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Trigoria, allenamento di rifinitura: Dybala, Mancini e Sanches in gruppo

Nella giornata odierna, la Roma ha svolto l’allenamento di rifinitura alla vigilia del big match contro la Juventus in programma domani alle 20:45. José Mourinho può sorridere: Paulo Dybala, Gianluca Mancini e Renato Sanches, infatti, hanno lavorato con il gruppo. La Joya si candida per una maglia da titolare.

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Esclusiva Retesport – AIC, Calcagno: ”Soddisfatto dell’abolizione del Decreto Crescita. L’Under 23 è una soluzione che porta benefici”

Umberto Calcagno, presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Il calcio italiano è obbligato a voltare pagina? Da oggi i calciatori italiani partiranno da una condizione di parità rispetto agli stranieri. Dal 2019 sino al 1° gennaio 2024 coloro che provenivano dall’estero hanno beneficiato di uno sconto fiscale del 50% dell’Irpef e questo ha creato diverse storture facendo diminuire il minutaggio ai nostri giovani. Credo sia una questione di sistema: siamo riusciti a riportare i calciatori italiani sullo stesso livello competitivo.

Prosegue Calcagno: ”Bisogna tutelare il calcio nazionale: Serie B e Serie C hanno una missione per la valorizzazione dei vivai e raccolgono anche loro il lavoro effettuato dal movimento dilettantistico. Credo che l’abolizione del Decreto Crescita porterà ad avere più sbocchi: l’Italia Under 21 e 17 sono ricche di talento ma i ragazzi trovano una barriera quando arrivano ad una determinata età. Le seconde squadre come ha fatto la Juventus aiutano a superare questo momento.

Perché solo Juventus e Atalanta hanno creduto nell’Under 23? Perché è un progetto tecnico sportivo importante che non è di poco conto dal punto di vista economico. Ci sono anche altre squadre che ci stanno pensando: anche all’estero hanno portato benefici alle rispettive squadre nazionali.

Conclude il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori. Il Decreto Crescita era un provvedimento che creava discriminazione nei confronti dei calciatori italiani. Il vero gap è creato dalla differenza di fatturati e non da una norma che creava un beneficio a discapito dei calciatori nostrani”.

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Roma, ecco perché allestire l’Under 23 come la Juventus

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Domani alle 20:45, la Roma affronterà la Juventus all’Allianz Stadium. La società bianconera è stata la prima in Serie A a sviluppare l’Under 23 e molti ragazzi saranno protagonisti nel match con sfondo Champions: Yildiz, Iling Junior, Miretti e Nicolussi Caviglia. Dal 2018-2019, il club piemontese ha puntato sulla costruzione della squadra B per far crescere i propri giovani nel campionato di Serie C. Anche l’Atalanta da questa stagione ha optato per l’Under 23. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: maggiori risorse interne e crescita più rapida dei calciatori del proprio vivaio. Le opzioni sono due: rinforzare la prima squadra o aumentare i ricavi del club con cessioni più proficue, rispetto ai giovani della Primavera.

A maggior ragione, dopo la scelta del governo di non prorogare le agevolazioni fiscali del Decreto Crescita, che termineranno il 31 dicembre, la Roma necessiterebbe di una squadra B che possa fungere da sostegno tecnico ed economico. I vantaggi che deriverebbero da tale scelta sono tangibili e, scrutando il lavoro della Juventus, emergono in maniera eloquente.

La posizione della Roma e i vantaggi che deriverebbero dall’Under 23

20.5.2022 Torino vs Roma (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Tiago Pinto Mourinho (Foto Gino Mancini)

La Roma, al momento, ha chiuso alla possibilità di allestire un Under 23 che giocherebbe in Serie C. Pinto, vicino alla separazione con il club giallorosso, è stato chiaro sul tema: ”In Italia ho dei dubbi legati ai regolamenti sulla squadra B. La prima cosa è che servono tanti soldi poi dal mio punto di vista c’è l’obiettivo di portare il team in Serie B dalla C. Nel contesto italiano non sono convinto della squadra B”. Da capire se la posizione del gm portoghese rappresenta quella del club giallorosso o fa parte di una delle sue ‘ossessioni’. Se questa ultima ipotesi fosse vera, dato il futuro in bilico dello stesso, la Roma potrebbe cambiare idea sull’allestimento dell’Under 23.

