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Il ‘caso’ dell’inno, Friedkin disposti a pagare la multa alla Lega

Oggi la Roma sarà sostenuta da 30 mila spettatori, che intoneranno l’inno ‘Roma Roma Roma’ appena prima del fischio d’inizio, con i Friedkin pronti a pagare l’eventuale multa che arriverebbe. Come riferisce il Messaggero, la società vorrebbe proseguire a far risuonare le note dello storico inno a ridosso dell’inizio del match, come segnalato in origine da Mourinho in conferenza stampa.

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Roma-Empoli, chances dal primo minuto per Darboe

L’entusiasmo trattenuto a fatica da Mourinho e il patto solido tra capitano e mister, vedono passare le loro emozioni anche attraverso la gara di oggi (ore 18) contro l’Empoli. Come riferisce la Repubblica, il derby non ha allentato l’entusiasmo dei tifosi, che saranno oggi oltre 30 mila all’Olimpico, con anche il settore ospiti aperto ai sostenitori di casa, per quella che è la capienza massima al momento consentita. Avrà una chance anche in campionato Darboe, dopo la presenza in Conference.

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Roma-Empoli, venduti 30 mila biglietti. Ecco la disponibilità rimasta

La Roma va verso il soldout per la sfida contro l’Empoli. Grazie all’apertura del settore ospiti, con lo spostamento dei tifosi toscani in uno spicchio della Monte Mario Nord, la società giallorossa ha comunicato di aver venduto 30 mila biglietti, con ancora 1000 tagliandi disponibili.

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Roma-Empoli, la probabile formazione giallorossa

Dopo la vittoria di Coppa, la Roma si rituffa sul campionato con la voglia di strappare altri tre punti all’Empoli e andare così alla sosta pienamente dentro la corsa Champions. Josè Mourinho domani contro la formazione allenata da Andreazzoli schiererà la formazione titolarissima, con Rui Patricio tra i pali, il rientro dal 1′ minuto di Karsdorp-Mancini-Vina al fianco di Roger Ibanez. Piccola chance per Smalling, ma quasi certamente Mou schiererà il brasiliano.

A centrocampo Veretout dopo il turno di riposo in Europa riprenderà il suo posto in mediana, al suo fianco ci sarà Cristante (nonostante la diffida). Davanti Abraham nel ruolo di numero nove, con Mkhitaryan e Zaniolo sugli esterni e Lorenzo Pellegrini, fresco di rinnovo, trequartista centrale.

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MOURINHO: “Sono un risultatista. Darboe sta crescendo. Pellegrini? Ero sicuro del rinnovo” (AUDIO)

Josè Mourinho ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Empoli:

Qual è il punto di equilibrio tra il nuovo calcio offensivo e la classifica?
“Il risultato è la cosa più importante, se giochi un calcio offensivo perdi 5-4 ma puoi fare 0-0 giocando in difesa. É impossibile essere nei top della classifica senza essere equilibrati, non bisogna concedere molti gol ma devi anche segnare per vincere. Più che la classifica, i risultati di 3-2, 3-2, c’è la qualità del gioco che deve essere buona. L’allenatore vuole giocare bene, poi se giochi bene e vinci anche meglio. Io sono un risultatista, penso al risultato, poi se riesco a fare le due cose ancor meglio. La maggioranza delle proposte di gioco in Serie A è il giocare bene”.

Darboe per Cristante che è diffidato?
“Non penso a queste cose, Darboe ha fatto un buon percorso con noi. L’anno scorso ha giocato senza responsabilità, Fonseca non aveva altre opzioni e Darboe ha giocato senza pressione o responsabilità e ha fatto bene. Abbiamo parlato fra di noi che è arrivato quel senso di responsabilità per lui, non è più un giovane Primavera, ha già qualche responsabilità e anche lui si è messo pressione. Sta lavorando, sta crescendo e sta avendo fiducia e lo si è visto contro lo Zorya Luhansk, avevamo le opzioni Diawara, Villar, Bove ma abbiamo pensato che fosse il momento giusto per lui. La risposta è stata buona, ha interpretato bene il ruolo, mi è piaciuto tanto. Non si può dire che abbiamo guadagnato un giocatore perché lo avevamo già. Ovviamente, con questo tipo di partite, cresce la fiducia che ho verso di lui”.

Che ne pensa delle mancate convocazioni con l’Italia di Zaniolo e Mancini?
“L’Italia ha un CT che ha tante scelte, è una sua decisione e lo rispetto se convoca un calciatore o dieci. Penso sempre che i giocatori preferiscono andare in Nazionale perché per tutti loro è un orgoglio e una motivazione. Se rimangono qui, sono protetti perché lavorano bene e non hanno partite da giocare o da stare in tribuna, anche questo è positivo. Le due cose hanno aspetti positivi e negativi”.

