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Rassegna stampa

Mourinho commosso: “Vittoria di famiglia, gara straordinaria”

Voleva salire sull’ottovolante per provare ad alzarsi ancora di più. E ci è riuscito, scrive La Gazzetta dello Sport,  esattamente a modo suo: lottando e vincendo con una partita di grande sacrificio. Quella che porterà José Mourinho a giocarsi la sua ottava finale europea, la 26a in carriera. E trasformando Mou nell’unico allenatore ad aver raggiunto una finale europea con quattro club differenti (prima della Roma ci era riuscito con Porto, Inter e Manchester United). Insomma, un trionfo, il suo trionfo, lui che sognava di portare in alto la Roma al primo colpo per entrare nella storia giallorossa. Manca ancora Tirana, è vero. Ma nella storia romanista da ieri José c’è già lo stesso. “È stata una vittoria di famiglia: non solo quella che era in campo o in panchina, ma anche quella che era allo stadio – dice -. C’è stata un’empatia gigantesca, un grande senso di famiglia. Abbiamo fatto una gara straordinaria, anche se qualcuno la interpreterà in modo diverso. Ma quando il tuo portiere fa solo due parate in 180 minuti contro una squadra di Premier con grande qualità vuol dire che qualcosa di buono hai fatto per compattezza e copertura degli spazi“. E quel buono ha portato ad una finale. “La storia della Roma è di sofferenza, non vince da tanto, il numero delle finali non è in linea con la sua storia. Tutto questo per noi significa tanto, vale come andarsi a giocare la Champions per Real e Liverpool. Ed al mio amico Ancelotti faccio i complimenti, ora andiamo a vincere insieme“.

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APPROFONDIMENTI

Mourinho, commosso al termine del match contro il Leicester (VIDEO)

Josè Mourinho ha vissuto con passione e la consueta abnegazione alla causa tutti i 95 minuti del match vinto contro il Leicester. Lo Special One ripreso al termine della sfida pochi istanti prima del triplice fischio finale, è apparso fortemente commosso, poi abbracciato dai suoi componenti dello staff, ha lasciato il campo, salvo rientrare successivamente per salutare i tifosi.

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PARTITE

LA ROMA BATTE IL LEICESTER E VOLA IN FINALE!

La Roma questa sera all’Olimpico si gioca il pass per la finale di Conference League. La squadra di Mourinho dopo l’1-1 dell’andata sfiderà il Leicester nella semifinale di ritorno della competizione europea.

CRONACA PARTITA

SECONDO TEMPO

90’+5′ – TRIPLICE FISCHIO! FINISCE QUI! LA ROMA VOLA IN FINALE DI CONFERENCE LEAGUE!!!!!!!!!!!!!!

90+3′ – Fallo su Veretout nella trequarti avversaria.

90+2′ – Maddison calcia bene, ma fuori.

90′ – Cinque minuti di recupero.

88′ – Arriva il cambio. Esce Abraham, in campo Shomurodov.

86‘ – Karsdorp ammonito per aver perso tempo.

85′ – Corner per il Leicester.

84′ – Esce Zalewski per Viña.

83′ – Iheanacho calcia un missile. Rui Patricio blocca.

81′ – Abraham chiede il cambio, essendo esausto.

80′ – La palla arriva in area a Zalewski che stoppa e calcia, ma colpisce un avversario.

78′ – Finisce la partita di Zaniolo, dentro Veretout.

76′ – Ayoze per Dawsburry-Hall.

74′ – Problemi fisici per Zaniolo e Ibanez.

72′ – Bel ripiego difensivo di abraham che poi subisce fallo.

70′ – Esce Pereira ed entra Castagne nel Leicester.

68′ – Giallo per Fofana che atterra Abraham.

66′ – Cross di Justin verso Vardy. Il centravanti non ci arriva e la palla sfila sul fondo.

