Domani sera al Celtic Park, la Roma scenderà in campo contro la storica formazione scozzese nel sesto turno della prima fase d’Europa League.
La società giallorossa sui propri account social ha diramato la consueta lista dei convocati con una bella e gradita sorpresa: torna infatti Angelino. L’ultima apparizione dello spagnolo in occasione della sfida contro il Lille dei primi di ottobre.
Assente Artem Dovbyk che proseguirà il piano di recupero a Trigoria per prepararsi al meglio alla sfida contro il Como di lunedì prossimo. Ovviamente out anche Baldanzi, che non fa parte della Lista UEFA.
TURNOVER ROMA- La Roma è in costruzione e il progetto triennale avviato con Gasperini ha dato i suoi primi frutti fino ad un paio di partite fa. Dopo le brutte battute d’arresto contro Napoli e Cagliari, sono subentrate due analisi specifiche sul rendimento della formazione giallorossa: da una parte l’annoso problema dell’attacco, scarsamente prolifico finora; dall’altra l’utilizzo della rosa messa a disposizione del tecnico.
Gasp anche recentemente ha specificato che per lui, storicamente, l’optimum sarebbe lavorare con 18 giocatori dello stesso livello più 3-4 ragazzi da far crescere con calma. Ma nella stessa considerazione, l’allenatore di Grugliasco ha specificato che questo tipo di impostazione comincia ad apparire sempre più difficile, dal momento che si alza sempre di più l’asticella delle ambizioni. Che per la Roma significa centrare dopo sette anni la Champions e parallelamente provare a fare un grande percorso nelle coppe.
La rosa giallorossa non appare ad oggi del tutto aderente ai desiderata dell’allenatore e gioco forza, tra calciatori in scadenza, prestiti che si sono rivelati dei flop e calciatori che finiranno sul mercato per carenze individuali, tra gennaio e giugno subirà un’altra sverniciata importante.
Foto Fraioli
Roma, turnover minimo e rotazioni superiori solo al Milan tra le big
Per gettare da subito fondamenta solide, Gasperini ha spinto molto su un determinato blocco di calciatori costretti però spesso agli straordinari.
Sono 9 i calciatori inamovibili: oltre Svilar sempre presente in campionato e coppa, Mancini è il giocatore con più minuti fin qui giocati (1650), poi Ndicka (1582) e Konè (1446) sul podio dei più impiegati. Seguono Cristante (1390), Soulè (1362), Celik (1356), Wesley (1302), Hermoso (1087) e infine El Aynaoui che pian piano è salito al pari dei titolarissimi con oltre 800 minuti, dopo una partenza un po’ in sordina.
Il vero problema è che fin qui – come riporta la Gazzetta dello Sport – sono state pochissime le rotazioni per una squadra che ha 9 giocatori praticamente inamovibili e già ben oltre i 1000 minuti stagionali.
Solo il Milan tra le big ne ha spremuti di più, ma va considerato che i rossoneri non giocano le coppe europee. Tutti gli altri hanno trovato spazio a singhiozzo. Sotto i 500 minuti ci sono infatti ben 10 giocatori: Gollini (0), Tsimikas (462), Angelino (317), Rensch (309), Ghilardi (113), Ziolkowski (139), Pisilli (117), Baldanzi (349), Bailey (188) ed El Shaarawy (371).
Nell’analisi dello scarso turnover della Roma, q questi calciatori, per diversi motivi scarsamente impiegati da Gasp, si aggiungono poi le situazioni diverse di Pellegrini, che ha iniziato in ritardo ma si è avvicinato ai titolarissimi (816 minuti), quella di Dybala fermato da due infortuni muscolari (675) e infine l’accoppiata Dovbyk-Ferguson che hanno accumulato rispettivamente 564 e 551 minuti, cioè in due sotto la soglia dei primi otto della rosa.
E’ evidente dunque che servirà una sterzata da parte di Gasperini, a cominciare probabilmente dalla sfida di domani contro il Celtic oltre a degli innesti a gennaio che spostino alcune gerarchie, generando almeno dei dubbi nella testa del mister.
