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Mou, niente ricorso. Abraham, solo un gol all’Olimpico nelle ultime 6 gare

Contro l’Atalanta, nella gara di andata a BergamoAbraham è stato assoluto protagonista della vittoria della Roma, la prima (e finora unica) contro una big per il Mourinho giallorosso, con una doppietta che ha aperto e chiuso il match terminato 4-1. Da quel momento in poi il centravanti inglese non si è più fermato, segnando nelle successive 4 trasferte (MilanEmpoliSassuolo Spezia) e all’Olimpico un gol, che poi si è rivelato inutile, contro la Juventus.

Come scrive Il Corriere della Sera, quella contro i bianconeri, datata 9 gennaio, è l’unica rete segnata da Abraham nelle ultime 6 partite da lui giocate in campionato (non c’era per squalifica contro l’Inter) all’Olimpico; quello precedente lo aveva realizzato il 28 novembre contro il Torino. Tammy non vede l’ora di tornare ad esultare davanti ai suoi tifosi, e vuole farlo già dalla gara di sabato contro l’Atalanta.Quasi certamente, come nel match di Bergamo, sarà affiancato in attacco da Zaniolo, rimasto inizialmente in panchina contro lo Spezia ma poi rivelatosi decisivo per la conquista dei tre punti avendo conquistato il calcio di rigore poi realizzato dallo stesso AbrahamZaniolo, che nell’azione ha riportato una frattura al setto nasale, ieri si è allenato (senza mascherina protettiva) con il gruppo e sarà a disposizione di Mourinho, che non sarà in panchina.La Roma, infatti, ha deciso di non presentare ricorso contro la squalifica per due giornate comminata allo Special One dal Giudice sportivo dopo la gara contro il Verona.

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Le leggi di Mourinho: sulle regole non si scherza, ma c’è un premio per chi lavora

 Non è una questione di semplici errori, perché quelli José Mourinho li perdona e li corregge. Al massimo, durante le riunioni a Trigoria, si arrabbia un po’ più del solito. È invece una questione di atteggiamenti. Su quelli il tecnico portoghese non transige. In campo, vedi la partita contro il Bodo/Glimt, e nello spogliatoio.

Come scrive La Gazzetta dello Sport, se è convinto che qualche giocatore sia sceso sul terreno di gioco, a maggior ragione davanti a 400 tifosi giunti fino al Circolo Polare Artico, con poca cattiveria, pensando di fare una scampagnata, lui non ci passa sopra. Se qualcuno, poco prima del riscaldamento, passa il tempo su Instagram invece di ascoltare le indicazioni del preparatore, lui lo nota. E provvede. Quelli che sono passati alla storia come gli “epurati di Bodo” e cioè VillarMayoral, Diawara  e Kumbulla sono stati il caso più eclatante.

Oltre agli atteggiamenti in campo Mourinho vuole poche, ma significative, regole fuori. Quando qualcuno esagera, però, si regola di conseguenza. E quindi manda Felix in Primavera perché è tornato all’alba dalla discoteca e non fa giocare Zaniolo dall’inizio a La Spezia un po’ perché anche lui aveva fatto serata, da infortunato, e un po’ perché alcuni atteggiamenti prima della partita con il Verona non lo avevano fatto impazzire. Considerando, poi, l’impatto che ha avuto Nicolò sulla partita, domenica scorsa, nel secondo tempo, è evidente che Mou abbia saputo toccare i tasti giusti.

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Mourinho e la Roma spariscono in discoteca

È giusto usare un ragazzino di 19 anni, arrivato a Roma un anno fa dopo un’infanzia difficile, come un esempio vivente? Punirne uno per educarne una trentina. A novembre, Felix Afena Gyan era il ragazzo volenteroso da premiare per il suo impegno, che aveva prodotto grazie a due gol la vittoria sul campo del Genoa. Scrive La Repubblica, era lo strumento per dire a tutta la squadra “prendete esempio”, con quell’incoronazione pubblica in favore di telecamera, col dono delle scarpe da 800 euro.

Un’ostentazione. Come la punizione di oggi. Lunedì Mourinho ha usato di nuovo Felix, ma per mandare un altro avviso ai naviganti: chi sbaglia, paga. Esponendolo alla gogna pubblica, dopo averlo pubblicamente esaltato. Poco importa che Zaniolo ed El Shaarawy avessero fatto lo stesso, una settimana prima, con presenze in discoteca documentate nella notte dopo una partitaccia della squadra a cui non avevano potuto partecipare.

Forse, agli occhi di Mourinho, quello di Felix è stato una sorta di tradimento, dopo tutto ciò che aveva fatto per il ragazzo. O magari ha semplicemente colto, nel reiterarsi di questa abitudine, una pericolosa deriva da arginare con le brutte. Uno scarso interesse del suo gruppo per le sorti della squadra, soprattutto da parte di chi in quel momento non fa parte del gruppo sceso in campo.

