L’esperienza di Renato Sanches a Roma è al capolinea. Come riferisce Sky Sport, la società giallorossa ha deciso di interrompere a gennaio il prestito del portoghese, comunicando la sua decisione al PSG.
L’esperienza di Renato Sanches a Roma è al capolinea. Come riferisce Sky Sport, la società giallorossa ha deciso di interrompere a gennaio il prestito del portoghese, comunicando la sua decisione al PSG.
La Roma non ingaggerà Leonardo Bonucci. Come riporta il Corriere dello Sport, i Friedkin hanno deciso di non formalizzare l’accordo già raggiunto da Tiago Pinto con il procuratore del difensore, Alessandro Lucci.
La scelta non sarebbe tanto legata a fattori ambientali, quanto alla funzionalità dell’investimento: la proprietà non vuole spendere circa 2 milioni lordi per un calciatore che nel 2024 compirà 37 anni. Al netto di sorprese, l’affare non si concluderà. La Roma rimane comunque alla ricerca di un difensore centrale.
La FIGC chiude alla Superlega. Calcio e Finanza ha pubblicato un testo ufficiale della Federazione che stabilisce le regole per l’iscrizione alla prossima Serie A. Di seguito il comunicato.
“Le società devono, entro il termine perentorio del 4 giugno 2024, osservare il seguente adempimento: depositare presso la Lega Nazionale Professionisti Serie A, anche mediante posta elettronica certificata, la domanda di ammissione al Campionato di Serie A 2024/2025, contenente la richiesta di concessione della Licenza Nazionale e l’impegno a non partecipare a competizioni organizzate da associazioni private non riconosciute dalla FIFA, dalla UEFA e dalla FIGC. L’inosservanza del termine perentorio del 4 giugno 2024, anche con riferimento ad uno soltanto degli adempimenti previsti dai precedenti paragrafi I), II), III), V) e VI) per la partecipazione al Campionato Professionistico di competenza, determina la mancata concessione della Licenza Nazionale 2024/2025”.
Domani alle 10:30, José Mourinho tornerà a parlare in conferenza stampa alla vigilia di Juventus-Roma in programma sabato alle 20:45. I giallorossi dopo la vittoria contro il Napoli (2-0), cercano i 3 punti anche all’Alianz Stadium che mancano dalla stagione 2019-2020.
FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Dopo la vittoria contro il Napoli (2-0), la Roma vuole replicare la stessa prestazione a Torino in casa della Juventus sabato alle 20:45. I giallorossi (28) distano 12 punti dalla formazione bianconera (40), che al momento è l’unica a contendere lo scudetto all’Inter (44). Mourinho affronterà Allegri per la 13°esima volta: 5 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte.
I due allenatori recuperano pedine importanti: Dybala, Locatelli e Chiesa, infatti, saranno della gara. Il tecnico portoghese spera di potersi affidare sin dall’inizio alla qualità della Joya, che da martedì è tornata ad allenarsi con i compagni. L’attaccante argentino non ha mai segnato contro la Juventus con la quale ha realizzato 115 gol in 293 presenze.

Giocare a Torino contro la Juventus per la Roma è un tabù. I precedenti sono eloquenti: in 89 gare di campionato, la formazione capitolina ha raccolto solo 9 vittorie, 23 pareggi e addirittura 57 sconfitte. Dall’inaugurazione dell’Allianz Stadium (2012), i bianconeri hanno trionfato in 10 occasioni (1P e 1S) su 12: nel periodo, soltanto contro l’Udinese i piemontesi hanno ottenuto più successi interni (11) in Serie A. In aggiunta, i giallorossi hanno segnato solo in 4 partite (33%). L’ultima gioia dei capitolini risale alla stagione 2019-2020 con Fonseca in panchina (1-3) in un match disputato all’ultima giornata senza stimoli. Tra le mura amiche, la Juventus ha ottenuto 20 punti in 8 match e, se dovesse vincere contro la Roma, si confermerebbe la squadra con il miglior rendimento interno del campionato.
Gli ottimi risultati sono da ricondurre alla ritrovata solidità difensiva: 11 gol subiti (solo l’Inter ha fatto meglio con 7 reti incassate) di cui appena 4 in casa. Nelle prime 5 giornate, Szczęsny è stato superato 6 volte. La sconfitta di Sassuolo (4-2), datata 23 settembre, ha chiuso questo mini ciclo di partite e ha dato una scossa alla squadra per erigere un muro davanti al portiere polacco.
