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Interviste

Kristensen: ”Mi piacerebbe segnare ma per fortuna Dybala ha un sinistro migliore del mio. Vittoria meritata” (VIDEO)

Kristensen, dopo la vittoria contro il Torino (3-2), ha parlato ai microfoni della Roma. Di seguito le sue dichiarazioni.

“Partita importante e molto difficile contro un grande avversario. Abbiamo conquistato nuovamente i 3 punti in casa, sono felicissimo di questa vittoria. Penso sia stata una vittoria meritatissima”.

Il vostro percorso?
“Ogni partita è importante. Oggi affrontavamo una delle migliori squadre in Serie A, per cui sono 3 punti molto importanti ed è bello continuare a vincere e a fare punti. Questo è l’aspetto più importante. Dobbiamo pensare partita dopo partita, questo è l’approccio che vogliamo seguire”.

L’errore sotto porta?
“Mi piacerebbe segnare, ma sono fortunato perché Dybala ha un sinistro migliore del mio ed è bastato per vincere. Ma vorrei segnare davvero”.

????️ Rasmus Kristensen al termine di #RomaTorino ????#ASRoma pic.twitter.com/sv92sRbiip— AS Roma (@OfficialASRoma) February 27, 2024

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Editoriale

Roma ancora Dybala dipendente

IL GRAFFIO DI MAC (di Fabio Maccheroni) – Possiamo dirlo senza sembrare nostalgici: c’è una Roma con Dybala , in queste condizioni, e un’altra. Vincente o perdente. Un’altra.

Poi possiamo parlare di difesa a tre, quattro, cinque (come quella col Toro), poi possiamo dire tutto. Una Roma pressata, frastornata dall’aggressività del Torino, si prende tre punti straordinari per tenersi aggrappata alla Champions. De Rossi, solleticato dalla resurrezione di Smalling, parte con la vecchia tanto contestata difesa a tre: ma con 5 centrali buoni e 5 esterni quantomeno modesti , ha diritto o no di pensarci? A destra Kristensen che in avvio spreca un affondo spettacolare di Azmoun (Lukaku in panca) e manda sul palo a porta spalancata. Poi solo Torino. Almeno fino a un fallo su Azmoun al 41’ del primo tempo: rigore, Dybala.

Un minuto e il Toro pareggia: cross da sinistra, Mancini e Cristante a vuoto, Zapata di testa tocca non forte ma angolato, Svilar (che poi si riscatterà) piazzato male, fa fatica a recuperare. Risultato giusto. Il Toro non cambia atteggianti, nemmeno la Roma, ma Dybala decide di uscire dalla foto di famiglia: da 25 metri, alla Dybala. Poi ancora in area raccoglie un taglio di Lukaku (appena entrato per Azmoun) e inventa il 3-1.

Adesso parola agli stregoni de ‘il mio gioco’. All’86’ De Rossi ci regala anche Sanches, non certo brillante , nervoso e nemmeno fortunato: la Roma subisce il gol del 3-2 (sfortunata deviazione di Huijsen su cross di Ricci) e dormita su passaggio di Cristante che lancia un pericoloso contropiede. Stava meglio in panca.

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Le Voci di Retesport

Petruzzi a RS: “La Roma ieri non mi è piaciuta. Dybala decisivo perchè messo in un contesto che funziona”

Fabio Petruzzi ha commentato così in esclusiva ai microfoni di Retesport la vittoria della Roma per 3-2: “La squadra ieri non mi è piaciuta, bisogna essere onesti. Nel primo tempo sembra la Roma di due mesi fa, quella Roma di Mourinho che fatica a sviluppare calcio, troppo statica, con poco movimento. Poi ho ascoltato De Rossi e ho compreso le motivazioni per cui ha scelto di tornare al 3-5-2. Soprattutto in chiave Smalling è stato giusto reintegrare l’inglese mettendogli due calciatori a protezione. Mi aspetto che questa squadra possa passare ad una difesa a 4 con Mancini largo a destra”.

Nella ripresa ci sono stati alcuni accorgimenti, con Dybala che è salito in cattedra. L’argentino è un campione, lo sappiamo, ma i campioni fanno la differenza se inseriti in un contesto organizzato che funziona e li valorizza. Azmoun al posto di Lukaku non mi ha convinto, Ndicka sta crescendo tantissimo”.

