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Pinto e Souloukou in missione: tra Londra e Milano si fa il mercato della Roma

Sempre più arroventato il mercato della Roma. Tiago Pinto, accompagnato dalla CEO Lina Souloukou, è partito alla volta di Londra. Nell’agenda del general manager giallorosso diversi incontri di mercato, su tutti inerenti la doppia operazione LLorente-Kristensen con il Leeds.

Il dirigente giallorosso è atteso nelle prossime ore a Milano per definire altri affari in uscita, con in cima alla lista il vertice con il Sassuolo per Missori e Volpato. A riferire la notizia Filippo Biafora de il Tempo su Twitter.

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Belotti rinnova, Pinto aspetta Scamacca: le ultime

(…) Al di là delle condizioni (presenze) che hanno fatto scattare il rinnovo dell’ex Torino, c’è davvero un gradimento tecnico e di atteggiamento da parte dello Special One, che al momento spazza via le voci di mercato che lo vorrebbero lontano dalla Capitale. Come scrive il Tempo, chiaro che, di fronte a un’eventuale offerta importante, essendo arrivato a zero, Pinto valuterebbe eccome la proposta per cederlo. Ad oggi il centravanti azzurro è l’unico di ruolo escludendo Shomurodov in partenza) nella rosa giallorossa. Belotti, infatti, aspetta di conoscere il suo compagno di reparto per la stagione che verrà.

Sono gli ultimi giorni a disposizione del gm portoghese per finalizzare le cessioni volte a realizzare le plusvalenze richieste dalla Uefa. Ma dai primi di luglio le risorse saranno concentrate sulle entrate, e in particolare sull’attaccante titolare. Il nome che al momento resta in pole è quello di Scamacca, l’unico per il quale i giallorossi si sono mossi concretamente con alcuni incontri durante il viaggio a Londra di Pinto. Ma la strategia del gm è chiara: attendere. forte della decisa volontà del calciatore, per poi puntare su un accordo col West Ham per la punta azzurra.

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Calciomercato

Frattesi, entro mercoledì la verità: Inter in vantaggio, il Milan può rimontare e la Roma è staccata

E’ la settimana di Davide Frattesi. La Roma continua a monitorare la situazione del centrocampista romano, forte del 30% sul cartellino in caso di cessione che sicuramente avverrà.

La situazione sul mediano azzurro sembra delinearsi sempre di più, ma attenzione ai colpi di scena. Il calciatore ha scelto l’Inter ma i nerazzurri sono in attesa di cedere Brozovic per l’affondo definitivo. Nel frattempo il Milan, cedendo Tonali, è tornato ad informarsi concretamente per il calciatore, ma rischia di essere arrivato in ritardo.

Sullo sfondo la Juventus, staccata al pari della Roma che dopo aver fissato la sua valutazione ultima sui 30 milioni (- il 30% quindi 21 reali) non intende andare oltre.

A metà settimana la decisione ultima, anche perchè il calciatore non vorrebbe partire per il ritiro con il Sassuolo come l’anno scorso e poi spostarsi, ma fare tutto entro i primi di luglio.

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Friedkin, estate da decollo. Stadio e sponsor: luglio bollente per la nuova Roma

Ci sono due argomenti bollenti che stanno passando in questi giorni sulla sua scrivania: il nuovo stadio e il “main sponsor” che la Roma deve ancora scegliere.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, intanto, l’attivismo è tracimato anche oltralpe. I Friedkin, infatti, hanno acquistato anche il Cannes, dopo un corteggiamento di oltre un anno. Come ha spiegato la presidente Anne Courtade, “c’erano 64 dossier di imprenditori interessati al club francese”, attualmente saliti in 4a divisione. Il progetto, comunque, sarebbe quello di riportarlo nel giro di cinque anni in Ligue 2.

