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Alberto De Rossi: ”La base del calcio è il dominio della palla ed è su questo che dobbiamo lavorare”

Alberto De Rossi ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Radio Serie A. Di seguito le parole del responsabile del settore giovanile della Roma.

Lei è responsabile del settore giovanile della Roma dal 1993. Chi meglio di lei può raccontarci questa struttura?
“È meraviglioso quello che proponiamo e quello che abbiamo organizzato nel tempo per mettere i nostri ragazzi più a proprio agio. Abbiamo la scuola, sette campi di calcio, il ristorante… La perfezione non esiste, però mettiamo a disposizione dei ragazzi tutto il meglio per la loro formazione”.

Lei ha visto tutta l’evoluzione di questo percorso, essendo qui da tantissimo tempo.
“Guardi, il campo dietro di lei non c’era, la scuola nemmeno e anche le strutture erano diverse. Adesso abbiamo migliorato molto sia in termini di infrastrutture che di organizzazione. Insomma si è evoluto tutto”.

È proprio questa evoluzione che ha contribuito a creare un vero e proprio DNA Roma?
“Sì, assolutamente. Si vede anche nei ragazzi che poi fanno l’esordio con la prima squadra. Non è solo una questione di risultati, ma di mentalità”.

Il vostro obiettivo è più orientato alla crescita dei ragazzi piuttosto che ai risultati del campo?
“Esattamente. A noi il risultato del campo interessa fino a un certo punto. Il nostro obiettivo è far crescere i ragazzi e renderli pronti per affrontare un allenamento in prima squadra. Questo è il nostro vero trofeo. Una volta arrivati lì, poi, sarà l’allenatore della prima squadra a decidere il resto”.

Quali sono le sfide più importanti da affrontare nell’allenamento di un ragazzo, considerando anche il momento di crescita che sta vivendo?
“Oggi il calcio è cambiato, è inutile negarlo. Richiede giocatori veloci, forti e potenti rispetto a dieci anni fa. Sembra che tutto debba passare per la palestra per creare calciatori strutturati, ma questo aumenta ancora di più la nostra responsabilità nel far crescere il ragazzo a livello tecnico. La base del gioco del calcio è il dominio della palla ed è su questo che dobbiamo lavorare”.

Come si concilia l’aumento della velocità di gioco con la formazione tecnica?
“Con il ritmo di gioco che è aumentato vertiginosamente, si richiede ancora più tecnica. Per questo ne facciamo tanta. Quotidianamente con gli staff cerchiamo soluzioni sempre più complesse per mettere in difficoltà i nostri calciatori e aiutarli a crescere più velocemente possibile”

Quanto può aiutare e incentivare, anche dal punto di vista psicologico, permettere ai ragazzi di allenarsi con la prima squadra?
“Se chiediamo ai ragazzi cosa vogliono per il loro futuro, tutti risponderebbero che desiderano allenarsi e giocare con la prima squadra. Il nostro obiettivo è far sì che si concentrino su questo traguardo, ma per arrivarci serve molta professionalità. Devono lavorare duramente ogni giorno, consapevoli che il percorso è lungo e richiede impegno costante”.

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Candela: ”Ranieri perfetto finora. Angelino? Mi piace tantissimo corre anche più di me”

Vincent Candela ha rilasciato un’intervista al podcast ufficiale della Roma su Youtube. Di seguito le parole dell’ex terzino giallorosso.

Smesso di giocare ti vediamo sempre lì allo stadio, molto attivo sui social. La Roma ti è rimasta dentro.
“Non te lo so dire, è tutto naturale. Sono quasi trent’anni che vivo a Roma, le mie tre figlie sono nate a Trastevere, mia moglie è romana…è tutto naturale. Io sto bene qui, ho sempre avuto un bel rapporto con la gente fin dal primo giorno, mi sento a casa e grazie a loro ho fatto il mio percorso. Ancora oggi mi viene normale tifare Roma”.

