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Calciomercato

Roma, obiettivo Guedes: Mou lo vuole in giallorosso

La Roma continua a monitorare Gonçalo Guedes. Come riferisce il portale todofichajes dalla Spagna, l’esterno portoghese, a segno parecchie volte in questa stagione, sarebbe una priorità di José Mourinho per la prossima finestra di mercato e per questo avrebbe chiesto uno sforzo alla dirigenza per prenderlo. La richiesta degli spagnoli sarebbe di circa 35-40 milioni di euro e le parti potrebbero avvicinarsi nelle prossime settimane.

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Lazio, Lotito punge i tifosi biancocelesti: “Neanche se regalassi i biglietti ci sarebbe il pienone allo stadio”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio: “Questo è un campionato avvincente, dovremmo essere tutti contenti, non c’è niente di scontato né al vertice, né in fondo alla classifica, è ancora tutto aperto.

Sui tifosi – “La Lazio ha sempre veleggiato nell’alta classifica, tra il quarto, il quinto massimo sesto posto. Abbiamo sempre partecipato alle competizioni europee quindi non capisco questo atteggiamento ostile che non ha senso. Non è un problema del prezzo del biglietto, capisco anche la crisi economica, però non so neanche se li regalassimo tutti i biglietti se ci sarebbe il pienone. Ho fatto le campagne più favorevoli ai tifosi ma non mi sembra che ci sia lo stadio sempre pieno. Nell’ultima gara contro la Sampdoria 3.000 biglietti erano gratuiti, il resto era a 10-20 euro, e le presenze erano comunque attorno alle 30.000. Il problema è che abbiamo una presenza limitata rispetto a tanti altri club.

I tifosi dovrebbero essere contenti, la Lazio è l’unica che non ha cambiato proprietà, vedi Roma, Milan e Inter. La stabilità c’è, al di la di tutte le stupidaggini che vengono scritte. La Lazio non ha problemi di nessuna natura.

L’unica cosa positiva è che io sono il pungiball della tifoseria, mi fa piacere almeno sanno con chi sfogarsi, voglio sottolineare che le mie parole non sono polemiche. Vorrei tornare a vent’anni fa quando ho preso la Lazio, sicuramente stavo meglio”.

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Rassegna stampa

Giallo Guardiola: smentisce la frase sulla Roma, ma…

– L’avrà detto o no? Guardiola ieri ci ha tenuto a smentire tramite il suo staff, sostenendo di non aver mai detto la frase “La Roma ha speso tanti soldi, ma non è in Champions”. Ma c’è un video in cui si sente chiaramente il riferimento alla Roma da parte dell’allenatore del Manchester City. Insomma, è un piccolo giallo. O solo uno semplice scivolone…

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NEWS

Fiorentina-Roma, le probabili formazioni dei quotidiani

LA GAZZETTA DELLO SPORT (3-4-2-1) 

Rui Patricio; Mancini, Smalling, Kumbulla; Maitland-Niles, Cristante, Veretout, Vina; Felix, Pellegrini, Abraham.

CORRIERE DELLO SPORT (3-4-1-2) 

Rui Patricio; Mancini, Smalling, Kumbulla; Karsdorp, Veretout, Cristante, Vina; Pellegrini; Felix, Abraham.

IL MESSAGGERO (3-4-2-1)

Rui Patricio; Mancini, Smalling, Kumbulla; Karsdorp, Cristante, Veretout, Vina; Felix, Pellegrini; Abraham.

TUTTOSPORT (3-4-2-1) 

Rui Patricio; Mancini, Smalling, Kumbulla; Karsdorp, Veretout, Oliveira, Zalewski; El Shaarawy, Pellegrini; Abraham.

IL TEMPO (3-4-2-1)

Rui Patricio; Mancini, Smalling, Kumbulla; Karsdorp, Veretout, Oliveira, Zalewski; Pellegrini, El Shaarawy; Abraham.

LEGGO (3-4-1-2)

Rui Patricio; Mancini, Smalling, Kumbulla; Karsdorp, Veretout, Oliveira, Vina; Pellegrini; Zaniolo, Abraham.