Esaminando il lavoro svolto dalla Juventus in merito alla costruzione della squadra B che milita in Serie C da sei stagioni (2018-19), emergono i motivi per cui i giallorossi dovrebbero seguire la stessa strada. I bianconeri, infatti, malgrado alcuni errori di valutazione (cessione Dragusin), hanno ricavato risorse economiche (oltre 80 milioni) e tecniche da sfruttare nel corso delle diverse annate. Al momento il club piemontese ha promosso diversi calciatori in prima squadra (Yildiz, Iling Junior, Miretti, Nicolussi Caviglia e Fagioli) e ha diversi giovani in prestito, soprattutto al Frosinone, che stanno emergendo (Soulé e Barrenechea). La lista di calciatori cresciuti nella Juventus Next Gen in giro per l’Italia è lunga: Dragusin, De Winter, (Genoa), Rafia (Lecce) Di Pardo (Cagliari), Zanimacchia (Cremonese), Kastanos (Salernitana), Ranocchia (Empoli), Mota (Monza), Akè (Udinese) e altri profili che si stanno sgrezzando in realtà inferiori o all’estero.

Mourinho, dal suo arrivo a Roma, ha fatto esordire 13 ragazzi della Primavera e ha aumentato i ricavi del club mediante la loro valorizzazione. Il tecnico portoghese ha forgiato Edoardo Bove, diventato imprescindibile per il centrocampo giallorosso e, tra alti e bassi, sta facendo crescere Nicola Zalewski.

I giallorossi hanno un vivaio prezioso che rappresenta un valore da custodire e, possibilmente tramite l’allestimento della squadra B, da valorizzare maggiormente per evitare, in alcuni casi, di perdere il controllo su talenti che esprimono progressivamente le proprie qualità. I benefici della costruzione di un Under 23 sembrano maggiori rispetto ai costi iniziali di cui ha parlato Tiago Pinto. ”Il settore giovanile rappresenta sempre di più un punto fermo della nostra strategia complessiva”. Parole del CEO della Roma Lina Souloukou. Vedremo se nei prossimi mesi gli investimenti sul vivaio giallorosso passeranno anche per l’allestimento di una squadra B.

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Roma, striscione contro Bonucci a Tor Di Valle: ”Sciacquaci le p***e” (FOTO)

La Roma è stata vicina a ingaggiare Leonardo Bonucci. I Friedkin, però, hanno messo un veto sulla trattativa che è saltata. Tra i motivi c’è anche l’insurrezione dei tifosi giallorossi. I sostenitori romanisti, nella giornata odierna, hanno esposto uno striscione contro l’ex difensore della Juventus in zona Tor Di Valle: “Bonucci sciacquaci le p***e”.

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Allegri: ”Roma squadra scorbutica con uno dei migliori allenatori. Domani sarà uno scontro diretto”

Massimiliano Allegri ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro la Roma, in programma domani alle ore 20:45. Di seguito le dichiarazioni del tecnico bianconero.

Che Juventus vuole vedere domani?
“Siamo in un buon momento però il calcio vive di equilibrio quindi bisogna stare coi piedi per terra. Momentaneamente non siamo neanche a metà stagione, finite queste due vedremo dove saremo in classifica. Domani affrontiamo una squadra scorbutica, con uno dei migliori allenatori, preparato a queste partite. Hanno giocatori di talento davanti, non dobbiamo strafare”.

Come stanno gli acciaccati? Chi al posto di Cambiaso?
“A parte De Sciglio che ha già fatto un paio di mezzi allenamenti con la squadra, Alex Sandro ne avrà per una decina di giorni e Kean, gli altri stanno tutti bene. Abbiamo domani e poi anche la Coppa Italia fra tre giorni che è un altro obiettivo stagionale. In questo periodo le distrazioni sono dietro l’angolo, le feste, le famiglie… Domattina deciderò chi far giocare, può andare Weah sulla destra, McKennie, Miretti mezzala. Ho un po’ di soluzioni”.

