Buone notizie dai nazionali nell’ultima tornata di gara prima del rientro nella capitale. Romelu Lukaku sta bene: l’attaccante giallorosso ha giocato titolare nel match di Wembley contro l’Inghilterra terminato 2-2. Big Rom ha sfornato un asssist splendido di ‘trivela’ per Tielemans alla mezz’ora del primo tempo, celebrato sui social dai tifosi della Roma. 82 minuti in campo poi la sostituzione.
Serata speciale anche per Zalewski che, come in occasione della sfida col Feyenoord, ha calciato e segnato uno dei rigori finali che hanno permesso alla Polonia di qualificarsi ad Euro24.
Paredes ha disputato una mezz’ora nella vittoria dell’Argentina contro la Costa Rica. Un quarto d’ora anche per Celik nella disfatta della Turchia contro l’Austria (6-1). Infine Houssem Aouar che ha giocato una parte di gara con l’Algeria impegnata ieri sera contro il Sud Africa.
Josè Mourinho ha parlato in una nuova intervista rilasciato a Fabrizio Romano, pubblica poi su youtube. Ecco le sue parole:
Sei pronto per una nuova avventura? “Sono pronto, voglio ricominciare. A volte quando la tua avventura in un club finisce hai bisogno di riposare e pensare, ma in questo caso già il giorno dopo che sono andato via dalla Roma ero pronto per ripartire. Mi sento bene, amo il lavoro e sono veramente pronto, ma non voglio fare la scelta sbagliata, non posso accettare un incarico solo per la passione o perché mi sento pronto. Devo essere paziente, siamo a marzo e di solito è difficile che accada qualcosa in questo mese, quindi il mio obiettivo è riniziare in estate”.
Sei l’unico allenatore ad aver disputato due finali europee negli ultimi due anni: che sensazioni provi? “La prima sensazione è che sembra come se non sia accaduto, perché quando le persone parlano di me si concentrano soprattutto sul passato. Ci sono tanti bravi allenatori in Europa e di solito i migliori allenano le squadre che hanno più possibilità di raggiungere una finale. Negli ultimi anni sono arrivato 3 volte in finale, una con il Manchester United e due con la Roma. Se ci concentriamo sul recente passato sono quindi l’unico ad aver raggiunto due finali europee. Sono orgoglioso di questo, perché ho raggiunto questi traguardi con una squadra che non ha una storia vincente in Europa, quindi è un qualcosa di speciale. In questa stagione non giocherò una finale, ma spero che l’anno prossimo io possa dire ‘Sono stato l’unico ad aver raggiunto tre finali europee negli ultimi 4 anni'”.
Tutti i tifosi dei club in cui hai allenato ti amano ancora: cosa provi? “La cosa migliore nel calcio sono i tifosi, perché loro non guadagnano, anzi spendono soldi e fanno sacrifici per la loro passione. Quando ai tifosi non piacciono i calciatori o gli allenatori hanno le loro ragioni. Nel mio caso, indipendentemente dai risultati anche se ho quasi sempre vinto, i tifosi hanno notato che ho sempre dato il massimo per loro e per il club. Ho dato tutto, per la mia personalità sono sempre stato più di un semplice allenatore, in alcuni club devi essere l’allenatore, il direttore sportivo, il direttore della comunicazione, l’immagine che difende il club e i tifosi. I tifosi lo capiscono, ma allo stesso tempo a un allenatore non piace, perché io voglio essere un allenatore. Lo scenario ideale è quando un club ha una struttura che permette all’allenatore di essere semplicemente l’allenatore. All’Inter sono stato l’allenatore, anche al Real Madrid, nella prima esperienza con il Chelsea e al Porto, mentre in altri club non sono stato solamente l’allenatore e questo è veramente difficile per un allenatore. In ogni club in cui sono arrivato ho indossato la maglietta della squadra e lottato per essa”.
Hai rifiutato il Portogallo e l’Arabia Saudita: queste due mete sono ancora nei tuoi pensieri in vista del futuro? “Il Portogallo mi ha chiamato due volte, una volta fu ai tempi del Real Madrid e in quel caso avrei dovuto rivestire il doppio ruolo, ma Florentino Perez mi disse che non sarebbe stato possibile. La seconda volta, invece, è stata con la Roma. Se mi sono pentito dato che pochi mesi dopo la Roma mi ha esonerato? No, sono felice di non aver accettato e quindi non mi sono pentito. Se allenare una nazionale in futuro sarà un mio obiettivo? Non sono sicuro, se si tratta di allenarla in vista di una competizione importante come il Mondiale o l’Europeo ti direi di sì, ma aspettare due anni prima di disputare quelle competizioni… Non saprei, forse un giorno accetterò ma non sono sicuro che mi divertirei. L’Arabia Saudita? Cristiano Ronaldo ha aperto le porte a quel mondo in termini calcistici. Quando mi arrivò l’offerta si trattò di una proposta economica molto importante, ma rifiutati perché per me era più importante la Roma e il calcio europeo. In futuro mai dire mai, ma in questo momento non firmerò nessun contratto perché prima devo prendere la decisione migliore”.
