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Roma-Hellas Verona, le probabili formazioni: Mou spera almeno in Zaniolo

Una Roma in emergenza: “ma sarà difficile anche per loro”. Mourinho dixit. Sfida complicata già a rosa completa per i giallorossi contro l’Hellas, non c’è dubbio che senza nove calciatori (anche se i conti non tornano) sarà una gara complicatissima per i giallorossi.

Nove indisponibili in attesa di Nicolò

Allo Special One mancheranno infatti sicuramente El Shaarawy, Ibanez, Spinazzola infortunati, Mancini squalificato e quattro calciatori col Covid, tra cui sicuramente un titolare che dovrebbe essere Mkhitaryan. Sono ore di grande apprensione in attesa anche del giro di tamponi a cui si sottoporrà la Roma domani mentre a Trigoria si spera almeno nel recupero di Zaniolo, che oggi tenterà di capire le condizioni del quadricipite nella rifinitura del pomeriggio.

Trigoria 20.10.2021 Allenamenti Roma Nella foto: Nicolò Zaniolo palleggia con entrambi i piedi (Foto Gino Mancini)

Oggi il test di Zaniolo nella rifinitura, Mou spera

Rui Patricio la certezza tra i pali, Karsdorp e Vina sugli esterni, con Smalling e Kumbulla centrali. A centrocampo torneranno Cristante e Veretout, al fianco di Sergio Oliveira. Davanti Abraham e Pellegrini sicuri di una maglia da titolare, con Felix pronto a giocare dall’inizio qualora Zaniolo non riuscirà ad essere della partita.

Le probabili formazioni

  • Roma 4-3-3 – Rui Patricio, Karsdorp, Smalling, Kumbulla, Vina; Cristante, Veretout, Oliveira; Pellegrni, Felix, Abraham
  • Verona 3-4-2-1 Montipò, Casale, Gunter, Ceccherini; Faraoni, Ilic, Tamez, Lazovic; Barak, Caprari, Simeone
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Sassuolo-Roma, Mou riflette sul modulo: Kumbulla ed El Sha sperano

Senza Ibanez e Zaniolo, visto anche lo scadente rendimento delle ultime due partite, Josè Mourinho potrebbe nuovamente tornare indietro, alla difesa a quattro e ad un modulo che pubblicamente ha sempre affermato di apprezzare di più. I dubbi restano, se non altro perché anche Abraham non è al 100% ma al Mapei Stadium quasi certamente ci sarà. La Roma non può più perdere punti per strada, se ambisce a giocare almeno l’Europa League nella prossima stagione.

In più i giallorossi dovranno necessariamente sfruttare le assenze pesantissime in casa Sassuolo: out Scamacca e Raspadori, oltre a Djuricic e Toljan. I neroverdi non vanno comunque sottovalutati, vista la grande prestazione offerta allo Stadium ieri sera contro la Juventus. Se Mou dovesse optare per la difesa a tre, Kumbulla prenderà il posto di Ibanez, con Maitland-Niles che dovrebbe far rifiatare Karsdorp dall’inizio. Sull’altra fascia ci sarà El Shaarawy, apparso tra i più in forma anche contro il Genoa. In mezzo al campo il vero rebus: Oliveira sicuro del posto, idem Mkhitaryan, con il rientro di Pellegrini che potrebbe girare alle spalle di Abraham, con Cristante titolare e Veretout in panchina.

Se invece la Roma dovesse tornare alla difesa a quattro, Karsdorp e Vina giocherebbero sugli esterni, con Smalling-Mancini centrali. In mezzo al campo Cristante-Oliveira, con Pellegrini alle spalle di Abraham, Mkhitaryan ed El Shaarawy sugli esterni. La rifinitura di domani aiuterà lo Special One a decidere quale ‘nuova’ Roma scenderà in campo al Mapei Stadium.