Quanto manca al suo punto di equilibrio?
“La cosa più facile nel calcio è difendere bene, soprattutto se lo fai a costo dell’organizzazione offensiva. Vogliamo un’evoluzione della squadra che crea, che segna e giochi bene. Siamo andati due volte fuori casa e le abbiamo perse pur segnando 2 gol, una squadra equilibrata che difende bene come squadra, al di là degli errori individuali, non può farlo. Preferisco essere equilibrato e questo se lo fai a prescindere dalla tua organizzazione, da ciò che vuoi fare, magari hai bisogno di più tempo. Abbiamo avuto partite senza gol subiti o uno solo, però prendere 6 gol in 2 partite è troppo e lavoriamo su questo. Oggi è il secondo giorno di recupero dopo la partita di giovedì, abbiamo lavorato con intensità minore perché non è facile mantenere questo ritmo. Sappiamo come gioca l’Empoli, sappiamo le sue qualità, hanno più cross e sono la seconda squadra che tira maggiormente da fuori area, sappiamo le loro caratteristiche e lavoriamo su di questo. L’organizzazione difensiva è importante”.

Si gioca troppo nel calcio? Spallettii dice che le nazionali rovinano i club.
“Non commento le parole del mio amico Spalletti, ognuno ha le sue opinioni. Ci sono delle cose che penso possano migliorare, però la soluzione non è non far giocare le nazionali. Piuttosto, in Sudamerica giocano giovedì notte che per noi europei è venerdì mattina e questo non lo capisco. Una volta l’ultimo giorno era il mercoledì, adesso si gioca praticamente il venerdì. Un’altra cosa che non mi piace è la selezione di 35-40 giocatori per 2-3 partite e poi magari in 15 non giocano e non si allenano con la vera intensità. Preferibilmente, questi giocatori dovrebbero restare con i club. Questi sono piccoli dettagli da migliorare, la foto generale della situazione è questa. Ora parlano di Mondiale ogni due anni, non sono cose per me. Sono piccoli dettagli da sistemare, tanti club hanno le stesse situazioni. Vina, Bentancur, Cuadrado giocheranno il venerdì e poi il sabato in Juventus-Roma…”.

Roma ed Empoli non hanno mai pareggiato.
“Penso sia una casualità, tante volte sono i dettagli a decidere. Un conto è chi entra in campo con l’obiettivo di pareggiare, noi abbiamo avuto le qualità per fare questo ma non siamo noi, vogliamo entrare per vincere così come l’Empoli. Con il Sassuolo, per esempio, la differenza è stata un gol al 90′ e non penso che sia una questione filosofica o di gioco”.

Quanto è importante restare sempre in partita?
“Questa è una normale, rientra nella mia opinione di parlare positivamente di una squadra che ha il potenziale per farlo. La squadra ha bisogno di segnare, ha bisogno di cambiare il risultato e noi abbiamo cercato di farlo ogni volta in cui dovevamo segnare, ci siamo presi dei rischi e non abbiamo avuto paura di prendere un altro gol per un risultato positivo. Questa è la dialettica del gioco, la bellezza del gioco. C’è un altro fattore che la gente non capisce, se tu ogni tanto giochi in maniera diversa non è per colpa tua, ma per merito dell’avversario che ti mette in difficoltà. Io in alcune circostanze non volevo giocare basso, sono stato costretto dall’avversario”.

I tifosi della Roma hanno capito che la squadra ha tempo per crescere?
“Posso ringraziare i tifosi per tutto l’appoggio che hanno dato alla squadra e a me. Questa è una dimostrazione chiara del romanismo, facile essere tifoso per una squadra che vince sempre, meno per una squadra che vince poco. Per me è un’espressione, una dimostrazione nell’atteggiamento della squadra. Abbiamo perso due partite, però abbiamo avuto atteggiamento, voglia, qualità e un impegno totale. Penso che un tifoso senta queste cose, magari sbaglio io però questa empatia è basata sulla squadra che abbiamo e sul gioco che facciamo. Abbiamo finito le due partite che abbiamo perso con 8 attaccanti a Verona e contro la Lazio, questo penso che la gente lo capisca. Per quanto riguarda il tempo, dico che il tifoso romanista deve capire che c’è un processo che stiamo facendo, serve permeabilità in base ad alcune vostre dichiarazioni. Stiamo vivendo un momento di maturità all’interno del club e nel modo di essere romanista e il tempo è ovviamente importante perché c’è tanta differenza di punti con le posizioni top e questa differenza non si riduce con poco”.

