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APPROFONDIMENTI

Roma, seconda in A per media spettatori e giovedì un altro sold-out

Uno stadio pieno, sempre, a prescindere dal pericolo covid, dalle capienze ridotte e dai risultati oggettivamente non eccezionali della squadra. I numeri confermano la bontà della politica attuata dalla società giallorossa per riavvicinare i tifosi allo stadio.

Con 39.482 tifosi di media presenti all’Olimpico, la Roma è la seconda squadra per media spettatori in Serie A. Al momento, solo l’Inter ha una media spettatori superiore. Numeri così alti non si vedevano da 5 anni, la media spettatori è più alta anche della stagione 2017-18, quella della storica rimonta ai danni del Barcellona. (In quella stagione la media era di 37.450). Il dato di questa stagione è ancor più importante se si considera che tante partite sono state giocate solamente con il 50% e 75% di affluenza.

Con il nuovo sold out europeo previsto giovedì prossimo, sarà superata quota 900 mila spettatori complessivi in tutta la stagione, con una media – comprese le gare di Conference – che sfiorerà i 40 mila spettatori a gara.

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STADIO

Stadio Roma, sopralluogo dei tecnici di Friedkin a Pietralata. Possibile accordo con FS

AGENZIA DIRE – Per il nuovo stadio della Roma tutte le strade sembrano portare all’area di Pietralata. Crollate le suggestioni di poter realizzare la nuova arena dei giallorossi ad Ostiense, infatti, il dialogo tra Comune e As Roma, ancora alle fasi preliminari e non tecniche, si sta concentrando proprio sulla vasta area di Pietralata, tra il fascio dei binari, via dei Monti Tiburtini e via dei Durantini. Con un terzo giocatore che potrebbe sedersi al tavolo: Fs. Perché se da un lato procede la verifica tecnica delle aree ex Sdo, dall’altro si affacciano altre due ipotesi progettuali: la prima prevede di realizzare lo stadio su alcuni lotti di Sistemi Urbani, la controllata di Fs che si occupa, tra l’altro, di sviluppo immobiliare, sui quali da tempo Ferrovie lavorano in vista della realizzazione di un centro direzionale. La seconda riguarda, invece, la semplice integrazione dei due piani di sviluppo: in altre parole stadio sulle aree Ex Sdo ma dialogo con gli sviluppatori del vicino masterplan Fs per fare di quell’area un quartiere omogeneo e moderno.

Questa la fotografia che, ad oggi, l’agenzia Dire è in grado di ricostruire dopo aver incrociato una serie di fonti istituzionali. E’ vero, da viale Tolstoj, al quartier generale dei giallorossi, la risposta agli interrogativi di chi si chiede quale sarà l’area dove sorgerà lo stadio è sempre la stessa: “Pietralata è solo una delle zone possibili, ma ce ne sono altre e nessuna decisione è stata presa”. Circa 20 giorni fa, però, l’area di Pietralata è stata visitata nuovamente dai collaboratori dei Friedkin, e il giudizio, anche alla luce dei ragionamenti preliminari sulla possibile integrazione con il piano di Fs, sembra essere stato ben più positivo di quello espresso in passato.

Come detto sono diverse le strade che potrebbe percorrere l’As Roma se e quando deciderà che Pietralata sarà l’area giusta per costruire il suo nuovo stadio. La prima è appunto legata ai terreni Ex Sdo. Prevede di mettere sul campo un forte carico di opere a scomputo per legare il pubblico interesse alle particelle catastali interessate dall’intervento, ed evitare, quindi, la retrocessione dell’esproprio delle stesse, visto che il fine dei vecchi espropri era un intervento pubblico, lo Sdo, mentre nel caso dello stadio si prefigura un’operazione privata.

Roma-Verona, Serie A

La strada, invece, di spostarsi di qualche centinaia di metri e puntare sui terreni di Fs, piazzando la nuova arena dei giallorossi nel nuovo quartiere direzionale di Rfi, che a questo punto verrebbe ridimensionato nel numero degli edifici, nasce da alcune interlocuzioni informali tra rappresentanti di Fs e dirigenti dell’As Roma, senza coinvolgimento diretto del Comune. Si tratta di un tentativo appena accennato e non ufficiale su cui l’Ufficio stampa di Fs, raggiunto dalla Dire, ha così commentato: “Non siamo a conoscenza di progetti inerenti la realizzazione di uno stadio sulle aree di Pietralata. Su queste sono in corso interlocuzioni con il Comune per una variante urbanistica presentata da Fs Sistemi Urbani a fine 2020. Ovviamente c’è la nostra piena disponibilità a confrontarci su nuove esigenze che l’amministrazione dovesse manifestare, inserendole eventualmente nella variante in corso di definizione con il Comune”.

