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Bruno Conti verso l’addio: dopo 53 anni Brunetto non rinnoverà

La Roma e Bruno Conti questa volta potrebbero veramente separarsi. Il contratto di Conti con il club giallorosso è in scadenza e tutte le fonti d’informazione oggi concordano sul fatto che quasi certamente non sarà rinnovato.

Un amore lungo oltre 50 anni tra Brunetto e i colori giallorossi, da giovane calciatore a campione d’Italia, poi anche tecnico della prima squadra, direttore tecnico nell’era Spalletti e infine per tantissimi anni responsabile del settore giovanile. Un ruolo che ha permesso alla Roma di tramutarsi in uno dei settori giovanili più fulgidi d’Italia, con decine e decine di ragazzi che con alterne fortune o sono stati assoluti protagonisti in maglia giallorossa o hanno prodotto plusvalore per la società stimabile in una cifra vicina ai 400 milioni di euro.

Un lavoro insomma straordinario, ma recentemente il ruolo di Conti nella Roma è stato sempre più perimetrato.

Dalla prossima stagione ci sarà un restyling del settore giovanile (rischia di salutare anche Alberto De Rossi) e il nuovo responsabile sarà Massimo Tarantino.

Un ritorno a casa per lui dopo l’addio nel 2019 e il caso vuole che proprio nel 2016 fu lui a prendere il posto di Conti che nelle ultime stagioni si è occupato del coordinamento tecnico delle rappresentative che vanno dall’Under 10 alla 14. Dall’Inter arriverà anche Pasquale Berardi che è pronto a diventare il nuovo capo scout. Per entrambi è pronto un contratto fino al 2031. Ci sarebbe stato ancora meno spazio per Bruno che a 71 anni ha deciso di lasciare Trigoria.

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Compleanno Roma, gli auguri di diversi ex giallorossi a Retesport – AUDIO

La Roma oggi compie 98 anni e nell’ambito di una programmazione speciale in onda sin dalle prime ore del mattino su Retesport, abbiamo raccolto i messaggi d’auguri di diversi ex calciatori giallorossi, capitanati dal grande Bruno Conti.

 
 
 
 
 
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APPROFONDIMENTI

Bruno Conti compie 70 anni. Tanti auguri anche a Nela e De Sisti

13 marzo, giornata molto importante in casa Roma, perchè tre grandi compioni della storia romanista festeggiano il compleanno.

A partire dal mitico Marazico, Bruno Conti, che oggi compie 70 anni, di cui oltre 50 anni trascorsi in continuità tra le fila della Roma: da giocatore prima, poi allenatore delle giovanili, dirigente e responsabile del settore giovanile, ma anche tecnico della prima squadra. Un’intera vita dedicata alla sua, nostra, Roma.

Tanti auguri anche a Sebino Nela, compagno di squadra di Bruno nella Roma più forte di tutti i tempi, quella costruita da Viola e Liedholm: per Seb oggi sono 64!

Infine un caloroso abbraccio anche al grande Picchio De Sisti: regista della Roma e della Nazionale italiana, protagonista della famosa partita del secolo tra Italia e Germania ai mondiali di Messico 70′. De Sisti compie 82 anni.

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Interviste

Conti: “Ho dribblato anche il tumore. Ringrazio i Friedkin perchè…”

Bruno Conti ha raccontato questa mattina ai microfoni de la Gazzetta dello Sport la sua battaglia vinta contro un brutto male: “Due anni fa mi hanno diagnostico un tumore al polmone. Devo ringraziare il mio medico di famiglia, il dottor Camilli, che si è accorto subito della mia tosse persistente e il professor Rendina del S.Andrea per le cure che hanno funzionato. E non dimentico il presidente Dan Friedkin che voleva portarmi a sue spese negli Stati Uniti: conservo le sue affettuose lettere. Ora però sto bene, gli esami sono tutti a posto. E posso dire che mi è riuscito un altro dribbling…”.

Cosa è stata la Roma per lei?
“Cosa è: tutta la mia vita. Ancora oggi quando sento gli inni di Venditti, Fiorini e Conidi mi emoziono, mi viene la pelle d’oca. Ho passato due anni al Genoa per farmi le ossa in prestito, avendo come maestro Simoni, ma non ho mai pensato di lasciare la Roma, neanche quando Maradona ogni volta che ci incontravamo mi diceva “vieni a Napoli”. Mio padre, romanista fino al midollo, non me l’avrebbe mai perdonato”.

