Quando Raspadori ha tentennato e ‘non risposto‘ (Ranieri dixit) alla chiamata della Roma, a Trigoria c’è stata una svolta, ad oggi benedetta dai tifosi giallorossi.
Donyell Malen è un nome ‘suggerito’ da mister Gasperini alla società che ha condiviso subito il pensiero del tecnico. Attaccante di caratura internazionale, duttile, 27 anni, nazionale olandese, pronto nell’immediato a migliorare un reparto che dall’inizio della stagione ha palesi problemi d’efficacia sotto porta.
L’operazione è stata conclusa con celerità, evitando anche l’inserimento di altri club come il Napoli. E il sodalizio tra Gasperini e l’ex Aston Villa – che voleva fortemente tramutarsi in un numero nove classico – è sembrato da subito un vero e proprio matrimonio tecnico.
Non a caso lunedì, dopo la vittoria contro il Cagliari, Gasp si è preso sotto braccio l’attaccante complimentandosi con lui per la doppietta ma sottolineando anche che nella Roma potrà realmente esplodere. 3 reti in 4 partite, la media da qui a fine stagione se mantenuta chiamerebbe una doppia cifra abbondante. Tanta grazia per un attacco che finora aveva visto in Dovbyk e Ferguson due terminali a tratti spenti, sicuramente sfortunati ma sicuramente non pienamente centrati nel sistema gasperiniano.
Impressionante il dato dei tiri in porta: dal suo arrivo Malen ha tirato in porta quasi 7 volte di media a partita. Quando inquadra lo specchio mediamente fa gol, alcuni anche di pregevolissima fattura. Malen tira il triplo in media di Dovbyk e il doppio di Ferguson, sintomo che i suoi movimenti, le sue spaziature sull’esterno e la capacità di percepire in anticipo la giocata del compagno, lo mettono in condizione di battere a rete molto di più rispetto ai compagni di reparto.
Qualità da alimentare e perfezionare, visto che il ragazzo sembra avere ampi margini di miglioramento ancora.
Bryan Zaragoza, ultimo dei quattro acquisti di gennaio della Roma, ha fatto ieri sera il suo esordio ufficiale in maglia giallorossa. Una mezz’ora scarsa tra luci e ombre, ma Gasperini dopo la partita ha ribadito la sua stima per il calciatore: “Ha caratteristiche giuste, un giocatore che non avevamo come caratteristiche. Se ha spazi diventa pericoloso, anche nello stretto può saltare l’uomo e creare scompiglio. Bisogna conoscerlo meglio e portarlo ad una buona condizione, non solo per entrare ma anche per farlo giocare da subito”.
I numeri confermano le sensazioni espresse dal tecnico giallorosso: lo spagnolo ha destrezza e capacità di gestire il pallone con qualità assoluta. Ha toccato ben 32 palloni nonostante il subentro nella ripresa, mettendo a segno 2 dribbling su 3 tentati, portando anche all’ammonizione di un avversario. Gasp lo ha schierato dapprima a sinistra nella sua posizione naturale, spostandolo poi sul fronte di destra, visto che a sua volta lo spagnolo aveva dovuto spendere un fallo condito da un giallo per evitare guai su Palestra.
Interessante il guizzo e la capacità di sgusciare via anche dai raddoppi. Certamente questa sua qualità nello stretto potrebbe diventare un fattore interessante nelle partite in cui la Roma dovesse faticare a sbloccare il risultato o si infrangesse contro linee di difesa molto serrate. Ha tentato anche la conclusione, con un paio di cross preciso sui 4 tentati. Interessante il dato dei 6 passaggi offensivi riusciti su 8: questo aspetto lo rende potenzialmente un rifinitore importante quando c’è da imbucare in profondità il pallone e favorire così i movimenti di Malen.
“Sono stati giorni molto belli e positivi. In campo sono stato a mio agio, penso si sia visto. Sono stato aiutato dai compagni e dai tifosi. Ho trovato un gruppo molto buono e penso che possiamo fare grandi cose“, ha dichiarato lo spagnolo che ora dovrà integrarsi il prima possibile soprattutto nei meccanismi senza palla del Gasp.
