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Rassegna stampa

Il Real Madrid su Mourinho. E l’Arabia spinge

Dall’allenamento di ieri pomeriggio, graziato dalla pioggia, è arrivata quantomeno una buona notizia tra i tanti infortunati titolari che certamente non stanno semplificando la vita a Mourinho in questa prima parte di stagione. Diego Llorente è tornato ad allenarsi con il gruppo e sarà a disposizione per la gara di domenica contro il Monza.

Llorente, se i prossimi allenamenti daranno buone risposte sotto la tenuta atletica e il ritmo, potrà giocare col Monza dal primo minuto, al centro del reparto tra Mancini e N’Dicka, così da garantire a Cristante la possibilità di giocare a centrocampo.

Come scrive il Corriere dello Sport, ora Mourinho dovrà decidere come schierare Cristante: se da mezzala a destra al posto di Bove – prestazioni positive tra Frosinone, Servette e Cagliari – oppure da centrale del reparto, il ruolo che ha ricoperto la passata stagione. Lì gioca Paredes, rientrato dal lungo viaggio dopo la convocazione con l’Argentina, che è diffidato e quindi a rischio squalifica contro l’Inter.

Mourinho non ha mai dato peso al pericolo ammonizioni negli ultimi due anni e ha sempre pensato di partita in partita, ma chiaramente l’emergenza a centrocampo con le indisponibilità di Pellegrini e Renato Sanches (cercherà la panchina al Meazza) potrebbero spingerlo a pensare anche oltre il Monza.

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Infermeria

Caso Smalling: l’inglese ha dolore, ma lo staff della Roma lo ritiene pronto da due settimane

Adesso Chris Smalling è diventato un caso. Come riferisce la Repubblica, il difensore inglese fermo da 50 giorni per una tendinopatia al ginocchio, non è ancora tornato in gruppo. Tra lo stupore dello staff medico della Roma, che lo aspettava in campo già due settimane fa.

Filtra fastidio nella dirigenza per questa situazione. L’inglese ha dolore e finché non passa non gioca. Terapie, differenziato e pazienza. Per avere, prima o poi, l’ok a tornare in gruppo.

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Infermeria

Smalling si arrende: a rischio forfait domenica

Fosse per lui sarebbe tornato in campo già da settimane, ma la verità è che, per adesso, Chris Smalling non ce la fa. Il dolore tendineo a volte lo lascia in pace, altre volte invece è addirittura lancinante. Si controlla spesso, pochi giorni fa una nuova visita, sempre con lo stesso risultato: l’infiammazione c’è. Chris deve aspettare che passi ancora un po’ e poi giocare sul dolore. Difficile? Sì. Impossibile? No.

La Roma lo aspetta e gli chiede praticamente un sacrificio, perché la squadra con l’inglese fa una fase difensiva, senza ne fa un’altra. Oggi, di pomeriggio, lui, Renato Sanches e Llorente dovrebbero, sulla carta, provare ad allenarsi con i compagni, finalmente al completo dopo la sosta per le nazionali. Ma, dei tre, lo spagnolo è l’unico che ha ancora qualche possibilità di scendere in campo: Renato e Smalling – salvo clamorosi colpi di scena – dovranno aspettare.

Quanto? Non si sa. Non c’è una data. Come scrive il Corriere dello Sport, potrebbe essere domani come tra dieci giorni. Per entrambi l’obiettivo è l’Inter, tra dieci giorni quindi saltando anche la sfida di giovedì prossimo contro lo Slavia Praga, ma è impossibile fare previsioni. Anche perché quando Smalling si è fermato si parlava, in modo approssimativo, di “problema muscolare” non meglio definito e nessuno credeva che stesse fuori due mesi. Due mesi? Già. L’ultima partita dell’inglese in campo è datata primo settembre, 90’ contro il Milan, l’apice di tre prestazioni una peggiore dell’altra che hanno fatto capire a tutti che c’era qualcosa che non andava. E quel qualcosa erano le sue condizioni fisiche.

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Silenzio Friedkin e Mourinho si allontana

Tutto fermo. Nessuna mossa all’orizzonte. La sosta per le nazionali, molto più distesa in casa Roma rispetto a quella di settembre nonostante gli infortuni, non ha portato consiglio ai Friedkin che sembrano orientati al cambiamento.

Come scrive il Tempo, un segnale di tranquillità ma anche di allarme, visto che tra otto mesi il contratto dello Special One sarà scaduto e l’aria non sembra quella del rinnovo. Da qui a fine anno può ancora accadere di tutto, ma Dan non sembra intenzionato ad alzare la cornetta o, addirittura, ad incontrare lo Special One per provare ad andare avanti insieme. Un’ipotesi che il portoghese prenderebbe volentieri in considerazione.

