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Frattesi e la Roma: battaglia sulle cifre

C’è una sola operazione di mercato che la Roma può ancora sperare di portare a termine a gennaio. Complicata, sicuramente, ma che resta in piedi per la determinazione con la quale la società giallorossa vuole riportare a casa il prodotto del vivaio. La stessa determinazione con la quale il giocatore indirizza la sua cessione verso il ritorno a casa. Roma e Sassuolo si studiano, si mandano messaggi, si parlano attraverso intermediari. Si tratta sulle quotazioni dei giocatori inseriti nell’operazione: Frattesi da una parte, Bove e Volpato dall’altra, mentre Tiago Pinto non ha voluto prendere in considerazione la cessione di Tahirovic.

Come scrive il Corriere dello Sport, la Roma dalla scorsa estate non condivide la valutazione che il Sassuolo da a Frattesi, tanto che valuta i due giovani da inserire nell’operazione la stessa cifra, vale a dire 30/35 milioni. Tiago Pinto non è affatto convinto di voler rinunciare a Bove e Volpato, in particolare all’attaccante assistito da Totti. Per entrambi comunque sarà inserito un diritto di recompra.

La Roma inoltre ha sempre il vantaggio di scalare dalla quotazione di Frattesi il 30 per cento sulla futura rivendita. Vale a dire 9/10 milioni. Nel rispetto del Fair Play Finanziario, la società giallorossa non può mettere sul piatto della bilancia un conguaglio economico, salvo racimolare dei soldi da qualche cessione. Shomurodov piace alla Cremonese e nelle ultime ore c’è stato un ritorno di fiamma del Torino. Per Karsdorp si sta muovendo il Fulham, ma non è facile ipotizzare un trasferimento a titolo definitivo, senza il quale Tiago Pinto non è intenzionato a trattare. Inoltre c’è anche il discorso del monte ingaggi a complicare l’operazione per gennaio. La Roma ha concordato con l’Uefa un piano di rientro molto rigoroso. Con il nuovo anno deve inserire a bilancio Wijnaldum e Solbakken. Avrebbe difficoltà ad aggiungere un altro ingaggio importante, senza considerarne almeno uno in uscita.

Frattesi continua a ribadire al Sassuolo che vuole solo la Roma, anche se ci sono stati sondaggi per lui anche da parte di Napoli, Inter e importanti club inglesi. E in ogni caso resta il primo obiettivo della società giallorossa per giugno. Tiago Pinto aspetta la prossima mossa di Carnevali, che ha manifestato interesse nei confronti dei due giovani giallorossi e che darà sempre la priorità alla Roma. Il Sassuolo, dopo l’adeguamento contrattuale di fine agosto, ha promesso a Frattesi che lo cederà di fronte a un’offerta adeguata. In estate però la concorrenza potrebbe aumentare. L’Inter rischia di perdere Barella e Frattesi sembra sia considerato il principale candidato a prendere il suo posto. Ma Davide continua a considerare la Roma la sua priorità.

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Calciomercato

Civale (Avvocato Karsdorp): “La Roma ha svalutato un suo asset, Mourinho ha sbagliato! Rick non può restare nella capitale”

Salvatore Civale, legale che rappresenta Rick Karsdorp, è intervenuto ai microfoni di Calciomercato.it in diretta sulla piattaforma TV Play. Queste le sue dichiarazioni in merito al caso dell’olandese dopo le dure parole espresse da Mourinho un mese e mezzo fa:

Senza andare troppo nei dettagli perché c’è un procedimento in corso e non posso, questa è una storia nata da un atteggiamento un po’ sbagliato di un tesserato molto famoso della AS Roma, non nuovo a queste azioni, ovvero José Mourinho. A seguito della penultima partita di campionato, ovvero Sassuolo-Roma, è intervenuto in conferenza stampa andando a incolpare il giocatore in qualche modo del rendimento negativo della sua squadra. Quando queste esternazioni arrivano da un personaggio del suo calibro e della sua fama si genera purtroppo un’atmosfera ostile intorno al giocatore, come avete sentito ha subito un’aggressione da parte di tifosi della Roma, di cui la autorità giudiziarie sono state informate, ha subito un’aggressione in aeroporto e anche sui social. Definire traditore un giocatore è un qualcosa di pesante e la società non ha preso provvedimenti per rasserenare gli animi. La società ha ritenuto più conveniente mantenere il silenzio sulla vicenda. C’è stato anche un intervento del sindacato mondiale dei calciatori, la FIFPro, con la società che sarebbe venuta meno all’obbligo di tutelare il suo calciatore, di non ledere i suoi diritti e la sua reputazione. Vedendo da esterno la vicenda è molto grave, anche perché come sappiamo non ci sono più gli estremi per una permanenza del ragazzo in quel di Roma, con un valore del cartellino anche deprezzato.

