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Leicester-Roma, le pagelle del Prof. Moroni

Ieri mattina ci avrei messo la firma. A fine primo tempo ci ho cominciato a credere. Ma questa era una semifinale e sapevamo che s’era da soffrire.

Rui Patricio 7: La sua grandezza è la continuità; ancora una volta impeccabile.

Mancini 6,5: Primo tempo di qualità; nel secondo sofferenza da forcing avversario; comunque bene e senza ammonizioni.

Smalling 8: Resta il ministro della difesa della Corona Giallorossa. Non sbaglia nulla.

Ibanez 6,5: Prestazione più che sufficiente; il suo anticipo su un avversario favorisce la rete del pareggio, ma non è una colpa.

Karsdorp 6,5: Fa il suo, qualche inesattezza in appoggio; ma lui non esce mai: spinge fino all’ultimo.

Mkhitaryan 6,5: Finché lui resta in campo, io sto più tranquillo.

Cristante 6: Torna a dare fisicità e concretezza al centrocampo e lo fa con abnegazione.

Pellegrini 6,5: Gioca a tutto campo, segna un gol prezioso, poi cala dopo un’ora di gioco.

Zalewsky 8: E’ una semifinale europea e la gioca da veterano. Non può che crescere e lo vorrei vedere in tandem con Spinazzola su quella fascia.

Abraham 7: Un altro che Josè raramente fa uscire. Infatti al 79° si inventa un azione e un tacco che valgono il biglietto e il volo aereo.

Zaniolo 6: Non era l’incontro più idoneo per le sue caratteristiche. Più utile in fase difensiva che in attacco.

Mourinho 6,5: Poteva anche provare a giocare con una sola punta, ma non è detto che avrebbe raccolto più di un pareggio. E’ abituato a questo tipo di partite e trasmette sicurezza ai suoi calciatori.

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La Roma tiene, ci si rivede all’Olimpico: in vantaggio con Pellegrini, strappa un 1-1 prezioso

Tutto rimandato alla prossima puntata, tra una settimana all’Olimpico. Come dice Mou, si è giocato solo il primo tempo e la Roma non ha nemmeno sfigurato davanti a un buonissimo Leicester, in un King Power pieno e rumoroso. Come scrive Repubblica, non ci sarà bisogno di un’impresa, si parte pari, con il solito vantaggio romanista di poter giocare in casa e ottenere lì il pass per Tirana.

Serve un successo. Quello finale. La Roma di Leicester è stata capace di tutto, dominare, soffrire, ha rischiato di vincere e nel finale, di perdere. Ma si è vista una squadra, un corpo unico, e succede da un po’. Dentro, un gioiello del capitano, Pellegrini e tante altre cose buone.Il gol, che arriva dopo 15 minuti, è un qualcosa che ha a che fare con la bellezza. Zaniolo ha l’intuizione, cambia gioco improvvisamente, l’innescato Zalewski (conferma di essere bravo bravo, seppur in fase difensiva spesso è sofferente) accende il motorino, parte e si ricorda di avere pure un destro che è un gioiello (vedi l’assist per Zaniolo nella gara con il Bodø) e imbuca una palla meravigliosa in area, stavolta per Pellegrini, che rende concreto il bello: ed è 0-1.Una mischia, un’altra, un’altra ancora ed ecco l’imbucata giusta: Ibanez sbaglia l’uscita in area, Lookman brucia Mancini, che devia in porta, con Rui Patricio fuori concorso.  Nel finale brividi da una parte e dall’altra: può segnare Ihenacho e può rispondere Abraham o Karsdorp o Oliveira. Nulla. Ma è tutto pronto per vedere un’altra battaglia all’Olimpico. Quella finale.

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Operazione rinnovi: Mkhitaryan e Cristante restano, Zaniolo ancora in bilico

Rinnovi e adeguamenti salariali: è questo il primo ostacolo che dovrà superare Tiago Pinto a fine stagione, prima di tuffarsi nel mercato estivo. Il rinnovo di Mancini è l’ultimo ad esser stato annunciato dalla società (nella semestrale), un contratto fino al 2026 a cui, però, non è seguito l’adeguamento salariale. Come scrive Il Messaggero, per definire i contorni economici bisognerà attendere ancora qualche settimana.