64′ – Il Leicester passa a un 3-5-2: Schmeichel; Amartey, Fofana, Evans; Pereir; Maddison, Tielemans, Dewsbury-Hall, Justin; Vardy, Iheanacho.

61′ – Zalewski ruba il pallone ed entra in area. Il 59 poi viene chiuso da tre avversari.

56′ – Dewsbury-Hall ci prova da fuori area con il mancino, palla abbondantemente fuori. 

56′ – Bella chiusura di Cristante di tacco su Iheanacho

55′ – Punizione per il Leicester per fallo di Oliveira a centrocampo. 

53′ – In panchina Mourinho prepara El Shaarawy, Veretout e Pérez. 

52′ – Giro palla del Leicester e verticalizzazione per Justin, palla in fallo di fondo. 

50′ – Buona chiusura di Ibañez su Maddison, il brasiliano guadagna anche rimessa per la deviazione dell’inglese.

50′ – La Roma fatica a ripartire e il Leicester alza il ritmo, ma la difesa giallorossa è concentrata. 

47′ – Spinge anche il Leicester sfruttando il cambio di modulo, corner per gli inglesi. 

46′ – Subito una chance! Su corner carambola su Evans con la palla che quasi finisce in rete.

45’ – Inizia il secondo tempo.

PRIMO TEMPO

43′ – Fase caotica dle match con tanti palloni persi da ambedue le squadre.

40′ – Mancini perde palla e poi entra sull’avversario. Ammonito il centrale.

38′ – Sbagliano nel possesso le Foxes. Regalata palla alla Roma per una rimessa.

36′ – Adesso si allunga il Leicester.

32′ – Gran giocata di Abraham che allunga il pallone a Zaniolo. Il 22 tira ma un difensore ribatte in corner,

28′ – Lookman, infastidito da Ibanez, si porta il pallone sul fondo. Rimessa per Rui Patricio.

26′ – Intervento duro di Vardy su Ibanez.

16′ – Bell’incursione centrale di Pellegrini, il capitano tira al volo. C’è Schmeichel, poi palla in corner.

10′ – GOL DELLA ROMAAAAAAAAAAAA!!!! Dal corner arriva lo stacco imperioso di Abraham, nulla può Schmeichel. 

9′ – Gran sviluppo offensivo per la Roma: il cross teso di Zalewski arriva a Pellegrini. Il tiro del capitano viene deviato e termina di poco a lato. Angolo per la Roma.

8′ – Tira in porta Pellegrini. Schmeichel si fa trovare pronto e para in corner. Prima occasione della gara

7′ – Punizione dal lato sinistro dell’area di rigore per la Roma. Fallo su Zalewski. 

0’ – Via! Comincia la semifinale di ritorno di Conference!

Roma-Leicester, le formazioni di Mourinho e Rodgers

ROMA (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Cristante, Sergio Oliveira, Zalewski; Lo. Pellegrini, Zaniolo; Abraham. 
Allenatore: Mourinho.

A disposizione: Fuzato, Kumbulla, Viña, Spinazzola, Maitland-Niles, Veretout, Diawara, Bove, Felix, El Shaarawy, Carles Perez, Shomurodov.

LEICESTER (4-1-4-1): Schmeichel; Ricardo Pereira, Evans, Fofana, Justin; Tielemans; Lookman, Maddison, Dewsbury-Hall, Barnes; Vardy.
Allenatore: Rodgers. 

A disposizione: Ward, Vestergaard, Castagne, Thomas, Amartey, Soyuncu, Albrighton, Choudhoury, Soumaré, Ayoze Perez, Daka, Iheanacho.

ARBITRO: Jovanovic (Ser).
GUARDALINEE: Stojkovic e Mihajlovic (Ser).
IV UOMO: Grinfeeld (Isr).
VAR: Dankert (Ger).
AVAR: Fritz (Ger).

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Allenamenti

Roma in campo per la rifinitura: out solo Mkhitaryan – VIDEO

La Roma è scesa in campo alle 18.00, dopo le parole in conferenza stampa di Mourinho e Cristante, per svolgere la seduta di rifinitura alla vigilia del match di ritorno contro il Leicester.

