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Roma, il comunicato ufficiale sui fatti di Bodo

L’AS Roma rende noto che, nella serata di giovedì, al termine della gara, i dirigenti del Club e alcuni componenti dello staff tecnico sono rimasti all’interno dell’Aspmyra Stadion fino alle 00:45, con l’unico scopo di fornire all’UEFA e alle autorità locali tutti i dettagli su quanto accaduto nell’area antistante gli spogliatoi nel post partita.

La Società ha totale fiducia nel lavoro dell’UEFA e dei suoi organi preposti affinché vengano stabilite con esattezza le responsabilità dell’accaduto, che sono state già evidenziate con dovizia di particolari a tutti i rappresentanti delle istituzioni competenti presenti sul posto.

L’AS Roma sottolinea, infine, di aver sempre praticato condotte rispettose dei principi di fair play e dei valori dello sport dentro e fuori dal campo: gli stessi principi che ci auguriamo prevalgano nella sfida di ritorno.

Fonte: asroma.com

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Allenamenti

Zaniolo e Veretout parzialmente in gruppo

Arrivano conferme sui recuperi in casa giallorossa. Nicolò Zaniolo e Jordan Veretout oggi hanno svolto parzialmente in gruppo l’allenamento pomeridiano sul campo riservato a chi non ha giocato ieri sera contro il Bodo. Gli altri calciatori hanno infatti svolto la consueta seduta di scarico in palestra.

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UEFA, aperta un’indagine disciplinare sul concitato post gara di Bodo-Roma

Ci sarà un’indagine disciplinare della UEFA sul concitato dopo partita di Bodo Glimt-Roma, gara di andata dei quarti di finale di Conference League giocata ieri sera in Norvegia. Lo ha annunciato l’organo di governo del calcio europeo.

Il club giallorosso ha denunciato un’aggressione dell’allenatore della squadra di casa, Kjetil Knutsen, contro il preparatore dei portieri, il portoghese Nuno Santos, mentre la squadra di casa ha rovesciato le accuse dicendo che è stato il suo tecnico a essere aggredito. Sul posto sarebbe intervenuta anche la polizia norvegese che poi ha demandato ogni decisione alla Uefa.

“In conformità con l’Articolo 31 (comma 4) del Regolamento Disciplinare UEFA”, si legge nella nota, “un Ispettore Etico e Disciplinare UEFA è stato nominato per condurre un’indagine disciplinare sugli incidenti segnalati che si sarebbero verificati alla fine dei quarti di finale di Europa Conference League 2021/22 tra Bodo Glimt e AS Roma, gara giocata il 7 aprile 2022 in Norvegia. Informazioni in merito saranno rese disponibili a tempo debito“.

La gara di ritorno dei quarti è in programma all’Olimpico giovedì prossimo.

Fonte: askanews

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Infermeria

Mancini, solo trauma contusivo al ginocchio: escluse lesioni

Arrivano buone notizie sul conto di Gianluca Mancini. Gli esami strumentali a cui è stato sottoposto a Villa Stuart nel pomeriggio hanno escluso lesioni articolari. Probabilmente per precauzione non giocherà domenica contro la Salernitana, per poi rientrare contro il Bodo a seguito del trauma contusivo accusato ieri nel secondo tempo in Norvegia.

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APPROFONDIMENTI

Roma, defezioni e il ritorno col Bodo: Mou pensa a 5 cambi contro la Salernitana

FOCUS RS Salernitana domenica, poi l’infuocato return match contro il Bodo. Poi ancora l’Inter e il Napoli una di seguito all’altra, con la speranza di disputare anche le semifinali di Conference League. Non c’è tempo per fermarsi a pensare a ciò che non ha funzionato nella gelida serata norvegese, Mourinho e il suo staff – di rientro in queste ore nella capitale – certamente staranno già riflettendo su quale undici schierare domenica contro la Salernitana.

7.4.2022 Conference League : Bodo vs Roma Nella foto: Gianluca Mancini dolorante (Foto Gino Mancini)

Defezioni e ritorni

Sicure due assenze: Mancini, che si sottoporrà ad esami strumentali al ginocchio destro nel tardo pomeriggio di oggi e che rischia un lungo stop e Pellegrini squalificato. Tra i titolarissimi anche Abraham dovrebbe fermarsi ai box per una sorta di pit stop, che lo ricarburi in vista della sfida di giovedì prossimo. Tornerà dall’inizio Zaniolo, non è chiaro se Veretout invece potrà essere reinserito nella lista dei convocati. Recuperare il prima possibile il francese è fondamentale per dare un cambio a Oliveira e Cristante apparsi decisamente affaticati nel finale di Bodo.

