Dopo il trionfo, la commemorazione di un grande capitano. La Roma Primavera questa mattina, dopo la vittoria della Coppa Italia di categoria ieri sera all’Arechi, ha fatto visita alla tomba di Agostino Di Bartolomei che si trova in un cimitero situato a pochi kilometri da Salerno, posizionando il trofeo dinanzi alla lapide dell’ex capitano della Roma anni 80′, cresciuto calcisticamente nel settore giovanile giallorosso. Oltre ai giallorossi, era presente anche una delegazione della Polisportiva Santa Maria Cilento squadra locale militante in Serie D.
Trigoria 24.11.2021 Allenamenti Roma Nella foto: Mourinho con i fratini
(Foto Gino Mancini)
MOURINHO MODULO MILAN – La Roma inizierà a preparare in queste ore la supersfida col Milan in programma sabato pomeriggio all’Olimpico e nella testa di Mourinho i pensieri sono tanti e parecchio affollati. Come affollata è tornata ad essere l’infermeria di Trigoria perchè dopo gli stop di Smalling e Wijnaldum (sommati al lungodegente Karsdorp) si sono aggiunti anche Llorente e Dybala.
Se per l’argentino sembra nulla di grave, ma il suo stato fisico complessivo (non solo la caviglia anche l’adduttore sovraccarico da Rotterdam) sarà valutato di giorno in giorno, l’infortunio muscolare di Llorente priva Mou di due difensori centrali su cinque.
Allenamenti Roma
Difesa a 4 o a 3? I dubbi di Mourinho sul modulo per Roma-Milan
Il Milan, che verrà all’Olimpico con la voglia di riguadagnare terreno nella lotta Champions, dopo un periodo a tre è tornato a giocare stabilmente con ladifesa a quattro, raccogliendo risultati importanti soprattutto in Europa. La differenza rispetto ad inizio stagione è l’inserimento in pianta stabile di Krunic con Bennacer e Tonali a centrocampo, dunque maggiore densità in zona centrale. Un elemento tattico che potrebbe spingere Mourinho ad opporre la linea a 4 alla formazione di Pioli, magari ragionando sulla doppia corsia composta da Spinazzola-El Shaarawy a sinistra e Celik-Zalewski a destra, qualora Dybala non riesca a recuperare al 100%, oppure un 4-3-2-1 con Bove vicino a Cristante e Matic, due trequartisti come Pellegrini ed El Shaarawy alle spalle di Belotti.
Resta valida ovviamente l’ipotesi standard del modulo a 3 (quindi a 5 in questa partita) con Kumbulla dall’inizio insieme a Mancini e Ibanez, che non sta attraversando un periodo di forma straordinaria come mostrato anche a Bergamo con l’Atalanta. I focus tattici sul campo inizieranno realmente oggi e sicuramente Mourinho, non rilasciando dichiarazioni alla vigilia salvo sorprese, manterrà blindate le sue strategie fino all’ultimo secondo.
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25.5.2022 Conference League Finale : Roma vs Feyenoord Nella foto: Mourinho in trionfo
(Foto Gino Mancini)
Josè Mourinho continua a programmare il suo futuro, con sguardo sulla capitale. Dal cambio di residenza, alle valutazioni sulla programmazione estiva, sono tanti gli indizi che portano verso la conferma del mister per la terza stagione, già prevista da contratto.
Come conferma il Corriere dello Sport questa mattina, Mourinho ha recentemente deciso di cambiare casa e ha comunicato la decisione un paio di settimane fa all’illustre padrone di casa, Alberto Aquilani, ex centrocampista della Roma e oggi allenatore della Primavera della Fiorentina. È stata la famosa “disdetta” dell’affitto del bellissimo attico in cui Mourinho viveva sin dai primi giorni dell’esperienza romana, ai Monti Parioli, non lontano dallo Stadio Olimpico ma molto distante dal centro sportivo di Trigoria.
In attesa di incontrare i Friedkin per discutere l’eventuale rinnovo del contratto, in scadenza nel 2024, Mourinho sta valutando di spostarsi nel quadrante sud della città, dove vive la maggior parte dei tesserati della Roma. Ma la sua intenzione di principio non è cambiata.