In attesa anche Zaniolo, che nelle ultime due uscite pubbliche non ha dato certezze sul suo futuro in giallorosso. Le squadre pronte a ingaggiarlo sono numerose, soprattutto all’estero (in Premier) dove il potere economico è maggiore rispetto all’Italia. Nicolò vorrebbe essere equiparato ai top player della rosa con uno stipendio da circa 6 milioni.

Restando in attacco, a breve verrà definito anche il rinnovo di Mkhitaryan: l’armeno ha il contratto in scadenza, la sua volontà è di restare. Pinto per spalmare i costi è pronto ad offrire un biennale.

Da definire la questione Cristante, corteggiato da SivigliaJuventus e MilanMourinho vuole tenerlo a tutti i costi e per questo è disposto a rinunciare al riscatto di Oliveira. Chi di certo andrà via in estate è Veretout, perché dopo il “no” dei Friedkin alla richiesta di un adeguamento da top player, i rapporti si sono definitivamente rotti.

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Pellegrini capitano da record: ora serve l’ultimo sprint

Non si gioca per caso tre volte una semifinale europea. Figuriamoci segnare in due di queste occasioni. Come scrive Il Messaggero, impresa riuscita ieri a Lorenzo Pellegrini. Il gol al Leicester bissa infatti quello di Manchester su rigore un anno fa. Stavolta però le prospettive sono diverse. Se recuperare il 6-2 dell’Old Trafford era un’impresa ai limiti del paranormale (e tale si è rivelata), l’1-1 del King Power Stadium regala un passe-partout per la finale di Tirana. 

Capitano da record in una stagione che potrebbe diventare indimenticabile. Per Lorenzo, almeno a livello numerico, già lo è. Quello a Schmeichel è il tredicesimo sigillo, il quinto in Conference League, considerando i preliminari contro il Trabzonspor. Record personale già superato a Bodo, blindato ieri a Leicester. 

E non finisce qui.  Non tanto in campionato dove la corsa al quinto posto è ancora aperta. Quanto in coppa. perché è inutile girarci intorno: l’occasione è quantomai ghiotta. Lo sa Pellegrini, ne è consapevole Mourinho che dopo la batosta al Polo Nord di fine ottobre, ha iniziato a schierare quasi sempre la formazione titolare. Con Lorenzo sempre protagonista.

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Torna il pullman di Mourinho per portare la Roma in finale

“Fino alla Vittoria”, avevano scritto su uno striscionedietro cui marciavano verso lo stadio i duemila romanisti di Leicester. Dovranno rimandare il proposito, ma il pareggio 1-1 in terra inglese — dove la Roma non vince da 21 anni, quando pure non evitò l’eliminazione — è una moneta d’oro pescata in un fiume di pietre, scrive La Repubblica. Ed è arrivato grazie alla più mourinhana delle partite possibili, un corpo a corpo da trasferta visto a varie latitudini e con vari colori.

Il pullman davanti alla porta — felice definizione dello Special — non è più quello capace di fermare il Barça di Messi e Guardiola ai tempi dell’Inter, e qualche spiffero passa da finestrini non proprio a tenuta stagna. Ma la Roma stavolta su un campo l’ha giocata nel solco delle grandi battaglie europee, andando vicinissima a vincerla con Oliveira. Ma è soprattutto riuscita a uscire indenne dal King Power Stadium di Leicester a differenza dei precedenti più recenti, quando finì con le ossa rotte sia ad Anfield che a Old Trafford. E pazienza se non è la Champions: “questa è la mia coppa”, ha ricordato José Mourinho.

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Mou: “Ora una finale da giocare davanti alla nostra gente”

Mourinho e Pellegrini sono pronti: la Roma può andare a Tirana. Comincia sorridendo José, racconta della “costosa bottiglia di vino” che gli ha regalato Rodgers – “il mio favorito” – ma poi analizza così. “Fino a 4-5 mesi fa questa partita la Roma non l’avrebbe pareggiata ma persa, mi sembra ci sia una crescita della personalità. Avremmo potuto portare a casa lo 0-1, ma è un risultato accettabile. Ora c’è una finale da giocare non a Tirana, ma a Roma. Davanti alla nostra gente“, come riporta La Gazzetta dello Sport. I complimenti all’arbitro non mancano. “Ha esperienza e ha diretto senza problemi. Anche in Italia ci sono arbitri bravi, ma qualche volta siamo sfortunati“. La testa, però, è già al ritorno. “Sono sicuro che prima della partita qualsiasi romanista avrebbe firmato e sorriso se qualcuno avesse detto che si deciderà all’Olimpico. Io non sorrido perché capisco che anche con 70 mila allo stadio e tanti fuori, sarà difficile. Non mi considero favorito e devo pensare anche al campionato. Devo pensare al Bologna, finire 5° o 6° per noi è importante”.