SardarAzmoun, durante Iran-Turkmenistan, è stato costretto a uscire dal campo a causa dello stiramento del tendine del ginocchio sinistro. Questo il referto dei primi esami strumentali. Una stangata per la Roma che dovrebbe perdere il centravanti iraniano per circa un mese. Azmoun è rimasto alcuni giorni in ritiro con la propria nazionale ma domani è atteso a Trigoria per svolgere ulteriori accertamenti.
Romelu Lukaku ha rilasciato un’intervista a Sky Sport in cui si è soffermato sulla sua avventura all’Anderlecht e sul rapporto con Jeremy Doku. Di seguito le parole del centravanti della Roma.
“Avevo circa 12 anni quando sono arrivato all’Anderlecht, mi sono ritrovato con i migliori giocatori provenienti da tutto il Belgio. Non è stato facile, ma vedevo che miglioravo in ogni aspetto, all’inizio ero un attaccante impulsivo, ma poi ho iniziato ad allenarmi due volte al giorno e mi hanno insegnato a ragionare di più. Ora in nazionale si possono vedere questi risultati”.
Il rapporto con Doku? “Prima di tutto abbiamo rispetto l’uno dell’altro, gli ho detto che è un giocatore attorno al quale si può costruire la squadra. Deve assumersi più responsabilità e ora lo sta facendo alla grande”.
FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma domani tornerà ad allenarsi a Trigoria per preparare la 30° giornata di Serie A contro il Lecce in programma lunedì 1° aprile alle 18. I giallorossi, al momento, distano 3 punti dal 4° posto occupato dal Bologna che è sinonimo di Champions League sicura. Se le squadre italiane dovessero confermare il buon rendimento nelle competizioni europee e rimanere tra le prime due nazioni del ranking Uefa stagionale, anche l’attuale 5° posizione presidiata dalla Roma varrebbe l’accesso all’ex Coppa Campioni.
La formazione di De Rossi, nelle prossime 9 gare di campionato, dovrà giocare 5 scontri diretti contro squadre che condividono lo stesso obiettivo. La corsa per la Champions League inizierà nel giorno di pasquetta contro il Lecce, a seguire, la Roma incontrerà: Lazio, Udinese, Bologna, Napoli, Juventus, Atalanta, Genoa ed Empoli. Nel girone d’andata, i capitolini raccolsero 14 punti: 4 vittorie, 2 pareggi 3 sconfitte. Un rendimento che probabilmente estrometterebbe per la 6° stagione consecutiva la Roma dalla Champions. A De Rossi il compito di non far deragliare la squadra e intraprendere i binari giusti con destinazione 4° posto.
Champions, la proiezione con i risultati dell’andata: Bologna e Atalanta avanti alla Roma che accederebbe all’Europa League con 65 punti
Foto Farioli
Mancano appena 9 giornate di Serie A al termine del campionato: 27 punti a disposizione che potrebbero stravolgere l’attuale classifica. Se Bologna (54), Roma (51), Atalanta (47), Napoli (45), Fiorentina (43) e Lazio (43) dovessero confermare il rendimento avuto nel girone d’andata contro le 9 avversarie rimanenti, la formazione di De Rossi non tornerebbe in Champions League. La proiezione, basata sui risultati della prima parte della stagione, vede Bologna (70) e Atalanta (66) avanti alla Roma (65). A seguire Fiorentina (64), Napoli (59) e Lazio (52). I giallorossi, quindi, dovranno alzare il proprio livello e migliorare quanto fatto nel girone d’andata.
Risultati ottenuti nel girone d’andata dalle squadre con obiettivo Champions contro le 9 avversarie rimanenti
Bologna, 4 vittorie 4 pareggi e 1 sconfitta: 16 punti in 9 partite
Roma, 4 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte: 14 punti in 9 partite
Atalanta, 6 vittorie, 1 pareggio e 3 sconfitte: 19 punti in 9 partite
Napoli, 4 vittorie, 2 pareggi, 3 sconfitte: 14 punti in 9 partite
Fiorentina, 7 vittorie e 3 sconfitte: 21 punti in 9 partite
Lazio, 2 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte: 9 punti in 9 partite
Renato Sanches è ancora fermo ai box per un affaticamento muscolare. Il centrocampista portoghese ha postato una storia sul proprio profilo Instagram in cui ha condiviso un messaggio motivazionale: “Non arrendetevi, perché ogni ostacolo è un’opportunità per rafforzarvi e raggiungere i vostri obiettivi”. Il classe 97′, nei prossimi giorni, dovrebbe tornare ad allenarsi con la speranza di rappresentare una risorsa in più per De Rossi. A fine stagione certamente Renato Sanches non vestirà la maglia della Roma, come nel proprio profilo Instagram, e farà rientro a Parigi. Il 30 giugno terminerà il prestito con il PSG e cercherà fortune sportive altrove.
