Tonino Tempestilli, ex calciatore e dirigente giallorosso, è intervenuto ai microfoni di Retesport a poche ore dal match contro il Bodo/Glimt:
“Credo che Mourinho abbia allenato l’aspetto mentale, per cui, la squadra saprà gestire le emozioni. Non sarà facile giocare su un campo artificiale ma chi sa giocare a calcio lo sa fare anche in queste condizioni. Il Bodo è una buona squadra, il campionato norvegese è basato molto sulla fisicità, quindi, faranno leva su questa caratteristica. Vedo una squadra che sta crescendo, bisogna dare tempo a Mourinho c’è una programmazione di 3 anni. La Roma ha le caratteristiche per vincere la Conference League. Tornerei volentieri alla Roma, non si possono dimenticare 33 anni di vita”.
AGENZIA DIRE – Per il nuovo stadio della Roma tutte le strade sembrano portare all’area di Pietralata. Crollate le suggestioni di poter realizzare la nuova arena dei giallorossi ad Ostiense, infatti, il dialogo tra Comune e As Roma, ancora alle fasi preliminari e non tecniche, si sta concentrando proprio sulla vasta area di Pietralata, tra il fascio dei binari, via dei Monti Tiburtini e via dei Durantini. Con un terzo giocatore che potrebbe sedersi al tavolo: Fs. Perché se da un lato procede la verifica tecnica delle aree ex Sdo, dall’altro si affacciano altre due ipotesi progettuali: la prima prevede di realizzare lo stadio su alcuni lotti di Sistemi Urbani, la controllata di Fs che si occupa, tra l’altro, di sviluppo immobiliare, sui quali da tempo Ferrovie lavorano in vista della realizzazione di un centro direzionale. La seconda riguarda, invece, la semplice integrazione dei due piani di sviluppo: in altre parole stadio sulle aree Ex Sdo ma dialogo con gli sviluppatori del vicino masterplan Fs per fare di quell’area un quartiere omogeneo e moderno.
Questa la fotografia che, ad oggi, l’agenzia Dire è in grado di ricostruire dopo aver incrociato una serie di fonti istituzionali. E’ vero, da viale Tolstoj, al quartier generale dei giallorossi, la risposta agli interrogativi di chi si chiede quale sarà l’area dove sorgerà lo stadio è sempre la stessa: “Pietralata è solo una delle zone possibili, ma ce ne sono altre e nessuna decisione è stata presa”.Circa 20 giorni fa, però, l’area di Pietralata è stata visitata nuovamente dai collaboratori dei Friedkin, e il giudizio, anche alla luce dei ragionamenti preliminari sulla possibile integrazione con il piano di Fs, sembra essere stato ben più positivo di quello espresso in passato.
Come detto sono diverse le strade che potrebbe percorrere l’As Roma se e quando deciderà che Pietralata sarà l’area giusta per costruire il suo nuovo stadio. La prima è appunto legata ai terreni Ex Sdo. Prevede di mettere sul campo un forte carico di opere a scomputo per legare il pubblico interesse alle particelle catastali interessate dall’intervento, ed evitare, quindi, la retrocessione dell’esproprio delle stesse, visto che il fine dei vecchi espropri era un intervento pubblico, lo Sdo, mentre nel caso dello stadio si prefigura un’operazione privata.
Roma-Verona, Serie A
La strada, invece, di spostarsi di qualche centinaia di metri e puntare sui terreni di Fs, piazzando la nuova arena dei giallorossi nel nuovo quartiere direzionale di Rfi, che a questo punto verrebbe ridimensionato nel numero degli edifici, nasce da alcune interlocuzioni informali tra rappresentanti di Fs e dirigenti dell’As Roma, senza coinvolgimento diretto del Comune. Si tratta di un tentativo appena accennato e non ufficiale su cui l’Ufficio stampa di Fs, raggiunto dalla Dire, ha così commentato: “Non siamo a conoscenza di progetti inerenti la realizzazione di uno stadio sulle aree di Pietralata. Su queste sono in corso interlocuzioni con il Comune per una variante urbanistica presentata da Fs Sistemi Urbani a fine 2020. Ovviamente c’è la nostra piena disponibilità a confrontarci su nuove esigenze che l’amministrazione dovesse manifestare, inserendole eventualmente nella variante in corso di definizione con il Comune”.