Cosa la rende più orgoglioso di questo 2023?
“Sono soddisfatto del lavoro fatto ma non abbastanza. Parlare delle cose passate… Io sono molto legato ad Andrea (Agnelli, ndr) e a tutti coloro che hanno lavorato qui in passato. Nella Juventus passano allenatori, direttori, ma quello che resta è la struttura. Dobbiamo lavorare sempre col profilo molto basso, dobbiamo tornare in Champions dopo che l’anno scorso ce l’hanno proibito perché eravamo arrivati terzi”.

Mourinho ha detto che vuole restare alla Roma: lei ha detto qualcosa alla società e rimarrebbe anche con il contratto in scadenza?
“Alla società non dico niente perché dobbiamo pensare solamente a lavorare perché in un attimo cambiano tutte le opinioni. Cominciato un percorso, stanno giocando dei ragazzi ed è un merito dei lavori fatti negli ultimi dieci anni. Mi esprimo un attimo sul Decreto Crescita: la Juve ha lavorato molto sui giovani e dunque è molto più serena di altre squadre in questo senso”.

Quali sono le difficoltà della partita contro la Roma? Quanto è orgoglioso dei giovani che ha a disposizione?
“Questo è uno scontro diretto contro una squadra forte che ha la nostra stessa ambizione. Ha battuto il Napoli settimana scorsa, sarà una partita combattuta. I giovani me li sono ritrovati, il merito è di chi li ha scelti e fatti crescere e ora alla Juventus c’è un bel patrimonio”.

Yildiz titolare?
“Deciderò domattina, l’importante è che tutti stiano bene e dobbiamo portare questo spirito fino alla fine senza pensare al futuro”.

Qual è la differenza fra Lukaku e Vlahovic?
“Lukaku non l’ho mai allenato quindi non lo so. Vlahovic è un giocatore importante per la Juventus, ci crediamo tutti, sta crescendo e come tutti i giovani ha un futuro importante”.

Pensa che Vlahovic possa soffrire il confronto di domani con Lukaku? Ha rinnovato Ancelotti: vi sentite un po’ accerchiati voi della vecchia scuola, come Mourinho?
“Non ci sentiamo accerchiati. Nel calcio non c’è una verità, chi pensa di averla penso si faccia del male. Il calcio è una variabile impazzita, credo che Ancelotti sia un allenatore straordinario, lo dimostrano i numeri. Sono molto contento per lui, José è un altro che ha vinto. Può piacere o no ma contano i risultati, per me essere accostati a loro è un orgoglio. La prima volta che ho affrontato Mourinho io ero a Cagliati e lui aveva già vinto parecchio. Dusan l’altro giorno è entrato e ha fatto gol, sta crescendo come tutta la squadra. C’è grande voglia di lavorare e migliorare”.

Ha un desiderio per il prossimo anno?
“Che sia un buon anno, star bene prima di tutto che è la cosa più importante. E poi far risultati che è la cosa più importante”.

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APPROFONDIMENTI

Sanches, Bonucci e la ‘tempistica’ sul difensore: il punto mercato di Mou – VIDEO

Juventus-Roma piatto forte di giornata, ma col mercato imminente e le voci su Leonardo Bonucci, inevitabile toccare anche questi argomenti caldi. In conferenza stampa Josè Mourinho ha lanciato input chiari, soprattutto in merito all’arrivo di un difensore centrale.

Il passaggio iniziale è su Bonucci: “Non ne parlo perchè è dell’Union Berlino, però in generale posso dire che il cuore dei club sono i tifosi, anche se le proprietà sono sovrane in termini di decisioni finali. Di certo penso sia giusto fare solo cose che alimentano la passione della gente e non il contrario”. Una chiosa che conferma l’influenza che ha avuto sul possibile arrivo del centrale azzurro, la reazione negativa della piazza al netto anche della valutazione oggettiva, che la Roma ha fatto sulle sue reali condizioni fisiche.

Sempre sul tema difensore, Mourinho è stato chiaro, lanciando un segnale chiaro alla società: “Sappiamo da sei mesi che Ndicka andrà in Coppa d’Africa, che Kumbulla non sarebbe stato pronto per essere titolare a gennaio, da tre mesi che Smalling è out e ora abbiamo anche Cristante e Mancini diffidati. Rischiamo di restare con un solo centrale di ruolo…” un messaggio chiaro ai naviganti e alla società, sulla necessità impellente di ricevere in regalo un difensore utile alla causa.

