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Aoaur sparito dopo l’infortunio, a Marassi vuole tornare protagonista

Aouar you? La domanda, con tanto di consapevole storpiatura, nasce spontanea. Perché dopo il buon esordio di agosto l’algerino che sembrava imprescindibile è letteralmente sparito tra infortuni, bocciature e equivoci tattici ancora da risolvere. L’ex stellina del Lione, arrivato a parametro zero, aveva stupito tutti con Salernitana e Verona salvo poi dover alzare bandiera bianca col Milan. Stop muscolare, uno dei tanti in casa giallorossa.

Come scrive Leggo, non il primo per Aouar che l’anno scorso aveva dovuto saltare una decina di partite per infortuni. Il centrocampista ha rinunciato alla Nazionale, è tornato in gruppo e ha giocato (male) contro lo Sheriff. (…) A Marassi Aouar si gioca un posto con Pellegrini, altro convalescente di cui la Roma ha bisogno per alzare il livello di qualità di un centrocampo orfano di Sanches. Il capitano sembra in vantaggio, ma tra i due potrebbe esserci una staffetta sia col Genoa che col Frosinone.

Ieri entrambi hanno dato buone risposte a Trigoria al contrario di Smalling che continua a restare ai box e potrebbe rientrare dopo la sosta.

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Sanches stop: il portoghese potrebbe rientrare solo dopo la sosta

Nel calcio passare da eroi a colpevoli il passo è sempre molto breve. Per questo il malinconico inizio di stagione di Renato Sanches – al secondo infortunio muscolare in appena 5 partite disputate dalla Roma, hanno un nome e cognome. «Tutto quello che andrà male con Renato Sanches avrà solo un responsabile. Tiago Pinto», ha detto lo stesso general manager giallorosso parlando si sé in terza persona.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, gli esami di ieri hanno evidenziato uno stadio «pre-lesivo» alla coscia destra, che con tutta probabilità lo faranno tornare in campo dopo la sosta, anche se fra 8 giorni il centrocampista sarà sottoposto a un nuovo controllo per vedere se fosse possibile rivederlo miracolosamente in campo a Cagliari.

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Lukaku, il gigante belga ha cambiato tutto. Ma Mourinho teme per Renato Sanches

Non è la Roma se, al fianco di un sorriso, non spunta anche una lacrima. Così il successo dei giallorossi in trasferta contro lo Sheriff lancia in vetrina due dei nuovi acquisti estivi del club. Di quelli che, quando stanno bene, sono sempre in grado di fare la differenza. Si tratta di Romelu Lukaku e Renato Sanches, che ieri – sia pure in maniera diversa – sono stati al centro dei pensieri dei tifosi.

Ovvio che la primogenitura vada all’attaccante belga, autore del gol della vittoria. Un gol che di sicuro non può definirsi episodico, se si pensa che è la dodicesima volta consecutiva che Big Rom va a segno in Europa League, e in questa striscia le reti sono state sedici. Nessuna sorpresa che José Mourinho anche in questo esordio in Coppa lo abbia voluto titolare. «Un calciatore con il suo fisico ha bisogno di giocare per entrare in forma – ha spiegato –. Avrei voluto sostituirlo prima con Belotti, ma avevo paura che capitassero altri infortuni e per questo ho aspettato». Mai scelta si è rivelata più opportuna, visto l’esito finale della partita. A questo punto, se – come filtra dall’Inghilterra – l’agenzia Roc Sports che deteneva i diritti di Lukaku lo ha mollato, non sembra che l’attaccante ne abbia fatto un dramma. In due partite da titolare ha segnato altrettanti gol e il bello è che la condizione migliore deve ancora arrivare.

E a proposito di condizione, come scrive la Gazzetta dello Sport, chi invece corre il rischio di non trovarla mai è Renato Sanches. Ancora una volta il portoghese è stato sostituito. Per lui è il secondo infortunio muscolare (stavolta alla coscia destra) in appena quattro partite di campionato. (…)

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Sanches si è preso la Roma

Quello che Renato può garantire alla Roma è qualità e dinamismo conditi dall’esperienza internazionale. È stato molto attento a leggere i movimenti di Lukaku e Dybala per inserirsi negli spazi da loro creati. Era esattamente quello che serviva a Mourinho e che gli altri centrocampisti, per via di caratteristiche diverse, non possono garantirgli.

Come scrive il Messaggero, José, se potesse, lo schiererebbe in tutte le partite, ma deve stare attento a centellinarlo per via delle delicatissime fibre muscolari che ne hanno intaccato la resa al Psg. La scommessa più grande è rimetterlo in sesto e dargli continuità, vederlo giocare 90 minuti per due o tre partite consecutive sarebbe già un ottimo risultato. Contro lo Sheriff potrebbe tornare titolare, considerando le condizioni precarie di Aouar e Pellegrini.