Lo stadio, secondo questa ipotesi, potrebbe essere realizzato non troppo lontano dalla futura torre del quartier generale di Fs, al posto di una piccola collinetta sul vertice nord dell’area, in corrispondenza, in linea d’aria, del futuro ponte pedonale che collegherà la zona con via Livorno, sull’altro lato dei binari. Un’area forse più piccola di quella dell’ex Sdo ma appena sufficiente per ospitare stadio e parcheggi.

Ad oggi, comunque, una due diligence ufficiale tra As Roma e Campidoglio non è stata ancora avviata e si tratta di ipotesi progettuali informali. L’apparente lentezza che traspare in questa vicenda dipende, a quanto pare, dalla volontà di studiare molto bene le carte per evitare un nuovo flop dopo quello che si è avuto per Tor Di Valle con l’arrivo dei 5 Stelle di Virginia Raggi. “Questa volta non ci dovrà messere alcun passo falso dal punto di vista legale” fa sapere chi segue da vicino la vicenda a livello istituzionale. Per questo, nella fase attuale, la carta Pietralata è sotto la lente di ingrandimento degli uffici legali. E i ragionamenti in corso restano legati anche alla procedura che la Roma potrebbe utilizzare.

Da un lato c’è la legge sugli stadi, con cui i Friedkin potrebbero proporre, loro stessi, un’area al Comune. E’ lo stesso percorso legislativo e autorizzativo intrapreso alcuni anni fa, ai tempi di Ignazio Marino e James Pallotta. L’altra strada è quella della procedura ordinaria, un po’ come successo a Torino per lo Juventus stadium. In pratica l’area resterebbe pubblica con un diritto di superficie a favore della Roma, che avrebbe a suo carico anche alcune opere a scomputo di interesse pubblico. In questo caso sarà il Comune che dovrà trovare il giusto equilibrio legale.

L’area di Pietralata, indicata in passato anche da alcune associazioni ambientaliste come Italia Nostra come alternativa a Tor Di Valle, si presta perfettamente allo scopo. Esistono due fermate della linea B a pochi metri, Quintiliani e Tiburtina, e la presenza della stessa stazione Tiburtina assicurerebbe anche l’arrivo dei tifosi sui treni delle linee regionali e su quelli ad alta velocità. Inoltre l’autostrada A24 non è troppo lontana, così come la tangenziale est, che scorre davvero a poche decine di metri. Pietralata, infine, è già al centro di programmi di sviluppo: oltre al già citato centro direzionale di Fs ad inizio 2023 si apriranno i cantieri della nuova sede Istat e anche il nuovo Politecnico di Roma potrebbe prendere casa nella stessa zona. Lo stadio potrebbe essere la ciliegina sulla torta per fare di Pietralata il quartiere più contemporaneao della città.

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STADIO

Stadio Roma, il Campidoglio smentisce seccamente: “Mai proposte aree alla Roma per il nuovo impianto”

“Si smentisce in maniera netta che l’amministrazione capitolina abbia suggerito o scelto un’area piuttosto di un’altra. Non è compito dell’amministrazione capitolina fare proposte bensì esaminare progetti e da questo punto di vista si ribadisce la piena disponibilità a esaminare con la società puntuali proposte in merito allo stadio”.

Così all’ANSA fonti del Campidoglio, in merito alle indiscrezioni di stampa di questa mattina relative al presunto suggerimento dell’area di Pietralata dal Comune ai dirigenti della Roma per la costruzione del nuovo impianto di proprietà.

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NEWS

Stadio Roma, assessore Veloccia: “Aperti colloqui col Club, ma aspettiamo proposte”

L’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia è intervenuto sulle frequenze di Radio Roma Capitale parlando anche della situazione legata allo Stadio della Roma:  “Non ho informazioni sull’area del Gazometro. Con la Roma si è avviato un colloquio di conoscenza molto cordiale: quando ci saranno delle proposte ci verranno sottoposte e noi le affronteremo. Credo che anche su questo tema bisogna essere molto pragmatici, il tema stadi è assolutamente importante per la città, l’economia e gli investimenti su Roma. Sarò molto attento sulle proposte. Penso sia prioritario per non commettere gli errori del passato evitare di ripensare mille volte sui progetti, ma cercare di partire subito col piede giusto e spero che sei voglia partire su situazioni che non abbiano grandi criticità. Auspico di individuare aree che non abbiano grandi criticità e grossi problemi già in avvio del progetto. C’è la volontà di collaborare e di ascoltare le proposte”

