Da metà dicembre l’infermeria della Roma ha visto un’impennata di presenze che, sommate alla Coppa d’Africa, hanno costretto Gasperini ad affrontare ogni gara con una media variabile da 5 a 10 assenti. Ultimo esempio Napoli: alla vigilia si pensava che soprattutto in attacco con i ritorni di Soulè e Dybala, la situazione potesse sensibilmente migliorare, invece tutto il contrario.
Paulo ha saltato la sfida, Mati ha giocato il secondo tempo ma evidentemente condizionato. Aggiunti ai due argentini le assenze di Hermoso, Konè, Dovbyk, Ferguson ed El Shaarawy. Contro la Cremonese rientreranno il centrocampista francese e il difensore spagnolo, con la speranza che anche Dybala torni almeno in panchina.
Come riferito dal Corriere dello Sport, tra campionato, Coppa Italia ed Europa League, le gare saltate finora dai giocatori della Roma per infortunio sono 113.
La graduatoria degli indisponibili resta guidata da Angeliño, fermo a 19 assenze stagionali. Lo spagnolo è in recupero e viene ormai convocato con continuità da Gasperini, anche se non scende in campo dalla breve apparizione dell’11 dicembre a Glasgow in Europa League.
Alle sue spalle c’è ancora Bailey, out 17 volte per tre differenti infortuni: il giamaicano verrà raggiunto da Dovbyk (16 partite saltate) domenica contro la Cremonese, mentre Ferguson è destinato con ogni probabilità a superare Dybala — attualmente entrambi fermi a 11 — dato che Paulo dovrebbe tornare a disposizione già nel prossimo incontro.
Donyell Malen è l’anello di congiunzione tra le idee offensive di Gasperini e la pragmatica realizzazione sul campo. La sinergia tecnica tra l’allenatore e il centravanti è tutta racchiusa nella candida ammissione del mister dopo Napoli-Roma: “Se lo avessimo avuto dall’inizio della stagione avremmo qualche punto in più in classifica”.
D’altronde GPG è uomo del fare ma per costruire ha bisogno della materia prima. Dovbyk (definito a luglio ‘uno strumento difettoso’) e Ferguson appiedato da una caviglia cronicamente malata, non riuscivano comunque neanche nel loro miglior momento di forma a tramutare sul campo le richieste tattiche dell’allenatore. Gasp ha bisogno per sua natura di un uomo che sfoghi nella profondità l’enorme mole gioco che le sue squadre tendenzialmente creano in quasi tutte le partite. Una manovra fatta di pressing, costruzione, aggiramento della difesa avversaria.
Quante volte la palla imbucata centralmente addosso all’ucraino è rimasta lettera morta; quante volte invece i tentativi di movimento di Ferguson si sono scontrati con un’intermittenza cronica del ragazzo. Il calcio è dei calciatori, lo fanno i calciatori, gli allenatori indirizzano, studiano, creano ma la resa dipende dai musicisti che interpretano lo spartito nei 90 minuti.
Malen finora è stato uno strumento musicale perfetto: tempi di aggressione eccezionali, capacità di associarsi a tutti i componenti dell’attacco che hanno girato intorno a lui, fisicità ed esplosività nei primi passi quando c’è da mettersi in proprio e fare a sportellate con l’avversario (chiedere ai vari Dossena, Rrhamani e Coco per citarne solo alcuni).
Non a caso i gol segnati, a parte il rigore, sono arrivati tutti da assist diversi e tutti da calciatori differenti. Ma come? Qualcuno ha avuto l’ardire di sostenere che la Roma non producesse un calcio offensivo tipicamente gasperiniano. Che i centravanti fossero riforniti male. Donyell ha spento sul nascere queste false teorie, quasi eretiche se sovrapposte alle consuetudini ultra trentennali del Gasp.
Dybala è stato il primo a connettersi sulle frequenze dell’olandese e a Torino ne ha sfornati due con altrettanti realizzazioni poi dimezzate ad una dal VAR; contro il Cagliari prima Mancini con una palla profonda e centrale che Malen ha raccolto, condotto e accarezzato con un pallonetto dolcissimo; poi è stato il turno di Celik che dopo un’azione vigorosa ha scagliato in orizzontale per l’olandese. Qualcuno direbbe gioco facilissimo ma guardate il movimento che fa l’ex Aston Villa: dapprima alle spalle dei due centrali appostati tra dischetto e linea dell’area, contro-movimento e aggressione dello spazio sul primo palo. Il gol è una consuguenza facile.
