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Ventinovenne ruba maglia della Roma e si giustifica: “Mourinho mi ha fatto impazzire”

«La Roma di Mou mi fa impazzire, siamo in finale di Conference League, non ho resistito»: queste le parole di un 29enne marocchino – riportate da Agi – che ieri pomeriggio intorno alle 15 è stato arrestato a piazza del Popolo dopo aver rubato una maglietta della Roma nel negozio `Roma store´ di via del Corso, cuore della capitale. Sul posto sono intervenuti i poliziotti del commissariato Trevi che, dopo un breve inseguimento, hanno bloccato il giovane restituendo la maglietta del valore di 110 euro al negozio.

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Mourinho pensa di far riposare un big per reparto

Questa volta a riposare potrebbero essere gli intoccabili. Nonostante la possibilità di giocarsi l’accesso all’Europa League senza pensare ai risultati delle inseguitrici, Mourinho sta valutando l’idea di risparmiare i suoi senatori nell’ultima sfida di campionato con il Torino.

Il tecnico, scrive Il Tempo, potrebbe decidere di tenere in panchina almeno un “big” per reparto in vista della finale di Conference League in programma tra otto giorni in Albania. Davanti a Rui Patricio – destinato a fare gli straordinari – il principale candidato a un turno di riposo è Smalling. Stesso discorso per Cristante che in mediana lascerà libero un posto vicino a Oliveira: il primo candidato per sostituire l’azzurro è Veretout ma non è da scartare nemmeno l’ipotesi Bove.

Anche Abraham, tra i più utilizzati da Mourinho, sembra destinato ad un turno di riposo. Finora infatti l’inglese ha totalizzato 51 presenze stagionali per un totale di 4.078′. Contro i granata il tecnico avrà a disposizione sia Zaniolo che Felix, mentre spera di recuperare Mkhitaryan per la finale di mercoledì prossimo.

Il giocatore punta ad esserci a Tirana, a costo di dover stringere i denti: anche ieri l’armeno ha svolto un lavoro personalizzato al Fulvio Bernardini insieme allo staff giallorosso. Domani intanto il tecnico interverrà in conferenza stampa nell’Open day Uefa organizzato a Trigoria in vista del match con il Feyenoord. Venerdì sera invece, subito dopo la partita con il Torino, la squadra rientrerà al Fulvio Bernardini dove dal mattino successivo inizierà a preparare l’ultima gara della stagione. La partenza per Tirana è prevista martedì.

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Kumbulla: “Per me, albanese, finale da sogno”

Ve lo dico sinceramente: non sto nella pelle. All’inizio della stagione, scrive Marash Kumbulla sul Corriere dello Sport, quando ho saputo che la finale di Conference League si sarebbe giocata a Tirana, ho fissato subito nella mia testa l’obiettivo di raggiungerla. Per me, che sono nato in Italia da una famiglia albanese, era come un segno del destino. Per fortuna i sogni si avverano. E ora starà a noi completare l’opera battendo il Feyenoord, anche se sappiamo che non sarà facile.

Sono emozionato, sì. Soprattutto dopo aver visto l’Olimpico in questa stagione, qualcosa di straordinario. Abbiamo una tifoseria unica, che va solo ringraziata. Con loro, abbiamo sempre uno stimolo in più. Purtroppo a Tirana non potranno venire tutti, perché come sapete lo stadio non è molto grande. L’Arena è un impianto all’inglese, modernissimo, con le tribune vicinissime al campo, perfetto per giocare a calcio. E poi Tirana è una città meravigliosa, come tutta l’Albania: negli ultimi anni gli investimenti stranieri l’hanno fatta crescere tanto, senza farle perdere l’anima storica. Se vi capita, fate un giro sulla costa: il mare è pazzesco.

Per gli albanesi questa finale rappresenta un’occasione. E so per certo che la loro accoglienza sarà esemplare. Con gli italiani hanno stabilito un legame solidissimo: c’è riconoscenza per il modo in cui tanti anni fa sono stati accolti nel vostro/nostro Paese. Lo chiamo così perché io mi sento albanese ma anche molto italiano: con la mia famiglia siamo stati trattati benissimo sin dal primo giorno, quando i miei genitori arrivarono a Peschiera del Garda per cercare lavoro.

A Tirana, a parte i tifosi del Feyenoord che giustamente sosterranno la loro squadra, avremo buona parte del pubblico dalla nostra parte. Persino il nostro Premier è innamorato di Mourinho e ha già scaldato l’attesa attraverso i social, postando una sciarpa della Roma all’interno dello stadio.