È come dire ai giocatori: “Vi interessa davvero della Roma? Importa ancora a qualcuno, qui dentro?” Restano però delle domande che le scelte di Mourinho lasciano inevase: è giusto punire un ragazzo che dalla trasferta era stato escluso per un infortunio, e non per qualche capriccio? È giusto punire lui per la sua età rispetto ai più grandi e ricchi compagni? O è soltanto un po’ più facile?

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Brioche, gin tonic e presunzione: l’esempio già rimosso del Capitano

Tre parole: vita d’atleta. Cos’è la vita d’atleta? Elevata conoscenza delle regole, massimo ascolto e massimo rispetto del proprio corpo, corretta interpretazione della realtà, che sia dilettantismo o professionismo. Come scrive Repubblica, una condizione esaltante e insieme complessa. Se poi c’è anche il talento, meglio. Ma prima occorre altro: occorre definire il perimetro.

Cosa manca alla Roma? Parecchia roba. Stando ai fatti, recenti e meno recenti, sino alla messa fuori rosa di Felix, manca anzitutto una struttura in grado di prevenire le alterazioni individuali allo schema di base: qualcosa che faccia capire ai calciatori, senza forzature, anzi prospettando i sacrifici come un traguardo di cui andar fieri, quanto sia affascinante ottenere risultati attraverso un percorso rigoroso, predeterminato e personalizzato: dalla cultura di sé all’applicazione fisica e mentale durante l’allenamento, passando per l’attenzione al riposo e la cura dell’alimentazione. A fare di testa propria c’è solo da perderci.

Lo sport è come le tabelline. A qualsiasi livello, funziona soltanto se tre per quattro fa dodici.Bisogna incasellare i punti chiave. E mai saltarne uno. Licenze sì, ma con giudizio. Quando giorni fa scrivevamo che ai ragazzi una festa è pur concessa non immaginavamo che quella sera in maschera nascondesse un modus operandi, un mollare progressivo delle tensioni sane per favorire orari malsani. Ci vuol poco per passare dal collegio all’anarchia. Felix avrà avuto davanti a sé cattivi maestri nascosti dietro la maschera dell’amico da emulare.

Ma possibile che nessuno si ricordi di un Peter Pan che è arrivato a giocare sino a 41 anni? Non parliamo di 50 anni fa ma di 5. Possibile che Totti non sia un esempio? Come fece a tener duro sino a quell’età? Con l’applicazione, la motivazione, le rinunce. Lui può dirci cosa si prova, cosa sia mai quel senso di pace che arriva quando fai a meno di una cosa per guadagnarne altre, più virtuose e gratificanti. Sembra che alla Roma, storicamente, certi concetti fatichino a passare. Si dice che spesso un giocatore viene a Roma attratto dalla potenziale dolce vita. Pare una semplificazione. Ma forse non lo è.

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Mourinho salta anche il match contro l’Atalanta: la Roma non farà ricorso

La Roma non farà ricorso per ottenere uno sconto di pena rispetto alle squalifiche di Mourinho e Tiago Pinto. La società giallorossa presumibilmente ha valutato che non ci fossero gli estremi per ottenere una riduzione della squalifica del tecnico portoghese, che dunque salterà come a La Spezia, il prossimo match casalingo contro l’Atalanta.

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La strana parabola di Villar: titolare con Fonseca, bocciato da Mou e oggi flop anche al Getafe

Appena 9 minuti giocati da gennaio ad oggi e forse, più di qualche rimpianto. Gonzalo Villar non sta trovando spazio nel Getefe, dove si è trasferito qualche settimana fa in prestito insieme a Borja Mayoral. Il centrocampista spagnolo arrivava da uno scarso minutaggio maturato anche con Mourinho – poco più di 200 minuti – che ha maturato nel corso dei primi mesi nella capitale l’idea che lo spagnolo sia decisamente lontano per caratteristiche dal suo prototipo di centrocampista centrale.

Lo scorso anno titolare quasi inamovibile con Fonseca

Quasi certamente il Getafe non riscatterà Villar a giugno e dunque lo spagnolo tornerà alla base. La società giallorossa dovrà rintracciare per lui un’altra sistemazione, magari con un’attenzione specifica alle necessità tattiche dell’allenatore che potrebbe richiederlo alla sua corte. La scorsa estate era stato cercato dal Sassuolo e non è da escludere che per il tipo di calcio proposto da Dionisi, proprio il club neroverde torni alla carica per l’ex Elche, o che sia Pinto ad offrirlo come pedina di scambio per arrivare magari ad un altro calciatore come Frattesi.