Il futuro di Mourinho è ancora a Roma. Vorrebbe rimanere e crede di rimanere. Passando molto tempo a Trigoria, con la famiglia che non si è mossa da Londra, Mourinho vuole accorciare i tempi di percorrenza casa-lavoro che nei giorni feriali, nell’attraversamento della capitale attraverso il raccordo anulare, possono essere infernali.
Primavera Roma vs Bologna
Nelle scorse settimane si è interessato ad esempio ai programmi dell’estate, chiedendo alla società di non vendere alcuni giovani sui quali vuole lavorare e informandosi sulla tournée asiatica che dovrebbe essere ufficializzata nelle prossime settimane. Ha incontrato ovviamente la nuova Ceo, Lina Souloukou, che i Friedkin coinvolgeranno anche nei colloqui con l’allenatore.
Potrebbe cambiare idea, oltre alla casa, solo se arrivasse un’offerta irrinunciabile da una grande società. O se vincesse l’Europa League senza avere poi la garanzia di investimenti adeguati al ritorno in Champions. Ma sono scenari puramente teorici, oggi.
DYBALA ROMA MOURINHO – Paulo Dybala è stato protagonista della rubrica ‘Dazn Heroes’, un’intervista avvenuta all’ombra del Colosseo qualche giorno fa e realizzata da Diletta Leotta. Ecco uno stralcio delle dichiarazioni dell’argentino:
L’accoglienza a Roma“La gente qua è caldissima, è incredibile. Fin dal primo giorno mi hanno fatto sentire questo calore.”
L’inno dei giallorossi“Sentire l’inno dei tifosi della Roma prima della partita è qualcosa di unico. Vivere una cosa del genere è come stare di fronte a un’opera d’arte”.
La storia della Dybala Mask“La storia della Dybala Mask nasce un po’ qua al Colosseo. Da bambino guardavo tanti film su Roma, la città, i gladiatori. Il film “Il Gladiatore” l’avrò visto 20 volte più o meno. Dopo un momento difficile della mia carriera da cui dovevo venire fuori in qualche maniera, ho pensato subito a questa esultanza. Alla gente è subito piaciuta e allora continuo a farla”.
L’importanza di giocare per la città eterna“Quando Tiago, il direttore, ci ha contattato ed é emersa questa possibilità mi sono venute in mente queste cose (i film su Roma, la maschera del Gladiatore, ecc… ndr), non potevo non pensarci. Mi sono detto ‘devo far qualcosa in questa città”.
Il gioco degli scacchi “Per la testa e per la concentrazione gli scacchi aiutano molto. Ho iniziato da bambino a giocare, prima guardavo tanto mio papà poi piano piano ho iniziato a giocare con lui. Con il tempo le partite per lui diventavano più difficili fino a che, un giorno, sono riuscito a vincere”.
Su Tammy Abraham“Abraham è un giocatore giovane ma con molta esperienza. Ha vinto la Champions, l’anno scorso ha segnato tanti gol pesanti con la Roma. Sicuramente possiamo fare molto meglio di quanto stiamo facendo. Ci stiamo conoscendo e cerchiamo di fare il massimo, speriamo che in queste ultime partite possiamo dare alla Roma i gol che servono per arrivare in Champions”.
Sull’esperienza con CR7“Con Cristiano sono stati tre anni belli, la squadra era molto forte e lui ci dava qualcosa in più. In Argentina è molto sentita la rivalità tra Messi e Cristiano, io ovviamente da bambino son sempre stato dalla parte di Messi. Una volta stavamo andando a giocare una partita, io stavo in fondo all’aereo e lui era seduto più avanti. A un certo punto del volo lui è venuto da me a parlare sia di calcio sia di tante altre cose, parlavamo in generale della nostra vita e a un certo punto gli ho detto ‘io da bambino praticamente ti ho odiato’. Ci siamo fatti due risate su questa cosa e fra noi abbiamo sempre avuto un bel rapporto, un bel dialogo”.
Sul suo allenatore “Josè Mourinho ha un’immagine e un potere importante per tutto quello che rappresenta nel mondo del calcio. Sì, sarebbe un buon giocatore di scacchi. Prima di arrivare qui alla Roma ci siamo sentiti due volte, mi ha chiamato quando stavo ancora a Torino. Lui è molto bravo quando parla e quando vuole entrare dentro qualcuno. Ho sentito con lui un feeling speciale, è difficile nel mondo del calcio trovare qualcuno che ti dica le cose in faccia in modo sincero. Con lui ho un rapporto diretto e sincero, ci confrontiamo tanto. Vogliamo il meglio per la gente, lui ha fatto la storia del calcio. È molto sincero, è bravo a preparare le partite. Quasi tutte le cose che ti dice poi in campo succedono. Capisce il calcio molto bene, lo testimonia il fatto che ha vinto quasi in tutte le squadre che ha allenato”.
