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APPROFONDIMENTI

Roma, mezza squadra pensa all’addio

La rivoluzione iniziata a giugno scorso nella Roma proseguirà. Sembra sempre più evidente il distacco tra i ‘vecchi’ e i ‘nuovi’, viste anche le recenti prestazioni di Dovbyk, Soulè, Le Fèe e Konè che a Verona sono stati i migliori, o quantomeno i meno peggio.

I vecchi o i senatori c.d., sono sempre più lontani dalla Roma. Cristante, Paredes e probabilmente Pellegrini stanno meditando l’addio. L’argentino sicuramente tornerà al Boca, forse già a gennaio, i due azzurri sono ormai considerati dai più i mali atavici della squadra.

Il capitano ha il contratto in scadenza a giugno 2026 e se non a gennaio, a giugno deciderà cosa fare. Qualcuno racconta che abbia anche cercato di scuotere il gruppo, ma soprattutto la dirigenza, pensando di riconsegnare la fascia da capitano. Non sta vivendo un momento facile e i numeri purtroppo, oltre alle prestazioni, confermano che in questa fase dovrebbe rimanere un po’ in disparte.

Il capitolo Dybala certamente riemergerà: non è ancora chiaro se il rinnovo automatico – confermato anche dalla dirigenza – scatterà oppure no. Ma a gennaio potrebbe ripensare ad un addio, magari negli Stati Uniti. Sicuramente non in terra araba.

Situazione delicata anche per El Shaarawy, che sembra sempre più distante emotivamente e fisicamente dalla Roma. Nonostante qualche post social a tinte giallorosse, il club non ha nessuna intenzione di rinnovargli per la terza volta il contratto. Andrà a scadenza e si esaurirà dunque definitivamente la sua (doppia) esperienza capitolina.

Poi Hummels ed Hermoso. Secondo alcuni quotidiani, lo spagnolo si sarebbe già pentito di aver scelto Roma. Tra scarso utilizzo, brutte prestazioni, il rosso di Firenze e l’infortunio muscolare, l’ex Atletico potrebbe lasciare la Roma a fine stagione. Infine il tedesco: se non troverà spazio lascerà la capitale già a gennaio. In Bundesliga diversi club lo accoglierebbero già domani a braccia aperte.

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Calciomercato

Mancini ‘apre’ alla Roma: gli aggiornamenti

Dopo l’aureo addio alla panchina dell’Arabia Saudita, Roberto Mancini è in attesa di capire da dove ripartire.

L’idea è quella di sposare un progetto tecnico di un club dopo anni trascorsi sulle panchine delle nazionali. Un calcio totalmente diverso, che Mancini ora vorrebbe mettere da parte in attesa di un progetto allettante o di una sfida da vincere.

La Roma potrebbe essere quella barca da risollevare e rilanciare. Non c’è stato ancora un contatto formale tra Friedkin e l’ex ct azzurro, ma informalmente Mancini ha fatto sapere che gradirebbe tornare a lavorare a Roma, dove tra l’altro vive, questa volta sulla sponda opposta del Tevere.

5.3.2022 Roma vs Atalanta (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Daniele De Rossi Roberto Mancini (Foto Gino Mancini)

A chi lo conosce bene ha fatto sapere che a Trigoria sarebbe disposto a venire anche a stagione in corso, ma al momento non c’è stata nessuna accelerata. Eppure Mancini sarebbe il profilo ideale per i Friedkin: allenatore di nome, esperto, di grande respiro internazionale, tra i pochi che sicuramente i proprietari del club hanno sentito più volte nominare visto che tre anni fa si è laureato campione d’Europa con la nazionale italiana, credibile, in grado di prendersi sulle spalle da manager la ricostruzione della Roma.

Nelle prossime settimane si capirà se può essere un’opzione reale oppure no.

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NEWS

Ghisolfi alla squadra: “Juric resta, al momento…”

E’ un clima talmente surreale che sembra incredibile solo scriverlo o raccontarlo. A Trigoria stanno tutti come color che son sospesi, in attesa di capire cosa accadrà nel prossimo futuro. Dalle poltrone vacanti, alla classifica deficitaria e pericolosa, fino alla posizione di Juric sempre più traballante. Per tutti fuori e dentro, tranne che per Dan Friedkin che al momento ha deciso di non decidere.

L’ultima indiscrezione riguarda la giornata di ieri, quando tutta la città immaginava di risvegliarsi con il comunicato di esonero del tecnico. Niente di tutto questo. Nonostante la ridda di nomi accostati alla panchina giallorossa, resiste la posizione di Juric che ieri è stato riconfermato a parole, ma a tempo.

Il ds Ghisolfi ha parlato alla squadra e ha riferito il pensiero della proprietà: Juric resta, almeno fino a domenica. Poi si vedrà.

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Le Voci di Retesport

Di Livio a RS: ”La Roma deve cambiare allenatore”. Coppola a RS: ”Ranieri è l’unica soluzione”

Angelo Di Livio e Maurizio Coppola sono intervenuti ai microfoni di Retesport. Di seguito le loro parole.