Concentrato è anche capitan Pellegrini, giunto al 13° gol stagionale. “Era un esame importante e l’abbiano superato, soprattutto nella prima ora di gioco.Penso sia normale incontrare difficoltà, non era semplice giocare qui e l’abbiamo fatto. Siamo fiduciosi, abbiamo ottenuto un buon risultato col sacrificio. In Premier sono bravi a mettere intensità, magari sono meno attenti tatticamente. È il mio punto di vista, il campionato italiano si sta alzando di livello ed è una buona notizia“.

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Roma, si decide all’Olimpico

Il dubbio del bicchiere – sarà mezzo pieno o mezzo vuoto? – accompagnerà la Roma fino a giovedì prossimo, scrive La Gazzetta dello Sport. A nostro parere, i segnali che giungono dalla notte di Leicester vedono una Roma ormai pienamente all’altezza di arrivare alla finale di Conference League. Tutto questo, non solo per il risultato finale – un 1-1 giusto e santificato dalle reti di capitan Pellegrini e dall’autogol di Mancini (propiziato da Lookman) – ma per la personalità che la squadra di José Mourinho ha saputo mostrare per tutta la partita. Gli spauriti fantocci che ad ottobre furono umiliati dal Bodo stavolta – davanti agli occhi dei Friedkin – tengono il campo, si difendono quando devono e attaccano quando possono. Per questo al ritorno, davanti ai quasi 70.000 spettatori di un Olimpico bollente, è possibile che l’inerzia della qualificazione passi dai nuovi ricchi della Premier League alla nobiltà decaduta della Serie A.  La Roma è stata chirurgica. Lascia sfogare i padroni di casa e poi, a folate, alza il pressing per disturbare l’impostazione e far perdere le distanze agli inglesi. Così al 15’ un cambio di gioco di Zaniolo trova Zalewski solo sulla fascia e in grado di accelerare e servire il taglio di Pellegrini, il cui tiro passa fra le gambe di un impacciato Schmeichel. È il vantaggio, che i giallorossi paiono gestire senza troppe sofferenze. La ripresa comincia sulla falsariga del primo tempo: “foxes” in pressione e lupi in attesa. In avvio un brividino arriva già al 5’, quando un colpo di testa spaventa Rui Patricio. La Roma perde Mkhitaryan per infortunio muscolare e con Veretout la squadra tende ad abbassarsi maggiormente, anche perché gli ingressi di Barnes e Iheanacho per Albrighton e Vardy scuotono il Leicester. Mourinho toglie Zaniolo per infoltire il centrocampo con Oliveira. I giallorossi si schiacciano troppo e non è un caso che al 23’ giunga il pari, propiziato da un assist proprio di Barnes per Lookman che, in tandem con Mancini, la butta alle spalle del portiere portoghese. La squadra di Foxes ci crede e al 27’, servito da Madison, è proprio Iheanacho a sfiorare il raddoppio di testa. A quel punto comincia un’altra partita. Fino a quel momento i giallorossi avevano tirato verso la porta solo in occasione del gol, ma al 33’ arriva il bis, con una conclusione di Veretout. Niente di che, ma è un segnale perché, dopo che Rui Patricio è bravo a togliere dall’angolino una conclusione di Iheanacho, i giallorossi si scuotono e vanno vicino al raddoppio dopo che Abraham, finalmente rivitalizzato, trova di tacco Oliveira, su cui Schmeichel è bravo a deviare in angolo.  I titoli di coda, però, se li prende ancora Mourinho, che entra quasi in campo dopo che al 43’ una manata di Iheanacho fa sanguinare il naso di Smalling. Quanto basta per riaccendere i cori del King Power contro lo Special One, come nei giorni belli della Premier League. Ma adesso il portoghese è l’arma in più dei giallorossi. L’asso motivazionale che la Roma calerà giovedì all’Olimpico per volare fino a Tirana. Il sogno della Coppa, adesso, non è poi così lontano.