Quando durante Roma-Juve del gennaio 2022, Mourinho si avvicina a Dybala e gli dice nell’orecchio ‘sei un fenomeno’ “La prima cosa che mi ha detto quando mi ha chiamato era se mi ricordavo di quel momento lì, non mi era mai successo che un allenatore di un’altra squadra facesse una cosa del genere durante il gioco. Contro il Manchester in Champions, quando ancora giocavo nella Juve, avevamo discusso, ero andato a dirgli che non aveva bisogno di fare quel gesto. Ma quell’episodio è rimasto sul campo”.
Sul valore della maglia numero 10“Il numero 10 della Roma sarà sempre Francesco Totti. Così come per Del Piero nella Juve. Alla Juve me lo chiese direttamente la società di indossare la 10 ed è stato un enorme piacere. Mai dire mai, ovviamente sarebbe una responsabilità unica”.
Sul suo ruolo nella scacchiera giallorossa “Ma la regina di questa Roma è tutta la squadra, non dite che sono io: piuttosto mi sento un pedone”.
Sul rigore calciato durante la finale del mondiale“Sono sincero, in quel momento ero molto freddo. Da quando ha sbagliato il rigore il giocatore della Francia prima di me sapevo già dove avrei tirato e sono andato sicuro al 100%. E la palla è entrata”.
Emergenza difesa per Josè Mourinho, che dopo Smalling perde anche Diego Llorente. Il difensore spagnolo, che stava diventando sempre più protagonista in questo finale di stagione dopo l’arrivo a gennaio in prestito dal Leeds, si è fermato nel finale di Atalanta-Roma per un problema muscolare al flessore della coscia sinistra.
I primi esami strumentali, che andranno confermati oggi, hanno evidenziato una lesione al flessore: Llorente rimarrà fuori circa 15-20 giorni, saltando così le prossime sfide di campionato e molto probabilmente anche l’andata col Bayer Leverkusen in Europa League.
Contro il Milan dunque Mourinho dovrà inventare una linea difensiva, con il dubbio del modulo a tre con Kumbulla dall’inizio o il sistema a 4 con Ibanez-Mancini.
Paulo Dybala non ha subito, fortunatamente, infortuni gravi. Il trauma contusivo/distorsivo alla caviglia sinistra, causato dall’intervento killer di Palomino, non ha prodotto danni importanti all’articolazione. Ieri i primi controlli strumentali hanno escluso infatti fratture ossee o lesioni ai legamenti, oggi svolgerà nuovi controlli per definire il programma fisioterapico dei prossimi giorni. L’argentino può essere convocato col Milan.
Si va verso il 31° sold out per Roma-Bayer Leverkusen. In pochi giorni, nonostante la prelazione riservata agli abbonati, è stata già toccata quota 45 mila spettatori per la sfida d’andata delle semifinali di Europa League.
Oggi alle 16.00 prevista l’apertura della vendita libera, che produrrà sicuramente una fila gigantesca di tifosi sul sito giallorosso per strappare gli ultimi tagliandi disponibili.
Primo successo dell’era Guidi per la Roma Primavera che ieri sera si è affermata all’Arechi di Salerno contro la Fiorentina per 2-1, alzando così al cielo l’ottava Coppa Italia di categoria della storia giallorossa. Battuta la formazione di Alberto Aquilani, specialista di Coppa, grazie alle reti arrivate nei supplementari di Misitano e di Keramitsis, già eroe nella semifinale contro l’Inter al Tre Fontane.
Emozione grande per Federico Guidi che ha raccolto il primo successo con la Primavera giallorossa. Il tecnico ha parlato ai microfoni di Sportitalia dopo la vittoria della Coppa Italia: “È un’emozione grande. Dedico la vittoria anche a chi non c’è per infortunio: Oliveras, Graziani, Mannini. La dedico anche a Tahirovic e Volpato che, anche se sono in prima squadra, ci hanno aiutato e sono stati con noi in questo percorso. Questo trofeo è anche loro”.
