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Scamacca vuole la Roma ma l’Atalanta per ora non cede

Gianluca Scamacca e la Roma, via Gasperini. Un matrimonio che potrebbe finalmente esser celebrato in questa finestra di mercato che si prospetta caldissima, su tutti i fronti.

Le informazioni sul futuro dell’attaccante romano sono di varia natura, ma una certezza sembra esserci: Scamacca vuole ardentemente tornare a Roma. E’ un sogno che nutre da anni e che vorrebbe finalmente coronare.

Secondo la Gazzetta dello Sport nei giorni scorsi c’è stato un incontro tra il numero nove e mister Gasperini all’Eur, nel corso del quale l’attaccante avrebbe addirittura promesso a Gasp di volersi ridurre lo stipendio pur di rientrare a Roma. Una premessa, qualora confermata, importante rispetto ad un’ipotetica trattativa che però al momento non appare ancora sbocciata ufficialmente.

Roma su Scamacca, l’Atalanta fa muro

Come riferisce infatti Alfredo Pedullà, ad oggi l’Atalanta non ha intenzione di privarsi del suo centravanti, nonostante la scadenza di contratto a giugno 2027. Operata già la maxi cessione di Ederson, non ci sarebbe neanche una motivazione puramente economica. Più avanti si vedrà.

Un dato certo però è il profilo che Gasperini vorrebbe alle spalle di Malen. Dopo aver rintracciato, prioritariamente, gli attaccanti esterni o seconde punte che dir si voglia, l’allenatore giallorosso gradirebbe accoppiare a Malen un attaccante di notevole spessore fisico, capace di incidere con forza e potenza dentro l’area di rigore. Se sarà Scamacca, si vedrà…

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Scamacca, la Roma fa sul serio: offerto un contratto fino al 2031

Gianluca Scamacca potrebbe coronare finalmente il suo sogno: vestire da professionista affermato la maglia della Roma.

Lasciò il club giallorosso alla soglia dei 15 anni, scegliendo di proseguire la sua formazione in Olanda al PSV. Uno strappo che a distanza di anni è costato caro sia al club sia a lui. Perchè inizialmente il ragazzo non ha trovato lo spazio che credeva di poter avere, mentre la Roma ha visto affermarsi un centravanti importante in altre piazze.

Il vero salto di Scamacca è stato a Sassuolo, dove con De Zerbi si è completato andando in doppia cifra. Poi l’esperienza sfortunata al West Ham, condita da un problema al menisco che lo ha frenato.

Nell’estate successiva la Roma ha provato a riportarlo nella capitale, ma l’Atalanta ha anticipato i giallorossi versando una quarantina di milioni alla società inglese. Con Gasperini, Gianluca ha trovato gol e vittorie, visto il successo in Europa League contro il Bayer Leverkusen. Poi un anno di calvario con la rottura del crociato e una stagione di fatto buttata.

Quest’anno è tornato a giocare con discreta regolarità, realizzando 14 reti complessive in una stagione difficilissima per l’Atalanta. Gasp lo rivuole con sé, ritenendolo il perfetto vice-Malen, adattabile a giocare anche con l’olandese all’occorrenza. Pronto un contratto fino al 2031 (secondo le ultime indiscrezioni rilanciate da Niccolò Schira su X), per una valutazione del suo cartellino intorno ai 20 milioni.

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La Roma ‘ripensa’ a Scamacca: ecco la possibile formula

La Roma potrebbe presto riportare nella Capitale uno dei suoi figli calcistici più promettenti. Si parla di Gianluca Scamacca, attaccante cresciuto nel vivaio giallorosso e che, già un paio d’anni fa, era stato al centro di un interesse concreto da parte del club capitolino, quando militava ancora in Premier League. Tuttavia, in quell’occasione fu l’Atalanta ad avere la meglio, riuscendo a chiudere l’affare.