La Juventus, infatti, è reduce da 12 risultati utili consecutivi (9 vittorie e 3 pareggi), 7 gare con la porta inviolata e appena 5 reti subite. In aggiunta, i bianconeri nei top 5 campionati sono la 2° squadra che concede meno gol attesi (11,9), alle spalle del Bayer Monaco (10,5) che, però, ha disputato 2 partite in meno. Mou, quindi, avrà bisogno del miglior Lukaku per abbattere il muro eretto dagli uomini di Allegri.

La Juventus di Allegri ha un’identità precisa, che può non piacere, ma alla quale la Roma dovrà fare particolare attenzione. La formazione bianconera predilige un blocco basso che lascia pochi spazi agli avversari e si nutre degli errori di questi ultimi per ripartire velocemente in contropiede attraverso gli strappi di Chiesa, Rabiot, Kostic e la potenza di Vlahovic. I calciatori citati, fra alti e bassi, sono i migliori per rendimento, poiché, funzionali al gioco di Allegri. L’esterno serbo, infatti, è primo in Serie A per grandi occasioni create (9) ed è il migliore dei bianconeri per numero di passaggi chiave serviti (31). Chiesa, Rabiot e Vlahovic (0 sconfitte nelle 19 gare in cui ha segnato), invece, nel 2023, sono i calciatori che hanno preso parte e più gol della Juventus (12).
La Roma, quindi, dovrà fare attenzione al blocco basso della squadra di Allegri e commettere meno errori possibili in fase di possesso. I numeri certificano questo atteggiamento apparentemente non pericoloso. La Juventus, infatti, è la seconda formazione della Serie A, dopo il Cagliari (17,38), che concede più passaggi all’avversario nella propria metà campo prima di un recupero (16,14).
Altra situazione di gioco che i giallorossi dovranno curare particolarmente sono i calci piazzati. I bianconeri hanno segnato 5 gol da corner e uno su punizione: nessuno ha fatto meglio in Serie A. Gatti rappresenta uno dei pericoli maggiori, infatti, è il difensore più prolifico del campionato con 3 reti.
La squadra di Mourinho dovrà dare continuità alla prestazione contro il Napoli per spezzare la maledizione dell’Allianz Stadium e non proseguire il rendimento mediocre in trasferta che ha contraddistinto il 2023. I giallorossi, infatti, hanno perso 9 gare e nei precedenti 45 anni solari solo in 2 occasioni hanno fatto peggio (2021 e 2012). Mou avrà bisogno di una ‘gang di banditi’ per regalare un Capodanno Special ai romanisti.
Prosegue il lavoro dei giallorossi a Trigoria in vista della gara contro la Juventus in programma sabato alle 20:45 all’Allianz Stadium. Mourinho può sorridere perché Dybala continua a lavorare con il gruppo e si candida per una maglia dall’inizio per il match con i bianconeri. Presente anche Zalewski che ha smaltito l’influenza.
Prima di botti e brindisi di fine anno, la Roma dopo il recente successo col Napoli, volerà allo Stadium contro la Juventus. Una classica del nostro campionato, con i giallorossi a caccia di un successo a Torino, colto una volta solo negli ultimi undici anni (nella prima stagione di Fonseca).
Alla luce del gol ritrovato di Pellegrini e il ritorno di Paulo Dybala in gruppo, l’attenzione particolare nell’emisfero giallorosso è focalizzata su quali scelte tattiche farà lo “Special One” per affrontare la squadra bianconera. Mourinho, sempre abile nel maneggiare le sue frecce offensive, potrebbe sorprendere tutti con tre diverse opzioni di formazione.
La prima opzione che Mourinho potrebbe contemplare è il ritorno di Paulo Dybala nel ruolo di titolare accanto a Romelu Lukaku. L’argentino, dopo un periodo di assenza dovuto a un infortunio muscolare, è tornato ad allenarsi regolarmente in gruppo. La sua visione del gioco e la capacità di finalizzare potrebbero aggiungere una dimensione ulteriore alla già pericolosa coppia d’attacco.