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Rassegna stampa

La Viola in testa, Tirana nel cuore

Per essere chiari, oggi la Roma non deve perdere a Firenze. E non è così facile, sia per la forza degli avversari al Franchi, che per le energie spese nel contemporaneo impegno di Coppa. Ed è utile , scrive il Messaggero, capire che c’è un impegno fisico, ma anche mentale e un problema di turn over.

Sento anch’io le voci di quelli che pensano che, se si vince a Tirana il posto in Europa sarebbe garantito e conviene concentrare le forze soprattutto sulla partita del 25. L’esperienze mi dice che è un ragionamento sbagliato e la semplici analisi del metodo Mourinho mi sembra confermare che non possiamo rischiare l’ammucchiata dal quinto all’ottavo posto, in attesa della fatidica Tirana.

No, la Roma oggi non deve perdere. La famiglia Special di José non può mollare un metro, perché giovedì notte non abbiamo concluso un capitolo, abbiamo invece iniziato nel modo migliore la volata finale dell’ultimo mese. 

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Giannini: “Roma, porti il bello in giro per l’Europa. Dopo il derby è cambiato tutto. Mourinho ha capito la città”

Ora parla di Roma, al grande pubblico. Lui che la Roma l’ha amata, vissuta, anche per lunghi anni di sofferenza. Peppe Giannini di Sky: si può dire? “Sono contento di questa opportunità, è una bella esperienza. Era un po’ che non mi facevo vedere in televisione“, ha dichiarato al Messaggero.

Beh, ha portato bene, no? 

A quanto pare sì, sono felice.

Le sue finali da giocatore della Roma, invece, non sono state fortunate. 

Nel ’91, in Coppa Uefa, abbiamo perso contro una squadra, l’Inter, che aveva tre campioni del mondo, ma ce la siamo “incartata” noi all’andata; con il Torino, in Coppa Italia, nel ’93, è una grande vittoria che non è servita, con tre gol miei inutili.

Quale rigiocherebbe? 

Quella col Toro. Ripeto: non si fanno tre reti senza portare nulla a casa. È un mio grande rimpianto che mi porto dietro.

Se le diciamo Firenze, che le viene in mente? 

Un’altra giornata particolare. Successo contro la Fiorentina al Franchi, 5 maggio del 1996, io faccio tre assist, la Roma vince 4-1. Poi, l’ammonizione mi fa saltare l’ultima all’Olimpico. E quella a Firenze fu la mia ultima con la maglia della Roma.

Pellegrini, il capitano, ha giocato tre semifinali europee, gente come lei, come Totti, non c’è riuscita.

Ecco, appunto. Lorenzo è capitato al posto giusto al momento giusto. Io sono arrivato alla Roma e gente come Falcao se ne stava andando, poi sono andato via io e sono tornati altri campioni. È così, ma sono fiero di quello che ho vissuto indossando quella maglia.

Vedrà, magari un giorno si toglierà certe soddisfazioni in un’altra veste. 

Mai dire mai…

In passato c’era stata la possibilità di entrare nella Roma? 

Sì, ma me le giocai male. Il presidente Sensi mi mandò a parlare con Baldini. Era il periodo in cui io collaboravo con Vincenzo Morabito, che in società non era apprezzato. Mi venne rinfacciato e io, invece di pensarci su, per orgoglio ho mollato e ci ho rinunciato. Se tornassi indietro reagirei in maniera diversa, sono stato troppo impulsivo.

Le piace la Roma?

Tantissimo. È diventata una squadra vera, che può vincere un trofeo. Lo meriterebbe.

È così scarsa la Conference? 

No. Intanto, è la prima edizione e comunque ha un valore. E poi, la partita dell’Olimpico contro il Leicester è stata uno spot incredibile. Il mondo ha visto e vedrete, questo trofeo, pian piano assumerà un valore diverso.

Mourinho è l’artefice di tutto? 

Ha dato un bel contributo. È un uomo schietto, diretto, a Roma piace uno così. Un trascinatore, si è calato nel popolo, ha saputo prenderlo. Così come ha fatto con la squadra, rischiando: l’ha maltratta cercando la reazione e alla fine ce l’ha avuta.

