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Roma, niente CEO interno: Vitali scartato, Friedkin pensa al doppio manager

Nuova rivoluzione ma con idee diverse da quelle del recente passato. Lorenzo Vitali non sarà il nuovo CEO, nemmeno temporaneamente o per guidare la fase di transizione. L’avvocato continuerà a ricoprire il suo solito ruolo a Trigoria, come responsabile del team di esperti legali che collaborano con il club.

Tuttavia, è possibile che i Friedkin, considerando il suo legame con Lina Souloukou, abbiano deciso di segnare un cambio netto anche per quanto riguarda la posizione di amministratore delegato, a cui sarà affidata la gestione del progetto stadio, di cui Vitali si era occupato costantemente negli ultimi tempi.

La Roma è quindi alla ricerca di un nuovo manager. Per ora, la gestione amministrativa torna nelle mani di Ryan Friedkin, figlio del presidente e vicepresidente del club.

L’area sportiva, invece, è sotto la supervisione di Florent Ghisolfi, supportato dal segretario generale Maurizio Lombardo. Si vocifera a Trigoria che, oltre al nuovo CEO, potrebbe finalmente arrivare un dirigente proveniente dal mondo del calcio, che faccia da collegamento tra squadra, società e proprietà. Una figura alla Totti, ma non necessariamente Totti.

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Roma, Tom Barrack pronto a investire nel club (e nello stadio). Friedkin valuta la possibilità di un partner

La rivista economica Fortune lo definisce “il più grande investitore immobiliare al mondo”. Tom Barrack, 75 anni, guarda a Roma e alla Roma. Nel giorno in cui il sindaco Gualtieri annuncia la conclusione positiva della prima fase del lungo iter d’approvazione del progetto sul nuovo stadio a Pietralata, tornano a circolare le voci sull’interesse del magnate statunitense per il club giallorosso.

Come scrive il Messaggero, per onor di cronaca a Trigoria continuano a smentire possibili avvicendamenti riguardo la struttura societaria asserendo che queste indiscrezioni “non trovano riscontro in ambienti vicino alla presidenza”. Eppur qualcosa si muove. Anche perché Barrack, almeno inizialmente, sta procedendo con l’intento di capire i margini per entrare nella questione ‘stadio’, non escludendo in futuro ulteriori scenari. Nel farlo, si è affidato a persone in loco, uomini di assoluta e comprovata fiducia con un passato anche a livello istituzionale, che stanno sondando per lui i possibili margini operativi.

Contatti, quindi. Che hanno avuto un’accelerazione dopo l’assemblea straordinaria del 18 ottobre, svoltasi nello studio del notaio Luca Amato di Roma, alla presenza di Pietro Berardi, amministratore delegato del club giallorosso, controllato dall’unico socio Neep Roma holding, a sua volta posseduto dalla Romulus and Remus Investments llc, finanziaria di Dan Friedkin, e all’approvazione del nuovo statuto che ha trasformato la società calcistica da spa a srl (ossia il capitale da essere diviso per azioni ora lo è per quote).

In questo contesto risalta l’articolo 6.5 dello statuto che prevede la possibilità che vengano create categorie di soci con relativi poteri, legate ad “argomenti”. E qui, il collegamento con il nuovo stadio e l’apertura a nuovi soci, per un investimento che si aggira intorno ai 600 milioni, viene automatico.

LEGGI QUI IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SU BARRACK

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Rassegna stampa

Tra sponsor e partnership: ecco l’altra rivoluzione dei Friedkin

Un’espansione destinata a non fermarsi. Perché nonostante i paletti imposti dalla Uefa e un monte ingaggi da tenere costantemente sotto controllo, i piani dei Friedkin non cambiano: l’obiettivo resta portare la Roma nell’elite del calcio europeo. Senza mosse scriteriate ma con una crescita graduale e costante, portata avanti lontano dalle luci dei riflettori.

Dopo aver rinnovato il centro tecnico di Trigoria, trovato un main sponsor e portato nella Capitale due colossi – dentro e fuori dal campo – come José Mourinho e Paulo Dybala, il prossimo passo della rivoluzione texana è previsto a fine giugno.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, lL’ultima novità voluta dalla proprietà americana riguarda lo sponsor tecnico: dalla prossima stagione Adidas prenderà il posto di New Balance. Con l’azienda bavarese verrà firmato un contratto pluriennale, a condizione migliori di quelle previste dall’accordo con New Balance. Ma non è tutto. Perché la Roma continua a guardarsi attorno anche per il discorso main sponsor. Con Digitalbits non ci sono mai stati problemi e, al momento, il rapporto va avanti senza intoppi. L’accordo con la blockchain prevede un altro anno di contratto ma, come è normale sul mercato, il club tiene gli occhi aperti in vista del futuro.

A Trigoria infatti, vorrebbero trovare un’azienda pronta a garantire almeno 15 milioni all’anno per far comparire il proprio marchio sulle maglie da gioco di Pellegrini e compagni. Anche il discorso back sponsor rimane d’attualità, dopo la fine della partnership con Hyundai.