stampa

Mkhitaryan ko: dovrà fermarsi per 2-3 settimane

L’infortunio occorso a Henrikh Mkhitaryan nel secondo tempo del match di Leicester corre il rischio di pesare molto nella gestione dei prossimi dieci giorni. Ieri l’attaccante armeno è stato sottoposto a Trigoria a una ecografia al flessore della coscia destra. L’esame strumentale – scrive ‘La Gazzetta dello Sport’ – sarà ripetuto anche oggi, se il programma verrà confermato Mkhitaryan lunedì dovrebbe sottoporsi a una risonanza magnetica che darà una tempistica più precisa sul rientro. Al momento si ipotizza che possa tornare a disposizione di Mourinho fra due-tre settimane. Quindi, qualora la Roma approdasse in finale di Conference, potrà contare su Micki. Ecco, in questi giorni decisivi, un’altra cosa è apparsa chiara: dal punto di vista degli infortuni il progresso rispetto alla passata stagione è stato enorme. Dal 9 gennaio, in campionato la Roma non ha più subito gol nell’ultimo quarto d’ora.

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Rassegna stampa

Mkhitaryan è l’unica brutta notizia da Leicester

Si è fermato sul più bello, con la Roma in vantaggio al King Power Stadium e con la finale di Tirana più vicina:l’aria sconsolata, la smorfia di disappunto in direzione della panchina, prima di essere sostituito. L’infortunio muscolare di Henrikh Mkhitaryan, scrive  La Repubblica, è l’unica brutta notizia della notte di Leicester: l’armeno ha dovuto abbandonare la semifinale di andata dopo un’ora di gioco, per un problema rimediato al flessore della coscia destra.José Mourinho, salvo sorprese, non avrà a disposizione il calciatore per la sfida di ritorno, in programma giovedì prossimo in un Olimpico che si preannuncia infuocato.Il calciatore ieri sera avvertiva ancora fastidio: l’idea è quella di riaverlo per le ultime gare della stagione, con la speranza che il calendario giallorosso possa allungarsi di qualche giorno, fino alla finalissima di Conference League a Tirana.

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Le Voci di Retesport

Giannini: “Roma con personalità a Leicester ma la ripresa è stata dura. L’infortunio di Miki un problema”

“Roma con personalità e sicurezza nel primo tempo, poi nella ripresa ho visto la squadra un po’ più bloccata”. Così Giuseppe Giannini ai microfoni di Retesport, dopo la sfida d’andata delle semifinali di Conference League.

“La difesa a tre dovrebbe essere un po’ alta e aggressiva, mentre ieri Zalewski in diverse circostanze ha fatto il terzino sinistro. Zalewski se gioca venti metri più avanti invece di difendere troppo può diventare ancora più importante per gli schemi di Mourinho. Ibanez troppo bloccato, uscendo un po’ fuori avrebbe dato più spazio in avanti al terzino polacco. Al ritorno la spinta dell’Olimpico può essere un fattore decisivo”

Poi un giudizio sull’infortunio di Mkhitaryan: “Lo stop dell’armeno è un serio problema per la Roma. Un giocatore difficile da sostituire”

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NEWS

Roma, Mourinho perde Mkhitaryan: stiramento alla coscia, salta il ritorno col Leicester

Brutte notizie per la Roma e Mourinho: Mkhitaryan sarà costretto a saltare le prossime gare di campionato e Conference League per uno stiramento alla coscia sinistra. Il centrocampista armeno è stato costretto a saltare il secondo tempo del match contro il Leicester per il problema muscolare, adesso dovrà saltare anche il ritorno.

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Rassegna stampa

Roma e Mkhitaryan, rinnovo più vicino

Prima la conquista della finale di Conference e poi il rinnovo del contratto. Giorni caldi per Henrikh Mkhitaryan, scrive Il Corriere della Sera, leader giallorosso promosso sul campo da JoséMourinho che ne ha fatto uno dei titolari indiscussi della sua squadra (sono 42 le presenze stagionali, 38 dal primo minuto, con 5 reti segnate).