Il progetto ha fatto gola anche perché la società francese è proprietaria di terreni edificabili nei dintorni del centro sportivo, ed è inutile sottolineare che per magnati del lusso come i Friedkin, la zona della Costa Azzurra è particolarmente attrattiva. Una cosa è certa: la famiglia statunitense è stata scelta perché sinonimo di garanzia, basti pensare solo ai circa 750 milioni investiti per la Romain meno di tre anni, che hanno riportato a Trigoria un trofeo già nel 2022, dopo 14 anni di astinenza. La stessa rapidità si sta notando anche sul fronte del nuovo stadio, che sorgerà nell’area di Pietralata.

A nove mesi di distanza dalla presentazione del progetto di massima, è già arrivata la dichiarazione di Pubblico Interesse da parte dell’amministrazione comunale, estremamente interessata a un investimento da circa 600 milioni di euro che dovrebbe riqualificare un’area sofferente.

L’obiettivo è quello di porre la prima pietra entro la fine del 2024, per inaugurarlo nella stagione 2027-28, quella che celebrerà il centenario della società. Per questo l’obiettivo della società giallorossa è presentare il progetto definitivo entro il mese di luglio, cioè prima della pausa estiva, per consentire alle commissioni di avviare i lavori di studio. Il sindaco Roberto Gualtieri, che ha avuto modo di vedere in anteprima un breve video sul progetto, ha già detto: “Avremo uno stadio bellissimo”. E anche molto redditizio per la Roma, che entro dieci anni dovrebbe avere introiti netti pari a circa 60 milioni a stagione.

Nel frattempo, però, occorre fare cassa con nuovi sponsor, a cominciare dal “main” che manca da quando si è visto che Digitalbits non rispettava gli impegni presi. La richiesta del club sarebbe stata di 15 milioni all’anno, ma la mancata qualificazione alla Champions ha forse fatto abbassare l’asticella. Le trattative sono ovviamente top secret, ma si sussurra che stiano andando avanti con aziende leader nel modo dei media e del turismo. In ogni caso, visto che nel contratto saranno previsti dei bonus, l’obiettivo di arrivare in Champions League nel 2024 assume un carattere prioritario.

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Rassegna stampa

Roma, fasce nuove per Mourinho: arriva il danese Kristensen

Fasce nuove di zecca. La Roma dopo aver sistemato il centro della difesa con l’arrivo di Ndicka e il ritorno di Llorente, ora punta sugli esterni. Definita la trattativa lampo col Leeds per il 25enne Kristensen che arriverà entro giovedì in prestito con diritto di riscatto. Il gigante danese rinforzerà la destra dove resteranno Zalewski e Celik mentre Karsdorp verrà ceduto. Anche a sinistra però c’è aria di rinnovamento.

Come scrive Leggo, Spinazzola, infatti, non rinnoverà il contratto in scadenza e piace in Arabia Saudita. Mourinho anche da quella parte è a caccia di un elemento di peso, più adatto anche alla fase difensiva. Piace Ben Davies, gallese del Tottenham che Mou conosce bene e potrebbe rientrare in un ipotetico scambio con Ibanez. Intanto Belotti festeggia il rinnovo automatico fino al 2025: “La Roma è una famiglia, i tifosi hanno capito che do tutto per la maglia”.

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Interviste

Belotti rinnova fino al 2025: “La Roma è come una famiglia. Mou un vincente e un uomo raro”

Andrea Belotti ha rinnovato il suo contratto con la Roma fino al 30 giugno 2025. Ecco una sua lunga intervista ai microfoni del club giallorosso:

Quanta soddisfazione c’è per l’estensione del tuo contratto fino al 2025?
“Per me è un’emozione grandissima, fin dal primo momento che ho messo piede dentro Trigoria ho capito l’importanza di questa squadra, di questa gente, di questa città. È qualcosa che si può percepire soltanto quando si è dentro al 100%, qualcosa di talmente importante che mi rende orgoglioso. Vivo questo prolungamento come una tappa di un percorso iniziato un anno fa”