Sotto la guida di Gian Piero Gasperini, Scamacca sembrava aver finalmente compiuto il tanto atteso salto di qualità, diventando un punto di riferimento offensivo e contribuendo in modo decisivo alla storica conquista dell’Europa League da parte della Dea. Un percorso di crescita purtroppo interrotto da due gravi infortuni che hanno rallentato, se non addirittura frenato, la sua definitiva esplosione.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Leggo, la Roma avrebbe recentemente riaperto i contatti con la dirigenza dell’Atalanta per valutare la fattibilità di un’eventuale operazione di mercato. L’ipotesi più concreta al momento sarebbe quella di un prestito con obbligo di riscatto legato a determinate condizioni, principalmente legate al rendimento che l’attaccante saprà dimostrare sul campo nel corso della prossima stagione.

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Scamacca, Frattesi e Calafiori: tre ‘rimpianti’ nazionali della Roma

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) -Accendi la tv e vedi scorrere la formazione azzurra durante l’inno d’Italia in una calda serata di giugno pre Europei. Se sei un tifoso della Roma però noti anche che nell’undici scelto ieri sera da Spalletti, casualmente o forse no, c’erano Frattesi, Scamacca e Calafiori, tre pezzi di Roma oggi di proprietà rispettivamente dell’Inter, dell’Atalanta e del Bologna con vista su Torino, sponda bianconera. Ma soprattutto tre dei giovani più importanti del nostro calcio.

Guardi indietro e ripensi a che tipo di ‘tesoro’ la Roma avesse tra le mani ma anche che per motivi diversi non è riuscita a coglierne il valore intrinseco. Sia appena usciti dalla Primavera, sia quando ha avuto la possibilità di ricomprarli a distanza di anni scommettendo forse in parte sulla loro completa maturazione, arrivata poi successivamente.

Non è senno di poi o di prima, ma capacità e lungimiranza. De Rossi ha fatto emergere di recente il suo rammarico citando Calafiori e Frattesi:Non possiamo più ripetere errori così, non mi va giù vederli altrove”. Bisogna avere più coraggio? Sì. Ma anche l’occhio lungo e non è ovviamente facile. Perchè ogni anno la Roma ne sforna tanti, tantissimi, ne lascia andare evidentemente altrettanti, ma proprio per questo deve alzare il livello di attenzione e farlo con affidandosi a professionisti che li conoscano sin dalle loro origini, che li hanno visti crescere e che sappiano scrutarne reali potenzialità di sviluppo.

Anche perchè se ad esempio su Calafiori si è fatta una scelta puramente fisica, ritenendo il ragazzo, reduce da gravi incidenti alle ginocchia, non in grado di emergere e la sua cessione al Basilea rientra nella rivoluzione della rosa voluta da Mourinho, su Frattesi andavano fatti ragionamenti diversi e qui urge un passo indietro.

Walter Sabatini sul giovane esterno poi trasformato in mezzala aveva inserito un diritto di riscatto a salire, lasciando al Sassuolo la valorizzazione del calciatore come avvenuto nel biennio precedente per Pellegrini, poi ricomprato per 10 milioni. Frattesi è stato titolare ovunque in B e poi in A, con qualsiasi allenatore e in qualsiasi sistema di gioco. Si doveva comprendere prima che fosse un calciatore in ascesa, con caratteristiche perfette per il calcio moderno e non ridursi a due estati fa dove per una differenza di pochi milioni non si è trovato un accordo che comunque andava trovato, sacrificando magari quei giovani che poi a Sassuolo ci sono andati lo stesso (Volpato, Missori, Falasca neo campione d’Italia e in gol proprio contro la Roma nella finalissima Scudetto di qualche giorno fa).

Quella di Scamacca è una terza, storia, completamente diversa ma in parte assonante con quella di Frattesi: andato via giovanissimo con la famiglia per l’offerta faraonica ricevuta dal PSV, a distanza di qualche anno poteva essere un’opzione come vice Dzeko, nell’estate precedente all’avvento di Mou. Per alcuni giorni si palesò addirittura l’ipotesi di vendere Dzeko alla Juve, con lo sbarco di Milik e di Scamacca come vice. Non se ne fece nulla, anche perché qualcuno all’interno della Roma era rimasto deluso dal comportamento del ragazzo e del modo in cui si era consumato il suo addio.