Qualche giorno fa in occasione della sfida contro lo Spezia, Villar ha postato una story su Instagram con un cuore rivolto ai suoi ex compagni di squadra impegnati nella sfida di campionato. Lo spagnolo è rimasto legato alla capitale e ai colori giallorossi, ma è altamente probabile che sia inserito nella lista dei partenti al pari di Diawara, Darboe e altri calciatori che Mourinho non reputa all’altezza del suo progetto tecnico.

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Zaniolo, parla la madre: “Querele per minacce alla mia famiglia” – FOTO

Dopo gli insulti e le minacce di ieri, apparsi nella scuola della sorella di Nicolò Zaniolo, a rispondere è la madre. Francesca Costa tramite una storia sul suo profilo Instagram ha ufficializzato che la famiglia presenterà la querela. Ecco le sue parole:

Alla luce di quanto avvenuto – peraltro ampiamente riportato dagli organi di stampa -riguardo vili minacce, gravi ingiurie e vergognose aggressioni verbali da parte di terzi nei confronti della nostra famiglia -e soprattutto di una minore all’interno di un’Istituto scolastico- abbiamo conferito mandato all’Avv. Antonio Conte, del Foro di Roma, di presentare formali querele nelle sedi opportune, in primis presso la Polizia Postale al fine di individuare gli account social responsabili di tali condotte. Abbiamo dato mandato al nostro legale di valutare, anche articolo apparsi su alcuni giornali che hanno posto in essere una vera e propria istigazione alla violenza nei confronti di nostro figlio Nicolò“.

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Roma al toto-rinnovi: da Mkhitaryan a Zaniolo, sette in ballo per prolungare

 Sette nomi, sette rinnovi, sette situazioni da affrontare e risolvere il prima possibile. Sono i sette con cui presto si dovrà confrontare Tiago Pinto, il general manager giallorosso, i sette contratti che ballano da tempo e che per ora sono a tutti gli effetti congelati.

Già, perché la Roma – scrive La Gazzetta dello Sport – ha deciso di rinviare ogni discorso alla fine della stagione agonistica, anche per evitare possibili malumori della piazza intorno ad alcuni giocatori che evidentemente non stanno rendendo come ci si aspettava ma che – però – sono ugualmente pronti a bussare a denari, per rinnovi o adeguamenti contrattuali. Fattispecie che a molti tifosi proprio non va giù.

Per un po’, soprattutto tra novembre e dicembre scorso, le strade di Mkhitaryan e della Roma sembravano destinate a separarsi. Con il passaggio alla difesa a tre, invece, Mkhitaryan è tornato a brillare e ad essere utile come non mai. Tanto che Mourinho l’ha elogiato più volte, anche per la sua duttilità tattica.

Così le sirene che arrivavano dalla Russia (con il Krasnodar e lo Spartak Mosca pronti a ricoprirlo di rubli) si sono pian piano allontanate, per poi spegnersi definitivamente in questi giorni anche a causa del conflitto bellico in Ucraina. Certo, le condizioni fisiche del suo agente – Mino Raiola – non hanno aiutato le operazioni di rinnovo, ma Mourinho è stato chiaro: Micki serve ancora e la Roma presto lo chiamerà per mettersi a tavolino e trovare l’accordo per un altro anno, il quarto in giallorosso.

Poi, non fosse altro per ordine temporale, le scadenze più imminenti sono quelle di Smalling ed El Shaarawy, i cui contratti si concludono tra poco più di un anno. Qui la strada è semplice: o si rinnova o i due rischiano seriamente di finire sul mercato già a giugno. Anche se per entrambi non sono previste offerte clamorose, anzi, complice anche l’età e gli stipendi molto alti. Più facile che la Roma arrivi ad un rinnovo con tutti e due, magari fino al 2024,

E poi ci sono quelli che vanno in scadenza nel 2024, tra cui fino a qualche giorno fa era presente anche Mancini. Che, però, ha visto rinnovato il suo contratto fino al 2026, seppur alle stesse condizioni di prima. Ecco perché a giugno ci si sederà anche con lui, per allungarlo fino al 2027 a condizioni diverse (circa 3 milioni a stagione).

Ovviamente, il caso più spinoso è quello legato a Zaniolo, con il giocatore che vuole arrivare a guadagnare 4 milioni di euro, con bonus facili. Ci sarà da lavorarci su, ma la Roma ha voglia di trovare una soluzione condivisa.

