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STADIO

Stadio, slitta al 9 maggio il voto della delibera

Forse la previsione iniziale di chiudere tutto in giornata era fin troppo ottimistica, ma basterà solamente un’altra data per approvare la delibera di pubblico interesse del progetto Pietralata e proseguire l’iter burocratico per la realizzazione del nuovo stadio della Roma. Il voto dell’Assemblea Capitolina è slittato al prossimo 9 maggio (alle 14), quando probabilmente sarà presente anche il sindaco Gualtieri ieri assente per indisposizione: la decisione è stata presa con il consenso di tutti i gruppi presenti nell’Aula Giulio Cesare nella giornata di ieri.

Come scrive il Corriere dello Sport, “Alla Roma non chiediamo più di quello che serve allo stadio, che funzioni e non blocchi un pezzo della città. Ho tenuto a spiegare in Aula che qui siamo all’interno di un piano economico e finanziario che si deve reggere nella sua sostenibilità economica. All’interno di questo piano devono essere previste tutte le opere che consentono di aprire in sicurezza”, le parole di Veloccia. Successivamente, la lunga conferenza dei capigruppo ha deciso di aggiornare il consiglio alla prossima settimana per poter assicurare all’aula tutto il tempo necessario per l’analisi e la discussione degli atti depositati.

“Vogliamo che sia una delibera il più partecipata possibile, sia maggioranza che opposizione si devono sentire parte di questo progetto – ha spiegato al termine della seduta la capogruppo Pd Valeria Baglio – Abbiamo fatto un lavoro di condivisione di tutti gli atti, sia odg che emendamenti, che potessero migliorarla. Abbiamo accolto la richiesta delle opposizioni di centrodestra e M5s di non strozzare la discussione stasera ma di rimandarla a martedì per un voto che sia il più possibile ampio. Voteremo favorevolmente anche alcuni emendamenti e ordini del giorno delle opposizioni – ha assicurato – e alcune opposizioni voteranno l’emendamento della maggioranza”.

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Rassegna stampa

Mou vicino alla squadra ma distante dalla Roma

Chi lo ha visto, prima in sala stampa e poi in aeroporto subito dopo la partita con il Monza, lo ha visto sereno. Rassegnato, forse. Di certo non imbestialito. E questo, per i romanisti, è la notizia peggiore.

Come scrive il Corriere dello Sport, perché un José Mourinho furioso è una garanzia, per il presente e il futuro. Un José Mourinho rassegnato (non certo nel lottare per raggiungere gli obiettivi) invece rischia di essere la certezza che il portoghese si sente distante, mai così distante, dalla Roma. Da Trigoria. Non dai suoi giocatori e suoi non è un modo di dire: Josè e la squadra sono una cosa sola. Non è così con il resto della Roma, inteso come società e proprietà.

Dopo la partita col Monza, a fine interviste, José ha parlato molto poco, assorto nei pensieri. La frustrazione inevitabile per un finale di stagione che non si aspettava così complicato per le tante assenze nella formazione titolare, i dubbi sul futuro ma al tempo stesso anche l’orgoglio di avere un gruppo di giocatori che nel momento più complicato della stagione sta dando tutto per il club e per il proprio allenatore: “Sarò con la squadra fino all’ultimo minuto di questa stagione – le sue parole a fine partita -. Per me è un orgoglio lavorare con questi ragazzi”.

Un messaggio che a tanti – compresi i giocatori – è sembrato un congedo a fine stagione, un segnale di come il tecnico lotterà fino alla fine per la Roma, ma anche di come questo potrebbe essere il suo ultimo mese alla guida del club. I motivi sono tanti, alcuni sui quali ha pensato fino a qualche settimana fa di poter soprassedere, altri invece che lo stanno piano piano allontanando da quella che era inizialmente la sua idea di crescita del club. Interrotta anche da un settlement agreement che ha ostacolato l’arrivo di ulteriori rinforzi un anno fa e nell’ultimo mercato invernale.

A Trigoria si respira un’aria diversa in questo momento, anche per le parole di Mourinho sul club per quanto riguarda il caso Chiffi e la sua designazione per la sfida col Monza: “Non abbiamo la forza di dire che non vogliamo un arbitro. Magari la mia società non sarà d’accordo con quello che dico e me ne assumo le responsabilità. Ma la Roma non ha questa forza e forse non vuole nemmeno avere questa forza nel dire a Rocchi che non vogliamo un arbitro”.