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STADIO

Stadio della Roma, approvata la delibera di revoca di pubblico interesse sul progetto di Tor di Valle

Nuovo round sul tema dello stadio della Roma. Alle 14:00 è iniziata un’altra Assemblea Capitolina, dopo il nulla di fatto di ieri – per assenza del numero legale – in merito alla revoca della delibera di pubblica utilità sul progetto dell’impianto a Tor di Valle, che l’As Roma per volontà dei Friedkin ha deciso da mesi di abbandonare.

17,37 . Con 17 voti su 17 (due consiglieri presenti in ultimo appello si sono astenuti) viene revocata ufficialmente la delibera di pubblico interesse sullo stadio della Roma. La Società giallorossa potrà iniziare un nuovo percorso

17.05 – Terminati gli emendamenti, si passa alle dichiarazioni di voto sulla proposta complessiva.

17.01 – Emendamento 12. La Grancio chiede la parola e si rivolge alla Sindaca Raggi, con riferimento all’intestazione della richiesta di inserire As Roma Spa o As Roma Spv LLC nell’emendamento della delibera di revoca. Emendamento 12 Approvato

17.00 – Emendamento 11 Approvato

16.59 – Emendamento 10 Approvato

16,58 – Riprende la seduta con consueto appello. Presente la Raggi. Conteggiati 17 consiglieri. Si prosegue con la votazione degli emendamenti. Coraggio che tra poco inizia la Roma

16.34 – Emendamento 6 APPROVATO Emendamento 7 APPROVATO Emendamento 8 APPROVATO Emendamento 9 APPROVATO Emendamento 10 Manca il numero legale Seduta Sospesa per 20 minuti. Intanto è arrivata la Sindaca Raggi

16.08 Si passa all’illustrazione degli emendamenti sulla delibera di revoca del pubblico interesse. Parola a Pelonzi che ne spiega la ratio: “Gli emendamenti servono a modificare la delibera e renderla più attuale allo scenario ora persistente, a tutela anche dell’amministrazione. La delibera ora si sostanzia nel passaggio della rinuncia di As Roma al progetto intervenuto tramite rinuncia formale, come base per la revoca. Questo rende la delibera più forte e tutela il Comune di Roma oltre ai singoli consiglieri. Gli emendamenti sono 7, quello principale elimina la delibera e gli altri rendono coerente la delibera rispetto alla revoca”

15.43 – Torna a parlare Pelonzi (PD): “Capisco la ratio degli emendamenti dei colleghi, relativamente alla necessità di operare degli interventi infrastrutturali al di là del progetto di Tor di Valle. E’ condivisibile. Mi pongo e vi pongo la questione: il Comune potrà finanziare queste opere pubbliche? Perchè altrimenti gli emendamenti cozzerebbero con l’interesse dei cittadini. Le opere sul Ponte dei Congressi e sul depuratore sono finanziate dal pubblico, quindi non rientrano nell’alveo della discussione”

15.36 – Riprende la parola De Priamo (FdI) che chiede ufficialmente di “non abbandonare la riqualificazione dell’area di Tor di Valle, in relazione ai servizi pubblici, le opere e le infrastrutture

15.35 – Finita la discussione ora saranno esposti gli emendamenti

15.10 – Duro attacco di Fassina (LEU) ad Eurnova: “Ricevute ignobili pressioni da Eurnova, figlie di intimidazioni vergognose e antidemocratiche che denunciano il reale interesse sotteso alla proprietà di questa impresa

14.41 – Parola ad Andrea De Priamo (FdI): “Arriviamo a questa discussione con grande fatica neanche fosse un’assemblea di condominio, per assenza dei numeri. Si discute una delibera di revoca che rappresenta plasticamente la metafora del fallimento di due giunte: quella Marino che fece approvare la delibera 132 del 2014 e la giunta Raggi che ha portato in aula e fatto approvare quella del 2017. In entrambe le occasioni FdI denunciò una serie di problematiche, chiariamo anche oggi che siamo favorevoli alla realizzazione dello stadio della Roma, vale anche per la Lazio e vale anche per la rivisitazione degli impianti sportivi su tutto il suolo cittadino. I tifosi sono stati illusi e presi in giro, direi anche strumentalizzati. Oggi vengono presentati degli emendamenti che portano ad una revoca, ma sono gli stessi che hanno generato questo guazzabuglio. La nuova società giallorossa vuole uno stadio, vuole costruire solo uno stadio, e siamo favorevoli a questa soluzione. Da questa vicenda in qualche modo bisogna uscire, non faremo ostruzionismo, ma abbiamo molti dubbi su questi emendamenti Pd-5S. Quali risposte si daranno a quei cittadini dell’area di Tor di Valle, che non sarà sistema a livello urbanistico e in generale non sarà riqualificata?