Il duo Lukaku-Dybala, seppur schierato ad intermittenza, ha fruttato punti molto importanti alla Roma. Mou potrebbe sfruttare la versatilità di Dybala per creare spazi e approfittare delle incursioni di Lukaku. Una mossa che potrebbe destabilizzare la retroguardia della Juventus e fornire diverse opzioni offensive.
Mourinho potrebbe optare invece per la continuità schierando nuovamente la coppia d’attacco Lukaku-Belotti. La recente alchimia tra i due attaccanti potrebbe convincere il tecnico portoghese a ridare fiducia al Gallo, reduce da un’ottima prova col Napoli. La forza fisica di entrambi, unita alla determinazione di Belotti nell’area di rigore, potrebbe essere una minaccia costante per la difesa avversaria.
Di partenza questa scelta offrirebbe a Mou, come contro gli azzurri, la possibilità di inserire nella ripresa tanta qualità dalla panchina per cambiare le sorti del match.

La terza opzione che Mourinho potrebbe valutare è l’inserimento di Lorenzo Pellegrini fin dall’inizio, posizionandolo alle spalle di Lukaku. Questa mossa potrebbe aggiungere un tocco di creatività al centrocampo e offrire un supporto prezioso all’attaccante belga. Pellegrini, con la sua visione di gioco e la capacità di creare opportunità, potrebbe diventare il cardine per sbloccare la difesa avversaria.
La presenza di Pellegrini potrebbe garantire un maggiore controllo del gioco a centrocampo, consentendo a Lukaku di focalizzarsi maggiormente sulla fase offensiva.
In conclusione, Mourinho ha a disposizione tre opzioni intriganti per affrontare la sfida contro la Juventus. La sua scelta finale potrebbe essere influenzata da vari fattori, tra cui la forma attuale dei giocatori, la strategia di gioco preferita e la necessità di adattarsi alle circostanze della partita. A Torino sarà una sfida tra due ottimi pokeristi, chi avrà le carte migliori e saprà sfruttarle, porterà a casa i tre punti.
Cosa lega il futuro di Mourinho al colpo di coda finale sul Decreto Crescita? Apparentemente due storie nettamente separate, una a carattere normativo, l’altra di natura prettamente sportiva, si ricongiungono invece in un unico discorso.
Ma partiamo dalla norma. Dopo aver optato per la sua abolizione, è notizia di queste ore la proroga del Decreto Crescita operata dal Governo attraverso l’inserimento nel Decreto Milleproroghe. Nella bozza scritta ieri, precisamente all’articolo 15 comma 3, si parla di “attuazione della riforma fiscale in materia di fiscalità internazionale”, disponendo che il Decreto “continui a trovare applicazione nei confronti dei soggetti che hanno trasferito la loro residenza anagrafica in Italia entro il 31 dicembre 2023” e che sia “prorogato al 29 febbraio 2024 se le società sportive datrici di lavoro risultano in regola con il pagamento degli obblighi fiscali contributivi e previdenziali”.
Una decisione che dà ossigeno ai club di serie A in chiave mercato invernale (compresa la Roma potenzialmente qualora ci fosse la possibilità di investire a titolo definitivo su un calciatore) ma anche sul tema rinnovi. E qui subentra la vicenda legata al futuro di Josè Mourinho. Come noto il tecnico portoghese è tornato in Italia, approdando nella capitale due anni fa dopo la sfortunata esperienza al Tottenham. Il suo ingaggio si aggira intorno ai 7,5 milioni di euro, ma al lordo grazie al D.C., Mou non costa alla società 15 milioni, ma poco meno di 10. Un vantaggio fiscale che permise a Friedkin di strappare il sì definitivo al tecnico.
La proroga del Decreto Crescita ha attualmente una deadline a fine febbraio. La stessa che la società pare abbia fissato, seppur ufficiosamente, per decidere se proseguire oppure no con lo Special One che invece ha chiarito già pubblicamente la sua intenzione di restare nella capitale ma anche che febbraio sarà il mese ultimo, dopo il quale penserà eventualmente al suo futuro senza Roma qualora dai Friedkin non arrivasse una proposta ufficiale di prolungamento.
Con questa mini proroga, comunque, le società di Serie A sperano che in questi due mesi si trovi il tempo e il modo di agire sul Parlamento per avere un emendamento che faccia saltare l’abolizione o per arrivare a una moratoria che rimandi l’intera faccenda di parecchi anni. Intanto però c’è tempo fino a febbraio e il futuro di Mou si lega a doppia mandata a questa nuova possibilità economica.