Quell’abbraccio finale, il sorriso di Malen e le parole di Gasperini che se l’è portato sotto braccio fino a centrocampo. Il tecnico giallorosso non ha mai nascosto di stravedere per l’attaccante olandese, perchè ha nella testa la prospettiva e la speranza di ricreare quel binomio perfetto che ricalca le storie a lieto fine con i vari Milito, Borriello, Pavoletti, Matri, Muriel, Zapata e Retegui.
Gente che quando ha incontrato Gasperini sulla propria strada ha migliorato sensibilmente il proprio status in carriera, per gol, efficacia e relativi stipendi. Malen a 27 anni si sente centravanti, è il motivo per cui ha rotto il rapporto con Emery dopo appena un anno e ha scelto la Roma perchè ha trovato in Gasp l’alleato giusto per realizzare il suo desiderio.
E’ vero ha fatto e bene, soprattutto in Germania, da esterno offensivo, infatti determinati movimenti a spaziare sul fronte offensivo e a tagliare lateralmente sono figli di quel ruolo lì ricoperto decine di volte in carriera. Ma in area di rigore, nel nostro campionato, può diventare letale. In 4 partite Malen ha messo a segno 3 gol (in realtà 4 perchè uno è stato annullato per questione di centimetri) e ha già fatto le stesse reti di Dovbyk e Ferguson, entrambi con 3 sigilli nell’attuale campionato ma in 13 e 15 apparizioni.
Roba da stropicciarsi gli occhi, considerato che finora nel bignami di Malen si è vista una varietà di giocate di livello assoluto: aggressione alla profondità, dribbling e tiro secchi in area di rigore, spaziature costanti in diagonale e combinazioni con i compagni. “Dovremo cercare di servirlo sempre meglio, sfruttando la varietà delle sue giocate, ma sono straconvinto che possa fare tantissimi gol con la Roma”.
Dalle parole ai fatti servirà il campo, ma chi ben comincia è a metà dell’opera.
La Roma affronta il Cagliari nel posticipo della 24° giornata di Serie A. Tante defezioni in casa giallorossa viste le assenze di Dybala, Dovbyk, Ferguson, El Shaarawy, Vaz, Hermoso e
Le probabili formazioni dei quotidiani:
GAZZETTA DELLO SPORT ROMA 3-4-2-1 Svilar, Mancini, Ndicka, Ghilardi; Celik, Cristante, El Aynaoui, Wesley; Soulè, Pellegrini, Malen
CORRIERE DELLO SPORT ROMA 3-4-2-1 Svilar, Mancini, Ndicka, Ghilardi; Celik, Cristante, El Aynaoui, Wesley; Soulè, Zaragoza, Malen
IL CORRIERE DELLA SERA ROMA 3-4-2-1 Svilar, Mancini, Ndicka, Ghilardi; Celik, Cristante, El Aynaoui, Wesley; Soulè, Pellegrini, Malen
IL ROMANISTA ROMA 3-4-2-1 Svilar, Mancini, Ndicka, Ghilardi; Celik, Cristante, El Aynaoui, Wesley; Soulè, Pellegrini, Malen
IL TEMPO ROMA 3-4-2-1 Svilar, Mancini, Ndicka, Ghilardi; Celik, Cristante, El Aynaoui, Wesley; Soulè, Pellegrini, Malen
Da una quindicina di giorni Angelino è tornato ad allenarsi ad alto livello e l’allenatore ne ha sottolineato i progressi in conferenza stampa.
In conferenza stampa ieri Gasp per la prima volta ha toccato l’argomento in maniera più approfondita, segnale che lo spagnolo si avvicina al rientro: “Negli ultimi dieci giorni ha avuto un’ottima crescita. Ha recuperato oltre quattro chili di peso e anche i valori delle analisi sono molto migliorati. Siamo tutti convinti che possa recuperare pienamente, prima di tutto come persona, poi anche come giocatore. Senza di lui abbiamo perso molto”. Tutto vero.