Gian Piero Gasperini è stato chiaro, internamente, ribadendo a chi di dovere le necessità impellenti per il mercato di gennaio: interventi in attacco, almeno due, di cui uno possibilmente nei primi giorni della finestra invernale.
Un’urgenza certificata dai fatti o meglio, dai numeri dell’attacco giallorosso (15 reti in 14 gare di campionato) e dalle difficoltà enormi di quattro interpreti su tutti che avrebbero dovuto far fare il salto di qualità ai giallorossi: Dybala, Bailey, Dovbyk e Ferguson che in quattro ha realizzato solo 5 reti stagionali.
Tutto su Zirkzee, è la priorità di Gasp e Massara
Joshua Zirkzee pensava di aver conquistato un posticino nel cuore di Amorim dopo la rete importante di due gare fa. Invece il tecnico lusitano lo ha tenuto di nuovo in disparte. Contro il Wolverhampton ha preferito Mount al suo posto e lo United ha rifilato un poker di reti all’avversario prima dell’ingresso, negli ultimi 6 minuti dell’olandese.
La situazione dunque è chiara: se arriva la proposta giusta, Zirkzee parte. Ed è questo il tema che sta più a cuore a Massara, studiare la formula giusta per scalfire le diffidenze dei dirigenti dei Red Devils, legate soprattutto ad un aspetto numerico: Diallo e Mbeumo partiranno per la coppa d’Africa. Torneranno al più tardi il 20 gennaio.
Lo United non gioca le coppe europee e quindi potrebbe lasciar andare Zirkzee qualora individuasse anche un altro calciatore in attacco da acquistare a gennaio.
Giornata di vigilia a Trigoria per la Roma che nelle prossime ore si imbarcherà per la Scozia in vista della sfida di domani contro il Celtic.
Come avvenuto nella precedente trasferta in terra scozzese contro i Rangers, per questioni logistiche e di maggior riposo, la società giallorossa di concerto con Gasperini, ha deciso di svolgere la rifinitura direttamente al Celtic Park.
L’allenamento, visibile nei primi 15 minuti alla stampa, è programmato per le 19.30 ora italiana. Un’oretta prima il tecnico giallorosso apparirà in conferenza stampa insieme ad un calciatore.
Si avvicina un momento particolarmente atteso dai tifosi della Roma e dagli osservatori del mondo sportivo capitolino: la presentazione del progetto definitivo del nuovo stadio giallorosso previsto nella zona di Pietralata.
Secondo quanto riportato dal quotidiano romano Il Messaggero, la data fissata per questo importante appuntamento dovrebbe essere quella del 16 dicembre, giorno in cui verranno illustrati nel dettaglio gli aspetti architettonici, logistici e funzionali dell’impianto destinato a diventare la nuova casa della squadra.
Nuovo progetto stadio, Gualtieri aveva ipotizzato fine novembre
L’evento, che rappresenta una tappa cruciale all’interno di un iter amministrativo e progettuale complesso e articolato, potrebbe vedere la partecipazione del vicepresidente della Roma, Ryan Friedkin. La sua presenza sarebbe un segnale significativo dell’interesse e dell’impegno diretto della proprietà nel portare avanti un progetto che il club considera strategico, non solo in una prospettiva sportiva, ma anche in termini di sviluppo urbano e di valorizzazione territoriale.
Non è del tutto da escludere, inoltre, la possibile presenza di Dan Friedkin, presidente del club e figura centrale nelle decisioni societarie degli ultimi anni. Tuttavia, come accade spesso quando si parla della famiglia Friedkin, la prudenza è d’obbligo: i loro spostamenti e la loro partecipazione a eventi pubblici vengono infatti gestiti con grande riservatezza, motivo per cui il condizionale rimane la formula più appropriata.
La presentazione del progetto definitivo secondo il Sindaco Gualtieri doveva avvenire entro fine novembre. C’è stato un ulteriore slittamento con la speranza che questa volta non si scavalli il 2025.
