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Roma-Bodo/Glimt, speciale Retesport: dalle 19 live con il prepartita

Una serata speciale, uno stadio Olimpico sold out e la nostra, consueta, passione. Retesport schiera in campo tutta la sua squadra – tra speaker, giornalisti e opinionisti, per seguire live già dalle 19.00 il lungo prepartita di Roma-Bodo/Glimt.

Uno speciale che coinvolgerà diverse voci della radio dallo stadio, la marcia d’avvicinamento degli oltre 60 mila spettatori e l’analisi del match. In studio Gianluigi d’Orsi e Pietro Mecozzi, radiocronaca di Checco Oddo Casano.

All’intervallo gli interventi di Capitan Giuseppe Giannini e Maurizio Catalani, poi nel post gara altri commenti alla sfida dell’Olimpico e tutti i contributi dalla mixed zone.

Segui il match live sui 104.2 FM, su retesport.it, sulla nostra App, ma anche su Alexa o Google Home e sui nostri social, oltre alla visual radio su Twitch.

Retesport, la radio dei tifosi della Roma!

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Roma-Bodo, le probabili formazioni dei quotidiani: nessun dubbio su Zaniolo

GAZZETTA DELLO SPORT (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Cristante, Oliveira, Zalewski; Pellegrini, Mkhitaryan; Abraham.

CORRIERE DELLO SPORT (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Cristante, Oliveira, Zalewski; Pellegrini, Mkhitaryan; Abraham.

LEGGO (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Cristante, Oliveira, Zalewski; Mkhitaryan, Pellegrini; Abraham.

IL MESSAGGERO (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Cristante, Oliveira, Zalewski; Pellegrini, Mkhitaryan; Abraham.

REPUBBLICA (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Cristante, Oliveira, Zalewski; Pellegrini, Mkhitaryan; Abraham.

IL TEMPO (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Cristante, Oliveira, Zalewski; Pellegrini, Mkhitaryan; Abraham.

LA STAMPA (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Cristante, Oliveira, Zalewski; Pellegrini, Mkhitaryan; Abraham.

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Rassegna stampa

Un piccolo passo verso il futuro

Con la politica dei piccoli passi si è abbattuto il muro di Berlino, e si è costruita l’Europa scrive Il Messaggero. Invece nel calcio, se si parla di progetti a lunga scadenza, di partenze dal basso, ai più viene l’orticaria. Per la Roma di Friedkin, la notte del Bodo\Glimt può essere il passo d’ingresso nella sua nuova storia. Che parte, perché no, dalla Conference League, certo, questa coppa bistrattata, sulla quale però bisogna mettersi d’accordo: o è un trofeo internazionale, seppure il terzo in ordine di importanza come la Coppa delle Coppe che fu, o non lo è. Dato che lo è, ambire a vincerlo è sacrosanto, ha un valore sportivo evidente e anche uno economico, circa 20 milioni. I fucilatori preventivi sostengono che neppure vincere la Conference sarebbe un successone, sarebbe una cosa tra il normale e l’inutile, quasi da poveracci: tipici ragionamenti antisportivi, circolano anche tra i media. Ma a parte il fatto che se passasse il turno, la Roma raggiungerebbe la terza semifinale europea in 4 anni e seconda consecutiva. Come sempre, i tifosi avvertono tutto prima, infatti saranno il solito oceano. La notte col Bodo è il crocevia della nuova Roma. E’ importantissima. Perché poi un esito nefasto consegnerebbe la stagione a valutazioni negative, con autoflagellazioni e processi sommari, dalle conseguenze imprevedibili. Si sa, come siamo fatti. Quindi che notte, stanotte.

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I tifosi del Bodo ai romanisti: “Non accoltellateci”

Duemila maschere, polemiche ma pure la mano tesa dei tifosi del Bodo. Stasera all’Olimpico sarà alta la tensione per la gara di ritorno dei quarti di Conference, scrive Leggo. I tifosi norvegesi si presenteranno indossando una maschera con la faccia del tecnico Knutsen, squalificato per la rissa con il preparatore dei portieri romanista. Il ricavato della vendita sarà devoluto all’Unicef e alle vittime della guerra in Ucraina. La tifoseria del Bodo ha indirizzato poi una lettera aperta a quelli della Roma: “Siamo preoccupati per scontri o coltellate. Nel corso di molti anni abbiamo condiviso molto. L’Italia ci ha dato ristoranti brillanti, il Chianti e Fellini. Noi vi abbiamo dato l’acquavite e lo stoccafisso. Facciamo che la nostra battaglia sia in campo, e se necessario negli spogliatoi. Ma restiamo amici prima e dopo la partita”. Stasera scopriremo se l’appello sarà raccolto in un Olimpico blindato. I tifosi della Roma, intanto, ieri notte hanno provato a disturbare la notte dei giocatori del Bodo che alloggiavano in un hotel in zona Casaletto.

