Un’altra gara senza subire gol. La Roma ieri a Genova ha tenuto nuovamente la propria porta inviolata. Merito della fase difensiva giallorossa che nelle ultime settimane ha palesemente migliorato il suo standard concedendo sempre meno occasioni da gol agli avversari. Mourinho sembra esser riuscito, finalmente, a dare stabilità alla sua squadra, dopo una prima parte di stagione in cui la Roma dava la sensazione di essere spesso squilibrata.

Intensità, singoli e atteggiamento del gruppo le chiavi
Non c’è solo una spiegazione dei miglioramenti difensivi della Roma. Indiscutibilmente però il punto di rottura è stato Roma-Juventus: quei sette minuti in cui i giallorossi hanno dilapidato una grande vittoria che oggi pesa come un macigno sulle sue reali ambizioni Champions. Al termine di quella sfida Mou picconò letteralmente i suoi: “I calciatori devono comprendere che non sono io che devo scendere al loro livello, ma loro devono salire al mio. Sono stati abituati a vivere in questa comfort zone mediocre da 6-7° posto”.
Parole dure che portarono ad un cambio definitivo di modulo, rifinito nelle ultime sfide con Mkhitaryan e Pellegrini alle spalle di Abraham, oltre alla conferma della difesa a tre. E i risultati sono cambiati: la Roma nelle ultime 10 gare di Serie A, coincise con 6 vittorie e 4 pareggi, ha incassato solo 7 gol. Il dato interessante è che in questo frammento di campionato la retroguardia giallorossa ha sempre concesso meno di 1 xGA a partita, con picchi di 0.3 contro lo Spezia o 0.4 proprio ieri a Marassi. La media è di 0.6, di fatto mezza gol a gara.
Per Rui Patricio sono 13 i clean sheet stagionali in campionato, nessuno ha fatto meglio in Serie A fino a questo momento. Handanovic per l’Inter e Szczesny nella Juve sono fermi a 12.