Domenica sera l’Olimpico tornerà a vivere e palpitare per il derby della capitale. Si tratterà della sfida numero 185 tra giallorossi e biancocelesti, con 69 successi per la Roma, 54 della Lazio e 64 pareggi in tutte le gare ufficiali.
La formazione giallorossa ha fortunatamente riequilibrato uno score molto negativo nel derby grazie alle ultime due vittorie consecutive: quella conquistata da De Rossi un anno fa grazie alla rete di Mancini di testa sotto Curva Sud e ovviamente quella dell’andata con Claudio Ranieri (2-0 reti di Pellegrini e Saelemaekers).
Il tecnico testaccino, inutile ricordarlo, ha fatto 5 su 5: 4 derby vinti tra campionato e coppa Italia nella sua prima avventura da allenatore a cui si è sommato il successo di gennaio scorso.
Ma il rendimento della Roma nel derby è molto diverso a seconda che giochi in casa o fuori (seppur virtualmente). Infatti quando si disputa Lazio-Roma, i giallorossi faticano a vincere. Un successo che in casa laziale manca dal 3 aprile del 2016 quando la Roma di Spalletti asfaltò i cugini per 4-1.
La Roma in assoluto è a caccia della terza vittoria consecutiva e del bis stagionale nel derby. I giallorossi negli ultimi 25 anni hanno vinto entrambe le stracittadine di campionato in 4 occasioni: Stagioni 2001-2002 (Capello), 2009-2010 (Ranieri), 2009-2010 (Ranieri e Montella), 2015-2016 (Garcia).
Caratteristiche in parte. Difficoltà ad arrivare con frequenza a battere a rete, ma anche tanti, troppi errori. La somma di questi fattori dipingono una Roma che nelle ultime partite ha segnato meno rispetto alla prima parte dell’avventura di Ranieri in panchina e sta trovando comunque pochi gol da un reparto, che in altre squadre, porta invece reti e punti preziosi.
Il centrocampo della Roma è il reparto oggetto del nostro focus: da una parte la sparizione di Pellegrini (fermo a 3 reti stagionali), che certamente nell’ultimo quinquennio, è stato il centrocampista più prolifico dei giallorossi (al pari di Mkhitaryan).
Dall’altra anche le difficoltà ad esempio di Paredes e Cristante (2 gol ciascuno) che insieme faticano a trovare spazi e tempi per arrivare alla conclusione. Eppure le occasioni come quella capitata ad esempio a Locatelli della Juventus domenica ci sono state e i due calciatori sarebbero dotati anche di un bel tiro dalla distanza.
Anche Manu Konè si è fermato: dopo un buon inizio in zona gol, il francese che comunque in carriera finora non ha mai segnato tantissimo, si è fermato a 2 sigilli, di cui uno con il Lecce nella parte finale del girone d’andata. Meglio ha fatto Pisilli, ultimamente sempre più cambio dell’ultima mezz’ora, che però è fermo a 3. Sono invece 2 i sigilli di Baldanzi, mentre Le Fèe (poi ceduto a gennaio) e Gourna-Douath arrivato dal Salisburgo nella finestra invernale sono per ora a secco.
In totale fanno 13 reti complessive spalmate su 8 calciatori. Un bottino amaro e decisamente magro, se si pensa che ad esempio nel Milan il solo ne ha segnati esattamente 13 stagionali. Al di là dell’olandese, il problema lo ha anche la formazione rossonera: solo Fofana (1 gol) è andato a segno tra i mediani del Milan. A secco Loftus-Cheek, Bennacer, Musah e Bondo.
Foto Farioli
Le altre big: dominano Atalanta e Inter. Nel Milan segna solo Reijnders
In casa Juventus, con meno interpreti rispetto alla Roma, sono 13 i gol realizzati dai centrocampisti dunque un dato pari a quello giallorosso: 3 di Koopmeiners, in una stagione negativissima rispetto a quella straordinaria dello scorso anno; 4 di Thuram, 1 per Locatelli (quello dell’Olimpico…), 5 per McKennie il migliore dei bianconeri. L’unico rimasto a zero è Douglas Luiz, oltre a Fagioli che poi si è trasferito a Firenze.
Simone Inzaghi è un allenatore che ha sempre valorizzato le mezzali e in generale le sue squadre sono sempre state particolarmente prolifiche. Non sorprende dunque che solo il centrocampo nerazzurro finora quest’anno abbia messo a segno 23 reti: 10 Calhanoglu, 6 Frattesi, 3 Barella, 2 Zielinski, 1 Mkhitaryan, 1 Asslani.