“È vero che Mourinho si è ben visto dal proferire il nome Karsdorp, ma le sue dichiarazioni sono state confermate dalle dichiarazioni dei giorni successivi di Tiago Pinto. Quando un calciatore si ritrova poi sotto casa 40-50 tifosi che lo spingono ad andare via poco importa se Mourinho ha indicato il nome del giocatore o meno, il punto è cosa ha fatto la società per tutelare il giocatore, questo è un punto che va chiarito. È stata poi la società a metterlo sul mercato, il ragazzo è un professionista, fin quando ci sono le condizioni di sicurezza fisica per lui e per la famiglia Karsdorp è pronto a dare il massimo impegno per rispettare il contratto. Poi il calcio non è una scienza esatta, non posso sapere se il trasferimento avverrà o meno. La Roma non intende regalarlo, questo è chiaro, quindi si vedrà. Tutte le società si muovono all’interno di un sistema normativo che gli consente delle azioni nei confronti dei calciatori e dell’allenatore, la normativa italiana è più pro società che pro lavoratori, non lo dico io ma tutti i giuristi. L’accordo collettivo in particolare firmato dalla Lega Serie A e l’Associazione Calciatori non tutela appieno i calciatori e quindi le società si permettono dei comportamenti un pochettino rischiosi, in tutti gli ambiti.”

“Il ragazzo ora sta meglio, ha passato dei momenti non facili, noi vediamo i calciatori come star, ma possono anche essere ragazzi fragili. Si è sempre allenato con professionalità, ma l’obbligo della società di prendersi cura del proprio dipendente non sta solo nel permettergli di allenarsi. Ci sono varie forme di discriminazione, l’aspetto principale di questa vicenda è stata la sicurezza della persona e dei suoi familiari, poi parliamo di una cosa oggetto di procedimento e non posso approfondire. Non mi sono mai occupato di una vicenda simile a questi livelli, ho visto vicende come quella di Lanzafame in Turchia aggredito su premeditazione del presidente della società, giocatori fatti allenare individualmente alle quattro di mattina… a questi livelli però non era mai successo. Abbiamo analizzato i comportamenti di Mourinho e non è la prima volta che usa elementi della rosa per distogliere l’attenzione da altri problemi. L’allenatore può esprimere i propri giudizi sui giocatori, io direi all’interno dello spogliatoio, poi tutto ciò che è in pubblico andrebbe regolato sulla base dell’equilibrio.

“In questo specifico caso non credo ci sia, alla situazione attuale, pericolo di rescissione del contratto – prosegue Civale – Chi ha offeso è Mourinho, vedo verosimile che se chi ha commesso un errore chiede scusa il calciatore sicuramente accetta. Il problema della società è che c’è un allenatore che non chiede scusa, non si sente in dovere di rispettare società e dirigenza, figuriamoci se può sentirsi in dovere di rispettare il calciatore. Qui nessuno accusa la Roma di aver compiuto azioni lesive nei confronti del calciatore, la Roma viene criticata per un atteggiamento omissivo della tutela del calciatore, che non solo è un calciatore ma è anche un asset economico.

“Il calciatore andava tutelato a mezzo stampa, ci sono diversi modi per impostare una comunicazione pubblica. La Roma avrebbe dovuto dire che Mourinho ha adottato un atteggiamento errato, ma c’erano anche altri modi, si poteva prendere le distanze dalle parole di Mourinho, rassicurare il calciatore. Su questa storia andava gettata acqua sul fuoco nell’interesse della Roma, perché tutti i club interessati al calciatori sanno che la Roma vorrebbe venderlo, che la Roma sta probabilmente cercando un sostituto e quindi è costretta a vendere il ragazzo a certe condizioni. Tutelando invece il ragazzo si sarebbe poi riusciti a venderlo ad altre condizioni. Dal punto di vista patrimoniale non cambia nulla, c’è ancora un contratto, dal punto di vista dell’asset quanto successo invece ne cambia il valore”.