Pinto sta monitorando diversi profili, da Kehrer del West Ham a Kiwior dell’Arsenal (ex Spezia) per passare a Chalobah del Chelsea (che però è stato fermo per settimana a causa di un lungo infortunio) e Soyuncu dell’Atletico Madrid. Mou giustamente chiede un intervento immediato, altrimenti dalla Cremonese al Derby, passando per l’Atalanta e il Milan, la Roma sarà in totale emergenza difensiva.

Infine le risposte su Sanches: “Non ho news in merito ad un suo addio imminente o viceversa. Non ho ricevuto indicazioni dal giocatore, dai suoi agenti che sono i miei e da Pinto. Non sta bene, difficilmente sarà della partita domani, è una situazione complicata”. La conferma purtroppo che il portoghese è fuori dai quadri tecnici della Roma per la sua costante indisponibilità. Se andasse via di fatto Mou non si strapperebbe i capelli.

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Interviste

Mourinho: “Dybala ok, Mancini titolare. A Torino servirà personalità come col Napoli”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di mister Mourinho alla vigilia di Juventus-Roma:

L’importanza di questa sfida per voi e per la Juventus, come arriva la squadra? Come stanno Dybala e Mancini? 
“Sul titolare o non titolare non rispondo, è una conferenza prima dell’allenamento, è una protezione, ma Paulo penso sia disponibile, poi se giocherà e quanto per la verità ancora non ho deciso, voglio parlare con lui delle sue sensazioni, però se tutto andrà bene oggi, viaggerà con noi e sarà disponibile. Mancini è la stessa situazione della scorsa settimana, con la sensazione che lui già conosce, cioè giocare senza allenarsi, ha fatto molto bene col Napoli, domani giocherà titolare sicuramente, il Mancio sa che è molto importante per noi”

Come valuta il percorso della Juventus? Come è cambiata rispetto allo scorso anno?
“La Juve è la Juve, Allegri è Allegri, sappiamo cosa aspettarci da loro e da Max. Quando si parla di squadra e di allenatore risultatista, una parola strana, io lo interpreto come la cosa più importante nel calcio, fare risultati. C’è gente oggi che quando si parla di resultatisti sia una cosa negativa, a me invece sembra una connotazione totalmente positiva. La Juve è risultatista, difende tanto e bene, quando esce in contropiede è fortissima, su palla inattiva hanno fatto tantissimi punti, giocano una partita alla settimana e questo non significa solo essere riposati, ma anche tanti giorni di lavoro tattico, di lavoro in campo, stanno lì in lotta per lo Scudetto”

Mercato? Bonucci sembra saltato, ora state guardando altrove. L’umore della piazza può influire su una trattativa? Renato Sanches lascerà la Roma a gennaio?
“Il mercato è a gennaio. Esigenza? No, desiderio sì. Di Renato mi sento confortato a parlare perchè è un giocatore nostro, di Bonucci non mi sento di parlarne, secondo me va rispettato e per farlo non bisogna parlarne perchè è un calciatore dell’Union Berlino. Di Renato non ho nessuna informazione che possa andare oppure no, nè da parte del calciatore, nè dai suoi procuratori che sono i miei, nè da Pinto. Vive una situazione complicata, ma lo è anche per me e per la rosa. Ma ho zero informazioni su di lui. Sull’ambiente, ho un’opinione personale: dico sempre due cose, il cuore di un club sono i tifosi però ci sono proprietà, strutture, diverse da club a club, che sono sovrane. Le decisioni di chi è sovrano, per me però non solo nella Roma ma sempre, il cuore dei club sono i tifosi, se fai qualcosa che piace molto ai tifosi alimenti quella passione, se fai qualcosa che non piace secondo me non si dovrebbe fare”.