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Passione e allerta. La spinta dell’Olimpico con più di 60 mila tifosi

Davanti non ci sarà né il Barcellona né il Chelsea e neanche il Bayern Monaco. E la sfida di stasera, come peso specifico, non ha certo lo stesso spessore di quelle storiche per i colori giallorossi contro Dundee United o Brondby, non fosse altro perché quelle erano due semifinali che portarono la Roma all’ultimo atto, rispettivamente in Coppa dei Campioni (1983-84) e in Coppa Uefa (1990-91). Di certo, però, c’è una cosa: lo stadio Olimpico stasera avrà qualcosa di davvero magico, speciale, proprio come successe in ognuna di quelle partite lì, scrive La Gazzetta dello Sport. Una bomboniera giallorossa, pronta a tifare ed a spingere la squadra anche oltre l’ostacolo. In tutto ci saranno 62-63 mila spettatori, che fanno il paio con gli oltre 64mila di Roma-Salernitana. In buona sostanza, quasi 130mila persone innamorate della Roma in quattro piccoli giorni. Ecco perché Mou lo sottolinea sempre: “i giocatori devono sentire addosso questa responsabilità nei confronti dei tifosi – aveva detto subito dopo la gara con la Salernitana – E sapere che con il Bodo lo stadio sarà ancora pieno è una sensazione fantastica“.  Insomma, non ci sarà il sold out solo perché ci saranno i famosi cuscinetti di protezione tra la tifoseria romanista e quella norvegese. Dopo i fatti dell’andata, infatti, c’è anche un po’ di allerta per la sfida di stasera, tanto che la stessa Uefa ha cambiato il livello di attenzione, passando da basso ad alto come alert. All’Olimpico saranno così impegnati 800 steward, per evitare qualsiasi tipo di contatto o die problematica con i circa 2mila norvegesi che saranno al seguito del Bodo. E anche in città le forze dell’ordine impegnate saranno superiori al normale, per evitare che ci possa essere qualsiasi contatto anche dopo il fischio finale, alla fine della partita. Tornano in mente i 3-0 rifilati in Champions League a Chelsea (2017) e Barcellona (2018), ma anche il 3-2 al Bayern Monaco del 2010 oppure il 2-0 al Colonia del 1982/83, che portò i giallorossi ai quarti di quella Coppa Uefa. Gara che sono scolpite nella mente dei tifosi giallorossi ed a cui si spera di aggiungere anche la partita di questa sera, contro il Bodo, nella prima edizione di questa Conference League. Che ci sia una grande componente è innegabile. E quella componente si chiama proprio Mourinho, l’ascendente più forte di oggi sulla gente romanista.

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Roma a caccia del riscatto. Mou: “Siamo più bravi, sarà semifinale”

Sarà la sua notte. Una di quelle in cui si è tuffato tante volte, ma che vuole continuare a vivere per arrivare ancora una volta fino in fondo, scrive La Gazzetta dello Sport. José Mourinho è convinto che l’epilogo sarà dolce e ieri non ha fatto nulla per nasconderlo: “Giocheremo una partita di calcio: che vinca il più bravo, dove sono convinto che i più bravi siamo noi” ha detto in conferenza. Non conta che quest’anno la Roma abbia già incontrato tre volte il Bodo, tirandone fuori solo un pareggio e due sconfitte, conte piuttosto che questa può essere la partita chiave delle quattro. E la Roma, stavolta, non vuole proprio sbagliarla. Mourinho sa che vincere o perdere non cambierebbe la sua storia e il suo blasone internazionale, ma un successo vorrebbe dire inseguire quel poker di coppe a cui tiene da matti. Mou vuole infatti essere il primo allenatore della storia ad aver vinto tutte le coppe europee. “Vogliamo andare in semifinale, siamo preparati ed ho grande fiducia nei miei giocatori” ha detto il tecnico. E a proposito dell’aggressione subita da Nuno Santos all’andata ha commentato: “Io non penso, la Uefa pensa. Io non decido, decidono loro“. Questa sera dovrebbe affidarsi alla solita squadra, quella ormai consolidata con il 3-5-2, con Pellegrini e Mkhitaryan alle spalle di Abrahame Zaniolo ancora in panchina, pronto a subentrare. Dubbio in difesa, Mancini sembra aver recuperato dopo il grande spavento di Bodo, ma potrebbe lasciare il posto a Kumbulla.