Lo stadio, secondo questa ipotesi, potrebbe essere realizzato non troppo lontano dalla futura torre del quartier generale di Fs, al posto di una piccola collinetta sul vertice nord dell’area, in corrispondenza, in linea d’aria, del futuro ponte pedonale che collegherà la zona con via Livorno, sull’altro lato dei binari. Un’area forse più piccola di quella dell’ex Sdo ma appena sufficiente per ospitare stadio e parcheggi.
Ad oggi, comunque, una due diligence ufficiale tra As Roma e Campidoglio non è stata ancora avviata e si tratta di ipotesi progettuali informali. L’apparente lentezza che traspare in questa vicenda dipende, a quanto pare, dalla volontà di studiare molto bene le carte per evitare un nuovo flop dopo quello che si è avuto per Tor Di Valle con l’arrivo dei 5 Stelle di Virginia Raggi. “Questa volta non ci dovrà messere alcun passo falso dal punto di vista legale” fa sapere chi segue da vicino la vicenda a livello istituzionale. Per questo, nella fase attuale, la carta Pietralata è sotto la lente di ingrandimento degli uffici legali. E i ragionamenti in corso restano legati anche alla procedura che la Roma potrebbe utilizzare.
Da un lato c’è la legge sugli stadi, con cui i Friedkin potrebbero proporre, loro stessi, un’area al Comune. E’ lo stesso percorso legislativo e autorizzativo intrapreso alcuni anni fa, ai tempi di Ignazio Marino e James Pallotta. L’altra strada è quella della procedura ordinaria, un po’ come successo a Torino per lo Juventus stadium. In pratica l’area resterebbe pubblica con un diritto di superficie a favore della Roma, che avrebbe a suo carico anche alcune opere a scomputo di interesse pubblico. In questo caso sarà il Comune che dovrà trovare il giusto equilibrio legale.
L’area di Pietralata, indicata in passato anche da alcune associazioni ambientaliste come Italia Nostra come alternativa a Tor Di Valle, si presta perfettamente allo scopo. Esistono due fermate della linea B a pochi metri, Quintiliani e Tiburtina, e la presenza della stessa stazione Tiburtina assicurerebbe anche l’arrivo dei tifosi sui treni delle linee regionali e su quelli ad alta velocità. Inoltre l’autostrada A24 non è troppo lontana, così come la tangenziale est, che scorre davvero a poche decine di metri. Pietralata, infine, è già al centro di programmi di sviluppo: oltre al già citato centro direzionale di Fs ad inizio 2023 si apriranno i cantieri della nuova sede Istat e anche il nuovo Politecnico di Roma potrebbe prendere casa nella stessa zona. Lo stadio potrebbe essere la ciliegina sulla torta per fare di Pietralata il quartiere più contemporaneao della città.
Doveva essere uno degli osservati speciali in chiave mercato, ma se ne riparlerà al ritorno. Ola Solbakken, attaccante del Bodo/Glimt, autore di 3 reti nelle due sfide dello scorso autunno contro la Roma, salterà il match di questa sera per una sindrome influenzale.
Opportunità low cost per giugno
Nei giorni scorsi Tiago Pinto ha incontrato un intermediario italiano che ha il mandato per la cessione del giocatore – in scadenza di contratto nel dicembre 2022 – e la società giallorossa sta valutando l’opportunità di fare un’offerta già nelle prossime settimane. Ieri il tecnico Knutsen, a domanda precisa sul futuro del classe 98′ ha affermato: “Leggo cifre basse per il suo reale valore. Se lo vogliono dovranno pagare sicuramente di più”.