C’è qualcuno che vorresti ringraziare in particolare?
“Ringrazio Tiago Pinto per avermi dato l’opportunità di giocare per la Roma. Lo staff e il mister per avermi messo in condizione di farlo nel migliore dei modi e per aver creduto in me, ma anche i miei compagni che mi hanno subito fatto sentire parte di una famiglia. Sono arrivato praticamente sul gong del mercato estivo, quindi il mio ambientamento poteva risultare difficile. Invece la bontà, la disponibilità dei miei compagni, che si sono dimostrati prima uomini e poi compagni, mi ha permesso di integrarmi subito e nel miglior modo possibile. È stato davvero facile”

Ripartiamo dalla fine: la vittoria contro lo Spezia, la qualificazione in Europa League e il giro di campo di tutta la squadra all’Olimpico per salutare un pubblico fantastico.
“È stata una partita importantissima per noi perché vincere contro lo Spezia ci ha permesso di qualificarci in Europa League, una competizione in cui abbiamo sfiorato il trionfo quest’anno e che magari l’anno prossimo proveremo a vincere. Il giro di campo ci è sembrato il minimo per questi tifosi, per tutto l’affetto e il sostegno che ci hanno dato in ogni partita, che fosse in Coppa Italia, in campionato o in Europa League. Si sono sempre fatti sentire attraverso ogni sold-out all’Olimpico, il settore ospiti sempre pieno in trasferta, anche per la finale di Budapest sono arrivati in tantissimi. Questo omaggio ai tifosi era un ringraziamento sentito da tutti noi”

Quel pubblico che ti ha tributato un lungo applauso quando sei uscito dal campo: che cosa significa per te?
“Io penso che i tifosi abbiano capito il mio modo di vedere il calcio, di vivere il calcio, di vivere la partita. Non mi risparmio mai e questo penso sia stato apprezzato. Non posso far altro che ricambiare tutto il loro affetto cercando di fare sempre di più, di migliorarmi ogni giorno sotto ogni punto di vista”

È stata una stagione lunga e faticosa, ma la Roma ha dimostrato di essere un gruppo unito e compatto soprattutto nei momenti di difficoltà.
“Sì, la squadra ha risposto sempre presente. Anche nei periodi più difficili della stagione siamo stati compatti, sempre. Va detto che la forza di questa squadra è proprio il gruppo, non ho mai avuto dubbi su questo. Ogni giocatore infortunato o alle prese con qualunque problema ha sempre stretto i denti per esserci. Questo fa capire che ognuno di noi è disposto a sacrificarsi per la Roma”

Ti sei sentito parte di una famiglia?
“All’interno di una squadra io penso che in ogni momento, nel bene e nel male, ci si aiuti tutti insieme. La Roma la definisco famiglia perché da quando sono entrato qui dentro ho capito quanto questo legame non riguardi soltanto i singoli giocatori: ognuno di noi è legato allo staff, ai fisioterapisti, ai dirigenti, ai magazzinieri. È una grande famiglia in cui ognuno è disposto a dare il proprio contributo”

Hai sempre cercato di metterti a disposizione in ogni momento della stagione: hai giocato con una frattura alla mano, addirittura con una frattura alla costola pur di aiutare i tuoi compagni in un periodo complicato tra infortuni e squalifiche.
“Non ci ho mai pensato due volte, è stata una cosa naturale perché la priorità è sempre stata quella di aiutare i compagni. Nonostante il dolore, soprattutto quello alla costola”

Atteggiamento che è stato sottolineato più volte anche da José Mourinho.
“Quello del mister è stato uno dei gesti che mi ha riempito di più il cuore, perché ha capito lo sforzo che avevo fatto per aiutare la squadra. Quell’abbraccio all’Olimpico al momento della mia sostituzione durante la partita contro l’Inter è una delle cose che mi porterò dentro per sempre perché è stato talmente sincero e vero che mi è arrivato dritto al cuore. Da una parte mi ha reso orgoglioso per aver stretto i denti, dall’altra mi ha fatto apprezzare ancora di più il nostro allenatore che, nonostante tutti i titoli vinti, umanamente è unico, non se ne trovano così in questo mondo”

Che contributo ha dato il mister a questa squadra e a te personalmente?
“Il mister è un vincente: ti fa capire l’importanza di una vittoria e ti insegna a voler vincere sempre, partita dopo partita. E poi ha una grande dote, ha una forte empatia con i ragazzi. Quando tu pensi di dare il 100% lui è in grado di tirarti fuori il 130%, riesce a spingerti oltre i propri limiti, e non di poco”