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Mourinho: “Noi antisportivi? Bugie su bugie”

Stadio strapieno, una rivincita doppia e una semifinale da conquistare per sperare ancora di vincere un trofeo dopo 14 anni, scrive Leggo. Questa è una di quelle notti indimenticabili,nel bene o nel male. La Roma nei quarti di ritorno di Conference affronta il Bodo in un clima da Champions.C’è da ribaltare il 2-1 dell’andata ma soprattutto c’è da sfatare il tabù legato ai norvegesi. Il tutto in un clima teso vista la squalifica confermata per il tecnico Knutsen e la scelta del Bodo di allenarsi in casa Lazio. Ieri è anche spuntato un confuso video della rissa in Norvegia. Mou non ne vuole parlare: “Mi aspetto una partita di calcio. Che vinca il migliore e i migliori siamo noi. Non parlo del loro tecnico. Da parte nostra c’è stato sempre fair play anche dopo il 6-1 a ottobre, un comportamento esemplare. Quello che è successo giovedì scorso è fuori contesto. Il mio staff troppo agitato? Una bugia che si ripete tante volte rimane una bugia”. Sulla partita: “Partiamo da 2-1 per loro, abbiamo bisogno di fare un gol per pareggiare, non di fare dei cambi drammatici. Se mi fate la domanda se abbiamo allenato i rigori, rispondo di sì. Andare ai rigori? No”.

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Totti: “La situazione di Ibra diversa dalla mia. Io fui messo subito da parte”

Ibra? Nessuno può capirlo più di me…”, dice Francesco Totti intervistato su La Gazzetta dello Sport. Continuare o dire basta? Per un paio di anni, gli ultimi di una carriera strepitosa, il tema che appassionava e divideva opinionisti e addetti ai lavori (non i tifosi della Roma che avrebbero voluto vederlo giocare fino a 50 anni) ha riguardato lui, Francesco Totti. Ora il Capitano ha passato il testimone a un altro gigante del calcio mondiale, Zlatan Ibrahimovic, alle prese con fastidi, infortuni, infiammazioni, risentimenti muscolari e tendinei che lo tormentano e gli impediscono da mesi di essere Ibra. Aveva 40 anni anche Totti il 28 maggio 2017 quando, nella più commovente ultima partita che il calcio ricordi, disse basta o forse sarebbe meglio dire fu spinto a dire basta… 

Francesco te la senti di riavvolgere il nastro?“Così mi vuoi male… (sorride, ndr ). Sono passati 5 anni ma le sensazioni me le ricordo tutte e guardando Ibra nell’ultimo periodo le rivivo. Anche se la mia situazione era un po’ diversa dalla sua. Io non avevo avuto particolari infortuni. Sentivo di poter ancora dare il mio contributo, ma fui messo subito da parte e se giochi tre minuti o cinque o dieci una volta ogni tanto diventa uno stillicidio. L’ultimo mio anno non lo auguro al mio peggior nemico. Fu pesantissimo a livello mentale. Logorante. Perché quando dopo una vita in campo non giochi con continuità, soprattutto a una certa età, il fisico non lo stai facendo riposare, lo stai facendo arrugginire. Quando ti abitui solo a subentrare, piano piano perdi il ritmo partita. E quando poi entri ti accorgi che arrivi secondo sul pallone, che stai perdendo quei centesimi di secondo che fanno la differenza. Perché la testa ti dice ancora perfettamente cosa fare, ma le gambe ci arrivano un attimo dopo. Tu lo sai di essere più bravo degli altri ma se il fisico non “resta in partita” diventa dura. Zlatan in questo momento gioca poco e mi immagino le sue difficoltà anche perché il suo corpo è una macchina impegnativa. Però rispetto a me ha una fortuna…“. 