E’ come se non te ne fossi mai andato.
“Perché io sono istintivo, mi arrabbio su un cross sbagliato, mi alzo e mi dicono di abbassarmi perché sto sempre in piedi, sono fatto così. Ho fatto tutte le cose con passione, a volte ho sbagliato ma le ho fatte col cuore, mi viene naturale”.

Mai pensato di fare l’allenatore?
“Quello è un lavoro vero, un conto è un calciatore, quello non è un lavoro ma un piacere. L’allenatore ha tante responsabilità, a volte ci ho pensato, ma anche come quarto, quinto o ottavo (ride, ndr), col gruppo e con i giocatori ho grande empatia e mi sono trovato bene con tutti quelli con cui ho giocato e non ho giocato. Mai dire mai”.

Questa Roma così cambiata da Claudio Ranieri, è uno che vede oltre certe cose. Non è un gran normalizzatore, è un grande allenatore.
“Far uscire il 200% da ogni giocatore è la cosa più difficile, mister Ranieri come esperienza ha pochi che lo battono, non solo per l’età ma per tutte le squadre che ha allenato. Sta riportando la normalità, la Roma ha giocatori per per stare nella parte alta della classifica, sta facendo un lavoro perfetto finora”.

Forse era sbagliata la percezione della Roma prima, la rosa della Roma ha qualità.
“E’ una rosa competitiva, ha giocatori, ha campioni, ha esperienza, ha campioni del mondo, non è poco”.

Quanto vi volete bene con Francesco (Totti, ndr)? Cosa vi univa così tanto?
“Tutte le battaglie fatte in campo e in allenamento, per dieci anni abbiamo giocato insieme poi io ho smesso e lui ha continuato e per dieci anni non ci siamo più visti. La stima e il rapporto che ho e ho avuto con lui è perché si fida di me, è un bel rapporto di amicizia che va oltre trent’anni e mi fa piacere”.

L’inserimento nella Hall of Fame è stato emozionante per te.
“E’ sempre importante, io vivo di emozioni e quando ti chiama la Roma per far parte dell’Hall of Fame…fai parte di una squadra che non è solo undici giocatori, ma ventidue con la società e i tifosi, l’ho sempre pensata così. Quando fai parte della Roma ed entri nella Hall of Fame è gratificante, una bella soddisfazione”.

Parliamo di Angelino, inizialmente ha faticato ma ha un bel piede.
“Appena l’ho visto ho notato che è uno che si prende rischi e mi piace, non è banale e corre anche più di me, non si ferma mai, corre veloce e verticalizza tanto, inizia a fare anche i gol. E’ un giocatore importante, poi sulla fascia quando si gioca a 5 fa avanti e indietro, non è facile oggi che fisicamente sono tutti fortissimi, è un giocatore che mi piace moltissimo”.

Ora lo accostano molto a Dimarco, è cresciuto tanto nella considerazione.
“Dimarco è bravo, Theo è un fenomeno ma il livello di Angelino si sta avvicinando al loro”.

Ti mostro due foto insieme a due esterni discreti (Cafu e Maicon ndr).
“Pendolino, una persona che ride sempre, è stato un campione del mondo ma ha avuto anche dei dolori nella sua vita. E’ sempre positivo, un grande campione e un grande uomo. Con Maicon non ho giocato insieme, solo qualche amichevole, parliamo di due dei terzini destri più forti della storia”.

Mi viene in mente Zeman, è un momento particolare per lui, un tuo pensiero.
“Non ho mai litigato con un allenatore quanto con lui, ero giovane e correre tutti i giorni, fare i gradoni tutti i giorni, non ero abituato a questo. Col tempo però ho capito che se non lavori senza pallone poi non rendi, questo mi è servito dopo con Capello, mi ha fatto capire anche questo. Sono cresciuto dai 5 anni ad oggi solo col pallone, non capivo perché correre senza. Zeman ha la sua metodologia, forse è sbagliata sulla fase difensiva, ma sono stati due anni belli e oggi ha i suoi problemi e gli sto vicino. Spero presto di abbracciarlo”.

