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Spinazzola: “Entro 75 giorni, se tutto andrà bene, tornerò in campo”

Leonardo Spinazzola è intervenuto dal palco dell’evento “Tutti a casa”, in onda su Rai1 “Sto bene, ho buttato le stampelle – ha detto il terzino giallorosso -. Sta andando alla grande, sto lavorando tanto. Sono a metà del percorso, altri 2-3 mesi. Mancano 75 giorni, se tutto va bene”.

“Nel mio piccolo volevo fare questo gesto bellissimo. Ho avuto la fortuna di visitare il Bambin Gesù e i bambini, che hanno una forza e sono un esempio per tutti, e le loro famiglie che non si arrendono – ha aggiunto sul libro ‘Buongiorno, campioni’ che racconta l’avventura della vittoria dell’Europeo -. È un esempio incredibile. Il ricavato quindi sarà devoluto a loro”.

“Penso che il rispetto e l’educazione siano alla base di tutto: andare a scuola, avere rispetto per i professori, per chi lavora a scuola, per tutti. È quello che tramando ai miei figli – ha aggiunto -. È importantissimo studiare per avere una cultura personale”. “Da subito ho pensato al pallone: vedevo le videocassette di Ronaldo tutte le mattine, anche di Holly e Benji”, ha concluso.

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Info biglietti: Roma-Udinese, venduti 23 mila biglietti. Ancora disponibilità per il derby

La sconfitta col Verona, non attenua minimamente la grande voglia di Roma del pubblico giallorosso. In vista della sfida di giovedì contro l’Udinese sono stati finora staccati 23 mila biglietti. Resta una disponibilità di circa 5 mila unità che potrebbe andare esaurita nei prossimi giorni.

Per quanto riguarda il derby di domenica, 6500 biglietti venduti in prelazione. Restano ancora a disposizione 2.500 biglietti del distinto Sud. 

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Roma, ‘la ricerca dell’equilibrio’: primatista in A per tiri e occasioni create, ma anche per parate

FOCUS RS9 punti in classifica dopo 4 giornate. L’incipit di campionato di Mourinho resta uno dei migliori dell’ultima decade giallorosso. Questo il punto di partenza per analizzare ciò che già funziona discretamente bene e ciò che invece va migliorato. Le statistiche spesso sono una summa di numeri freddi, che vanno interpretati e resi dinamici. La Roma – solo ripercorrendo mentalmente le gare sin qui disputate – è una squadra che crea e segna tanto, complice le qualità individuali delle tante frecce nella faretra dello Special One, ma anche grazie all’atteggiamento della squadra. Aggressività, recupero palla, costruzione e improvvise verticalizzazioni, con tanti calciatori a riempire l’area di rigore. Non è un caso che abbiano segnato già quasi tutti gli attaccanti a disposizione di Mou (tranne Mayoral e Perez), oltre alle c.d. mezzali. E i numeri – riferibili alle statistiche ufficiali della Lega di Serie A – confermano il trend positivo: giallorossi primi in campionato per tiri (63, di cui oltre un terzo nello specchio), seconda per reti segnata dietro l’Inter, seconda nella classifica degli assist (10), sul podio per il numero di occasioni create e sfortunatamente anche prima nello score dei legni colpiti (3).

A dispetto dei numeri offensivi, c’è però anche una fase difensiva oggettivamente da registrare. A parte la sfida contro la Salernitana, la Roma ha sempre subito reti (1 contro la Fiorentina, 1 contro il Sassuolo e 3 col Verona). Non un numero di gol clamoroso, ma a livello complessivo tralasciando la sfida di Salerno (4 tiri totali ma 0 nello specchio), nelle altre partite la retroguardia giallorossa ha concesso 34 tiri totali, 21 nello specchio.

Fortunatamente in porta quest’anno c’è Rui Patricio, autore finora di ottime prestazioni. La Roma è prima in A per parate (16). Non tutti gli interventi del portoghese sono stati da tre punti, ma a memoria nelle tre sfide analizzate, compresa quella di ieri, sono almeno sei le parate decisive. Il dato del possesso palla conferma inoltre quanto campo e controllo lascino i giallorossi agli avversari in alcune frazioni di gara: Roma addirittura ottava in campionato con 26 minuti di media.

