Sarà Sacchi l’arbitro del match tra Lecce e Roma, in programma domani pomeriggio al Via del Mare alle 18:00. Mokthar e Cavallina sono stati designati come assistenti, IV Uomo Tremolada, Gariglio e Chiffi VAR e AVAR.
Il fischietto di Macerata ha diretto 5 volte in carriera la Roma, con 4 successi per i giallorossi e una sconfitta. L’ultimo precedente risale a due anni fa: 3-2 casalingo contro il Torino.
Tra i commenti al vetriolo che stanno accompagnando la decisione di Ranieri di rinunciare alla panchina della nazionale, spicca questa mattina quello di Arrigo Sacchi.
L’ex CT azzurro, di fatto divenuto opinionisti da quasi 20 anni, ha parlato così sulla Gazzetta dello Sport dell’affair nazionale: “Non conosco le motivazioni profonde, ma ritengo che alla Nazionale non si possa dire di no. È un dovere morale rispondere alla chiamata, perlomeno io la vedo così. La Nazionale è la squadra di tutti gli italiani e dunque, per un allenatore, dovrebbe rappresentare il massimo traguardo. Che cosa c’è di più alto e nobile che poter essere a capo di un progetto che coinvolge l’intero paese?”.
(di Checco Oddo Casano) – Non solo allenatore, ma super manager. Consulente o direttore tecnico, dirigente senior, insomma: Claudio Ranieri sarà il referente sportivo principale dei Friedkin, l’uomo che porrà il suo marchio su tutte le decisioni di carattere sportivo, compresa la scelta del prossimo allenatore.
Ieri la proprietà ha messo nero su bianco l’auspicio di tutto l’ambiente romanista: ripartire da un uomo di campo, magari anche emotivamente legato a questa realtà, dotato di un bagaglio d’esperienza straordinario, capace di parlare 4 lingue e soprattutto in grado di valutare dall’interno il da farsi per ricostruire la Roma.
Oggi il mister – che sarà chiamato prima di tutto a salvare la squadra sul campo nel ruolo di allenatore – spiegherà certamente meglio, i contorni operativi del ruolo che ricoprirà a partire da giugno per almeno due anni, ma un dato è certo: a 73 anni Claudio Ranieri non si farà mai prendere in giro. Non avrebbe senso, sarebbe una mancanza di rispetto forse senza precedenti. I proprietari della Roma con questa scelta hanno indirettamente ammesso di aver sbagliato tutto, soprattutto negli ultimi 18 mesi. Indubbiamente uno degli obiettivi è non desertificare del tutto uno stadio che domenica scorsa ha mandato segnali chiari. Ma è solo una delle sfumature della scelta operata su Ranieri in vista del prossimo futuro.
Da chi sarà arrivato il suggerimento? Difficile saperlo, ma quella di Ranieri non è una metamorfosi professionale anomala o unica nel suo genere.
Sono diversi ed illustri infatti i precedenti nel calcio nazionale e internazionale: recentemente il Manchester United ha salutato Sir Alex Ferguson dopo 38 anni complessivi. L’allenatore più vincente della storia dei Red Devils, nel maggio del 2013 si è ritirato dal ruolo in panchina e poi è stato cooptato all’interno del board del club, ufficialmente come ambasciatore globale della società ma il suo carisma, il suo peso specifico in alcune decisioni dello United si sono irradiate fino alla scelta degli allenatori.
In passato un altro tecnico che saturo e stanco dello stress in panchina scelse una strada diversa fu Arrigo Sacchi: dopo aver toccato il tetto del mondo sulla panchina del Milan, il ‘profeta di Fusignano‘ ha chiuso la sua carriera da allenatore a Parma nel 2001 e assumendo immediatamente l’incarico di direttore tecnico, per poi passare col medesimo ruolo e anche qualcosa in più al Real Madrid di Florentino Perez fino al fino al dicembre del 2005.
Nella Roma, ci sono due precedenti illustri: Bruno Conti, che ha ricoperto anche il ruolo di ‘direttore tecnico‘ legato alla prima squadra. Da responsabile del settore giovanile, Brunetto fu chiamato a salvare la Roma in panchina al termine della stagione 2004-2005 e poi la società lo promosse a ruolo di dt al fianco di Pradè. Da Conti nacque l’intuizione di Spalletti, difesa e protetta anche nei primi mesi di difficoltà del toscano che ad Empoli dopo una sconfitta per 1-0 rassegnò addirittura le dimissioni.
Poi Nils Liedholm: quattro volte in panchina – record nella storia del club con Ranieri che si fermerà a tre insieme a Masetti – ma anche direttore tecnico e consulente della società nella prima parte dell’avventura di Franco Sensi come presidente del club.
Tornando in Germania, sono tanti gli esempi di figure di primissimo livello che dal campo, alla panchina poi sono passati dietro la scrivania, portando grande valore ai rispettivi club: impossibile non citare l’esempio massimo del Kaiser, Franz Beckenbauer che nel Bayern Monaco è stato tutto: un fantastico giocatore, un eccellente allenatore, poi anche direttore amministrativo, vicepresidente, presidente e presidente onorario nell’ultimo periodo, dopo aver scalato parallelamente anche i vertici della FIFA.