Per la Roma, si tratterà di un passaggio simbolico e concreto verso la realizzazione di un obiettivo atteso da oltre un decennio, un sogno che potrebbe finalmente trasformarsi in una delle infrastrutture sportive più moderne d’Italia.
Non solo Evan Ferguson. Gian Piero Gasperini non è convinto dell’utilità di Leon Bailey, frenato da due infortuni muscolari ma finora non in grado di dare delle risposte importanti quando si è allenato.
Il giamaicano finora è riuscito a mettere a referto solo un assist nell’ultima sfida di Europa League. Ora ci si aspetta un salto di qualità, ma sul calciatore iniziano i primi movimenti di mercato.
Bailey addio a gennaio per fare spazio ad un altro esterno
La Roma non si strapperebbe i capelli se alla fine l’ex Aston Villa a gennaio lasciasse Trigoria, anzi. Nelle ultime ore come riferisce il Corriere dello Sport, il calciatore è stato offerto al Benfica.
Il club lusitano guidato da Mou al momento ha detto no per cui si sta rintracciando sul mercato un’altra potenziale destinazione. Liberarsi dei suoi costi permetterebbe ai giallorossi di affondare meglio sul mercato su alcuni obiettivi offensivi.
Lorenzo Lucca non è mai entrato nel cuore di Antonio Conte e il probabile rientro a breve di Romelu Lukaku, oltre alla titolarità assoluta di Holjund lo mettono a rischio cessione per gennaio.
Il centravanti un anno fa di proprietà dell’Udinese, è stato acquistato dai partenopei in prestito oneroso da 9 milioni con obbligo di riscatto fissato a 26 entro la prossima estate. Un investimento da 35 milioni che finora non ha ripagato le attese del club azzurro.
Lucca-Roma, la storia si ripete?
A gennaio dello scorso anno, la Roma si interessò al profilo di Lucca a gennaio con lo stesso Ranieri, allora tecnico dei giallorossi, che aprì a questa ipotesi sottolineando in conferenza stampa l’apprezzamento per il profilo del centravanti che finora in Serie A ha trovato continuità solo in maglia friulana.
Lucca da inizio stagione ha siglato solo 2 gol – uno in Serie A e uno recentemente in Coppa Italia – con 16 apparizioni complessive, con appena 538 minuti giocati.
Secondo Sky Sport, con il ritorno di Lukaku il profilo di Lucca finirà sul mercato e sulle tracce dell’attaccante ci sono sia il Milan sia la Roma sempre a caccia di un centravanti per gennaio. Nella lista dunque dei giallorossi, secondo Di Marzio c’è anche Lucca.
Scelta di spessore internazionale quella del designatore UEFA Rosetti, in vista della sfida tra Celtic e Roma in programma giovedì sera.
Per la sesta gara d’Europa League, designato infatti il romeno Kovacs, che rievoca dolci ricordi in casa giallorossa.
Kovacs 4 precedenti positivi e il trionfo di Tirana
Kovacs fu l’arbitro designato per la finale di Conference sollevata al cielo da Pellegrini e compagni nel maggio del 2022.
In totale sono quattro gli incroci con il direttore di gara e il bilancio è di tre vittorie (0-2 contro il Braga nel 2020/21, 4-0 contro lo Zorya Lugansk nel 2021/22 e 1-0 contro il Feyenoord nel 2021/22) e un pareggio per 0-0 in casa della Real Sociedad, che valse l’accesso ai quarti di finale dell’Europa League 2022/23 dopo il 2-0 dell’andata e rappresenta anche l’ultimo incontro con la Roma.
“Approccio pessimo della Roma a Cagliari, ma può succedere. La formazione giallorossa davanti ha problemi di identità e di uomini. Il continuo cambio di assetto offensivo, non aiuta a trovare l’amalgama. Baldanzi centravanti non lo capisco, a volte non comprendo alcune scelte di Gasperini”.
