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Pellegrini e Dovbyk, recuperati. Per il derby Gasp avrà tutta la rosa

Una prima volta, che sa di rimpianto. Domani Pellegrini e Dovbyk torneranno a lavorare in gruppo. Il 7 giallorosso ha ovviamente più chance di partecipare rispetto all’ucraino alla stracittadina. Ma il tema vero è un altro.

Per la prima volta da gennaio Gian Piero Gasperini avrà a disposizione tutta la rosa, salvo Ferguson fermo da sei mesi e impossibile da recuperare.

Un unicum assoluto considerando la sfilza di assenze a cui ha dovuto far fronte il tecnico in questo girone di ritorno, con una media di 4-5 calciatori assenti fino ad un massimo di 8-9 in alcune occasioni.

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Rivoluzione della rosa: ecco i 12 partenti e i possibili ‘sacrifici’

La proprietà è stufa dei risultati e ha fatto capire a tutti che a giugno sarà rivoluzione. A partire da quel gruppo storico che fin qui non ha mai centrato il risultato minimo, cioè la qualificazione in Champions.

Come ricostruisce il Corriere della Sera, sotto esame l’intera rosa a partire da quei calciatori che vanno verso lo svincolo naturale.

Sono 12 i sicuri partenti: 4 prestiti (Zaragoza, Venturino, Ferguson e Tsimikas); 4 giocatori in scadenza (Celik, Dybala, Pellegrini e El Shaarawy) oltre a Dovbyk, Rensch e la vera novità anche Mancini e Cristante, entrati di diritto nella lista dei cedibili.

Poi si capirà in funzione delle potenziali offerte se ci sarà anche qualche cessione eccellente: indiziati numero uno quei calciatori che hanno un costo a bilancio azzerato o giù di lì come Svilar, Ndicka, Konè e Pisilli.

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Roma, scarso turnover: tra le big più rotazioni solo del Milan

TURNOVER ROMA- La Roma è in costruzione e il progetto triennale avviato con Gasperini ha dato i suoi primi frutti fino ad un paio di partite fa. Dopo le brutte battute d’arresto contro Napoli e Cagliari, sono subentrate due analisi specifiche sul rendimento della formazione giallorossa: da una parte l’annoso problema dell’attacco, scarsamente prolifico finora; dall’altra l’utilizzo della rosa messa a disposizione del tecnico.

Gasp anche recentemente ha specificato che per lui, storicamente, l’optimum sarebbe lavorare con 18 giocatori dello stesso livello più 3-4 ragazzi da far crescere con calma. Ma nella stessa considerazione, l’allenatore di Grugliasco ha specificato che questo tipo di impostazione comincia ad apparire sempre più difficile, dal momento che si alza sempre di più l’asticella delle ambizioni. Che per la Roma significa centrare dopo sette anni la Champions e parallelamente provare a fare un grande percorso nelle coppe.

La rosa giallorossa non appare ad oggi del tutto aderente ai desiderata dell’allenatore e gioco forza, tra calciatori in scadenza, prestiti che si sono rivelati dei flop e calciatori che finiranno sul mercato per carenze individuali, tra gennaio e giugno subirà un’altra sverniciata importante.

Foto Fraioli

Roma, turnover minimo e rotazioni superiori solo al Milan tra le big

Per gettare da subito fondamenta solide, Gasperini ha spinto molto su un determinato blocco di calciatori costretti però spesso agli straordinari.

Sono 9 i calciatori inamovibili: oltre Svilar sempre presente in campionato e coppa, Mancini è il giocatore con più minuti fin qui giocati (1650), poi Ndicka (1582) e Konè (1446) sul podio dei più impiegati. Seguono Cristante (1390), Soulè (1362), Celik (1356), Wesley (1302), Hermoso (1087) e infine El Aynaoui che pian piano è salito al pari dei titolarissimi con oltre 800 minuti, dopo una partenza un po’ in sordina.

Il vero problema è che fin qui – come riporta la Gazzetta dello Sport – sono state pochissime le rotazioni per una squadra che ha 9 giocatori praticamente inamovibili e già ben oltre i 1000 minuti stagionali.

Solo il Milan tra le big ne ha spremuti di più, ma va considerato che i rossoneri non giocano le coppe europee. Tutti gli altri hanno trovato spazio a singhiozzo. Sotto i 500 minuti ci sono infatti ben 10 giocatori: Gollini (0), Tsimikas (462), Angelino (317), Rensch (309), Ghilardi (113), Ziolkowski (139), Pisilli (117), Baldanzi (349), Bailey (188) ed El Shaarawy (371).