A margine di queste vicende, che spesso sono il frutto anche di sfortunate coincidenze o di scarsa pazienza, la Roma sembra aver cambiato passo negli ultimi anni dando spazio maggiore ai suoi migliori talenti in prima squadra. Oggi su Bove e Zalewski ad esempio la società giallorossa e lo staff tecnico hanno sicuramente sviluppato un parere più compiuto rispetto a quello che si poteva avere su giovani usciti dal settore giovanile senza un minuto in A. Quindi la decisione di separarsi eventualmente da Bove e/o da Zalewski sarà più ponderata. Ma in assoluto un altro grave problema è che la Roma di prima e di oggi non abbia mai seriamente preso in considerazione l’ipotesi della seconda squadra. Un vettore che permetterebbe alla società di dare ai ragazzi più meritevoli uno step in più di crescita senza perderne il controllo. Immaginate se Pagano, Pisilli, Joao Costa, Oliveras solo per citarne alcuni il prossimo anno giocassero un intero campionato di Serie C, facendosi le ossa per poi esser ripresi in considerazione l’anno dopo come accaduto per i vari Soulè, Iling, Huijsen etc. a Torino. Le valutazioni sarebbero più approfondite e le decisioni su eventuali cessioni certamente più remunerative dei complessivi 7-8 milioni incassati per il trio Scamacca-Frattesi-Calafiori che oggi, purtroppo per la Roma, ne valgono circa 100.

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Tiago Pinto: “Roma da Champions”

A settembre arriva la verità di Tiago Pinto. Il gm della Roma rispetto al passato, è diverso: non è invecchiato, come magari mostra qualche meme “prima e dopo” che fa sorridere anche lui, ma ha imparato a dosare frecciatine e stoccate, verità e bugie, spiegazioni tecniche e risposte accuratamente non date.

Come scrive il Corriere dello Sport, prima di volare in Portogallo in vacanza, parla a Trigoria per oltre un’ora e ci tiene a ribadire alcuni concetti: i rinnovi (Mourinho, Dybala e anche se stesso) si affrontano solo in privato; gli obiettivi economici sono stati centrati, ha fiducia che vengano centrati anche quelli sportivi perché “l’ambizione mia e della società, da sempre, è quella di arrivare in Champions”; pensa di aver creato una squadra migliore dello scorso anno; sa bene che senza disponibilità economica il mercato dei prestiti è pieno di incognite, ma confida di essere riuscito a piazzare i colpi giusti. A farli rendere, e a metterli a posto fisicamente, ci penserà Mourinho, ma Pinto è convinto che la strada sia quella giusta.

A maggior ragione con un allenatore come Mourinho in scadenza e un giocatore come Dybala che si aspetta un nuovo contratto: “Ne parleremo nelle sedi opportune. Quello che conta è che adesso siamo tutti carichi e motivati. Tra me e José non c’è contrapposizione, ci diciamo le cose apertamente. Su Paulo ho sentito parlare della clausola e della paura di perderlo, la realtà è che l’anno scorso è arrivato e questo è rimasto. Godiamocelo”.

Pinto glissa sul rinnovo diretto, così come glissa quando gli viene chiesto se il mercato in uscita della Roma sia davvero chiuso anche se ci sono altri paesi in cui è ancora aperto. Decisamente più espansivo è quando parla del Fair Play finanziario: “Per il settlement agreement dobbiamo spendere il 70% dei ricavi. Poi c’è il transfer balance che fa il monitoraggio dei giocatori che sono nella lista Uefa da un anno all’altro e fa il bilanciamento tra i giocatori che entrano e quelli che vanno via. È difficile avere una squadre più forti riequilibrando il monte ingaggi”. Per questo motivo non sono arrivati Scamacca e Frattesi (di cui Pinto parla benissimo) mentre Zapata non è arrivato per incomprensioni con l’Atalanta: “Ma non mi sentirete mai dire qualcosa. Il mercato è così”. (…)

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Scamacca sorpassa Morata: la trattativa in dirittura d’arrivo

Scamacca mette la freccia su Morata. Dire che il centravanti cresciuto nel vivaio giallorosso sia ad un passo dalla Roma è forse una forzatura, ma nelle ultime ore i contatti tra la società giallorossa e il West Ham e gli indizi che arrivano dall’Inghilterra lasciano pensare che la trattativa potrebbe sbioccarsi da un momento all’altro.

