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Siviglia-Roma, ufficiale: Olimpico aperto per la finale. Info e modalità di vendita dei biglietti

Adesso è ufficiale: SivigliaRoma, in programma il 31 maggio, potrà essere vista sui maxischermi dello stadio Olimpico. Di seguito il comunicato della società giallorossa.

Sarà l’amore per i colori giallorossi a collegare Roma e Budapest. Tutti insieme, di nuovo, avremo la possibilità di spingere la squadra verso il traguardo dell’Europa League.
Lo faremo nel luogo dove abbiamo trasformato il sogno di una finale in una realtà, la nostra casa, lo Stadio Olimpico. Il biglietto di ingresso costerà 14€ per gli abbonati Serie A o Coppe 2022/23 e 20€ per i non abbonati.

Al termine della partita, qualunque sia l’esito, il deflusso dovrà avvenire normalmente, per salvaguardare l’incolumità di tutti e l’integrità del campo, in vista della partita contro lo Spezia in programma solo quattro giorni dopo.

Disabili/Invalidi 100% con accompagnatore

Disabili e invalidi 100% con accompagnatore potranno acquistare il biglietto al costo di 5€ per la coppia (invalido e il suo accompagnatore).

L’acquisto sarà consentito esclusivamente contattando il nostro Contact Center (06.89386000) e saranno assegnati nei settori dedicati.

L’appuntamento è per il 31 maggio. Perché la Roma è dove sono i romanisti.

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Interviste

Mourinho: ”La storia non gioca. Siamo un gruppo straordinario: felici di giocare la finale”

Durante l’Uefa Media Day di ieri, Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di Dazn. Di seguito le parole dello Special One.

Che sensazioni si respirano nello spogliatoio?

“Giocare sabato è dura. È strano però il fatto che l’anno scorso abbiamo avuto un Media Day è un déjà-vu per i giocatori e a livello emozionale non c’è grande impatto. Siamo solo felici di giocare questa finale, siamo felicissimi di andare lì”.

Quanto è cresciuta grazie a lei questa società?

“Ho aiutato tanti a crescere dal punto di vista individuale. Tanti ragazzi giovani oggi sono giocatori importanti. Siamo riusciti con i nostri problemi e le nostre qualità a formare un gruppo straordinario che è riuscito a fare due campionati importanti e due cammini europei arrivando ad un’altra finale.

Che Siviglia dobbiamo aspettarci?

“La storia non gioca, questo per me è chiarissimo. Conosco i loro giocatori individualmente e sono una squadra di qualità”.

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Roma in partenza verso Firenze: out Dybala, Spinazzola, Pellegrini, Matic e Rui Patricio

La Roma è in volo verso Firenze per la 37esima gara di campionato in programma domani alle 18:00. Con i giallorossi non sono partiti: Dybala, Spinazzola, Pellegrini, Matic e Rui Patricio. Prima convocazione, invece, per il capitano della Primavera: Riccardo Pagano.

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Il Siviglia recupera 3 calciatori: Jordan, Marcao e Nianzou arruolabili contro la Roma

Si avvicina la finale di Europa League tra Roma e Siviglia in programma il 31 maggio nella Puskas Arena di Budapest. A pochi giorni dal match, si svuota l’infermeria spagnola. Il tecnico Mendilibar, infatti, come riportato dal quotidiano spagnolo AS, ha recuperato 3 calciatori: Nianzou, Marcao e Joan Jordan. Recuperi fondamentali per l’allenatore basco che potrà affidarsi su di loro in vista della finale di Europa League contro la Roma.

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Interviste

Smalling: ”La pressione di vincere è positiva. Mou? Prezioso per noi. I tifosi mi fanno sentire a casa”

Smalling ha rilasciato un’intervista a StarCasinò Sport, nella quale ha parlato della sua esperienza alla Roma. Di seguito le dichiarazioni del difensore giallorosso.

Quando sei arrivato a Roma sei diventato subito un leader. Cosa hai provato e cosa provi ora?

“Sì, è stata una grande sensazione arrivare in un grande club come questo, riuscire ad adattarsi e sentire tutto l’affetto di tifosi e compagni. È uno dei motivi principali per cui sono ancora alla Roma”.

Giocare qui è diverso dalle altre piazze.

“Vero. Anche nelle città dove ho giocato in precedenza, come a Manchester, ci sono molti tifosi di altre squadre. Qui ci sono tantissimi tifosi della Roma, ci sono anche laziali ma mi capita di incontrare esclusivamente tifosi della Roma”.

Senti un po’ di pressione?

“Credo che sia positivo sentire la pressione di vincere e ottenere risultati, è ciò per cui si impegnano tutti i grandi giocatori”.

La scorsa stagione è stata ottima per te.

“Credo che concludere la stagione con un trofeo e riuscire a dare un contributo importante sia stata una grande sensazione”.

