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SOCIAL ROMA

Mourinho in tribuna stampa: la ‘strana’ serata dello Special One

La serata particolare di Josè Mourinho tra analisi a distanza e video ai tifosi giallorossi. Lo Special One contro il Servette ha scontato il secondo, dei quattro turni di squalifica, rimediati in occasione della finale di Budapest.

Il tecnico giallorosso ha vissuto il match contro gli svizzeri da una postazione particolare: ultima fila della tribuna stampa, al fianco dei suoi collaboratori e match analyst. Prima della sfida ha ripreso con il suo telefonino il tifo giallorosso mentre intonava le iconiche canzoni ‘Mai Sola Mai’ e Roma Roma Roma.

Poi si è spesso confrontato con i suoi collaboratori ma è apparso in alcuni momenti particolarmente risentito, soprattutto nel primo tempo, per le difficoltà iniziali della sua squadra, che infatti nel postpartita non ha nascosto.

 
 
 
 
 
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Rassegna stampa

Mourinho e i tifosi, legame unico. Ma è gelo con la Roma: il suo futuro è un rebus

Sette giorni a Budapest. Una settimana al nuovo appuntamento della Roma con la storia, la finale di Europa League contro il Siviglia. Mourinho è stato chiaro lunedì sera dopo la gara contro la Salernitana, la priorità è tutta sul recupero dei giocatori che tra infortuni e condizione atletica non sono al meglio. Ma dopo il pareggio che di fatto ha allontanato la squadra dalla corsa al quarto posto, lo Special One ha voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa nella conferenza stampa post partita, quella che potrebbe essere stata la sua penultima apparizione all’Olimpico da tecnico giallorosso.

Come scrive il Corriere dello Sport, il miracolo lo ha già fatto José portando la Roma alla seconda finale europea consecutiva, trascinando una squadra con la rosa corta a raggiungere l’ultimo atto a Budapest nonostante i tanti infortuni di questi ultimi due mesi e che hanno compromesso inevitabilmente il cammino in campionato.

Una stoccata alla società, ma soprattutto al suo amico general manager sul mercato (o mercatino, come lo ha più volte definito) e sulle aspettative troppo alte nei confronti della squadra che ha creato con un budget limitato dal settlement agreement. Una diversa visione delle prospettive sulla Roma è la causa che potrebbe portare a una separazione a fine stagione tra il club e l’allenatore.

Un dramma sportivo per i tifosi, una conseguenza inevitabile per lo Special One che dopo due finali – a prescindere da come andrà a finire quella del 31 maggio – evidentemente non vede la possibilità di passi avanti nella crescita della rosa. E dopo i salti mortali fatti in queste due stagioni l’ipotesi addio è più che concreta. E i tifosi? Sono tutti con Mourinho e la squadra. Soprattutto in questo momento così importante della stagione ma anche della storia della Roma.

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NEWS

Mou-Roma, l’amore è scoccato in 10 giorni: ecco tutti i retroscena

‘Carpe diem’. Non c’è miglior proverbio latino per rappresentare la scelta della Roma di puntare, a sorpresa, su Mourinho. Un’operazione di mercato di cui erano a conoscenza solo Dan, Ryan Friedkin e Tiago Pinto. Parallelamente alla trattativa per Maurizio Sarri (si racconta che anche l’entourage del toscano sia rimasto spiazzato dall’annuncio a sorpresa di ieri), una decina di giorni fa sono iniziati i primi contatti tra il GM giallorosso e l’entourage portoghese di Mou. Una prima chiamata esplorativa per non lasciare nulla d’intentato e una prima apertura che ha spalancato le porte all’inizio delle trattative.

Mourinho già il 20 aprile, un giorno dopo l’esonero dal Tottenham, ha iniziato a pensare alla possibilità di tornare in Italia e trasferirsi nella Capitale, aspettando però una chiamata da Trigoria senza offrirsi in alcuna maniera e raccogliendo informazioni sulla piazza.

Poi Ryan Friedkin ha sfruttato un’amicizia in particolare: quella con Matthew O’Donohoe, presidente della CAA, società che gestisce i diritti d’immagine e pubblicitari di grandi personaggi dello sport, tra cui Mou. La Roma si è mossa e ha lavorato d’equipe, ma il giorno decisivo per accogliere il sì del portoghese è il 27 Aprile, quando proprietà e dirigenza è volata Londra, ospite a casa di Mou. Si è parlato di progetti, di budget e di prospettive, lasciandosi cordialmente con l’idea di un’intesa più o meno raggiunta.

Lo scorso weekend, dall’appartamento ai Parioli dei Friedkin, nella notte gli ultimi frenetici contatti con l’entourage del portoghese e l’invio dei contratti: un triennale da 7,5 milioni di euro più bonus, l’ingaggio più elevato per un tecnico nella storia della Roma. Mou porterà i suoi 4 fedelissimi: il vice Joao Sacramento, Nuno Santos, Carlos Lalin e il match analyst Giovanni Cerra, romano e tifoso della Roma. La suggestione è di un possibile ingresso nello staff di uno tra De Rossi e Samuel.