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Roma, Mourinho perde Mkhitaryan: stiramento alla coscia, salta il ritorno col Leicester

Brutte notizie per la Roma e Mourinho: Mkhitaryan sarà costretto a saltare le prossime gare di campionato e Conference League per uno stiramento alla coscia sinistra. Il centrocampista armeno è stato costretto a saltare il secondo tempo del match contro il Leicester per il problema muscolare, adesso dovrà saltare anche il ritorno.

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Mourinho: “Roma con personalità. Ritorno complicato, i tifosi ci caricheranno”

Nel post partita di Leicester City-Roma ha parlato José Mourinho.

José Mourinho a SKY

Zalewski è un progetto vinto?
“Molto importante per noi. Un ragazzino che gioca ora in prima squadra dopo la Primavera è molto bello”.

La Roma ha tenuto l’intensità del Leicester.
“Abbiamo perso tanti palloni. La squadra era sempre organizzata, abbiamo pressato. Dopo la squadre si è abbassata e la partita è stata difficile nel secondo tempo. Se qualcuno pensa che questa partita potesse decidersi al ritorno, questo sarebbe un buon risultato. Io però non sorrido, anche con tanta gente allo stadio, sarà difficile. Dobbiamo pensare anche al Bologna, anche quella sarà difficile. Il Leicester, al contrario, il Leicester non lotta per andare in Europa in Premier. Abbiamo bisogno della concentrazione e dei nostri tifosi contro il Bologna”.

Per il ritorno cosa ti aspetti?
“Ora devo essere concentrato sul Bologna, vogliamo giocare l’Europa League. Abbiamo un quinto posto nelle nostre mani. Il Leicester è una squadra di profondità, sono una squadra che ha più costruzione di gioco con Rodgers. Sarà una partita da giocare con più testa che emozioni. Abbiamo bisogno dei nostri tifosi ovviamente. Se vinciamo siamo in finale: con la testa. Ora penseremo al Bologna”.

Vedo una grande crescita di personalità della squadra.
“Ti ringrazio, ma sono poco umile e quindi devo essere d’accordo. Questa partita 5 mesi fa l’avremmo persa. Abbiamo iniziato premendo, abbiamo avuto coraggio. I nostri difensori poi hanno smesso di avanzare. Dopo il gol abbiamo sofferto, potevamo uscire anche con l’1-0. Un risultato accettabile comunque”.

José Mourinho a DAZN

Che valore ha questo pareggio?
“Vediamo che succede nella seconda partita. Però andare a Roma e giocare una finale a Roma, non a Tirana, a Roma è bello. Abbiamo una motivazione extra. Lì si decide chi va in finale. Il risultato di oggi è da dimenticare, il gol fuori casa non ha più nessun significato. È una partita dura per noi e per loro e bellissima. La gente a Roma sarà ultra motivata per questa partita. Però io dico che abbiamo una partita molto importante domenica, perché il Leicester non ha nulla da giocare in Premier mentre noi abbiamo tanto da giocare in campionato per rimanere in corsa per l’Europa League”.

A fine partita cosa vi siete detti con Rodgers? Gli ha detto che sarà dura per loro al ritorno?
“No, lui lo sa che sarà dura per loro, ma sarà dura anche per noi. È una semifinale e sarà una partita difficile”.

Al ritorno si rischierà di più?
“Vediamo, vediamo”.

Come sta Mkhitaryan?
“Non lo so, però se lui è uscito in una partita di questo livello, sicuramente le notizie non sono buone”

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Leicester-Roma 1-1: le pagelle di Retesport

Rui Patricio 6,5

Mancini 5,5

Smalling 7

Ibanez 6,5

Karsdorp 5

Cristante 5

Mkhitaryan 6

Zalewski 7,5

Pellegrini 6,5

Zaniolo 5,5

Abraham 5,5

Mourinho 6,5

Sost.
Veretout 6
Vina sv
Oliveira 6,5
Felix sv