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GIOVANILI

Primavera, Finali Scudetto: il 27 maggio Roma in campo contro la vincente di Juve-Atalanta

La Lega Serie A ha reso noto il calendario della fase finale del campionato Primavera, che anche quest’anno sarà ospitata a Reggio Emilia e Sassuolo e si svolgerà dal 24 al 31 maggio.

La Roma, prima classificata della stagione regolare, entrerà in scena dalle semifinali. I ragazzi di Alberto De Rossi affronteranno la vincente del match tra Atalanta e Juventus, rispettivamente quarta e quinta in classifica nella regular season. La semifinale si svolgerà venerdì 27 alle 18 allo stadio Ricci di Sassuolo, impianto ospiterà tutti i confronti del primo turno ed entrambe le semifinali.

In caso di parità previsti i tempi supplementari ma non i calci di rigore: dopo i 120′ passerà in finale la squadra meglio piazzata nella classifica finale. Una buona notizia per la Roma, visto il primo posto conquistato. I penalty saranno invece previsti nella finale in caso di parità oltre i supplementari. L’ultimo appuntamento che assegnerà il titolo di campione d’Italia ci sarà il 31 maggio al Mapei Stadium di Reggio Emilia.

IL CALENDARIO DELLA FASE FINALE

PRIMO TURNO

Atalanta-Juventus – 24 maggio ore 18 a Sassuolo
Cagliari-Atalanta – 25 maggio ore 17 a Sassuolo

SEMIFINALI

Roma-vincente Atalanta-Juventus – 27 maggio ore 18 a Sassuolo
Inter-vincente Cagliari-Atalanta – 28 maggio ore 18 a Sassuolo

FINALE – 31 maggio ore 20.30 a Reggio Emilia

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Interviste

Abraham: “Mi sono sentito amato a Roma sin dal principio, voglio vincere la Conference per i tifosi”

Tammy Abraham ha parlato ai microfoni di Sky Sport. Queste le sue dichiarazioni:

Nella scorsa stagione hai vinto la Champions League col Chelsea, cosa significa questa finale di Conference per te?
“Una finale è sempre una finale, che sia di Coppa del mondo, di Champions o di Conference. Vuoi sempre giocarla e vincerla per te stesso, per i compagni, per il club e per la città. È stato un anno particolare ma per tanti versi speciale, ci aspettano due finali: la prima col Torino, poi non vediamo l’ora di giocare la Conference League”.

Il tuo colpo di testa vincente col Leicester ha portato in delirio un intero stadio e una città, ci ripensi a quel gol?
“A dire il vero continuo a rivedere quel video. Sapevo cosa ci avrebbe riservato il Leicester, conoscevo bene la squadra a differenza di molti miei compagni. Avevo voglia di rivalsa, ci aveva battuto in finale di FA Cup, volevo vendicarmi ed è stato bellissimo farlo con un gol. Adesso sarebbe bellissimo conquistare la finale per rivedere con più piacere quel gol”.

Tanti campioni in Italia hanno avuto dei problemi, tu hai sempre avuto un rendimento molto alto. Come hai fatto ad avere questo approccio?
“È merito anche dei miei compagni, dello staff e dei tifosi, perché non è mai facile arrivare in un Paese e in un campionato diverso e ambientarsi bene. Mi sono sentito a casa dal primo giorno, per quello ho promesso di ricambiare dando tutto me stesso, con cuore sangue e sudore. Il modo migliore per ricambiare tutto questo affetto e fiducia sarà quello di sollevare un trofeo, quando lo solleveremo e non se lo solleveremo. E nel complesso giocare in Italia sarà una delle esperienze più belle della mia vita”.

Che idea ti sei fatto del Feyenoord?
“È un’ottima squadra, che gioca un calcio molto bello e d’attacco. Hanno un attaccante che ha segnato un gol più di me, devo cercare di mettere le cose a posto. È una squadra che gioca bene e ho visto qualche immagine. Rick (Karsdorp, ndr) me ne parla bene, dice che è una squadra rapida che vuole segnare dei gol, come vogliamo fare noi. Dovremo semplicemente batterli ed essere superiori”.