Angelo Di Livio: ”La Roma deve cambiare subito l’allenatore che è in grandissima confusione: per dare un segnale al gruppo bisogna mettere fuori alcuni calciatori che pensano di essere importanti ma non lo sono. Spazio a calciatori giovani come Pisilli.

Prosegue Di Livio.

Pellegrini, in questo momento, dovrebbe finire in panchina: è stato uno dei peggiori in campo, a Verona, non ha dato niente alla squadra. Quando sei capitano devi dare il buon esempio. Zalewski è un altro che non può più scendere in campo. La Roma, per uscire da questo periodo, potrebbe inserire Hummels e beneficiare della sua esperienza. Aggiungo che lasciare fuori Dybala e non far entrare un attaccante al posto di Dovbyk lo ritengo incomprensibile. Juric sta dimostrando di avere difficoltà a leggere le partite.

Conclude Di Livio.

Sul terzo gol le responsabilità principali sono di Angelino che non ha dato copertura a Ndicka. La Roma in questo momento non ragiona da squadra. La cosa più semplice sarebbe far tornare De Rossi, spero solo che non arrivi un allenatore emergente affetto da ”fenomenite” alla Lampard.

Maurizio Coppola: ”Via subito Juric e dentro Ranieri: è l’unico che può far uscire la Roma da questa situazione. Alcuni calciatori dovrebbero finire in tribuna: Pellegrini, Cristante e Zalewski ad esempio hanno fatto il loro tempo. A gennaio potrebbero trovare spazio altrove. Ho paura perché ci vuole un attimo a trovarsi nelle zone basse della classifica e lottare per non retrocedere: questi calciatori non sono abituati.

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Le Voci di Retesport

Graziani a RS: ”Sono preoccupato ognuno pensa a sé. La Roma non merita questa società”

Ciccio Graziani è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Sono preoccupato perché la classifica è pessima e sono arrabbiato perché certi errori, con alcune sviste arbitrali, stanno penalizzando la Roma. Non condivido le parole di Juric quando dice di aver visto una squadra in crescita rispetto alla gara contro il Torino e ritengo incomprensibile aver fatto entrare Baldanzi al posto di Dovbyk: c’era bisogna di un centravanti e quindi di Shomurodov. La squadra così è rimasta senza un attaccante…

Prosegue Graziani.

Sono per le cose semplici e concrete: Angelino deve fare l’esterno per crossare e non il braccetto in difesa. Hummels credo che a gennaio vada via: rimane a fare il porta borse? La squadra è calcisticamente depressa: primo gol regolato da Zalewski e secondo viziato, da più di un fallo, senza una reazione da parte dei calciatori giallorossi. Anche quando Dovbyk ha segnato non c’è stata nessuna esultanza: sembrava avesse fatto gol in allenamento. Non si può andare avanti così… Non c’è un leader, qualcuno che dia delle indicazioni: ho l’impressione che ognuno pensa a sé stesso.

Pellegrini? Ormai c’è una frattura insanabile.

Conclude Graziani.

La Roma non merita una società silente e assente. Non si sa cosa vogliano fare: è una situazione preoccupante. In questo momento ai giallorossi serve un allenatore che sappia fare più cose e che sia un punto di riferimento.

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APPROFONDIMENTI

Cercasi Pellegrini, 13 gare consecutive di Serie A senza segnare: solo una volta ha fatto peggio

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma sta affondando e Lorenzo Pellegrini non riesce a tirarla su. Una nave in pieno oceano in balia di una tempesta con il suo capitano inerme. Il numero 7 giallorosso, prima della sconfitta contro il Verona (3-2), ha cercato di scuotersi e di lanciare un messaggio alla squadra: ‘Sappiamo di essere tutti sulla stessa barca, abbiamo l’intenzione di remare verso la stessa direzione, che è la cosa più importante per me, non a parole o fuori ma in campo. Questo è quello che vogliamo dimostrare. Anche io mi aspetto di più da me”.

Pellegrini, infatti, è il calciatore della Serie A che ha tentato più tiri (21) senza segnare. Il capitano della Roma è entrato in un labirinto buio da cui non riesce a uscire. Il numero 7 giallorosso ha servito solo un assist nella gara contro il Venezia: un semplice appoggio a Cristante che, dalla distanza, dopo una deviazione, ha scaraventato il pallone in rete. Poi il nulla cosmico.

Pellegrini, in Serie A, non segna addirittura da 13 partite consecutive: solo una volta ha attraversato un periodo peggiore sparando a salve per 26 gare (dal 5 gennaio 2020 al 6 dicembre 2020). Cercasi il capitano della nave Roma per non affondare.

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Allenamenti

Trigoria: Dybala in gruppo. Out Hermoso (VIDEO)

La Roma, dopo la sconfitta contro il Verona (3-2), è tornata subito a lavorare a Trigoria per preparare la trasferta di Europa League con l’Union Saint Gilloise. Seduta di scarico per chi ha giocato gran parte della partita di campionato e allenamento sul campo per gli altri. C’è Paulo Dybala, out Hermoso.