La tua voglia di libertà la vediamo anche con le moto.
“Ogni tanto ci venivo a Trigoria e mister Capello non voleva, anche se ogni tanto me lo concedeva. Anche lui ci faceva uscire il 300% di noi, mi aveva capito e per questo chiudeva ogni tanto un occhio”.

E’ vero che tu e Francesco eravate sempre gli ultimi nelle ripetute?
“C’era pure Di Biagio, non eravamo da soli (ride, ndr). A me piace correre col pallone, per me stare in campo senza pallone era perdere tempo ma poi ho capito che serve. L’anno dello scudetto ho fatto comprare 11 moto alla mia squadra, per far capire che gruppo eravamo, l’ho fatta a Mangone, Rinaldi, Delvecchio, Di Francesco, Lupatelli, Nakata, Montella…Il gruppo è importante e questo ne è un esempio”.

Parliamo del padel. Chi è il più forte?
“Pizarro è bravo, abbiamo il nostro ranking, l’anno scorso ho vinto io poi c’è Pizarro, Locatelli, Fiore fino a due anni fa era il più forte, la coppia con Giannichedda era dura. Francesco dipende dalle giornate, Daniele sta crescendo, Toni con Di Biagio e Albertini se la giocano. Ci divertiamo. In Francia il migliore è Deschamps”.

Ti abbiamo visto anche ballare, sei uno che spazia.
“A me piace sperimentare, sono curioso di base, ballare è stata un’esperienza bella ma non fa per me. Delvecchio è bravo, ha fatto tanti corsi”.

Cosa ti auguri per questa Roma in crescita?
“Sono ormai 3-4 anni che lo stadio è sempre pieno, mi auguro di vedere la Roma vincere, non dico lo scudetto anche se basterebbe poco, bisogna essere preparati come squadra, società e i tifosi. Sarebbe giusto per la gente appassionata che c’è, ne parlo spesso con loro, non vivo della gloria del passato e sarei contento se la Roma rivincesse. Mi auguro di vedere una Roma importante che duri per tanto tempo, tra poco arriviamo a cent’anni…”.

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Allenamenti

Trigoria, ok Celik. Ranieri: ”Da perdere palla a riconquistarla immediatamente” (VIDEO)

La Roma prosegue ad allenarsi a Trigoria in vista della partita di domenica contro la Juventus. Buone notizie per Ranieri che ha recuperato pienamente Celik che, come ieri, ha lavorato con i compagni. Il tecnico di Testaccio ha sollecitato i suoi ragazzi a recuperare velocemente il pallone: ”Da perdere palla a riconquistarla immediatamente”.

L’allenamento di mercoledì ☀️ ⚽#ASRoma pic.twitter.com/zezCX6Ky1W— AS Roma (@OfficialASRoma) April 2, 2025

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Calciomercato

Mister X, la Roma avvia i contatti con Allegri: la situazione

Continua il toto allenatore in casa Roma. Come scrive Repubblica, il club giallorosso ha avviato i contatti con Massimiliano Allegri, attualmente svincolato e non più l’obiettivo principale del Milan che potrebbe virare prepotentemente su De Zerbi. I rossoneri sono in procinto di annunciare Fabio Paratici come nuovo ds e lo stesso potrebbe arrivare proprio in coppia con l’attuale allenatore del Marsiglia. La prima scelta della Roma rimarrebbe Gasperini con Pioli sullo sfondo: l’avventura in Arabia è ai titoli di coda. Ai giallorossi piace anche Italiano che, in caso di addio di Conte, però, potrebbe approdare al Napoli.

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APPROFONDIMENTI

Da Dybala e Paredes al FFP, la Roma ha tracciato la strada per il futuro allenatore

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma ha tracciato la strada che il prossimo allenatore dovrà seguire. Il club, stando alle parole di Ghisolfi e Ranieri, non sarà in grado di rivoluzionare la rosa, ragion per cui, il futuro tecnico, parzialmente, dovrà continuare anche il lavoro di Sir Claudio, ovvero, valorizzare l’attuale patrimonio tecnico.