Un’altra figura che ha concluso la sua carriera da dirigente è Rudi Voeller: storico attaccante giallorosso, ha tentato la carriera da allenatore non riuscendo a cogliere risultati straordinari e riscoprendosi però nel ruolo di manager. Ha di fatto costruito il Bayer Leverkusen, alimentando per 15 anni, prima ds poi da direttore esecutivo, una struttura sportiva e dirigenziale che lo scorso anno ha raccolto i frutti del suo profondo lavoro con la vittoria del titolo in Germania.
Sempre in terra teutonica, Matthias Sammer, dopo aver chiuso la sua grande carriera al Dortmund, ha tentato la strada dell’allenatore tra Borussia e Stoccarda ma non è riuscito a raccogliere frutti importanti. Quindi dapprima si è dedicato al ruolo di direttore tecnico della Nazionale tedesca e successivamente anche supervisore delle giovanili, per finire al Bayern Monaco (dal 2012 al 2016) nel ruolo sempre di ds mentre oggi è consulente esterno del Dortmund, suo vecchio grande amore.
Dunque tanti personaggi e storie diverse, ma sensazioni e riflessi simili: l’idea di fondo che il calcio debbano svilupparlo quei personaggi che lo hanno vissuto, praticato da professionisti ad alto livello, diretto magari in panchina e non soggetti che provengono da realtà e dimensioni quasi aliene rispetto al manto erboso.
Arrigo Sacchi, nel consueto appuntamento ai microfoni de la Gazzetta dello Sport, è tornato a parlare di Daniele De Rossi. Ecco le sue dichiarazioni:
La Roma, con il derby, ha fatto un’iniezione di entusiasmo. “Ha giocato un’ottima partita. Mi sembra che sia in buona forma, ha svoltato da quando è arrivato De Rossi“.
De Rossi merita la conferma? “Penso proprio di sì, sta facendo un ottimo lavoro. La squadra ha una maggiore intraprendenza, nell’ambiente pare si respiri un’aria diversa. E poi è stato rilanciato un giocatore che mi piace molto come Pellegrini“.
Arrigo Sacchi ha parlato della sfida tra Roma e Brighton in un’intervista ai microfoni de la Gazzetta dello Sport: “La Roma ora gioca a calcio, ha delle trame, per battere il Brighton servirà pressing alto e una difesa molto attenta”.
Poi sul confronto De Rossi-Mourinho, specifica: “Con Mourinho devo ammettere che la Roma non era mai stata spettacolare. Una squadra molto staccata in classifica, mentre adesso si è avvicinata e secondo me può proseguire la scalata e arrivare a un posto in zona Champions”.
“Con Mourinho la squadra si basava soprattutto sulla forza, adesso si cercano le trame di gioco. Prima c’era molto nervosismo, tutti a protestare con l’arbitro. Ora, invece, mi sembra che la Roma sia diventata una squadra più educata in campo. De Rossi ha tranquillizzato un ambiente che era sempre in fibrillazione, ha dato un chiaro indirizzo di gioco e ha recuperato elementi importanti”, ha concluso Sacchi.
Roma-Torino sarà diretta da Sacchi. Gli assistenti saranno Di Iorio e Cecconi, il IV Uomo Ayroldi. Al VAR Paterna, Avar Di Bello.
4 precedenti tra la Roma e Sacchi, con 3 successi per i giallorossi e una sconfitta. L’ultima in ordine di tempo, la prima vittoria di De Rossi sulla panchina della Roma contro l’Hellas Verona (2-1).
Sarà Luca Juan Sacchi l’arbitro di Roma-Verona, match in programma sabato pomeriggio all’Olimpico. Gli assistenti saranno Capaldo e Affatato, il IV uomo è Massimi, al VAR ci sarà Pairetto, avar Valeri.
Tre precedenti tra la Roma e il tecnico di Macerata con due vittorie per i giallorossi e una sconfitta. L’ultima sfida è Roma-Empoli 7-0 di inizio stagione.
Designati gli arbitri per la 4° giornata di Serie A. Roma-Empoli sarà diretta da Juan Luca Sacchi, che troverà i giallorossi per la terza volta in carriera. Nei due precedenti una vittoria, l’anno scorso a Verona per 3-1 e una sconfitta contro la Sampdoria l’anno precedente.
Gli assistenti saranno Tolfo e Massara, il IV Uomo Colombo, al VAR Mazzoleni, Avar Miele. Con l’Empoli Sacchi vanta 6 precedenti: 4 vittorie e 2 sconfitte.
Sarà Luca Sacchi l’arbitro di Verona-Roma, match della 12° giornata in programma lunedì pomeriggio al Bentegodi. Vivenzi e Cipressa gli assistenti, il IV Uomo Baroni, al VAR Maresca, Avar Aureliano.
Il fischietto di Macerata ha incrociato i giallorossi una sola volta nel finale della stagione 2020-2021 quando diresse la gara di Genova contro la Samp, vinta dai blucerchiati contro i giallorossi per 2-0.