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NEWS

Infortunio El Shaarawy, lesione al flessore della coscia destra: out un mese

La Roma continua ad essere falcidiata dagli infortuni. Nella gara di ieri contro il Monza si è fermato anche Stephan El Shaarawy. Altra tegola per José Mourinho: l’esterno giallorosso oggi si è sottoposto ad esami strumentali che hanno evidenziato una lesione al flessore della coscia destra. Il Faraone sarà out per circa un mese.

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NEWS

Giudice Sportivo: Celik squalificato, Dybala e Mou diffidati. Multa di 5000 euro alla Roma

Il Giudice Sportivo ha diramato le sanzioni in seguito all’ultima giornata di Serie A. La Roma perde Celik per un turno a causa dell’espulsione ricevuta per doppia ammonizione nel corso dei minuti finali di Monza-Roma. Ottava sanzione per Cristante, quarta per Dybala che entra in diffida, terza per Pellegrini. Anche Mourinho entra in diffida: ieri, infatti, lo Special One ha ricevuto la quarta ammonizione. Inoltre è arrivata una multa di 5000 euro alla Roma“per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, lanciato nel recinto di giuoco un petardo ed un fumogeno sul terreno di giuoco che costringeva l’Arbitro ad interrompere la gara per circa un minuto”.

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NEWS

Mourinho-Chiffi, indagini chiuse: giudizi lesivi all’arbitro. Il tecnico ci sarà contro l’Inter

La procura federale ha chiuso l’indagine sul caso Mourinho-Chiffi. Di seguito, come riporta l’ANSA, l’accusa notificata allo Special One e alla Roma per responsabilità oggettiva: “Giudizi lesivi all’arbitro Chiffi” e del movimento arbitrale. L’avviso di conclusione delle indagini, che parla di violazione degli articoli 4.1 e 23.1 del codice di giustizia sportiva, è stato notificato a tecnico e società dalla procura federale, guidata da Giuseppe Chine’, che aveva aperto stamattina il fascicolo a seguito delle dichiarazioni ai media.

Secondo quanto aggiunge Sky, i legali della Roma avranno una settimana di tempo per preparare la difesa. Mourinho comunque sarà in panchina sabato nella sfida di campionato contro l’Inter all’Olimpico.

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Esclusive

Esclusiva Retesport – Tempestilli: ”C’è bisogno di un altro dirigente al fianco di Pinto e la nuova CEO”

Antonio Tempestilli, ex difensore e dirigente della Roma, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport nel corso di 1927. Di seguito le sue parole.

Sul momento poco brillante dei giallorossi

Da questo momento negativo se ne esce recuperando tutti i calciatori: la Roma fatica a schierarne 11. I giallorossi non hanno una rosa con profili dello stesso livello per cui quando mancano i titolari è ovvio che ti manca qualcosa

Approvi lo sfogo di Mourinho a fine partita? Determinate dichiarazioni non sono sempre positive. Quando afferma che la società non ha la forza fa pensare. C’è bisogno di compattezza e poi si tireranno le somme.

Mourinho è solo…

Pinto si limita a parlare dell’aspetto tecnico, la nuova CEO deve entrare nei meccanismi e conoscere l’ambiente quindi necessita di tempo. Credo che ci sia bisogno di una figura al loro fianco che possa aiutarli.

Ti piace questo modo di lavorare della società? Se tu sei un dipendete ti devi adeguare alla politica aziendale.

La Roma ha la rosa per competere in 2 competizioni (Serie A ed Europa League)?

La rosa della Roma non è adatta per competere su 2 fronti: manca qualcosa. Questo non significa che la squadra non abbia dei valori. La bravura di un allenatore consiste anche nel valorizzare ciò che hai in casa.

Senza Smalling la squadra in difesa perde consistenza

Smalling è molto importante per questa squadra: ha dimostrato di essere un leader e anche gli altri si sentono più sicuri. Gli altri difensori sono buoni calciatori.

Perché a Roma si dice di dover cambiare DNA per vincere? Forse perché siamo troppo passionali: ci si esalta in fretta come ci si deprime velocemente.

In chiusura Tempestilli ci ha tenuto a ricordare il suo dispiacere per il fatto di essere finito nella lista nera della Roma

Dentro la Roma qualcuno ha parlato male di me e questo mi dispiace. Dopo 30 anni in cui ho dato tanto mi fa male essere finito nella lista nera della società. Ho fatto causa alla vecchia proprietà quando c’era bisogno e ora auguro il meglio a questa società.