Come hai detto prima, i tifosi della Roma sono speciali. Impazziscono per la squadra.

“Sì, lo sono veramente. Non ci sono molte altre squadre con lo stadio sempre pieno in ogni partita, indipendentemente dall’avversario. È incredibile avere un seguito del genere”.

I tifosi ormai ti hanno adottato, per loro sei romano e romanista anche se in realtà sei inglese.

“È bello che una persona che non è né romana né romanista possa entrare nei loro cuori. Io e la mia famiglia ci sentiamo veramente a casa, è un club che è veramente una famiglia”.

Penso a tuo figlio.

“Lui ha passato più tempo in Italia che in Inghilterra, gli piace molto vivere qui per cui è una bellissima esperienza per noi”.

Credo che tu sappia che i tifosi sono impazziti al tuo “Daje Roma” dopo il gol del 2-2 contro il Milan.

“Ho visto il video, credo che in certi momenti tiri fuori tutte le emozioni che hai dentro. Poi sono qui alla Roma da tempo, per cui frasi come quelle non sono insolite per me”.

Com’è il tuo rapporto con José Mourinho?

“Lo conosco da tempo, abbiamo vinto insieme a Manchester per cui è stato bello ritrovare facce note, parlo del suo staff tecnico. Lo conoscevo prima che arrivasse a Roma e non ci ha messo molto a conquistare un trofeo che aspettavamo da tempo. Il mio rapporto con lui è ottimo, ho vinto con lui in Inghilterra e ora voglio farlo in Italia. È una persona che ha sempre voglia di vincere, non si accontenta di un trofeo ed è la mentalità che dobbiamo avere. La sua esperienza è preziosa per noi”.

Come hai aiutato Tammy Abraham ad ambientarsi a Roma?

“Abbiamo parlato prima del suo arrivo perché siamo molto legati. Gli ho fatto vedere alcuni luoghi da frequentare per ambientarsi ma credo ci sia riuscito molto facilmente. Come sappiamo è partito alla grande con tanti gol, ha percepito l’amore e la gioia di vivere a Roma. Siamo seduti accanto nello spogliatoio per cui parliamo molto”.

Roma è diversa da Londra.

“Sì, molto diversa. Sia a me che Tammy piace scoprire nuove parti di Roma e del resto d’Italia, per cui per entrambi è stata un’esperienza positiva che speriamo possa durare a lungo”.

Ti chiedo di Nemanja Matic. Hai giocato con lui a Manchester e qui ha portato tutta la sua esperienza.

“Ricordo quando iniziarono a circolare le voci sul suo arrivo, sapevo che avrebbe portato qualità e tranquillità al reparto. Lo considero il collante che lega tutti i reparti, dalla difesa all’attacco, e sta dimostrando tutta la sua qualità. Sono felice di giocare con una persona che conosco e può darci molta qualità. José lo ha voluto in tre squadre diverse, per cui è come se fosse un padre. E poi ha vinto tanto, perciò porta ulteriore mentalità vincente”.

Qual è l’attaccante più difficile da tenere in serie A?

“Ce ne sono molti. Direi Vlahovic, ma anche Osimhen. Entrambi hanno forza, tecnica e velocità. Possono restare tranquilli per 89 minuti poi gli basta un occasione per punirti. Avranno sicuramente una grande carriera”.

E il difensore più forte in serie A?

“Ce ne sono tanti in Italia, credo che nel calcio italiano le capacità difensive dei difensori sono uno degli elementi portanti. Kim gioca molto bene, ha avuto un rendimento straordinario, considerando che veniva da un altro campionato e non era molto conosciuto. Gli faccio i complimenti”.

A un certo punto della tua vita hai smesso di giocare a livelli professionistici.

“Sì, è successo quando giocavo nel Millwall, un club di Londra. Vivevo lontano e per questo ero costretto a saltare molti allenamenti. Decisi di concentrarmi sugli studi per superare l’esame di maturità, poi fino ai 18 anni ho giocato nelle serie inferiori, nel Maidstone United. Ho sempre avuto l’ambizione di essere un giocatore ma ero anche realista, perciò decisi di concentrarmi sugli studi e usare il calcio come divertimento. Dopo essermi diplomato sono stato convocato per due provini, ho pensato che non avevo nulla da perdere così sia Fulham che Middlesbrough mi hanno offerto un contratto”.

Dopo il Fulham, il Manchester United.

“Sono stato in prova 3-4 giorni, poi ho giocato una partita con le riserve. L’allenatore Roy Hodgson mi ha subito convocato in ufficio dicendomi che voleva offrirmi un contratto”.

Come nasce la tua scelta di diventare vegano?