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APPROFONDIMENTI

Ranieri ‘alla Ferguson’, ma non solo: da Sacchi a Klopp, da Conti a Liedholm, la terza vita da manager

(di Checco Oddo Casano) Non solo allenatore, ma super manager. Consulente o direttore tecnico, dirigente senior, insomma: Claudio Ranieri sarà il referente sportivo principale dei Friedkin, l’uomo che porrà il suo marchio su tutte le decisioni di carattere sportivo, compresa la scelta del prossimo allenatore.

Ieri la proprietà ha messo nero su bianco l’auspicio di tutto l’ambiente romanista: ripartire da un uomo di campo, magari anche emotivamente legato a questa realtà, dotato di un bagaglio d’esperienza straordinario, capace di parlare 4 lingue e soprattutto in grado di valutare dall’interno il da farsi per ricostruire la Roma.

Oggi il mister – che sarà chiamato prima di tutto a salvare la squadra sul campo nel ruolo di allenatore – spiegherà certamente meglio, i contorni operativi del ruolo che ricoprirà a partire da giugno per almeno due anni, ma un dato è certo: a 73 anni Claudio Ranieri non si farà mai prendere in giro. Non avrebbe senso, sarebbe una mancanza di rispetto forse senza precedenti. I proprietari della Roma con questa scelta hanno indirettamente ammesso di aver sbagliato tutto, soprattutto negli ultimi 18 mesi. Indubbiamente uno degli obiettivi è non desertificare del tutto uno stadio che domenica scorsa ha mandato segnali chiari. Ma è solo una delle sfumature della scelta operata su Ranieri in vista del prossimo futuro.

Da chi sarà arrivato il suggerimento? Difficile saperlo, ma quella di Ranieri non è una metamorfosi professionale anomala o unica nel suo genere.

Sono diversi ed illustri infatti i precedenti nel calcio nazionale e internazionale: recentemente il Manchester United ha salutato Sir Alex Ferguson dopo 38 anni complessivi. L’allenatore più vincente della storia dei Red Devils, nel maggio del 2013 si è ritirato dal ruolo in panchina e poi è stato cooptato all’interno del board del club, ufficialmente come ambasciatore globale della società ma il suo carisma, il suo peso specifico in alcune decisioni dello United si sono irradiate fino alla scelta degli allenatori.

In passato un altro tecnico che saturo e stanco dello stress in panchina scelse una strada diversa fu Arrigo Sacchi: dopo aver toccato il tetto del mondo sulla panchina del Milan, il ‘profeta di Fusignano‘ ha chiuso la sua carriera da allenatore a Parma nel 2001 e assumendo immediatamente l’incarico di direttore tecnico, per poi passare col medesimo ruolo e anche qualcosa in più al Real Madrid di Florentino Perez fino al fino al dicembre del 2005.

Nella Roma, ci sono due precedenti illustri: Bruno Conti, che ha ricoperto anche il ruolo di ‘direttore tecnico‘ legato alla prima squadra. Da responsabile del settore giovanile, Brunetto fu chiamato a salvare la Roma in panchina al termine della stagione 2004-2005 e poi la società lo promosse a ruolo di dt al fianco di Pradè. Da Conti nacque l’intuizione di Spalletti, difesa e protetta anche nei primi mesi di difficoltà del toscano che ad Empoli dopo una sconfitta per 1-0 rassegnò addirittura le dimissioni.

Poi Nils Liedholm: quattro volte in panchina – record nella storia del club con Ranieri che si fermerà a tre insieme a Masetti – ma anche direttore tecnico e consulente della società nella prima parte dell’avventura di Franco Sensi come presidente del club.

Tornando in Germania, sono tanti gli esempi di figure di primissimo livello che dal campo, alla panchina poi sono passati dietro la scrivania, portando grande valore ai rispettivi club: impossibile non citare l’esempio massimo del Kaiser, Franz Beckenbauer che nel Bayern Monaco è stato tutto: un fantastico giocatore, un eccellente allenatore, poi anche direttore amministrativo, vicepresidente, presidente e presidente onorario nell’ultimo periodo, dopo aver scalato parallelamente anche i vertici della FIFA.

Un’altra figura che ha concluso la sua carriera da dirigente è Rudi Voeller: storico attaccante giallorosso, ha tentato la carriera da allenatore non riuscendo a cogliere risultati straordinari e riscoprendosi però nel ruolo di manager. Ha di fatto costruito il Bayer Leverkusen, alimentando per 15 anni, prima ds poi da direttore esecutivo, una struttura sportiva e dirigenziale che lo scorso anno ha raccolto i frutti del suo profondo lavoro con la vittoria del titolo in Germania.