Come ribadito diverse volte l’esperienza in giallorosso lo ha arricchito umanamente e nella Capitale ha trovato la sua dimensione ideale. Ma probabilmente la famiglia texana ha altre idee e anche Mou. Posizioni stabili e una calma che non preannuncia cambiamenti in vista. Mou è totalmente concentrato sulla sua squadra e nient’altro può distoglierlo. Con il chiodo fisso dell’Europa League che potrebbe essere ancora una volta la via prescelta dell’uomo di Setubal.

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Sanches di corsa verso il rientro

Cautela è la parola d’ordine. Non potrebbe essere altrimenti quando si parla di Renato Sanches. Ieri ha svolto lavoro differenziato insieme a Smalling e Llorente, pronto tra oggi e domani ad un rientro graduale in gruppo. La lesione alla coscia destra, è ormai alle spalle.

Come scrive il Messagger, caratteristiche che in una mediana compassata come quella giallorossa sono uniche. Bravo negli intercetti e nei palloni recuperati, ha una capacità innata di superare l’uomo, di trascinare fisicamente la squadra in avanti che a Roma si è potuto ammirare soltanto nel match casalingo con l’Empoli. Ok, partita strana, stravinta con i toscani arrendevoli già in partenza ma non è un caso che è quella dove Renato ha fatto il Renato.

Il problema non è il ruolo, la posizione in campo ma regalargli semplice mente continuità. Proprio per questo motivo la road map dell’ennesimo rientro prevede qualche minuto contro il Monza.

Anche perché Sanches clinicamente è guarito. In queste due settimane ha svolto lavoro specifico con l’addetto ai recuperi, Lalin, attenendosi alle tabelle di marcia Ora Renato ci riprova. Mettersi alle spalle 15 ko muscolari negli ultimi 3 anni non è semplice. Ma l’unica via praticabile.

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Dybala va di corsa: l’obiettivo è l’Inter. Nuovo test al ginocchio nei prossimi giorni

Se il corpo è cristallo, il proprietario ne ascolta i rumori e i tremori come si trattasse di uno strumento musicale. In questi giorni Paulo Dybala si sta approcciando al lavoro con questo spirito, avendo davanti a sé due punti di riferimento che potrebbero caratterizzare la fine di questo 2023. Il primo – il più complesso, ma propedeutico a tutto il resto – è l’appuntamento del 29 ottobre a Milano contro l’Inter;

Il secondo riguarda le prossime convocazioni con l’Argentina, che a novembre ha in programma due amichevoli di lusso contro le rivali continentali di sempre Uruguay e Brasile. Quelle partite che un giocatore nato in Sudamerica vorrebbe sempre giocare. Adesso si sta allenando individualmente e, a livello di sensazioni, capisce che è tutto diverso rispetto a quello che gli era capitato nel periodo bianconero. […]

Come scrive la Gazzetta dello Sport, all’inizio della prossima settimana si sottoporrà a una nuova risonanza e, se tutto andrà bene, tornerà in gruppo per provare a essere convocato per il match contro l’Inter. D’altronde, diciamo che anche la storia recente “gioca” a suo favore, perché è impossibile dimenticare lo straordinario gol che l’attaccante segnò nella scorsa stagione.

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Conte si offre. La Roma riflette

“Sicuramente Napoli e Roma sono due piazze che vorrei vivere per la passione che ti trasferiscono. Mi auguro che un domani ci sia la possibilità di fare quest’esperienza. Ma non prenderei una squadra in corsa perché sono situazioni create prima”. Inequivocabili le parole di Antonio Conte, che aprono scenari futuri che coinvolgono anche la Roma. L’anticipazione dell’intervista al programma televisivo di Rai2 “Belve” che andrà in onda questa sera, regala suggestioni che potrebbero essere più vicine alla realtà di quanto possa sembrare.

Conte e la Roma si sono annusati, allontanati ma mai definitivamente abbandonati. Nell’estate del 2019 i giallorossi fecero un tentativo per il tecnico salentino che era reduce dall’esperienza al Chelsea e alla fine scelse l’Inter (che portò al titolo nel suo secondo e ultimo anno) reputando il club capitolino “non ancora pronto”.

Come scrive il Tempo, ora le cose sono cambiate, seppur senza Champions Mourinho in due anni ha costruito una credibilità europea importante a Trigoria, e quello che manca è proprio il salto di qualità nella lunga corsa del campionato. Competizione che Antonio conosce alla perfezione e nella quale ama esprimersi al meglio. A giugno, con molta probabilità, i Friedkin dovranno fare una scelta visto che il contratto di Mourinho scadrà alla fine della stagione e almeno fino ad oggi segnali concreti di rinnovo non ce ne sono stati. (…)

L’idea c’è. Conte è senza dubbio uno dei nomi nella lista della proprietà giallorossa, con qualche contatto già avuto nelle scorse settimane. Qualcuno sussurra di un sondaggio dopo Genova anche se la posizione di Mourinho non è mai stata in discussione per stessa ammissione del tecnico e del club che ha smentito ogni voce sul conto del portoghese. In ogni caso, come ha dichiarato il salentino, sarebbe ideale per cominciare un nuovo corso, visto che non ama entrare a stagione in corso. Ancora tanti mesi di calcio da giocare e l’attenzione che a Trigoria è e deve restare al presente. Ma Conte e la Roma continuano a filtrare, e se davvero Mou dovesse salutare (come da contratto), la candidatura dell’ex Juventus prende forma in maniera sempre più realistica.