Per me è un onore e una responsabilità rappresentare la mia nazione in un evento così importante: spero di essere sempre un buon esempio per i tanti ragazzi albanesi emigrati all’estero come me e che cercano di costruire una propria strada ed una carriera. Giocare? Sarebbe bello, sarei un bugiardo se dicessi che non spero di giocare questa partita, almeno per qualche minuto. Ma la decisione finale spetta al mister e sta a noi rispettarla sempre. E se non dovessi entrare in campo farei il tifo dalla panchina: Mourinho ha avuto il merito di cementare un gruppo molto solido, nel quale nessuno si sente escluso.

Tutti abbiamo dato un contributo in questa stagione e continueremo a farlo, da Torino a Tirana. Abbiamo giocato tante partite ma restano ancora le energie per l’ultimo sforzo. Il 25 maggio allo stadio vedrò i miei genitori, la mia fidanzata, mio fratello e mio zio che abita in Albania. Pensate che papà e mamma hanno comprato il biglietto aereo prima della semifinale contro il Leicester, tanto erano convinti che la Roma si sarebbe qualificata. In quel momento ho pensato “oh, speriamo non porti sfortuna”. Ma in verità sono stati furbi e previdenti… Sarei felice di dedicare la coppa a loro, a tutti i romanisti e agli albanesi. Come si dice da noi, Haijdeni dhe na ndihmoni në stadium. Venite a incitarci allo stadio!.

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Mourinho chiama Matic: lo vuole alla Roma

Mourinho vuole una squadra competitiva. Avrà più forza nel chiederla se vincerà la Conference League, ma i Friedkin sono intenzionati ad accontentarlo in ogni caso. La squadra va migliorata in ogni reparto. Fatica a fare gol in tante partite, manca un regista, ci sono pochi ricambi in difesa.

Da tempo, scrive Il Corriere dello Sport, la società monitora Dybala, ma è un’operazione molto difficile, dal punto di vista dei costi e della concorrenza. Sul fuoriclasse argentino è forte l’interessamento dell’Inter, che può avvicinarsi più facilmente ai sette milioni di ingaggio della Joya. Marotta si è già mosso, per arrivare a Dybala alla Roma potrebbe essere necessario il sacrificio di Zaniolo. Ieri Dybala ha salutato il pubblico dello Stadium, la Roma resta alla finestra, con la convinzione di poter competere fino a un certo punto.

La situazione di Zaniolo andrà affrontata alla fine della stagione. L’azzurro aveva ricevuto la promessa di un rinnovo di contratto di un anno, ma poi il discorso è stato rinviato a fine stagione. Il futuro è tutto da scrivere, perchè Nicolò si aspetta di guadagnare un ingaggio da top player, vicino a quello di Pellegrini Abraham, i due della rosa che hanno gli stipendi più alti. La società giallorossa potrebbe valutare un’offerta sui sessanta milioni, ma oggi per Zaniolo dovrebbe accontentarsi di cifre più basse.

Dalla sua cessione possono arrivare soldi da reinvestire sul mercato. Zaniolo ha un bel feeling con i tifosi, gli dispiacerebbe andare via. Comunque ha offerte sia dall’Italia che dall’estero, ma non alle cifre che vorrebbe la Roma. I Friedkin vogliono costruire una squadra più forte, ma per esaudire le richieste dell’allenatore servono investimenti cospicui. Con una cessione eccellente sarebbe più facile.

Mourinho avrà un ruolo fondamentale anche in chiave mercato. Lo Special One ha un grande appeal con i giocatori, riesce a convincerli, come ha fatto con Abraham, che si è fidato del tecnico. Adesso potrebbe essere lui la chiave per arrivare a Matic, centrocampista del Manchester United che il portoghese ha allenato ai tempi dei Red Devils e al Chelsea.

La Roma cerca il regista dalla scorsa estate e Mourinho anche recentemente si è espresso in termini molto lusinghieri nei suoi confronti. Sarà lui a parlargli per coinvolgerlo del progetto Roma. Il serbo si libererà il 30 giugno, compirà 34 anni ad agosto, ma secondo lo Special One ha ancora grandi motivazioni. Aiuterebbe il reparto a crescere in qualità e personalità. Ha un accordo per la risoluzione del contratto con un anno di anticipo rispetto alla scadenza, senza rimpianti da parte di nessuno.

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A Torino sarà la gara numero 3.000

La Roma giocherà a Torino, venerdì, la partita numero 3.000 nella serie A a girone unico. Come scrive il Corriere della Sera, questo è un traguardo che toccherà nell’ultima giornata insieme alla Juventus, entrambe precedute soltanto dall’Inter, l’unica squadra sempre presente in 90 campionati mentre giallorossi e bianconeri ne hanno saltato uno, rispettivamente nel 1951-52 e nel 2006-07.