Per questo domani a Leicester – arbitra lo spagnolo Del Cerro Grande, due precedenti con i giallorossi, l’ultimo il 6-2 per il Manchester United nella semifinale di Europa League dello scorso anno – si affiderà soprattutto a lui, che proprio al King Power Stadium ha già vissuto delle giornate di gloria.

La più esaltante nel 2017 con lo United allenato proprio da Mourinho, quando Miki fu protagonista di una bella vittoria per 3-0 dei Red Devils in casa degli allora campioni d’Inghilterra, guidati da Ranieri, con un gol (assist di Chris Smalling) e un assist. In totale Mkhitaryan ha incontrato 7 volte in carriera il Leicester e il suo bilancio è positivo: 4 vittorie, un pareggio e 2 sconfitte.

Sono giorni importanti anche per il rinnovo del suo contratto, in scadenza il 30 giugno. Lo scorso anno il prolungamento è arrivato dopo la fine del contratto, quest’anno Tiago Pinto vorrebbe evitare di arrivare a giugno con la situazione ancora in bilico. La firma dovrebbe essere solamente una formalità, ma finché il rinnovo (biennale) non sarà ufficiale, Mourinho non sarà tranquillo.

Nel frattempo, però, continua a mandarlo in campo. Ci sono pochi dubbi sul fatto che domani Miki sarà titolare, ce ne sono un po’ di più sul ruolo: Mou potrebbe confermarlo in regia al fianco di uno tra Cristante Sergio Oliveira, con Zaniolo Pellegrini alle spalle di Abraham, che oggi sarà in conferenza, oppure farlo giocare al posto di Zaniolo, con una mediana più robusta.

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Rassegna stampa

Micki e Smalling amuleti per Mou anti-Leicester

Trentadue e ventitré. Sono rispettivamente gli anni dall’ultima finale europea (con l’Inter in Uefa) e dalla più recente vittoria con qualificazione contro una squadra inglese (con il Newcastle) della Roma prima delle maledizioni Liverpool, United e Arsenal, scrive LeggoPer sconfiggere il doppio tabù Mourinho domani può affidarsi ad amuleti anti-Leicester che conoscono molto bene la Premier. Smalling e Mkhitaryan non solo hanno vinto l’Europa League insieme allo Special One, ma in carriera hanno già fatto male alle Foxes.

Il difensore da capitano del Manchester ha messo a segno un gol e un assist nelle due partite vinte nel 2016-17. L’armeno ha collezionato 1 gol e due assist nelle ultime due volte in cui ha incrociato il Leicester. Risultato? Due vittorie. Mou – che parlerà in conferenza alle 19,30 – si affiderà a loro e a Zaniolo per il quale è prevista la presenza di numerosi osservatori di Premier. Per gli altri due invece è in arrivo il rinnovo: nel caso di Smalling con spalmatura dell’ingaggio, nel caso di Miki si tratterà di un annuale alle stesse cifre. Cerca il primo gol con il Leicester, infine, Abraham che ha deciso di respingere le avance dell’Arsenal rese peraltro nulle dal diritto di recompra del Chelsea. Precedenti positivi, invece, per Rui Patricio che in 6 precedenti con il Leicester ai tempi del Wolverhampton per ben 3 volte non ha subito gol. Ancora meglio ha fatto Mourinho con 8 vittorie in 11 precedenti di Premier. Insomma gli amuleti ci sono, ora serve un’altra notte magica.

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Calciomercato

Mkhitaryan-Roma, rinnovo vicino: i dettagli

La Roma prova a blindare Mkhitaryan. Come riferisce tuttomercatoweb, la società giallorossa ha proposto un biennale all’armeno con scadenza nel 2024. Le parti sono molto vicine all’accordo, con la volontà comune di chiudere in breve tempo.

Probabile sia stata proposta al trequartista giallorosso una leggera riduzione dell’ingaggio con spalmatura sul biennio.