Davanti a tutti però c’è come sempre l’Atalanta di Gasperini che se si esclude De Katelaere (11 reti) ormai trasformato in una seconda punta, ha trovato dai suoi centrocampisti e incursori la bellezza di 26 gol stagionali: Ederson 4, Samardzic 5, De Roon 4, Zaniolo 3, Pasalic 5, Brescianini 5. E’ rimasto finora a secco solo Sulemana, comunque impiegato pochissimo.
Scorrendo veloce le altre formazioni: bene il Napoli, soprattutto grazie ad Anguissa (6) e McTominay (7) che hanno realizzato in due ben 13 reti, a cui si somma anche il gol di Billing valso comunque un punto.
Male la Lazio con appena 7 reti dal centrocampo: 5 di Dele-Bashiru, 1 di Vecino e 1 di Guendouzi, con Rovella rimasto a secco.
La Fiorentina che ha alternato tanti calciatori in mediana, ha maturato uno score interessante: Fagioli 1, Mandragora 5, Adli 4, Richardson 1, Bove 1, Cataldi 3, totali 15. Stessa quota finora raggiunta dal Bologna grazie ad Odgaard (6 reti), Pobega (4), Fabbian (3), Urbanski (1), Fergusson (1).
Tabella complessiva
Atalanta 26 (7 centrocampisti) Inter 23 (6 centrocampisti) Bologna 15 (8 centrocampisti) Fiorentina 15 (7 centrocampisti) Napoli 14 (5 centrocampisti) Milan 14 (5 centrocampisti) Roma 13 (8 centrocampisti) Juventus 13 (6 centrocampisti) Lazio 7 (5 centrocampisti)
Fabio Petruzzi in vista della stracittadina di domenica sera, ha commentato così ai microfoni di Retesport nel corso de La Sveglia Giallorossa, l’ipotesi della coppia Dovbyk-Shomurodov dal 1′, rilanciata da diversi quotidiani oggi: “Sarebbe una formula interessante sicuramente, ma non credo che Ranieri opterà nel derby per questa soluzione dall’inizio, anche perchè come ha giustamente affermato, non avendo una terza punta di rosa a disposizione, non avrebbe poi modo di mantenere questo assetto offensivo nella parte finale di partita qualora ci fosse necessità di recuperare il risultato.
“Poi nessuno ha la certezza, compreso Ranieri, che Shomurodov faccia bene dall’inizio tanto quanto gli capita quando subentra. Credo che rivedremo sicuramente Saelemaekers e Baldanzi dall’inizio nel derby”.
Roberto Mancini resta in corsa per una panchina di Serie A ed è a caccia di un progetto che possa riportarlo a competere nel nostro campionato dopo una doppia esperienza con le nazionali (Italia e Arabia Saudita).
Nelle scorse ore si è creato un vero e proprio giallo in merito ad una sua presunta partecipazione al progetto di salvataggio della Sampdoria dall’incubo della Serie C, con una serie di fonti di informazione che avevano predetto la nomina del Mancio come direttore tecnico o consulente della proprietà doriana.
Mancini ha tenuto a smentire questo suo ruolo, sostenendo che il suo unico intento è tornare presto in panchina: “Smentisco le informazioni emerse negli ultimi giorni su un mio ruolo di consulente, consigliere o head of performance della Sampdoria. Sono il primo tifoso e spero che il club risolva presto i suoi problemi. Spero di tornare al più presto al mio lavoro di allenatore”.
Il nome dell’ex Ct azzurro resta tra i papabili per la panchina giallorossa e recentemente era stato anche contattato dalla Juventus, su spinta di Giuntoli soprattutto, ma alla fine il club bianconero ha deciso momentaneamente di impegnarsi con Tudor.
Il Giudice Sportivo ha comunicato le sanzioni relative alla 31° giornata di Serie A. Per quanto riguarda la Roma, Cristante ha ricevuto la 7° ammonizione. Nessuno squalificato in vista del derby contro la Lazio, Pellegrini l’unico diffidato.
Fabio Petruzzi è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.
