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Roma, accordo con Federalberghi: si potranno acquistare i biglietti negli hotel

La Roma stringe un accordo con Federalberghi Roma: per tutta la prossima stagione si potranno acquistare i biglietti delle gare in casa anche negli hotel associati. Un’opportunità in più per i molti turisti di vivere l’emozionante esperienza di veder scendere in campo i giallorossi allo Stadio Olimpico.

Il Ceo giallorosso, Pietro Berardi, ha commentato così la nascita di questa partnership: “Siamo contenti di lavorare insieme a Federalberghi per permettere ai turisti di poter vivere con facilità un’esperienza che arricchirà il ricordo del viaggio. Lavoriamo costantemente per rendere le partite all’Olimpico un evento piacevole da prima del fischio di inizio, e non abbiamo dubbi sul fatto che vivere una nostra partita dal vivo possa diventare una tappa immancabile per chi visita la città”. Mentre il presidente di Federalberghi, Giuseppe Roscioli, ha detto: “Siamo lieti della nascita di questa collaborazione con la Roma, una squadra iconica con tifosi in tutto il mondo le cui gare interne rappresentano da sempre uno spettacolo nello spettacolo,” ha dichiarato Roscioli.

“L’impatto degli eventi sportivi sul turismo e l’indotto cittadino ha una rilevanza che il nostro settore non può trascurare, basti pensare a due recenti esempi: l’ultimo derby capitolino, giocato al 75% della capienza dello stadio, ha visto ben 13.620 biglietti venduti a non residenti in città su un totale di circa 50.000 spettatori; la semifinale di Conference LeagueRoma-Leicester, su un totale di circa 67.000 spettatori, ha visto oltre ai 3.400 tifosi provenienti dall’Inghilterra anche la presenza di altri 2.215 appassionati non residenti a Roma, facendo riferimento ai dati delle sole piattaforme di vendita della società”.

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Poco turnover per lo sprint verso l’Europa

La partita di venerdì contro il Torino diventa importante per il piazzamento in Europa League in campionato. L’Atalanta, scrive Il Corriere dello Sport, ha perso contro il Milan e resta distaccata di un punto. Oggi giocano Lazio e Fiorentina, la Roma potrebbe ritrovarsi a dover puntare sulla finale perché è l’unica strada sicura per andare in Europa League il prossimo anno.

Venerdì Mourinho farà turn over, ha visto molti giocatori stanchi, in molti hanno giocato quasi cinquanta partite, potrebbe riposare tre o quattro titolari. Dovrebbero recuperare Zaniolo e Felix, che sabato contro il Venezia erano andati in tribuna per infortunio. Il primo per un affaticamento al quadricipite, il secondo per un fastidio al ginocchio.

Spinazzola potrebbe aggiungere minuti, partendo ancora titolare. Con il ritorno di Mancini, che ha scontata la squalifica, in difesa potrebbe riposare Smalling. Davanti avrebbe bisogno di tirare il fiato Pellegrini, che contro il Venezia ha disputato una grande partita, colpendo due traverse e salvando un gol nel finale.

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Abraham, Tammy un gol: la Roma ha bisogno del suo bomber

Cinquanta presenze, 3.989 giocati. Si può dire che è un po’ stanco? Si può dire, per uno che non conosce turnover e che si ferma solo per squalifica (ha saltato Roma-Inter). Proprio ora, sul più bello, sull’ultimo sforzo, con un traguardo vicino: manca il bomber che, diciamo così, si è concesso qualche giornata (di campionato) di riposo.

Sono sette le partite in cui Tammy non va in rete, l’ultimo acuto risale al derby, quando ha firmato una doppietta. In mezzo i gol al Leicester e al Bodø, che non è roba da poco: vorrà dire che per il ritorno alla rete dobbiamo aspettare Tirana e anche qui, eventualmente, non sarà poco. Diciamo che l’inglese in questi mesi ha perso un po’ di continuità, fatica non tanto a fare gol, e quello è un dato, ma soprattutto non è più brillante fisicamente.

Stanco, appunto. Conoscendo un po’ il suo pensiero, espresso più volte in questi mesi, se non segna non dorme la notte. Nell’ultima occasione capitatagli contro il Venezia, si capisce bene che gli sia mancata la lucidità: chance arrivata negli ultimi secondi di partita, quando la stanchezza ormai aveva preso il sopravvento su tutti.