Qual è stato il punto di svolta?

Il derby. A Roma quella partita ha un significato particolare. Se la vinci, e in quel modo, cambi direzione. I giocatori prendono fiducia, l’ambiente si carica. È sempre stato così, non è mai una partita normale.

Anche tatticamente ha dato un impulso. Pensiamo a Zalewski. 

Una mossa che mi ricorda quella di Eto’o con l’Inter. Mourinho è capace di portare i calciatori dalla sua parte. E oggi vediamo un trequartista che, con umiltà, fa il terzino e lo fa alla grande, come Samuel all’epoca del Triplete.

Come si gestiscono le forze per la finale? A Firenze è giusto preservare qualcuno? 

Abraham e Pellegrini dovrebbero riposare, ma è complicato, sono due leader. Magari tieni fuori Zalewski e Zaniolo. Ci sono calciatori come Veretout e Kumbulla che possono dare garanzie. Anche Oliveira.

Poi c’è uno Smalling in versione Aldair.

Secondo me deve prendersi più responsabilità, non tanto da un punto di vista tecnico ma come leadership, come guida. Lui deve tenere alta la squadra, che a volta si abbassa troppo e soffre. Deve parlare di più, comandare. Sarebbe perfetto.

Che squadra è il Feyenoord? 

Una formazione senza fenomeni, ma gli olandesi sono all’avanguardia. Tatticamente intelligenti, con tradizione. Sono una scuola di tutto rispetto. La Roma è favorita, ma deve stare molto attenta.

Mkhitaryan a tutti i costi? 

Se sarà al cinquanta per cento lo porterei in panchina. Ma non rischierei di non farlo giocare se non è in condizione.

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Biglietti per la Coppa, domani l’ultima chance

Continua la caccia al biglietto per la finale di Tirana del 25 maggio. Domani alle ore 12 la Uefa metterà in vendita circa 10 mila tagliandi (il numero non è stato ufficializzato) per tutti coloro che vorranno assistere alla partita tra Roma e Feyenoord presso l’Arena Kombëtare.

Come scrive Il Messaggero, non sono previste corsie preferenziali, potranno dunque tentare l’acquisto tifosi giallorossi, olandesi e appassionati di calcio. Per tentare l’impresa bisognerà registrarsi sul sito della Uefa, rispondere ad alcune domane (verrà chiesta qual è la squadre del cuore), scegliere il settore e procedere al pagamento. Le cifre variano dagli 80 ai 125 euro. 

Intanto, il club ha già distribuito gratuitamente parte dei circa 4000 tagliandi in dotazione: 2000 sono stati assegnati attraverso un concorso, 166 agli abbonati in trasferta a Bodo, 100 a persone disabili, una parte garantita a Roma Club e gruppi organizzati. Il resto sarà assegnato alle famiglie dei calciatori, agli ospiti istituzionali, agli sponsor ed altri inviti. Non sono previsti ticket cartacei.

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Mourinho vuole l’Europa, match point al Franchi: Abraham stringe i denti

Un uomo attento ai ricordi e ai numeri come José Mourinho, fattore ampiamente dimostrato in occasione della sua millesima panchina, celebrata con tanto di corsa sfrenata sotto la Curva Sud, nella sfida vinta con il Sassuolo, è impensabile che abbia rimosso la sua prima gara di campionato da allenatore della Roma: era il 22 agosto 2021, allo stadio Olimpico, lo Special One iniziava la stagione battendo per 3-1 la Fiorentina.

Come scrive Repubblica, ben 260 giorni dopo, stranezza temporale dovuta al calendario asimmetrico, giallorossi e viola si rivedono in campo, ma con un percorso ormai ben definito alle spalle. Quasi uno spareggio, un vero e proprio match point per la Roma per assicurarsi un posto in Europa nella prossima stagione, l’ultima spiaggia per la Fiorentina per tornare a giocare in coppa. José Mourinho vuole gestire con intelligenza l’avvicinamento alla finalissima di Conference League, ma deve fare i conti con l’importanza della sfida: uscire sconfitti dal Franchi rimetterebbe in gioco tutto e costringerebbe la Roma agli straordinari anche nelle ultime due giornate di campionato.