Tutto il gruppo a disposizione di Mourinho, tranne Mkhitaryan ancora ai box per l’infortunio muscolare patito all’andata. Prima parte dell’allenamento – aperta alla stampa – dedicata alla fase di riscaldamento e un breve lavoro atletico, poi le prove tattiche e anche sui calci piazzati in vista di domani.

Sui social di Retesport tutti gli aggiornamenti e le altre immagini

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Interviste

Mourinho: “Daremo tutto, vogliamo festeggiare con la nostra gente. Ai tifosi chiedo di venire per giocare con noi”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Josè Mourinho alla vigilia di Roma-Leicester:

Stagione lunghissima per tutte e due le squadre, con una differenza sostanziale, che da un po’ di tempo il Leicester pensa solo alla Conference. Arriveranno molto riposati rispetto alla Roma. Che peso può avere?
“Spero nessuno veramente, ma la tua analisi è ovvia, io sono stato già in quella situazione, quando tu non hai nessuna possibilità in campionato di raggiungere i tuoi obiettivi e hai una competizione europea, il focus diventa quest’ultima. Anche se per loro questa non è la loro competizione europea, perchè era l’Europa League, è un modo per potersi qualificare in Europa, è logico quindi che facciano turnover. Noi non lo possiamo fare, abbiamo campionato da giocare, abbiamo possibilità di raggiungere le coppe in campionato, non possiamo cancellare questa ipotesi e dobbiamo giocarcela fino alla fine. Spero che domani non pesi, spero che l’aspetto emozionale possa mettere i miei in uno stato di anima altissimo, che possa aiutarli a vincere la partita”

Come si sostituisce un calciatore come Mkhitaryan?
“Noi non abbiamo un altro Miki, ci sono squadre top dove hai due giocatori simili per ogni ruolo, queste squadre possono fare turnover perfetto, che non soffrono quando hanno delle assenze, noi non abbiamo un altro Mkhitaryan, è evidente, non c’è possibilità di fare lo stesso con altri calciatori. Possiamo giocare in maniera diversa, senza cambiare l’obiettivo: andare in finale. Vogliamo lasciare tutto quello che abbiamo sul campo. Domani sarà la 14° partita di Conference, abbiamo iniziato in Turchia, giocando ogni giovedì, poi la domenica con tante difficoltà ed evidenti conseguenze. Siamo qui, come squadra andremo lì domani a combattere”

Rodgers ha detto che sarebbe felice di ricevere solo una coppa di thè?
“Beh ho preparato una bottiglia di vino inglese, ma se vuole una tazza di thè va bene”

Cosa ne pensa della squadra di Rodgers?
“Quello che sta facendo il Leicester è fantastico, dopo la vittoria della Premier il modo in cui è cresciuto il club in ogni livello è fantastico. Congratulazioni a tutti. Rodger non mi sorprende, la gente dimentica cosa abbia fatto al Liverpool con molte meno risorse che il Liverpool ha ora. La gente non si concentra sul campionato scozzese, anche lì è stato fantastico. Il Leicester e Rodgers molto molto bene…spero che domani vada bene per noi e non per loro”.

Le sue emozioni per una semifinale dinanzi ad un Olimpico pieno, vista l’ansia che c’è in città?
“Non c’è dubbio sull’empatia che si è creata tra di noi, noi squadra, io, giocatori con i tifosi, su questo non c’è dubbio. Siamo insieme in competizione da 10 mesi, con momenti più belli o meno belli da ricordare o dimenticare, siamo sempre stati insieme, con grande empatia. Arriviamo ad un momento in cui giocheremo le ultime due partite della stagione all’Olimpico, contro Leicester e Venezia. Sarebbe bello festeggiare questa empatia che si è creata, che rimarrà al di là dei risultati, ma meritiamo tutti di finire bene queste due partite dell’Olimpico. Ai tifosi dico che noi giochiamo per noi e tanto per loro, mi piacerebbe che loro giochino la partita con noi, perchè si può stare allo stadio come spettatori, ma anche a giocare la partita. Se abbiamo 70 mila spettatori, il significato è niente, ma se abbiamo 70 mila che vogliono giocare, la storia è diversa. Noi chiediamo questo alla gente: non venite allo stadio per guardare la partita, ma per giocarla”