C’è un olandese in squadra, Rick Karsdorp, può aiutarvi?
“È chiaro che per lui sarà una partita speciale contro il club in cui è cresciuto. Sarà una finale speciale contro una squadra che anche io ho conosciuto a livello di sfide giovanili. Sarà una partita speciale tra due grandi club che si affrontano nella finale di questo nuovo torneo”.

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Interviste

Mourinho: “Rimarrò qui atri 2 anni, poi vedremo che progetto ci sarà. Finale squilibrata, nostra situazione difficile: il popolo albanese tifi per la Roma”

CONFERENZA STAMPA Josè Mourinho a due giorni dal match contro il Torino ha parlato ai cronisti presenti a Trigoria:

Aspetto emozionale, ha parlato di famiglia e di rapporto di grande empatia. Le piacerebbe poter essere il Ferguson della Roma?
“Ferguson è stato lì più di 20 anni, io per stare qui 20 anni, con 59 che ne ho sarebbero 79, sarebbe più duro (ride ndr). Fino a 70 sì, dopo sarebbe più dura. Capisco la tua domanda, mi piace tanto stare qui, questo è visibile, si sente, ho accettato un profilo di progetto e questo progetto sono 3 anni, vediamo dopo qual è il profilo di progetto dopo questi tre anni. Penso di rimanere qui questi 3 anni, non è che sto pensando o cercando di partire prima di questo triennio e dopo si vedrà la direzione del progetto. Qualche volta i progetti si avvicinano di più a quello che uno pensa, altre volte i progetti si allontanano un po’ di più. Il calcio è oggi e al massimo domani e domani è la prossima stagione, voglio stare qui”.

Cosa sente di aver già vinto in questo suo primo anno a Roma? Cosa sente serva ancora per vincere?
“Difficile per me fare bilancio, molto difficile rispondere. Domanda complicata. Non voglio rispondere”

C’è grande entusiasmo a Tirana in attesa della Roma, per il suo arrivo, ci sono però anche problematiche dei romanisti perchè è stato scelto dall’UEFA questo stadio da 20 mila spettatori. Un commento su questa scelta? Poi una domanda su Kumbulla, ritornerà da finalista e i tifosi albanesi se lo aspettano in campo, sarà così?
“Mi aspetto dai tifosi albanesi con Kumbulla o senza, nell’unico punto di connessione in quella finale lì, devono stare di qua e non di là, se la Roma vince la coppa c’è un albanese che alza la coppa, c’è un albanese che alza la coppa a Tirana, questo per me deve essere più che sufficiente per il popolo albanese, essere più vicino alla Roma che al Feyenoord. Questo ci permette di avere un equilibrio, perchè senza questo è squilibrata la finale: noi abbiamo una finale venerdì e poi quella di Tirana, loro sono in vacanza, hanno tempo per prepararsi, per riposarsi, sarà squilibrata senza l’appoggio del pubblico albanese. Una finale in Albania per me è un piacere, un doppio piacere: perchè giochiamo la finale e perchè vanno per la prima volta in uno dei pochi paesi dove non ho mai giocato. Posso dire anche piacere di avere qualche amico importante a Tirana, nella società civile albanese. Sul campo con pochi spettatori per due club della dimensione di Roma e Feyenoord, è l’unico punto negativo che si può trovare, perchè con uno stadio da 50 mila o 70 mila sarebbe stato piccolo. Se si fosse giocato al Santiago Bernabeu sarebbe stato pieno. Però penso che un paese come l’Albania merita questa opportunità. Giocai una Supercoppa europea in Macedonia del Nord, fu un evento fantastico per loro, una finale d’Europa League a Stoccolma. Ci sono paesi che per passione per il calcio meritano questa opportunità. E’ un peccato per i romanisti, veramente un peccato, però principalmente sarà bello se Kumbulla alzerà la coppa”