Stamane Il Messaggero e La Gazzetta dello Sport hanno svelato i motivi per cui il Ranieri avrebbe scartato l’ipotesi Gasperini. L’attuale allenatore dell’Atalanta avrebbe chiesto la partenza di Dovbyk, Dybala, Paredes, Pellegrini e Hummels per modificare fortemente anche l’ossatura dell’attuale rosa con calciatori più adeguati alla sua filosofia calcistica. Nessun compromesso. Ecco che la Roma ha bloccato la trattativa con il Gasp.

Ghisolfi qualche settimana fa è stato chiaro: ”Dobbiamo aggiungere certezze sostenibili a quelle che abbiamo già: Koné, Dybala, Mancini, N’Dicka, Svilar, Paredes”. Con Gasperini i due argentini da pilastri sarebbero diventati velocemente di troppo. Ranieri, in conferenza stampa e dopo la trasferta di Lecce, ha lanciato due messaggi al futuro allenatore: ”Chi viene Saprà che per i primi due mercati non potremo fare spese pazze”. Poi ha aggiunto: Non abbiamo tante possibilità di fare scelte per il FFP”.

Ecco la bocciatura della Roma alla rivoluzione Gasperiniana e l’apertura totale a chi considera l’attuale rosa parzialmente già adeguata per puntare a obiettivi ambiziosi. Le candidature di allenatori come Pioli, quindi, tornano in auge: ”La piazza ama chi fa bene alla Roma. Magari all’inizio non potrebbe essere apprezzato il nome, ma credo di sì, però poi sono i fatti quelli che contano”.

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APPROFONDIMENTI

Da Roma-Juventus alla gara casalinga con il Milan: ecco il rendimento dei giallorossi dal 2020

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma per arrivare in Champions League dovrà accelerare nella salita finale. I giallorossi chiuderanno la stagione affrontando Juventus (C), Lazio (T), Verona (C), Inter (T), Fiorentina (C), Atalanta (T), Milan (C) e Torino (T). La formazione di Ranieri, quindi, affronterà 6 squadre su 8 che hanno il medesimo obiettivo: accedere alle coppe europee, possibilmente quella più nobile. Il tecnico di Testaccio in più occasioni è stato chiaro: ”Ancora non abbiamo fatto niente, i cavalli si vedono sul rettilineo finale”.

Ranieri, dal suo arrivo, ha recuperato complessivamente 53 punti a Bologna (4), Atalanta (6), Juventus (8), Milan (10), Lazio (12) e Fiorentina (13). Un capolavoro calcistico che il mister spera di confermare fino alla termine del campionato. Sir Claudio, però, dovrà fare i conti con un tabù che ha scaraventato verso il basso le ambizioni della Roma negli ultimi anni. I giallorossi, infatti, dal 2020-21, in Serie A, nelle 54 partite giocate con Juventus, Lazio, Inter, Fiorentina, Atalanta e Milan hanno vinto solo in 12 occasioni raccogliendo la misera di 50 punti sui 162 a disposizione. Lo score è horror: 14 pareggi, 28 sconfitte e una media pari a 0,92.

Analizzando solo gli scontri diretti che dovrà affrontare la Roma sino alla fine del campionato, tenendo in considerazione anche il fattore casa-trasferta, il rendimento, dalla stagione 2020-21, rimane inquietante: 6 vittorie, 5 pareggi e 13 sconfitte in 24 match. I giallorossi hanno racimolato appena 23 punti su 72 con una media pari a 0,95. Un disastro. Ranieri per acciuffare il 4° posto dovrà fare il mago: cancellare un difetto atavico che ha distrutto le ambizioni della Roma.