Abraham, scrive il Messaggero, fino a ora ha fatto più di quanto ci si aspettasse, essendo lui al primo anno nel nostro campionato ed è noto quanto, soprattutto gli attaccanti, paghino a caro prezzo l’adattamento ai nostri ritmi, alle nostre marcature, a un calcio diverso dagli altri, specie da quello che si respira in Premier League.

Ha segnato, fino a ora 25 reti – alla prima stagione – più di tanti suoi noti colleghi che sono passati da queste parti, da Montella Batistuta, fino a Volk, per non parlare di PruzzoDzekoBalboVoellerGuaita Prati. È andato meglio pure di Salah. È stato il capocannoniere della Conference fino all’ultima semifinale, quando è stato scavalcato dal suo rivale del Feyenoord Cyriel Dessers, che è andato a segno dieci volte, mentre Abraham si è fermato a nove.

La finale del 25 maggio, per lui ha anche questo ulteriore significato: tornare in testa per diventare re dei bomber, oltre che tornare a Roma con la CoppaAbraham deve tornare al gol, perché la Roma, se non segna lui, raramente vince: dopo essersi fermato al derby e parliamo del 20 marzo, i giallorossi hanno giocato sette partite di campionato vincendone solo due.

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A Tirana con Zaniolo. Mkhitaryan in dubbio ma spera

Per Zaniolo la finale di Tirana non è a rischio. Il numero 22, scrive Il Tempo, ha assistito al match con il Venezia dalla tribuna dell’Olimpico a causa di un affaticamento al quadricipite che ha convinto Mourinho a lasciarlo a riposo, ma le sue condizioni non destano preoccupazione e già contro il Torino tornerà a disposizione del tecnico. 

Nulla di grande anche per Felix – out sabato scorso per un fastidio al ginocchio – che contro i granata dovrebbe rientrare tra i convocati. Fiato sospeso invece per quanto riguarda Mkhitaryan. L’armeno ha messo nel mirino la sfida con il Feyenoord per provare a recuperarlo.

Anche ieri il giocatore ha proseguito a Trigoria il programma di recupero studio dallo staff medico giallorosso. In ballo c’è una sfida che vale la storia. Miki non vuole mancare.

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La Roma tra brividi e rimpianti: a Torino novanta minuti di fuoco

Dal match point per l’Europa al rischio ottavo posto. Il punto ottenuto nelle due partite contro Fiorentina e Venezia ha improvvisamente capovolto il mondo romanista, scrive il Corriere della Sera, con i giallorossi passati dalla possibilità di poter gestire l’ultima gara di campionato in trasferta contro il Torino, anticipata a venerdì prossimo per favorire la preparazione della finale di Conference League (mercoledì 25 maggio), alla necessità di vincerla per essere sicuri di giocare il prossimo anno in Europa a prescindere dal risultato di Tirana.

Tolte le prime quattro della graduatoria, oggi la classifica della serie A vede la Lazio al quinto posto con 62 punti, i giallorossi sesti a 60 davanti a Fiorentina e Atalanta a 59. La Lazio e la Fiorentina giocheranno stasera rispettivamente a Torino contro la Juventus e a Genova contro la Sampdoria. La sconfitta dell’Atalanta col Milan lascia ai giallorossi la certezza di entrare in Europa in caso di vittoria con il Torino, ma per sapere in quale competizione bisognerà aspettare i risultati di stasera e ovviamente quelli dell’ultima giornata, che vede in programma Atalanta-Empoli, Fiorentina-Juventus e Lazio Verona.

A Torino, insomma, Mourinho non potrà permettersi di fare troppo turnover se non vuole rischiare di rimanere fuori dalle coppe. In questi giorni Mou proverà a recuperare gli infortunati: contro il Venezia non c’erano ZanioloFelix e Mkhitaryan. L’obiettivo è avere i primi due per la gara col Torino, e l’armeno, considerato fondamentale da Mourinho, per la finale.