Champions?Il pareggio con la Juventus non ha aiutato i giallorossi, però, dato il crollo dell’Atalanta. ora i posti in ballo sono due e non più uno. Bisogna mettere in preventivo la vittoria nel derby contro la Lazio per poter continuare a crederci altrimenti diventa quasi impossibile. Se la Roma ottiene un successo con i biancocelesti e non perde con l’Atalanta è pienamente dentro la corsa Championse potrebbe rientrare tra le prime 4 in classifica.
Petruzzi sul ruolo futuro di Ranieri.
Lo continuo a vedere al centro del progetto percepisco che sia stato depotenziato: non possiamo pesare ogni singola parola detta in questi mesi. Sarà un consulente importante dei Friedkin, anche se non presidierà costantemente a Trigoria.
Domenica alle 20:45, allo stadio Olimpico andrà in scena Lazio-Roma. Entrambe le squadre ambiscono al 4° posto, sinonimo di Champions League, da cui distano rispettivamente 2 e 4 punti. La stracittadina, quindi, sarà determinante per le due formazioni: continuare a sognare l’accesso alla competizione europea più nobile oppure abbassare l’asticella e sperare di rientrare tra i club che parteciperanno alla prossima Europa League.
Ranieri si augura di terminare la propria esperienza in panchina senza perdere un derby: al momento è stato perfetto con 5 vittorie in altrettante partite. Il tecnico di Testaccio, per chiudere in bellezza, però, dovrà cancellare un tabù. La Roma, infatti, non vince una stracittadina, sulla carta in casa della Lazio, dal lontano 2016 grazie ai gol di Strootman e Nainggolan. Successivamente, i giallorossi, in 9 match, hanno raccolto 3 pareggi e 6 sconfitte.
Un problema nato negli ultimi anni che il taumaturgo Ranieri vorrà risolvere. Complessivamente, infatti, i precedenti sono equilibrati: 30 successi, 29 pari e 32 ko. Gli specialisti di questa partita sono stati Totti e Delvecchio con 8 e 7 gol realizzati.
Mancano 5 giorni a Lazio-Roma, il derby della Capitale in programma domenica 13 aprile alle 20:45. In vista della stracittadina, Juan Bernabé, l’ex falconiere biancoceleste, ha chiesto pubblicamente sul proprio profilo Instagram di far volare l’aquila Olimpia per poi lasciare Formello. Di seguito le sue parole.
“Ciao Claudio, buongiorno. Anche se, viste le ultime settimane, non sarà per te il momento migliore per sentire la mia voce, verso il derby, per il sentimento di tanti tifosi e come tifoso io stesso mi trovo a doverti dire questo: sai che il rendimento della Lazio in casa è calato, e la casualità vuole che sia calato da quando Olimpia non vola più. Non voglio dire che dipenda da ciò, né che io sia felice della situazione, però si dice che nella vita quando fai del bene, poi ti ritorna energia positiva. Per questo Claudio ti chiedo di riavvicinarci, tu dalla tua parte, io dalla mia: fai volare Olimpia nel derby, io avrò la possibilità di andarmene dalla Lazio con dignità, anzi, se per te la mia persona non è degna di indossare la maglia della Lazio, per rispetto della tua decisione, entrerò in campo senza la maglia, ma l’importante è che Olimpia possa volare nel derby. Claudio, farà felice tante persone. Ho sentito le tue parole per Suor Paola, sono parole che mi hanno toccato: possiamo dedicare questo volo a Suor Paola, che come tu sai amava tanto Olimpia. Pertanto lascio questa finestra aperta, perché tu possa pensarci e prendere una decisione. Dopo anche io lascerò libera Formello, ringraziando per il nobile gesto di avere “alzato le mani” rispetto alla situazione. Se è un no, lo rispetto, perché capisco che non è un bel momento per noi. Grazie per l’attenzione”.
Ignazio Marino (indipendente nella lista dei Verdi) e Dario Tamburrano (europarlamentare del Movimento 5 Stelle) si schierano contro la costruzione dello stadio della Roma a Pietralata. Entrambi hanno risposto attraverso una nota congiunta alle indagini del Comune per la verifica della presenza del bosco nell’area in cui dovrebbe sorgere l’impianto. Di seguito le loro parole.