Sempre in terra teutonica, Matthias Sammer, dopo aver chiuso la sua grande carriera al Dortmund, ha tentato la strada dell’allenatore tra Borussia e Stoccarda ma non è riuscito a raccogliere frutti importanti. Quindi dapprima si è dedicato al ruolo di direttore tecnico della Nazionale tedesca e successivamente anche supervisore delle giovanili, per finire al Bayern Monaco (dal 2012 al 2016) nel ruolo sempre di ds mentre oggi è consulente esterno del Dortmund, suo vecchio grande amore.

Dunque tanti personaggi e storie diverse, ma sensazioni e riflessi simili: l’idea di fondo che il calcio debbano svilupparlo quei personaggi che lo hanno vissuto, praticato da professionisti ad alto livello, diretto magari in panchina e non soggetti che provengono da realtà e dimensioni quasi aliene rispetto al manto erboso.

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APPROFONDIMENTI

De Rossi, occhi anche sulla Primavera: ecco i giovani che può lanciare

Mercato, rilancio e giovani da costruire. La Roma continuerà la sua politica di valorizzazione del settore giovanile con una spinta propulsiva in più. Perchè se è vero che Mourinho nei due anni e mezzo di lavoro nella capitale ne ha fatti esordire tanti e alcuni hanno portato anche capitali utili alla società (su tutti Tahirovic, Felix, Missori e Volpato), è altrettanto vero che su Calafiori soprattutto ma indirettamente anche su Frattesi le valutazioni di mercato fatte sono risultate errate.

Storie nettamente diverse: l’attuale centrocampista dell’Inter poteva tornare già 4 anni fa e 3 anni fa con una clausola di recompra accessibile ma lì l’errore lo fece il vecchio management. Poi Pinto lo voleva fortemente riportare a casa due estati fa, ma non si trovò la quadra col Sassuolo che chiedeva nell’affare tra gli altri anche Bove.

Riccardo Calafiori non è stato giudicato idoneo. La verità è molto più superficiale: nella Roma in parecchi, a cominciare dall’allenatore, non credevano che si sarebbe ripreso al 100% dopo i due gravi incidenti alle ginocchia. Spesso era fuori per infortunio muscolare, qualche dolore di troppo lo aveva anche quando giocava. Le potenzialità erano evidenti, ma le certezze agli occhi di chi lo ha valutato no. Errore enorme? Sì, a vederlo oggi varrà oltre 30 milioni sul mercato, ma il Calafiori di oggi è fisicamente e tatticamente molto più evoluto di quello che ha lasciato Roma.

13.2.2022 Sassuolo vs Roma (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Frattesi (Foto Gino Mancini)

De Rossi domenica in conferenza stampa ha espresso un pensiero condivisibile che probabilmente cela anche una piccola critica a chi ha gestito l’area sportiva della Roma nel recente passato. Fidarsi di più del parere di gente come Bruno Conti, Alberto De Rossi e di chi ha cresciuto questi ragazzi portandoli dagli esordienti spesso alla soglia della prima squadra potrebbe essere un valore aggiunto. E DDR, figlio di Alberto, sicuramente qualche consiglio lo ascolterà.

Chi potrebbe essere il nuovo Frattesi o il nuovo Calafiori? Sicuramente Joao Costa. Ala destra, classe 2005, brasiliano ma con passaporto anche portoghese, è nel giro delle nazionali giovanili carioca. Rapidissimo nello stretto, ama giocare a destra e rientrare sul mancino. Ha le caratteristiche perfette per essere un’ala di un 4-3-3 o di un 4-2-3-1. Sicuramente De Rossi, che lo ha avuto in rosa e in allenamento da gennaio ad oggi, lo porterà in ritiro e al 99.9% sarà uno dei giovani del vivaio che comporranno la rosa del prossimo anno.

Il secondo slot dovrebbe essere di Pisilli. Classe 2004, Mezzala, centrocampista, tuttocampista. La gamba c’è, il fisico però va rodato soprattutto sull’aspetto muscolare, sull’esplosività. Mourinho lo ha fatto esordire e il ragazzo è andato a segno in Europa League. Ha vinto con la nazionale Under19, ora è il momento di capire cosa fare da grandi. A 19 anni in altri campionati si è già titolari da due anni. De Rossi lo citò nella sua prima conferenza stampa, salvo poi rendersi conto che forse non era ancora prontissimo. L’estate porterà consiglio, ma Pisilli ha tutto per essere un nuovo Frattesi e la Roma non può permettersi di perderlo.

