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Calciomercato

Solbakken: “L’interesse della Roma fa piacere. Mourinho è un grande allenatore”

Ola Solbakken, attaccante esterno del Bodo, secondo diversi media nel mirino della Roma per giugno, ha parlato ai microfoni del portale norvegese dagbladet.no: “È bello sapere di questi interessamenti, è divertente, ma a parte questo non ho altri commenti da fare. In ogni caso non ha senso che io sappia qualcosa ora che la finestra di mercato è chiusa. Ora mi concentro sul Bodo/Glimt. Mourinho? È un grande allenatore, non posso negarlo. Ha vinto molti titoli importanti”.

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Allenamenti

Roma, dopo la rifinitura partenza per Firenze in treno (VIDEO)

E’ il giorno della vigilia di Fiorentina-Roma, gara fondamentale per agguantare il quinto posto in classifica, dopo i successi di Lazio e Atalanta contro Samp e Spezia.

Questa mattina la rifinitura a Trigoria per la Roma di Josè Mourinho. I giallorossi sono scesi in campo in tarda mattinata: tutti in gruppo tranne Mkhitaryan. Poi nel pomeriggio la partenza per Firenze in treno dalla stazione Termini, come ripreso sui social del club.

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Rassegna stampa

Conference ricca: arrivano 25 milioni. E non è finita qui…

Venticinque milioni, ma potrebbero diventare anche qualcosa in più in caso di trionfo a Tirana, il prossimo 25 maggio, nella finalissima da giocarsi contro gli olandesi del Feyenoord. Insomma, scrive La Gazzetta dello Sport, la tanto bistratta Conference League alla fine ha il suo peso.

E non solo emotivo, di coinvolgimento e di blasone internazionale. Ma anche molto più semplicemente economico, con i Friedkin che finalmente iniziano a vedere qualche piccolo ritorno in tal senso, dopo i tanti soldi (quasi 550 milioni) messi oramai nella Roma da quando l’hanno ufficialmente acquistata.

Sono quattro i pilastri su cui si basa il ritorno economico: gli incassi del botteghino, i soldi versati dall’Uefa tra diritto di partecipazione e bonus vari, il ranking Uefa e la quota relativa al market pool. Su questi quattro pilastri la Roma si è costruita quel tesoretto di 25 milioni di euro che finirà inevitabilmente con dare un beneficio positivo ai costi (purtroppo ancora sofferenti) del club.

Finora nelle sette partite giocate in casa nella coppa europea ha incassato in tutto 5,5 milioni di euro. La Roma ha poi incassato 2,94 milioni come diritto di partecipazione. Poi per i bonus risultati dello stesso girone sono arrivati 2,42 milioni, a cui aggiungere 650mila euro per la vittoria del girone, 600mila come bonus per l’accesso diretto agli ottavi di finale, un milione per lo sbarco ai quarti, due per la semifinale e tre per l’approdo alla finalissima. In tutto, quindi, 12,61 milioni di euro.

A queste cifre va poi aggiunto il milione e 420mila euro stabilito in virtù del ranking Uefa e i 4,36 milioni già maturati grazie al market pool, la cui cifra definitiva però sarà possibile definire solo dopo la stessa finale. Si può oscillare tranquillamente in una forbice che va dai 25 ai 28-29 milioni di euro.

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Rassegna stampa

Pietralata diventa “green”: maxi-parco con lo stadio

Una nuova Villa Torlonia, almeno per dimensioni. C’è anche questa dentro il progetto Stadio della Roma di Pietralata. Nella brochure presentata in Campidoglio, scrive Il Messaggero, uno dei cardini sui quali si baserà l’analisi del progetto della società giallorossa è il “green”, la sostenibilità ecologica e l’impatto ambientale.

Il testo consegnato in Campidoglio riporta fra gli elementi caratterizzanti la creazione di un parco intorno allo Stadio. L’idea è che l’impianto sia un “vasto parco pubblico e polo di servizi”. E non è solo una questione estetica: disporre di un’area verde intorno all’”ovale” significa anche inserire un elemento naturale di minimizzazione dell’impatto acustico e creare “un’adeguata area pedonale di filtro e di calma” in grado di “soddisfare tutte le esigenze di carattere logistico connesse con gli eventi sportivi: afflusso e deflusso ordinato, sicurezza in caso di evacuazione ed emergenza“.

Nelle carte, tolte le dimensioni dell’impianto sportivo vero e proprio, si ipotizza uno spazio di quasi 15 ettari da dividere fra “parco, spazi pedonali, viabilità, servizi”. Di fatto, siamo più o meno alle dimensioni di Villa Torlonia (13 ettari) o Villa De Santis (12 ettari).