Una storia, quella romanista, cominciata il 6 ottobre 1929 ad Alessandria con una sconfitta per 3-1 ed arrivata in quasi 93 anni ad un bilancio di 1.267 vittorie (42,2%), 892 pareggi (29,8%) e 840 ko (28%). La top 10 delle presenze in A parte dalle 619 di Totti e arriva alle 281 di Nela; quella dei gol va dai 250 del Capitano ai 62 di DelvecchioEl Shaarawy si è avvicinato alla top 20 scavalcando due miti, Bernardini e Conti (è 23° con 38 gol), mentre Abraham, con 15 reti, è entrato nella top 80 raggiungendo fra gli altri anche Nordahl.

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Mkhitaryan non vuole saltare la seconda finale. Zaniolo recupera

Il pareggio contro il Venezia ha reso importante, scombinando i piani di Mourinho, anche l’ultima giornata, scrive il Corriere della Sera. Piccola consolazione: Torino-Roma è stata anticipata a venerdì e ieri è stato ufficializzato l’inizio alle 20.45 (diretta tv in esclusiva su Dazn). Eventuale premio in palio, la certezza di giocare le Coppe europee anche nella prossima stagione. Non è un segreto per nessuno, però, che la partita che i giallorossi aspettano è la finale di Conference League, il 25 maggio, a Tirana, contro gli olandesi del Feyenoord. Per questo non verranno presi rischi nella partita di venerdì, cercando invece di recuperare due pezzi molto importanti per la sfida di Tirana: Zaniolo e Mkhitaryan.

Il primo ha saltato Roma-Venezia per un affaticamento muscolare al quadricipite ma non è a rischio per la finale di Conference. Toccherà a Mourinho decidere se dargli un po’ di minutaggio contro il Torino, magari risparmiando Abraham.

L’armeno manca dal 28 aprile, quando a Leicester lasciò il campo dopo 56 minuti per una lesione di primo grado al flessore della gamba destra. Anche ieri Miki ha proseguito a Trigoria il programma di recupero studiato dai medici. La sua presenza è fondamentale: senza di lui, nelle ultime quattro partite, la Roma ha battuto solo gli inglesi nella semifinale di ritorno, ha pareggiato in casa contro Bologna e Venezia e ha perso in trasferta contro la Fiorentina.

Come dice Mourinho: in rosa non c’è un altro giocatore con le sue caratteristiche. Mkhitaryan ha un motivo in più per lavorare a tappe forzate pur di non perdere un’altra finale. Il 29 maggio 2019 non potè seguire per “motivi politici” l’Arsenal nella finale di Europa League contro il Chelsea allenato da Maurizio Sarri, che poi vinse 4-1 (Giroud, Pedro e doppietta di Hazard per i Blues, Iwobi per i Gunners).

La Roma e José Mourinho, che lo aveva già allenato al Manchester United, hanno dato a Mkhitaryan un’altra possibilità. Adesso tocca a lui fare di tutto per essere in campo a Tirana e, possibilmente, vincere.

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O Capitano! Pellegrini e quel recupero che fa sognare

Ci sono segnali che non possono, anzi che non devono essere trascurati, scrive La Repubblica. E che, per questo, vanno valutati, decifrati e forse anche interpretati. Perché ti aiutano a capire, ti spingono a non arrenderti a braccia alzate alla semplice evidenza.

Ecco perché quel salvataggio di Pellegrini, sabato sera contro il Venezia, minuto numero 96, non può, anzi non deve passare inosservato. Non può essere etichettato come un semplice recupero alla disperata. Ricordate la scena? Roma tutta in avanti, palla persa e Venezia lanciato in contropiede due contro uno, con il secondo gol degli ospiti più che nell’aria. La storia della partita, però, non aveva fatto i conti con il capitano della Roma, con il suo scatto di settanta metri per tentare l’impossibile, con la sua scivolata per deviare il pallone e sbarrare così la propria porta.

Si dice, in questi casi: un salvataggio che vale quanto un gol. Un gol negato, nell’occasione. Al punto che – paradossalmente – per la Roma si potrebbe addirittura parlare di un punto guadagnato, non di due punti persi. Assurdo anche solo pensarlo ad alta voce, visto l’andamento della gara, ma la cronaca la fanno sempre gli episodi.

E, allora, perché non sognare, perché non illudersi che quella rincorsa di Pellegrini, quel gol negato e quella sconfitta evitata all’ultimo respiro possano rappresentare un punto di (ri)partenza per la Roma verso l’Europa? E se la squadra di José Mourinhodovesse centrare il traguardo continentale proprio grazie al punto conquistato contro il Venezia già retrocesso? Fantacalcio? Illusione? Follia? Di tutto un po’, forse. La situazione, guardando la classifica, è complicata assai.