Epurati e seconde linee

In mediana Diawara e Darboe sono totalmente scoparsi dai radar, Bove – dopo il gol del pareggio decisivo contro l’Hellas – ha fatto solo qualche fugace apparizione nei minuti finali delle ultime sfide. Contro la Salernitana però è in lizza per una maglia da titolare, al pari di El Shaarawy sull’out mancino (difficile riproporre Vina in uno stadio che vedrà sugli spalti quasi 55 mila spettatori). Maitland Niles ha una chance a destra, con Felix e Shomurodov in lotta per il ruolo di vice-Abraham. Mkhitaryan potrebbe partire dall’inizio per poi rifiatare, mentre dietro straordinari per il trio Ibanez-Smalling-Kumbulla. Liberarsi della Salernitana con il minimo sforzo e puntare tutto sulla sfida contro i norvegesi, perchè uscire ai quarti sarebbe un colpo decisivo ad una stagione finora piuttosto altalenante.

La probabile formazione anti-Salernitana

3-4-2-1Rui Patricio; Kumbulla, Smalling, Ibanez; Maitland-Niles, Bove, Cristante, El Shaarawy; Mkhitaryan, Zaniolo, Shomurodov

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APPROFONDIMENTI

Giannini a Retesport: “Centrocampo in sofferenza a Bodo. Mou doveva fare altri cambi” (AUDIO)

Capitan Giuseppe Giannini ha commentato la sconfitta della Roma a Bodo nell’andata dei quarti di finale di Conference League, ai microfoni di Retesport: “Bodo squadra scolastica, ordinata, che gioca in maniera regolare ma non ho visto picchi di qualità clamorosi o difficoltà insormontabili. La Roma ha tenuto bene il campo ma poi è andata in sofferenza soprattutto a centrocampo. Fossi stato Mourinho avrei fatto cambi diversi: non avrei tolto Mkhitaryan o al limite avrei abbassato Pellegrini in un 3-5-2 più in linea per dare sostegno a Cristante e Oliveira”.

“Il campo sintetico è stato un fattore determinante. Chi non è abituato fa fatica per la corsa, i cambi di direzione, le frenate e le ripartenze. La testa poi ne risente, perché hai paura di infortuni. Non è poco” ha proseguito Giannini – il ritorno? Va preparato bene, con lucidità e senza pensare ai fatti del post partita di Bodo. Giovedì servirà più lucidità che cuore.

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Bodo, ecco la versione norvegese sullo scontro post gara: ‘schiaffo e mani al collo di Santos a Knutsen’

Bodo-Roma si è chiusa con particolare astio tra le parti, tanto che a ridosso negli spogliatoi è scoppiato un parapiglia che ha visto protagonisti Knutsen e Nuno Santos. Il portale norvegese aftenposten.no, ha riportato la versione del Bodo della vicenda: la versione di casa parla di uno schiaffo da parte di Nuno Santos che avrebbe poi “tentato di strangolare” (traduzione testuale) il tecnico del Bodo, Kjetil Knutsen, che a quel punto, si scrive, “ha dovuto difendersi”.

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Zaniolo recuperato, contro la Salernitana ci sarà

Nicolò Zaniolo domenica ci sarà. Dopo lo stop accusato in Nazionale e i due match saltati tra campionato e Conference League, il 22 giallorosso tornerà ad allenarsi in gruppo nelle prossime ore e domenica scenderà in campo contro la Salernitana, presumibilmente da titolare, vista l’assenza per squalifica di Pellegrini e il quasi sicuro forfait di Abraham. A riferire la notizia Marco Juric, nel corso del Pomeriggio di Retesport.

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Rissa, il day after: la polizia derubrica, il Bodo non si scusa, i segni sul volto di Nuno Santos

La Roma è ripartita questa mattina da Bodo con un charter direzione Fiumicino ancora scossa per quanto successo ieri sera in Norvegia. Da una parte, scrive La Gazzetta dello Sport, c’è l’ansia per l’infortunio di Gianluca Mancini al ginocchio (esami appena sbarcherà in Italia), dall’altra c’è l’aggressione dell’allenatore del Bodo a Nuno Santos. Stamattina il preparatore dei portieri, una delle persone più vicine a Mourinho, anche a livello personale, era ancora scosso: il portoghese non ha un carattere semplice, è uno che vive molto le partite e a volte alle panchine avversarie risulta indigesto (è stato squalificato per due giornate dopo la partita contro il Verona), ma niente autorizza quello che è successo negli spogliatoi di Bodo.