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Il Capitano, il controllo, i cambi. 3 pensieri su… Hellas Verona-Roma

FOCUS RS – Prima o poi doveva arrivare. Ne era conscio Mourinho, che nei giorni dell’orgiastico entusiasmo cittadino richiamava tutto l’ambiente all’attenzione massima. Ma in fondo ne eravamo consci anche noi. La Roma non è costruita per vincere lo Scudetto. Le parole scandite dalla scorsa estate a mo’ di goccia cinese sono ‘tempo, pazienza, costruzione, lavoro’. Certo oggi brucia. Perchè il Verona arrivava da tre sconfitte consecutive, con il cambio d’allenatore quattro giorni fa. Perché la Roma arrivava alla sfida del Bentegodi con il pieno di vittorie, energie positive, consapevolezza e spirito di gruppo nel proprio serbatoio. E perché tra Verona e Roma ci sono tante categorie di differenza. Ma in Serie A nessuno ti regala niente e tanto meno poteva farlo una squadra impantanata all’ultimo posto in classifica.

IL CAPITANO – Nell’oscuro pomeriggio di ieri, reso ancor più cupo dalle complicate condizioni atmosferiche, Lorenzo Pellegrini ha nuovamente illuminato la scena. Il 7 ha dipinto un affresco futurista colpendo di tacco in corsa, in una frazione di secondo e su un cross deviato, il pallone che non poteva non finire alle spalle di Montipò. Un altro gesto tecnico d’autore che ne consacra sempre di più leadership tecnica e peso specifico all’interno dell’undici titolare. In assoluto è stato l’unico calciatore, anche per dinamismo, capace di reggere l’urto con l’avversario, creando nella ripresa l’occasione del pari e rendendosi pericoloso anche in una posizione più arretrata. Il rinnovo arriverà nei prossimi giorni, con l’idea che la Roma abbia finalmente trovato il proprio faro in mezzo al campo.

IL CONTROLLO – Tatticamente la mossa a sorpresa di schierare Shomurodov aveva un significato chiarissimo: aggiungere peso specifico all’attacco per non lasciare Abraham in balia dei tre centrali avversari. Questa scelta però ha prodotto due risultati negativi: 1) l’eccessiva ricerca della palla lunga sui centravanti. Aspetto che ha favorito il corpo a corpo impostato da Tudor per limitare i danni; 2) poca copertura in fase difensiva, con Calafiori spesso puntato da Faraoni e Barak ed incapace di rendersi pericoloso in zona offensiva. Mourinho certamente si aspettava di più dall’uzbeko e dal centravanti inglese, che per motivi diversi, non sono riusciti a fare la differenza. A destra Zaniolo ha manifestato un deficit in termini di brillantezza, inevitabile, dopo 1 anno e mezzo di stop. Non era forse la partita adatta per aspettarsi dal 22 il salto di qualità. Il tutto acuito da una tendenza pericolosa che Mourinho deve cercare di estirpare il prima possibile: la Roma concede troppo campo e spazio nei primi quarti d’ora della ripresa, era successo con la Fiorentina, col Sassuolo, ma anche col CSKA giovedì poi surclassato nel risultato finale. E’ accaduto nuovamente ieri. Quando la squadra si allunga e lascia il controllo agli avversari, dietro manifesta delle difficoltà non solo individuali. Le squadre di Mourinho sono fondate sulla compattezza difensiva e nel percorso di crescita intrapreso, questa solidità va acquisita necessariamente per tutti i 90 minuti. Evitando inoltre di spedire sistematicamente lungo il pallone ogni volta che lo si recupera o lo si gioca dal fondo. Troppi rilanci di Rui Patricio, a volte imprecisi, troppa fretta di scavalcare il centrocampo. Quando la Roma, anche ieri seppur sporadicamente, ha giocato palla a terra è riuscita a creare pericoli sensibili alla retroguardia dell’Hellas.

I CAMBI – Non sarà lesa maestà se si riconosce anche in Mourinho un fattore negativo nella sfida di ieri. Al contrario delle precedenti sfide, lo Special One avrebbe potuto leggere con maggiore celerità le difficoltà palesate dai due mediani nell’andare a chiudere sugli esterni i continui triangoli ricercati, soprattutto a sinistra, da Caprari-Lazovic e Ilic. L’inferiorità numerica è stata il vettore su cui Tudor ha costruito la rimonta. Magari l’inserimento di un centrocampista e la composizione di una linea a tre, con Pellegrini a supporto delle due punte, avrebbe permesso di schermare meglio la sfuriata dell’Hellas. Il 3-5-2 finale, con Perez ed El Shaarawy a tutta fascia, Mkhitaryan e Pellegrini mezzali più due punte, è valso la mossa della disperazione per recuperare almeno il risultato di parità. Nulla di grave, ma si riparta da dove si era lasciato col CSKA.