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Esclusiva Retesport – Vivarini (Ex All. Frattesi): “Davide pronto per la Roma. Ad Ascoli me ne innamorai al primo sguardo” (AUDIO)

Vincenzo Vivarini, tecnico del Catanzaro, ha allenato Davide Frattesi all’Ascoli nel 2018 ed è intervenuto ai microfoni di Retesport per parlare del giovane centrocampista romano, nel mirino dei giallorossi in vista del mercato di gennaio: “Davide arrivò ad Ascoli dalla Primavera del Sassuolo, non aveva ancora giocato tra i professionisti, Frattesi ha una gamba di livello, ha una forza fisica incredibile, chiaramente doveva affinarsi sul piano tattico, ma era evidente la forza del ragazzo e me ne accorsi subito, me ne innamorai già ai primi allenamenti. Con me ha giocato sempre ad Ascoli, man mano che passava il tempo il ragazzo è andato in crescendo sotto l’aspetto della sostanza e della qualità.

“Di anno in anno è cresciuto, è sempre stato titolare in B e oggi in A, è evidente la sua personalità. L’aspetto che mi colpì è l’elemento fisico, l’intensità nella corsa, l’esplosività. E’ cresciuto tantissimo a livello di pensiero calcistico – aggiunge Vivarini – e anche nei suoi esordi ad Ascoli, sul piano tattico ha dimostrato di essere un calciatore evoluto”

Più adatto ad un centrocampo a tre o a due?
“Avendo le caratteristiche dell’incursore, deve esser libero di inserirsi. In un centrocampo a due rischia di rimanere un po’ bloccato. Oggi è cresciuto molto anche nel ricamare il gioco, nello scambio con i compagni”.

I margini di miglioramento? E’ pronto per la Roma?
“Ricordo che quell’anno ad Ascoli lo sfottevo tantissimo perchè arrivava spesso in zona gol ma non riusciva a segnare. Gli dicevo che era una mezzala da 10 gol a stagione e infatti lo sta diventando. Ricorda Nainggolan e Barella. E’ cresciuto tanto sul piano difensivo, nella fase di non possesso è un calciatore che aggredisce la palla e rincorre con una decisione straordinaria. Frattesi è un calciatore completo, non è forse un centrocampista da palleggio, ma sopperisce a questo piccolo limite con delle qualità importanti. Ha tutte le potenzialità per imporsi a Roma, è molto adatto al gioco di Mourinho, perfetto per le transizioni del gioco giallorosso e non mi meraviglia che sia entrato anche nel giro della Nazionale A di Roberto Mancini”.

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Volpato, la Roma non vuole svenderlo e lo valuta più di 10 milioni

La Roma vuole Frattesi, ma non ha intenzione di svendere Bove e Volpato, anzi. Come riferisce il Tempo (M.Juric), il club giallorosso ha rifiutato due offerte per Cristian Volpato. Ricevute due proposte di acquisto per il giovane italo-australiano, Tiago Pinto non ne ha voluto sapere e ha subito chiuso alla possibilità. Entrambe le offerte avrebbero potuto portare oltre 10 milioni nelle casse giallorosse, ma il general manager non le ha prese in considerazione.

Al contrario di quanto invece potrebbe fare per Frattesi. Si ipotizza da tempo un inserimento dello stesso Volpato e di Bove in cambio del prodotto di Trigoria, ma la valutazione della Roma sui due giovani giallorossi è più alta di quella che il Sassuolo dà a Frattesi, pari a 30 milioni di euro.

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Braccio di ferro su Frattesi: la Roma aspetta la mossa del Sassuolo. Entro Capodanno il primo incontro

Prima della fine dell’anno è previsto un primo contatto tra Roma e Sassuolo per iniziare a intavolare la trattativa per Davide Frattesi. Dopo alcuni mesi di silenzio e la fumata nera di questa estate, i due club si sentiranno per capire la fattibilità di un’operazione che interessa ad entrambi. In una strana partita di poker, dove i giocatori al tavolo si conoscono a memoria e tutte le carte sono scoperte. La Roma vuole Frattesi, sicuramente a giugno ma se possibile fin da subito. Il Sassuolo lo sa e – dopo l’adeguamento contrattuale di fine agosto – ha promesso al ragazzo che appena possibile lo avrebbe ceduto. A chi? Alla Roma, visto che è da sempre l’unica scelta del centrocampista. Tutto molto limpido nelle intenzioni, con un piccolo grande problema. I soldi. Ma rispetto alla scorsa estate la Roma stavolta vuole dettare strategia e condizioni. Il primo passo formale dovrà farlo il Sassuolo, alzando il telefono e manifestando l’interesse per Bove e Volpato, i due giovani su cui hanno messo gli occhi. Tiago Pinto aspetta la prima mossa, ma per ora a Trigoria non ha chiamato nessuno.