Come Mattia Mannini, due anni più giovane. E’ un esterno classe 2006 che ricorda per velocità il primo Florenzi. Fisico non aitante, ma una rapidità e una qualità nello stretto egregie. Così come la duttilità. Da ala destra o sinistra, mister Guidi lo sta impiegando anche da terzino fluidificante. Esperimenti da campionato Primavera, il calcio vero è un altro, ma c’è materiale importante su cui lavorare, con un pizzico di pazienza in più.

E’ invece un 2004 e di grande qualità Oliveras. Terzino mancino, spagnolo, che ha avuto un grave incidente un anno e mezzo fa che forse ne ha frenato l’esplosione definitiva. La più grande qualità è la conduzione del pallone. Elegante, diretta, senza fronzoli. Partecipa attivamente alla manovra offensiva, può modellarsi a livello fisico, ma ha 19 anni come Pisilli e in ritiro estivo probabilmente ci sarà per poi capire se puntarci su oppure no.

Scartati quasi certamente Golic e Keramitsis che finiranno sul mercato, così come Cherubini che doveva andare via a gennaio e che la Roma rischia di perdere a zero, un altro giovane che ha avuto uno strato excursus è Riccardo Pagano. Esordio con Mourinho, tutto il ritiro estivo con la prima squadra, diverse apparizioni nelle prime sfide di questa stagione poi è gradualmente e stranamente regredito. Sempre meno convocato con i grandi, è tornato a giocare con regolarità in Primavera. La sensazione è che con lui la Roma possa monetizzare, senza grossi rimpianti.

Una futura stella infine può essere Renato Marin. Portiere classe 2006, ha disputato un grandissimo campionato che si concluderà con le finali Scudetto per i giallorossi di Guidi a caccia di un successo tricolore che manca da diverse stagioni. Marin è brasiliano d’origine come Joao Costa, ma ha anche il passaporto italiano e ha già disputato 4 presenze con la maglia della nazionale under 19 azzurra. Chi si occupa di giovani lo considera uno dei migliori talenti del nostro calcio. La Roma però ora ha trovato Svilar e quindi Marin probabilmente disputerà un altro anno in Primavera poi ogni decisione sarà presa tra un anno.

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SOCIAL ROMA

Tanti auguri Ago! I messaggi della Roma e di Bruno Conti – FOTO

Oggi Agostino Di Bartolomei avrebbe compiuto gli anni. Esattamente 69, se non fosse tragicamente scomparso il 30 maggio del 1994. Dopo il commovente ricordo all’Olimpico a margine del Derby, la Roma ha pubblicato ovviamente un post di auguri nella giornata di oggi sui account social.

Anche Bruno Conti ha scritto un post emozionante su Instagram:

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Interviste

Bruno Conti vota DDR: “Mi ricorda Carlo Ancelotti”

In una lunga intervista ai microfoni de il Corriere della Sera, Bruno Conti attuale dirigente dell’area sportiva giovanile giallorossa ha parlato del suo passato da calciatore ma anche del futuro di De Rossi.

Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni: «Per me Daniele è sempre stato un allenatore in campo, per l’intelligenza tattica e per le scelte che faceva: quando vedevo Ancelotti in campo avevo la stessa sensazione. Poi è un grande uomo, mai banale: ha preso la squadra in un momento delicato e si sta dimostrando un allenatore vero, preparato in tutto. Sono contentissimo per lui».

C’è un ragazzo del settore giovanile delia Roma su cui non avrebbe scommesso e che invece è arrivalo in alto?

«Politano era considerato come me, troppo gracile. Nessuno ci credeva invece è arrivato dove è arrivato. Ma quello che mi ha dato più soddisfazione di tutti è proprio De Rossi: lo avevamo preso come attaccante, poi è stato spostato in mediana ed è diventato grande. Anche per questo vederlo oggi sulla panchina della Roma è speciale».

 Lei ha debuttaio in A 19enne, 50 anni fa. Era già pronto o fu Lidholm a buttarla nella mischia?

«Non mi sentivo pronto, ma il Barone me lo disse all’ultimo, fu questo il segreto».

La Roma è ancora parte della sua vita, un caso unico.

«Soprattutto se penso che ho realizzato il sogno di mio padre, che era un tifoso romanista e ha cresciuto sette figli. Ho giocato, allenato i ragazzi, la prima squadra, ho fatto II direttore tecnico e del settore giovanile: quando potevo essere d’aiuto non mi sono mai tirato indietro».