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Graziani a RS: “Mourinho finora non è stato un valore aggiunto”

“La Roma continua a regalare mezze partite agli avversari, a parte l’occasione da gol di Zaniolo, i giallorossi nel primo tempo sono stati surclassati dall’Inter. Poi nella ripresa c’è stato maggiore equilibrio, ma se in 95 minuti si gioca a calcio solo per 25, non si fa mai giorno”. Questo il pensiero di Ciccio Graziani espresso ai microfoni di Retesport, nel corso di 1927.

“Mourinho sicuramente parlerà con la società in vista della prossima stagione. Da questo tecnico era legittimo aspettarsi qualcosa di più, al momento le cose migliori Mourinho le ha fatte a livello mediatico. Sono sempre i giocatori ad andare in campo e a fare la differenza, ma al momento, a questa Roma, il portoghese non ha dato quel plusvalore atteso al momento del suo avvento nella capitale. Ho visto giocare bene la Roma 7-8 partite, ci sono stati anche diversi torti arbitrali, ma complessivamente rispetto alla scorsa stagione questa squadra non esprime evidenti miglioramenti”

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Roma, il primo “successo” di Calvarese: ecco cosa è successo sul caso Zaniolo-Abisso

Primo “successo” di Gian Paolo Calvarese. Dopo l’espulsione di Nicolò Zaniolo in RomaGenoa, il consulente della Roma aveva avuto un colloquio informare con Abisso. Il direttore di gara aveva assicurato Calvarese della “sobrietà del referto”, fa sapere il Corriere dello Sport. Zaniolo, infatti, è stato sanzionato con una sola giornata di squalifica. Non ci sarà dunque domenica alle 18 contro il Sassuolo, ma rientrerà per la sfida interna con il Verona.

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Graziani a RS: “Abraham ha commesso fallo, giusto annullare la rete di Zaniolo”

La Roma nel primo tempo ha fatto ridere, sonnecchiando e regalando un’intera frazione al Genoa. Poi Mou ha svegliato con la squadra e grazie ai cambi ha cambiato l’inerzia del match, ma ci siamo divorati 4-5 occasioni clamorose”. Così Ciccio Graziani a Retesport, nel corso di 1927.

“Il fallo di Abraham a mio giudizio è netto. Nell’immediatezza dell’azione non credevo ci fosse nulla, poi rivedendolo è evidente il pestone dell’inglese. Discuto la tempistica: non possono passare 4-5 minuti dal gol alla decisione”.

“Ritengo che anche l’espulsione di Zaniolo sia giusta: capisco la tensione del momento e magari una prima frase fuori dai termini, ma se reiteri in faccia all’arbitro 4-5 volte quel tipo di frase, ci sta che l’arbitro ti espella. La Roma al netto della sfida di sabato è comunque in credito con la classe arbitrale, perché quest’anno sono tanti gli episodi negativi nei confronti dei giallorossi”. Ha concluso Graziani.

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Il dito è Zaniolo, la luna è la Roma: il messaggio (sfuggito) di Pinto

di Francesco Oddo Casano – 48 ore di discussioni, più o meno accese, titoli a nove colonne, nuove divisioni. L’avvento dei Friedkin e il successivo ingaggio di Mourinho avevano fin qui prodotto un notevole risultato: ricompattare una piazza dilaniata da lotte intestine durate quasi un decennio. Magicamente sotterrate le armi dialettiche, la tifoseria era tornata a sostenere all’unisono la Roma, allo stadio, sui social, ovunque, credendo fortemente nel progetto di rilancio della nuova proprietà.

La Roma è un gigante addormentato, vogliamo risvegliarlo”. La metafora espressa da Ryan Friedkin a settembre 2020, nell’ultima comunicazione ufficiale rivolta ai tifosi. Da lì un silenzio assordante e due uomini al comando a cui è stato demandato il compito di esprimersi sul progetto sportivo giallorosso: Tiago Pinto in prima battuta, Josè Mourinho successivamente.