“Credo non sia solo una questione di alimentazione, ma è qualcosa che entra a far parte della tua vita quotidiana. Influenza alcune delle tue scelte, il modo di vestire e i tuoi comportamenti. Ti rende più consapevole di certi aspetti, anche se ognuno vive questa scelta a modo suo”.

Hai un luogo o monumento preferito di Roma?

“È difficile rispondere, credo sia questo il bello di Roma. Uno dei nostri posti preferiti è il Parco della Caffarella dove portiamo i cani, ma ci piace anche andare al mare che non è molto distante. Tutti amano Roma. Non ero mai stato a Roma prima di arrivare qui, ma molti amici che c’erano già stati me ne avevano parlato benissimo”.

Puoi parlarci dell’associazione “Football Beyond Borders”?

“Tanti anni fa mi hanno presentato il fondatore Jasper e lui stava facendo un ottimo lavoro a Londra e Brixton. Si è reso conto che spesso il calcio è una passione condivisa da molti ragazzi, per cui ha cercato un modo per far convivere questa passione con l’istruzione. Ha istituito diversi programmi con l’obiettivo di aiutare i ragazzi a concentrarsi su vari progetti. In seguito l’associazione si è espansa fino a Manchester e si è visto subito il progresso e il percorso compiuto da molti ragazzi. Mi appassiona molto vedere la crescita di questi ragazzi”.

Come va con il tuo italiano?

“Con qualche alto e basso, credo sia normale quando si impara una nuova lingua. Devo continuare ad insistere”.

Ti piace la musica?

“Sì, mi piacciono diversi tipi di musica. In squadra abbiamo giocatori portoghesi, spagnoli, italiani, inglesi, c’è un bel mix di musica grazie alle nostre diverse culture”.

Segui altri sport?

“Sì il tennis, è il secondo sport che seguo dopo il calcio. Sono un grande appassionato”.

“I nostri tifosi sono davvero speciali: non ci sono molte altre squadre con uno stadio sempre pieno” ????️

Guarda l’intervista a Chris Smalling, presented by @StarCasinoSport
▶️ https://t.co/EQj53njD6q#ASRoma pic.twitter.com/uVxfnJzPTl— AS Roma (@OfficialASRoma) May 26, 2023

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Roma, ok della Questura: maxi-schermi per la finale all’Olimpico, manca solo l’ufficialità

In giornata la Roma comunicherà le indicazioni per seguire la finale di Budapest all’Olimpico, come avvenuto lo scorso anno per il trionfo a Tirana. Questa mattina la questura di Roma ha firmato l’ordinanza relativa all’ordine pubblico, autorizzando così l’iniziativa del club che ha nel frattempo già ricevuto la totale disponibilità di Sport e Salute all’utilizzo dell’Olimpico.

Il campo sarà coperto come in occasione dei concerti, per limitare eventuali danni legati ad una potenziale invasione, visto che successivamente alla sfida di Budapest, ci sarà la gara casalinga contro lo Spezia.

Definiti gli ultimi dettagli organizzativi, la Roma comunicherà le fasi di vendita dei biglietti. Lo scorso anno ci fu una prima parte esclusivamente dedicata agli abbonati.

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Siviglia-Roma, il programma della vigilia: rifinitura a Trigoria poi le conferenze alle 17.45

Mercoledì prossimo la Roma affronterà il Siviglia a Budapest per la finale di Europa League. L’UEFA ha reso note le indicazioni relative al programma della vigilia: martedì 30, la squadra sosterrà la seduta di rifinitura al “Fulvio Bernardini” di Trigoria alle 11 e sarà un allenamento aperto alla stampa, dopo è prevista la partenza della squadra per Budapest e José Mourinho interverrà in conferenza stampa insieme a due giocatori alle 17.45.

Mendilibar, tecnico del Siviglia, parlerà in conferenza accompagnato da due calciatori alle 18.45 e a seguire, alle 19.30, gli spagnoli effettueranno l’ultimo allenamento prima della finale.

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Rassegna stampa

Dybala, la caviglia è ancora ko ma vuole esserci: è corsa contro il tempo

Paulo Dybala spinge per esserci il 31 maggio a Budapest, ma da protagonista. Il ruolo che invece José Mourinho gli sta cucendo addosso è quello di riserva, di calciatore disponibile per appena 20 minuti.

Come scrive il Messaggero, l’argentino non ci sta, ma il suo corpo chiede una tregua. Paulo sta male, non si allena in campo nemmeno in maniera individuale come fanno Spinazzola e Karsdorp. È rinchiuso dentro al centro sportivo nel dipartimento medico a svolgere le terapie alla caviglia sinistra. Almeno questo è il quadro che Mourinho sta dipingendo: «Non si sta allenando di nascosto. Non penso possa giocare a Budapest, può partire dalla panchina».