L’impatto acustico, insieme alla garanzia di piena accessibilità delle ambulanze da e per l’Ospedale Pertini, è uno dei tasselli da monitorare nella fase di progettazione e di interlocuzione con le Istituzioni. Gli alberi sono un’eccellente barriera naturale fonoassorbente e sono, quindi, in grado già da soli di ridurre sensibilmente l’impatto del tifo sul nosocomio che, stando a queste prime carte, potrebbe distare da 470 a 650 metri, in linea d’aria, dagli spalti.

Le distanze sono ancora indicative: le carte della Roma sono un punto di partenza per sedersi al tavolo con i tecnici del Campidoglio avendo sotto mano i primi numeri, le prime mappe e i primi dati. Il livello di approfondimento è ancora minimotant’è che dopo aver consegnato queste carte in cui si parlava della realizzazione anche di hotel e centro commerciale nell’area circostante allo stadio, questa ipotesi è già uscita di scena in poche ore.

Due infrastrutture, però, ci sono. E hanno una funzione urbanistica. Sono i due ponti ciclopedonali che, dalle prime carte, la Romaprevede di costruire. La prima dal lato dell’uscita Pietralata della Stazione Tiburtinaverso lo Stadio: nelle carte la definiscono una “spina pedonale-ciclabile”. La seconda, da via Livorno a scavalcare i binari della ferrovia. Quest’ultimo ponte avrebbe due caratteristiche: renderebbe fruibile lo stadio a chi viene con la B1, quindi da Montesacro, senza bisogno di fare cambi. Per capirsi, sarebbe una passeggiata di circa un chilometro e duecento metri.

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Rassegna stampa

Vietato staccare la spina

Adesso arriva il difficile. E per una volta non è il solito modo di dire o il tentativo di cercare un paradosso a tutti i costi. Perché, scrive Il Messaggero, conquistata la finale di Conference League, il rischio appagamento per la Roma è dietro l’angolo. Aspettando il 25 maggio, il pericolo che la squadra possa staccare la spina c’è. Inevitabile, umano, per certi versi anche comprensibile pur considerando che si tratta di professionisti pagati per giocare ogni partita come fosse l’ultima.

Tuttavia considerando che vincendo a Tirana i giallorossi potrebbero in un colpo solo tornare ad aprire la bacheca e qualificarsi direttamente alla prossima Europa League, l’idea di preservarsi, di non rischiare infortuni (vedi Mkhitaryan), di provare a gestire l’attuale classifica – confidando poi in un calendario amico (Venezia Torino) – esiste. Firenze però rappresenta l’ultimo scoglio, quello che se superato potrebbe regalare un paracadute nell’ipotesi nefasta che nessuno a Trigoria vuole prendere giustamente in considerazione. La gara di domani va dunque affrontata al massimo. A partire dalle scelte.

Toccherà a Mourinho non sbagliarle. Contro il Bologna, alla vigilia del match contro il Leicester, José ha cambiato molto: sei volti nuovi rispetto al solito. Troppo, forse. Lo ha lasciato intendere anche lui nel post-gara pur ribadendo che la mezz’ora finale doveva bastare ai vari PellegriniAbraham Zalewski per cambiare in corsa un match incanalato sul pari. Ripetere l’errore (?) domani potrebbe stavolta costare più caro, anche perché contro i viola è una sorta di spareggio.

Sia chiaro, nessuno come José conosce la condizione del gruppo. E l’Abraham uscito con i crampi, l’Ibanez acciaccato, lo Zaniolo stravolto dalla fatica non sono passati inosservati nemmeno agli occhi svagati di chi giovedì era in tribuna. Va però ricordato che la Roma ha goduto di un giorno in più di riposo, che Tirana è lontana 17 giorni, che eventualmente il turnover drastico potrebbe andare in scena sabato prossimo quando il Venezia potrebbe presentarsi all’Olimpico già retrocesso.

Tutti segnali che un tecnico meticoloso ed esperto come José starà ponderando. Ieri nelle prove tattiche svolte ha mischiato un po’ le carte ma è comunque lecito attendersi dal via KumbullaVeretout, uno tra Felix Shomurodov, forse Viña.

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Allenamenti

Trigoria, lavoro sul campo a due giorni dalla Fiorentina: out solo Mkhitaryan

La Roma ha lavorato questa mattina a Trigoria, per preparare la sfida contro la Fiorentina. Ancora seduta di scarico e personalizzati vari per i giocatori usciti maggiormente affaticati dalla sfida dell’Olimpico contro il Leicester. In campo invece tutti gli altri calciatori, compreso Spinazzola. Out solo Mkhitaryan, che Mou spera di recuperare per Tirana.

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Finale Conference, il Comune programma i maxischermi: il club lo vorrebbe all’Olimpico

“Con il sindaco Gualtieri abbiamo intenzione di organizzare un maxi-schermo per la finale di Conference League tra Roma e Feyenoord del 25 maggio. Sentiremo il prefetto e sceglieremo il luogo migliore”. Queste le parole di Alessandro Onorato, Assessore a Sport e Grandi Eventi di Roma Capitale, in merito all’ipotesi di mettere più maxi-schermi per seguire la finale di Conference League del prossimo 25 maggio contro il Feyenoord.

