10.3.2022 Conference League : Vitesse vs Roma Nella foto: Tiago Pinto
(Foto Gino Mancini)
Sfumato anche Zapata, inizia l’ennesimo giro di giostra per Pinto alla ricerca di nuovo centravanti.
A Parigi, per esempio, è gradito il giovane profilo di Hugo Ekitiké. Sul 21enne c’è però un’altra italiana – il Milan – e l’Eintracht Francoforte. Né i rossoneri – avversari già alla terza giornata di campionato – né i tedeschi, però, possono contare sul rapporto che intercorre tra la Roma ed il PSG: un’asse consolidata da tempo, rafforzata anche quest’anno con i prestiti di Leandro Paredes e Renato Sanches. L’ostacolo è posto però da Luis Campos. Il parigrado, e connazionale, di Pinto vuole solo la cessione di Ekitiké, non prendendo – per il momento – in considerazione il prestito, opzione maggiormente gradita a Trigoria.
Come scrive la Gazzetta dello Sport, si pensa così a Willian José, cercato già negli ultimi giorni e alla porta del Betis Siviglia nel rush finale di mercato. Il prezzo, rispetto ai 30 milioni per Ekitiké, è più abbordabile: 5-6 milioni, fattibile per un’operazione di emergenza. Emergenza che ha anche Luka Jovic, fuori dalla lista per la Conference League della Fiorentina e proposto a Pinto, titubante dopo la stagione sottotono dell’ex enfant prodige.
Indietro tutta, ieri la trattativa tra Roma e Atalanta per Duvan Zapata invece di accelerare, ha vissuto una brusca frenata. Se non addirittura una chiusura della trattativa.
Ieri la Roma ha recapitato la sua offerta ufficiale all’Atalanta per l’acquisto del centravanti colombiano: 5 milioni come parte fissa e 5 come parte variabile, legata alle prestazioni del giocatore (a cui è stato offerto un contratto triennale da circa 3 milioni di euro, bonus inclusi). Questo perché negli ultimi due anni Zapata ha saltato molte gare per problemi fisici e allora la Roma voleva ancorare parte del trasferimento alle sue presenze.
Come scrive la Gazzetta dello Sport, a Trigoria, infatti, ieri erano andati incontro all’Atalanta, accettando come formula l’acquisto definitivo invece che il prestito con obbligo di riscatto e pensavano di aver già fatto un passo portante in avanti. Solo che l’Atalanta quei dieci milioni totali li vuole garantiti. Tutti o quasi. E, in più, Gasperini si è messo di traverso e vuole ancora con sé il giocatore, soprattutto ora che si è fatto male Touré (che resterà fuori fino a gennaio prossimo). E lo stesso Zapata, incassata la rinnovata fiducia da parte dell’allenatore nerazzurro, non ci ha pensato su due volte, lui che nella sua preferenza ha sempre messo in vetta a tutto la permanenza in quel di Bergamo.
Ed allora la trattativa ha subito lo stop. La Roma e il gm Pinto, che da settimane stava trattando il colombiano, sono stanchi del tira e molla del club bergamasco e al momento hanno detto basta.
“Ora Pinto può fare solo una cosa: prendere Lukaku”. C’è un unico nome che da un paio di giorni rimbalza su radio e social: è quello dell’ex attaccante dell’Inter, che ha rotto con i nerazzurri dopo aver trattato con la Juve e adesso è in parcheggio al Chlesea.
Come scrive il Corriere della Sera, è il centravanti belga il sogno mostruosamente proibito di questa estate di calciomercato. C’è anche chi sarebbe disposto ad autotassarsi, come Marco: “Se ogni abbonato mettesse 100 euro potremmo dare una mano, tipo azionariato popolare”. Sarebbe comunque una piccola mano, perché il totale sarebbe di 4 milioni, poco più di un terzo rispetto a quanto guadagna ora Lukaku.
E quello dell’ingaggio non sarebbe nemmeno il più piccolo degli ostacoli da superare. Il primo è che il Chelsea vuole cedere il calciatore solo a titolo definitivo e chiede una cifra tra i 30 e i 40 milioni. Poi, come detto, c’è il nodo dell’ingaggio e infine c’è da fare un discorso di scelta. Perché se anche il Chelsea cedesse sulla formula, Lukaku in prestito potrebbe preferire la Juventus, a cui si è promesso da settimane.
Amore incondizionato. L’ennesima dimostrazione da parte dei romanisti è arrivata nelle ultime 48 ore. Con il rebus centravanti ancora da risolvere, i tifosi giallorossi hanno deciso di seguire in massa la squadra a Verona. Sabato sera al Bentegodi saranno almeno 3000 le persone che affolleranno il settore ospiti (3200 posti di capienza).