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Le Voci di Retesport

Graziani a RS: “Con De Rossi è cambiato il mondo a Roma. Un dovere lottare per la Champions” – AUDIO

“De Rossi ha dimostrato di non essere integralista, ha ritrovato un grande Dybala e ha vinto quasi tutte le partite tranne con l’Inter, ingiocabile per chiunque quest’anno. Cos’altro doveva fare?…”

Ciccio Graziani ha commentato così ai microfoni di Retesport la sfida vinta dalla Roma 3-2 sul Torino: “All’inizio quando ho letto la formazione mi sono stupito, poi ascoltando le parole di De Rossi ho compreso che questo ragazzo sta crescendo come allenatore, perchè dimostra duttilità e capacità di letture delle difficoltà che alcuni avversari, come il Toro, possono contrapporre alla sua Roma. La difesa a tre non è il suo dogma calcistico, ma se in alcune partite vari il sistema e vinci, va tutto bene. Una squadra deve essere capace di cambiare”.

“Sulla gara di ieri, in fase di preparazione, ha pesato sicuramente la battaglia di giovedì scorso. De Rossi ha fatto riflessioni intelligentissime, che però devono sempre essere supportate dai risultati. Lukaku? Aveva forse bisogno di riposo, la scelta di Azmoun va letta in questo senso. Credo che l’iraniano sia stato anche premiato per come si allena e per il suo supporto costante alla squadra. Tenere caldi anche i sostituti dei titolari è importante in questo momento della stagione”.

“Da quando è arrivato DeRossi è cambiato il mondo a #Roma: sono migliorati i risultati, non c’è più tensione, non c’è casino con gli arbitri. La Roma a livello tecnico è più forte di Atalanta e Bologna, come rosa, come soluzioni, gli altri hanno fatto meglio sul piano del gioco, dell’organizzazione e dei risultati. Ma queste due squadre non hanno campioni del calibro di Lukaku e Dybala. La Roma ha il dovere di puntare alla Champions”, ha concluso Graziani.

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APPROFONDIMENTI

Dybala, tripletta e segnali tra clausola e possibile rinnovo

“In futuro non so cosa accadrà, da quando sono arrivato mi è sembrato di aver già vissuto qui in un’altra vita. Mi godo ogni singolo momento con questa squadra, questi tifosi splendidi e i miei meravigliosi compagni”. Affetto, riconoscenza, speranze ma anche valutazione del futuro. Non è un mister che a giugno la Roma, ma anche Dybala, dovranno decidere se proseguire insieme o separarsi.

Da una parte la clausola rescissoria – con validità temporale fino a fine luglio – che diversi club dell’Arabia Saudita (su tutti) potrebbero far valere per poi riempire d’oro l’argentino. Dall’altra la voglia di Paulo di proseguire nel calcio europeo, a Roma, magari in questo nuovo progetto tecnico che lo sta riportando a giocare un calcio tecnicamente di livello (6 reti nelle ultime 5 in campionato).

Ma per farlo servirà il rinnovo. Dybala ha ancora un altro anno di contratto e gli era stato promesso un adeguamento e un prolungamento. Vuole sentirsi importante, aspira a vincere con la Roma. Al nuovo ds, di cui ancora ufficialmente non si conosce l’identità, tra le mille situazioni, anche quella di trovare la linea di congiunzione giusta per dare ancora Joya ai tifosi romanisti.

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APPROFONDIMENTI

De Rossi si coccola Smalling: “E’ eccezionale”. Ora Chris deve riconquistare la fiducia di tutti

Sembra passato un secolo quando in città, per settimane intere, si è temuto che Smalling come avvenuto precedentemente per Mkhitaryan, lasciasse la Roma per finire magari proprio in nerazzurro. Il centrale inglese ha sempre espresso la sua priorità ai colori giallorossi e quando arrivò l’annuncio del rinnovo biennale, tutta la capitale, sponda romanista, esultò.

Poi da agosto in poi è iniziato il calvario dell’ex United: 217 giorni dalla terza giornata alla 26°, in cui Smalling è tornato a giocare da titolare. Un’eternità trascorsa a margine del terreno di gioco, tra dolori, veleni e dicerie, rafforzate dall’unica voce ufficiale della Roma, quella di Mourinho, che in più di un’occasione ha espresso il suo rammarico per il presunto scarso impegno del calciatore nell’accelerare il recupero. Su questa vicenda è mancata colpevolmente una voce ufficiale del club che smorzasse i toni e silenziasse in parte quanto l’ex tecnico ad un certo punto della stagione ha ripetuto praticamente in ogni conferenza stampa.