PRECEDENTI IN SERIE A DALLA STAGIONE 2020-21 CON JUVENTUS, LAZIO, INTER, FIORENTINA, ATALANTA E MILAN

JUVENTUS: 1 vittoria, 4 pareggi e 4 sconfitte

Juventus-Roma 0-0

Roma-Juventus 1-1

Juventus-Roma 1-0

Roma-Juventus 1-0

Juventus-Roma 1-1

Roma-Juventus 3-4

Juventus-Roma 1-0

Juventus-Roma 2-0

Roma-Juventus 2-2

LAZIO: 4 vittorie, 1 pareggio e 4 sconfitte

Roma-Lazio 2-0

Roma-Lazio 1-0

Lazio-Roma 0-0

Lazio-Roma 1-0

Roma-Lazio 0-1

Roma-Lazio 3-0

Lazio-Roma 3-2

Roma-Lazio 2-0

Lazio-Roma 3-0

INTER: 1 vittoria, 1 pareggio e 7 sconfitte

Roma-Inter 0-1

Roma-Inter 2-4

Inter-Roma 1-0

Roma-Inter 0-2

Inter-Roma 1-2

Inter-Roma 3-1

Roma-Inter 0-3

Inter-Roma 3-1

Roma-Inter 2-2

FIORENTINA: 4 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte

Fiorentina-Roma 5-1

Fiorentina-Roma 2-2

Roma-Fiorentina 1-1

Fiorentina-Roma 2-1

Roma-Fiorentina 2-0

Fiorentina-Roma 2-0

Roma-Fiorentina 3-1

Fiorentina-Roma 1-2

Roma-Fiorentina 2-0

ATALANTA: 2 vittorie, 2 pareggi e 5 sconfitte

Roma-Atalanta 0-2

Atalanta-Roma 2-1

Roma-Atalanta 1-1

Atalanta-Roma 3-1

Roma-Atalanta 0-1

Roma-Atalanta 1-0

Atalanta-Roma 1-4

Roma-Atalanta 1-1

Atalanta-Roma 4-1

MILAN: 0 vittorie, 4 pareggi e 5 sconfitte

Milan-Roma 1-1

Milan-Roma 3-1

Roma-Milan 1-2

Roma-Milan 1-1

Milan-Roma 2-2

Milan-Roma 3-1

Roma-Milan 1-2

Roma-Milan 1-2

Milan-Roma 3-3

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Calciomercato

Roma, torna l’idea Chiesa: Ranieri lo vuole nella capitale

Federico Chiesa è stato un tormentone estivo per la Roma e per altre formazioni di Serie A, fino alla scelta a sorpresa di accasarsi al Liverpool nel finale della finestra estiva.

Secondo quanto riferito da repubblica.it, la società giallorossa potrebbe tornare alla carica nella prossima estate. L’attaccante piace molto a Ranieri e nonostante le rassicurazioni di Slot, Chiesa a Liverpool non ha mai trovato e difficilmente troverà spazio davanti alla luce dell’altissimo livello della concorrenza offensiva.

L’operazione potrebbe concretizzarsi con la formula del prestito, offrendo così a Chiesa l’opportunità di rilanciarsi in un campionato che conosce bene.

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Roma, serve la svolta contro le big: solo 13 vittorie complessive negli ultimi 5 anni

Juventus, Lazio, Fiorentina, Atalanta e Milan. Nelle ultime 8 sfide di campionato la Roma affronterà cinque big match, cinque scontri diretti. Da quando c’è Ranieri i giallorossi, di fatto, hanno battuto solo la Lazio, perdendo contro Napoli e Atalanta, pareggiando contro Bologna e Milan.

Per centrare la qualificazione in Champions serve una svolta, in una particolare serie di partite nelle quali la Roma negli ultimi anni con Fonseca, Mourinho, De Rossi, Juric e lo stesso Ranieri, non è riuscita a tornare ai livelli del quinquennio precedente quando raramente steccava partite di questo spessore.

Considerando gli scontri in campionato contro Inter, Milan, Juventus, Napoli, Atalanta e Fiorentina (dunque escludendo il Bologna che solo in quest’ultimo biennio è entrato a far parte delle big), i giallorossi hanno finora disputato dalla stagione 20-21 ad oggi 64 partite con solo 13 vittorie, 18 pareggi e addirittura 33 sconfitte.