Juric ha stimolato soprattutto Pisilli: ”Sì Piso questa roba qua bravo”.

Il video dell’allenamento di oggi#ASRoma pic.twitter.com/42nAuETc1B— AS Roma (@OfficialASRoma) November 4, 2024

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APPROFONDIMENTI

Appena 3 vittorie nelle prime 11 gare di Serie A: solo in 4 occasioni la Roma ha fatto peggio

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma fatica a vincere le partite. I giallorossi sono crollati anche al Bentegodi contro il Verona (3-2): 4° ko in campionato dopo appena 11 partite. I capitolini, in questa stagione, non sono ancora riusciti a ottenere un successo in trasferta: 4 pareggi e 3 sconfitte. Un rendimento allarmante che preoccupa i tifosi ma non Ivan Juric:Vedo grandissima crescita e dico che le cose cambieranno. La squadra ha fatto tante cose buone, ha fatto due gol, creato tantissimo e dominato per tutta la partita. Bisogna tenere botta, non mollare assolutamente, essere forti come uomini e gruppo e cercare di ribaltare la situazione, credendo in quello che si sta facendo”.

La Roma ha racimolato appena 13 punti in 11 partite: dal 2000, solo in un’occasione, ha fatto peggio, ovvero, nel 2008 con Luciano Spalletti (11). Il rendimento è lo stesso della stagione 2004-05 in cui i giallorossi rischiarono la retrocessione in Serie B. La formazione di Juric ha vinto appena 3 partite in Serie A (27%): Udinese (3-0), Venezia (2-1) e Torino (1-0). Nella storia della Roma, solo in 4 occasioni, i giallorossi hanno ottenuto meno successi dopo 11 gare di campionato (2): 1984-85, 1978-79, 1976-77 e 1950-51. Numeri che fanno suonare un allarme preoccupante che Ivan Juric e Dan Friedkin, al momento, non stanno ascoltando. Qualcuno salvi la Roma.

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APPROFONDIMENTI

Roma, il gioco di Juric nel sangue: in Serie A nessuna squadra ha subito più gol in contropiede

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma è crollata nuovamente. I giallorossi ieri si sono sgretolati al Bentogodi (3-2) contro un Verona reduce da 6 sconfitte nelle ultime 7 partite. La squadra di Juric non riesce a scuotersi: sembra abbandonata a se stessa e in balia del vortice della mediocrità in cui è entrata. La formazione capitolina, in Serie A, ha racimolato appena una vittoria nella 5 gare più recenti: 4 punti e una tendenza preoccupante.

Il tecnico croato, però, dopo l’ennesimo ko stagionale, è fiducioso: ”La rosa ha dimostrato anche oggi che ha dentro il sangue questo gioco. Secondo me cominciano a divertirsi a fare le partite di dominio, andare a prendere gli avversari, muovere bene la palla in velocità”. Eppure la Roma, dall’arrivo di Juric, ha già perso 4 gare su 10 incassando 13 reti di cui 8 nelle ultime 2 trasferte.

La difesa dei giallorossi sta sprofondando nel buio più totale: errori individuali, marcature preventive sbagliate e spazi eccessivi concessi agli avversari. Juric, 5 giorni fa, ha sottolineato i benefici che il suo gioco porta anche in fase di non possesso evitando così di incassare tante reti: Io penso che la squadra in sette partite ha preso 5 gol. Se voglio fare un paragone con lo scorso anno, tra Torino e Roma, il Torino con questo modo di giocare ha preso 36 gol e la Roma 46. Per me sono solo scuse. Porta tanti benefici questo modo di giocare: si può fare benissimo, loro hanno le caratteristiche per farlo alla grande, sia nella fase di possesso, sia in quella di non possesso. Non vedo problemi”.

Un dato inquietante, però, sconfessa l’allenatore croato: in Serie A, nessuna squadra ha subito più gol della Roma in contropiede (4). Insomma la rete in ripartenza di Harroui non è casuale ma è solo il sintono ostentato di calciatori, ingiustificati, che rigettano alcuni principi di calcio. Ma per Ivan Juric va tutto bene: 11° posto a 5 punti dalla zona retrocessione. Qualcuno salvi la Roma.

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Calciomercato

Friedkin, idea Lampard: ecco come è nata

Sono ore caotiche in casa giallorossa. I Friedkin, da qualche giorno a Parigi dopo gli impegni in USA e a Londra, stanno riflettendo sul da farsi dopo la debacle di Verona.

La posizione di Juric appare fortemente in bilico e da ieri sera circola, tra le varie possibili candidature, anche il nome di Frankie Lampard.

Secondo alcune indiscrezioni, il profilo dell’ex centrocampista del Chelsea, è stato segnalato ai Friedkin da persone che operano nell’ambito dell’Everton, che nelle prossime settimane sarà ufficialmente anche per la FA un club di proprietà dei texani.

Lampard ha finora maturato solo esperienze negative in Premier League, dal Chelsea all’Everton, passando al Derby County. Ha guidato i toffies alcuni anni fa subentrando in corsa al 16° posto e salvando la squadra negli ultimi turni.