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“Vittima di una maledizione”, Sanches e Ikone: il retroscena – VIDEO

Ieri sera Renato Sanches è stato a guardare nuovamente. Non ha evidentemente la condizione fisica, in termini di intensità, per affrontare partite di questo livello. E’ probabile che torni titolare giovedì contro lo Sheriff per testare finalmente le sue condizioni, nel frattempo ieri sera incrociando Ikone, suo ex compagno ai tempi del Lille, ha risposto così alla domanda sulle sue condizioni fisiche: “Non lo so, probabilmente qualcuno ha messo una maledizione su di me”. 

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Torna Pellegrini, Sanches resta ai box

Mourinho ha escluso Renato Sanches dalla lista dei convocati per la gara contro l’Udinese di questa sera. Il problema muscolare accusato la scorsa settimana non gli ha permesso di allenarsi nei giorni che precedevano la partita. Ha potuto svolgere solo le ultime due sedute, troppo poco per sperare di giocare. Appuntamento, dunque, a giovedì quando i giallorossi sfideranno il Servette in Svizzera.

Come scrive il Messaggero, procede il recupero di Smalling: da una decina di giorni si è sottoposto a nuove cure che hanno eliminato il dolore tendineo. Nel giro di qualche giorno svolgerà lavoro differenziato in campo e potrebbe rientrare prima della fine del 2023. Questa sera la formazione è praticamente obbligata, l’unico ballottaggio è a centrocampo dove Pellegrini e Cristante indosseranno una maglia da titolare. Per l’altra è in vantaggio Paredes su Bove e Aouar.

La difesa sarà quella di sempre con Mancini, Llorente e Ndicka. Sulla corsia di destra Karsdorp, su quella di sinistra Spinazzola. In attacco la coppia Dybala–Lukaku. In seconda battuta c’è Azmoun che è tornato galvanizzato dalla nazionale dopo aver segnato due gol e realizzato un assist.

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Infermeria

Sanches out, oggi Mou lo valuta

Sanches resta in infermeria. Anche ieri non si è allenato con la squadra che domenica affronterà l’Udinese alla ripresa del campionato. A Trigoria sperano possa rientrare oggi, ma appare impossibile che possa partire titolare con i friulani.

Come riporta il Messaggero, Mourinho valuterà se convocarlo o meno in base a quanti minuti potrà garantire. Il centrocampista ha accusato un problema muscolo tendineo a inizio settimana che gli ha fatto saltare le ultime tre sedute.

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Sanches, ancora guai: rischia il forfait con l’Udinese

Cautela è la parola d’obbligo quando ci si approccia a Renato Sanches. Sembrava tutto pronto per vederlo, se non proprio titolare, almeno giocare uno spezzone importante domenica contro l’Udinese dopo gli scampoli di gara con Lecce, Slavia Praga e Lazio (in totale 44 minuti).

E invece, i nuovi controlli ai quali si è sottoposto ieri a Trigoria hanno evidenziato un problema muscolo tendineo che andrà valutato in queste ore. Fare previsioni sul portoghese è quantomeno un azzardo. Di certo c’è però che ieri non si è allenato e la sua presenza contro i friulani torna in dubbio. (…)

Come scrive il Messaggero, la speranza è che la nuova problematica sia di lieve conto. Già oggi se ne saprà di più. Ma se il portoghese dovesse marcare visita anche nell’allenamento odierno, sarebbe inevitabile temere un nuovo forfait.

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Lukaku non basta. Dove sono i nuovi?

La premessa in questi casi è d’obbligo: in regime di Fpp, fare mercato non è semplice. Paletti, parametri da rispettare, liste da compilare, calciatori da inserire: c’è il rischio di andare fuori giri. La questione però può essere anche ribaltata. In regime di Fpp ogni scelta deve essere ponderata.

Come scrive il Corriere della Sera, i rischi, gli azzardi, le ossessioni, non sono ammesse. Soprattutto per un club che da 5 anni fallisce l’appuntamento con l’Europa che conta e che vede i proprietari, dal loro arrivo, aver speso la bellezza di 800 milioni. Perché poi c’è il rischio che una campagna acquisti estiva, resti aggrappata all’unica operazione voluta e portata avanti proprio dai Friedkin, quando ci si è resi conto che arrivare al leasing di Lukaku – dopo aver provato a prendere nell’ordine Scamacca, Morata, Arnautovic, Marcos Leonardo, Beltran e Zapata – era possibile.