Il dirigente portoghese ha presenziato l’oramai consueta conferenza stampa post mercato. Un momento di confronto, riflessioni e dialogo schietto, su quanto prodotto nelle settimane precedenti. Ed è in tale occasione che una risposta onesta e altrettanto pragmatica ad una domanda secca sul futuro di Zaniolo, ha scatenato un putiferio sul quale probabilmente anche Mourinho sarà costretto, suo malgrado, a tornare nella conferenza di domani pomeriggio.

9.1.2022 Roma vs Juventus (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Tiago Pinto con Friedkin (Foto Gino Mancini)

Pinto non ha ovviamente mai dichiarato che la Roma ha in programma la cessione di Zaniolo. Ha risposto con oggettiva onestà, sostenendo di non essere in grado di poter garantire la permanenza di un calciatore da qui a sei mesi, quando si riaprirà il mercato. Una risposta corretta nei termini del direttore sportivo che, al contrario di qualche suo predecessore che era solito vendere fumo per poi esser smentito dai fatti, sa benissimo che il mercato è fluido, così come le strategie societarie che per la prossima stagione non sono state ancora delineate.

Tralasciando il coro di insulsi dietrologismi che ha fatto seguito alle dichiarazioni di Pinto, oltre che di inutili insulti (‘incapace, sprovveduto etc.) perchè non si prova a pensare che probabilmente il GM giallorosso abbia invece ponderato e scelto di rispondere in quel modo? Basta riascoltare la conferenza per accorgersi che c’è un messaggio (non colto e sfuggito ai più), che a mo’ di fil rouge lega ogni singola dichiarazione della conferenza del lusitano. “Ora non è tempo di pensare ai rinnovi e al mercato, dobbiamo concentrarci tutti sul campo, per aiutare il mister e la squadra a migliorare gli attuali risultati, perchè ci aspetta una seconda parte di stagione importante da giocare su tre fronti”.

Un concetto chiarissimo, che avrebbe meritato maggior spazio editoriale e che a leggerlo e rileggerlo a freddo, sa tanto di messaggio ai naviganti interni a Trigoria: tutti sotto esame. D’altronde Mou era stato già abbastanza chiaro nei confronti della squadra, nelle dichiarazioni a caldo post Milan-Roma: “Sono loro che devono salire al mio livello, non io a scendere al loro”. Il tutto corredato da una serie di aggravanti sportive: la Roma costa come un top club, con un monte ingaggio da Champions, perde oltre 100 milioni l’anno e nonostante gli investimenti dei Friedkin (oltre 500 milioni nelle casse del club in meno di due anni) veleggia tristemente intorno al sesto posto. Ricollegando i puntini di questo immaginifico disegno, si arriva ad una conclusione che dovrebbe esser scontata, ma purtroppo non è, perché forse non la si vuole cogliere. La Roma deve alzare il livello delle sue performance e migliorare la classifica in campionato, provando a vincere parallelamente uno dei due trofei rimasti (Coppa Italia e Conference League). Non è casuale che come per Zaniolo – il cui entourage non è stato ancora ufficialmente convocato per iniziare a trattare il rinnovo di un contratto in scadenza comunque nel 2024 – anche per Veretout, lo stesso Mancini di cui si vociferava una firma imminente mai ufficializzata, piuttosto che per Cristante, valga la stessa regola. Stop ai rinnovi, se ne riparlerà in primavera inoltrata, quando Pinto (altro puntino del disegno da ricollegare a quelli precedenti) ha asserito “mi siederò con la proprietà, lo staff e mister Mourinho, per stabilire le strategie di mercato per la prossima estate“.