Come riferisce la Repubblica, iI luoghi dove potrebbero essere posizionati sarebbero Piazza del Popolo, Circo Massimo e, addirittura, stadio Olimpico. I tifosi non sono entusiasti di questa idea per motivi scaramantici, così come la Roma che, in caso, preferirebbe l’ipotesi Olimpico.

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NEWS

Roma, ecco il concept della prima maglia della prossima stagione (FOTO)

Spuntano le prime immagini della nuova maglia Home per la stagione 22-23. Come scrive il sito specializzato Footy Headlines, la nuova divisa giallorossa, come si evince dal concept realizzato, potrebbe essere ispirata alla maglia del Red Bull Bragantino, proprio come accaduto nelle ultime stagioni anche per altri top-club di New Balance.

Rossa con colletto a V e maniche gialle, in stile classico. Potrebbe essere così la prima nuova maglia per la prossima stagione.

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Non solo Mourinho: grazie ai Friedkin e Pinto in crescita tutto il club

In questo giorno di festa giallorossa, in cui tutto sembra cannibalizzato dalla figura di José Mourinho, ci piace ricordare, il “lato oscuro” di un progetto nato il 6 agosto 2020, quando la famiglia Friedkin ha acquistato la Roma. Certo, l’arrivo dello Special One ha permesso ai media di tutto il mondo di focalizzarsi su Trigoria, ma il lavoro che era stato avviato – e che è proseguito in parallelo alle idee dell’allenatore portoghese – ha messo le basi a quel sogno chiamato Conference League.

Come scrive La Gazzetta dello Sport, sul fronte del denaro, si sa che il “Friedkin Group” – che ieri si è complimentato pubblicamente con squadra e staff via social (dopo che il presidente Dan lo aveva fatto in forma diretta) – ha investito finora 548,8 milioni.

Non ci soffermiamo neppure sull’impulso dato nell’ultimo anno e mezzo a “Roma Cares” e alle iniziative benefiche che hanno contribuito a riavvicinare la città al club, così come la avveduta politica dei biglietti, che stanno portando a un “tutto esaurito” dopo l’altro. Se lo Special One è riuscito a tornare a brillare è stato anche perché la rosa che ha avuto a disposizione non è stata poi così modesta come a un certo si ventilava a metà stagione.

Pensateci, se i Friedkin hanno dovuto imparare a conoscere Roma in circa diciassette mesi, Tiago Pinto che ha avuto a disposizione addirittura cinque di meno, lavorando in un ambiente come quello del mercato in cui, all’inizio, da alcuni addetti ai lavori era considerato un intruso.

Tutto questo, avendo a disposizione un portafoglio non certo illimitato e l’indicazione vincolante di ridurre le spese per le commissioni al dieci per cento. Eppure la rosa costruita non sta deludendo, anche se alcuni – da Vina a Shomurodov – forse avranno bisogno di più tempo per emergere, mentre certe scommesse non riuscite (MaitlandNiles) potranno essere rimandate alla base senza problemi. Impressioni? Il futuro della Roma è giù cominciato. E non solo nel segno di Mourinho.

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Rassegna stampa

L’anticipo al venerdì cambia la A

Sono diciotto i giorni che separano la Roma dalla finale di Conference. Poco più di due settimane in cui José Mourinho proverà a curare ogni dettaglio per arrivare al meglio alla gara con il Feyenoord del 25 maggio. La preparazione del portoghese è iniziata giovedì sera subito dopo aver battuto il Leicester, quando ha inviato un messaggio chiaro alla Lega di A: “Il primo modo di preparare la finale è ottenere il rispetto del calcio italiano e farci giocare l’ultima partita di venerdì – ha spiegato lo Special One – i nostri avversari faranno lo stesso e penso che noi in rappresentanza del calcio italiano meritiamo questa possibilità, così da preparare la sfida con qualche giorno in più e al meglio possibile”.

Prima della partita di Tirana infatti ci sono da giocare ancora quella di dopodomani a Firenze, l’ultimo match casalingo con il Venezia di sabato 14 e la trasferta di Torino, programmata per domenica 22. Date e orari dell’ultima giornata verranno resi noti dopo il penultimo turno ma, se la lotta all’Europa dovesse essere ancora aperta, per rispettare il principio di contemporaneità oltre a Torino-Roma il rischio è quello di dover anticipare anche Lazio-Verona, Fiorentina-Juventus e Atalanta-Empoli.

Ipotesi tutt’altro che remota visto che la Roma potrebbe ancora arrivare quinta ma, nella peggiore delle ipotesi per Mourinho, anche ottava. Nel peggiore dei casi l’eventuale vittoria della Conference League non aprirebbe un nuovo slot europeo per la A: le italiane iscritte alle competizioni internazionali rimarrebbero comunque sette.