Infine c’è stata Napoli dove per tutto il primo tempo, Malen ha tenuto in ansia il trio Beukema, Buongiorno, Rrahmani. Al 7′ tutto in verticale da Pisilli a Mancini, che pesca Zaragoza nello spazio profondo, lo spagnolo controlla e imbuca in area, Malen da rapace dell’area di rigore l’ha piazzata alle spalle di Milinkovic-Savic, bruciato sul tempo.
E pensare che Emery non lo considerava nel ruolo del centravanti. Decisione benedetta.
“Il nostro obiettivo è andare incontro alle esigenze di Gasperini e costruire una base di 15-16 giocatori dello stesso livello”. Chiaro, netto, diretto il pensiero di Claudio Ranieri, advisor e ispiratore del nuovo progetto triennale Roma.
Il riferimento evidente riguarda la costruzione di una rosa in grado di alzare il livello di competitività, andando nella direzione delle richieste tecnico-tattiche di Gasperini. Dalla scorsa estate è in atto una vera e propria selezione naturale, che complice anche le esigenze finanziarie legate al fair play, nel prossimo futuro porterà ad ulteriori cambiamenti.
Foto Fraioli
Gasp con saggezza è partito dalle certezze ricostruite in un semestre da Claudio Ranieri e le difficoltà di chiudere determinati colpi sul mercato ha imposto una scelta chiara: stravolgere poco la struttura della formazione titolare, nella quale rispetto alla serie di calciatori arrivati dalla scorsa estate, spicca solo il nome di Wesley come titolare inamovibile. Un altro destinato a diventarlo è ovviamente Malen, giunto però nella capitale circa un mese fa.
La classifica di minutaggio dei nuovi acquisti dall’arrivo di Gasp in Serie A, sottolinea in questo senso quale sia ad oggi la considerazione dell’allenatore nei confronti di alcuni calciatori. Come detto il brasiliano si staglia sopra tutti con 1846 minuti fin qui disputati (2295 in totale). Inamovibile per il tecnico di Grugliasco.
Segue sul podio dei più impiegati, forse anche incredibilmente visti i reiterati stop alla caviglia e le critiche riservategli dall’allenatore, Evan Ferguson ma con un minutaggio più che dimezzato rispetto all’ex Flamengo (776 minuti in Serie A, 1078 in totale).
Al terzo posto la prima vera sorpresa, che sottolinea in questo caso una tendenza positiva: Daniele Ghilardi da meteora è diventato un titolare della Roma. L’assenza di Hermoso per problemi fisici ha spinto Gasp a dargli fiducia e l’ex centrale dell’Hellas in poche settimane ha raggiunto il terzo posto dei più presenti tra i neo acquisti con 576 minuti in Serie A (976 assoluti, sarebbe quarto tenendo conto di tutte le competizioni).
Un embrione di potenziale titolare, poi frenato dall’esperienza in Coppa d’Africa, è Neil El Aynaoui: dopo gli esperimenti di inizio stagione, il marocchino stava prendendo confidenza con la maglia da titolare, giocando spesso dall’inizio. Dal suo ritorno nella capitale dopo la sfortunata finale persa contro il Senegal, l’ex centrocampista del Lens anche a causa di un infortunio delicato alla testa, ha trovato meno spazio del previsto giocando due volte sole da titolare contro Panathinaikos e Udinese. Il marocchino è quarto con 504 minuti se si guarda alla classifica in Serie A, ma secondo in assoluto in tutte le competizioni con 1134 minuti. Di fatto El Aynaoui è stato il titolare di coppa.
La quarta e la quinta piazza sono di Ziolkowski e Tsimikas, rispettivamente con 426 minuti e 406. Entrambi hanno avuto discreto spazio anche in Europa League, ma per motivi diversi sono considerati dei rincalzi. Sta salendo come detto Malen, che se starà bene le giocherà tutte dall’inizio fino al termine del campionato e sicuramente raggiungerà il podio dei più presenti (già a quota 391 minuti).
Le ultime posizioni appartengono a Bailey (cassato a gennaio per evidenti limiti fisici, 181 minuti in Serie A), Zaragoza (78 ma appena arrivato) e poi i giovani Vaz (64), Venturino (59) e Arena (9).
Paulo Dybala era atteso e da protagonista nella sfida col Napoli di ieri, pareggiata dai giallorossi. Alla luce dell’andamento della partita e delle tante assenze in attacco, la presenza della Joya sarebbe stato fattore decisivo per provare a strappare i tre punti alla banda di Conte.