Venti milioni (tra ingaggio e costo del prestito al Chelsea) per l’all-in con vista Champions. Ma Romelu da solo non basta. E finora chi lo ha accompagnato a Trigoria ha ampiamente deluso. Enigmatica la frase di Mourinho nel pre-derby su Aouar: “Ho scelto al suo posto Bove perché lui fa fatica quando l’intensità e l’aggressività della partita sono alte”.

Cosa vuol dire? Che l’algerino può giocare soltanto gare di secondo piano? Ad oggi sembra così: contro Inter e Lazio, ha totalizzato 7 e 0 minuti. Un’anomalia, considerando la grancassa che aveva preceduto il suo arrivo ma soprattutto pensando che in queste due gare la Roma non ha avuto a disposizione Pellegrini (al derby in panchina per onor di firma) e che Sanches al massimo era al 20-30%. (…)

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Sanches, una nuova preparazione per ripartire

Renato Sanches ieri è finalmente tornato ad allenarsi in gruppo. Una seduta completa senza mai sentire dolore. Una grande notizia per lo staff giallorosso che si è impegnato a fondo da metà settembre per provare a risolvere i problemi cronici del lusitano.

Essendo un osservato speciale, a Trigoria hanno scelto di vederci chiaro sulle condizioni del portoghese e prendersi tutto il tempo necessario per riportarlo in forma ottimale.

Come riporta il Messaggero, il reparto recupero infortunati , sport science, i preparatori atletici, i medici e Mourinho hanno stilato un programma di riatletizzazione biomeccanica. L’obiettivo era di elaborare un modello personalizzato per l’atleta così da ottimizzare le sue capacità e migliorare le prestazioni. Una sorta di rieducazione che, però, non ha coinciso con l’attività agonistica, ma è stata portata avanti in piena tranquillità per riportare il centrocampista alle capacità fisiche iniziali riducendo al massimo le recidive dovute a sovraccarichi.

Lavoro specifico che è durato un mese e che potrebbe garantirgli un minimo di continuità. Continuerà ad esser gestito e sfruttato con intelligenza nelle gare fondamentali.

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Da Paredes a Sanches il mercato non fa volare

Davvero è tutta colpa delle assenze? Smalling, Spinazzola, Sanches, Pellegrini e Dybala pesano, ma esaminiamo tre match casalinghi dell’Inter conclusi con una vittoria (Monza), una sconfitta (Sassuolo) e un pari (Bologna). Nel primo caso gli avversari hanno tirato in porta 12 volte, nel secondo 13, nel terzo 8. […] Il problema è che, se si eccettua Big Rom – colpo tanto eccezionale quanto frutto di coincidenze straordinarie – il resto degli arrivi non ha fornito finora la qualità o la continuità richiesta.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, vero che, con l’eccezione di Paredes, tutti sono arrivati a parametro zero o in prestito, ma l’obiettivo della zona Champions per ora non è prossimo. La domanda allora, al netto degli ovvi progressi chiesti nel gioco e nella preparazione – perché gli infortuni non possono essere addebitabili solo alla sfortuna – la rosa è all’altezza delle aspettative? Kristensen per ora non è meglio di Karsdorp, Ndicka ha buone potenzialità ma è ancora in fase di apprendistato, Aouar – a detta dello stesso allenatore – ancora non ha capito il calcio italiano Azmoun è adesso in coda nelle rotazioni delle punte, che comunque ha tre centravanti (troppi?) […]

E Sanches? Potenzialmente è forte, ma se si pensa che in carriera ha accusato oltre venti infortuni, restando fuori in totale per quasi due stagioni, i suoi stop non possono sorprendere. E a Trigoria poi si dice: possibile che, fra i cinque esterni difensivi non ci sia neppure un mancino? Sarebbe stata una lacuna da colmare.