Francesco Totti potrebbe tornare a lavorare a Trigoria. Dopo l’addio consumatosi il 17 giugno 2019, a seguito di una sofferta e accorata conferenza stampa al CONI, sembrano esserci ora spiragli reali di un ritorno a casa per l’ex capitano romanista.
Ieri Claudio Ranieri ha annunciato che i Friedkin stanno finalmente pensando ad un ruolo per Totti, che non ha mai nascosto in tempi recenti un po’ di delusione per l’indifferenza mostrata nei suoi confronti dall’attuale proprietà americana.
Sicuramente un ruolo fondamentale in questa vicenda l’ha avuto proprio Sir Claudio, che deve aver creato i presupposti per un dialogo reale tra le parti.
Recentemente Francesco Totti è tornato allo stadio dopo quasi due anni: un paio di settimane fa era presente all’Olimpico per la sfida contro lo Stoccarda. Al suo fianco il fido collaboratore e amico Vito Scala, il figlio e Vincent Candela. In quella sede c’è stato un incontro con Ryan Friedkin e il ghiaccio si è sciolto.
Nessun annuncio imminente ma la voglia di provare a trovare di comune accordo una formula per poter riportare Totti a casa dopo sette anni di dolorosa assenza. Le ipotesi sono disparate, ma è nota la voglia di Francesco di cimentarsi in un ruolo operativo e non di mera rappresentanza. E’ altrettanto chiaro che i Friedkin vogliano anche sfruttare la potenza mediatica di Totti in vista dell’anno del centenario e della susseguente politica di marketing che a 360 gradi irradierà la Roma, la squadra e i suoi tesserati.
Si è ancora in una fase embrionale dei dialoghi, in cui ci sono parecchie cose da sistemare, in primis sul ruolo e l’operatività dunque. Tutti predicano la massima cautela, ma il fatto che Ranieri sia uscito allo scoperto (rispondendo comunque a una domanda) è un segnale che un’intesa si possa trovare.
Non è un mistero e i diretti interessati non hanno fatto molto per nasconderlo, soprattutto dal lato di Gasperini. Il rapporto tra l’attuale allenatore giallorosso e il ds Massara è ormai logoro da tempo. Un feeling che non è mai scattato. Le tensioni che si sono manifestate nei giorni finali della campagna trasferimenti estiva sono riprese e aumentate, in termini di intensità, nel corso di quella invernale.
Gasp nel corso delle ultime settimane ha sottolineato a più riprese il suo disappunto. Per le tempistiche ritardate di alcune operazioni, per delle promesse non mantenute sui nomi tracciati e ben delineati in autunno, per alcune trattative sfumate e per aver visto ‘distogliere’ alcune preziose risorse da giocatori certi a investimenti su calciatori che nell’immediato non assicurano risultati.
Sapeva però anche in quale realtà fosse arrivato, conosceva perfettamente le difficoltà finanziarie del club sottese al rispetto di stringenti paletti imposti dall’UEFA ed era consapevole che queste finestre di mercato avrebbero portato ad una tortuosa costruzione.
Gli investimenti, in termini di spesa, ci sono comunque stati: da luglio un centinaio di milioni sul piatto più potenziali riscatti che accrescerebbero il valore della spesa, seppur diluita in più annualità, a circa 190 milioni di euro.
Ma Gasp smania dalla voglia di alzare subito il livello della squadra, probabilmente ingolosito dalle difficoltà avute da alcune big fino a questo momento e dall’opportunità di poter centrare la Champions al suo primo anno, volano fondamentale in termini di investimenti futuri.
