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Ndicka: ”Sto bene. Presto per parlare di vittoria dell’Europa League come obiettivo. Giroud? Sarà una battaglia”

Ndicka, alla vigilia di Roma-Lille (ore 18:45), ha parlato in conferenza stampa al fianco di Gasperini. Di seguito le dichiarazioni del difensore giallorosso.

Come stai, per la prima volta sei uscito per crampi? Conosco i giocatori del Lille: sono veloci e forti in avanti. Io sto bene, mi alleno e spero di essere pronto per giovedì.

Vuoi restare a lungo?

Mi sento bene qua a Roma. Tutti i giocatori stanno bene quando sono in campo. In difesa mi piace giocare sul lato un po’ più offensivo. Sono qua per crescere, mi sento bene.

In cosa stai lavorando per alzare il livello delle tue prestazioni? Non gioco sempre bene, voi siete giornalisti e ci sono tante cose che non vedete. Fuori dal campo lavoro un po’ di più, vado in palestra e sto molto a casa, non esco molto. Non c’è un segreto o qualcosa di speciale.

Hai lavorato anche con Gasperini da centrale nella linea a 3 come accaduto con Juric? Mi sento bene ovunque il mister mi schieri, a sinistra e anche da centrale.

Tu che questa competizione l’hai vinta percepisci che nel gruppo c’è l’alchimia giusta per arrivare fino in fondo? Un po’ presto per parlare di vittoria finale. Vediamo cosa succede domani, intanto abbiamo vinto con il Nizza. Domani sarà tosta e se vinciamo ci saranno meno gare da qui a febbraio, ma è troppo presto. Vedremo di partita in partita.

Giroud? Non abbiamo un piano speciale lo conosciamo sappiamo che è pericoloso in area di rigore: sarà una battaglia.

Le chiavi di aver subito solo 2 gol di cui uno su rigore? Abbiamo degli attaccanti che difendono bene, ci aiutano a centrocampo e in difesa. Poi abbiamo un ottimo portiere. Diciamo è un buon inizio ma non basta.

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Le Voci di Retesport

Pugliese (Gazzetta) a RS: “Pellegrini? Chi lo ha operato crede di aver posto rimedio alle sue recidive muscolari”

Andrea Pugliese de La Gazzetta dello Sport, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Retesport alla vigilia del match d’Europa League contro il Lille: “Penso ci sarà un turnover ragionato, ma dei cambiamenti sicuramente ci saranno perchè a mio avviso la sfida più importante resta quella di domenica a Firenze. Credo che vedremo dall’inizio Tsimikas, Rensch, Hermoso, El Aynaoui, Ferguson ed El Shaarawy. Dovbyk in entrambe? Avrebbe logica per provare a dargli continuità in zona gol, ma credo che sarà preservato dall’inizio per giocare titolare a Firenze”.

Pugliese si è espresso anche sui possibili rinnovi di Pellegrini e Dybala: “Non mi risulta ad oggi alcun passo in avanti lato Roma su queste due situazioni. Comunque se dovessi scommettere, ad oggi, ritengo sia più probabile il rinnovo di Pellegrini sul quale mi risulta un dettaglio interessante: in occasione dell’intervento chirurgico in Finlandia, il noto professore che lo ha operato – Lampeinen – ritiene di aver posto rimedio alla serie di recidive muscolari che il ragazzo ha accusato ultimamente, con specifico riferimento anche alla postura di Pellegrini”.

(PUGLIESE in diretta su Retesport il Lunedì alle 11:00, il Mercoledì alle 9.30 e il Venerdì alle 15:00)

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SOCIAL ROMA

Mourinho, frecciata a Di Canio: “Lo saluto anche se sarà felice che ho perso”

Simpatico siparietto a Sky Sport ieri sera, a margine della sfida di Champions persa dal Benfica contro il Chelsea.

Josè Mourinho intervenuto ai microfoni dell’emittente satellitare, non avendo il monitor davanti, ha chiesto all’inviato chi fosse presente in studio e al nome di Di Canio ha affermato: “Saluto tutti, anche Di Canio ma lui solo per fair play perchè sarà felice della mia sconfitta stasera…”

Il riferimento è evidente e alle frecciatine lanciate da Di Canio negli scorsi anni nei confronti dello Special One quando allenava la Roma.

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APPROFONDIMENTI

La Roma pensa al rinnovo di Celik 2.0: quasi sempre titolare da difensore centrale

Zeki Celik rispetto agli altre calciatori in scadenza (Dybala, Pellegrini ed El Shaarawy) ad oggi appare quello più vicino alla permanenza.

Lo scorso anno il turco ha totalizzato 3173 minuti, giocando nella seconda parte di stagione quando Ranieri lo ha eletto a difensore di destra della linea a tre, 17 gare su 25 totali da titolare quasi tutte per 90 minuti e saltando le restanti sostanzialmente per dei brevi infortuni.