Ancelotti e lei siete finalisti, qualcuno vi aveva dato dei bolliti sostenendo che il calcio fosse solo dei trentenni…
“Carlo aveva un problema: se alleni l’Everton non puoi vincere la Champions. Il problema nei miei confronti che la gente pensava che alcune mie avventure fossero per vincere, ma non lo erano. Quando hai una storia vincente, ciclica in questo senso, si possono dire queste cose. Ma non mi sono mai preoccupato di queste cose, non penso alle diverse generazioni di allenatori, ma alle qualità che non hanno niente a che vedere con l’età. Ci sono giocatori bravissimi a 20 anni e a 40, il gol che bellissimo che ha fatto Quagliarella a 40 anni, mi piacerebbe che lo facessero i miei giovani di 20 anni, con un Quagliarella probabilmente avremmo segnato contro il Venezia. Non c’è età, c’è qualità, c’è passione, quando questa passione non c’è sei finito. Quando non senti pressioni dopo queste partite significa che sei finito. Conosco bene me stesso e Carletto abbastanza bene, ma ci sono tanti altri. Quando la passione c’è, la qualità c’è, siamo noi che decidiamo quando smettere. Per quanto mi riguarda, se qualcuno pensa che debba smettere ora, dovrà invece aspettare tanto”

Grande attesa per questa finale, già bello così ma paradossalmente la stagione deve incastrarsi con il finale in campionato e la partita di Tirana. Non riterrebbe beffardo restare fuori dall’Europa? Se questo avvenisse la stagione sarebbe comunque positiva?
“Questo rischio esiste, non possiamo dire che in questo momento sia uno scenario impossibile. Abbiamo due finali da giocare, ipoteticamente si possono perdere tutte e due e finire fuori dalle coppe. Lo so che esiste, lo sanno i giocatori, ti dico che non è una situazione facile da gestire. Io sono capace di pensare solo a venerdì, infatti non sono contento di stare qui oggi a parlare per voi e per gli stranieri, con un giorno dedicato alla finale di mercoledì, non sono contento di fare un allenamento che tale non è stato, perchè era aperto, sono stato seduto in panchina a vedere quando finiva, perchè l’allenamento è stato fake per voi, non sono contento di questo ma è una realtà. Esiste il rischio che dici tu, sicuramente esistono diverse opinioni sulla gestione: qualcuno pensa che dovrei far riposare tutti venerdì per puntare tutto su mercoledì. Viceversa tanta gente penserà che mercoledì è 50 e 50, dobbiamo mettere tutto su venerdì perchè se vinciamo andiamo in Europa League. Altri pensano metà e metà. Se mi chiedi quale sia la filosofia che preferisco, è che penso solo a venerdì. Il problema è che non posso pensarci solo io, altri devono pensare lo stesso: giocatori, dipartimento medico, i miei assistenti, è questo il periodo di dubbi che non posso nascondere ci siano. Se guardi oggi l’allenamento non abbiamo nascosto nessun giocatore. I giocatori che non erano in campo non sono disponibili per venerdì: Smalling, Mkhitaryan, Zaniolo e Karsdorp ad oggi non sono disponibili venerdì. Il momento non è facile, sarebbe stato più facile essere qualificati o esser già fuori dalla corsa per i primi sei posti. Però siamo in questa situazione e il mio pensiero è esclusivamente rivolto a venerdì”

Ceferin ha rivelato di aver ricevuto una sua telefonata, nella quale si sarebbe detto molto contento di aver raggiunto la finale di Conference. La sua presenza è uno spot per questa nuova competizione? Mkhitaryan e Zaniolo come stanno?
“Mkhitaryan ha avuto quell’infortunio con il Leicester, ha bisogno di tempo, non ha ancora fatto un solo allenamento con la squadra, nessuna possibilità per venerdì, nessuna e poche per mercoledì. Zaniolo poche per venerdì, penso di più per mercoledì, però se le poche possibilità per venerdì si trasformano in possibilità lo farei giocare venerdì senza pensare a mercoledì. Smalling è infortunato, penso 0% per venerdì, in dubbio per mercoledì. Karsdorp dei quattro è il più probabile che recuperi, però è ancora in dubbio. Questa finale, mi sono emozionato perchè più di me, vista la mia esperienza, pensavo di più alla gente e ai giocatori. Voglio la finale e il trofeo per me stesso ovviamente, ma questa finale è importante per la gente che non vive queste emozioni da tanto, per quei giocatori che non hanno vinto fare un primo passo verso i successi. Sono molto meno egocentrico in questo momento storico, mi piacerebbe vincere per loro, aiutare loro a vincere, per il club, i giocatori e i tifosi, mi piacerebbe tanto. Sull’UEFA, ti dico veramente: quando esiste un cambiamento, esistono sempre voci critiche, gente scettica e la gente che fa il passo del rischio, ha bisogno di aiuto. E’ una nuova competizione, che quando è iniziata la gente ha visto i play-off e quando la gente vede i play-off si vedono squadre di vari paesi, senza le spagnole, le inglesi etc e si può pensare che la Conference sia una competizione inferiore. Bisogna invece che le squadre più importanti in competizione la prendono sul serio. Roma, Marsiglia, Feyenoord, Leicester etc, se non avessero preso seriamente, sarebbero andate fuori. La competizione è un’idea brillante, in caso contrario sarebbe stato un fracasso. Le quattro semifinalisti di quest’anno, hanno vissuto serate con 70 mila persone, stadi pieni, è una competizione che è diventata importante perchè gente come noi ha aiutato l’UEFA a renderla bella e sicuramente il prossimo anno la gente guarderà con altri occhi la Conference”