Smalling ieri è tornato a giocare 78 minuti e lo ha fatto (in parte) da Smalling: certo non può essere al top, ma già rivederlo saltare, contrastare e provare a mettere maggior vigoria fisica, soprattutto nel secondo tempo, sono segnali di una ripartenza. De Rossi al termine del match lo ha coccolato, definendolo un professionista eccezionale e quando ha spiegato con calma la scelta della difesa a tre, ha sottolineato più volte ‘la necessità estrema’ di riavere Smalling al 100% coinvolto.

Ieri il calciatore al momento del cambio è stato salutato da timidi applausi e qualche fischio. Ora l’obiettivo di Chris è quello di riconquistare tutti, a suon di prestazioni.

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Rassegna stampa

Roma-Torino 3-2, le pagelle dei giornali

La Roma ha superato il Torino per 3-2, conquistando la quinta vittoria nelle ultime sei partite. Ecco le pagelle del match dei principali quotidiani:

LA GAZZETTA DELLO SPORT
Svilar 6,5; Mancini 6, Smalling 6 (78′ Huijsen 5,5), N’Dicka 6,5; Kristensen 5, Cristante 7, Paredes 6 (65′ Bove 6), Angelino 5 (64′ Spinazzola sv); Pellegrini 6 (86′ Renato Sanches sv), Dybala 8; Azmoun 7 (65′ Lukaku 6,5). All.: D. De Rossi 6.5

IL MESSAGGERO
Svilar 5,5; Mancini 6, Smalling 6 (78′ Huijsen 5,5), N’Dicka 6; Kristensen 6, Cristante 6, Paredes 5,5 (65′ Bove 6), Angelino 5 (64′ Spinazzola 6); Pellegrini 6 (86′ Renato Sanches 5), Dybala 8; Azmoun 6,5 (65′ Lukaku 6,5). All.: D. De Rossi 6.5

CORRIERE DELLA SERA
Svilar 6,5; Mancini 6, Smalling 6 (78′ Huijsen 5), N’Dicka 6,5; Kristensen 5,5, Cristante 6, Paredes 6 (65′ Bove sv), Angelino 5 (64′ Spinazzola 5,5); Pellegrini 6 (86′ Renato Sanches sv), Dybala 8; Azmoun 7 (65′ Lukaku 6,5). All.: D. De Rossi 7

IL TEMPO
Svilar 5,5; Mancini 6,5, Smalling 6 (78′ Huijsen 5,5), N’Dicka 6; Kristensen 5,5, Cristante 6, Paredes 6 (65′ Bove 6,5), Angelino 5 (64′ Spinazzola 6); Pellegrini 6,5 (86′ Renato Sanches sv), Dybala 8,5; Azmoun 6,5 (65′ Lukaku 6,5). All.: D. De Rossi 7

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Interviste

De Rossi: “Queste partite vanno uccise prima. Smalling è eccezionale”

Daniele De Rossi ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la vittoria per 3-2 contro il Torino:

Si poteva soffrire un po’ di meno nel finale?
“Sì. I 20 minuti di gestione mi sono piaciuti, al gol avevo Kristensen vicino e gli dicevo ‘loro non mollano mai, non è finita’. Abbiamo sofferto fino alla fine, questo mi piace, ma queste partite vanno uccise prima. Potevamo gestirla un po’ meglio”.

È venuto fuori il talento del campione oggi.
“I campioni sono decisivi. C’è stato equilibrio nel primo tempo, il Torino se la gioca sempre alla pari con tutti. I granata sono forti, pressano a tutto campo e sapevamo che sarebbe stata dura oggi. Il gol dell’1-1 avrebbe ammazzato chiunque, invece siamo ripartiti molto bene nel secondo tempo”.

Come si evitano i gol subiti?
“Il primo gol mi è sembrata una grande rete dell’attaccante. Se il centravanti salta a tre metri di altezza e la piazza bisogno solo battere le mani, così come Dybala che sposta la palla e tira a giro da 30 metri. Tutti i gol possono essere evitati, ma sai che noia de tutte le partite finissero 0-0… Questi gol si prenderanno sempre. Il secondo gol? Con un pizzico di attenzione in più avremmo potuto evitarlo, ma ci stiamo lavorando”.