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Interviste

Sanches: “Maturo per trovare stabilità. Voglio aiutare la Roma a vincere”

Intervistato ai microfoni di DAZN, il centrocampista portoghese della Roma, in prestito dal PSG, Renato Sanches, ha rilasciato una lunga intervista. Ecco le sue parole:

In che momento della tua carriera ti trovi?
“È un momento di maturità, è un momento in cui avere un po’ di stabilità. Ho già vinto titoli in Germania, Portogallo, Francia, ma credo di essere arrivato ad un punto della mia carriera in cui sono più maturo per poter riuscire a far vedere il mio calcio”.

Che impressione ti ha fatto lo Stadio Olimpico?
“È andata benissimo perché ho visto che è veramente pieno. Per ogni giocatore è sempre importante l’appoggio dei tifosi. Penso che con una tifoseria del genere venga molto più semplice volere ogni vittoria e dare tutto per la squadra”.

Primi pareri sulla rosa della Roma?
“Abbiamo diversi tipi di giocatori con caratteristiche diverse, credo sia importante avere una squadra che abbia tanta varietà a centrocampo, abbiamo giocatori con tanta qualità e sono convinto che questo sia davvero un bene affinché il mister abbia diverse scelte tattiche”.

Su José Mourinho.
“È sempre più facile quando hai un allenatore portoghese, è la nostra lingua è più facile capire quello che mi chiede. Sentire l’appoggio dell’allenatore è sempre molto importante perché percepisci le cose in un modo differente ed entra molto più velocemente nella testa di un giocatore”.

Sulla vittoria dell’Europeo con il Portogallo nel 2016
“La finale di Euro 2016 ha rappresentato un momento molto speciale per me, come per tutti i Portoghesi. Io avevo 18 anni all’epoca. È stato un anno molto speciale per me: ho vinto il campionato portoghese e l’Europeo, è stato un anno perfetto per me grazie a Dio. Credo dovesse capitare in quel momento. Credo che in tutti i momenti felici della nostra vita non possiamo metterci a pensare troppo, dobbiamo essere riconoscenti e non possiamo mai sapere cosa succederà in seguito”.

Alla Roma hai trovato due portoghesi come José Mourinho e Tiago Pinto
“Qui in Italia c’è molta adrenalina, molta carica, si vive molto il calcio, come in Portogallo. Trovare qui uomini portoghesi (Mourinho e Pinto) che possono spiegarti come funziona il club è davvero una bella fortuna perché ti permette di integrarti prima, e di imparare molto più velocemente”.

Il Derby con la Lazio?
“Un derby è sempre un derby. Tutti vogliamo vincere, soprattutto in quelle partite. Quando rappresentiamo la città l’obiettivo è vincere sempre”.

Raccontaci le tue origini
“Mia mamma è nata a Capo Verde, mio padre a Sao Tomé e Principe, ma da giovane si è spostato a Capo Verde. non ero mai stato lì fino all’anno scorso. Mi sento portoghese, ma so di avere una parte africana in me, e per me è un orgoglio”.

Sul paragone con Seedorf
“Fisicamente abbiamo qualcosa in comune, e poi la conduzione palla e i passaggi. L’ho ammirato molto, e l’ho studiato parecchio su Youtube”.

Hai vinto ben 16 trofei in carriera sin qui
“Vincere titoli è qualcosa che un giocatore ricerca sempre, perché a fine carriera ti volti indietro e se noti che sei riuscito a conquistare trofei pensi che sia valsa la pena di fare tutti gli sforzi che hai fatto. Ma credo che indipendentemente dai risultati la cosa più importante sia imparare. Potersi confrontare con culture e paesi diversi, incontrare persone diverse, mentre giochi a calcio e vinci trofei, ti permette di imparare molto a vedere la vita in un modo diverso, perché il calcio eassa molto velocemente. La cosa importante è avere persone importanti al proprio fianco, alla fine è ciò che ti ricorderai”.

La prima cosa che hai voluto vedere di Roma?
“Lo Stadio Olimpico”.

Il tuo idolo da bambino?
“Ronaldinho”.

Cosa volevi fare da grande?
“Il calciatore”.

Il calciatore che ti piace di più nella Roma?
“Aouar”.

Il tuo primo pensiero al mattino?
“Oggi c’è allenamento”.

Il tuo obiettivo personale per quest’anno?
“Fare una buona stagione a aiutare la squadra a conquistare titoli”.

La tua migliore qualità?
“Dare tutto”.