14.40 – La parola a Giulio Pelonzi (PD): “Siamo coerenti con il nostro pensiero del 2017, di voler revocare il progetto dello stadio a Tor di Valle. Abbiamo ritenuto opportuno presentare una serie di emandamenti alla delibera, che sono stati sottoscritti anche da Pacetti e Fassina per migliorare il testo della delibera. Auspichiamo che questi emendamenti possano esser votati e così poter chiudere una pagina per aprirne una nuova per Roma e la Roma”. Pelonzi propone un’unica discussione per i 7 emendamenti

14.26 – Nuovo appello, in seconda chiamata: presenti questa volta 18 consiglieri, il numero degli intervenuti è sufficiente per deliberare. La seduta è aperta 

14.03 – Inizia l’assemblea capitolina. A seguito dell’appello il presidente ha conteggiato solo 10 consiglieri presenti, 38 invece gli assenti insieme alla Sindaca Raggi. A questo punto a termini di legge non è possibile ratificare e votare nessun atto, dunque si farà un nuovo appello tra 20 minuti. 

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VIDEO ESCLUSIVA – Stadio Roma, Gualtieri: “Sistemata la delibera, oggi l’ok alla revoca di interesse pubblico”

Il candidato sindaco di Roma Roberto Gualtieri è intervenuto in esclusiva sulle frequenze di Retesport e Radio Roma Capitale. 

Sulla delibera della revoca dell’interesse pubblico di Tor di Valle.

“E’ un passaggio molto importante, siamo sconcertati che dopo il pasticcio combinato dall’amministrazione sullo stadio anche la delibera avesse dei problemi. Il PD ha deliberato degli emendamenti per renderla più forte e che ieri sono stati sottoscritti dagli altri partiti. Oggi ci dovrebbe essere questo voto, un passaggio importante per potersi occupare con serietà dopo anni di promesse di dotare la Roma di uno stadio come giusto che sia”. 

Arriverà la delibera sulla revoca? Lo stadio è oggetto di campagna elettorale?

“Questi emendamenti servono a far approvare questa revoca dell’interesse pubblico e risolvono un problema che la Giunta si era creata da sola scrivendo male la delibera. Questi emendamenti sono stati sottoscritti dagli altri, auspichiamo che si possa arrivare oggi alla revoca e voltare pagina. Il nuovo progetto? Che sia uno stadio per la squadra e che non serva per fare altre operazioni urbanistiche e che possa essere localizzato in una zona adatta. Sconsiglierei di farci una campagna elettorale perché è una cosa seria. Lo stadio va fatto. La città ne ha abbastanza di promesse e di pasticci. Anche nel metodo ci vuole più serietà e rigore. La campagna di Calenda sullo stadio? Io non polemizzo con nessuno, con Calenda è facile polemizzare perché polemizza già lui tanto. Lui fa polemiche, io do risposte per la città. Lui si è lanciato una campagna di elettorale urbanistica, invece bisogna essere prudenti per non fare pasticci e danni. Bisogna individuare l’area e costruire un percorso: non si può più sbagliare. Più che sparare localizzazioni ora è il momento di lavorare seriamente e tutti insieme per fare in modo che questa volta non si sbagli. Portiamo a termine una saga che si trascina da troppo tempo”. 

Ad oggi è prematuro parlare di un’area?

“È giusto che ci sia un dibattito e che tutte le persone interessate dicano la loro, ma serve arrivare adesso a una soluzione robusta. Che tutti i problemi siano risolti prima per evitare un balletto con varie ipotesi e si perda tempo. Per il nuovo stadio servirà un lavoro di istruttoria rigoroso e collaborare con la società per finalizzare questa operazione molto importante. Su questa vicenda si sono fatti tanti pasticci”. 

La tempistica? Siamo legati all’elezione del sindaco o si può partire prima?