Nell’analisi dello scarso turnover della Roma, q questi calciatori, per diversi motivi scarsamente impiegati da Gasp, si aggiungono poi le situazioni diverse di Pellegrini, che ha iniziato in ritardo ma si è avvicinato ai titolarissimi (816 minuti), quella di Dybala fermato da due infortuni muscolari (675) e infine l’accoppiata Dovbyk-Ferguson che hanno accumulato rispettivamente 564 e 551 minuti, cioè in due sotto la soglia dei primi otto della rosa.

E’ evidente dunque che servirà una sterzata da parte di Gasperini, a cominciare probabilmente dalla sfida di domani contro il Celtic oltre a degli innesti a gennaio che spostino alcune gerarchie, generando almeno dei dubbi nella testa del mister.

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Roma, Ranieri dice ‘no alla rivoluzione’ ma sono una quindicina i capitoli aperti

Claudio Ranieri questa mattina ai microfoni de il Messaggero, ha parlato anche del mercato futuro e delle necessità della rosa: “questa Roma non va rivoluzionata, ma migliorata. Servono calciatori che facciano gol”.

In una frase che sarà poi sicuramente approfondita dopo la nomina del nuovo tecnico, ci sono due elementi fondanti delle operazioni che saranno dirette da Ghisolfi nella prossima finestra estiva di mercato.

Nelle idee del club, il lavoro di Ranieri ha permesso di rivalutare parte di quella rosa che era stata totalmente svilita da Juric. Le operazioni sui rinnovi sono già scattate con Paredes e Pisilli, oltre a quello automatico di Dybala ‘centrale per il presente e il futuro’ come ribadito da Sir Claudio e nelle intenzioni della società proseguirà anche con Svilar.

Konè, Soulè, Dovbyk, Angelino, Mancini e Ndicka sono considerati dei cardini della formazione titolare della prossima stagione, sui quali si innestano Rensch e Salah-Eddine acquistati a gennaio. Poi? Non molto altro. Sicuramente Baldanzi è un valore della società ma la sua permanenza dipenderà anche dalle idee del prossimo allenatore.

Rivoluzione o restaurazione?

Sono tanti i calciatori di rientro a Trigoria e già presenti oggi in bilico o vicini all’addio. Tra sicuri partenti, ritiri e calciatori magari da acquistare perchè in prestito, non si può insomma negare che anche la prossima estate tra entrate e uscite i movimenti saranno parecchi.

Gollini ad esempio, arrivato a gennaio, potrebbe essere sostituito un po’ perchè forse non ha del tutto convinto, un po’ perchè il ragazzo necessariamente ha voglia di giocare; Celik si è certamente riabilitato ma ha un anno dalla scadenza e non si parla di rinnovi contrattuali. Ergo è probabile finisca sul mercato per fare cassa, considerato anche l’investimento su Rensch. Al centro, Nelsson in prestito non sarà riscattato, Hummels si ritira a fine stagione, oltre a Hermoso che non vuole tornare. Resterebbero solo Mancini e Ndicka, urgono almeno due investimenti in quel ruolo oltre a capire cosa fare di Kumbulla che all’Everton sta disputando un’ottima stagione e potrebbe essere un buon valore da spendere sul mercato; con Dahl la Roma farà quasi certamente un’ottima plusvalenza.

In mezzo al campo, Le Fèe è da sistemare, Cristante e Pellegrini più fuori che dentro a gennaio, con il capitano soprattutto ad un anno dalla scadenza e forte sensazione che a giugno lascerà (“dipende da Lorenzo se restare o meno, ha sostenuto Ranieri oggi). Zalewski dovrebbe restare all’Inter per 6,5 milioni, Saelemaekers è in prestito così come Gourna-Douath, rimarranno? Il belga nelle intenzioni del club sì, il francese a 19 milioni sicuramente no.

Infine l’attacco: Abraham al Milan si sta rialzando dopo un biennio difficilissimo e condito da uno stop al ginocchio di oltre sei mesi. La Roma vuole monetizzare, che sia in rossonero o in Premier non conta. Shomurodov ha rinnovato fino al 2027 ma è probabile venga messo sul mercato per fare cassa, essendosi anche rivalutato, soprattutto se dovesse arrivare un vice-Dovbyk con caratteristiche diverse.

Il totale dunque fa 14-15 situazioni, di cui una decina sicure e altre in forte dubbio, ma comunque con la tendenza ad un numero di operazioni similare a quella della scorsa estate. Sempre con la speranza come sostenuto da Sir Claudio che la Roma alla fine ne esca sostanzialmente migliorata.