Il Leicester?
“Ad essere onesto vincere al Leicester significa più di vincere titoli al Chelsea, al Man United. A parte le battute, certamente vuole vincere. Soprattutto perché è l’unico modo per raggiungere una competizione europea l’anno prossimo. L’unico modo per farlo è vincere la Conference”.

Ma lei quanto è ambizioso di vincere?
“È la stessa in ogni partita. Voglio vincere sempre la prossima partita e la prossima è una semifinale ancora di più. Perché ti dà il diritto di giocare una finale. Non è solo il prossimo match, ma una speciale partita. La nostra corsa è stata in Conference, ed è stata davvero difficile, sono 14 partite e abbiamo la possibilità di andare in finale, dobbiamo giocare al nostro massimo livello per meritare la finale”.

Si sta divertendo nel progetto Roma?
“Mi sto divertendo molto, sono felice ogni giorno di venire al centro sportivo e non posso negarlo. Voglio di più? Sì. Voglio che la prossima stagione pensiamo in modo più grande? Sì. Ma conosco il progetto, cerco di dare tutto quello che ho e amo lavorare con la gente qui. Credo che meritiamo finire la stagione con qualcosa da celebrare, un trofeo sarebbe fantastico. Finire in una posizione che ci consente di giocare in Europa è anche positivo. Domani è un altro grande passo, non dimentico e non nego che giochiamo contro una buona squadra ma lo siamo anche noi”.

Veretout e Oliveira vivono momenti diversi, sono diversi per caratteristiche  e intensità. Che momento stanno vivendo?
“Non c’è un giocatore per giocare al posto di Miki con le sue stesse caratteristiche. Tu sai quello che noi abbiamo, tu hai detto bene, sono diversi da Miki. Però giochiamo come squadra, cercheremo sempre di nascondere tra virgolette i problemi che abbiamo, che non siamo una squadra perfetta, di esplorare e scoprire i piccoli problemi che il Leicester avrà. Sergio e Veretout, come gli altri, sono in condizione di dare tutto quello che hanno da dare. Domani è molto possibile di vincere, solo se siamo tutti al massimo livello, sono assolutamente convinto che i ragazzi che hai citato o altre opzioni ci aiuteranno”

Che partita dobbiamo aspettarci?
“Sempre difficile da prevedere quello che sarà la partita, qualche volta vuoi fare una partita e ne esce una diversa, a me piacerebbe una partita come quella di Leicester, dove Rui ha fatto una parata in 90 minuti. Questo significherebbe che non avremmo grossi problemi, sarebbe importante per noi. Il pubblico può aiutare, se vuole giocare con noi, ma la squadra deve avere maturità e intelligenza di gioco per gestire l’evento in modo razionale e poco emozionale”

E’ abituato a momenti come questo, a partite così importanti. La sua proprietà come si avvicina a questa sfida? Come stanno vivendo queste ore i Friedkin?
“No non ci siamo scambiati nessuna idea, il presidente e i suoi figli mi conoscono già un po’, sanno che prima della partita la mia vita sono io, i miei assistenti, i miei giocatori, che non mi piace condividere, non mi piace stare con altre persone, neanche fare le conferenze stampa, sono qui perchè sono obbligato a farle. Conosco già molto bene loro, facile da capire, che al di là dei tifosi, degli innamorati di calcio e del suo club e gente così vive questi momenti importanti. Vedo da loro rispetto per la nostra privacy come squadra, per la nostra concentrazione, ma posso capire che dalla loro parte esiste questa diversità nell’approccio. Sono super felici di avere una semifinale in casa, con uno stadio pieno, con i tifosi, con grande gioia e andiamo lì tutti insieme. Se la nostra gente giocherà con noi, può fare la differenza”