17.10.2021 Juventus vs Roma (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Zaniolo abbandona il campo deluso (Foto Gino Mancini)

Nicolò è un gioiello della Roma, ma soprattutto un simbolo per la tifoseria, divenuto tale perchè negli ultimi 4 anni di Medioevo giallorosso, ha rappresentato una nuova speranza da cavalcare. La proprietà lo sa, lo sa pure Tiago Pinto e lo avrà evinto anche Mourinho, ancor di più in queste ore di insane discussioni e accese diatribe social. Ma è anche un calciatore reduce da due gravi infortuni, che in questo campionato ha faticato finora a ritrovare al 100% lo smalto dei suoi esordi in giallorosso. Paradossalmente non conviene neanche al ragazzo sedersi oggi a trattare il rinnovo, perchè a maggio, qualora faccia un grande girone di ritorno e ritrovi anche da protagonista la Nazionale, avrà un potere nella contrattazione maggiore. Zaniolo tra l’altro non ha mai chiesto 4 milioni di euro, perchè non c’è stato ancora un reale vertice di mercato tra gli agenti e la Roma, che ha deciso come detto di procrastinare il tutto ai prossimi mesi, dove non sarà nelle condizioni di poter esser presa per il collo da nessuno. Si valuterà la posizione in classifica, il budget che la proprietà certamente metterà a disposizione per la nuova campagna acquisti, ma soprattutto il rendimento di ogni singolo giocatore oltre alle idee tecniche di Mourinho, che sicuramente chiederà almeno tre nuovi titolari. Solo allora Pinto potrà iniziare le interlocuzioni per il rinnovo dei giocatori che la Roma riterrà obbligatori per essere ancor più competitiva.

Dunque il messaggio complessivo è chiaro: il campo deve tornare sovrano nei pensieri e nelle azioni di tutti. Per parlare di mercato e contratti ci sarà tempo. Sempre che non si abbia voglia, a Trigoria e fuori, di innescare la solita autodistruzione.

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Italia, convocati Cristante, Zaniolo e Mancini per lo stage in vista degli spareggi Mondiale

Roberto Mancini ha convocato Cristante, Zaniolo e Mancini per lo stage della nazionale azzurra, propedeutico alla preparazione delle sfide per la qualificazione ai prossimi Mondiali in Qatar. Questa la lista:

Portieri: Marco Carnesecchi (Cremonese), Alessio Cragno (Cagliari), Alex Meret (Napoli), Salvatore Sirigu (Genoa);

Difensori: Alessandro Bastoni (Inter), Cristiano Biraghi (Fiorentina), Davide Calabria (Milan), Giorgio Chiellini (Juventus), Mattia De Sciglio (Juventus), Giovanni Di Lorenzo (Napoli), Alessandro Florenzi (Milan), Luiz Felipe (Lazio), Gianluca Mancini (Roma), Luca Pellegrini (Juventus), Giorgio Scalvini (Atalanta), Rafael Toloi (Atalanta);

Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter), Bryan Cristante (Roma), Nicolò Fagioli (Cremonese), Davide Frattesi (Sassuolo), Manuel Locatelli (Juventus), Matteo Pessina (Atalanta), Samuele Ricci (Empoli), Stefano Sensi (Inter), Sandro Tonali (Milan);

Attaccanti: Mario Balotelli (Adana Demirspor), Domenico Berardi (Sassuolo), Federico Bernardeschi (Juventus), Ciro Immobile (Lazio), Lorenzo Insigne (Napoli), Joao Pedro (Cagliari), Giacomo Raspadori (Sassuolo), Gianluca Scamacca (Sassuolo), Mattia Zaccagni (Lazio), Nicolò Zaniolo (Roma).

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La strategia di Mou, l’intesa Tammy-Nic, il blackout della ripresa… 3 pensieri su Empoli-Roma

(di Francesco Oddo Casano) – 25 minuti di grande calcio, il frutto di una preparazione strategica da parte di Mourinho e del suo staff praticamente perfetta. Poi un secondo tempo troppo passivo e inerziale. Empoli-Roma, per tanti aspetti collettivi e individuali, è lo specchio dei pregi e dei difetti della squadra giallorossa. Una formazione capace di fare e disfare, di dominare e poi impaurirsi nel giro di pochi minuti o al massimo un tempo.