La posizione di Mancini? Oggi ha giocato più alto.
“Costruivo a 4 per portare fuori i loro quinti e mandarli in difficoltà con le scalate lunghe. Avevo chiesto a Mancini, Ndicka e Smalling di alzarsi, il Torino è una squadra che pressa a uomo e i centrocampisti mantengono sempre questa marcatura, mentre gli attaccanti se la dimenticano un po’. Vedendo le loro partite lo abbiamo notato e abbiamo fatto avanzare i nostri difensori per creare superiorità in questo modo”.

I 78 minuti di Smalling? L’ingresso in campo di Lukaku?
“Sono contento di Smalling, lo stavamo aspettando, un infortunio del genere va gestito. Smalling è un grandissimo professionista, è un ragazzo eccezionale. Pensavo durasse di meno e invece… Ma sono contento anche del ritorno in campo di Sanches. Lukaku è entrato alla grande, ma anche Azmoun mi è piaciuto moltissimo. Loro ci lasciavano moltissimo campo, quindi avevo bisogno di Lukaku per farli allungare. È entrato davvero bene”.

Cosa ti aspetti e cosa temi del Brighton?
“Il Brighton ha una squadra forte ed equilibrata. Ha giocatori che pensano molto, altro che hanno estro e gambe. De Zerbi è uno degli allenatori più forti d’Europa. Se guardo le rose però la Roma non ha nulla da temere, dobbiamo rispettare il Brighton, ma noi siamo altrettanto forte. Preparare queste partite mi leverà qualche notte di sonno in più, perché saranno partite complicate. Penso che anche De Zerbi non sia felice di incontrarci… Quando abbiamo il pallone tra i piedi sarà difficile anche per loro”.

Questa volta non ti passerà però gli appunti.
“No, no. Ci siamo scritti il primo giorno, ma ora non possiamo più farlo. Ormai mi ha passato tutto, cerco di scopiazzare sempre dai più bravi e lui lo è”.

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Pagelle

Roma-Torino 3-2, le pagelle di Retesport

La Roma strappa un’altra vittoria fondamentale per la rincorsa alla Champions. La quinta in sei sfide da quando De Rossi siede sulla panchina giallorossa, con un Dybala scintillante autore di una tripletta magnifica.

Le pagelle di Retesport:

Svilar 6 

Mancini 6

Smalling 6,5

Ndicka 6,5

Kristensen 5

Paredes 6

Cristante 6,5

Pellegrini 6,5

Angelino 5,5

Dybala 9

Azmoun 7

De Rossi 6,5

Sost.:
Lukaku 6,5
Spinazzola 5,5
Huijsen 5,5
Sanches Sv
Bove 6,5

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Interviste

Dybala: “Da tanto volevo una tripletta. Futuro? Sto bene qui, mi godo ogni momento a Roma”

Paulo Dybala ha parlato così ai microfoni di DAZN

Una di quelle serate da incorniciare, quanto ti mancava una tripletta?
“Tanto, era da un po’ che volevo questo pallone, lo volevo col Cagliari ma il mister mi ha tolto prima della fine della partita, non l’ho cercato tantissimo oggi ma è arrivato e sono tanto felice”

L’esultanza con De Rossi?
“Era un momento difficile della partita, mi è venuto spontaneo, il Torino ci ha messo in difficoltà. Ho trovato spazio, calciato e ho fatto gol, quindi sono andato di corsa dalla panchina e il primo che ho trovato da abbracciare è stato il mister”

Sul terzo?
“Uguale, sono scivolato dopo il gol sono andato dai tifosi con naturalezza, approfitto per ringraziarli, di lunedì anche oggi alle sei del pomeriggio lo stadio è pieno di nuovo

Ti diverti con la squadra e stai bene. Si può fare lo stesso percorso dello scorso anno in Europa?
“Io voglio sempre vincere qualche trofeo, ovunque io sia. Il percorso è ancora lungo, troveremo squadre difficili in campionato e in Europa, sappiamo quali sono i nostri obiettivi e lavoriamo ogni giorno per andarli a prendere”

Futuro?
“Io quando sono arrivato qui ho detto che mi sembrava di aver vissuto qua in un’altra vita in questa città. Quello che succederà in futuro non lo so, mi sto godendo ogni momento con questa squadra e questi compagni meravigliosi”

Azmoun voleva il pallone?
“Difficilmente, i palloni vanno quasi sempre a casa di mia mamma”