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APPROFONDIMENTI

Un anno di Mourinho a Roma: le frasi iconiche e le foto più belle

FOCUS RETE SPORT – Un anno di Josè Mourinho a Roma. Sui social sta spopolando in queste ore il ricordo del clamoroso annuncio a sorpresa del club giallorosso che alle 15.09 di un anno fa esatto pubblicava su Twitter un post che segnalava ovviamente l’ingaggio dello Special One. Come Special è stata l’attesa del suo avvento reale e fisico nella capitale, l’arrivo a Ciampino sull’aereo presidenziale – guidato da Dan Friedkin – le prime immagini dentro Trigoria, la vespa regalata a Josè e divenuta iconica addirittura sulle magliette. Tifosi impazziti, la Roma al centro del mondo calcistico per l’annuncio di uno dei manager più titolari al Mondo. Poi la presentazione nel cuore della capitale, presso la suggestiva sede di Terrazza Caffarelli, a due passi dal Colosseo.

Sono tante le frasi espresse da Mou, che ne ha avuto per tutti, com’è nel suo stile: arbitri, giornalisti, alcuni colleghi e varie ed eventuali. Ma non c’è da sorprendersi, perchè la comunicazione è sempre stato uno dei marchi di fabbrica del portoghese.

Non voglio la Roma di Mourinho, voglio la Roma dei romanisti”

“Io non voglio troppa tranquillità, non voglio troppo tempo: è contro la mia natura. Se il tempo significa finire settimi o ottavi, non lo voglio. Io voglio accelerare il processo, se possibile”.

“Questo non è il progetto dei Friedkin, non è il progetto di Mourinho, non è il progetto di Tiago Pinto. Questo è il progetto Roma”.

“Ogni giorno ci ricordavano che da 19 mesi la Roma non vinceva con una big: ora è da 22 minuti e mezzo”. (Dopo Atalanta-Roma 1-4)

“Qui i giocatori sono abituati ad una comfort zone, da quinto-sesto posto e non va bene”

“Ho detto ai ragazzi non sono io che devo scendere a livello dei giocatori ma loro salire al mio livello psicologico”

“Non mi piacciono gli ‘olè’, perché poi un giocatore li può interpretare in modo sbagliato. Non mi piacciono a fine partita, figuriamoci al minuto 43. C’è il rischio che poi i giocatori pensino che la partita sia finita

“La Roma ha il diritto di poter vincere le partite”

“Amo la Roma e Roma è casa mia”

Queste probabilmente le frasi più iconiche espresse dallo Special One in questo suo primo anno solare nella capitale. Alle 17.00 parlerà in conferenza stampa alla vigilia della semifinale di ritorno contro il Leicester. L’occasione più ghiotta per riaprire finalmente la bacheca di Trigoria, chiusa da 14 anni. I romanisti ci credono, ma l’augurio è che Mou cambi profondamente la storia di questo club.

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Rassegna stampa

Rodgers, vino da 535 euro in regalo. Come ricambia domani Mourinho?

Non sarà un Domaine de la Romanée-Conti del 1945, il vino più costoso del mondo, 558mila dollari per una bottiglia. Ma resta uno dei rossi più prestigiosi in assoluto e anche il preferito di José Mourinho.

È il Barca Velha, il vino che Brendan Rodgers ha regalato a José Mourinho giovedì scorso, a Leicester. “Il migliore sul mercato, gli sarà costato tantissimo“, ci ha scherzato su l’allenatore della Roma. Esattamente 450 sterline, al cambio attuale 535 euro. Perché è un vino con un alto potenziale di invecchiamento, che vede la luce solo in annate straordinarie (fino al 2019 erano state 19 sulle 62 vendemmie di Casa Ferreirinha, l’azienda che lo produce sulle terrazze della regione del Douro, in Portogallo).