Il rinnovo di Pellegrini?
“Dal momento che ho sentito che la proprietà non voleva perdere un calciatore come lui, che significa molto perché è un ragazzino romano e romanista che è cresciuto qui, dal momento che ho sentito questo e che Lorenzo mi ha detto che sarebbe rimasto sicuro, ero tranquillo. Dopo è passato tutto nelle mani di Tiago Pinto e dell’agente di Lorenzo, è un processo che si sapeva come sarebbe andato a finire. Per me è la decisione giusta per entrambi, ho parlato con Lorenzo e penso che anche per lui sia la decisione giusta e per noi come squadra, è importante questo tipo di stabilità per noi. Io starò qui per tre anni, lui è qui per restare e per aumentare il nucleo italiano con Mancini e Cristante, c’è un nucleo di costruzione del gruppo anche. Siamo insieme, lavoriamo insieme e arriveremo dove vogliamo arrivare con tranquillità”.

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Roma, Pellegrini ha rinnovato: “Emozione indescrivibile, è un sogno”

Ora è ufficiale, Lorenzo Pellegrini ha firmato il rinnovo. Il capitano della Roma si è legato al club fino al 2026. Questa mattina gli agenti di Pellegrini hanno raggiunto il giocatore a Trigoria per sbrigare le ultime pratiche: intorno all’ora di pranzo sono arrivate le firme sul nuovo contrattoquinquennale. Il giocatore percepirà circa 4 milioni di euro più bonus a stagione, ed è stata eliminata la clausola rescissoria. 

“È impossibile spiegare questa emozione, è quello che ho sempre voluto: era arrivato il momento di legarmi alla squadra della mia città”ha commentato Pellegrini“Non potrei provare un’emozione più grande di questa. Sono davvero orgoglioso che i presidenti, Tiago e anche il mister mi abbiano sempre fatto sentire importante: io cerco di ripagarli in campo tutti i giorni dando il 110 per cento, con l’obiettivo di continuare a migliorare sempre per vincere”.

“Dal primo momento in cui ho iniziato a lavorare qui avevo l’obiettivo di arrivare al rinnovo di contratto di Lorenzo: per questo motivo ritengo la giornata di oggi davvero molto significativa”, ha commentato il General Manager dell’area sportiva del Club Tiago Pinto. “Lorenzo incarna alla perfezione le caratteristiche principali del progetto sportivo della società: non solo per le sue indiscutibili qualità tecniche ma anche perché, da romano e romanista, cresciuto nel nostro settore giovanile, ha un legame identitario con il Club che lo rende un pilastro della Roma. Non può esistere un progetto sportivo senza una forte identità”.

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Esclusiva ReteSport – Pellegrini-Roma, accordo raggiunto fino al 2026. Decisivo l’intervento dei Friedkin

La Roma è pronta ad annunciare il rinnovo del suo capitano. Secondo quanto appreso in esclusiva da ReteSport, Lorenzo Pellegrini ha trovato un accordo con la società giallorossa per il prolungamento del contratto fino al 2026. Decisivo l’intervento di Dan Friedkin che ha voluto fortemente la permanenza del numero 7 giallorosso, aumentando l’offerta economica. Previsto a brevissimo l’annuncio ufficiale.

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I Friedkin investono per vincere

  I  Friedkin continuano a mettere soldi nella Roma. Altri 25 milioni nel mese di settembre, per rendere i conti della società sempre più in ordine. Ogni mese, puntualmente, i proprietari americani mettono mano al portafoglio per iniettare liquidità nel club giallorosso. Come riporta il Corriere dello Sport, cresce ogni mese l’esposizione dei Friedkin: con questa nuova inezione di liquidità l’investimento totale dei Friedkin arriva a 273,3 milioni in appena tredici mesi, che vanno a sommarsi ai 199 milioni pagati a Pallotta per l’acquisto delle quote della società nel mesi di agosto del 2020. Si arriva a sfiorare il mezzo miliardo di euro complessivo.

I Friedkin continuano ad avere grande attenzione nel portare avanti la società e dimostrano che fanno sul serio. Ci vorrà tempo per rientrare dalla forte esposizione. Non è un gioco da ragazzi per la nuova proprietà sostenere questi investimenti, sono tra i pochi proprietari che continuano a mettere soldi costantemente. Dimostrano ogni giorno che seguono la crescita della società in ogni dettaglio, la Roma è una macchina che richiede continui aggiustamenti. Sul piano organizzativo sono stati fatti in poco più di un anno grandi cambiamenti per garantire continuità. I proprietari texani sperano sempre nell’ingresso di un investitore, un socio di minoranza con il quale dividere le spese e portare avanti il progetto del nuovo stadio, che resta una priorità per i Friedkin.  
Con il nuovo versamento di 25 milioni il messaggio che viene mandato al mondo finanziario e ai tifosi è l’attenzione della proprietà a garantire continuità, con l’obiettivo di incrementare i ricavi e diminuire gli sprechi. La speranza è che con il nuovo sindaco si possa decidere in tempi brevi per lo stadio, fondamentale per garantire risorse al club. Questo è un periodo di forte esposizione debitoria, che fa parte di un processo lento che dimostra la fiducia riposta dai Friedkin nel mercato italiano, che oggi affronta la ripresa con una credibilità diversa. 