Purtroppo alla vigilia del match contro gli azzurri, alle buone sensazioni maturate nel corso della scorsa settimana per la serie consecutiva di allenamenti individuali, è subentrato un nuovo stop. Il riacutizzarsi del fastidio al ginocchio che ha spinto lo staff medico a fermare ancora la Joya ai box per sistemare al 100% il problema accusato ormai oltre 20 giorni fa col Milan.
Gli esami strumentali aveva escluso lesioni, ma confermato la presenza di un’infiammazione che evidentemente impedisce all’attaccante di giocare con piena libertà. Già da oggi Dybala ha ripreso a lavorare a Trigoria e l’auspicio di tutti è che con qualche giorno in più di sedute d’allenamento possa finalmente mettersi alle spalle il problema, per tornare protagonista già domenica prossima contro la Cremonese. Una gara nella quale Gasp rischia di continuare a convivere con l’emergenza in attacco viste le sicure assenze ad oggi di Dovbyk, El Shaarawy e quasi certamente Ferguson e considerate parallelamente le scarse condizioni di Soulè, che necessiterebbe di qualche giorno di riposo assoluto.
Foto Fraioli
Nel frattempo tiene banco in città il tema rinnovo: l’argentino con ieri ha saltato l’ottava partita in campionato di questa stagione (12 complessive da inizio anno compresa l’Europa League). Un numero importante e potenzialmente in crescita, considerato anche che nelle sfide in cui ha giocato non sempre è apparso al 100% della condizione. Sul tavolo di Dybala non è ancora arrivata alcuna proposta di rinnovo contrattuale e nonostante i rapporti cordiali tra le parti, ad oggi non si è mai fissato un incontro per discutere di cifre.
Ranieri recentemente è stato chiaro: “Il rinnovo di Dybala (e di Pellegrini) dipenderà da diversi fattori, il campo, cosa ci dirà l’allenatore, quali richieste avanzeranno e quali condizioni porremo noi. Se si troverà un incontro bene altrimenti ci saluterà”. Di certo dichiarazioni che non sanno di imminente proposta contrattuale. La Roma ‘tagliando’ i costi di Dybala e Pellegrini risparmierebbe circa 31 milioni di euro lordi ma dovrebbe altresì investire su calciatori di qualità assoluta. Un solo dato ad oggi è certo: la volontà di Paulo di sedersi intorno ad un tavolo e capire quali sono le condizioni per provare ad andare avanti insieme. Ma il discorso per ora appare congelato.
La Roma coglie un punto sicuramente prezioso in chiave lotta Champions sul terreno del Napoli, ma c’è rammarico per il doppio vantaggio targato Malen, vanificato dai giallorossi. La sfida del Maradona è terminata 2-2, con delle grandi prove di Ghilardi, Wesley e Ndicka oltre a quella dell’olandese e qualche prestazione invece parecchio deficitaria.
L’impatto di Donyell Malen è stato letteralmente fantastico. L’attaccante olandese ha di fatto messo a segno già tre doppiette in giallorossa, una delle quali vanificata da quel fuorigioco di pochi millimetri nel suo esordio a Torino.
5 reti complessive in 5 partite, meglio dell’ex Aston Villa solo Gabriel Omar Batistuta negli ultimi 30 anni, nella speciale classifica degli attaccanti all’esordio in giallorosso (6 gol dell’argentino nel 2000-2001 dopo cinque partite).
Su spinta di Gasperini, che ha fortemente voluto e suggerito Malen alla dirigenza, la Roma riscatterà l’attaccante a prescindere dal verificarsi delle condizioni per l’obbligo di riscatto (qualificazione in Champions o Europa League più il 50% di presenze fino al termine della stagione). Nelle casse della società britannica, dopo i 2 milioni già versati per il prestito la Roma verserà 25 milioni di euro.
Domenica sera per la Roma ci sarà un altro banco di prova importante: il Napoli di Conte, ferito nell’orgoglio dalle due eliminazioni recenti in Champions e Coppa Italia.
Gli azzurri hanno anche diverse defezioni ma restano avversario temibilissimo, considerato anche l’andamento della gara d’andata dove Conte riuscì ad imbrigliare i meccanismi tattici di Gasperini.
Una sfida intrigante che cade in un momento della stagione decisivo per entrambe le formazioni. I giallorossi con la vittoria contro il Cagliari sono tornati quarti in coabitazione con la Juve (46 punti) a -3 dal Napoli.