È invece tutto fermo sui fronti legati a Cristante Veretout. I primi colloqui con i rispettivi agenti sono stati interlocutori, siamo lontanissimi in entrambi i casi da una fumata bianca. E forse anche perché la Roma sa che con loro due può fare cassa. E nell’organico attuale non sono molti i giocatori che possono sistemare i conti…

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Futuro tesoretto: Under e Lopez via, in arrivo 40 milioni grazie ai prestiti

Quasi ventuno milioni sono già sicuri, altri 14 sono probabili, almeno un’altra decina sono quelli che la Roma spera di portare a casa, a fine stagione, dai giocatori in prestito in giro per l’Europa. Quarantacinque milioni, euro più o meno, che farebbero molto comodo alle casse di Trigoria.

Come scrive La Gazzetta dello Sport, sono già scattate le condizioni per il passaggio definitivo di Cengiz Under e Pau Lopez al Marsiglia – per lo spagnolo prevista comunque una minusvalenza di 1.4 milioni di euro -. Altri 14 dovrebbero arrivare dal riscatto di Justin Kluivert da parte del Nizza – per l’olandese stanno maturando le condizioni che farebbero scattare il trasferimento definitivo

Per quanto riguarda Alessandro Florenzi, poi, i giallorossi vorrebbero cederlo al Milan per 5 milioni – plusvalenza netta -, ma con Massara e Maldini non si sono ancora intavolati discorsi. Quel che è certo è che Florenzi, alla Roma, non tornerà. Così come Mayoral, finito al Getafe con Villar. Il centrocampista, però, nella Capitale potrebbe fare ritorno, anche se a Trigoria si cercherà di cederlo a titolo definitivo.

I giallorossi cercheranno un acquirente definitivo anche per Reynolds, e anche Robin Olsen non tornerà a Trigoria. Chi invece dovrebbe rientrare alla base è Riccardo Calafiori, ora in prestito al Genoa, che gode della fiducia della società. Altri giovani in prestito: Milanese può rientrare o rimanere un’altra stagione in prestito, mentre si tenta di piazzare definitivamente Coric, attualmente allo Zurigo. Bianda è titolare fisso al Nancy e può fruttare 3 milioni circa, e i giallorossi tenteranno di ricavare qualcosa anche dalla cessione di ProvidenceBouah e Pezzella.

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Giù le mani da Zaniolo

L’occhio fa paura, la botta è stata davvero forte. C’è una fratturapiccola, al naso. Lo sguardo sembra più quello di un pugile che non di un calciatore, ma non deve operarsi, almeno per ora.

Nicolò Zaniolo, scrive Il Messaggero, posta l’immagine del suo volto provato, se non lo fa lui, ci pensa la Roma e la foto è quasi uno spot: guardate cosa è successo, lasciatelo in pace. Nick si allena regolarmente ed è pronto a riprendersi il posto da titolare contro l’Atalanta.

Ieri mattina, il risveglio non è stato dei migliori, però: a La Spezia, nei bagni della scuola della sorella, sono apparse scritte minacciose nei suoi confronti: “Zaniolo ti picchiamo quando vogliamo”, “Traditore“, “Pur di fare il romanista ha disonorato la tua città. Stai attento Spezia non dimentica“, “Uomo di “, “Ti odio“, così tanto per fare qualche esempio. Siamo al bullismo.

Minacce indirizzate a lui e quindi intimidatorie per tutta la sua famiglia, che proprio a La Spezia vive e lì lui è cresciuto. I messaggi, con relative foto, sono stati rilanciati proprio da Benedetta, sorella dell’attaccante della Roma attraverso la sua pagina Instagram: “I piccoli uomini siete voi. Curatevi dall’odio e dall’invidia“, così ha risposto la sorella di Nicolò.

Anche il giorno prima, la mamma Francesca, ha dovuto rispondere a insulti, arrivati sempre via social. Nicolò, che ha trascorso la domenica sera e il lunedì con i genitori, aveva paura ad uscire, avendo già percepito in città l’aria minacciosa nei suoi confronti. I tifosi spezzini hanno preso male l’atteggiamento di Nicolò al momento gol di Abraham.

Secondo loro non doveva esultare per rispetto dello Spezia, che tra l’altro qualche anno fa gli aveva chiuso le porte: veniva dalla Fiorentina e nel club ligure non c’era posto per lui. Il papà, Igor, è andato a parlare con il preside della scuola, il Liceo Mazzini: i bagni sono stati chiusi, in attesa dell’indagine della Digos, a caccia dei responsabili e il papà ha sporto denuncia alla Polizia.

Zaniolo è sempre al centro di tutto, nel bene e nel male, se anche la sua La Spezia gli gira le spalle, diventa dura. Ormai, come succedeva a Totti, viene fischiato in quasi tutti gli stadi: è il calciatore più temuto e lui risponde spesso alle provocazioni. E ora si avvicina il derby e i laziali non lo tratteranno bene, specie dopo il gestaccio dell’andata verso la tribuna Monte Mario.