Ha vissuto tante finali, molte le ha vinte. Sta riscontrando qualcosa di diverso a livello ambientale rispetto ad altre piazze?
“Sì, sento più difficile che la gente sia concentrata su quello che va fatto prima della finale. Ho portato esempi internamente, ricordando che con l’Inter ci giocammo lo Scudetto prima della finale di Champions e la gente era concentrata solo su quella partita lì. Stessa cosa mi accadde col Porto. Sento qui un’eccessiva euforia, che non aiuta a direzionare il nostro focus su una partita così importante come quella col Torino. Per me, morirò così, la prossima partita è sempre la più importante. Confesso che non è facile, abbiamo cercato con l’aiuto di Tiago affinché nessun giocatore si preoccupi dei viaggi della famiglia, i biglietti per la finale, ma il problema è globale, è quello che si sente quando vai al ristorante, al supermercato, la gente non ti dice dai andiamo a Torino, vinciamo lì, mai non c’è Torino. Questo nasce ovviamente dalla gioia, da questa gioia di giocare la finale, di avere il 50% di prendere un trofeo, la mentalità però deve essere venerdì, non ho problemi ad ammettere che è così. Quello che mi rende frustrato è che noi meritavamo di stare già quinti, con tanti punti di vantaggio, perchè fra arbitri contro di noi, VAR contro di noi, arbitri a favore dei nostri avversari, VAR idem, noi che abbiamo sbagliato, io che ho sbagliato, sfortuna, noi dovevamo stare già tranquillamente quinti. Non lo siamo e c’è una partita venerdì da giocare in modo serio”

Sarri ha detto che è una mentalità provinciale guardare chi arriva prima tra Roma e Lazio, che la città di Roma meriterebbe una lotta al vertice come le milanesi. E’ d’accordo?
“Sì sono d’accordo, non si deve guardare a chi arriva prima, ho capito quando abbiamo perso e vinto il derby, ciò che significa perderlo e stravincerlo, è troppo. Però è cultura, il calcio è anche cultura popolare, noi come allenatori, nel mio caso straniero, dobbiamo imparare la cultura popolare. L’ho sempre fatto, dovunque abbia lavorato, quando sei a Roma, nel mio caso, diventi romanista e quando diventi romanista, anche queste cose hanno la loro importanza. Il fatto che quinto e sesto nella pratica è la stessa cosa, penso non ci sia veramente differenza, come 3-4. Chiaramente quarto o sesto cambia tutto. La finale farà la grande differenza, soprattutto se dovessimo vincere”

Mi sembra che lei stia allenando anche adesso, magari non la squadra, ma la città. Sull’allenamento di oggi, Ibanez che fa il jolly? Spinazzola a destra: ha giocato titolare contro il Venezia, significa qualcosa per Torino e Tirana?
“Ibanez jolly significa che è fantastico in tanti aspetti del suo gioco, non fantastico nella visione di gioco e dei passaggi, giocando da jolly, ha questa possibilità di avere più palla, in situazione di gioco dove ha pressione intorno a lui, per limare i suoi difetti. Questo lo aiuta a pensare più velocemente, Cristante lo fa da tanto, è migliorato tanto a questo livello come giocatore posizionale. Spinazzola ha fatto bene col Venezia, sensazioni positive, peccato per il giallo perchè non stando al massimo avrebbe avuto difficoltà nella ripresa, ma ha giocato senza problemi. L’ho fatto allenare sul destro, non avendo Karsdorp, a sinistra abbiamo varie opzioni, Vina, El Shaarawy e Zalewski, Leo preferisce giocare a sinistra, ma se siamo in difficoltà giochiamo con quello che abbiamo e se deve giocare, giocherà a destra”.