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Smalling e Sanches, dove siete? La Roma ha 7 assenze importanti

Uno ha giocato 98 minuti da agosto, l’altro non si vede da due mesi. Quando si parla di Renato Sanches e Smalling ormai parte la musichetta di X-Files anche se c’è poco da ridere. Il portoghese è fin qui il grosso fallimento di mercato di Pinto che confidava in un miracolo dopo i 9 stop muscolari degli ultimi due anni.

Come scrive Leggo, così “l’ossessione” di Tiago è diventata l’incubo di Mourinho. Sanches ha giocato 25′ alla prima con la Salernitana, un tempo con l’Empoli e mezz’ora scarsa con lo Sheriff prima di alzare la solita bandiera bianca. Doveva rientrare dopo la sosta di ottobre, rischia di giocare solo 1 gara (il derby?) prima della prossima di novembre. Si allontana così anche il riscatto a fine anno basato sul 60% delle presenze, al momento siamo a meno del 9%.

A far discutere poi c’è anche l’atteggiamento di Smalling. Il difensore è fuori dal 2 settembre per una tendinopatia che potrebbe essere alleviata di molto con l’utilizzo degli antidolorifici. Smalling, però, è contrario a questo genere di cure e continua a sentire fastidio. Mourinho sorride amaro e spera di averlo almeno per la Lazio. Ma non basta. Dybala è pronto per il Lecce, Pellegrini (ieri tirato in ballo da Corona per una squallida voce di gossip) dovrebbe rientrare gradualmente con lo Slavia. A loro si aggiungono i lunghi stop di Abraham e Kumbulla. Sette big fuori per una Roma che mai era partita così male in campionato negli ultimi dieci anni. Il ko di San Siro era prevedibile viste le assenze, ma a preoccupare è il futuro.

A proposito del calendario, le lamentele di Mou hanno trovato la risposta poco convincente dell’Ad della Lega De Siervo: «Lo stimo per quello che fa per la Roma e per il calcio ma le sue dichiarazioni sono suonate come un alibi. Il tema del recupero non poteva essere gestito meglio, una partita importante deve giocarsi nel momento di maggior picco». A De Siervo forse sfugge che la situazione si ripeterà il 3 ie 17 dicembre con Sassuolo e Bologna. Che non sembrano big match.

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Roma-Slavia Praga, Smalling e Spinazzola out

Rosa ridotta all’osso per Josè Mourinho in questa serata di Coppa. Oltre alle assenze di Abraham, Kumbulla – ai box per infortuni al crociato – Dybala, Pellegrini e Sanches, il tecnico giallorosso non ha a disposizione Azmoun e Kristensen perchè non inseriti nella lista UEFA, Smalling e Spinazzola, con quest’ultimo che non ha ancora recuperato.

In totale dunque 9 calciatori assenti e poche scelte effettive in panchina: Belotti, Karsdorp e Paredes.

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Sanches di corsa verso il rientro

Cautela è la parola d’ordine. Non potrebbe essere altrimenti quando si parla di Renato Sanches. Ieri ha svolto lavoro differenziato insieme a Smalling e Llorente, pronto tra oggi e domani ad un rientro graduale in gruppo. La lesione alla coscia destra, è ormai alle spalle.

Come scrive il Messagger, caratteristiche che in una mediana compassata come quella giallorossa sono uniche. Bravo negli intercetti e nei palloni recuperati, ha una capacità innata di superare l’uomo, di trascinare fisicamente la squadra in avanti che a Roma si è potuto ammirare soltanto nel match casalingo con l’Empoli. Ok, partita strana, stravinta con i toscani arrendevoli già in partenza ma non è un caso che è quella dove Renato ha fatto il Renato.

Il problema non è il ruolo, la posizione in campo ma regalargli semplice mente continuità. Proprio per questo motivo la road map dell’ennesimo rientro prevede qualche minuto contro il Monza.

Anche perché Sanches clinicamente è guarito. In queste due settimane ha svolto lavoro specifico con l’addetto ai recuperi, Lalin, attenendosi alle tabelle di marcia Ora Renato ci riprova. Mettersi alle spalle 15 ko muscolari negli ultimi 3 anni non è semplice. Ma l’unica via praticabile.