Rispetto a Morata, come riporta il Corriere della Sera (G.Piacentini), dal fronte inglese continuano ad arrivare segnali che Scamacca sia fuori dal progetto di Moyes, che ieri non lo ha convocato per l’amichevole che il West Ham ha disputato contro il Dagenham&Redbridye. A Scamacca, che due giorni fa sui propri social aveva postato l’immagine di una clessidra come a voler scandire il tempo che manca al suo ricongiungimento con i colori giallorossi, e ad altri calciatori che hanno partecipato alla tournée in Australia, il tecnico ha concesso due giorni di riposo che il giocatore ha trascorso nella Capitale.

Nelle ultime ore i dirigenti del West Ham stanno aprendo alla possibilità di cedere il calciatore in prestito (oneroso) con obbligo di riscatto condizionato alla qualificazione dei giallorossi alla prossima Champions League.

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Scamacca, Broja al West Ham è quasi fatta: la mossa libera il bomber per Mourinho

Uno a Londra ci è appena tornato, di ritorno dall’Australia. L’altro, invece, ci è rimasto anche un po’ a sorpresa, quando invece pensava di lasciarla per seguire la squadra nella tournée negli Usa. Il primo è Gianluca Scamacca, l’uomo che la Roma aspetta per risolvere il problema del centravanti. Il secondo è invece Armando Broja, quello che può sbloccare definitivamente la situazione.

L’attaccante albanese del Chelsea, infatti, è il primo obiettivo del West Ham e di David Moyes, l’allenatore degli Hammers, che lo vuole piazzare al centro dell’attacco per avere maggiore profondità e un attacco allo spazio più efficace.

Broja quindi è rimasto ad allenarsi a Cobham, insieme ad altri tre compagni (Reece James, Levi Colwell e Conor Gallagher). Ufficialmente per permettergli di completare il recupero dalla rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro, infortunio datato 13 dicembre 2022 (e quindi oltre sette mesi fa). “Pazienza”, è stato il commento di Broja sui suoi social. In realtà i Blues lo hanno lasciato a casa proprio perché la trattativa con il West Ham è calda, con Moyes che voleva il giocatore già la scorsa estate e che ora è tornato alla carica con un’offerta di circa 35 milioni di euro (bonus inclusi).

Moyes, infatti, non è soddisfatto del suo reparto offensivo, dove tutti e tre gli attaccanti sono in bilico: su Antonio ci sono gli arabi dell’Al-Ettifaq, Ings potrebbe anche tornare al Southampton e Scamacca è in parola con la Roma. Certo, non andranno via tutti e tre, ma il prossimo arrivo di Broja dalle parti di Newham, distretto orientale di Londra può sbloccare proprio la situazione legata a Scamacca. Broja, tra l’altro, non è rimasto affatto contento del recente arrivo al Chelsea di un’altra punta, Nicolas Jackson, preso dal Villareal a fine giugno per 37 milioni di euro. E con gli spazi che si riducono, vuole andarsi a giocare le sue carte altrove.

La Roma, intanto, non ha ancora fatto ulteriori passi avanti per il centravanti del West Ham, dopo il viaggio di Tiago Pinto a Londra di una ventina di giorni fa in cui il general manager giallorosso aveva sondato l’eventuale disponibilità del club inglese a dare il giocatore in prestito. Ipotesi che venti giorni fa era stata messa da parte, ma che negli ultimi giorni ha ripreso quota, con gli Hammers che sono anche entrati nell’ottica di lasciar partire Scamacca in prestito (oneroso), legandolo però ad un obbligo di riscatto condizionato (e non più fisso, come invece era stato chiesto proprio venti giorni fa).

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Rilancio Scamacca: subito a segno con il West Ham. La Roma e gli inglesi più vicini

Qualcosa si muove dalle parti di Newham, distretto orientale di Londra, di fatto la casa del West Ham. O forse si è già mosso in Australia, dove ieri gli Hammers hanno chiuso la loro tournée, partecipando al Unmissable Football e vincendo il “derby in trasferta” contro il Tottenham per 3-2.