Sanches partirà per Torino?
“E’ un dubbio, la settimana non è stata pulita in termini di lavoro, non credo che giocherà, se viaggia con la squadra decideremo oggi”

Per fare risultato domani che cosa serve? Ha parlato recentemente di banditi e di dolci della nonna…
“Servirà personalità, oltre che di intensità fisica e di tattica. Possiamo paragonare il Napoli alla Juventus, come potenzialità, ovviamente stili diversi. In casa abbiamo avuto la personalità che bisogna avere contro una squadra tecnicamente e fisicamente superiore, magari è l’Olimpico che ci dà questa spinta, ma la squadra collettivamente e individualmente ha fatto una partita straordinaria, lo ha fatto Llorente, idem Ndicka etc. Domani abbiamo bisogno di tutto questo, domani serve la personalità avuta contro il Napoli. Sappiamo che è una partita difficile, ci saranno 2 mila tifosi nostri e 40 mila juventini, contro una squadra abituata a giocare per vincere sempre. Bisogna giocare faccia a faccia come contro il Napoli, abbiamo giocato per vincere non per pareggiare, mi piacerebbe avere questa capacità anche contro la Juve”. 

Pellegrini che hai sempre elogiato, ultimamente non sembra perfettamente centrato, come se avesse un velo negli occhi. E’ una questione fisica, tecnica?
“Il mio parere è che sta migliorando, questo mi piace. Al di là del gol importantissimo e del modo in cui è entrato col Napoli, ha fatto un ottimo lavoro la settimana prima. Non è uno che lavora male, lavora sempre bene, ci sono giocatori che a volte non lavorano benissimo, ma settimana scorsa l’ho visto con quel feeling di qualità tipico di Lorenzo, questa settimana ha dato continuità a queste sensazioni. Hai ragione per un periodo si è visto un Lorenzo a ribasso, con una forma fisica bassa, che sembrava non migliorare. Adesso è importantissimo riaverlo al top, perchè è un giocatore di qualità superiore”

C’è una tempistica eventuale sull’arrivo del difensore? Ha in mente aggiustamenti differenti rispetto a Cristante che scende?
“Se penso a tutto questo, perdo la concentrazione sulla partita che dobbiamo giocare domani. Domani abbiamo i tre titolari che giocano già da tempo. Abbiamo Bryan che giocherà in centrocampo che però può arretrare se serve, da tempo stiamo lavorando su Celik da terzo per cercare di dargli un po’ di conoscenza tattica, ha giocato lì 60 minuti contro lo Sheriff, un livello molto basico, ma poco a poco cercheremo di migliorarlo in quel ruolo. Da sei mesi sappiamo che Ndicka va via, che Kumbulla non sarebbe stato disponibile ancora titolare per gennaio, in panchina magari ci darà una mano, da tre mesi sappiamo che Smalling non sarebbe pronto per gennaio e ora abbiamo anche Mancini e Cristante diffidati, puoi immaginare lo scenario con un solo difensore disponibile. Io ho promesso a me stesso di andare sulla strada di dare tutto quello che ho al di là delle circostanze ed è quello che farò. Quando finisce la partita penserò a questa situazione.  Finita la partita con la Juve, penserò alla Cremonese con quello che avrò a disposizione. Kumbulla non parte per Torino”.

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Tentazione LuPa, la Roma attacca

Riecco la LuPa. Mourinho sembra aver sciolto le riserve dopo aver visto gli ultimi tre allenamenti: Dybala sta bene, ha smaltito la lesione muscolare che era davvero minima e può giocare titolare allo Stadium contro la Juventus, la partita più piena di significato che esista per lui.

Non sarà al cento per cento, avendo passato un paio di settimane sui lettini dei fisioterapisti tra terapie e massaggi, ma avrà comunque una certa autonomia: un’ora, forse anche settanta minuti per aggiungere qualità e personalità a una squadra che pende dalle sue labbra (rectius: dal suo piede sinistro).