Così Ciccio Graziani nella sua anali mattutina ai microfoni di Retesport: “Baldanzi una volta era l’alternativa di Dybala o Soulè, ora fa il centravanti. Sinceramente certe cose non le capisco.Perchè non lasciare Ferguson titolare per qualche partita consecutiva? Comunque non credo ad un problema fisico della squadra, piuttosto penso sia stato un black-out mentale“, ha aggiunto l’ex centravanti giallorosso.
“Per il potenziale offensivo scadente che ha la Roma, è un miracolo essere a pochi punti dal primo posto. Fossi in Gasperini chiamerei la proprietà e pretenderei un intervento forte sul mercato di gennaio. Ranieri fa ancora il dirigente alla Roma? Non lo vedo più da maggio dello scorso anno.Deve aiutare Gasperini, deve insistere con la proprietà perchè c’è il rischio che un’occasione come quella di quest’anno, non ricapiti”.
Folorunsho si è reso protagonista di un labiale veramente scabroso. Quei dieci secondi di insulti pesantissimi, intrisi di un sessismo che ha lasciato sconcertati molti osservatori, continuano a circolare in modo virale sui social, alimentando discussioni e polemiche.
C’è chi minimizza, chi ironizza, ma una parte molto consistente del pubblico chiede apertamente che il centrocampista del Cagliari, venga sanzionato in modo esemplare. Il motivo è piuttosto semplice: quanto accaduto va ben oltre ciò che potrebbe essere definito un normale scambio di provocazioni o insulti da campo, episodi che, pur condannabili, fanno parte della tensione della partita.
In questo caso, invece, le offese sono state ripetute, accompagnate da gesti volgari e particolarmente gravi, tali da suscitare indignazione immediata. Alla fine, l’arbitro Zufferli ha scelto una soluzione che non ha convinto tutti: ammonire entrambi i giocatori coinvolti. Una decisione che rischia ora di produrre un effetto paradossale.
Il pericolo concreto, infatti, è che Folorunsho non subisca ulteriori sanzioni.
Folorunsho, no prova TV: ecco il motivo
Oggi il Giudice Sportivo riceverà il referto dell’arbitro, e sarà fondamentale capire che cosa abbia effettivamente percepito Zufferli nel momento in cui ha estratto il cartellino giallo. Se nel rapporto ufficiale dovesse emergere che il direttore di gara ha sentito anche gli insulti rivolti dal giocatore del Cagliari a quello della Roma, la questione si chiuderebbe immediatamente: non è infatti possibile essere giudicati due volte per la stessa violazione.
In questo scenario, anche la prova TV diventerebbe inutilizzabile, sia perché, da regolamento, si possono sanzionare solo bestemmie e non altre forme di insulti denigratori, sia perché ci si dovrebbe interrogare sul ruolo del VAR. Possibile che nessuno, in sala, abbia notato la gravità del comportamento? Eppure il regolamento prevede che il VAR possa intervenire anche per segnalare un’espulsione dovuta a un linguaggio offensivo o ingiurioso.
Come scrive la Gazzetta dello Sport, resta un’unica possibilità, molto fragile, affidata a un passaggio della Guida pratica AIA: se il referto non contenesse alcun riferimento diretto alle frasi pronunciate da Folorunsho, potrebbe esistere un margine d’intervento successivo. Ma si tratta di un’ipotesi remota. In un mondo ideale, entrambi i giocatori dovrebbero essere ascoltati dalla Procura federale, ricostruendo con trasparenza quanto accaduto. Se emergesse che anche Hermoso ha ecceduto, sarebbe giusto prevedere una sanzione pure per lui. Ad oggi, però, una prospettiva del genere appare lontana.
Quel che è certo è che, in un momento storico così delicato, quei dieci secondi di violenza verbale pesano come un macigno sull’immagine del calcio italiano. Un calcio che, meno di tre settimane fa, aveva chiesto ai propri protagonisti di dipingersi il volto di rosso per dire con forza “no” alla violenza sulle donne.