La soddisfazione più bella? “Dare un senso a tutti i sacrifici che i ragazzi fanno quotidianamente. Abbiamo saputo soffrire contro un avversario molto forte e molto più esperto di noi, con tanti giocatori che hanno già vinto questo trofeo la scorsa stagione. Noi eravamo, in termini di età, più giovani e abbiamo chiesto tanto a questi ragazzi. Sono riusciti a interpretare bene tutte le fasi, sono stati bravi”.
Il trofeo? “Sono orgoglioso. Sono arrivato dopo un’icona del calcio giovanile, un maestro per tutti, come Alberto De Rossi. La vittoria è anche sua. Per me è un punto di riferimento ed è stato suo il primo messaggio per farmi l’in bocca al lupo”.
Vuole uno scatto in più dalla squadra per arrivare alla fase finale in campionato? “Sì, dobbiamo trovare grande continuità e imparare dagli errori commessi, ma è fisiologico in un percorso di settore giovanile. Dopo gennaio, cambiando anche un po’ la rosa, abbiamo alternato buonissime prestazioni ad errori. Questo dà senso al nostro percorso”.
“Devo fare una dedica speciale: ringrazio Tiago Pinto, Vincenzo Vergine, la proprietà, che è molto attenta al settore giovanile, e mister Mourinho, che ci segue costantemente e quotidianamente ed è attento alla crescita di ogni singolo ragazzo. E ringrazio anche la mia famiglia”, ha concluso Guidi.
Queste invece le parole di Vincenzo Vergine ai microfoni di Sportitalia: “Questa è la mia seconda stagione qui, ci tengo a dedicare il trofeo alla famiglia Friedkin, fanno tanti sforzi ed investimenti e credono in questo progetto giovani. E lo dimostriamo attraverso la connessione diretta tra il settore giovanile e la prima squadra, tra me, Tiago Pinto e l’allenatore Mourinho, che fa giocare tanti giovani. Siamo contenti del primato dato dal Cies alla Roma per essere la prima squadra che dal vivaio alla prima squadra porta il 17.7% dei minuti giocati dai ragazzi provenienti dal vivaio – le sue dichiarazioni -. Prendiamo i complimenti, sapendo che queste sono tappe di avvicinamento al mondo dei grandi, che li fa crescere e maturare più in fretta. Complimenti alla Fiorentina perché è una grande squadra… (arrivano in diretta i ragazzi per festeggiare, ndr)”.
MOURINHO CASA – Ogni giorno nella capitale tiene banco il futuro di Josè Mourinho, con i tifosi giallorossi in apprensione e in attesa di conoscere quale sarà la decisione finale del mister lusitano.
Recentemente sui giornali è emersa l’indiscrezione relativa all’addio dello Special One alla casa affittata ai Parioli, al momento del suo arrivo, di proprietà di Alberto Aquilani.
Come riferisce il Foglio, la notizia ha creato ansia e curiosità, ma il quotidiano ha contattato i vertici del club per chiedere spiegazioni: “Sono in corso valutazioni da parte del mister, non c’è alcun nesso con il suo futuro prossimo. Ora ha una casa enorme che non vive: è normale che ne cerchi una più vicina a Trigoria”, la risposta della società giallorossa. I tifosi romanisti, quindi, possono stare tranquilli.
La pace tra Totti e Spalletti è sempre più vicina. “Adesso ha cose più importanti, deve vincere uno scudetto”, ha dichiarato il Capitano. L’incontro sarà organizzato dal programma televisivo ‘Le Iene’ e quindi, dopo sei anni, i due sarebbero pronti a sotterrare l’ascia di guerra e a ricucire i rapporti. Nella prima esperienza di Spalletti nella Capitale il feeling con l’ex numero 10 era davvero ottimo, ma nel 2016 ci sono stati liti, esclusioni clamorose e risse sfiorate.
Come scrive il Messaggero, di Totti ne ha parlato anche Balotelli a ‘Muschio Selvaggio’, il podcast di Fedez: “Il calcio? Alla fine della partita gli ho anche scritto: ‘Perché me lo hai dato?. Lui è stato disarmante nella risposta: ‘Dai, non ti ho preso neanche bene'”.