Ci sono stati dei momenti di delusione, ma mai di rassegnazione. E da questo spirito ripartirà la Roma del prossimo anno.
“Ci sono stati dei momenti di delusione, ma la squadra non si è mai rassegnata, anche dopo la finale persa a Budapest non abbiamo mollato e siamo riusciti a vincere l’ultima di campionato davanti ai nostri tifosi. La rassegnazione non abiterà mai in noi”

A Budapest, una grande parata di Bono ti ha negato la gioia di un gol che sarebbe potuto essere decisivo. Quella finale sarà un nuovo punto di partenza?
“Sarebbe stato un epilogo perfetto, purtroppo però il portiere è stato bravo, così bravo che non ci hanno dato neanche il calcio d’angolo. Posso solo provare ad immaginare cosa sarebbe successo se quella passa fosse entrata”

Anche perché in questa stagione dal punto di vista realizzativo c’è stato anche un pizzico di sfortuna, ma questo deve essere uno stimolo per migliorare nella prossima.
“Sotto il punto di vista realizzativo non è stata una stagione positiva, purtroppo è capitato, ma l’unico modo che conosco per ribaltare le cose è quello di lavorare ogni giorno”

Di questo primo anno in giallorosso, cosa non dimenticherai?
“Ci sono tante cose che non dimenticherò. Una di quelle che ricorderò per sempre è la partita di ritorno contro il Feyenoord in casa. I loro tifosi non potevano esserci e per la prima volta ho visto tutto lo stadio interamente giallorosso. Ricordo perfettamente il momento in cui è partito l’inno e poi l’immagine dell’Olimpico pieno. Mi ha fatto venire i brividi, la pelle d’oca”

Ci dici un luogo della città a cui sei particolarmente legato?
“A Roma è facile legarsi a diversi luoghi. Ovunque c’è storia. Se fai un giro in auto, il torcicollo è assicurato. Ciò che mi affascina di più è il Colosseo. Quest’anno, ci sono passato diverse volte e, ogni volta, non mi limito a guardarlo, lo ammiro. Uno “stadio” di oltre 2.000 anni fa… semplicemente eccezionale”

Hai un aneddoto legato ai tifosi o alla città?
“Fine agosto dello scorso anno, era il giorno della firma. Soggiornavo in hotel. Prenoto un ristorante per festeggiare l’ufficialità del mio arrivo in giallorosso e chiamo un taxi. Arriva il taxi, eravamo in tre. Io mi siedo dietro. Il tassista guarda nello specchietto retrovisore, mi riconosce e dice alla persona seduta davanti: tu ti metti dietro e il Gallo viene davanti. Lo assecondo, partiamo e iniziamo a parlare di moduli, di calciatori del presente e del passato, di cosa si prova a scendere in campo e ogni tanto i discorsi sono intervallati da un nun ce credo…c’ho il Gallo in macchina!. Arrivati a destinazione, facciamo una foto, mi abbraccia e mi fa: te devo di’ ‘na cosa… te stimo tanto, ma so’ della Lazio… e te vojo bene lo stesso”.

Sappiamo quanto lo spogliatoio di una squadra di calcio sia un luogo sacro e inviolabile, ma c’è un episodio simpatico che puoi raccontarci e legato al tuo rapporto con i compagni?
“L’hai detto tu, lo spogliatoio è sacro e inviolabile. C’è però una cosa che accade nel pullman, quando siamo a poche centinaia di metri dallo stadio. I tifosi ci circondano d’affetto e per caricarci battono con le mani sulla carrozzeria del pullman. Loro non lo sanno, perché abbiamo i vetri oscurati, ma ci caricano talmente tanto, che dopo un po’, iniziamo anche noi a battere sui finestrini con l’adrenalina già ad altissimi livelli e ancora non siamo entrati nello stadio. Sono fantastici!”