Anche con Gasperini è divenuto titolare, dopo un incipit tra squalifica e panchina, tanto che oggi la Roma ha intenzione di rinnovargli il contratto. Come riferisce la Gazzetta dello Sport, la società giallorossa proporrà nelle prossime settimane al turco il prolungamento.

Attualmente Celik guadagna 2.6 milioni lordi a stagione.

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Calciomercato

Dybala, possibile rinnovo ‘a vita’: le ultime

Paulo Dybala e la Roma possono continuare insieme. Una prospettiva che ad oggi sembrava altamente improbabile ma il calcio è in continua evoluzione e il club giallorosso ora è disposto a trattare con la Joya il rinnovo, evidenziando su tutto il suo ruolo di leader in campo e fuori.

Mentre il ragazzo lavora forte per tornare tra i convocati forse già domenica contro la Fiorentina, l’intenzione sarebbe quella di discutere, secondo il Corriere dello Sport, di un rinnovo di contratto a cifre ovviamente diverse e inferiori rispetto a quelle attuali.

Immaginare un rinnovo alle cifre attuali infatti è fantascienza. Dybala lo sa e avrebbe manifestato la disponibilità a percepire una cifra inferiore, puntando magari su un prolungamento di tre o quattro anni fino a trasformare il prossimo contratto in una sorta di accordo a vita. Prima di sederci al tavolo, però, l’argentino vorrebbe dare risposte sul campo.

A Trigoria sono convinti che sì, investire ancora su Dybala sia la mossa giusta. Oggi comincia un mese non banale: il rinnovo del contratto che scadrebbe a giugno potrà essere discusso, intavolato e limato nei suoi dettagli. La Joya vorrebbe chiudere la carriera a Roma ed entro il mese il suo agente farà tappa nella Capitale per incontrare Massara e Ranieri.

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Interviste

Konè: “Lusingato dall’interesse dell’Inter ma non ho spinto per lasciare la Roma. Obiettivi? Tornare in Champions e vincere l’Europa League”

Manu Konè ha parlato ai microfoni de il Corriere della Sera, dalla sua infanzia all’attuale impegno con la Roma, ma anche di questioni di mercato. Ecco un estratto:

«La verità è che siamo tutti figli della nostra storia. Se oggi sono questo, è per la tibia che mi fratturai a 15 anni. I medici mi dissero che c’era il rischio di non tornare al meglio. Ma eccomi qui: quella ferita mi ha reso più forte».

Come ha fatto a rialzarsi?
«I miei compagni andavano in Nazionale e io neppure camminavo. La difficoltà era vedere la mia famiglia triste, è stato complicato più per loro che per me. Ma lo dico senza arroganza: ho sempre avuto un carattere forte, mi ha salvato quello».

Che vuol dire il primo posto della Roma?
«Si sta bene, lassù. Per questo lavoriamo. Non esaltiamoci. Ma l’anno scorso eravamo partiti male e poi l’abbiamo pagato alla fine».

Fuori dai denti: dichiari l’obiettivo.
«Arrivare tra le prime 4 e vincere l’Europa League: dobbiamo essere ambiziosi».

Una cosa per cui Gasperini è diverso dagli altri.
«Lui è tante cose. Non ho mai visto nessuno vivere la partite così. E come se fosse in campo. E ti viene voglia per forza di lottare per lui».

Quanto è stato davvero vicino all’Inter in estate?
«Se un club come l’Inter si interessa a me, per me è positivo. Ne parlai con Gasperini, gli ho detto che non sapevo cosa sarebbe successo. Ma ho aggiunto: “Finché indosso questa maglia, lo faccio al 100%”. La Roma è l’unico club che ha creduto in me un’estate fa, è un dovere ricambiare».

È arrivata qualche telefonata da Sommer e Thuram, ex compagni in Germania?
«Ci abbiamo scherzato su. Mi hanno detto di fare la scelta migliore, ma non dipendeva da me. Io stavo molto bene alla Roma, non è che volessi a tutti i costi andarmene».

Niente Inter, dunque. E nel 2021, niente Milan: come si fa a dire di no a Paolo Maldini?
«Parlai con il Milan, è vero. Mi chiamò Massara, ma per la mia crescita è stato giusto andare al Borussia. Poi qui alla Roma ho ritrovato lo stesso Massara: il cerchio si è chiuso comunque, no?».

La sua esultanza con la bandiera è diventata un cult.
«Nelle gare importanti bisogna lasciare il segno, con la Lazio lo era. Ho messo la mia maglia sulla loro bandiera. Qualcuno l’ha presa male, ma resta il derby».