  I proprietari americani sono pronti a investire ancora sul mercato di gennaio, puntando sull’arrivo di un centrocampista e un terzino. Piace Harry Winks, centrocampista classe ‘96 del Tottenham. E’ in partenza, non trova spazio, può costare meno di 20 milioni. Ma ci saranno anche diverse uscite. Borja Mayoral probabilmente chiederà di essere ceduto, Tiago Pinto ne parlerà con il Real Madrid, proprietaria del cartellino. 

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Calafiori e Darboe in rialzo: c’è anche un’altra Roma su cui poter contare

Sapere che ora, grazie alle indicazioni della trasferta di Conference League, c’è anche una Roma B su cui poter contare. A Mourinho, probabilmente, non farà piacere che i giocatori impiegati meno vengano chiamati così ed è anche comprensibile. Ma è innegabile che, scrive il Corriere della Sera, per il portoghese ci siano 13-14 titolari e poi le alternative.

Alternative che in Ucraina, giovedì sera, hanno reso semplice una partita che poteva essere complicata, non fosse altro perché la Roma è tornata di notte (alle 2) a Fiumicino e domani alle 18 giocherà contro l’Empoliall’Olimpico.

Riposo poco, ma almeno le prestazioni di alcuni rendono tutto molto meno faticoso. In primis, a destra, pur non giocando benissimo, Ibanez ha dimostrato di sapersi adattare in alcune situazioni, mentre sulla fascia opposta, in attesa di Spinazzola (che ha ripreso a correre), Calafiori cresce alle spalle di Vina.

Il ragazzo, diciannove anni, inizia a fare tesoro dei consigli di Mourinho, così come in mezzo al campo ha fatto Darboe, che ha avuto il complicato compito di sostituire Veretout, rimasto a Roma (ma domani ci sarà). Per il ventenne era l’esordio stagionale e, oltre all’assist per il primo gol di El Shaarawy, ha messo in mostra qualità e quantità, tanto da aver superato nelle gerarchie Villar e Diawara, entrati nella ripresa.

Stesso discorso per Mayoral che nell’unico quarto d’ora a sua disposizione non ha giocato come punta centrale – c’era Abraham – ma ha tentato comunque la via del gol per sbloccarsi. Lui in allenamento dà il massimo, lavora anche a casa con un personal privato, ma per adesso per Mourinho l’inglese e Shomurodov sono avanti nelle gerarchie.

Non ne fa proprio parte, invece, l’americano Reynolds, che ha giocato appena un paio di minuti fino a questo momento. Per lui non è ancora arrivato il tempo di sentire parole al miele come quelle che Mourinho ha riservato a Darboe: “Ha giocato molto bene e dato equilibrio alla squadra. Ha fatto bene anche i movimenti difensivi e mi è piaciuto molto. Ho dato anche a Diawara l’opportunità di giocare e sono soddisfatto”.

Magari anche per questo domani Cristante, diffidato e reduce dai 90’ in coppa, potrebbe riposare e al suo posto potrebbe essere confermato proprio Darboe. L’Empoli gioca bene e non va sottovalutato, ma la prestazione contro lo Zorya autorizza l’ex Primavera a sperare in un’occasione.

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Gigante pensaci tu

 Un gol allo Zorya per riprendere il feeling perduto al derbyAbraham ci teneva a lasciare il segno nella sua prima stracittadina, ma, come spesso capita, quando cerchi tanto una cosa è la volta buona che non ci riesci. Contro la Lazio, scrive il Messaggero, ha vissuto un pomeriggio difficile, è mancato il tiro in porta, non è mai stato messo in condizione di concludere nemmeno una voltaContro gli ucraini, al netto della modestia degli avversari, in 10 minuti colpisce un palo e segna un gol, ma sinora Abraham ha calciato poco verso la porta avversaria.

Il totale, al momento, recita 10 tiri in 6 partite giocate in campionato. Immobile, nello stesso periodo, è già a quota 24. Abraham è un attaccante generoso, che gioca per la squadra, si allarga e crea spazi per i compagni, ma che va messo in condizione di poter cercare di più la conclusione personale. Lo score, nonostante la giovane età, parla per lui: 94 reti in 217 gare disputate. E’ probabilmente insito nel processo di crescita naturale suo e della squadra, ma per il salto di qualità della Roma, oltre al ritrovato Pellegrini e al ritorno di Zaniolo, serve un Tammy decisivo. Più responsabilizzato, smanioso di cercare la conclusione, più al centro del gioco, paradossalmente più egoista.