Dopo la conferenza stampa di ieri, Mourinho voleva firmare autografi ai ragazzi norvegesi che lo aspettavano fuori dallo stadio. Dietrofront del tecnico dopo che un tifoso del Bodo gli ha lanciato una palla di neve, prontamente schivata dallo Special One
INCREDIBILE! #Mourinho stava per firmare autografi ad alcuni ragazzi norvegesi quando qualcuno gli ha lanciato una palla di neve!!! #ASRoma#BodoRoma
27.2.2022 Spezia vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Cristante
(Foto Gino Mancini)
Fuori dal Mondiale e poco rappresentato anche in Serie A, ma la Juventus crede nel Made in Italy ed è pronta a colorare di azzurro la futura squadra di Allegri. Dopo aver comprato Manuel Locatelli e Moise Kean la scorsa estate, i dirigenti bianconeri sono pronti a fare il bis e con il Sassuolo ci sono stati contatti per provare a garantirsi il centrocampista 22enne Davide Frattesi e l’attaccante Giacomo Raspadori (classe 2000). Due obiettivi sensibili, ma non gli unici di un mercato che guarda molto ai giocatori italiani. Al netto delle possibilità di rientro in patria di Jorginho ed Emerson Palmieri, entrambi di proprietà del Chelsea (il terzino, però, è in prestito al Lione), la Juve sta provando ad imbastire un doppio affare con la Roma per ingaggiare Nicolò Zaniolo e Bryan Cristante. Sul primo il corteggiamento dura da tempo, fin dal famoso “pizzino di Paratici” del gennaio 2019, e può concretizzarsi in estate di fronte ad una proposta vicina ai 40 milioni di euro, mentre il secondo è il centrocampista low-cost che garantisce affidabilità e qualità oltre ad essere un pupillo di Massimiliano Allegri. Juventus e Roma sono in buoni rapporti e insieme possono ragionare anche sull’inserimento di contropartite tecniche per far quadrare i conti dell’operazione. Sia Zaniolo che Cristante hanno il contratto in scadenza tra due anni, ma non tira aria di rinnovi e così i giallorossi stanno pensando di monetizzare il prima possibile. I bianconeri a giugno potrebbero ritrovarsi con 35 milioni in più, visto che il Tottenham è pronto ad attivare la clausola per riscattare subito Dejan Kulusevski dopo averne già spesi 10 per il prestito, e Zaniolo (per altro in rotta di collisione con Mourihno) è il preferito per sostituire Paulo Dybala. Non è solo una questione di età e di stipendio, il romanista deve fare 23 anni e guadagna 3,5 milioni netti a stagione, ma anche di prospettiva e di progetto azzurro. L’idea di rifondare un nucleo tricolore è forte, a maggior ragione se capitan Chiellini dovesse andarsene a fine stagione per chiudere la carriera negli Stati Uniti, e così la Juve si muove cercando i migliori giovani nel giro della Nazionale. Cristante, invece, ha appena compiuto 27 anni e vanta 260 presenze nei club professionistici. Nella ricostruzione del centrocampo sarebbe un tassello tanto duttile quanto prezioso, in più ha un costo limitato (meno di 15 milioni per il cartellino) e non ha mai nascosto la gratitudine nei confronti dell’allenatore livornese. «È lui che mi ha fatto esordire in Champions a 16 anni – ha ricordato lo stesso mediano formato dal Milan – e poi successivamente in campionato. Mi ha cresciuto in questi primi anni di carriera e resta il tecnico a cui sono più grato». Stima ricambiata e qualcosa si muove già. C’è un’onda azzurra tutta da cavalcare.