Dean Huijsen ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Marca. Nei giorni scorsi il difensore giallorosso ha fatto il suo esordio nella nazionale Under21 spagnola:
Ti è successo qualcosa di incredibile in questa stagione. Eri alla Juventus, José Mourinho ti chiama e vai alla Roma. Ma poche settimane dopo, Mou viene licenziato… “Sì, è andata così. Mourinho mi ha sempre trattato bene, ma ora anche con Daniele de Rossi il rapporto è incredibile. Si prende molta cura di me, è una persona fantastica e mi trovo bene con lui”
Chi ammiravi come difensore centrale? “Sergio Ramos. È una persona a cui chiederei consigli, oltre a una foto [ride]…”
Adesso stai facendo bene in Serie A, tra quanto tempo ti vedi nella Liga? “Non lo so. Nel calcio non si sa mai e adesso sto bene dove sono”
Hai diverse particolarità, come quella di giocare con i calzini bassi. È raro in un difensore centrale… “Sì, li porto così fin da quando ero piccolo. Non so perché, ma ho sempre fatto così. Non esiste una ragione particolare”
Nella partita contro il Frosinone hai festeggiato il gol imitando Cristiano Ronaldo. Perché lo ammiri? “Beh, è un aneddoto. Il giorno prima stavo giocando alla Play con un amico e gli ho detto che se avessi segnato, avrei festeggiato così. E così è stato”
La Roma al termine di questa stagione saluterà Rui Patricio che vedrà scadere il suo accordo triennale con il club giallorosso ma nel frattempo grazie alla fiducia ricevuta da De Rossi, Mile Svilar sembra aver convinto tutti.
Può essere il belga il titolare della porta giallorossa del futuro e il club, una volta annunciato il nuovo ds, valuterà anche il rinnovo di contratto con adeguamento per Svilar.
Si cercherà dunque un secondo portiere affidabile, che possa supportare l’ex Benfica e il nome nuovo è quello di Pierluigi Gollini.
Come riferisce tuttomercatoweb, l’estremo difensore è apprezzato in primis da Daniele De Rossi, che potrebbe seriamente restare a Trigoria. Il portiere classe ’95 è in prestito al Napoli che può riscattarlo dall’Atalanta per circa 7 milioni (difficile avvenga, ndr). Sarebbe una buona occasione per la Roma che si ritroverebbe in casa un altro portiere affidabile e di ottima esperienza, in grado di integrarsi da subito anche nello spogliatoio ritrovando pure qualche ex compagno all’Under 21.
Vincent Candela ha commentato così ai microfoni di Retesport il momento straordinario di forma di Pellegrini:
“La storia dell’anello e situazioni da bar non mi piacciono, non mi interessa parlarne, potrei scrivere libri anche io, penso che Pellegrini ormai sia quasi tre mesi, non una settimana, che sta giocando ad altissimo livello. Da inizio anno è tra i migliori centrocampisti d’Europa per rendimento e ci può stare fisiologicamente nella stagione di un calciatore un momento negativo. C’è sicuramente merito di De Rossi nella sua rinascita, come per quella di altri calciatori. Dopo il gran gol in Nazionale tornerà ancora di più carico per il rush finale di stagione che è molto delicato tra campionato ed Europa League”, ha concluso Candela.
Oggi sotto la pioggia la Roma tornerà a lavorare a Trigoria in vista della ripresa del campionato prevista al Via del Mare nel lunedì di Pasquetta. Contro il Lecce mister De Rossi non avrà sicuramente a disposizione Pellegrini squalificato e Sardar Azmoun, che rischia di rimanere fermo per almeno un mese.
Difficile il recupero di Kristensen che probabilmente avrà bisogno di qualche giorno in più dopo lo stop muscolare accusato a Monza. Da verificare invece Spinazzola sul quale il club giallorosso non ha emesso comunicati ufficiali che parlassero di lesioni, quindi possibile che almeno in panchina a Lecce l’esterno azzurro potrà andare con Angelino titolare, con vista poi sul derby.
Bryan Cristante non desta preoccupazioni: il centrocampista giallorosso ha svolto alcuni giorni di terapie per smaltire un problema alla schiena che ha condizionato in parte il suo rendimento da inizio anno. Bove con i salentini ci sarà – solo un trauma al piede – così come Baldanzi e Dybala che oggi dovrebbe gradualmente tornare a lavorare in gruppo.
Evan Ndicka ha smaltito l’affaticamento muscolare che lo ha bloccato nella capitale, mentre Smalling e Sanches dovrebbero tornare disponibili con la speranza, almeno per l’inglese, di non avere più problemi.
Probabile formazione ROMA 4-3-3 – Svilar, Celik, Mancini, Ndicka, Angelino; Paredes, Cristante, Bove; El Shaarawy, Dybala, Lukaku