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SONDAGGIO – Cavani offerto alla Roma: prenderesti il Matador come vice Abraham?

Cavani offerto alla Roma di Mourinho: il quotidiano spagnolo Marca lancia l’indiscrezione sull’attaccante uruguayano. Edinson Cavani ha 35 anni, nell’ultima stagione ha realizzato 2 gol in 20 presenze (910 minuti giocati), l’anno prima 17 gol in 39 presenze. Voi lo prendereste come vice o spalla di Abraham?

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Milan su Veretout: è l’alternativa a Sanches

La Roma dovrà necessariamente vendere i giocatori che non fanno parte del progetto tecnico di José Mourinho. Jordan Veretout è ormai sul mercato dopo che il feeling con il tecnico si è incrinato. Oltre al Marsiglia, nelle ultime ore è tornato a farsi vivo il Milan, scrive il Messaggero.

Se davvero Renato Sanches dovesse finire al Psg e ritrovare il ds Campos con cui ha già lavorato, Jordan per Pioli sarebbe l’alternativa al portoghese. Intanto Fuzato ha firmato con l’Ibiza (a Trigoria 300mila euro in caso di promozione in Liga) mentre Milanese passa alla Cremonese. La Roma conserva il 30% sulla futura rivendita. Sognando un nuovo Frattesi.

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Mercato, aumenta la concorrenza per Solbakken: proposto al Napoli, si inserisce l’Eintracht. Ma la Roma è in vantaggio

Si accende la gara per Ola Solbakken. La Roma si è mossa in tempo ed attualmente è in pole position, ma nelle retrovie cominciano a sorgere altre pretendenti. Dietro i giallorossi, infatti, ci sono sia l’Eintracht Francoforte che il Napoli. I tedeschi si sono accodati alla Roma, mentre alla porta dei partenopei hanno bussato gli intermediari del norvegese. Per ora, però, non dovrebbe esserci nessuna rivoluzione nelle gerarchie: è la Roma ad essere in un posto prioritario. Lo riporta Gianluigi Longari di Sportitalia.

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Rassegna stampa

Guedes, tra la Roma e il Valencia c’è la mano di Mendes: l’ala verso i giallorossi

C’è una lunga mano che sta cercando di far combaciare tutti i tasselli, con gli incastri che devono essere fatti alla perfezione. La lunga mano è quella di Jorge Mendes, che poi è anche l’agente di José Mourinho e Rino Gattuso, oltre che di Gonçalo Guedes.

Una tela a distanza tra l’Italia e la Spagna, tra Roma e Valencia, che potrebbe sbloccare presto la trattativa per l’ala portoghese, proiettando Gonçalo proprio dalle coste spagnole direttamente nella nostra Capitale.

Trovare l’incastro giusto in questa storia di mercato conviene un po’ a tutti: ai due club coinvolti – chi per un motivo e chi per un altro –, allo stesso Mendes ed anche a Guedes, che una decina di giorni fa era stato molto chiaro, parlando dal ritiro della nazionale portoghese prima della sfida con la Repubblica Ceca: “Ho ancora un contratto per altri due anni, ma se si creerà una situazione migliore per me e anche per il Valencia ho l’obbligo di prenderla in considerazione. Vedremo il futuro cosa prevederà…”

La Roma vuole Gonçalo Guedes e anche l’ala portoghese vuole la Roma, non fosse altro per la possibilità di lavorare con Mourinho, uno dei suoi miti fin da quando era piccolino. E poi c’è il Valencia, che ha bisogno di vendere Guedes (su cui però ci sono anche gli inglesi del Wolverhampton e il Siviglia dell’ex d.s. giallorosso Monchi) entro il 30 giugno per esigenze legate al bilancio ed al fair play finanziario.

Quei 40 milioni di euro per Guedes possono scendere, soprattutto se la cessione di del portoghese dovesse appunto concretizzarsi prima del prossimo 30 giugno. E, soprattutto, se il Valencia dovesse accettare come contropartita tecnica due giocatori che nella Roma non hanno più futuro come Ebrima Darboe e Amadou Diawara. Considerando anche un eventuale abbassamento del prezzo la Roma può andare a pagare Guedes 20-22 milioni di euro. Ma su questo, appunto, ci sta lavorando su Mendes.

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Rassegna stampa

Le frecce di Mourinho: Celik e Zalewski, alternative per un poker super offensivo

La spinta sarà forte anche a sinistra, dove la Roma – almeno ad oggi – partirà con la coppia formata da Spinazzola e Zalewski, scrive La Gazzetta dello Sport.

Anche qui stesso discorso fatto per la fascia destra, con spinta e propulsione offensiva con entrambi le soluzioni. Anche se rispetto alla coppia formata da Karsdorp e Celik, questa di sinistra sembra intercambiabile con la difesa a tre, molto meno con quella a 4 (considerando che Zalewski non è mai stato un terzino, anche se lo scorso anno a volte lo ha fatto per esigenze tattiche).