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NEWS

Mancini: “Col Var tanta confusione, devono spiegarci cosa succede” – VIDEO

Gianluca Mancini è intervenuto ai microfoni dei giornalisti nel corso del Media Day organizzato dalla Uefa. 

Come arrivate a queste ultime partite decisive?

“Per ora più decisiva è quella di venerdì dobbiamo pensare a questa per finire il campionato al massimo e arrivare quinti o sesti e finire il campionato bene, non c’è storia. Poi prepareremo la partita di mercoledì”.

C’è un tema stanchezza, come ti senti?
“Se non fosse per le squalifiche (ride, ndr). La stanchezza non deve essere un alibi, non deve entrare nel nostro spogliatoio. Negli ultimi giorni abbiamo avuto una partita a settimana, dobbiamo prepararci per il Torino, ci siamo riposati e mancano le ultime due partite dell’anno e poi andiamo in vacanza. Non ci deve essere stanchezza”.

È entrato il concetto nello spogliatoio di poter riscrivere la storia di questo club?
“È entrato dopo la semifinale col Leicester, poi da lì abbiamo pensato solo a preparare la partita di campionato e fino a quel punto non ne abbiamo parlato, perché se in campionato siamo in questa posizione è colpa nostra, potevamo fare più punti nelle ultime partite, ma ci siamo complicati le cose da soli. Testa al campionato per finire bene”.

Mourinho vi carica in qualche modo?
“Il mister carica come ha sempre fatto. Se giochiamo contro il Real Madrid o contro l’ultima dell’ultima categoria ci carica allo stesso modo, con la stessa attenzione, determinazione e voglia di far bene anche per prepararci mentalmente alla partita di mercoledì. È fondamentale vincere mercoledì”.

A livello di consapevolezza che cosa vi ha dato il percorso in Europa?
“Facciamo una finale Europea, e non tutti hanno la possibilità di farla ogni anno. È vero, non è la Champions, è vero è la terza competizione Europea, ma la Conference è uguale all’Europa League. Se guardi le due finali sono identiche con squadre forti.  Sono tutte esperienze che ognuno di noi metterà nel suo bagaglio per avere una consapevolezza diversa”.

Torino-Roma arbitrerà Irrati. Vi aspettate dei cambiamenti sugli arbitri?
“È un discorso ampio e difficile, mi sono già espresso dopo Roma-Milan, non voglio più farlo. Voglio solo dire che tanti torti li hanno avuti tutte le squadre, errori che gli arbitri hanno fatto e anche il VAR. Sbagliamo noi, sbagliano anche loro, è chiaro che devono rispiegarci o modulare il protocollo per essere più chiari gli occhi nostri e dei tifosi che guardano le partite. C’è molta confusione”.State studiando il Feyenoord?
“C’è venerdì, poi abbiamo cinque giorni per preparare quella partita. C’è tutto il tempo”.

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Spinazzola: “Ho avuto paura, ma ora sto bene. Pronto a giocare per le due finali” – VIDEO

 Leonardo Spinazzola ha rilasciato alcune dichiarazioni in mixed zone nel corso del Media Day organizzato dalla Uefa. 

Come arrivate alla finale?
“Ci arriviamo bene, ci dobbiamo arrivare bene per chiudere in bellezza questo campionato, Torino è fondamentale. Poi avremo 5 giorni per preparare la finale”. 

Tu come ci arrivi? 
“Ci arrivo bene, motivato, felice di essere qui e di poter giocare queste ultime due partite”. 

Pensavi a Tirana in questo periodo complicato? Ti ha dato forza? 
“Sinceramente no, pensavo a rientrare in gruppo. Pian piano che miglioravo il pensiero di Tirana mi è entrato in testa”. 

Quali sono stati i momenti più difficili in questi mesi? 
“Quando non vedevo progressi nel mio lavoro, battevo la testa sul muro, ma il muro rimaneva integro”. 