Come scrive il Corriere dello Sport, Dybala più Lukaku, insomma, per allestire una Roma capace di impensierire la Juve a casa propria. Questo è il piano di fine anno. Il primo non sarà fischiato, anzi incasserà ancora qualche applauso nostalgico, mentre per il centravanti (come per Mourinho) sono previste bordate di ostilità: Lukaku doveva essere il grande colpo dell’estate, in parallelo alla cessione di Vlahovic in Inghilterra, e invece è finito in prestito alla Roma. (…)

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Friedkin blocca Bonucci. Roma su 3 nomi: Kehrer, Dragusin e Theate

Dan Friedkin ha detto no. Il trasferimento che avrebbe dovuto portare in giallorosso Leonardo Bonucci sembra essere saltato definitivamente, per volontà del presidente della Roma che ha bloccato l’operazione conclusa nei giorni scorsi tra Tiago Pinto e il procuratore del calciatore, Alessandro Lucci. Troppi, secondo il patron, 2 milioni di euro lordi per un calciatore che va per i 37 anni, e che avrebbe creato un problema ambientale alla squadra, visto che i tifosi da giorni hanno nettamente espresso avversione per il lungo passato bianconero del difensore.

Per capire se ci saranno ancora margini per riaprire la trattativa sarà interessante ascoltare le parole – questa mattina alle 10.30 – di Mourinho, che parlerà in conferenza stampa alla vigilia della gara contro la Juventus. Il tecnico portoghese si è sbilanciato più volte sulla necessità di integrare la rosa con un difensore centrale, e nei giorni scorsi aveva parlato telefonicamente con l’ex juventino. Se la trattativa è saltata, ma nel calciomercato è sempre bene lasciare aperta una porta a possibili ripensamenti, non è di certo perché Mourinho ha messo il veto.

“Sia io che la società – le sue parole nei giorni scorsi – sappiamo bene cosa vogliamo e cosa possiamo fare. Se dipendesse da me, prenderei un difensore centrale giovane e di prospettiva, un potenziale campione”. Pur di avere qualcuno per sostituire Smalling e N’Dicka, in partenza per la Coppa d’Africa, si sarebbe però accontentato di un calciatore anziano, un ex campione, ma la proprietà ha detto no, complicando ulteriormente il lavoro di Pinto, ormai delegittimato. (…)

Nel frattempo, però, dovrà provare a rinforzare la squadra a gennaio e saltato Bonucci, Pinto è alla ricerca di alternative: piace Radu Dragusin, centrale classe 2002 del Genoa che però lo valuta circa 30 milioni. La Roma punta al prestito con obbligo di riscatto al raggiungimento della Champions. Interessano anche Thilo Kehrer del West Ham e Arthur Theate, ex Bologna ora al Rennes.

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Bove è il capolavoro, Zalewski la gemma. Roma, il futuro con i 13 ragazzi

Li chiama bambini, un po’ per affetto e un po’ per abitudine. Ma soprattutto se li coccola come se fossero davvero dei suoi figlioletti. Sono loro, i giovani di Mourinho, quelli che da quando è a Roma ha lanciato uno dietro l’altro. In tutto 13, con tanto di felicità anche dei Friedkin, che dalla loro valorizzazione hanno guadagnato soldi preziosi e anche parte di quella plusvalenze che hanno permesso al club di sistemare i conti in funzione degli accordi presi con la Uefa per il financial fair play.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, tredici bambini, dunque, più due big: Bove e Zalewski, che avevano già esordito con Paulo Fonseca, ma che invece sono diventati grandi proprio con lo Special One. Che li ha presi per mano e valorizzati. In particolare Edoardo Bove, uno che ha da poco rinnovato il contratto fino al 2028 e che prima dell’arrivo di Mourinho doveva andare in prestito in Serie C, alla Triestina.

“Edoardo è uno che lavora sempre tanto ed è una qualità molto preziosa nel calcio di oggi – ha detto di lui un mese fa Mou –. Lui è straordinario. Merito un po’ di credito, almeno su questo, quando sono arrivato doveva andare in C. Vedere l’evoluzione dei “bambini” per me è una cosa straordinaria”.

Oggi Bove è diventato praticamente imprescindibile, in un centrocampo dove si lotta poco e si corre anche meno. La Roma lo valuta circa 20 milioni, qualcosa anche più Zalewski, che invece dopo il primo anno con Mou sembrava essere il vero diamante da sgrezzare. Il polacco, al contrario di Bove, ha invece frenato, sprecando qualche occasione. Ma ha ancora tutto per riprendersi il tempo perso. (…)