“Si accumulano le evidenze che a Pietralata esiste un importante bosco urbano nell’area in cui il sindaco Gualtieri e la giunta capitolina vorrebbero edificare uno stadio. Adesso è indispensabile congelare l’iter per lo stadio affinché la realtà dei fatti emerga nella sua completezza ed il bosco venga salvaguardato. Per rendersi conto che il bosco esiste basta andarci. O almeno leggere la relazione con la quale un agronomo, in dicembre, ha messo nero su bianco che il bosco è tale anche rispetto alla definizione burocratica. L’amministrazione capitolina ora dovrà pur prenderne coscienza. Il bosco è di pubblica utilità ben più di nuovi ed enormi edifici perché mitiga l’isola di calore urbano e riduce le polveri sottili. L’Europa ha imboccato la strada del contrasto alle ulteriori cementificazioni urbane. Faremo tutto ciò che è in nostro potere per impedire che la Roma di Gualtieri marci in una direzione ostinatamente opposta. Roma ha un numero enorme di ettari con edifici ed aree dismesse da recuperare. Non siamo contro lo Stadio della Roma, ma vogliamo che le nuove opere si realizzino senza consumo di suolo, invece di cementificare le superfici ancora verdi. Proteggere il verde di Roma, riutilizzando le zone già impermeabilizzate e dove sorgono stabili abbandonati, è e sarà il nostro mantra nell’interesse dei cittadini di Roma. Un’amministrazione saggia lavora per il bene dei cittadini, non per gli interessi dei costruttori”.
FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma ha raggiunto il pareggio contro la Juventus (1-1) grazie al 3° gol in Serie A di Eldor Shomurodov, che tiene in sospeso i sogni giallorossi di tornare in Champions League. L’uzbeko, in procinto di lasciare la Capitale a gennaio per andare a Venezia, si è rivelato un calciatore importante per Claudio Ranieri. Dall’arrivo del tecnico di Testaccio, il classe 95′ ha segnato 5 reti risultando il 4° marcatore della squadra dopo Dovbyk (10), Dybala (6) e Saelemaekers (6). Sir Claudio, a Lecce e contro la Juventus, lo ha schierato per 52 minuti vicino al centravanti ucraino ed è affascinato dal riproporli insieme anche nel derby di domenica.
Ranieri è stato chiaro nell’ultima conferenza stampa: ”A me piacerebbe giocare con due attaccanti ma se uno si stanca o si fa male chi ci metto? Quando è entrato Shomurodov, Dovbyk copriva bene e ha fatto bene. Forse si sentiva meno solo, e ha ragione, ma bisogna fare di necessità virtù”.
I due attaccanti, in stagione, hanno giocato insieme un totale di 154 minuti conEmpoli (13′), Monza (4′), Bologna (33′), Udinese (36′), Napoli (16′), Lecce (12′) e Juventus (40′). Mai una partita dall’inizio. I numeri, però, evidenziano che entrambi beneficiano della presenza dell’altro in campo: 2 reti per Dovbyk e altrettanti per Shomurodv a cui va aggiunto un assist. Insomma hanno segnato una rete ogni 38 minuti, dati sorprendenti che sottolineano l’efficacia dei due attaccanti quando giocano uno affianco all’altro. I giallorossi, complessivamente, hanno realizzato 7 gol che sono valsi 6 punti a fronte dei due subiti con il Bologna quando c’era Juric in panchina.
Con Ranieri la scelta di optare per le due punte è stata sinonimo di rimonta con l’Udinese, da 1-0 a 1-2, vittoria con il Lecce (0-1) e pareggio contro la Juventus (1-1). In vista del derby con la Lazio, inevitabilmente, Sir Claudio terrà conto della coppia che scoppia che ha ‘l’Artem del Shomurogol’. Chissà se per la prima volta, però, lo farà dall’inizio. Il tecnico ha 6 giorni per rifletterci.
DOVBYK E SHOMURODOV INSIEME
Roma-Empoli 1-2 (da 0-2) – 13 minuti e gol di Shomurodov
Monza-Roma 1-1 – 4 minuti in campo
Roma-Bologna 2-3 (da 0-1) – 33 minuti in campo e assist di Shomurodov a El Shaarawy
Udinese-Roma 1-2 (da 1-0) – 36 minuti in campo e gol di Dovbyk su rigore
Roma-Napoli 1-1 (da 0-1 a 0-1) – 16 minuti in campo
Lecce-Roma 0-1 (da 0-0) – 12 minuti in campo e gol di Dovbyk
Roma-Juventus 1-1 (da 0-1) – 40 minuti in campo e gol di Shomurodov
TOTALE: 154 minuti, 2 gol di Dovbyk e 2 reti e un assist di Shomurodov