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Smalling-Llorente, obiettivo Monza

Oggi si torna a lavorare a Trigoria, ma tra infortuni e giocatori in Nazionale, Mou non ha al momento la difesa. Mancini e Cristante, infatti, stanno nel giro azzurro con Spalletti, NDicka sta difendendo i colori della Costa d’Avorio e anche l’adattabile Celik ha risposto alla chiamata della Turchia di Montella. Il resto dei centrali? Infortunati. Si tratta di Smalling, Llorente e Kumbulla. Ma la speranza è dalla parte della Roma. Sarà una settimana importante in primis per il recupero di Smalling che tenterà di essere a disposizione contro il Monza.

Come scrive il Corriere dello Sport, l’inglese convive da inizio stagione con un problema al tendine tra quadricipite femorale e piatto tibiale. Un fastidio che gli ha impedito di allenarsi con la giusta intensità. Al pronti via ha stretto i denti, ha provato a “nascondere” la tendinite, ma in campo ci è andata la sua controfigura. (…)

Conta di rivedere Smalling in gruppo e quindi convocarlo al termine di questa sosta perché adesso parte un ciclo di sei partite in poco più di venti giorni. Serve la sua versione migliore, lo Smalling dell’anno scorso, praticamente insuperabile. Un discorso simile si può fare per Llorente, che sta lottando contro una lesione muscolare al bicipite femorale. Si era fatto male a Marassi, nella nerissima serata di Genova. E uscito e la Roma è crollata. Anche lo spagnolo tenterà il recupero per il Monza.

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Per la risalita la Roma punta sulla coppia Lukaku-Belotti

Con Dybala ai box, José Mourinho è pronto a varare una nuova coppia d’attacco che così nuova non è, visto che ormai sta consolidando feeling e movimenti da diverse partite. E allora, nella sfida di domenica prossima contro il Monza toccherà al tandem composto da Romelu Lukaku e Andrea Belotti dimostrare che i giganti sanno far bene al cuore.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, il paradosso è che entrambi i centravanti sono reduci dalla stagione più nera della loro carriera da big. Certo, l’attaccante belga nella scorsa annata aveva segnato pur sempre 14 gol, ma quello italiano si era fermato a soli 4 centri, per giunta con un vistoso “zero” nella casella delle reti in campionato. Per questo, con motivazioni completamente diverse, tutti e due avevano voglia di partire forte per dimostrare ai loro detrattori che su di loro ci si può contare.

E che la nuova coppia abbia convinto Mourinho a puntare sulla formula delle due torri è dovuto anche all’impegno che entrambi hanno messo per inventarsi coppia. L’allenatore portoghese, alla vigilia del match contro lo Sheriff in Europa League, aveva spiegato che come filosofia di base preferisce giocare con una punta forte fisicamente (Lukaku, Belotti) e una rapida (Dybala, El Shaarawy, Azmoun, anche se con caratteristiche diverse). (…)

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Scommesse: Fagioli, Tonali e Zaniolo rischiano almeno 3 anni di squalifica

Prima Fagioli, ieri Tonali e Zaniolo. E potrebbe non essere finita qui. I tifosi – in Italia come in Inghilterra – tremano e fremono. Cerchiamo dunque di fare chiarezza su cosa potrà accadere dal punto di vista sportivo. […]

La Procura della Figc dunque – che si muove parallelamente a quella della Repubblica di Torino – sta indagando deve verificare se ci siano gli estremi per la violazione dell’articolo 24 del Codice di giustizia sportiva che si occupa appunto del “divieto di scommesse e obbligo di denuncia”.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, lo stesso articolo al comma 3 parla di “squalifica non inferiore ai tre anni”. Ma la sanzione può ridursi in caso di patteggiamento o collaborazione del giocatore sotto indagine: posizioni che ha adottato da subito Nicolò Fagioli che ha ammesso le proprie responsabilità anche davanti alla Procura federale. […]

I giocatori possono scommettere in altri sport ma dal punto di vista penale non sono consentite piattaforme online illegali, come quelle utilizzate da Fagioli secondo la Procura di Torino. Dal punto di vista sportivo il reato si configura in caso di puntate sul proprio sport, quindi i tre avrebbero potuto serenamente scommettere su siti autorizzati su una partita di basket o di tennis, ma non su una di calcio neanche di una diversa categoria.