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APPROFONDIMENTI

Mourinho, cambiare il DNA della Roma in 2 anni: l’impresa ancora possibile dello Special One

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Il 4 maggio 2021 (2 anni fa) un comunicato ha mandato in tilt un’intera tifoseria. Ufficiale: l’AS Roma è lieta di annunciare che José Mourinho sarà il nuovo Responsabile Tecnico della Prima Squadra a partire dalla stagione 2021-22! Per un momento la Capitale si è fermata: la calma prima della tempesta. I sostenitori giallorossi sono entrati in un vortice di emozioni: increduli ma allo stesso tempo entusiasti con la voglia di sognare.

Dopo 2 anni le sensazioni dei tifosi romanisti non sono cambiate: basiti dalla sfortuna che sta colpendo la squadra nel momento decisivo della stagione ma comunque galvanizzati dalla possibilità di poter continuare a sognare ad occhi aperti. Una lista di indisponibili che limiterebbe chiunque: Dybala, Belotti, Wijnaldum, Karsdorp, Smalling, Llorente, Kumbulla. Dopo il pareggio di ieri contro il Monza (1-1) si sono aggiunti anche El Shaarawy e Celik (squalificato per un turno di campionato). Parallelamente, però, nella testa dei tifosi giallorossi prosegue il sogno europeo con l’ostacolo Leverkusen da superare per accedere alla finale di Budapest.

Il vortice di Mourinho continua a tempestare nella Città Eterna: dichiarazioni, atteggiamenti sopra le righe e la voglia di cambiare il DNA della Roma. Quella fisionomia che, dal 1927, non ha mai consentito alla società giallorossa di avere la possibilità di vincere 2 trofei internazionali consecutivi.

25.5.2022 Conference League Finale : Roma vs Feyenoord Nella foto: Mourinho (Foto Gino Mancini)

Mourinho dopo 14 anni ha tolto la polvere dalla bacheca romanista riportando una coppa, per di più, dal valore internazionale: la Conference League. Dopo 344 giorni, i giallorossi sono dentro i propri obiettivi stagionali (-2 dal quarto posto e semifinale di Europa League) ma la sfortuna si è accanita su di loro: infortuni, squadra ridotta all’osso e impossibilitata di poter decidere il proprio destino con tutte le risorse a disposizione.

L’accesso alla semifinale di Europa League e la conseguente opportunità di alzare un altro trofeo internazionale rappresentano le chiavi con cui Mourinho vuole aprire la porta del cambiamento nella Capitale. L’impresa di modificare il DNA della società giallorossa è ancora possibile e tale consapevolezza sta portando lo Special One a far leva sul valore che sta contraddistinguendo la sua Roma: il gruppo. ”Sono con loro fino all’ultimo minuto di questa stagione. Questi ragazzi lo meritano. È un orgoglio tremendo lavorare con loro” ha dichiarato lo Special One dopo il pareggio contro il Monza. La stessa volontà che dovrà avere la tifoseria giallorossa perché nei momenti complicati c’è bisogno di tutti e poiché la Roma di Mourinho quando sembra sgretolarsi si ricompatta più forte di prima.

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Editoriale

Meritiamo un altro finale

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Trasfigurato in viso, avvelenato per la conduzione arbitrale di Chiffi, amareggiato per la concatenazione di eventi ed episodi negativi che gli stanno strappando dalle mani, forse, la possibilità di scrivere un altro finale di stagione trionfale. Josè Mourinho ieri sera a caldo era il volto di tutti i romanisti. Affranto e orgoglioso, preoccupato e in parte demoralizzato. Un mix di sentimenti difficili da spiegare, ma sfumature evidenti di uno stato d’animo che probabilmente accompagnerà ancora l’allenatore e il gruppo (o ciò che ne resta) in queste ore al rientro nella capitale.

La Roma a Monza ha pareggiato, scivolando in classifica nuovamente al settimo posto (come la sera dell’ultimo derby perso quasi senza lottare, unico neo di un 2023 indomito e caratterialmente sempre al top per i giallorossi). Ma tutto sarebbe in parte rimediabile, se non ci fosse l’enorme scure degli infortuni a frenare il motore di una squadra che a volte si è ingolfato ma finora non si è mai realmente fermato. Un’ecatombe, un lazzaretto, un’emergenza totale, fate vobis, la scelta della definizione più giusta purtroppo non cambia la sostanza. Otto calciatori ai box, l’ultimo della lista Stephan El Shaarawy che ha speso lacrime simili a quelle di Llorente a Bergamo, sintomo di un problema che sa di arrivederci alla prossima stagione. Un numero monstre di stop, mai verificatosi nell’era Mou fino a questo momento.

