Categorie
NEWS

Roma, in arrivo 6 milioni dall’affare Calafiori: il motivo

La Roma potrebbe ottenere entro il 30 giugno una ulteriore plusvalenza grazie ad un suo ex calciatore. Si tratta dalla lunghissima querelle legata alla cessione di Calafiori, passato nel 2022 al Basilea poi al Bologna e successivamente all’Arsenal.

La società giallorossa ha sostenuto in diverse sedi istituzionali nell’ultimo anno e mezzo di dover ricevere dal club svizzero una decina di milioni, equivalenti ad una percentuale sulla rivendita del cartellino dell’ex terzino finito appunto ai Gunners un’estate fa.

Il Basilea però si è opposto reinterpretando quanto scritto nei contratti originariamente sottoscritti con il club giallorosso quattro anni fa. La vicenda è finita dinanzi al Tribunale di Losanna e entro i prossimi giorni dovrebbe arrivare un accordo stragiudiziale con una transazione che rappresenti un compromesso tra la richiesta dei 10 milioni originaria e lo zero assoluto sin qui giunto da Basilea.

Il Tribunale dello Sport di Losanna, infatti, dovrebbe dare ragione ai giallorossi che devono incassare come detto circa il 40% della quota spettante allo stesso Basilea per la rivendita del difensore dal Bologna all’Arsenal nel 2024, quindi 6 milioni di euro.

Categorie
NEWS

Roma, attesi i 9 milioni del contenzioso col Basilea per Calafiori: la situazione

La Roma non molla la presa e continua a tenere aggiornata l’Uefa sulla battaglia legale con il Basilea per il nodo legato al 40% della futura rivendita di Riccardo Calafiori. Un tesoretto ancora bloccato, ma che – una volta sbloccato – garantirebbe ai giallorossi una preziosa plusvalenza da inserire a bilancio.

Tutto nasce dall’operazione che la scorsa estate ha portato il terzino dall’Arsenal al Bologna per 50 milioni di euro. Un affare da cui il Basilea, in virtù di un accordo con gli emiliani, ha incassato 23,5 milioni, pari al 50% della plusvalenza. Ma c’è di più: tra Roma e Basilea era stato pattuito che il club capitolino avrebbe ricevuto il 40% su ogni futuro incasso legato al giocatore, inclusa la quota variabile della cessione all’Arsenal.

Tradotto: oltre al milione e mezzo già ricevuto per la cessione da Basilea a Bologna, a Trigoria ritengono spettino altri 9,4 milioni, ovvero il 40% della cifra incassata dagli svizzeri. La Roma si affida alla formulazione del contratto, certa che prima o poi quei soldi finiranno nelle proprie casse. Lo riferisce il Corriere dello Sport.

Categorie
Calciomercato

Calafiori, è bagarre legale tra Roma e Basilea: il motivo

Riccardo Calafiori la scorsa estate si è trasferito all’Arsenal dal Bologna per circa 50 milioni di euro, di cui il 50% spettava al Basilea in base agli accordi antecedenti al suo ritorno in Italia.

La Roma vanta però un ulteriore percentuale su questa cessione e pretende che il club svizzero gli versi quanto dovuto. Nello specifico, secondo quanto riferisce il Tempo, tra Basilea e Roma era stato stabilito che i giallorossi – oltre al milione del 2022 – avrebbero anche incassato il 40% della futura rivendita. Ergo la Roma vanta un credito di 9.4 milioni che il Basilea però non ha ancora versato.

Gli elvetici da subito si rifiutarono di pagare tale cifra, nonostante la Pec dei legali romanisti. A quasi cinque mesi dal passaggio all’Arsenal ancora non c’è traccia del versamento e va avanti lo scontro legale.

Categorie
Calciomercato

Roma, quasi 10 milioni dalla cessione di Calafiori all’Arsenal

La Roma sorride. Con l’accordo tra Arsenal e Bologna per il trasferimento di Riccardo Calafiori, il club giallorosso incasserà il 40% della percentuale variabile che finirà nelle casse del Basilea.