Il direttore sportivo giallorosso Massara, scelto a giugno inoltrato per sostituire Ghisolfi, ha certamente delle attenuanti sul piano delle formule da poter sfruttare in sede di mercato, ma qualche dubbio oggettivamente sulla sua operatività resta. L’allenatore tra novembre e dicembre era stato chiarissimo: ‘servono tre pedine pronte, un terzino sinistro, un numero 11 e un numero 9‘. Lo sapeva il mondo del calcio e lo sapeva bene anche il duo Ranieri-Massara, che ha avuto necessità di un intervento forte della proprietà ad inizio gennaio quando la situazione sembrava in procinto di crollare.
Il silenzio assordante di Lecce, è stata una dinamo che ha fatto scattare il piano di crisi interna. La presenza di Ryan ha rassicurato l’allenatore e nei giorni successivi è arrivato il colpo Malen, ispirato però fortemente dal tecnico: “Quando ho saputo dell’opzione Malen, l’ho comunicato al presidente e al direttore sportivo. Massara è stato rapido a chiudere un’operazione già impostato”. Di certo non parole al miele, come quelle spese due giorni fa sul tema dell’Under 23.
Ok l’ex Aston Villa e Zaragoza – calciatore che intriga l’allenatore per le qualità tecniche nello stretto e la rapidità d’esecuzione – ma Vaz e Venturino, che avranno comunque le loro chance come già visto nelle prime due uscite ufficiali dal loro sbarco in giallorosso, sono operazioni da mercato estivo non da gennaio. Gasp sa lavorare e bene con i giovani, ma la stagione sta per entrare nella sua fase decisiva, più infuocata e non si può sperimentare più nulla. Da qui la delusione di Udine.
Cosa resta? La necessità di trovare una sintesi tra queste due posizioni. Massara è un operativo, un uomo abituato a lavorare nell’ombra e a non esporsi. Gasperini è l’architrave tecnica su cui i Friedkin – ispirati da Ranieri – hanno deciso di costruire la nuova Roma.
Forse è arrivato il momento (eufemismo…) che la proprietà chiarisca le posizioni all’interno di Trigoria, magari immaginando di inserire nell’organigramma una figura autorevole ed esperta che possa coordinare e indirizzare il lavoro quotidiano oltre alle inevitabili strategie future. Ruolo che evidentemente Ranieri non può ricoprire, poiché inquadrato da mero consulente del proprietario. Quel solito faccio/non faccio, dico/non dico tipico dei Friedkin che però ha generato in questi anni frizioni similari tra figure diverse da quelle attuali. Il rischio concreto è che se non si interverrà in questo senso, a giugno uno tra Ds e Allenatore non sia più nell’organigramma giallorosso.
La Roma entro domani sera dovrà consegnare all’UEFA la nuova lista per la seconda parte dell’Europa League. Da regolamento, come noto, sono possibili solo tre sostituzioni.
La società giallorossa ha ingaggiato quattro calciatori a gennaio e ne ha ceduti due (Bailey e Baldanzi) di cui uno non era già incluso a settembre nella lista europea.
Oltre al giamaicano, anche Dovbyk sarà rimosso dalla lista UEFA visto il grave infortunio muscolare che lo terrà fuori fino a primavera inoltrata. Due posti dunque saranno occupati dai due calciatori ritenuti da Gasperini, a ragione, più pronti degli altri: Malen e Zaragoza.
Avanza un solo slot potenzialmente occupabile con uno tra Vaz e Venturino e qui la scelta diventa più complessa anche in funzione di chi sarà invece tagliato. In ballo le candidature di El Shaarawy e Angelino, con Vaz in vantaggio su Venturino per strappare il terzo e ultimo pass.
Si è chiuso ieri sera alle 20:00 il mercato invernale della Roma. Una finestra particolarmente complessa, nel corso della quale il ds Massara ha dovuto affrontare anche un momento di pesante difficoltà dovuta al fatto che nel giro di pochi giorni i due obiettivi prioritari inseguiti e trattati a lungo (Raspadori e Zirkzee) per motivi diversi non sono stati ingaggiati.