SCELTE ILLUMINATE – Il poker rifilato agli uomini di Andreazzoli, che pochi giorni fa avevano dominato l’Inter a San Siro in Coppa Italia, è comunque il frutto complessivamente di tanti aspetti positivi. Mourinho ha deciso a sorpresa di tornare al 3-5-2, ma in una formula spuria, con due varianti sostanziali: la posizione avanzata di Mkhitaryan in fase di pressing su Ricci, per togliere tempi e spazi alla mente del gioco empolese; la scelta di Maitland-Niles largo a sinistra, con una richiesta specifica: giocare molto dentro al campo (rispetto all’ampiezza offerta da Karsdorp sull’out opposto) per creare superiorità numerica nel palleggio e accompagnare i tempi dell’uscita palla giallorossa.

La Roma dopo un primo quarto d’ora di studio, quando ha deciso di mettere palla a terra e giocare con coraggio, ha infilato una serie consecutiva di azioni che hanno schiacciato letteralmente gli avversari. Al 22′ dalla rimessa di Rui Patricio alla conclusione di Zaniolo intercorrono undici passaggi di fila, con il pallone che da sinistra a destra trova, nella progressione di Karsdorp, l’imbucata per Mkhitaryan e la rifinitura per il 22 che poi calcia a rete, solo un salvataggio sulla linea a spezzare in gola l’urlo di gioia dei giallorossi. Da lì il motore della Roma si accende e Oliveira e Mkhitaryan dettano i tempi della rumba giallorossa. 4 reti frutto di organizzazione, controllo degli spazi, predominio tecnico e fisico.

Imponente l’aggressione dell’area di rigore avversaria da parte della Roma, con 4-5 uomini che in più di un’occasione occupano e si dividono equamente gli spazi. Esempio? I cinque calciatori giallorossi presenti in area in occasione della rete del 3-0 siglata da Sergio Oliveira ma anche della prima siglata da Abraham.

COPPIA D’ORO – Con il trascorrere delle partite, anche l’intesa tra Abraham e Zaniolo si sta affinando sempre di più. Già con il Lecce però, la scelta di Mourinho di portare più vicini all’inglese sia Zaniolo sia Mkhitaryan aveva permesso alla Roma di amplificare la sua pericolosità offensiva. Ieri l’apoteosi tecnica in termini di scelte, rifinitura e conclusione, arriva sul poker siglato dal 22: Smalling in verticale per Abraham che di tacco libera nello spazio l’armeno, conduzione del pallone perfetta e assist in area per Zaniolo che deve solo depositare in rete col mancino. Scelte, tempi, qualità tecnica delle giocate, tasti su cui Mourinho batte da mesi.

DISTRAZIONI FATALI – Nella ripresa sul 4-0 è comprensibile un abbassamento dell’intensità. E’ impensabile infatti tenere gli stessi ritmi per 90 minuti ed è normale che l’avversario, con orgoglio, tenti di rendere meno amaro il risultato dinanzi al pubblico di casa. Il totale spegnimento però dei motori da parte della Roma non è altrettanto legittimo e giustificabile. E’ come se nella testa dei giallorossi ci fosse un driver di un pc che improvvisamente vada in arresto automatico. Fine del pressing, baricentro 30 metri più basso, difesa passiva sui portatori di palla avversari e in area di rigore marcature lentissime, come in occasione del primo gol subito, dove Pinamonti si infila in mezzo a quattro uomini (Mancini-Smalling-Cristante-Oliveira) e nessuno accorcia o comprende prima, la pericolosità di quel movimento, che porterà all’1-4.

Stessa dinamica, forse peggiore perchè figlia di errori che si ripetono (es. gol di Dybala in Roma-Juve) quando difensori e mediani giallorossi non accorciano su Bajrami al quale è concesso di puntare da sinistra verso il centro, aggiustarsi il pallone e sparare verso la porta. Poi la deviazione di Mancini farà il resto, spiazzando Rui Patricio.