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Zaniolo a tutti i costi

La Conference è la manifestazione che, in questa stagione, non solo gli ha regalato più gol (5, a fronte dei 2 in campionato), ma gli ha anche regalato più emozioni, scrive La Gazzetta dello Sport. Un dato: in campionato, all’Olimpico, Nicolò Zaniolo non segna dal novembre del 2019, in coppa, invece, solo quest’anno, ha fatto sempre gol nello stadio di casa. Anche per questo la priorità, sua e della Roma tutta, è quella di recuperare per la partita della prossima settimana a Tirana. Una finale che vale una stagione, ecco perché da oggi il piano sarà quello di smaltire l’affaticamento al quadricipite destro che lo ha costretto alla tribuna sabato scorso contro il Venezia.

La Roma tornerà ad allenarsi alle 11, tra tre giorni è in programma la sfida contro il Torino e Zaniolo ci sarà solo se non ci saranno rischi. Convocato, forse, difficile che sia in campo dal primo minuto, visto che il muscolo gli dà fastidio da qualche settimana e a volte ha giocato anche con un po’ di dolore. I giorni che mancano alla finale sono troppo pochi per potersi prendere qualche licenza, per cui Nicolò lavorerà con la massima cautela in allenamento per poi essere pronto per la finale.

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APPROFONDIMENTI

Roma, un ‘popolo unico’: oltre 1 milione di spettatori all’Olimpico. Tutti i numeri e i record di una stagione magica

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano)La Roma ha chiuso contro il Venezia la sua stagione – tra campionato e coppe – all’Olimpico, purtroppo con un pareggio che ha lasciato aperti diversi scenari in vista della qualificazione alla prossima stagione europea. C’è però stata una costante incredibile: l’ennesimo sold out di un anno magico per il pubblico giallorosso, che si ha seguito la Roma da metà agosto scorsa con numeri da record in termini di presenze.

14.5.2022 Roma vs Venezia (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Mourinho cappello con tifoso (Foto Gino Mancini)

Il primo dato è incredibile: oltre 1 milione di spettatori complessivi, precisamente 1.101.443. Il tasso di occupazione dell’Olimpico è stato pari al 94,2% e la media delle presenze in Serie A è stata pari a 41.922, miglior stagione per l’AS Roma dal 2005-06 (addirittura il dato cresce a 52.354 spettatori, se consideriamo solo le partite con capienza >75%). Nelle ultime 4 gare casalinghe sono state registrate oltre 63 mila presenze e sono stati in tutto 14 i sold-out:

  • Milan, Napoli, Inter, Sampdoria e Lazio – capienza 75%
  • Cska, Empoli, Udinese, Juventus, capienza al 50%
  • Bodo, Salernitana, Bologna, Leicester, Venezia – 100%

Capitolo ricavi: la Roma ha registrato un +14,8% sui biglietti singoli della Serie A rispetto al 2018-19, con un incasso complessivo (comprese le coppe) pari a 21 milioni di euro, a cui andrà sommato – quando si avranno i dati ufficiali dal prossimo bilancio – il dato della quota abbonamenti, superiori ai 21 mila in questa stagione.

Curiosità: nel derby casalingo la Roma ha realizzato l’incasso maggiore di tutta la stagione, pari a 2.390.751 Euro, contro il Leicester quello più elevato per quanto riguarda le gare di coppa (2.365.049 Euro), mentre il record assoluto di presenze in una singola partita è maturato nella sfida vinta contro la Salernitana (64.266 spettatori).

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Tifosi

Finale Conference, il Roma Club Albania invita i tifosi giallorossi a seguire la gara dall’anfiteatro di Tirana

l Roma Club Albania, in collaborazione con i vertici del club romanista, organizzerà un appuntamento per il 25 maggio per tutti i tifosi della nostra squadra. Per tutti coloro che non potranno assicurarsi il biglietto, ci ritroveremo nell’anfiteatro del Lago Artificiale di Tirana, che si trova vicino allo stadio. Ci aspettiamo che vengano i tifosi romanisti dall’Italia e noi dall’Albania, dal Kosovo e dalla Macedonia del Nord. Ci aspetta una notte lunga e ricca di emozioni. Avvisate gli amici e Forza Roma!” – Questo il comunicato del Roma Club Albania emesso sulla pagina facebook ufficiale in merito alla finale di Conference League e rivolto ai tanti tifosi giallorossi che partiranno per Tirana senza biglietto ma con l’intento di sostenere comunque la squadra giallorossa.

L’anfiteatro si trova nella zona adiacente allo stadio di Tirana, a due passi dal laghetto artificiale.