“Prima si parte e meglio è, per questo o invocato un atteggiamento bipartisan. Quando ci sono cose di interesse della città la campagna elettorale è meglio metterla da parte. La maggioranza ha fatto un pasticcio sulla delibera, noi abbiamo dato una grande mano per essere disponibili. Non vogliamo perdere tempo ma vogliamo lavorare tutti seriamente per chiudere la vicenda”. 

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STADIO

Tor di valle, anche oggi nulla di fatto: domani nuova convocazione per la revoca di pubblico interesse

Era il giorno tanto atteso per la svolta sul progetto stadio della Roma, ma il pomeriggio si è concluso con un nuovo nulla di fatto. La giunta capitolina infatti, per assenza di un numero legale di consiglieri, non ha potuto votare a favore della revoca della delibera di pubblica utilità sul progetto dell’impianto a Tor di Valle. Domani in seconda convocazione alle 14:00 è previsto un altro round con la speranza che questa volta la Roma riesca ad ottenere la rinuncia formale al vecchio progetto, al fine di aprire un nuovo iter amministrativo verso un’altra area.

Da segnalare che l’ultimo appello prima di sospendere e rinviare a domani la seduta contava la presenza solo di 6 consiglieri su 42

Ore 17.24 – Terminata l’illustrazione del provvedimento da parte dell’assessore all’Urbanistica, Luca Montuori: “Questa delibera è stata discussa in moltissime commissioni e illustrata in più occasioni. L’area di Tor di valle è stata sotto i riflettori non solo negli ultimi quattro anni, ricordo che i primi progetti di Parnasi datano 2011 quando si doveva realizzare la ‘Città dell’acqua’ e tra le le opere pubbliche, guarda caso, c’era il ponte di Traiano e altre poi trasportate nel progetto stadio. Dopo oltre 50 incontri si è arrivati alla stesura finale della convenzione, consegnata brevi manu ai proponenti che sono stati più volte invitati alla sottoscrizione della stessa, a fornire gli atti propedeutici e la dimostrazione delle caratteristiche oggettive e soggettive necessarie alla sottoscrizione degli atti e la presentazione degli atti d’obbligo. Cosa che non è mai avvenuta, tanto che a un certo punto l’amministrazione ha scritto avviando un procedimento di revoca dell’interesse non presentandosi le necessarie garanzie e gli atti richiesti. Si era dato un tempo limite, anche prorogato in più occasioni, fino a quando il 9 aprile 2021 è pervenuta la nota a questa amministrazione con cui l’AS Roma rinunciava all’opera sostenendo che non era più interessata. Ai sensi degli articoli 304 e 305 della legge 147/2013 (la cosiddetta legge sugli stadi, ndr), di fatto a oggi vengono meno i presupposti stessi che avevano portato alla stesura del complesso atto di variante che ancora oggi giace all’interno delle procedure dipartimento Urbanistica e ha comunque bisogno di un esito, non può rimanere appeso. Venendo meno quello che è uno dei presupposti di legittimità e di presentazione dello studio di fattibilità e quindi della possibilità di presentare il progetto, la delibera che oggi sottoponiamo all’Assemblea capitolina recepisce quest’impossibilità di proseguire nel percorso e attraverso l’istituto dell’autotutela definisce tutti gli effetti successivi che poi dovranno essere trasmessi alla Regione Lazio, prende atto di tutto ciò e propone di riportare lo stato urbanistico dell’area a quello precedente a tutta questa vicenda, dopo 10 anni e diversi tentativi di trasformazione. Con questa delibera si propone di tornare sul tema della pubblica utilità per revocarne gli effetti attraverso l’autotutela e in caso permettere nuove progettualità sull’area ma che non possono essere connesse al sistema delle norme e degli atti che oggi sottendono lo stesso procedimento“. Inizia la discussione generale. Parleranno in ordine Grancio De Priamo, Pelonzi, Fassina.




17:00 NOVA – Ha aperto ma è stata subito sospesa la seduta dell’Assemblea capitolina che dovrebbe licenziare la delibera che revoca l’interesse pubblico sull’area di Tor di Valle, dove avrebbe dovuto esser realizzato lo Stadio dell’As Roma. Stamattina la sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha riferito che oggi l’atto dovrebbe essere approvato e ha precisato che «finora i consiglieri sono stati poco convinti ma oggi la delibera dovrebbe arrivare in Aula ed essere approvata», e per questo ha ringraziato «i consiglieri tutti, di maggioranza e di opposizione» perchè la revoca «significa aprire una nuova strada, portare nuovi progetti e investimenti a Roma».