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Roma-Udinese, arbitra Rapuano. Al VAR Chiffi

Si rendono noti i nominativi degli Arbitri, degli Assistenti, dei IV Ufficiali, dei V.A.R. e degli A.V.A.R. che dirigeranno le gare valide per la 5ª giornata di andata del Campionato di Serie A 2021/22 in programma mercoledì 22 settembre. La partita tra Roma e Udinese è stata affidata a Rapuano c he sarà coadiuvato da Ranghetti e Scatragli, quarto uomo Miele. Al VAR Chiffi, AVAR Di Vuolo.

Per il fischietto di Rimini è l’esordio assoluto con la Roma, mentre l’Udinese è stata diretta per una volta sola in Coppa Italia.

ROMA – UDINESE Giovedì 23/09 h. 20.45
RAPUANO
RANGHETTI – SCATRAGLI
IV: MIELE G.
VAR: CHIFFI
AVAR: DI VUOLO

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Pellegrini è il futuro della Roma: è la settimana del rinnovo, c’è il sì dei Friedkin

Anche a Verona è stato il migliore in campo. Lorenzo Pellegrini — scrive il Corriere dello Sport – aveva illuso la Roma, l’aveva portata in vantaggio alla fine del primo tempo con una giocata straordinaria, un gol di tacco, al volo, dopo aver avviato l’azione per il cross di Karsdorp. È la sesta rete di questo felicissimo inizio di stagione a livello personale, non è servita a evitare la sconfitta, la prima sconfitta dell’era Mourinho. (…) Con il gol di ieri Pellegrini ha già stabilito anche il suo record realizzativo in trasferta con la maglia della Roma in Serie A. Il suo primato assoluto è di cinque reti, con la maglia del Sassuolo nel 2016/17.

Intanto oggi si apre una settimana che può essere importante per il rinnovo del suo contratto. È previsto infatti un nuovo incontro tra Tiago Pinto e gli agenti di Pellegrini per accorciare le distanze che ancora esistono e arrivare alla firma. Il dirigente portoghese si è confrontato con la proprietà, sia Dan che Ryan Friedkin, e ha avuto il via libera per alzare l’offerta, ora si attende che anche i procuratori del giocatore facciano un gesto di buona volontà. Lorenzo nei giorni scorsi aveva rassicurato José Mourinho, anticipandogli che la firma era imminente. Ma c’è ancora da limare qualcosa per arrivare all’accordo. Pellegrini firmerà un nuovo contratto fino al 2026 e andrà a guadagnare circa quattro milioni all’anno compresi i bonus. Il suo sarà il contratto più importante, insieme a quello di Abraham.

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SONDAGGIO – Prima sconfitta della Roma, cosa non vi è piaciuto? VOTA!

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Verona-Roma, le pagelle dei quotidiani

LA GAZZETTA DELLO SPORT
Rui Patricio 7; Karsdorp 5,5 (78′ Borja Mayoral sv), Mancini 5, Ibanez 6, Calafiori 5,5 (78′ Smalling 6); Cristante 6, Veretout 5,5 (65′ Mkhitaryan 6); Zaniolo 5 (65′ Carles Perez 6), Pellegrini 7, Shomurodov 6 (65′ El Shaarawy 5,5); Abraham 5. All.: Mourinho 6.

LEGGO
Rui Patricio 6; Karsdorp 5 (78’ Smalling n.g.), Mancini 5, Ibanez 6, Calafiori 5 (78’ Mayoral n.g); Cristante 5.5, Veretout 5 (65’ Perez 6); Zaniolo 5 (65’ El Shaarawy 5,5), Pellegrini 7,5, Shomurodov 6 (65’ Mkhitaryan 5.5); Abraham 5.5. All.: Mourinho 5.5.

IL MESSAGGERO
Rui Patricio 6; Karsdorp 5 (78’ Smalling n.g.), Mancini 5, Ibanez 5,5, Calafiori 5,5 (78’ Mayoral n.g); Cristante 6, Veretout 5,5 (65’ Perez 5,5); Zaniolo 5 (65’ El Shaarawy 6), Pellegrini 7, Shomurodov 5,5 (65’ Mkhitaryan 5.5); Abraham 5. All.: Mourinho 5,5.