Ergo, nelle casse della Roma entreranno 9.2 milioni di euro.

Categorie
Calciomercato

Roma, Calafiori porta in dono 8 milioni: ecco perchè

E’ notizia di queste ore l’ormai imminente cessione di Riccardo Calafiori dal Bologna all’Arsenal per circa 50 milioni di euro. La Roma potrebbe ottenere una % su questa cessione.

Il Basilea, che ha venduto al Bologna il difensore della Nazionale lo scorso anno, sarebbe tenuto a riconoscere ai Friedkin una percentuale del 40% sulla sua percentuale del 50%. Si tratta, secondo i calcoli dell’ufficio legale di Trigoria, di circa 8 milioni se le cifre del trasferimento a Londra sono quelle di cui si parla in queste ore.

Almeno di questo sono convinti gli avvocati della Roma, che hanno già inviato al Basilea una lettera per pretendere il pagamento di quanto ritengono sia stato pattuito all’epoca. C’è grande irritazione tra i dirigenti per il comportamento della controparte, diretta dai fratelli ex calciatori Degen. Adesso la Roma aspetta il denaro, che è tutto plusvalenza essendo proveniente da un prodotto del settore giovanile. Lo scrive il Corriere dello Sport.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Scamacca, Frattesi e Calafiori: tre ‘rimpianti’ nazionali della Roma

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) -Accendi la tv e vedi scorrere la formazione azzurra durante l’inno d’Italia in una calda serata di giugno pre Europei. Se sei un tifoso della Roma però noti anche che nell’undici scelto ieri sera da Spalletti, casualmente o forse no, c’erano Frattesi, Scamacca e Calafiori, tre pezzi di Roma oggi di proprietà rispettivamente dell’Inter, dell’Atalanta e del Bologna con vista su Torino, sponda bianconera. Ma soprattutto tre dei giovani più importanti del nostro calcio.

Guardi indietro e ripensi a che tipo di ‘tesoro’ la Roma avesse tra le mani ma anche che per motivi diversi non è riuscita a coglierne il valore intrinseco. Sia appena usciti dalla Primavera, sia quando ha avuto la possibilità di ricomprarli a distanza di anni scommettendo forse in parte sulla loro completa maturazione, arrivata poi successivamente.

Non è senno di poi o di prima, ma capacità e lungimiranza. De Rossi ha fatto emergere di recente il suo rammarico citando Calafiori e Frattesi:Non possiamo più ripetere errori così, non mi va giù vederli altrove”. Bisogna avere più coraggio? Sì. Ma anche l’occhio lungo e non è ovviamente facile. Perchè ogni anno la Roma ne sforna tanti, tantissimi, ne lascia andare evidentemente altrettanti, ma proprio per questo deve alzare il livello di attenzione e farlo con affidandosi a professionisti che li conoscano sin dalle loro origini, che li hanno visti crescere e che sappiano scrutarne reali potenzialità di sviluppo.

Anche perchè se ad esempio su Calafiori si è fatta una scelta puramente fisica, ritenendo il ragazzo, reduce da gravi incidenti alle ginocchia, non in grado di emergere e la sua cessione al Basilea rientra nella rivoluzione della rosa voluta da Mourinho, su Frattesi andavano fatti ragionamenti diversi e qui urge un passo indietro.

Walter Sabatini sul giovane esterno poi trasformato in mezzala aveva inserito un diritto di riscatto a salire, lasciando al Sassuolo la valorizzazione del calciatore come avvenuto nel biennio precedente per Pellegrini, poi ricomprato per 10 milioni. Frattesi è stato titolare ovunque in B e poi in A, con qualsiasi allenatore e in qualsiasi sistema di gioco. Si doveva comprendere prima che fosse un calciatore in ascesa, con caratteristiche perfette per il calcio moderno e non ridursi a due estati fa dove per una differenza di pochi milioni non si è trovato un accordo che comunque andava trovato, sacrificando magari quei giovani che poi a Sassuolo ci sono andati lo stesso (Volpato, Missori, Falasca neo campione d’Italia e in gol proprio contro la Roma nella finalissima Scudetto di qualche giorno fa).