Lo Special One si aggrappa ancora una volta ai numeri del passato: nei 7 precedenti in carriera non ha mai perso contro la Fiorentina ma al Franchi ha vinto solo in Coppa Italia. Proverà a sfatare così il tabù in campionato, cercando di sfruttare lo score positivo sul quale i giallorossi possono contare a Firenze: negli ultimi 20 incroci tra le due squadre, solo 3 vittorie per la Viola, a fronte di 14 successi della Roma e 3 pareggi.

Ma chi pensa di vedere all’opera una Roma B sbaglia e di grosso. Davanti a Rui PatricioKumbullaprenderà il posto di Ibanez, componendo la difesa con Smalling e Mancini (cresciuto nel vivaio viola). In mediana Karsdorp a destra, Veretout titolare con Cristante, facendo riposare Sergio Oliveira, El Sha pronto a far rifiatare Zalewski (con la carta Spinazzola da giocarsi a gara in corso).

Davanti Felix e Carles Perez si giocano una maglia per completare il reparto offensivo con Pellegrini e Abraham: l’inglese ha finito la sfida di coppa stremato ma stringerà i denti. Iniziale panchina per Zaniolo, che ha una voglia matta di tornare al gol, che in campionato manca dal 23 gennaio, quando andò a segno nella sfida con l’Empoli.

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Roma, assalto all’Europa. Come una finale: a Firenze Mourinho deve fare punti e gestire le forze

Non è una finale, perché non c’è una coppa in palio. Tuttavia la gara di questa sera contro la Fiorentina somiglia molto ad uno spareggio. In gioco, scrive La Gazzetta dello Sport, c’è la qualificazione alla prossima Europa League alla quale la Roma mira ad accedere già in campionato. Il successo di sabato della Lazio con la Sampdoria costringe Mourinho ad inseguire, guardandosi bene dal ritorno dell’Atalanta di Gasperini che tuttavia, domenica prossima, andrà a San Siro contro il Milan lanciato verso lo scudetto.

Non perdere a Firenze, quindi, regalerebbe quel margine rassicurante per affrontare al meglio gli ultimi 180 minuti di campionato, escludendo dalla corsa la squadra di Italiano. Anche perché i giallorossi possono contare con tutte le contendenti in ballo gli scontri diretti a favore. 

Mourinho, almeno di sorprese in extremis, ha in mente quattro cambi. A riposo dovrebbe stare Zaniolo. Al suo posto il ballottaggio è aperto tra Felix e Carles Perez. Con il ghanese a sinistra avrebbe una chance Vina, altrimenti spazio ad El Shaarawy e possibile 3-5-2 con Pellegrini vicino a Abraham.

Mou – che contro i viola in carriera non ha mai perso – dovrebbe poi riservare un turno di stop a Ibanez e Zalewski, più Oliveira in mediana. Qualche dubbio in più legato a Karsdorp al quale però potrebbe esser chiesto uno sforzo supplementare per poi farlo rifiatare sabato contro il Venezia.

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Roma, nessun ‘caso Guardiola’: lo spagnolo non ha mai nominato i giallorossi

Un clamoroso abbaglio collettivo, prodotto da un’errata traduzione delle parole di Pep Guardiola, a causa anche di una dizione british non irreprensibile dello spagnolo. Secondo quanto ricostruito infatti dal club giallorosso, il tecnico del City ieri in conferenza non ha mai pronunciato ‘As Roma’ nel suo discorso, bensì ‘That’s normal’.

Questa il testo integrale delle parole di Pep, che quindi spengono un caso a distanza, che avrebbe probabilmente prodotto una risposta piccata di Mou nella prossima conferenza stampa, visti i rapporti già non idilliaci tra i due.

“Because in the moment when we hopefully finally win the Champions League it will be because of the money we’ve spent [rather] than because of the work behind it.

(That’s normal.) (0.31 secondi del video)

The money we spend and we haven’t won the Champions League. We are the only club in the world that has spent money and hasn’t won the Champions League”.