CORRIERE DELLO SPORT
Rui Patricio 6,5; Karsdorp 5 (78’ Smalling sv), Mancini 5, Ibanez 5,5, Calafiori 5,5 (78’ Mayoral sv); Cristante 6, Veretout 5 (65’ Mkhitaryan 5.5), Zaniolo 5 (65’ Perez 6), Pellegrini 7,5, Shomurodov 4,5 (65’ El Shaarawy 5,5); Abraham 5. All.: Mourinho 5.

CORRIERE DELLA SERA
Rui Patricio 6,5; Karsdorp 5 (78’ Smalling sv), Mancini 4,5, Ibanez 5,5, Calafiori 5 (78’ Mayoral sv); Cristante 5, Veretout 5 (65’ Mkhitaryan 5.5), Zaniolo 5,5 (65’ Perez 6), Pellegrini 7,5, Shomurodov 5 (65’ El Shaarawy 5,5); Abraham 5. All.: Mourinho 5.

LA REPUBBLICA
Rui Patricio 6,5; Karsdorp 5 (78’ Smalling sv), Mancini 5, Ibanez 6, Calafiori 5,5 (78’ Mayoral sv); Cristante 5,5, Veretout 5 (65’ Mkhitaryan 5.5), Zaniolo 5 (65’ Perez 5,5), Pellegrini 7, Shomurodov 5,5 (65’ El Shaarawy 6); Abraham 5. All.: Mourinho 5,5.

IL TEMPO
Rui Patricio 6; Karsdorp 5,5 (78’ Smalling sv), Mancini 4,5, Ibanez 5, Calafiori 5 (78’ Mayoral sv); Cristante 5, Veretout 5 (65’ Mkhitaryan 5.5), Zaniolo 5 (65’ Perez 5,5), Pellegrini 7,5, Shomurodov 5 (65’ El Shaarawy 5,5); Abraham 4,5. All.: Mourinho 5.

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Verona-Roma 3-2, il commento di Fabio Maccheroni: “Capita e capiterà, ma giovedì è vicino”

Resti fra noi…Capita, capiterà. Dove te lo aspetti. E anche quando non te lo aspetti, quando pensi al passato: chi aveva fatto un gol così ? Mancini? Ma non aveva fatto tre giorni prima un gol come quello di Lollo Pellegrini. Tutto qui, mentre troppo Verona per non rimanere indigesto. Pareggio , sorpasso è ancora sorpasso. E poi manfrina, gente che si accascia contando i minuti e punti d’oro dopo l’esonero di DiFra. Ma meritati. Mou li prova tutti e le prova tutte dopo essere partito con Shumi a sinistra quando ci aspettavamo Elsha, dopo aver provato la difesa a tre con Smalling per inserire anche Mayoral. Non è giornata. Anche per qualche titolare. I colpevoli? Troppe partite? Forse. Tutto insieme nel frullatore. Però fa bene pensare che giovedì è così vicino e avremo altro da pensare.

Fabio Maccheroni

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Ululati dei veronesi ad Abraham. Cristante: “Ora non ci deprimiamo”

La data è la stessa. Anche il verdetto. La Roma perde ancora al Bentegodicontro il Verona il 19 settembre. L’anno scorso per la verità finì 0-0 (il ko poi a tavolino). Stavolta è peggio: evapora il primato. La sconfitta è la prima in campionato e incide sulla classifica e sul morale. A quello ha pensato Mourinho già a fine partita.

Dopo aver portato i giocatori sotto il settore ospiti a ringraziare i 1700 tifosi, si è dedicato a loro negli spogliatoi. Li ha visti dispiaciuti. Ma gli ha chiesto di voltare subito pagina. Come riporta il Messaggero, a ferire Abraham, invece, i soliti ululati che partono dalla curva gialloblù. Si sono sentiti più volte nel primo tempo, con l’attaccante che si è ritrovato sotto quel settore. Niente di esagerato, ma i buu si sono sentiti. Meno nella ripresa.

Cristante è d’accordo con Mourinho: “Non dobbiamo perdere l’entusiasmo”. Ma il centrocampista non nasconde quelli che sono stati i difetti della Roma: “Quando prendi tre gol tutti commettono errori, in settimana li rivedremo. In tutti i ruoli abbiamo sbagliato. Sia con la palla sia in qualche scelta difensiva, andando in difficoltà ad inizio ripresa. Non abbiamo tenuto. La stanchezza è di ogni squadra, non deve essere una scusaLa stagione è lunga, dobbiamo ripartire“.