Quella di Scamacca è una terza, storia, completamente diversa ma in parte assonante con quella di Frattesi: andato via giovanissimo con la famiglia per l’offerta faraonica ricevuta dal PSV, a distanza di qualche anno poteva essere un’opzione come vice Dzeko, nell’estate precedente all’avvento di Mou. Per alcuni giorni si palesò addirittura l’ipotesi di vendere Dzeko alla Juve, con lo sbarco di Milik e di Scamacca come vice. Non se ne fece nulla, anche perché qualcuno all’interno della Roma era rimasto deluso dal comportamento del ragazzo e del modo in cui si era consumato il suo addio.

A margine di queste vicende, che spesso sono il frutto anche di sfortunate coincidenze o di scarsa pazienza, la Roma sembra aver cambiato passo negli ultimi anni dando spazio maggiore ai suoi migliori talenti in prima squadra. Oggi su Bove e Zalewski ad esempio la società giallorossa e lo staff tecnico hanno sicuramente sviluppato un parere più compiuto rispetto a quello che si poteva avere su giovani usciti dal settore giovanile senza un minuto in A. Quindi la decisione di separarsi eventualmente da Bove e/o da Zalewski sarà più ponderata. Ma in assoluto un altro grave problema è che la Roma di prima e di oggi non abbia mai seriamente preso in considerazione l’ipotesi della seconda squadra. Un vettore che permetterebbe alla società di dare ai ragazzi più meritevoli uno step in più di crescita senza perderne il controllo. Immaginate se Pagano, Pisilli, Joao Costa, Oliveras solo per citarne alcuni il prossimo anno giocassero un intero campionato di Serie C, facendosi le ossa per poi esser ripresi in considerazione l’anno dopo come accaduto per i vari Soulè, Iling, Huijsen etc. a Torino. Le valutazioni sarebbero più approfondite e le decisioni su eventuali cessioni certamente più remunerative dei complessivi 7-8 milioni incassati per il trio Scamacca-Frattesi-Calafiori che oggi, purtroppo per la Roma, ne valgono circa 100.

Categorie
APPROFONDIMENTI

De Rossi, occhi anche sulla Primavera: ecco i giovani che può lanciare

Mercato, rilancio e giovani da costruire. La Roma continuerà la sua politica di valorizzazione del settore giovanile con una spinta propulsiva in più. Perchè se è vero che Mourinho nei due anni e mezzo di lavoro nella capitale ne ha fatti esordire tanti e alcuni hanno portato anche capitali utili alla società (su tutti Tahirovic, Felix, Missori e Volpato), è altrettanto vero che su Calafiori soprattutto ma indirettamente anche su Frattesi le valutazioni di mercato fatte sono risultate errate.

Storie nettamente diverse: l’attuale centrocampista dell’Inter poteva tornare già 4 anni fa e 3 anni fa con una clausola di recompra accessibile ma lì l’errore lo fece il vecchio management. Poi Pinto lo voleva fortemente riportare a casa due estati fa, ma non si trovò la quadra col Sassuolo che chiedeva nell’affare tra gli altri anche Bove.

Riccardo Calafiori non è stato giudicato idoneo. La verità è molto più superficiale: nella Roma in parecchi, a cominciare dall’allenatore, non credevano che si sarebbe ripreso al 100% dopo i due gravi incidenti alle ginocchia. Spesso era fuori per infortunio muscolare, qualche dolore di troppo lo aveva anche quando giocava. Le potenzialità erano evidenti, ma le certezze agli occhi di chi lo ha valutato no. Errore enorme? Sì, a vederlo oggi varrà oltre 30 milioni sul mercato, ma il Calafiori di oggi è fisicamente e tatticamente molto più evoluto di quello che ha lasciato Roma.