Escludendo i gol (16 e 8 assist), quando c’è lui la squadra ha una percentuale di vittorie più alta (53%); quando manca scende vertiginosamente (38%). E poi, non va dimenticata la media punti: con Dybala è di 1,8 e senza è 1,4.

Questo in parte spiega il nervosismo dello Special One. L’impressione è che sia stufo di ricevere sempre dei “no” alla domanda: «Ti alleni con noi?». Se Mourinho lo avesse avuto a disposizione gli avrebbe concesso dei minuti contro Salernitana e Fiorentina per garantirgli ritmo partita in vista del Siviglia. Ma dato che rischiarlo potrebbe diventare deleterio, allora punta tutto su un recupero per la finale.

(…) Dunque, qual è la realtà? È che la caviglia fa ancora male, soprattutto se sottoposta a stress. Fisioterapisti e medici stanno facendo di tutto per metterlo in piedi entro il 31 maggio. Giocare titolare sarebbe un vero miracolo, più probabile che entri a partita in corso qualora ce ne fosse la necessità. Il rammarico è legato anche a quello che avrebbe potuto fare e non ha fatto durante tutta la stagione: solo 8 partite da 90 minuti in tutta la stagione, una media in campo di 65, 20 gare da titolare in Serie A su 36, 7 in Europa League su 14 e 13 partite saltate per infortunio.

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Interviste

Totti: “Il silenzio dei Friedkin? Va rispettato, prima si parlava troppo”

Francesco Totti ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport in vista della finale Roma-Siviglia:

Le piacerebbe vedere Luis Enrique al Napoli?

“Sì, è decisamente un tecnico da Napoli. Mi piace, lo stimo e penso possa fare bene. È una brava persona, umile, disponibile e ha fatto la storia sia come calciatore che come allenatore, penso che possa essere la scelta giusta per il Napoli. È un grande allenatore”.

Sarebbe il giusto sostituto di Spalletti?

“Sì, perché sono due tecnici molto simili come stile di gioco ma anche di allenamenti. Vedremo se De Laurentiis deciderà di ingaggiarlo”.

Mancano cinque giorni alla finale della Roma contro il Siviglia.

“Da romanista spero che la Roma possa vincere. È una partita secca, tutto può succedere ma spero che Mourinho possa vincere il suo secondo trofeo consecutivo”.

E se la Roma non dovesse vincere?

“Non sarebbe comunque una stagione fallimentare per la Roma. Perché se arrivi in finale, anche se poi la perdi, c’è il risultato di averla raggiunta. Poi naturalmente conta vincere e quello sarebbe un risultato importante”.

La Roma è col fiato sospeso sulle condizioni di Dybala.

“Spero che possa riuscire a raggiungere la finale in buone condizioni, perché la Roma ha bisogno di lui per cercare di vincere il secondo trofeo europeo. Si merita di giocare questa partita, è una partita secca e farà di tutto per esserci, quantomeno dalla panchina”.

Il possibile addio di Mourinho la preoccupa?

“Questo è il calcio, può succedere di tutto. È una decisione che spetta a lui, una decisione che lui e la società avranno già preso e comunicheranno alla fine dell’Europa League. Non so cosa ha scelto di fare il mister, ma mi auguro che possa restare alla Roma”.

Ha parlato di mercato sintetico.

“Sì, come ha detto il mister. Con pochi soldi sul mercato arrivare in Champions è difficile, ma se dovesse riuscirci sarebbe un traguardo eccezionale”.

Il silenzio dei Friedkin?

“Non posso entrare nelle dinamiche della società, se hanno preso questa strada del silenzio penso sia giusta e va rispettata. Da quando sono arrivato hanno intrapreso la scelta del silenzio. C’è chi parlava troppo e chi invece parla di meno”.

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Rassegna stampa

Svilar, Belotti e tanti bambini: le scelte di Mou a Firenze

Al Franchi lo Special One risparmierà gran parte dei suoi titolari, lasciando probabilmente nella Capitale Lorenzo Pellegrini, Spinazzola e Dybala. Il giovane Keramitsis va verso la prima da titolare in A, mentre Llorente è pronto a riprendersi quella maglia che, dal primo minuto, gli manca dal 90° giocati con l’Atalanta.

Come scrive il Corriere dello Sport, dalla linea difensiva “tipo”, dovrebbe fare uno sforzo solamente Ibañez. In mezzo al campo spazio a Tahirovic e Camara. Sulla trequarti Volpato spera in una chance, mentre Solbakken è più sicuro di averla, e in in attacco sarà Belotti a fare gli straordinari con Abraham di supporto a partita in corso.

Capitolo fasce: a destra Celik va gestito – al suo posto pronto Missori – ma anche Zalewski, sull’altra corsia potrebbe essere uno di quelli a cui concedere la staffetta in vista del Siviglia. In porta spazio a Svilar.