Porte girevoli in casa Roma. ll contratto dell’attuale titolare Rui Patricio è in scadenza 30 giugno e al momento i dialoghi per il prolungamento sono fermi. Il segnale di come nella Capitale non siano pienamente soddisfatti del rendimento del numero uno portoghese. Non a caso da settimane gli scout giallorossi hanno iniziato a visionare altri portieri.
Due i nomi in particolare appuntati nel database romanista, come riporta Tuttosport: entrambi italiani e in rampa di lancio, con ingaggi non particolarmente elevati. Le piste battute dagli 007 romanisti portano a Monza e Lecce: fari puntati su Michele Di Gregorio e Vladimiro Falcone.
Il primo resta il preferito, ma la valutazione fatta da Adriano Galliani (20 milioni) appare elevata per le attuali disponibilità giallorosse. Più abbordabile e quindi praticabile la strada che conduce alla saracinesca dei salentini. Falcone, infatti, costa intorno agli 8-9 milioni che lo rendono più facilmente avvicinabile. Senza dimenticare le origini romane e le simpatie giallorosse del classe 1995, che non ha mai nascosto il desiderio di indossare un giorno la maglia della propria squadra del cuore.
L’anno che si sta per chiudere ha rappresentato la sublimazione della simbiosi tra la tifoseria e la Roma, in tutte le sue figure. Sia in casa, sia in trasferta. La nostra prima squadra maschile e la nostra prima squadra femminile sono state sostenute su ogni campo, in ogni partita, con ogni risultato e con la vostra voce.
All’Olimpico
Uno stadio sempre gremito e colorato di giallorosso: nel 2023, all’Olimpico i tifosi hanno dimostrato che la Roma è qualcosa che va oltre il risultato, un’autentica fede. Le presenze totali sono state 1.956.093, con una media di oltre 61 mila spettatori a partita. La occupancy rate – cioè il rapporto tra le sedute occupate in relazione alla capienza dello stadio – è stata del 93%. E saliamo al 98%, considerando solo i settori venduti ai tifosi della Roma, a dimostrazione del fatto che non importa quale siano l’avversaria, la data e l’orario: la Roma si tifa sempre e si gioca tutti insieme alla squadra, come dimostra anche il dato della crescita degli abbonamenti (+13% rispetto alla scorsa stagione).
Estremamente positivo è vedere le nuove generazioni sugli spalti, un amore coinvolgente che viene tramandato. Infatti, in questa stagione sono aumentati gli abbonati Under 16 e Under 25, rispetto al 2022/23: rispettivamente, +35% e +12%.
Mai sola mai. La Roma non è lo stata neppure quando giocava a 1221 km di distanza: oltre alla passione travolgente dei romanisti a Budapest, in 55 mila abbiamo tifato all’Olimpico per la nostra squadra, guardandola giocare ai maxischermi la finale di Europa League.
La Roma non è mai stata sola anche quando sul prato dell’Olimpico è scesa la nostra squadra femminile. Il 21 marzo, in 39.454 hanno sostenuto le future campionesse d’Italia nell’andata dei quarti di Women’s Champions League tra Roma e Barcellona. Per il nostro Paese, è stato un record.

Al Tre Fontane
Lo Stadio Tre Fontane è sempre stata la casa della nostra straordinaria prima squadra squadra femminile per le partite di campionato, oltre che della Primavera maschile. E da quest’anno, lo è anche per le sfide di Women’s Champions League.
Assieme all’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, e ad ATI Tre Fontane, la Società si è infatti impegnata per migliorare l’impianto, adeguandolo ai requisiti imposti dall’Uefa.
Questo sforzo ha permesso ai romanisti di accorrere in massa alle prime due sfide internazionali, disputate dopo il restyling: sono stati circa cinquemila contro Ajax e Paris Saint-Germain.
E complessivamente, nelle undici partite di Serie A giocate nel 2023, sono stati ben 20.000 i tifosi che hanno accompagnato le nostre ragazze alla conquista del nostro storico primo tricolore.
Un traguardo raggiunto grazie al vostro amore. Che mai avete lasciato sola la Roma.
Mai”.