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Torna presto: Mkhitaryan migliora e punta a rientrare nella finale di Tirana

Non c’è Roma senza Mkhitaryan. Lo sa Mourinho, ora lo confermano anche i numeri. Come scrive Il Messaggero, da quando l’armeno s’è fermato, i giallorossi in campionato hanno frenato. Due punti in tre partite con BolognaFiorentina e il retrocesso Venezia ai quali sommare appena un gol. Sì, una rete in 180 minuti, nessuna nelle ultime due trasferte quando nelle due precedenti (Sampdoria e Inter) era stato proprio l’armeno a lasciare il segno.

Non che in stagione l’ex Arsenal sia stato così prolifico (in totale 5 reti) come accaduto nel recente passato (15 gol nel 2020-21) ma con lui in campo la squadra gioca meglio. José se ne è accorto a novembre quando decise il passaggio definitivo alla difesa a tre. Gli serviva un regista, un play che dettasse i tempi abbinando la qualità di un trequartista. La scelta non poteva che ricadere sull’armeno: “Per me ha tutto, esperienza, tecnica, condizione atletica. Ma la sua dote migliore è la personalità e la forza psicologica”.

Un’investitura a pieno titolo. Ma non solo a parole. Perché prima dell’infortunio patito contro il LeicesterMicky ha praticamente giocato sempre. Quarantatré presenze su 49: per un calciatore che in carriera ha sempre dovuto fare i conti con qualche problema fisico, quasi un inedito.

Alla Roma manca come l’aria. Lo Special (che con lui ha vinto il suo ultimo trofeo, l’Europa League del 2017 contro l’Ajax, con una delle due reti siglata proprio di Micky) non ne può fare a meno. E l’altra sera quando gli è stato chiesto delle sue condizioni, non ha voluto dare particolari indicazioni: “La mia non è la volontà di preservare qualcuno, non c’è perché è infortunato“. Stop. Nessuna voglia di regalare uno spiraglio di ottimismo. In realtà, la situazione volge al roseo. L’armeno infatti è in via di guarigione dalla lesione di primo grado al flessore destro riportato nella gara d’andata contro il Leicester.

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Dybala e altri tre per la Roma

Sabato sera José Mourinho ha firmato un patto con i tifosi della Roma: resterà in giallorosso per aiutare la squadra a crescere, compatibilmente con le possibilità finanziarie contingenti. Una squadra all’altezza dell’Olimpico. Mourinho, scrive Il Corriere dello Sport, si muoverà in prima persona per migliorare l’organico. “Non possiamo prendere Mbappé“, ha detto, ma Dybala forse sì e su questo nome ha chiesto ai Friedkin di lavorare. Secondo il tecnico, l’argentino sarebbe il campione giusto per garantire il salto di qualità alla squadra giallorossa.

Per tentare la scalata alla Champions, Mourinho vorrebbe anche un regista, un esterno destro e un difensore mancino, che potrebbe essere Marcos Senesi, centrale del Feyenoord, passaporto italiano, classe 1997 e in scadenza nel 2023. Per quanto riguarda il regista, Mourinho accoglierebbe volentieri Matic.

A destra piace Diogo Dalot, anche lui al Manchester e in scadenza di contratto nel 2023. Piacciono anche Christensen del Salisburgo ed Henrichs del Lipsia. A centrocampo piace il nome di Maxime Lopez. Molto dipenderà dalle partenze: in uscita Carles Perez, Veretout, Vina, Shomurodov, Diawara, Villar e Darboe. Zaniolo può partire per circa 40-45 milioni, Felix può partire.

In bilico il riscatto di Sergio Oliveira, mentre l’arrivo di un difensore implica inevitabilmente un saluto a uno dei centrali in rosa. Per quanto riguarda l’attacco, Tiago Pinto continua a seguire SolbakkenGuedes del Valencia e Kostic dell’Eintracht. La Roma prepara la ristrutturazione: la finale di Tirana deve diventare una base per il futuro e non un punto di arrivo.

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Roma-Venezia, le pagelle del Prof Moroni

Se qualcosa potrà andar male, lo farà. Ed èd accaduto l’impensabile. Quasi 50 tiri in porta, 4 traverse, tante occasioni da gol; tuttavia, con un Venezia già retrocesso, un solo punto in classifica che rende a rischio la zona Europa (Legue o Conference). Deve finire la penultima giornata per fare bene i conti. Certo è che dal 32′ con un uomo in più ci si aspettava comunque la vittoria. Ma non è questa la serata per cercare colpevoli.