Come scrive il Tempo, in più per la Roma i cartellini dei due giovani hanno un valore superiore a quello che il Sassuolo dà a Frattesi – almeno 30 milioni – nonostante il centrocampista per il gm giallorosso «sia il migliore della Serie A». E la Roma nelle scorse settimane ha rifiutato due offerte da oltre 10 milioni di euro per l’attaccante italo-australiano. Volpato e Bove per la Roma sono due asset da valorizzare, non pedine di scambio nella scontistica da calciomercato. Un quadro che racconta molto chiaramente il nuovo approccio al mercato: proattivo e aggressivo, al limite della provocazione. Soprattutto con chi ha attuato la stessa – legittima – modalità pochi mesi fa proprio nei tuoi confronti. Stavolta i binari da percorrere nella trattativa vuole dettarli la Roma. Almeno nelle intenzioni. Perché il gioco delle parti nel calciomercato è anche questo. E quindi, ciak, si gira il remake. Sperando in un finale diverso rispetto a questa estate. Che accontenti José Mourinho, rafforzi la squadra e metta sul mercato in entrata della Roma la firma bella grande di Tiago Pinto. A gennaio la pista Frattesi rimane difficile soprattutto per questioni di FFP. Il monte ingaggi a gennaio verrà gravato dello stipendio di Wijnaldum (che entrerà in lista UEFA) e di Solbakken. E senza uscite corpose – leggasi Shomurodov, Karsdorp, El Shaarawy – l’operazione è difficilmente sostenibile. Ma quel «ci riproveremo» sussurrato da Pinto all’orecchio di Frattesi a inizio novembre fa ben sperare. Ma non ditelo al Sassuolo

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Olimpico, restyling del prato completato

Sfalcio da gran calcio. Appare di nuovo in ottimo stato e in buona salute il tappeto verde dell’Olimpico, dannazione di Sarri e Mourinho nei primi mesi di campionato. Dalla pausa di novembre in poi Sport e Salute ha stilato un programma d’intervento, condiviso con la Lazio e la Roma, volto a migliorare la fittezza e la robustezza del tappeto erboso. Sono stati svolti lavori di straordinaria e ordinaria manutenzione. La prova del campo (è il caso di dirlo) spetterà alla Roma il 4 gennaio, quando riceverà il Bologna (ore 16,30).

Come riferisce questa mattina il Corriere dello Sport, la società ‘Sport e Salute’ ha fatto sapere che sono stati utilizzati mezzi tecnologici, dispositivi specifici come le fitolampade (hanno riprodotto la luce solare). E ancora prodotti naturali tra i quali aminoacidi vegetali e bioattivatori dello sviluppo radicale, anche prodotti di nuova generazione sostanzialmente originati dal trattamento di alghe con le loro caratteristiche biodinamiche. Il prato viene continuamente monitorato per evitare l’insorgenza di malattie fungine. Sono state eseguite diverse semine idonee a svilupparsi in inverno.

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Solbakken pronto, il norvegese finalmente da Mou: «Roma, che voglia di cominciare»

C’è un ragazzo che negli ultimi giorni, valigia alla mano, ha percorso circa novemila chilometri che separano il Messico dalla Norvegia. Latitudini differenti, clima opposti. In comune, però, ci sono due cose che avvicinano questi soggiorni: il fatto che si tratti di vacanze e la sensazione è che la carriera sia ad un punto di svolta. Già, perché quel ragazzo si chiama Ola Solbakken e nel fine settimana sbarcherà a Roma per cominciare la sua avventura nella Roma.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, da settimane segue una tabella di lavoro che gli è stata preparata dallo staff tecnico della Roma quando, a fine novembre, il giocatore è stato a Trigoria per firmare il contratto e sottoporsi alle visite mediche di rito. Proprio per questo, fra Messico e Norvegia,il suo lavoro è stato intenso.

Inutile dire che tutto questo poteva essere evitato se il Bodo Glimt, con la stagione chiusa da un pezzo, avesse consentito a Solbakken di aggregarsi al gruppo giallorosso in anticipo rispetto al termine contrattuale che parla appunto di gennaio. Ma le ruggini maturate nella Conference di un anno fa (…) non sono state grattate via. Il passato, però, ormai è pronto per andare in archivio. C’è una nuova sfida da andare a vincere e Solbakken non vede l’ora di cominciare.

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Dybala torna domani: pronto per il Bologna

Oggi saluta l’Argentina che lo ha riaccolto da campione del mondo, domani sarà a Roma per recuperare il terreno perso in giallorosso. Paulo Dybala atterrerà di prima mattina e cercherà di mettersi a disposizione di Mourinho quanto prima. Almeno cinque-sei allenamenti a disposizione prima della gara contro il Bologna, che potrebbe anche giocare da titolare. Non si può escludere che La Joya giochi anche qualche minuto del test contro la Viterbese in programma il 30 a Trigoria. Era la notizia più attesa dal tecnico e dalla società, che non hanno mai temuto «scherzi» da un ragazzo esemplare dal punto di vista della professionalità.