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Rassegna stampa

La Roma è una scommessa. Mourinho: “Rinforzi top, adesso la punta”

La ripartenza, Bruno Conti, la sfida alla Salernitana e gli arbitri. Ma soprattutto il mercato, che per alcuni versi lo preoccupa ancora, ma che per altri lo ha già rasserenato un po’. Soprattutto dopo l’arrivo di Leandro Paredes e Renato Sanches, due in cui José Mourinho crede tanto. Ed allora la sua terza stagione romanista parte così, con il portoghese che nelle sue 18 “prime volte” ne ha vinte 12, pareggiate 5 e persa solo una (con il Tottenham, nel 2020/21). Certo, come tutti gli allenatori gli piacerebbe avere la squadra già fatta (“Anche perché il campionato inizia ora, non il 31 agosto”) ma sa che presto avrà quei rinforzi che cerca. Soprattutto in attacco.

Si riparte dalla Salernitana, dunque, esattamente come nella scorsa stagione, quando a campi invertiti la Roma vinse con un gol di Cristante. “Hanno un ottimo allenatore e un potenziale per arrivare in Europa – dice Mou – Sarà una partita difficile, come del resto tutte in Serie A. Certo, noi dovremo fare a meno di due giocatori importanti come Dybala e Pellegrini. Questa cosa delle squalifiche che si trascinano da un campionato all’altro per somma di ammonizioni è démodé. Siamo rimasti indietro”. Poi l’appello ai tifosi: “Ci manca ancora l’attaccante. Spero che i nostri tifosi giochino con noi, da attaccanti appunto”.

Già, l’attaccante. Il centro dei pensieri di Mou. “Il problema lo conosciamo tutti, soprattutto visto che Abraham si è fatto male il 4 giugno e in questo tempo non siamo riusciti a risolverlo. Ma è inutile stare qui a piangere, devo fidarmi della società che mi dice che presto sarà risolto. Anche arrivasse Mbappè adesso o il 31 agosto saremmo comunque in ritardo”. In questa settimana si può sbloccare qualcosa, anche se Zapata è più lontano e Marcos Leonardo si allunga verso gennaio. Ma Willian José ed Ekitiké sono due piste valide.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, intanto Mou si consola con quanto successo a centrocampo. Con un pizzico di polemica nei confronti di Matic, chiamato “signor Matic”, quasi a volerne sottolineare l’attuale distacco. “Sul signor Matic cosa devo dire? Il ds del Rennes ha spiegato che stavano parlando da circa un mese e ciò basta per commentare la vicenda. La sua uscita non ce la aspettavamo: ha giocato 50 partite, un grandissimo giocatore. Ma la Roma ha avuto una grande risposta, il problema è quando perdi qualcuno e non viene sostituito. Ed invece sono arrivati Paredes e Sanches, non Peppino e Tonino. Il modo di giocare di Paredes mi piace tanto, con lui non perdiamo niente. Il problema è che la scorsa stagione non è andata benissimo per lui, se non per il Mondiale. Anche Sanches è un giocatore top, ma nell’ultima stagione ha avuto tanti infortuni. Come Aouar, che praticamente non ha giocato mai. Mi piacciono molto tutti e tre, ma devo lavorarci su”.

Quindi altre due carezze. A Pinto e a se stesso (“Il direttore è stato bravo nel trovare sotto pressione quei 30 milioni con i giovani, ma un po’ di merito è anche mio che in un anno e mezzo ho valorizzato giocatori che prima valevano zero”). E poi a Bruno Conti: “Fosse per me lo terrei in panchina sempre al mio posto, è un personaggio top. A Verona, domenica prossima, ci sarà ancora lui”. La chiusura con gli arbitri: “A me interessa l’onestà, deve esserci lo stesso trattamento per tutti. Se sarà così allora avremo la stagione perfetta”.

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Roma, ipotesi Bruno Conti in panchina contro la Salernitana per sostituire Mou

Con Josè MourinhoSalvatore Foti e altri due collaboratori squalificati, la Roma per il match d’esordio in Serie A contro la Salernitana all’Olimpico pensa al ritorno in panchina di Bruno Conti. La bandiera giallorossa, già allenatore del club nel 2005 dopo le dimissioni di Luigi Delneri, potrebbe affiancare simbolicamente il preparatore atletico Rapetti.

Come riferisce La Presse, al momento Conti si occupa del coordinamento tecnico delle squadre giovanili di quelle che vanno dall’Under 10 all’Under 14.