Quale?Da quel che mi sembra dall’esterno la sua voglia di stare in campo è forte come quella del Milan di averlo ancora a disposizione. Il problema non è il tecnico o la società, sono il numero di minuti di gioco e cosa comportano per lui fisicamente nei giorni successivi, quando devi recuperare e subentrano fastidi che prima non avevi mai avuto” Io da amante del calcio spero che Ibra possa continuare. Che domani mattina i fastidi che lo stanno tenendo fuori così spesso possano sparire. Sarebbe un regalo non solo per lui, ma per tutti noi che seguiamo il calcio. Ibra è stato amatissimo dai suoi tifosi e ha fatto disperare (il termine è più colorito, ndr ) quelli avversari. Ma il giorno che dovesse dire basta, il dispiacere sarebbe di tutti. Un po’ come è successo con me“.

Il passaggio dal campo al bordo campo spesso è più complicato del previsto.Uno come Ibra, per l’immagine e l’impatto che ha, credo lo vorrebbero tutte le società. Certi atleti o ex atleti da soli hanno più seguito di un club intero. Ma bisogna stare attenti a non diventare un poster o una bandiera da sventolare solo quando serve. Io sono passato da un addio lacerante a fare subito il dirigente della Roma: un percorso che a tutti sembrava naturale e scontato, ma i ruoli non erano chiari. Lì per lì all’inizio ti senti in balia di tutto. Se sei stato un giocatore e hai vissuto sulla pelle le dinamiche del campo e dello spogliatoio ti rendi conto come ragioni in maniera totalmente diversa chi lavora accanto a te e il campo non l’ha mai calcato. Ignorano aspetti che invece nel calcio fanno la differenza. Forse anche per questo non ero mai realmente chiamato a partecipare e a decidere, perché le mie idee al momento delle scelte risultavano totalmente diverse dalle loro. Io ho cercato di calarmi in un nuovo ruolo con umiltà: non ho mai preteso di sapere di finanza, marketing, contratti, organizzazione come altri dirigenti esperti nella gestione aziendale, ma se parliamo di calcio, di giocatori, di tecnici, penso di saperne abbastanza per essere ascoltato… La sinergia tra uomini di campo e uomini d’azienda non è sempre facile. Ecco perché a Ibra ricordo, quando verrà il giorno, di fare quelle due domande“.

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Roma-Bodo, le probabili formazioni: Mou pensa ai titolarissimi

Domani la Roma si gioca buona parte della stagione. C’è da ribaltare il 2-1 dell’andata contro il Bodo e a supportare i giallorossi ci saranno oltre 60 mila spettatori. Difficile immaginare che lo Special One cambi assetto tattico, puntando alla possibilità di cambiare in corsa con una batteria di uomini di grande impatto fisico: da Zaniolo ad El Shaarawy, da Veretout a Shomurodov.

Dunque dinanzi a Rui Patricio ci sarà il terzetto difensivo titolare con Mancini-Smalling-Ibanez. Sugli esterni a centrocampo Karsdorp e Zalewski, in mezzo Oliveira-Cristante. A supporto di Tammy Abraham – a caccia dell’ottava rete in Europa – Mkhiaryan e Lorenzo Pellegrini.

Le probabili formazioni:

Roma (3-4-1-2): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Cristante, Oliveira, Zalewski; Mkhitaryan; Abraham, Pellegrini.
Bodø/Glimt (4-3-3): Haikin; Sampsted, Moe, Høibråten, Wembangomo; Vetlesen, Hagen, Saltnes; Solbakken, Espejord, Koomson.

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Bodo/Glimt, due dubbi di formazione per Knutsen

Allenamento di rifinitura anche per il Bodo/Glimt all’Olimpico, dopo due giorni di sedute a Formello. Sono diverse le situazioni da monitorare per Knutsen che non ha la certezza di poter schierare dall’inizio due titolarissimi come Moe e Pellegrino. 

Domenica scorsa i due calciatori hanno lasciato il campo malconci contro il Sandefjord ed entrambi erano presenti oggi pomeriggio in campo, con il difensore che si è allenato col pallone e anche ha provato a spingere anche atleticamente dando discrete risposte. Per l’esterno, invece, lavoro meno intenso, concentrandosi – come riporta ‘Aftenposten’ – sulla parte dolorante dell’inguine insieme ai fisioterapisti.