A segnare il gol decisivo è stato Gianluca Scamacca, a 12 minuti dalla fine. Un gol che arriva proprio nel momento in cui il West Ham sta pensando di andare incontro alla Roma e di aprire ad un prestito con obbligo condizionato. Insomma, un passo avanti rispetto all’obbligo secco che gli inglesi chiedevano fino a qualche giorno fa.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, il giocatore, si sa, però vorrebbe cambiare presto aria, essendosi già promesso alla Roma. In tal senso, basta ricordare le parole espresse qualche giorno fa: “Ho sempre ragionato con il cuore e continuerò a farlo anche in futuro. E sapete quali sono i due colori del mio cuore. Per me Roma è casa. E Totti, l’idolo da bambino. E quale giocatore al mondo non sognerebbe di essere allenato da Mourinho? Sono convinto che mi stimolerebbe e con lui migliorerei ancora”. Un autentico manifesto d’amore, con la Roma che spera di accoglierlo presto a braccia aperte ed è pronta anche ad accontentarlo economicamente (quest’anno al West Ham lo stipendio di Scamacca è passato da 2,8 a 3 milioni di euro).

E allora cosa è cambiato? Prima di tutto che gli Hammers hanno incassato ben 120 milioni dalla cessione di Rice e di impellenze economiche ce ne sono sicuramente meno di prima. A Londra stanno quindi pensando di andare incontro ai desideri del giocatore e l’idea è di accettare un prestito oneroso (intorno ai 3-4 milioni di euro), ma con un obbligo condizionato legato alle presenze ed alla qualificazione in Champions League. Fattispecie che permetterebbe alla Roma tra 12 mesi di affrontare eventualmente la spesa per l’acquisto di un giocatore che gli inglesi un anno fa hanno pagato ben 36 milioni (più 6 di bonus).

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Morata vuole la Roma: oggi Pinto incontra gli agenti

Alvaro Morata ha parlato chiaro a tutti coloro che lo hanno contattato per chiedergli lumi sul futuro: “Voglio andare alla Roma”. La Juventus, che lo ha già ospitato per quattro stagioni in due periodi diversi della carriera, ne ha preso atto nel momento più caldo della vicenda Lukaku, il Milan osserva a fari spenti, l’Inter non è ancora realmente entrata in campo.

Insomma: almeno per qualche giorno, la Roma sarà l’unica destinazione possibile per Morata. Non a caso il procuratore, Juanma Lopez, stamattina sbarcherà in città per sistemare i dettagli dell’accordo con Tiago Pinto: è pronto un contratto di quattro anni a 4,5 milioni netti più 0,5 di bonus a stagione, senza i benefici del decreto crescita. Se si muove l’agente, non è per ascoltare. Juanma Lopez già sa. Deve semmai definire.

Come scrive il Corriere dello Sport, i Friedkin non hanno ancora dato il via libera a un investimento che nei quattro anni può raggiungere i 40 milioni lordi, cartellino escluso, ma lo faranno presto. Il tempo di capire che un innesto del genere renderà più plausibile il ritorno in Champions League, dove la Roma non entra da ormai cinque stagioni. Questa proprietà non ama spendere per calciatori Over 30, soprattutto impostando un piano a lunga scadenza. Però per Morata stanno valutando un’eccezione.

Mourinho, che ieri ha sfruttato il giorno di riposo per andare al Foro Italico a vedere le finali del padel, aspetta fiducioso e silente nel forno di Trigoria, mentre Dybala continua a tenersi informato. Ma è presto per affermare con certezza che Morata diventerà il prossimo centravanti della Roma.

Nell’ultimo colloquio tra direttori sportivi, Pinto ha fatto sapere ad Andrea Berta di non disporre della liquidità necessaria a pagare i 12 milioni previsti come buonuscita dal nuovo contratto che Morata ha firmato con l’Atletico (fino al 2026, un anno in meno rispetto alla proposta della Roma). Senza soldi l’affare può incagliarsi anche se i club, per agevolare la negoziazione, potrebbero decidere di concordare un trasferimento in prestito con obbligo di riscatto fissato l’anno prossimo. E’ la cifra che, curiosamente, incasserà l’1 luglio 2024 la Roma come percentuale sulla rivendita di Frattesi, passato dal Sassuolo all’Inter con la stessa formula. Si tratta e si continuerà a trattare per tutta la settimana. Se non oltre.