Come scrive la Gazzetta dello Sport, ieri sera erano oltre 2700 i tagliandi staccati dalla biglietteria di Trigoria ma il numero è destinato ad aumentare, forse fino al tutto esaurito considerando che restano ancora due giorni per acquistare il tagliando. Un risultato straordinario visto che la vendita online era iniziata solo martedì. L’esodo per assistere al match contro l’Hellas è solo l’ultima prova della fedeltà assoluta dei tifosi della Roma a Mourinho e ai suoi uomini.
25.5.2022 Conference League Finale : Roma vs Feyenoord Nella foto: Tiago Pinto
(Foto Gino Mancini)
In attesa di capire se ci sarà possibilità di riaprire fronti molto importanti come quello Romelu Lukaku, in queste ore a Trigoria sono pervenute due proposte per l’attacco alla luce dello stop alla trattativa con l’Atalanta per Duvan Zapata.
Una porta a Torino, sponda Juve, per Kean che potrebbe finire al Fulham proprio per liberare spazio affinchè ritorni per la terza volta lo spagnolo, l’altra a Firenze con Jovic in uscita dalla viola. A riferire la notizia è calciomercato.com.
22.4.2021 Roma vs Atalanta (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Gasperini
(Foto Gino Mancini)
14:45 – Svolta negativa per l’attacco della Roma. Come riporta Sky Sport Gasperini ha convinto Zapata a restare a Bergamo bloccando di fatto il suo trasferimento in giallorosso. Salta dunque l’ennesimo assalto ad un attaccante per la Roma che ora virerà su altri obiettivi.
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Duvan Zapata e la Roma, un inseguimento ormai di quasi quindici giorni che in un senso o nell’altro troverà compimento entro domani, o forse già nelle prossime ore. L’agente del colombiano infatti è arrivato a Bergamo e in giornata avrà un summit con la dirigenza della Dea per provare a sbloccare l’affare. I nerazzurri vorrebbero trattenerlo ma il calciatore spinge per trasferirsi nella capitale. A riferire la notizia è calciomercato.it.
L’arbitro di Verona-Roma sarà il romano Doveri. Nato a Volterra ma residente a Roma e facente parte della sezione di Roma, è stato scelto per dirigere la sfida in programma sabato 26 agosto alle 20.45.
Cade dunque ufficialmente il c.d. ‘vincolo territoriale‘ legato alle designazione, una riforma che Rocchi sta portando avanti già da diversi mesi e che prenderà il via definitivamente in questa stagione.
Con Doveri in Verona-Roma ci saranno Bresmes e Garzelli in qualità di assistenti, Zufferli il IV uomo. Al VAR Nasca, Avar Mieli. Ovviamente in base a quanto spiegato, non esistono precedenti tra la Roma e Doveri, che invece ha diretto 18 volte l’Hellas con sole 2 vittorie dei veneti, 6 pareggi e 10 sconfitte.
MOU E I SUOI REGISTI – FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Il mercato catalizza attenzioni mediatiche, alimenta i sogni dei tifosi ma anche ansie vista l’annosa vicenda legata alla punta. Il mercato amplifica tensioni e aspettative degli allenatori che vorrebbero lavorare senza ulteriori pressioni e pensieri. I giorni di fine agosto, a ridosso o subito dopo la ripresa ufficiale della stagione sono immersi o sospesi spesso in una dimensione dicotomica. Immaginate una creatura bicefala, che lavora sui tavoli delle trattative e contemporaneamente anche in campo.
LA PUNTA E I NUOVI PUNTI – Mourinho, al suo terzo anno a Roma, attende buone notizie da Tiago Pinto sul fronte centravanti e nel frattempo prova a plasmare la sua nuova squadra, modellandola su principi leggermente diversi rispetto allo scorso anno. “Abbiamo svolto un’ottima preparazione – ha dichiarato lo Special qualche giorno fa in conferenza – che ci ha permesso di migliorare e affinare diversi aspetti tattici del nostro gioco”. Il tecnico non si è sbilanciato oltre, non ama svelare le sue carte o parlare di strategie, forse anche per questo produce in chi ascolta l’idea che non ci sia accuratezza tattica nel suo percorso didattico. In realtà, evidentemente, non è così. La differenza tra Mourinho e altri allenatori, è che il portoghese non è un dogmatico, ma un pragmatico. Adatta i suoi concetti di calcio alle caratteristiche dei giocatori migliori che ha e nella Roma, evidentemente più che in altre realtà, spesso ha dovuto fare di necessità virtù.