Se Mourinho dovesse tornare all’antico allora il terzino titolare sarà inevitabilmente Spinazzola e Zalewski potrebbe andare a giocare davanti a lui, come trequartista sinistro, andando a formare una catena di grandissima qualità e imprevedibilità. Di certo c’è una cosa, però: il prossimo anno l’allenatore portoghese avrà spinta a sufficienza su entrambe le fasce.

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Rassegna stampa

Roma, arriva Celik: Mourinho rispolvera la difesa a quattro

La Roma continua a scandagliare il mercato degliesterni, scrive Il MessaggeroBassi o alti fa poca differenza. Tutti con una caratteristica in comune: in carriera hanno sempre (o quasi) giocato conuna difesa a quattro. Ecco quindi che gli indizi di mercato, sommati a qualche spiffero arrivato da Trigoria prima del rompete le righe e alle riflessioni pubbliche di Mourinho, lasciano presumere che il ritorno allo schieramento a quattro sia un’ipotesi concreta.

Da Celik a Solbakken, passando per Frattesi (15 milioni e il cartellino di Felix, la base sulla quale la Roma vorrebbe chiudere, sfruttando il 30% sulla rivendita in suo possesso),Guedes, Berardi e Douglas Luiz,tutti si esprimono meglio con il 4-2-3-1 o il 4-3-3. Per non parlare di Matic che in carriera soltanto con Conte al Chelsea ha giocato con il 3-5-2.

Modulo che ha esaltato all’Udinese De Paul, sogno di un mercato che ancora deve prendere il via (in quest’ottica occhio a Witsel, pronto a dire di sì all’Atletico di Madrid: gioca nel ruolo dell’argentino) ma che poi ha dovuto abituarsi velocemente a giocare a 4, sistema di riferimento sia in Nazionale che con Simeone.

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Tifosi

Abbonamenti Roma, vendute altre 1000 tessere. Ecco tutti i dati aggiornati

Nuovi aggiornamenti sulla campagna abbonamenti della Roma. A seguito dell’apertura della vendita libera, per quanto concerne il campionato, sono stati venduti altri 1000 abbonamenti, dunque la quota complessiva è di 34.500 tessere.

Sold out: Curva sud centrale, curva sud laterale, distinti sud e curva Nord. Per quanto riguarda gli abbonamenti di Coppa, sono stati vendute quasi 4 mila tessere

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Calciomercato

Cristante e Veretout nel mirino del Milan

Giornate difficili in casa rossonera. Mentre va delineato ancora il futuro di Maldini e Massara, la virata delle scorse ore del Paris Saint Germain su Renato Sanches ha messo in guardia i dirigenti del Milan che si trovano adesso a dover sostituire Kessiè in maniera razionale e precisa.

Come riferisce gazzetta.it, la questione si complica, e non poco, come riportato dalla Gazzetta dello Sport i nomi sul taccuino dei rossoneri sono vari tra i quali spuntano Veretout e Cristante.

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Calciomercato

Dybala vuole solo l’Inter: rifiutata la proposta della Roma

Paulo Dybala ha scelto l’Inter e attende che i suoi agenti definiscano tutti i dettagli dell’operazione con i dirigenti nerazzurri. Dall’Argentina ribadiscono che l’ex juventino abbia ricevuto ma rifiutato una proposta della Roma volendo fortemente la chiusura con l’Inter. Lo attende un contratto di 4 anni. A riferire la notizia Luis Merlo, giornalista argentino su Twitter.

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Interviste

Mourinho: “Da leader ho la responsabilità di non deludere mai i miei calciatori”

Josè Mourinho ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Forbes. Ecco le parole del tecnico giallorosso:

Come si diventa un buon manager?
«La cosa più importante è che le persone ti seguano. E per seguirti, devono credere in te. Normalmente, credono in te se si sentono empatici e onesti nei tuoi confronti. Nel mio caso personale, da leader, significa che ho la responsabilità di non deludere le persone, la mia squadra. Devi stare con loro e per loro tutto il tempo. Devono fidarsi di te».

Quali sono le lezioni di coaching: il coaching sportivo può essere trasportato negli affari o nella vita?
«Le lezioni che ho imparato dal coaching, direi che le ho imparato molto prima. Infatti avevo un professore all’università che mi diceva sempre: “Un allenatore che sa solo calcio non sa niente di calcio”. Devi conoscere fondamentalmente l’essere umano, queste sono parole che uso ancora oggi. I calciatori non sono solo calciatori. Sono uomini che giocano a calcio e questa è stata una delle grandi lezioni che ho imparato all’inizio. Un’altra lezione che ho imparato dalla mia esperienza di allenatore è che devi avere a che fare con l’essere umano. Nello sport c’è prima di tutto il lato umano e ovviamente può emergere negli affari e in altri campi della vita sociale. Penso che questa sia la cosa più importante che definisce la leadership».