Con l’abbraccio dell’Olimpico cosa hai trovato? 
“La gente romanista è stata sempre generosa con me e all’Olimpico è stata un’emozione bella”

Tu e Zalewski insieme? 
“Nico sta facendo bene e deve continuare, poi ci deve pensare il mister”

Come sta approcciando il mister alla finale? 
“Ancora non c’è stato l’approccio alla finale, abbiamo una finale che è venerdì e il mister ci fa concentrare solo su quella”. 

Quanti minuti hai nelle gambe? 
“Non lo so, dipende dalla partita. Se attacchiamo e basta è più facile, se è aperta è normale che abbia più difficoltà fisica. Sono felice, vediamo quanti minuti avrò in queste due partite”. 

La Roma poteva far di più? 
“Siamo una grande squadra, poi è normale che quando giochi il giovedì, la domenica, coi viaggi, qualcosa perdi sempre. Siamo stati l’unica squadra che ha fatto questo percorso, tra il freddo e i campi in sintetico”

Vi sentite favoriti col Feyenoord? 
“Non voglio pensarci. Dobbiamo pensare solo al Torino”. 

La finale più importante per te, dopo quella mancata agli Europei?
“Diciamo di si”.

Italia-Argentina è un obiettivo per te? 
“Vediamo adesso sto cercando di mettere più minuti possibili nelle gambe. Mancini mi ha detto che era contento fossi tornato”. 

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Allenamenti

Trigoria, Uefa Media Day: out Mkhitaryan, Smalling, Zaniolo e Karsdorp. Show di El Shaarawy in partitella (VIDEO)

Seduta mattutina aperta alla stampa a Trigoria per la Roma. Nell’ambito dell’UEFA Media Day, oggi la Roma ha lavorato davanti ai cronisti presenti al centro sportivo giallorosso. Retesport ha seguito live la seduta, che è iniziata poco dopo le 10.30, con un lavoro atletico di riscaldamento. Out Mkhitaryan, Zaniolo, Smalling e Karsdorp.

Dopo una fase di mobilità articolare, in campo sono allestite varie stazioni che sembrano predisposte per lavori di rapidità che in seguito svolgeranno i giocatori. Poi una partitella finale con i seguenti schieramenti:

Blu: Fuzato, Mancini, Spinazzola, Zalewsi, Veretout, Darboe, Pellegrini, Felix, Abraham.

Rossi: Rui Patricio, Vina, Kumbulla, Niles, Sergio Oliveira, Bove, Perez, El Shaarawy, Shomurodov.

Cristante e Ibanez, con fratino bianco, fungono da jolly. La partitella è finita 5-3 per i rossi, con la tripletta di El Shaarawy.

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NEWS

Torino-Roma, sarà Irrati l’arbitro. Al Var Fabbri

Sarà Irrati l’arbitro di Torino-Roma, ultima sfida di campionato, in programma venerdì sera alle 20.45. Gli assistenti saranno Mondin e Mastrodonato, il IV Uomo Marcenaro, al VAR ci sarà Fabbri, Avar Zufferli.

Sono ben 21 i precedenti in campionato, con la formazione giallorossa. Un bilancio positivo con 11 vittorie romaniste 6 pareggi e 4 sconfitte. L’ultima risale al successo nel derby per 3-0 di due mesi fa.

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Rassegna stampa

Sarà un turn over misurato: Zaniolo è ok ma non rischia

Torino e Tirana, due finali da vincere per chiudere la stagione con l’Europa League e un trofeo. Due giorni all’ultima sfida di campionato, sette invece al match contro il Feyenoord: una settimana di fuoco per la Roma e che deciderà per buona parte le sorti di un’intera stagione.

Alla squadra di Mourinho, scrive Il Corriere dello Sport, servirà la vittoria contro il Torino di Juric per non guardare sabato le gare di Fiorentina e Atalanta, e aggiudicarsi il posto in Europa League. Per questo motivo lo Special One non intende portare avanti un turnover massiccio ma toglierà dai titolari soltanto un paio di elementi che in questo ultimo mese hanno faticato tanto e sono a corto di energie.