La Roma dopo 24 giornate non aveva così tanti punti dalla stagione 2017-18 (erano 47), quando arrivò terza in campionato e in semifinale di Champions League.
Nelle stagioni successive dopo ventiquattro turni ha maturato il seguente score:
Dal San Paolo al Maradona, la musica per la Roma non è cambiata. Sono 8 anni che i giallorossi non espugnano il campo partenopeo e spesso sono stati vittime quasi sacrificali. Da Di Francesco – ultimo a vincere in casa del Napoli con una straordinaria prestazione di Dzeko – a Gasp che dovrà cercare di sfatare questo tabù, tra le tenaglie azzurre ci sono passati un po’ tutti.
Fonseca sconfitto malamente dal Napoli di Gattuso; Mourinho che strappò un punto ma che è anche caduto sotto i colpi della formazione di Spalletti fino a De Rossi che pareggiò in rimonta nel finale nonostante l’iniziale vantaggio siglato da Dybala su rigore, contro però il peggior Napoli degli ultimi dieci anni. Perse anche Ranieri un anno fa, ma era la prima per il tecnico Testaccino dopo il suo terzo ritorno. Decisivo fu Lukaku che nel giro di pochi mesi si è ritrovato calato in una doppia dimensione: segnare con la maglia della Roma proprio contro gli azzurri nel 2-0 casalingo (ultima vittoria di Mou sulla panchina romanista) e poi castigare gli ex compagni al Maradona.
18.4.2022 Napoli vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Zaniolo fermato in area
(Foto Gino Mancini)
Gasp stesso deve cercare di alzare il suo livello contro Conte: solo 2 vittorie in carriera contro l’allenatore salentino, ma l’anno scorso portò via un 3-0 spettacolare con la sua Atalanta corsara da Napoli. Prima o poi il numero giusto sulla ruota di Roma uscirà…
Due apparizioni all’Olimpico a distanza di oltre due anni, un abbraccio caloroso con Claudio Ranieri al termine del primo tempo carpito da un tifoso e postato sui social, ma soprattutto l’abbraccio del suo pubblico alla prima inquadratura sui maxischermi.
Sorrisi, tanti, sul volto di Francesco Totti che lunedì sera si è goduto un’altra vittoria della Roma dopo quella con lo Stoccarda, condita questa volta da un bel pallonetto di Malen che a molti ha fatto fare un rapido e scontato accostamento con le gesta del 10.
Dagli spalti alla scrivania di Trigoria, non sembra mancare molto. Francesco Totti e la Roma sono tornati vicinissimi, dopo quell’addio dolorosissimo consumatosi nel giugno del 2019. In questi setti anni al Fulvio Bernardini e dintorni è cambiato il mondo a cominciare dalla proprietà e forse anche gli intendimenti dell’ex capitano romanista.
Le ultime indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione, indicano che i contatti tra le parti così come i dialoghi proseguono in assoluta sintonia. Totti e i Friedkin vogliono arrivare a dirsi il fatidico sì, in nuovo matrimonio che negli auspici di tutti sia però proficuo e duraturo nel tempo. Il club sa che avvicinandosi al centenario ha bisogno della rappresentanza e del volto di Totti in Europa e nel mondo, per amplificare all’ennesima potenza le molteplici iniziative celebrative in cantiere.
Totti però per anni ha sempre lasciato intendere, neanche troppo tra le righe, che il suo desiderio sarebbe stato quello di rientrare – senza pregare nessuno – con un ruolo più operativo e a contatto con la squadra. Da qui sono emerse diverse speculazioni, dalle dichiarazioni di Ranieri in poi, che hanno ipotizzato i ruoli più disparati per la bandiera romanista: da direttore tecnico a vicepresidente, in uno spettro ampio di mansioni e responsabilità.
In questo momento appare più probabile in realtà un ingresso, almeno formalmente, soft e in qualità di consulente della Roma con primario obiettivo la rappresentatività del club a 360 gradi. Nelle intenzioni della proprietà per Totti ci sarà un ruolo fondamentale a livello istituzionale anche per quanto concerne il capitolo stadio. Inoltre Francesco ha in essere, allo stato, una serie di collaborazioni pubblicitarie che, se inquadrato da dirigente ‘classico’, rischierebbe di perdere.
Sul tavolo delle discussioni dunque ci sono una serie di oneri, cavilli e dettagli contrattuali che devono essere ancora definiti. Non c’è ad oggi un’intesa assoluta che se arriverà, porterà ad una comunicazione ufficiale da parte di Friedkin in prima persona.