27.2.2022 Spezia vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Abraham esultta
(Foto Gino Mancini)
Se dovessimo lasciarci guidare dal meteo che ha accolto ieri la Roma, e che stasera ospiterà la partita con una temperatura intorno ai -6, la definizione più giusta per Tammy Abraham potrebbe essere: il rompighiaccio, scrive La Gazzetta dello Sport. Toccherà innanzitutto a lui proiettare i giallorossi al di là della forza dei ricorsi storici. Infatti, l’ultima volta che la Roma giocò nel girone e poi nelle eliminazioni dirette contro la stessa squadra, non andò bene. Tre sconfitte, un pari e poi tutti a casa. Ma piano con i paragoni, perché la stagione era il 2007-2008 e l’avversario era il Manchester United. Con tutto il rispetto, il Bodo sembra un gatto paragonato a un leone. Eppure poter contare sul capocannoniere della Conference è un punto di forza per la banda di José Mourinho, che ha visto l’attaccate inglese andare in gol già 7 volte in questa coppa. E se è vero che la storia racconta come a volte siamo nani sulle spalle di giganti, sarà utile ricordare che, segnando una sola rete, Abraham aggancerebbe Volkin vetta nella graduatoria dei migliori marcatori al primo anno in giallorosso. Il fiumano realizzò 24 centri, il londinese 23: quanto basta per incrociare le dita. Altro motivo per incrociare le dita, oltre al meteo, è anche il fatto che si giocherà sul sintetico. Per i calciatori abituati alla tradizione, non proprio il massimo sul fronte delle sollecitazioni muscolari e articolari (ed infatti si sta riflettendo se utilizzare Smalling o meno). Ma Mourinho – che non avrà Veretout e l’infortunato Zaniolo (pronto al rientro domenica) – non può permettersi timori. Giocano i migliori, con cambi in corsa per mantenere alto il livello. In questo senso, nonostante il fastidio alla spalla che lo ha portato a fare una ecografia a Villa Stuart due giorni fa, Abraham stringerà i denti.
Trigoria 16.3.2022 Allenamenti Roma Nella foto: Zaniolo Pellegrini
(Foto Gino Mancini)
Probabilmente ha ragione José Mourinho. Nicolò Zaniolo sta diventando un’ossessione. Inevitabile, però, scrive Il Messaggero, considerando il valore e le aspettative che Nicolò si porta dietro. Così, nella Roma che è partita ieri per la Norvegia, non si è potuta non notare la sua assenza. Il calciatore ha preferito non rischiare né a Genova tantomeno a Bodo, dove il campo in erba sintetica avrebbe potuto creargli ulteriori noie indesiderate. Lecito, sicuramente, ripensando a quello che ha vissuto negli ultimi due anni ma in contrasto con il pensiero di Mou. Per capirlo, al di là della dialettica pubblica volta a dribblare la questione, basta leggere alcune dichiarazioni dell’ex Terry: “Una volta al Chelsea avevo un dito e un osso del piede rotti ma José voleva che giocassi. Allora ho fatto due iniezioni al giorno, con il medico che tornava a farmene una terza se l’allenamento si prolungava. Faceva male, ma lui aveva bisogno di me“. Ecco, magari un po’ romanzato, ma questo è il prototipo del calciatore che ama il portoghese che già sa che domani, di ritorno dal Polo Nord, Zaniolo darà la disponibilità per tornare ad allenarsi in gruppo in vista della Salernitana. Le parole di Pinto (“Non posso garantire che giocherà nella Roma“) il 1° febbraio, sono state la goccia che ha aperto la crepa dei dubbi. Ad avallare questa sensazione è seguito lo stop sulla trattativa di un rinnovo che a Nicolò era già stato promesso due anni fa. Zaniolo deve darsi una scossa ma sullo sfondo la vicenda contrattuale ogni giorno diventa sempre più ingombrante. Perché se la Roma lo valuta 60 milioni, difficilmente troverà acquirenti. Di conseguenza però Zaniolo si sentirà in diritto di chiedere un ingaggio adeguato al valore chiesto sul mercato. Tradotto: guadagnare quanto Pellegrini e Abraham. Se invece la Roma si “accontentasse” di 40, la squadra, anzi le squadre, ci sono. Una è la Juventus ma non è la sola.