Come esulterai al tuo prossimo gol?
“Aspettiamo il weekend…”

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Lukaku-Dybala, pronta al debutto la coppia del gol

La Lu-Jo è pronta al decollo. Mourinho pregusta la coppia dei sogni in vista della sfida con l’Empoli che diventa già decisiva per le ambizioni della Roma. Jo sta per la Joya, e quindi Dybala ovviamente. L’argentino si è allenato a Trigoria durante la sosta rinunciando all’Argentina. Le sue condizioni sono in netto miglioramento dopo il problema muscolare riscontrato a Verona. Al suo fianco troverà Lu, ovvero Lukaku, che ha sfiorato all’Inter e ritroverà nella capitale. Big Rom, di ritorno domani dalla nazionale, è apparso in buona forma nella prima col Belgio ed è pronto all’esordio dal 1′ in giallorosso.

Come scrive Leggo, a entrambi piace iniziare col botto la stagione. Nell’ultimo decennio, infatti, sono andati spesso oltre la media di 1 gol ogni due partite nella prima parte del campionato. Dybala lo scorso anno segnò 7 gol in 10 partite tra campionato e coppe, ma anche nelle stagioni passate lo score era alto col picco di 13 reti nel 2017 quando vestiva la maglia della Juve. Stesso discorso per Lukaku che ha ottenuto il massimo proprio con Mourinho in panchina (sempre nel 2017) ai tempi dello United quando mise a segno 10 gol nel primo mese di stagione e con Conte all’Inter nel 2020 quando le marcature furono addirittura 11.

Partenze sprint per una coppia chiamata a risollevare una Roma falcidiata da infortuni e caduta contro Verona e Milan. A proposito di infermeria: Mancini sembra in grado di recuperare per domenica, mentre permangono dubbi sulle condizioni di Pellegrini. In ripresa anche Sanches, Aouar e Zalewski. Il Galatasaray, infine, ha chiesto Celik alla Roma (il mercato turco finisce il 15) ma Mourinho ha detto no.

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Infermeria

Incognita Renato Sanches: tifosi scettici, lui cerca il riscatto

“Tutto quello che andrà male con Renato Sanches avrà un solo responsabile: Tiago Pinto”, le parole del gm della Roma in conferenza stampa. Il dirigente l’ha chiamata ossessione “che penso che vinceremo grazie allo staff tecnico e medico”, ma per adesso sembra un vero e proprio azzardo. Sono bastati solamente 25 minuti contro la Salernitana per infortunarsi e ora sta lavorando a Trigoria per recuperare per il match con l’Empoli.

Come scrive la Repubblica, i dubbi sulla tenuta fisica rimangono e i tifosi al momento sono preoccupati, ma a Trigoria in tanti credono in lui, a partire da chi lo ha scelto e acquistato.

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Sanches, Dybala, Aouar: gli infortuni muscolari iniziano ad essere troppi

La Roma continua a perdere pezzi. Contro il Milan è stato il turno di Aouar per un problema al flessore della coscia sinistra. Il centrocampista ne avrà per almeno un paio di settimane, compare nella lista dei convocati dalla nazionale algerina ma dovrà restare a Trigoria per sottoporsi alle terapie. Mourinho perde una pedina che aveva svolto l’intera preparazione con lui, così come Dybala.

Come scrive il Messaggero, nell’elenco figura anche Renato Sanches, l’unico dei due che è arrivato in ritardo (15 agosto) e non ha potuto svolgere la preparazione con i giallorossi. Poco è cambiato, è stato il primo a fermarsi nove giorni dopo essere sbarcato a Ciampino per una lesione muscolare rimediata in allenamento.

Non aiuta il passato dei giocatori: «Se fossero sani non sarebbero venuti alla Roma», ha spiegato José. Effettivamente Aouar lo scorso anno nel Lione è partito solo 6 volte, Renato Sanches 7 e Dybala ha giocato 90′ consecutivi appena 10 volte. Mourinho proverà a correre ai ripari nelle prossime due settimane (ripresa martedì), ma non avrà i nazionali: Pellegrini, Mancini, Cristante, Spinazzola, Bove, Paredes, Lukaku, Rui Patricio, Ndicka, Celik, Zalewski, Aouar (potrebbe rientrare).

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Roma in viaggio per Verona: assente Sanches

La Roma si è imbarcata alla volta di Verona in vista del match in programma domani sera al Bentegodi contro l’Hellas. Assente Renato Sanches, presenti Dybala e Pellegrini squalificati all’esordio contro la Salernitana.

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Sanches si ferma, c’è ansia. Possibile stop fino alla sosta

Renato Sanches si ferma. Ieri le prime indiscrezioni nel pomeriggio, in qualche modo spente da una foto Instagram della Roma. Oggi l’analisi dei giornali che in diversi casi sottolineano le prime criticità fisiche per il lusitano.

Si teme che per lui ci possa essere già un problema di natura muscolare. Il che vorrebbe dire di fatto perderlo sia per la sfida di domani a Verona, ma anche per quella del prossimo primo settembre, in casa contro il Milan. Insomma, il timore è di doverlo rivedere dopo la sosta. Oggi Mourinho darà ulteriori informazioni sul conto dell’ex Psg.