Rui Patricio 6: Ancora una volta innocente sul gol. Poi, guarda il forcing dei compagni.

Ibanez 4: Sbaglia la sua posizione sul gol e , a seguire, un colpo di testa sanguinoso.

Smalling 6,5. Lo guardi bene Pinto: occorrono acquisti come lui. Sontuoso.

Kumbulla 4,5: Meno preciso del solito, sembra un po’ fuori posizione e poco concentrato.

Maitland-Niles 5: Non gioca male, ma la Roma ha bisogno di incursioni più micidiali e lui non può garantirle.

Spinazzola 6: L’unico aspetto positivo di una serata tragica. E’ tornato, sicuro e arrembante come al solito. Gli mancano solo un po’ lo spunto e la reattività. Lo aspettiamo.

Cristante 6,5: C’è. Come sempre. Combatte, lancia e colpisce una traversa maligna.

Veretout 5,5: Gioca la sua onestissima partita, ma Josè lo sacrifica comunque.

Pellegrini 6,5: Due traverse, e un gol salvato all’ultimo secondo con un recupero incredibile. Se un punto in più ci dovesse far tornare in Europa, lo dovremo a lui.

Perez 4,5: E’ difficile giudicarlo in un’incontro, specie come questo; ma fatico a pensare che sia da Roma.

Tammy 5: Ultimamente…”Gli manca sempre un soldo per fare una lira”. Abbiamo bisogno dei suoi gol e non arrivano.

I Subentrati -S.V. Ma menzione di merito per Zalewsky, Elsha e Shomurodov.

Mourinho 5: Non sempre mettere più attaccanti significa trovare la via della rete. Quando la squadra va sotto, sembra perdere un po’ di lucidità. Si gioca tutto in 2 partite: a Torino e Tirana. Per oggi- 5.

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Verso la finale: Mkhitaryan e Zaniolo ci provano

Mourinho non vuole correre rischi inutili prima della finale di Tirana si legge su Il Tempo. Per questo la gestione del gruppo giallorosso fino al 25 maggio sarà quasi maniacale. Ieri lo Special One ha preferito spedire in tribuna sia Zaniolo che Felix, entrambi rimasti a riposo per motivi precauzionali (il numero 22 aveva accusato un lieve affaticamento muscolare). Oltre a gestire le forze per l’ultimo atto di Conference League la speranza è quella di riavere a disposizione Mkhitaryan, alle prese con la lesione al flessore rimediata a Leicester: recuperare l’armeno si preannuncia una missione tutt’altro che semplice ma lo staff medico di Trigoria tenterà l’impossibile.

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Abraham, il “bravo ragazzo” che fa gol nel cuore dei tifosi

Segnare valanghe di gol, alzare trofei, lottare ogni partita fino all’ultima stilla di sudore. Sono le strade maestre dei calciatori – soprattutto per quelli che di mestiere fanno i bomber – per conquistare gli osanna dei tifosi scrive Il Messaggero. Ma fa breccia veramente nel cuore dei tifosi, fino ad essere apprezzato anche da chi di calcio non è “malato”, chi fuori dal campo riesce a far brillare il suo lato umano, non prendendosi troppo sul serio evitando atteggiamenti da divo. Tammy Abraham, ragazzone inglese dinoccolato e numero 9 della Roma, questo gol è riuscito a segnarlo, senza dimenticare i 25 sul campo. Se non ci credete, provate a leggere la lettera che Manuel, bambino di Firenze, ha scritto al suo idolo dopo averlo incontrato alla stazione in occasione del match dei giallorossi contro i viola. “Sei proprio un bravo ragazzo. Spero di incontrarti ancora e magari fare qualche tiro con te”. Il centravanti ha firmato la maglia del ragazzi, fermandosi a parlarci con tanto di foto ricordo. E testimoni in città spuntano ovunque. Come quei tre ragazzi che lo incontrarono in un ristorante del centro, subito dopo la delusione di Coppa Italia contro l’Inter, e a cui Abraham volle a tutti i costi pagare la cena. Già, proprio un bravo ragazzo, Tammy.