In Aula Giulio Cesare, dopo le ultime defezioni, il M5s conta 19 consiglieri più la sindaca, contro i 29 d’opposizione. Per licenziare l’atto la maggioranza ha quindi due strade percorribili: la prima è trovare un accordo con le opposizioni, tramite un emendamento, e quindi ottenere un voto favorevole di uno o più gruppi di minoranza; l’altra è quella di andare in seconda convocazione, quindi con un numero legale più basso per il via libera agli atti.

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Vertice finale su Tor di Valle: “L’atto di revoca va riscritto”

Virginia Raggi chiama a raccolta i tecnici del Comune. La direzione generale, l’avvocatura capitolina, il dipartimento Urbanistica: per tutti l’appuntamento è martedì in Campidoglio. Con l’obiettivo, così spera la sindaca grillina, di sciogliere gli ultimi nodi sull’addio al vecchio progetto dello stadio della Roma a Tor di Valle.

Come scrive Lorenzo D’Albergo su la Repubblica, sarà il vertice finale su un dossier che ha portato via tempo e serenità all’intero gruppo grillino. A palazzo Senatorio, dove il pressing della Roma per la revoca si scontra con le lettere inviate da Eurnova e dalla Cpi di Radovan Vitek, la tensione è alta. A ciò che rimane della maggioranza pentastellata mancano i numeri e, a quanto pare, anche una delibera blindata. A prova di ricorso. Così, per salutare definitivamente l’operazione Tor di Valle, ci sarà bisogno di un intervento sull’atto già approvato dalla giunta Raggi.

Le ultime note della Eurnova, quelle in cui le società di Luca Parnasi avverte il Comune di aver venduto i terreni a ridosso del Grande raccordo anulare a Vitek, sono già state studiate a fondo. E, per paradosso, potrebbero diventare un’arma a favore del Campidoglio. Gli uffici sono pronti a ribadirle contro chi le firma, facendole diventare la prova che il proponente non è più in possesso delle aree su cui avrebbe dovuto trovare spazio lo stadio dei giallorosso e il suo business park.

Caso risolto? No, perché a quel punto la delibera, modificata, dovrebbe riottenere tutti i via libera necessari. Prima quello della Ragioneria, poi del segretario generale e infine di tutte le commissioni. Passaggi che richiedono settimane.

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Stadio della Roma, Cpi Property Group chiede un incontro urgente al Comune di Roma

Un incontro urgente per chiarimenti è stato chiesto da Cpi Property Group al comune di Roma, in merito all’area di Tor di Valle, divenuta proprietaria dei terreni dell’ex ippodromo da tempo indicati come l’area per il nuovo stadio della Roma.

La richiesta e’ stata fatta da Giuseppe Colombo, Presidente di Cpi Property Group Italia. “Si tratta di un invito a fare chiarezza in una vicenda che si sta protraendo da tanto tempo – ha spiegato – dal momento che siamo proprietari dell’area con una convenzione in attesa di firma. Da parte nostra c’è la piena disponibilità a intavolare un dialogo costruttivo con tutte le parti coinvolte, al fine di non disperdere il lungo lavoro fatto fino a oggi ed anche per verificare i presupposti per poter portare avanti un importante progetto per Roma.”

I vertici di Cpi Property Group sottolineano l’importanza dell’incontro perché: “l’area acquistata è un’area urbana che attende di essere rigenerata da diversi anni, con una variante urbanistica già adottata e una convenzione pronta per essere firmata. La richiesta di avvio di un confronto operativo, oltre che rappresentare una legittima istanza del nuovo proprietario, è un concreto passo nella direzione di voler salvaguardare, in primis, gli interessi della Città anche nell’ottica di rimanere attrattiva per gli investimenti privati, anche d’interesse internazionale“.

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Stadio della Roma, idea acquisizione dell’Olimpico

C’è insoddisfazione in casa Roma sul fronte nuovo stadio. Come scrive la Gazzetta dello Sport, accantonare l’ingombrante eredità di Tor di Valle è già di per sé faticoso, ma l’individuazione e il finanziamento di un impianto in una nuova area non sembra semplice.

Così, nella testa dei Friedkin, incomincia a prendere quota l’idea di una “acquisizione” dell’Olimpico per poi ristrutturarlo profondamente. Inutile dire che sarebbe una situazione meno dispendiosa e che avrebbe parzialmente quei requisiti che la nuova Roma richiederebbe, a partire dall’inserimento nel tessuto urbano.