PERCORSI E CAMBIAMENTI – Nella scorsa stagione l’infortunio di Wijnaldum ad inizio anno ha rotto sul nascere diverse uova nel paniere. Mou fu costretto a schierare l’indigesta coppia Cristante-Matic, che impiegò diverse settimane a carburare. Poi eliminato l’equivoco Zaniolo, la squadra ha trovato una sua conformazione chiara: grande compattezza e densità difensiva, una linea più a cinque che a tre nella sostanza, con Dybala gradualmente sempre più avvicinato alla porta e Pellegrini irrimediabilmente sempre più arretrato in mediana. Dal 3-4-2-1 si è virato verso il 3-5-2, come accaduto a Budapest dove la Roma disputa una delle migliori partite stagionali, ma purtroppo come sappiamo non è bastato per alzare la Coppa (d’altronde Taylor non si batte con gli schemi).
Questa mutazione ha spinto il tecnico ad iniziare un (parziale) nuovo percorso con i suoi uomini, durante il ritiro estivo. Laddove lo scorso anno si ricorreva spesso al lancio in profondità sui centravanti per cercare fortuna su sponde ed eventuali seconde palle (simbolo chiaro il gol di Bove contro il Leverkusen), quest’anno la Roma ha in cantiere un modo diverso di sviluppare la manovra. Meno lanci lunghi, più ricerca della costruzione dal basso. Concetti non estremizzati ovviamente e meccanismi da oliare, ma la ricerca è questa.
I puristi e gli ipercritici diranno: “Beh alla fine Belotti segna su un lancio lungo di Llorente il primo gol e su calcio piazzato il secondo”. Insomma, la stessa Roma di un anno fa. Vero, se il calcio però fosse riferibile esclusivamente agli highlights. Nel corso dei 96, umidissimi, minuti dell’Olimpico, si è visto un percorso diverso, che necessita di tempo probabilmente, ma una traccia c’è già stata. Nella prima mezz’ora contro la Salernitana, l’undici giallorosso – privo di Dybala e Pellegrini squalificati e con Paredes in panchina – ha sperimentato e spesso trovato linee di passaggio nuove.
Foto Fraioli
MOU E IREGISTI ED ALTA TENSIONE – La sensazione è che Mou voglia innestare nell’undici titolare della Roma una mentalità nuova, che passi attraverso i piedi di più registi, a partire dalla difesa. Rui Patricio non è un purista del rilancio preciso, non ha i piedi di Alisson per intenderci. Smalling, si sa, è particolarmente apprezzato per le sue capacità difensive, non per come imposta. Mancini è bravo a trovare i compagni in profondità con aperture improvvise, ma non è Bonucci. Chi resta? Diego Llorente. Spagnolo, esperto, autorevole, coraggioso. Sul centro-sinistra l’ex Real Sociedad è il primo filo conduttore di questa alta tensione tecnica, in attesa di Ndicka che da mancino agevola uno sfogo più rapido e pulito sulla sua zona di competenza. Giro palla rapido da destra a sinistra e via con Diego a cercare lo scambio o lo scarico sull’esterno verso Spinazzola oppure l’imbucata per Aouar.
Il franco-algerino, apre il vero cantiere di questi giorni che riguarda il centrocampo: il pacchetto è stato fortemente rinforzato. Fuori Wijnaldum (nella versione turista per caso), Tahirovic, Camara (già scartato a dicembre) e il sig. Matic, dentro Aouar, Paredes, Renato Sanches oltre alla crescita di Bove, che un anno fa di questi tempi era ancora relegato alla categoria bambini. Qualità, fisicità, verticale, palleggio, c’è tutto, almeno in potenza, perchè come noto la differenza la farà la bravura dello staff atletico nel riportare al top della condizione questi calciatori.
Aouar è un delizioso ‘conduttore’ di palloni. Quando c’è da giocare di prima lo fa, quando c’è da portarla su per creare scompiglio in zona trequarti altrettanto. Deve trovare brillantezza, ma sarà un fattore nell’accrescere la qualità del gioco romanista. Visivamente, Cristante da play basso ha avuto più spazio di manovra, perchè le due mezzali tenevano lontano il primo pressing campano, ma con l’inserimento lì di Paredes, soprattutto in gare dove affronterai avversari particolarmente chiusi, la Roma acquisirà necessariamente ulteriori linee di passaggio, precisione nella rifinitura e aperture a 40-50 metri.