Come si può costruire e motivare una squadra, come gestire i talenti?
«Bisogna conoscere i giocatori, conoscerli bene. Sono tutti diversi e tutti hanno bisogno di un modo diverso di comunicare, di ricevere feedback, di essere motivati. La cosa più importante è conoscerne la natura, sapere tutto di loro, per poter poi interagire con loro in modo quasi individuale. Direi che è un po’ come quando si va al ristorante e si mangia à la carte, come si dice in francese. A la carte è fondamentalmente quello che hai a che fare con i giocatori. Non guardarli come se fossero tutti uguali, perché sono tutti diversi. Questo è abbastanza facile da dire ma più difficile da fare. Per una squadra nel suo insieme, devi creare empatia con tutti. Devi far sentire tutti importanti, far sentire tutti parte della squadra e per questo devi conoscere le persone estremamente bene. Devi sapere come interagire con ognuno di loro, sapere come farli sentire importanti, farli sentire parte di una squadra e importanti per la squadra. È primordiale. Quindi, tornando alla mia risposta precedente, il lato umano è la cosa più importante, devi creare empatia con gli individui».

Come si fa ad ottenere risultati ad alto livello?
«Direi che è il tipo di caratteristiche che rende i veri campioni tali. Sai come vincere. Vincere ad un certo punto, a volte succede. Ma vincere per molti anni, essere ad alto livello per molti anni, come fanno alcuni giocatori, dipende dalla loro resilienza. Fa anche parte del loro DNA, non amano perdere, nemmeno in allenamento. Mantenere le loro prestazioni elevate non è quindi nemmeno una sfida per loro, fa semplicemente parte della loro natura».

Come attenersi alla strategia nonostante le circostanze avverse?
«Costruire strategie significa cercare di ridurre l’imprevedibilità. Il calcio, come molti ambiti della nostra vita, è imprevedibile. Non possiamo prevedere tutto, ma più investiamo in formazione, più siamo preparati ad affrontare situazioni diverse. Questo riduce l’imprevedibilità e ci dà sicurezza che ci permette di fare le nostre scelte. Sappiamo che le partite di calcio comportano dei rischi, certo, ma dobbiamo cercare di ridurre questi rischi preparandoci al meglio».

Come prendere decisioni difficili?
«È difficile passare una settimana senza dover prendere una decisione difficile. Decisioni difficili in termini di leadership, per cercare di vincere una partita, per aiutare la tua squadra a vincere una partita. Come affrontare questo? Certamente a volte cerchiamo di prepararci, ma allo stesso tempo ci sono momenti in cui dobbiamo fidarci gli uni degli altri. Devi fidarti della tua analisi, ma a volte anche dei tuoi sentimenti e, fondamentalmente, saper apprezzare i rischi. Se non ti piace il rischio e ciò che ne deriva, non avrai mai successo. Quindi a volte devi fare il grande passo, invece di essere sopraffatto dallo stress e semplicemente goderti la situazione».

Come gestire la pressione?
«Cerco di non sentire troppa pressione nel mio lavoro. Penso di avere un buon rapporto con lo stress. Non sentire la pressione non va bene, ma anche sentirne troppo, se la senti profondamente, non va bene. Quindi devi cercare di avere un buon rapporto con la pressione e lo stress. Il mio miglior consiglio per affrontare la pressione? Penso che ci sia qualcosa di più importante della pressione: è la nostra identità, è ciò che sentiamo, ciò che pensiamo, le nostre idee. Non lasciarti influenzare dal mondo esterno e dallo stress che senti. Cerca di affrontarlo in modo positivo usando la tua conoscenza ed esperienza. La tua esperienza ti aiuta ad affrontarlo, ma la cosa più importante è ancora una volta sfruttare un po’ questa pressione».

Come provare a superare i propri limiti?
«Penso che la chiave sia non accontentarsi mai di ciò che si ha e voler sempre di più. Quando vuoi vincere medaglie, vuoi vincere di più. Quando fai gol, vuoi segnare di più. Quando hai fatto soldi, vuoi guadagnare di più. Tutto ruota intorno al “di più”. Mai smettere! Questa sensazione non ha nulla a che fare con l’età, è una questione di personalità».

Perché hai deciso di diventare un ambasciatore di XTB? Quali valori condividi con XTB?
«Una strategia ben congegnata, la voglia di vincere, lo stesso vale per gli investimenti. Sai, tutti vogliono vincere. Nel mio caso, è nel calcio. Nel caso di XTB, ovviamente, è un campo diverso, ma abbiamo la stessa voglia di riuscire, di imparare ogni giorno, di migliorare. A volte è una questione di intuizione. Ma è anche tanta ricerca, preparazione e auto-investimento».