Hanno varcato i cancelli di Trigoria in entrata Donyell Malen, prelevato dall’Aston Villa, Robinio Vaz arrivato dal Marsiglia, Lorenzo Venturino dal Genoa e infine Bryan Zaragoza dal Celta Vigo ma di proprietà del Bayern Monaco. Hanno fatto il percorso inverso Baldanzi (Genoa) e Bailey tornato all’Aston Villa a seguito dell’interruzione anticipata del prestito.
Ma quanto è stato speso realmente dalla Roma? L’unica operazione a titolo definitivo chiusa dai giallorossi è quella di Robinio Vaz costato 20 milioni + 5 di bonus. Al calciatore fino a giugno un contratto di circa 500 mila euro. La Roma inizierà dunque a pagare il calciatore già da adesso, iscrivendo alla sezione dei costi un primo ammortamento sommato all’ingaggio.
Ieri invece è stata definita l’operazione Zaragoza: 3 milioni per il prestito oneroso (soldi che finiranno nelle casse del Celta Vigo come indennizzo), più un diritto di riscatto da 13.5 milioni che può diventare obbligo al determinarsi di due condizioni, cioè la qualificazione in Champions o Europa League e il raggiungimento di almeno il 50% delle presenze da qui a giugno da 45 minuti minimo.
Formula similare per Malen: all’Aston Villa 2 milioni per il prestito, con opzione d’acquisto da 25 milioni di euro condizionata al raggiungimento del piazzamento Champions o Europa League, più il 50% di presenze da almeno 35 minuti.
Di fatto in entrambi i casi si tratta di due acquisti differiti nel tempo: i due calciatori percepiranno rispettivamente 3.5 milioni l’olandese e 2.5 lo spagnolo fino a giugno. Cifre che si raddoppieranno al lordo a partire dalla prossima stagione in caso di riscatto.
Per Venturino un prestito con diritto di riscatto da 7 milioni (ingaggio da 300 mila euro fino a giugno), mentre il Genoa per riscattare Baldanzi dovrà versarne 11. A compensare in parte le cifre spese dalla Roma, il club ovviamente risparmierà parte dell’ingaggio di Bailey che avrebbe dovuto versare nelle tasche del giamaicano da febbraio a giugno. Quasi ininfluente il prestito al fotofinish di Sangarè all’Elche.
Dunque tra costi dei prestiti, ammortamenti e ingaggi da qui a fine stagione, la Roma ha investito come nuovi costi una cifra pari a circa 16 milioni di euro (da cui bisogna sottrarre i risparmi seppur non ingenti del duo Bailey-Baldanzi).
Con la sfida di stasera a Udine, la Roma terminerà un tour de force incredibile di partite. Da metà dicembre quando la società giallorossa ha salutato per la Coppa d’Africa Ndicka e El Aynaoui, ha di fatto giocato sempre ogni tre giorni al pari delle big impegnate nelle coppe europee, con una media tra i 5 e i 10 assenti a partita.
I giallorossi hanno disputato 11 partite in 43 giorni.
A febbraio la situazione, almeno in termini di impegni numerici, migliorerà sensibilmente. Grazie alla qualificazione agli ottavi di finale di Europa League, la squadra di Gasperini giocherà di fatto una volta a settimana e potrà certamente lavorare meglio, perfezionando alcuni aspetti della preparazione atletica e tecnico-tattica.
Sky Sport ieri sera ha stilato una statistica molto interessante che coinvolge i giallorossi: Roma e Milan (mai impegnata nelle coppe europee) avranno la possibilità di svolgere 16 allenamenti veri (non rifiniture o scarichi) su 28 giorni. Poi il Napoli – uscito dalla Champions – 14.
Molto più basso il dato per Juventus e Inter, che avranno a disposizione solo 7 allenamenti veri in un mese. Per Gasperini non sarebbe stato un dramma giocare due partite in più d’Europa League: “perchè cresciamo solo giocando, alimentando così le rotazioni e stimolando l’evoluzione di alcuni giocatori”. Un dato verissimo che però si può compensare con la possibilità di fare addestramento, inserendo così i nuovi acquisti e magari diminuendo la percentuale di infortuni.