Mkhitaryan e Zaniolo nei giorni di riposo hanno lavorato individualmente, così come ieri, con l’obiettivo di tornare a disposizione per la finale di Tirana. L’armeno sta recuperando dalla lesione al flessore destro e le sue condizioni migliorano di giorno in giorno, il talento della Roma invece ha smaltito l’affaticamento al quadricipite destro. Per entrambi oggi un allenamento chiave per capire se potranno scendere in campo contro il Torino (più Zaniolo di Mkhitaryan), ma senza forzare: Mourinho non correrà nessun rischio. Squadra vera quindi contro il Torino.

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Rassegna stampa

La nuova Roma fa spesa in Premier

Il mercato della Roma sarà molto british. Mourinho vuole pescare ancora nella Premier. Non solo Matic, scrive Il Corriere dello Sport, ma una serie di giocatori che vengono monitorati in vista della prossima stagione. La squadra sarà rinforzata, almeno con un acquisto per reparto. L’allenatore avrà un ruolo fondamentale nella scelta dei giocatori, ma non solo, anche nell’avviare la trattativa.

La lacuna più evidente che la Roma si porta dietro dallo scorso anno riguarda il ruolo di regista. Con Darboe e Diawara in uscita, con il rinnovo di Cristante da fare e il riscatto di Oliveira in dubbio, la priorità resta il centrocampista centrale. Granit Xhaka orami è un evergreen, ma le possibilità che lasci l’Arsenal sono veramente poche. Il sogno è Douglas Luiz, 23 anni, in scadenza nel 2023 con l’Aston Villa. Il brasiliano è seguito dalla Roma da almeno due sessioni di mercato. Ha una valutazione di 35 milioni, ma il contratto scade nel 2023 e questo farà abbassare le pretese.

Nemanja Matic sembra il più abbordabile. Va per i 34 anni, è in uscita dal Manchester United, grazie a una clausola che gli consente di andare via un anno prima della scadenza, da svincolato. Mourinho lo ha avuto al Chelsea e al Manchester Uunited e lo conosce bene.

Così come conosce Diogo Dalot, 23 anni, terzino destro che era stato accostato alla Roma anche a gennaio. È portoghese, ha già fatto un’esperienza in Italia con la maglia del Milan. Nello United è seguito anche Eric Bailly, difensore centrale, ivoriano, 28 anni. Ma le probabilità che lasci Manchester sono minori rispetto a quelle di Dalot, anche se in questa stagione ha giocato pochissimo.

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La Repubblica: I bodyguard della Roma picchiano due giornalisti alla cena della squadra

Doveva essere una tranquilla cena di squadra per compattare il gruppo. E invece tutti i calciatori della Roma e buona parte dei clienti del Ristorante Pierluigi hanno assistito, loro malgrado, ad un fatto gravissimo.

Due bodyguard, scrive Repubblica, della società giallorossa, dopo aver minacciato due cronisti, colpevoli di aver disturbato la cena dei calciatori, hanno pensato bene di passare ai fatti. Un’aggressione in piena regola con spintoni, uno schiaffo e i due giornalisti attaccati con violenza al muro. Fatti incresciosi avvenuti davanti ai calciatori attoniti e a due poliziotti, che prontamente hanno cercato di calmare la situazione. Senza riuscirci granché.

Una serata di svago, per i calciatori, e di lavoro, per chi voleva raccontarla, rovinata da un’ingiustificata aggressività da parte di chi dovrebbe evitare questo genere di situazioni. La colpa? Aver svolto il proprio lavoro di cronista, senza violare nessuna regola.

Semplicemente raccogliendo informazioni e scattando qualche foto su una piazza pubblica. Ma evidentemente per la sicurezza era troppo. Un diritto prontamente negato dai solerti uomini della sicurezza della Roma, a suon di minacce e colpi proibiti.

Come non bastasse, ad aggressione consumata, un paio di calciatori si sono sentiti in diritto di rivolgere insulti ai colleghi sul lavoro che stavano svolgendo. Anziché condannare quello che avevano visto, anziché censurare un atteggiamento ingiustificabile e inspiegabilmente violento di due “addetti alla sicurezza”. La scena è durata pochi minuti ma ha lasciato basiti tutti i presenti e a questo punto potrebbe avere ripercussioni legali per i protagonisti.