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Hakan-Henrik, serve un guizzo per la gloria

Modi diversi di inventare, di illuminare la fase offensiva e accendere il pubblico, come riporta La Gazzetta dello Sport. Eh sì che le premesse a inizio stagione erano agli opposti: Hakan Calhanoglu è stato l’uomo indicato da Inzaghi all’Inter per sostituire Eriksen e per far decollare il suo progetto, mentre per Henrikh Mkhitaryan l’arrivo a Roma di Mourinho sembrava potesse essere un boomerang, dopo che l’avventura vissuta insieme a Manchester era finita con un po’ di freddezza tra i due. E invece Micki ha dimostrato di essere una pedina fondamentale per le ambizioni della Roma: ha aspettato il suo momento e conquistato la fiducia di Mou, che adesso sa di avere un’arma in più per scardinare le difese avversarie. Hakan ed Henrikh stasera avranno tanti riflettori puntati addosso: dopo una stagione sull’altalena, tra alti di grande qualità e bassi a volte davvero anonimi, i due arrivano all’appuntamento del Meazza in ottima condizione, mentale e fisica. Toccherà a loro accendere le luci a San Siro. Calha ha messo la firma sulla nuova scintilla scudetto: con quel rigore realizzato – al secondo tentativo – in casa della Juve, ha rianimato una squadra che sembrava aver perso la strada per la gloria. Sette reti in A, ma soprattutto otto assist: Calha è l’arma in più quando si tratta di sbloccare la partita, ogni angolo diventa una potenziale palla gol, una minaccia per gli avversari non semplice da leggere in anticipo. Dall’altra parte, invece, Mkhitaryan è il vero ago della bilancia della Roma di Mou. A inizio stagione faticava un po’ nel ruolo di esterno sinistro del 4-2-3-1, pagando dazio all’obbligo di dover fare rientri difensivi con continuità. Poi, quando si è passati alla difesa a tre ha ritrovato smalto e brillantezza. Una seconda gioventù, di fatto, con l’armeno che balla tra il ruolo di mezzala e quello di trequartista offensivo. A lui spetta il compito di legare i reparti, di tenere insieme centrocampo e attacco. Quando si abbassa come mezzala deve creare densità in mezzo al campo e aumentare la qualità nel palleggio e nella costruzione dal basso. Quando invece si alza in posizione di trequartista, Micki deve lasciar libera la sua grande fantasia, trovando magari anche il modo di inventare qualche assist. Ad oggi, forse, è il giocatore più decisivo della rosa giallorossa. Con il contratto da rinnovare il prima possibile, visto che va in scadenza a giugno.

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Mkhitaryan-Calhanoglu, il fantasista armeno contro il turco: un duello di classe

Sono tanti i duelli che, domani pomeriggio alle 18, potrebbero decidere il big match tra l’Inter e la Roma. Come scrive Il Corriere della Sera, sicuramente quello sulle panchine tra José Mourinho, che oggi non parlerà nella conferenza stampa della vigilia, e Simone Inzaghi ma non solo. Avrà un ruolo importante la fantasia di due calciatori che si stanno rivelando determinanti: da una parte l’armeno Henrikh Mkhitaryan e dall’altra il turco Hakan Calhanogliu.

Toccherà a loro due dare un tocco di imprevedibilità al match, che potrebbe essere molto più equilibrato rispetto ai primi due incroci stagionali, conclusi con due vittorie facili da parte dell’Inter.

Grazie al loro contributo di gol e assist (4 reti e 9 assist l’armeno, 7 reti e 8 assist il turco) in stagione, sono diventanti fondamentali per Mourinho e Inzaghi. Mkhitaryan si sta scoprendo sempre più importante per il tecnico portoghese, che non ha mai perso l’occasione per fargli i complimenti pubblicamente. Miki gioca ovunque, con enorme spirito di sacrificio, e Mou lo ha rilanciato anche nel ruolo, per lui inedito, di regista.

Calhanoglu ha una caratteristica che sta facendo la fortuna di Simone Inzaghi: fa spesso gol contro le grandi. In campionato è andato a segno contro il Milan, il Napoli, la Juventus e nella gara di andata contro la Roma (direttamente su calcio d’angolo) all’Olimpico, dove ha servito anche un assist per Dzeko.

Mkhitaryan con la maglia della Roma ha segnato due volte ai nerazzurri, ma nei 6 precedenti non ha mai vinto, ottenendo solo 3 pareggi e 3 sconfitte. Proverà a sfatare questo tabù a San Siro, davanti a più di 70 mila spettatori, di cui circa 4 mila proveniente dalla Capitale.