Vuoi mandare un messaggio ai tifosi della Roma?
“Ci tengo a ringraziarli per tutto il sostegno che ci hanno dato e che sono sicuro daranno sempre per questa maglia. Noi non possiamo far altro che scendere in campo con l’unico obiettivo di regalar loro soddisfazioni, fare il nostro massimo per portare a casa dei trofei o delle gioie che rimarranno impresse dentro di noi”

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Roma e Leeds a lavoro sulla formula per Kristensen

La Roma sta lavorando per un prestito con il Leeds per Kristensen e Tiago Pinto sta cercando di capire se inserire o meno l’opzione di riscatto e, in caso, a quali condizioni.

Come riporta Gianluca Di Marzio l’intesa col giocatore è totale e entro metà della prossima settimana la Roma conta di chiudere l’operazione. La società giallorossa non vorrebbe fare uno sgarbo al Leeds e trovare una formula che metta d’accordo tutti, considerando che teoricamente i giocatori del club inglese hanno la possibilità di trasferirsi in prestito secco dopo la retrocessione. La Roma vorrebbe trovare un’intesa diplomatica per Llorente e Kristensen.

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Ibañez e la percentuale di Frattesi per finanziare i prossimi acquisti

I soldi accumulati grazie alla cessione di lbañez, e dalla percentuale incassata dal Sassuolo per il trasferimento di Frattesi serviranno alla Roma per completare il mercato nella fase 2, quella che comincia il primo luglio. Ma a questo punto anche Karsdorp, che si avvia a lasciare un posto negli armadietti a Kristensen, può diventare un involontario finanziatore. Servirà un po’ di pazienza ma Tiago Pinto proverà ad accontentare Mourinho, rassicurato anche da Friedkin durante la cena avvenuta nei giorni scorsi in Portogallo.

Come scrive il Corriere dello Sport, la priorità assoluta è l’attaccante. Fermo restando l’interessamento per il giovane brasiliano Savio del Troyes, che è un’ala destra, la Roma ha bisogno di un sostituto temporaneo di Tammy Abraham, che non tornerà in campo prima di febbraio-marzo dopo il grave infortunio al ginocchio. Pinto ha cercato di chiudere in fretta per il prestito di Gianluca Scamacca ma il West Ham ha mostrato il semaforo rosso. Per liberare il suo centravanti chiede una cessione definitiva intorno ai 35 milioni. Ed è una cifra che in questo momento la Roma non può spendere, in quanto vincolata agli accordi finanziari con l’Uefa. […]

In questo senso la Roma resta vigile su Alvaro Morata, che nelle ultime ore è stato offerto anche ad altre squadre italiane. Ma il principio è sempre lo stesso: si può prendere solo a determinate condizioni, cioè il prestito senza vincoli. Il principio è simile per i centrocampisti. […] L’ideale per Tiago Pinto sarebbe Frattesi, che però costa tantissimo ormai e ha già un accordo con l’Inter. Per questo la Roma accetterà di buon grado il 30 per cento che le spetta, quindi una cifra superiore ai 10 milioni, e si dedicherà all’accoglimento di un altro centrocampista dotato di dinamismo e pericolosità offensiva. […] un altro esubero perpetuo, Gonzalo Villar, ha ricevuto una proposta del Paok Salonicco. Ma l’accordo tra i club è lontano. Villar piace anche a due neopromosse italiane, Cagliari e Genoa. La Roma lo valuta 4-5 milioni, che sono il massimo possibile per un calciatore che si è perso nelle ultime due stagioni e ha davanti a sé solo un anno di contratto.

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Zalewski non parte più: il gioiellino può rilanciarsi

Tra un balletto su Tik Tok e un bagno in mare, Nicola Zalewski nota che i giorni scorrono senza che i procuratori o la Roma lo allertino per possibili scossoni di mercato: al momento non è prevista una sua cessione, né un rinnovo del contratto. È un momento di attesa vigile, di valutazioni reciproche, di speranza e convenienza. Ma la sensazione è che Tiago Pinto, sistemando giocatori anche più giovani del polacco di Poli, sia riuscito a proteggerne il futuro a Trigoria. Zalewski non è una semplice plusvalenza, Zalewski è un talento ancora parzialmente inespresso.