Del resto, scrive La Gazzetta dello Sport, l’amore di Mourinho per il buon vino viene da lontano, come la tradizione di regalarlo al tecnico avversario. E domani ricambierà, magari con il vino preferito da Rodgers, che con Mou ha passato 4 anni al Chelsea. Dove José aveva lanciato l’abitudine di scambiarsi una bottiglia con Ferguson, che nella sua casa del Cheshire ha oltre 800 bottiglie. “Il mio preferito è un toscano, il Tignanello”, ha detto Sir Alex.

Mourinho, quando divenne boss dello United, gli regalò proprio un Barca Velha, in una tradizione lanciata con il primo Chelsea di Mou. “Un giorno mi promise questo vino del Douro ma me ne portò un altro – disse Ferguson – Lo rimproverai, la volta successiva mi accontentò”.

E con quel vino Mou festeggia gli eventi speciali: compleanni, traguardi, vittorie. Insomma, quando c’è da stappare una bottiglia Mou sa cosa scegliere. Ma non il 21 dicembre 2017, quando il Bristol City eliminò lo United dalla Carabao Cup. Lee Johnson gli aveva regalato un Barca Velha, lui andò via adombrato. “Ma prima mi diede una bella maglietta personalizzata”, disse il tecnico del Bristol. Del resto, Mou festeggia solo quando si vince…

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Rassegna stampa

Mourinho, mister di Coppa. Obiettivo: battere il Leicester per inseguire con la Roma l’ottava finale europea

È una storia che parte da lontano, come quelle saghe familiari in cui c’è un ragazzo che sogna e a un certo punto si volta indietro, valutando con un sorriso ciò che ha realizzato. José Mourinho ci ha messo quasi un ventennio per costruire il piedistallo internazionale della sua fama, ma non è adesso il momento giusto per guardarsi alle spalle. Il presente, scrive La Gazzetta dello Sport, è un’ossessione, e quel presente adesso di chiama Roma-Leicester, la porta d’accesso alla ottava finale europea della sua carriera, cinque delle quali finite in trionfo.

Questa straordinaria cavalcata, che domani sarà santificata da un Olimpico tutto esaurito, ha avuto inizio esattamente un anno fa, il 4 maggio 2021, quando il club giallorosso annunciò al mondo, l’ingaggio dell’allenatore portoghese per cominciare un progetto triennale. Un progetto che portava con sé l’onere e l’onore di alimentare la leggenda destinata a muoversi per sempre insieme allo Special One.

A distanza di meno di cinque anni, la caccia è pronta a ricominciare, a patto che le “volpi” del Leicester lascino domani la loro pelliccia all’Olimpico. Per non lasciare nulla d’intentato, come suo costume Mourinho sta curando tutti i particolari, dalla battuta dei calci d’angolo ai penalty, visto che non si può escludere una conclusione oltre il novantesimo. La lista? AbrahamPellegriniZanioloOliveiraVeretout Cristante.

Una cosa è certa: lo Special One sa come si va in finale. Lo dimostra il fatto che, complessivamente, il tecnico portoghese ne ha giocate 25 – fra nazionali e internazionali – vincendone ben 17. Adesso, però, c’è ancora una volta l’Europa che lo attende e Mou è pronto a salire sull’ottovolante.

L’ottavo atto conclusivo di una manifestazione europea lo attende e lui potrebbe vedere inciso il suo nome per primo sulla coppa di Conference League che sarà inaugurata a Tirana il 25 maggio. Con queste premesse non può sorprendere che i tifosi della Roma credano di essere nelle migliore delle mani possibili per ritrovare una vittoria internazionale che manca esattamente da 50 anni (torneo Anglo-Italiano 1971-72). Un digiuno del genere meriterebbe una festa al Circo Massimo. E non ci sarebbe niente di più adatto per celebrare Mourinho I, imperatore di Roma.