Infine Pellegrini e Dybala, ultima direttrice tecnica di questa mutazione, su cui c’è poco da aggiungere. Paulo si avvicinerà alla porta, farà meno lavoro di raccordo, perchè nella teoria di Trigoria c’è la possibilità con questo centrocampo, di portare palloni più puliti sulle mattonelle preferite dall’argentino. Il capitano, sulla carta, si gioca il posto con Aouar sul centrosinistra, ma giocherà anche insieme a lui e chissà, se Mou dovesse pensare ad un ulteriore aggiustamento tattico, anche sulla stessa linea, con qualche metro di distanza, immaginando un ritorno alla difesa a 4.
Work in progress significa sviluppo ma anche possibili inciampi. Per questo, al netto della punta che arriverà, la Roma con la mentalità Mourinhiana (e non dogmatica) ricorrerà ancora alla vecchia formula, perchè alla fine dei conti si sommano i punti e non le belle giocate. L’importante è ritrovare entusiasmo e inglobare i nuovi nello spirito di gruppo di questi anni. Ma la strada è lunga e una Roma ‘di rincorsa‘ con questa nuova veste, potrebbe essere una bella sorpresa di questa stagione.
La Roma non pensa solo alla punta. La società giallorossa vorrebbe ingaggiare anche un difensore, ma l’opzione dipende dalle possibili cessioni. Sfumato Demiral, l’altro nome nella lista del gm portoghese è quello di Oumar Solet, ventitreenne del Salisburgo: profilo visionato attentamente ma adesso frenato non solo dal costo ma anche dall’infortunio al ginocchio subito lo scorso 13 agosto nella sfida di campionato contro l’Austria Vienna e che lo costringerà a rimanere fermo per diverse settimane.
Il Salisburgo non ha precisato il periodo di stop, ma sarà difficile rivederlo in campo prima della metà di Settembre. L’idea della Roma se non riuscirà ad arrivare al francese classe 2000, è quella di cercare un altro difensore in prestito, possibilmente esperto e che abbia giocato anche in competizioni europee. A questo punto Pinto cercherà di trovare la migliore occasione negli ultimi giorni di mercato, quando qualche giocatore potrebbe essere di troppo nel rispettivo club che, quindi, aprirebbe anche al prestito secco.
Come scrive il Corriere dello Sport, sarà molto difficile riuscire a sistemare ulteriormente la rosa visto il ritardo in attacco, adesso la priorità resta anche la cessione di un terzino destro. Sono tre attualmente sulla fascia: Kristensen, Karsdorp e Celik. L’olandese è il principale indiziato a lasciare la Roma: il patto di non belligeranza firmato tra il tecnico e l’esterno dopo la rottura dello scorso novembre è stato rispettato, ma il club non vuole più avere il giocatore in squadra.
Il problema è che non arrivano le offerte. E allora se arrivasse un offerta per Celik sarebbe presa in considerazione. Un doppio addio aprirebbe le porte a un nuovo esterno, ma i giorni di mercato sono sempre meno e le priorità sono altre. Come l’addio di Solbakken. Anche lui può partire, in Italia e all’estero sono interessati a rilanciare il norvegese. Il tempo stringe, la Roma è al lavoro
Paulo Dybala ha voglia di giocare, fare la differenza e illuminare con le sue magie. Ha scontato la squalifica e sabato al Bentegodi contro il Verona (ore 20.45) sarà finalmente in campo. Magari riuscirà a innescare anche lui il Gallo Belotti reduce da una doppietta alla Salernitana, oppure, ritornerà al gol che manca dall’ultima di campionato con lo Spezia. Una preparazione atletica completa, nessun infortunio e allenamenti mirati per tutta l’estate e Dybala è tirato a lucido sia da Mourinho sia dai preparatori personali, per rendere ancora di più dello scorso anno.
Come scrive il Messaggero, tutto lascia credere che questa sarà una stagione diversa, dovrà ugualmente gestirsi, ma il pensiero alla nazionale argentina farà capolino solo verso aprile, quando si avvicinerà la data d’inizio della Copa America (20 giugno). Paulo è la punta di diamante di una Roma che vuole la Champions, l’unico fuoriclasse su cui può contare José. La Joya, però, è in attesa che da Trigoria lo chiamino per l’adeguamento del contratto: la parte fissa è lievitata intorno a 5 milioni che arriveranno a 6 con dei bonus molto semplici da raggiungere (diverso sarebbe stato con la qualificazione in Champions). Dopo la fine del mercato Tiago Pinto incontrerà il suo agente Antun.