L’alternativa per Tiago Pinto sarebbe incassare il denaro di una grande cessione. Ovviamente il pensiero corre a Roger Ibañez, atteso oggi pomeriggio a Trigoria per la ripresa degli allenamenti insieme agli altri nazionali. La Roma ha deciso di venderlo ma ancora non ha ricevuto un’offerta giudicata congrua. Anche le ipotesi di partenza per Karsdorp e Spinazzola, avvicinati dai sauditi dell’Al-Shabab, non garantiscono introiti rapidi.

Perciò non c’è molto tempo da perdere. Nel rispetto del fair play finanziario, Mourinho ha chiesto di puntare quasi tutto il budget disponibile sul centravanti. E ha indicato Morata. Non Scamacca, che peraltro costerebbe più o meno la stessa somma tra cartellino e ingaggio, dal momento che il West Ham non considera assolutamente la possibilità di un prestito. E’ la sua unica vera richiesta

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Roma, la sfida del gol. Mourinho ha fretta: è testa a testa fra Scamacca e Morata

La Roma, incassata la dichiarazione d’amore di Gianluca Scamacca, non perde l’occasione di monitorare anche Alvaro Morata, che ha quasi sei anni in più del collega – a ottobre venticinque il primo e trentuno il secondo – ma anche un curriculum più importante, oltre che un ingaggio molto più alto.

Ovvio che nella scelta dei due attaccanti sussista una filosofia diversa. Scamacca è l’investimento di prospettiva, il ragazzo formatosi (anche) a Trigoria, il tifoso che indossa la maglia del cuore, il potenziale nuovo centravanti della Nazionale di Mancini. Non è un caso che un anno fa il West Ham lo abbia pagato 36 milioni e proprio per questo sta alzando un muro alla formula proposta dalla Roma per averlo, cioè un prestito con diritto di riscatto agevole. D’altronde il centravanti ha vissuto una stagione tormentata per via del menisco, poi operato.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, non sorprende che Billy McKinlay, vice allenatore del West Ham, abbia appena detto di lui: “Siamo felicissimi di riaverlo, è un top player e sono sicuro che lo vedremo nelle prossime settimane e mesi”. Probabile, eppure l’accoppiata potenziale Scamacca-Belotti (intrigante) presenta dei margini di rischio non indifferenti. Così, nella vulgata popolare, Scamacca è diventato la scelta portata avanti dalla società(è giovane, guadagna “solo” tre milioni, Pinto lo ha chiamato), mentre Morata è l’attaccante già campione preferito da Mou.

D’altronde, se Scamacca ha giocato un centinaio di partite nei massimi campionati fra Olanda, Italia e Inghilterra, Morata viaggia abbondantemente sopra i quattrocento, avendo già alzato finora in carriera 18 trofei (contro la sola Conference League dell’italiano) grazie al fatto di avere militato in vere e proprie corazzate come Real Madrid, Juventus, Chelsea e Atletico Madrid. Anche per lo spagnolo, però, la Roma chiede il prestito con diritto di riscatto, ma l’Atletico – che gli ha appena rinnovato il contratto fino al 2026, abbassando però l’ingaggio da nove a sei milioni – ha messo una clausola da 22 milioni (anche se c’è chi dice da una dozzina). Per il momento, troppo per il club di Trigoria.

Comunque una cosa è certa: all’inizio della prossima settimana i giallorossi si muoveranno per provare a stringere per Morata – su cui lavora ai fianchi anche Dybala, carissimo amico dello spagnolo – sperando anche di far uscire allo scoperto il West Ham per Scamacca. Il sogno, infatti, sarebbe quello di riuscire a cedere Belotti – che frutterebbe piena plusvalenza – per potere avere entrambi gli attaccanti desiderati, magari entrambi in prestito. Stessa richiesta, peraltro, fatta al Salisburgo per ottenere Okafor.