13.2.2022 Sassuolo vs Roma (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Frattesi (Foto Gino Mancini)

De Rossi domenica in conferenza stampa ha espresso un pensiero condivisibile che probabilmente cela anche una piccola critica a chi ha gestito l’area sportiva della Roma nel recente passato. Fidarsi di più del parere di gente come Bruno Conti, Alberto De Rossi e di chi ha cresciuto questi ragazzi portandoli dagli esordienti spesso alla soglia della prima squadra potrebbe essere un valore aggiunto. E DDR, figlio di Alberto, sicuramente qualche consiglio lo ascolterà.

Chi potrebbe essere il nuovo Frattesi o il nuovo Calafiori? Sicuramente Joao Costa. Ala destra, classe 2005, brasiliano ma con passaporto anche portoghese, è nel giro delle nazionali giovanili carioca. Rapidissimo nello stretto, ama giocare a destra e rientrare sul mancino. Ha le caratteristiche perfette per essere un’ala di un 4-3-3 o di un 4-2-3-1. Sicuramente De Rossi, che lo ha avuto in rosa e in allenamento da gennaio ad oggi, lo porterà in ritiro e al 99.9% sarà uno dei giovani del vivaio che comporranno la rosa del prossimo anno.

Il secondo slot dovrebbe essere di Pisilli. Classe 2004, Mezzala, centrocampista, tuttocampista. La gamba c’è, il fisico però va rodato soprattutto sull’aspetto muscolare, sull’esplosività. Mourinho lo ha fatto esordire e il ragazzo è andato a segno in Europa League. Ha vinto con la nazionale Under19, ora è il momento di capire cosa fare da grandi. A 19 anni in altri campionati si è già titolari da due anni. De Rossi lo citò nella sua prima conferenza stampa, salvo poi rendersi conto che forse non era ancora prontissimo. L’estate porterà consiglio, ma Pisilli ha tutto per essere un nuovo Frattesi e la Roma non può permettersi di perderlo.

Come Mattia Mannini, due anni più giovane. E’ un esterno classe 2006 che ricorda per velocità il primo Florenzi. Fisico non aitante, ma una rapidità e una qualità nello stretto egregie. Così come la duttilità. Da ala destra o sinistra, mister Guidi lo sta impiegando anche da terzino fluidificante. Esperimenti da campionato Primavera, il calcio vero è un altro, ma c’è materiale importante su cui lavorare, con un pizzico di pazienza in più.

E’ invece un 2004 e di grande qualità Oliveras. Terzino mancino, spagnolo, che ha avuto un grave incidente un anno e mezzo fa che forse ne ha frenato l’esplosione definitiva. La più grande qualità è la conduzione del pallone. Elegante, diretta, senza fronzoli. Partecipa attivamente alla manovra offensiva, può modellarsi a livello fisico, ma ha 19 anni come Pisilli e in ritiro estivo probabilmente ci sarà per poi capire se puntarci su oppure no.

Scartati quasi certamente Golic e Keramitsis che finiranno sul mercato, così come Cherubini che doveva andare via a gennaio e che la Roma rischia di perdere a zero, un altro giovane che ha avuto uno strato excursus è Riccardo Pagano. Esordio con Mourinho, tutto il ritiro estivo con la prima squadra, diverse apparizioni nelle prime sfide di questa stagione poi è gradualmente e stranamente regredito. Sempre meno convocato con i grandi, è tornato a giocare con regolarità in Primavera. La sensazione è che con lui la Roma possa monetizzare, senza grossi rimpianti.

Una futura stella infine può essere Renato Marin. Portiere classe 2006, ha disputato un grandissimo campionato che si concluderà con le finali Scudetto per i giallorossi di Guidi a caccia di un successo tricolore che manca da diverse stagioni. Marin è brasiliano d’origine come Joao Costa, ma ha anche il passaporto italiano e ha già disputato 4 presenze con la maglia della nazionale under 19 azzurra. Chi si occupa di giovani lo considera uno dei migliori talenti del nostro calcio. La Roma però ora ha trovato Svilar e quindi Marin probabilmente disputerà un altro anno in Primavera poi ogni decisione sarà presa tra un anno.