Nuno Santos, infatti, è stato colpito con un pugno dall’allenatore del Bodo, Knutsen, e stamattina aveva dei segni visibili sul volto. Il tecnico non si è scusato, né pubblicamente né privatamente, e lo stesso ha fatto la società norvegese, cogliendo di sorpresa quella romanista visti i buoni rapporti, almeno a livello di club. Perché un conto sono gli scontri verbali – e in campo ce ne erano stati – un conto un’aggressione fisica inaspettata. Subito dopo il pugno di Knutsen è intervenuta la polizia, alla quale i presenti hanno spiegato che cosa è accaduto e lo stesso è stato fatto con il delegato Uefa. La Roma, che ha parlato pubblicamente tramite il capitano, Lorenzo Pellegrini, ovviamente ritiene molto grave quello è che accaduto e lo ha ribadito con chiarezza alle autorità e all’Uefa. La polizia norvegese ha chiuso le indagini nella notte, ha “derubricato” quanto accaduto ad atto rissoso ma non violento e ha lasciato la palla agli organi del calcio europeo.

A Trigoria, adesso, si aspettano provvedimenti importanti, visto che la Uefa è molto attenta e severa quando si tratta di FairPlay e la sensazione è che Knutsen dovrebbe essere squalificato per una giornata, almeno, con una sanzione economica. Il Bodo, dal canto suo, non conferma né smentisce i fatti né fornisce un’altra versione. Stanotte si limitava a dire: “Parlate con la polizia”. Oggi invece, tutto tace.

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Mourinho: “Cambio approccio, non la mia natura. Voglio un mercato intelligente”

José Mourinho ha rilasciato un’intervista al canale sportivo Cbs Sports Golazo raccontando dei suoi primi mesi nella capitale. Dall’arrivo a Roma agli obiettivi con i giallorossi, le dichiarazioni del portoghese:

Come è arrivato in questa bellissima città?
“Mi piace la prima domanda. Non voglio essere poetico e dire che sia stato amore a prima vita, perché il calcio non è così. È un progetto differente rispetto a quello a cui sono abituato, solitamente vado in club in cui gli obiettivi sono i successi immediati. Non avrei potuto trovare un club con una tifoseria così passionale. I romanisti sono speciali anche nel modo in cui vivono e respirano la loro squadra”.

Cosa spera di raggiungere con la Roma?
“So dove sono e so per cosa sono venuto. Quello che cerco di trovare è un equilibrio: essere intelligenti sul mercato, creare un’identità e la stabilità nel club. La Roma deve avere successo, una città come Roma, la storia dietro di noi…Ho il massimo rispetto per Lazio e la sua storia, ma la Roma è la squadra della gente. I romani sono romanisti”.

La mia immagine preferita del suo arrivo è quella di lei sulla Vespa, come è nata l’idea?

“È stata un’idea del club, perché c’è una Vespa iconica che si chiama Specialone. Poi sono arrivato e hanno fatto quel murales, ma ora è la mia Vespa, quando andrò via verrà con me. C’è anche del materiale di merchandising, la gente mi collega alla Vespa e onestamente mi piace questa cosa”.

Al di là dei trofei che ha vinto, sono impressionato dai suoi social network.
“L’account lo gestisco io, è fatto così male che dev’essere per forza gestito da me”.

Non c’è suo figlio dietro o qualcun altro?
“Se decido di fare un post lo faccio”.

Il suo post preferito?
“Dopo il Verona ho postato due foto, una in cui tengo la palla e l’altra in cui la calcio. Anche il miglior giocatore di football sarebbe invidioso della mia tecnica di tiro”.

Mi piace il post della pizza in treno…
“Non mi facevano entrare nello spogliatoio perché ero squalificato e quindi non potevo entrare neanche lì. È buffo. È una giornata di squalifica? E sia una, poi quando finisce la partita dovrebbero farti andare nello spogliatoio”.

Cosa significa per lei questa foto con Sergio Oliveira da bambino? (il giornalista gli mostra l’immagine che Oliveira ha condiviso su Instagram qualche tempo fa, ndr)
“Pazzesco. Ero al Porto, Sergio era un bambino che giocava per strada, vedeva me e i giocatori ed era quello che voleva diventare un giorno”.

Non aveva visto questa foto prima?
“No. La signora mi dice: ‘Un giorno giocherà per te’, io le ho detto ‘forse (sorride, ndr). Continua ad allenarti, non si sa mai (sorride, ndr)’. Ed è capitato”.

So che suo padre era un giocatore professionista, sua mamma un’insegnante. Quanto è stata importante per lei la tua famiglia?
“Puoi innamorarti del calcio, del lavoro, di molte cose, ma se non ami la tua famiglia, i tuoi amici e cari, non sei nessuno. Penso che nel calcio sia importante che non lavori per te stesso, ma per gli altri. Io lavoro per i giocatori, per i tifosi, per la mia famiglia, per i miei amici, per quella felicità e quando porti quell’amore nel dna del tuo lavoro penso che sei un passo avanti. Mi motivo sempre con le persone che amo”.

Mourinho conclude così: “Se sono pronto a cambiare la mia natura? No, non lo sono. Sono pronto a cambiare il mio approccio? Sì, sono pronto”.