Quindi oltre il 50% sono state partite perse, alcune malamente dai giallorossi, che anche dopo l’arrivo di Ranieri su 7 scontri diretti ne hanno vinti solo uno – il derby – pareggiando con Milan e Napoli (oltre al 2-2 del Dall’Ara a Bologna) e perdendo con Atalanta e Napoli all’andata. Dunque un andamento similare a quello degli anni precedenti su cui servirà una vera e propria inversione di marcia.

La tabella completa:

  1. Fonseca – Stagione 20-21 – 3 vittorie, 4 pareggi, 7 sconfitte
  2. Mourinho – Stagione 21-21 – 4 vittorie, 2 pareggi, 8 sconfitte
  3. Mourinho – Stagione 22-23 – 3 vittorie, 3 pareggi, 8 sconfitte
  4. Mou-De Rossi – Stagione 23-24 – 2 vittorie, 6 pareggi, 6 sconfitte
  5. DDR-Juric-Ranieri 24-25*in corso – 1 vittoria, 3 pari, 4 sconfitte
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Calciomercato

La ‘rivoluzione’ di Gasperini: ecco le richieste del tecnico alla Roma

Gian Piero Gasperini è ancora in corsa per la panchina della Roma? Nonostante la netta smentita di Ranieri, che alcuni giorni fa in maniera perentoria ha affermato che l’attuale tecnico della Dea non siederà sulla panchina giallorossa, in realtà i contatti tramite intermediari ci sono stati e stanno proseguendo.

La sensazione dei più è che Ranieri abbia spento per il momento le voci insistenti su Gasperini per lasciare tranquilli entrambi i club.

Ma nei contatti avvenuti tra le parti, il Gasp da rivoluzionario qual è avrebbe chiesto scelte molto dirette: la Roma e il tecnico, secondo quanto riferito da Il Messaggero, stanno valutando i pro e i contro di un eventuale matrimonio affinchè ci sia certezza assoluta da ambo le parti e non compromessi pericolosi.

Questo perchè Gasperini ha avanzato delle richieste importanti: in primis un colloquio diretto con i Friedkin per comprendere al meglio piani di investimento e gestionali; poi una vera e propria rivoluzione.

I tagli

Gasperini ritiene che la rosa attuale della Roma non sia perfettamente aderente alla sua metodologia di lavoro, di un calcio aggressivo, intenso, che porta tutti al sacrificio estremo sul piano fisico. Per questo avrebbe chiesto il taglio di Hummels, Pellegrini, Dovbyk, Paredes e Dybala. La Roma risparmierebbe oltre 40 milioni di ingaggi e potrebbe investire ancor di più.

I calciatori da confermare e quelli ‘rimandati’

Sicuri del posto Angelino, Svilar, Pisilli, Konè, Ndicka e Celik, oltre a Soulè sul quale è disposto a lavorare.

Da rivedere o rivalutare Abraham, se dovesse non restare al Milan, oltre a Baldanzi, Rensch, Mancini, Cristante.

Condizioni molto pesanti, che stanno facendo riflettere le parti. Per questo sono tornati in auge altri nomi come Sarri, Pioli, Allegri solo per citarne alcuni.

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Calciomercato

Cristante ‘ritrova’ la Juve: a gennaio ad un passo dai bianconeri

Bryan Cristante sembra tornato centrale nelle scelte di Claudio Ranieri.

Dopo aver smaltito il lungo infortunio alla caviglia, che aveva portato in auge la coppia Konè-Paredes, il 4 giallorosso da un mese a questa parte è tornato a giocare con continuità, compresa la doppia sfida di coppa contro l’Athletic Bilbao.

A gennaio Cristante, entrato in un loop di contestazione aspra da parte della piazza, è stato ad un passo dalla cessione: la Juventus infatti ha pensato di chiudere l’affare nei giorni finali della finestra invernale, su spinta del suo agente Beppe Riso.

Un’opzione che non si è concretizzata per via del ritardo temporale della cessione di Fagioli alla Fiorentina. Lo svela Tuttosport.