Ora Mourinho contro l’Inter dovrà indossare contemporaneamente i panni dell’alchimista, del motivatore, dello psicologo, dello stratega, dell’agitatore di folle, sempre che non si abbatta su di lui la mannaia della solerte (ad intermittenza) giustizia sportiva del nostro movimento calcistico, dopo lo sfogo nei confronti di Chiffi. Ma questa volta, nonostante le sue doti para-divinatorie, potrebbe non bastare, perchè per i miracoli effettivi, Josè ancora non sembra attrezzato. Nelle ultime gare lo Special One, oltre a sottolineare l’orgoglio – con tanto di mano sul petto – di essere l’allenatore di questo gruppo che sta gettando, come può, il cuore oltre l’ostacolo, ha indossato il camice bianco, emettendo dei bollettini di guerra al termine delle varie contese. Servirebbe letteralmente una moltiplicazione di uomini, in stile evangelico, per uscire vivi da un momento così.

Ieri le percentuali erano azzerate per sei degli otto calciatori che in questi giorni affollano le stanze dedicate alla fisioterapia di Trigoria. Dybala e Belotti “tra zero e 50%, ma più tendente a zero” Mou dixit. Forse una speranza di riaverli in panchina sabato contro la corazzata di Inzaghi c’è, ma in quali condizioni? E se Mourinho stesse strategicamente preparando al meglio delle attuali possibilità la doppia sfida col Bayer, consapevole (lo ha detto più volte senza mezzi termini) che questa squadra, per come è ridotta, non possa dedicarsi in egual misura alla lotta Champions in campionato e alle gare di coppa? Domande legittime, a cui solo gli eventi daranno risposta.

Sullo sfondo però persiste questo senso di amarezza sempre più crescente, insito nel fatto che per gli sforzi profusi, la straordinaria partecipazione popolare in casa e fuori, la perdurante sfortuna tra pali e infortuni, di cui svariati traumatici e a volte anche frutto di scontri involontari tra compagni di squadra, l’emisfero Roma meriterebbe (meritava) un altro finale, non di sgretolarsi così a pochi metri dal traguardo, qualunque esso sia. E’ profondamente ingiusto, ma purtroppo brutalmente reale.

Foto Fraioli
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Roma-Inter a Maresca. Al VAR ci sarà nuovamente Di Paolo

Sarà Fabio Maresca l’arbitro di Roma-Inter, match in programma sabato all’Olimpico e valido per la 34° giornata di Serie A. Gli assistenti saranno Imperiale e Bresmes, il IV uomo Colombo. Al VAR torna Di Paolo, varista in occasione del match di sabato scorso contro il Milan. Avar Paganessi.

Per il fischietto napoletano sono 14 i precedenti con la Roma: lo score recita 6 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte. Recentemente Maresca ha diretto la sfida vinta dai giallorossi contro la Juventus. Una vittoria che mancava con lui dal 2019. Lo scorso furono pesantissime le polemiche dopo Roma-Milan all’Olimpico.

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Chiffi ammonisce Dybala nel recupero e l’argentino entra in diffida: il retroscena

DYBALA CHIFFI – Dopo il Milan, Paulo Dybala ha assistito ieri sera a Monza, al secondo match consecutivo dalla panchina. Più volte inquadrato dalle telecamere di DAZN, l’argentino ha più volte tentato di incitare i suoi compagni in campo, dando indicazioni e vivendo i minuti finali della sfida contro i brianzoli con particolare partecipazione emotiva. Troppa per l’arbitro Chiffi che lo ha ammonito nei minuti di recupero.

Il motivo che ha causato l’estrazione del giallo da parte di Chiffi nei confronti di Dybala, è da ricondursi alle eccessive proteste dell’argentino dopo un brutto fallo subito da Ibanez per mano di Pessina. L’argentino ora entra in diffida e se dovesse prendere un altro giallo sarà squalificato per il turno successivo.

Un ulteriore problema potenziale che grava sulle condizioni della squadra, ridotta già all’osso dalla serie infinita di infortuni che l’ha colpita nelle ultime due settimane.