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NEWS

Un anno romanista con Mourinho: lavoro, fede, tifosi e… arbitri

Accadde un milione di tifosi fa. Oggi è un anno esatto. L’annuncio della Roma squarciò un pomeriggio sonnacchioso, di distratta pre-vigilia della semifinale di Europa League contro il Manchester United, su cui nessuno faceva grande affidamento dopo il 2-6 dell’andata. “La Roma è lieta di annunciare che José Mourinho sarà il responsabile tecnico della prima squadra…”. Bum. L’allunaggio era pronto.

Come scrive Il Messaggero, iniziava l’era-Mourinho, a spaccare in due la storia recente della Roma, a.M. e d.M.: avanti Mourinho e dopo Mourinho. José si manifestò solo due mesi dopo, nell’afa di luglio a Ciampino. A Trigoria saltò subito su una Vespa, ma almeno in quello l’avevano preceduto i murales.

Sarebbero seguiti mesi molto mourinhani, e ci siamo ancora dentro, tra i suoi due grandi amori romani: Trigoria e il Vaticano, dove ormai è di casa, e chi ne conosceva l’ardente fede cattolica non è stupito. L’effetto più visibile della sua presenza, al di là delle polemiche di prammatica che l’uomo si trascina dietro come Linus la sua coperta, è lo stadio in amore: domani si supererà il milione di presenze in stagione, perché José ha sempre trascinato i suoi popoli.

L’uomo è rimasto lo stesso e anche l’allenatore: le solite 10 ore al giorno al campo, la rabbia sui giocatori che non lo seguono e le epurazioni, la cura certosina dei dettagli, gli Zalewski e gli Abraham che crescono, altri che non ci riescono, il gioco che non piace a detrattori e antipatizzanti (l’uomo divide per sua natura): e in effetti le squadre di José non rubano l’occhio, semmai vanno a fiammate, dalla cui intensità e frequenza si capisce se il suo lavoro è stato felice. In questa fase positiva, molti stanno ammettendo che però sì, Mourinho ha lavorato bene alla Roma, chi l’avrebbe detto.

Ma l’uomo sa che bisogna temere i doni dei Danai: sono pronti a rovesciare tutto e a infierire se, hai visto mai, domani sera finisse male. Del resto, già dopo Roma-Inter 0-3 c’era chi gli aveva dato del patetico, o del datato. Identica è rimasta la percezione che si ha di lui in Italia, a cominciare dai suoi vecchi amici arbitri, che non l’hanno mai digerito (ricambiati).

Alla lista ha aggiunto nomi nuovi, come i rampanti Rapuano Aureliano, e ovviamente Pairetto figlio di Pierluigi, al quale ha rivolto il gesto più iconico della sua annata, affinando quello già celebre delle manette: stavolta gli è bastato mimare un telefonino, ed ecco due giornate di squalifica.

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Le Voci di Retesport

Giannini a Retesport: “Roma, contro il Leicester servirà grande lucidità. Il nervosismo della panchina non mi piace…”

“Mi aspetto una gara prudente e giocata con grande lucidità dalla Roma. I giallorossi dovranno pensare che si può vincere anche all’85’, questa volta non bisognerà fare nessuna rimonta”. Così Giuseppe Giannini, in esclusiva, ai microfoni di Retesport.

“Per caratteristiche il Leicester è una squadra rapida, che ribalta bene il campo, sul nostro lato sinistro, Mourinho dovrà apportare dei correttivi rispetto all’andata sui movimenti della coppia Ibanez-Zalewski, magari schierando Oliveira da quel lato per dare densità“, ha proseguito l’ex capitano romanista.

“L’agitazione della panchina della Roma a volte è eccessiva. L’allenatore in prima, quindi Mourinho, è giusto che si agiti e protesti, ma questa eccessiva partecipazione della panchina a volte può essere controproducente. La lucidità mentale è anche questa: intorno non creare situazioni di estrema tensione”, ha concluso Giannini.