Non ha vissuto una grande stagione, questo no. Anzi era lecito attendersi qualcosa di più da un ragazzo che nei primi sei mesi giocati tra i grandi sembrava per qualità e carattere già pronto per qualunque teatro: non si recita sul palco di una finale europea da titolare se non si assimila con serenità il salto tra il calcio giovanile e quello dei professionisti. Eppure l’anno della consacrazione è stato deludente, nonostante il paradosso dei primi due gol segnati con la maglia della Roma (entrambi in campionato).

Zalewski ha pagato certamente la disponibilità a giocare in più ruoli, compreso l’esterno di fascia destra che non gli si addice, ma anche un certo assestamento psicologico alla vita degli idoli. Nel suo magico 2022 Nicola si è trovato a passare tra il mondo degli sconosciuti a un campionato del mondo. Non dev’essere un cambiamento semplice, anche se il nuovo status è molto affascinante. Insieme agli onori arrivano gli oneri che per un ragazzo di 20-21 anni rappre sentano un improvvisa assunzione di responsabilità.

Come scrive il Corriere dello Sport, ma sul suo valore nessuno dubita nella Roma. Non Mourinho, che gli ha regalato un’inizio fulminante sistemandolo in una posizione da “quinto” che non aveva mai coperto in tutti gli anni passati nel vivaio, e neppure Tiago Pinto, che non ha ricevuto proposte irrinunciabili per cederlo e in ogni caso è felice di essere riuscito a trattenerlo (almeno per ora). Presto chiamerà sia lui che Bove, i due manufatti del 2002, per parlare di possibile rinnovo: i contratti fino al 2025 sono diversi l’uno dall’altro – Zalewski guadagna circa il doppio di Bove – ma devono essere adeguati al nuovo livello, anche per scongiurare tentazioni centrifughe. Bove, in particolare, ha un’offerta importante dal Bologna che vorrebbe cortesemente declinare.

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Roma, fascia destra: fattore K. C’è Kristensen al posto di Karsdorp

Finalmente gli acquisti. Dopo settimane di lavoro in uscita, ancora da completare con le cessioni di Volpato e Missori, la Roma inizia ad accelerare le trattative in entrata. Lavorando per priorità. Due gli obiettivi da centrare ad ogni costo: l’attaccante e il terzino. E proprio per la fascia difensiva è concreto l’interesse per Rasmus Kristensen, esterno di destra di proprietà del Leeds.

Il club giallorosso ha individuato nel calciatore danese il profilo giusto per andare a rinforzare la fascia destra. La trattativa è ben avviata sulla base di un prestito con diritto di riscatto. Un’operazione facilitata dai buoni rapporti tra i due club (sul tavolo c’è anche il prestito di Llorente, ormai vicino alla chiusura) e accelerata dalla forte volontà del ragazzo di venire a Roma. Il Leeds è retrocesso in Championship e la prospettiva di fare un campionato di cadetteria ha spinto il danese a cercare una nuova destinazione.

Come scrive la Repubblica, un profilo che la Roma segue fin dal 2021, quando vestiva la maglia del Salisburgo. Un biennio in Austria che lo porta alla ribalta europea:14 gol e 19 assist in 109 presenze. La scorsa estate il Leeds sborsa 13 milioni di euro per acquistarlo. Un anno in Premier non entusiasmante culminato con la retrocessione. Adesso la voglia di rimettersi in gioco ad alti livelli, con i giallorossi pronti a chiudere un’altra operazione a costo zero.

Una scelta dettata dalla volontà di rinnovare la batteria dei terzini destri. Celik non ha convinto nella prima stagione italiana, ma l’idea a Trigoria è quella di concedergli una seconda chance. Opposta la posizione su Karsdorp. Nonostante il reintegro in rosa a febbraio scorso, l’olandese rimane sul mercato. Prezzo fissato a 12 milioni di euro, si lavorerà nelle prossime settimane per trovargli una sistemazione, preferibilmente in Premier League.