Categorie
Calciomercato

Calafiori: “Ho De Rossi nel cuore. Addio alla Roma? A me è andata meglio che a loro…”

Riccardo Calafiori sarà forse il gioiello più ambito del prossimo mercato estivo. Il centrale del Bologna, reduce da una doppietta straordinaria contro la Juve e dalla qualificazione in Champions, ieri sera ha parlato ai microfoni di DAZN e in un passaggio relativo al suo addio alla Roma ma anche alle recenti parole di De Rossi (“Non mi va giù che abbiamo perso gente come Calafiori e Frattesi”…), ha risposto così: “La Roma? Non lo so se è un rimpianto. Doveva andare così, è stato meglio per me, per la Roma non lo so. De Rossi lo porterò sempre nel cuore”.

Nonostante il pressing dei tifosi giallorossi, appare quasi impossibile oggi immaginare un ritorno di Calafiori a Roma. Il calciatore è destinato ad esser ceduto ad una big. Si parla insistentemente della Juventus visto che il prossimo allenatore bianconero sarà quasi certamente Thiago Motta.

Categorie
Calciomercato

Calafiori al Bologna: ecco quanto incassa la Roma

Riccardo Calafiori torna in Italia. E’ il Bologna che in queste ore ha definito l’affare con il Basilea, club svizzero al quale si era trasferito dai giallorossi un anno fa. Il terzino romano si trasferisce in Emilia per 4 milioni più bonus, ma Pinto aveva mantenuto un 40% sulla futura rivendita. La Roma dunque incasserà circa 1,5 milioni da questa operazione.

Categorie
Interviste

Basilea, Calafiori spera: “Ritorno alla Roma? Perchè no…”

Riccardo Calafiori sta disputando un’ottima stagione a Basilea dopo la cessione della scorsa estate. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport:

Come si trova a Basilea?
«La vita è diversa da Roma, città bella ma piccola. non c’è molto da fare. Meglio, meno distrazioni. Mi sono trovato subito bene, compagni eccezionali. Abbiamo un bel gruppo, giovane ma competitivo. Le dirò di più…».

Prego, mi dica.
«Basilea trasuda di calcio come Roma, ma la mentalità è diversa: il giorno della partita si vive per quello, ma poi tutto torna come prima. Come passione sono rimasto sorpreso, in Svizzera ci sono i tifosi migliori. Il campionato è un trampolino, ma di ottimo livello. Prima di accettare ero scettico, poi ho chiesto consiglio a De Rossi. E ho trovato un calcio meno tattico, più attacco contro la difesa. E fisicamente faticoso, finisci le partite stremato. Qui si cresce, è perfetto».

[…]

Vincerete la Conference?
«Il Nizza è una delle favorite, se passiamo perché no. Anche la Roma può farcela, lei e lo United sono le favorite per l’Europa League, anche se il Feyenoord sarà avvelenato per Tirana».

E se un giorno dovesse succedere, tornerebbe in giallorosso?
«Adesso ho preso un’altra strada e penso solo a far bene al Basilea. Ma se in futuro dovesse essere la scelta giusta da fare perché no. Sono molto affezionato al club, lì sono cresciuto».

La Roma in Champions?
«Campionato combattuto, può farcela. Anche se i punti persi al derby pesano. Ma mai dire mai, Mou quando le partite si fanno decisive non sbaglia. Mou? Empatico. A un certo punto giocavo anche con continuità, ma è andata così. Sono contento lo stesso, mi ha insegnato tanto».

Da chi le piacerebbe essere invece allenato in futuro?
«Spalletti è bravissimo, il 70% di questo Napoli è merito suo. E poi Guardiola e Ancelotti sono diversi tra loro, ma molto bravi».

I suoi idoli invece?
«De Rossi, un fratello. Mi ha insegnato tutto: mentalità, personalità, carattere. Quando mi dà un consiglio è sempre la cosa giusta da fare. E poi Kolarov, un altro da cui si impara tanto».

VAI ALLA PAGINA FACEBOOK DI RETESPORT