Se nello sport la parola vendetta non dovrebbe trovare cittadinanza, questa è almeno la storia di una rivincita, scrive La Gazzetta dello Sport. Una rivincita che sembra riguardare solo in modo secondario la Roma, ma trova in prima linea il suo “front man”, José Mourinho, motore parlante di tutto ciò che riguarda l’universo giallorosso. Contro il Bodo, infatti, il 6-1 maturato il 21 ottobre ha rappresentato “l’esperienza più brutta della mia carriera“, dice subito. Perciò è stato quello il momento in cui ha deciso che occorreva una frattura per far nascere una nuova creatura. La missione fino a questo momento può dirsi compiuta, ma solo l’esito dei quarti di Conference League sanciranno fino a che punto, visto che tutti – a cominciare dai bookmaker – danno la Roma nettamente favorita per il passaggio del turnoe anche per la vittoria finale, nonostante sul cammino troverà innanzitutto la vincente del match fra Leicester e PSV Eindhoven. Dalla sconfitta autunnale – poi seguita da un complicato pari casalingo per 2-2 – lo Special One ha cambiato molto. Innanzitutto il sistema di gioco. Niente più 4-2-3-1, ma spazio al 3-4-2-1, che ha consentito di far lievitare il rendimento della difesa, arrivata a 17 partite stagionali senza gol al passivo. Poi della formazione titolare di quella partita della fase a gironi sono cambiati nove undicesimi, senza contare che proprio quella disfatta consentì allo Special One di cominciare quella epurazione che ha portato agli addii di Reynolds, Calafiori, Villar e Mayoral, e agli accantonamenti di Diawara e Darboe. Altri tempi, basti pensare che Zaniolo, in meno di sei mesi, si è scoperto certo utile, ma non più al centro del progetto tattico. Ma tutto questo non conta più nulla. Vale solo l’oggi e un trofeo da inseguire. Quello che a Mourinho manca ormai da quasi cinque anni. Il tempo, d’altronde, cambia tutti. Anche il Bodo, che ha perso 4 giocatori, fra cui due dei suoi «top player» Berg e Botheim, ed è unanime parere in Norvegia che la squadra si sia indebolita, senza contare che – causa inverno – la stagione a quelle latitudini è appena cominciata. Il fatto che nel ranking Uefa la squadra sia appena 114° e abbia una rosa del valore complessivo di una quindicina di milioni e che Solbakken, altro talento, in estate andrà via di sicuro (e piace alla stessa Roma) ora vale solo per la cronaca. Meglio pensare al fatto che, nel ranking stagionale le due squadre sono molto più vicine (30° e 33° posto). “Sarà una partita diversa e spero di far meglio dell’ultima volta – dice Mou – Il campo sintetico è un problema, anche se saremo differenti sia come singoli che come motivazioni. Credo che andremo molto meglio. A me interessa solo vincere e penso che possiamo farcela“.
Alla vigilia della sfida europea Felix Afena-Gyan è intervenuto in conferenza stampa per presentare il match.
E’ stata una buona stagione per te, ora puoi giocare in Europa “Ringrazio per la chance. E’ una cosa buona per la mia crescita. Mi sento bene giocare a giocare in Europa e per la nazionale”
Sarà una partita difficile, di cosa ci sarà bisogno per fare bene? “E’ difficile giocare sul sinettico. Con la Primavera ci giocavo ma è molto difficile. Dovremo essere concentrati su di noi e non sul campo”.
Non sempre chi parla in conferenza gioca, Mourinho ti ha detto qualcosa in questo senso? “Decide il mister, io non lo so. Se avrò l’opportunità farò del mio meglio”.
Che ne pensi del sorteggio? “Siamo pronti a giocare”.