Come scrive il Tempo, Dybala si è goduto qualche giorno di vacanza e ora è pronto a riprendere per mano una Roma che si è dimostrata incapace di segnare e vincere senza di lui, palesando una dipendenza preoccupante. Non potrà fare tutto da solo ma darà una grossa mano, insieme al rientro di Wijnaldum che ha bisogno di un altro paio di settimane almeno prima di tornare stabilmente in gruppo: l’olandese punta alla convocazione per la gara con la Fiorentina del 15 gennaio o quella in casa dello Spezia del 22. E dal 2 gennaio si allenerà con i nuovi compagni anche il neo acquisto Solbakken. Chi resta ancora fuori è Belotti, assente pure nella doppia seduta di ieri. L’attaccante si è fermato per una lesione muscolare accusata nel finale di Roma-Torino del 13 novembre, dopo aver sbagliato il rigore. Da allora non si è mai allenato con i compagni e difficilmente sarà disponibile per la prima gara dell’anno nuovo contro il Bologna.

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Moggi a ruota libera: “La Juve non ruba ma è stata derubata come nel 2001” e poi consegna una chiavetta su Calciopoli ad Agnelli

Luciano Moggi torna protagonista. In qualità di azionista della Juventus, l’ex dg bianconero, è intervenuto nel corso dell’ultimo cda presieduto dal dimissionario presidente Andrea Agnelli. Ecco le sue parole:

«Questo applauso mi commuove. In tanti si domandano perché ho chiesto di venire e di parlare. Mi sento di dire alcune cose, sono venuto per tre motivi. Sono venuto per capire la situazione del nostro bilancio, perché non tengo molto conto di ciò che leggo. Poi per ringraziare Agnelli, nove scudetti non si vincono con facilità. Sono quelle cose che difficilmente si riescono a capire, ma chi è dentro sa quanto sia difficile. In una società che non si è mai difesa o non ha saputo difendersi, per questo è diventato un giocattolo nelle mani di tanti, soprattutto dei media. È un epiteto dato alla Juventus “Vince perché ruba”, ma non è vero perché ha sempre vinto sul campo e non ha mai rubato niente a nessuno. Forse hanno rubato qualcosa a noi, come nel diluvio di Perugia. Ce l’hanno rubato l’anno dopo (stagione 2000/2001, ndr), quando la Roma vinse il campionato e il presidente del CONI cambiò le regole in corsa facendo giocare Nakata a Torino che decise la partita facendo un gol. Vi dico poi per i passaporti visto che sento qualche parola: si canta fratelli d’Italia, poi il team manager della Nazionale è quello che ha falsificato il passaporto di Recoba. L’Italia è questa. So come ha lavorato Agnelli, è una cosa difficile da spiegare. Io sono uno che è abituato a vivere e non ad esistere, ancora combatto per Calciopoli. Siamo stati indicati colpevoli di cose che hanno fatto gli altri. Andrea qui ho un cofanetto con una chiave (una chiavetta USB, ndr), qui c’è tutta Calciopoli. Qui sentirai Carraro (ex presidente FIGC, ndr) dire che Fiorentina e Lazio non possono retrocedere, che dice non aiutate la Juve prima della partita contro il Milan».

Poi, ha aggiunto: «Se è vero che è stato riaperto il caso plusvalenze è altrettanto vero che dovrebbe essere riparto calciopoli. È una ferita che non si rimargina né per noi né per la Juve. Le intercettazioni le potete sentire voi direttamente. Poi non mi è piaciuto il discorso sportivo di Arrivabene, le squadre si fanno con concetto. In questo momento la Juve non ha un centrocampo, bisogna partire da qui non dagli attaccanti».

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Paulo Dybala tornerà a Roma il 29 dicembre. Le ultime

Paulo Dybala è pronto a riabbracciare Roma e la Roma lo attende con ansia. L’argentino, neo Campione del Mondo, infatti tornerà nella capitale il 29 dicembre, con un aereo proveniente dall’Argentina che atterrerà a Fiumicino alle 6.45.

Difficile immaginare che possa allenarsi con la squadra già il 29, magari un personalizzato nel pomeriggio, ma dal 30 sarà certamente a disposizione di Mourinho e dunque disponibile per la sfida contro il Bologna in programma il 4 gennaio.