Situazioni che portano Mourinho ad inserire prima Vina su un distratto Maitland-Niles nella ripresa per aumentare il tasso di intensità difensiva e poi successivamente Veretout, per coprire l’ampiezza delle mezzali empolesi che stavano trovando spazi pericolosi sulla trequarti giallorossa. I cambi in questo caso hanno permesso a Mou di riequilibrare la squadra, ma le occasioni che la Roma concede agli avversari sono spesso stereotipate e in più di una situazione figlie dell’assenza di un grande mediano davanti alla difesa, capace di interdire e leggere in anticipo la pericolosità dei movimenti avversari. Una figura che la Roma dovrà rintracciare sul mercato, più a giugno che a gennaio.

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Allenamenti

Trigoria, Zaniolo e Fuzato tornano a disposizione di Mourinho

Dopo l’indisponibilità delle scorse gare, Nicolò Zaniolo e Daniel Fuzato sono tornati a lavorare in gruppo nella seduta d’allenamento odierna e saranno dunque a disposizione di Mourinho per la sfida di domenica contro il Cagliari.

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Atalanta-Roma 1-4, le pagelle dei giornali: Tammy+Nic l’antitodo di Mou

La Roma batte l’Atalanta 4-1 a Bergamo, sulle ali di Zaniolo e Abraham. Ecco le pagelle dei quotidiani:

LA GAZZETTA DELLO SPORT (F. BIANCHI)
Rui Patricio 7,5; Mancini 7, Smalling 7,5, Ibanez 6,5; Karsdorp 6, Veretout 7, Cristante 6,5, Mkhitaryan 6,5, Vina 6; Zaniolo 7, Abraham 7,5. Subentrati: Shomurodov 6,5, Calafiori sv, Bove sv, Kumbulla sv. Allenatore: Mourinho 8.

CORRIERE DELLO SPORT (R. MAIDA)
Rui Patricio 7; Mancini 7,5, Smalling 8, Ibanez 6,5; Karsdorp 7, Veretout 7,5, Cristante, 6 Mkhitaryan 6,5, Vina 6,5; Zaniolo 7,5, Abraham 8. Subentrati: Shomurodov 6, Calafiori sv, Bove sv, Kumbulla sv. Allenatore: Mourinho 8.

CORRIERE DELLA SERA (L. VALDISERRI)
Rui Patricio 7; Mancini 7, Smalling 8, Ibanez 7; Karsdorp 7, Veretout 8, Cristante 6, Mkhitaryan 7, Vina 6,5; Zaniolo 8, Abraham 8. Subentrati: Shomurodov 6,5, Calafiori sv, Bove sv, Kumbula sv. Allenatore: Mourinho 8.

LA REPUBBLICA (E. GAMBA)
Rui Patricio 7; Mancini 7, Smalling 7,5, Ibanez 7; Karsdorp 7, Veretout 7,5, Cristante 6, Mkhitaryan 6,5, Vina 6; Zaniolo 7,5, Abraham 7,5. Subentrati: Shomurodov 6, Calafiori sv, Bove sv, Kumbulla sv. Allenatore: Mourinho 7,5.

IL MESSAGGERO (A. ANGELONI)
Rui Patricio 6,5; Mancini 7, Smalling 7,5, Ibanez 7; Karsdorp 6,5, Veretout 7,5, Cristante 7, Mkhitaryan 7, Vina 6,5; Zaniolo 8, Abraham 8. Subentrati: Shomurodov 6,5, Calafiori sv, Bove sv, Kumbulla 6,5. Allenatore: Mourinho 8.

IL TEMPO (A. AUSTINI)
Rui Patricio 7; Mancini 7,5, Smalling 8, Ibanez 7,5; Karsdorp 7, Veretout 7,5, Cristante 6,5, Mkhitaryan 7, Vina 7; Zaniolo 8, Abraham 8. Subentrati: Shomurodov 6,5, Calafiori sv, Bove sv, Kumbulla sv. Allenatore: Mourinho 8.