Non è da escludere comunque che, visti i rapporti straordinari e conviviali con Ranieri, Massara e tutto lo staff dirigenziale di Trigoria, compresi ovviamente i responsabili del settore giovanile, al di là dell’etichetta formale, Totti possa gradualmente avere voce in capitolo anche sulle questioni tecniche. Ma inizialmente, secondo quanto raccolto, il ruolo sarà istituzionale in linea con quello che accade all’Inter per Zanetti.
Si è chiuso a gennaio il mercato giallorosso con un’operazione, di scarso valore mediatico, che però potrebbe portare qualche soldino nelle casse romaniste. Il club giallorosso infatti ha ceduto l’estremo difensore Vasquez in prestito con diritto di riscatto da 1.5 milioni al Besiktas.
E’ l’ultimo di una serie di calciatori che la Roma ha spedito in giro tra Italia ed estero, che non faranno certamente arricchire il club in caso di cessioni a titolo definitivo, ma potrebbero portare fondi utili per bilancio e prossime campagne acquisti. Complessivamente infatti, qualora tutte le operazioni predisposte si chiudessero con delle cessioni, la Roma potrebbe arrivare ad incassare circa 36 milioni.
Vediamole punto per punto:
Eldor Shomurodov, alla luce dello straordinario rendimento all’Istanbul Basaksehir (capocannoniere con 16 reti in 30 partite), a posteriori non è stata un’operazione economicamente illuminata. L’uzbeko si è trasferito in Turchia sulla base del prestito oneroso da 3 milioni, con obbligo di riscatto legato alla salvezza – quindi certo ormai – da 2.8 milioni + un 10% su futura rivendita. L’attaccante sarebbe entrato nel suo ultimo anno di contratto, quindi la Roma maturerà una plusvalenza di circa 3 milioni.
Salah-Eddine invece la scorsa estate scelse il PSV e il trasferimento prevede un’opzione di riscatto da 8 milioni. Finora ha disputato 19 partite, era partito alla grande ma poi ha perso il posto da titolare inamovibile. Sul calciatore erano tanti gli interessamenti anche a gennaio e la sua valutazione potrebbe essere superiore a quella stabilita nell’accordo con gli olandesi. In caso di cessione, la Roma realizzerebbe una plusvalenza anche qui minima intorno ai 3 milioni.
La Roma spera di cedere a titolo definitivo anche Saud al Lens: l’arabo sta disputando un grande campionato nel Lens capolista e l’accordo con i francesi prevede un diritto di riscatto da 3.5 milioni (con un controriscatto per la Roma da 4 milioni). A gennaio si era parlato anche di un ritorno in Arabia Saudita, ma Saud per il momento vorrebbe proseguire la sua esperienza in Europa ed è probabile che il suo desiderio sia esaudito, per la felicità anche del club giallorosso.
Capitolo a parte merita Marash Kumbulla: l’albanese dopo un ottimo campionato all’Espanyol è rimasto in LIGA, ma con la maglia del Mallorca. Anche qui la Roma ha impostato un prestito con opzione di riscatto condizionata a 6 milioni + 2 di bonus. Il centrale però quest’anno ha avuto diversi problemi fisici e sta giocando poco (appena 576 minuti e 9 apparizioni complessive). La prospettiva è di un rientro alla base e una cessione a titolo definitivo – vista la scadenza contrattuale nel 2027 con la Roma – con club come l’Udinese interessati a prelevarlo.
A gennaio poi Massara ha ceduto Baldanzi al Genoa: il trequartista toscano ancora non è riuscito a recuperare da un infortunio muscolare che lo tiene fermo da metà gennaio. Il diritto di riscatto previsto è stato fissato a quota 11 milioni, con la Roma che per converso ha ingaggiato Venturino con diritto di riscatto da 7 milioni. Ad oggi improbabile immaginare che resti in rossoblù anche se il ragazzo ha la stima di Daniele De Rossi. Molto si deciderà nelle prossime settimane.
Un piccolo colpettino invece potrebbe arrivare da Sangarè: lo spagnolo, vero e proprio oggetto misterioso del mercato estivo di due anni fa, si è trasferito all’Elche in prestito con diritto di riscatto 4.5 milioni. Il giovane terzino deve però ancora esordire.
Nessun diritto di riscatto infine è stato fissato su Romano, Pagano, Cherubini, Mannini e Reale che giocano in Serie B e torneranno alla base con prospettive e futuro diversi.