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Roma, oggi Zalewski tornerà in gruppo: le ultime

NEWS RETESPORTL’infortunio di Saelemaekers, l’opportunità economica di poterlo mettere sul mercato a gennaio con possibilità di monetizzare e la necessità numerica. Tre componenti che hanno spinto in queste ore la Roma a ragionare sul reintegro di Zalewski.

Secondo quanto appreso dalla redazione di Retesport, oggi l’esterno italo-polacco tornerà in gruppo. Scelta che dovrebbe rappresentare il preludio ad un accordo sul rinnovo contrattuale, che per logica e comune intesa, potrebbe rappresentare poi un ponte verso una futura cessione, per concludere con reciproca soddisfazione questa vicenda.

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Guberti a RS: ”De Rossi? Mi sta sorprendendo in positivo. A Roma si vuole tutto e subito. Gilardino? Meticoloso”

Stefano Guberti, ex calciatore della Roma che è stato allenato da Alberto Gilardino, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Il mister dell’under 17 della Fiorentina, ha disputato 24 partite corredate da 5 gol e 6 assist alla guida dell’attuale tecnico del Genoa, prossimo avversario dei giallorossi. Di seguito le parole di Guberti.

Gilardino? È un allenatore meticoloso che cura il minimo dettaglio e ha un rapporto schietto con i propri calciatori. Si è evoluto rispetto ai tempi di Siena: si adatta maggiormente alle caratteristiche della squadra. La scorsa stagione, infatti, con Gudmundsson e Retegui il Genoa aveva un certo tipo di gioco, che ha subito delle modifiche in queste prime giornate. Gilardino sa bene che deve dare solidità e compattezza alla squadra per poi fare male agli avversarsi mediante l’attacco degli spazi.

Prosegue Guberti.

Gilardino è circondato da professionisti di alto livello: un allenatore può essere bravo quanto vuole ma lo staff fa la differenza e il confronto è fondamentale.

De Rossi? Era un punto di riferimento per tutti soprattutto per il tipo di persona che è. Come Gilardino è umile e disponibile con tutti. Daniele da calciatore era un leader: aveva un ruolo molto importante. De Rossi l’ho incontrato recentemente quando ero al corso UEFA A e ci ho riparlato: siamo rimasti in buoni rapporti. Da allenatore mi ha sorpreso in positivo perché l’anno scorso ha fatto bene in un momento non facile dopo l’esonero di Mourinho: è riuscito a dare un’identità alla squadra. Quest’anno sta trovando qualche difficoltà in più perché la rosa è cambiata molto e probabilmente è alla ricerca dell’amalgama giusta.

Genoa? Squadra intensa contro la quale non è facile giocare a Marassi. Il Genoa può mettere in difficoltà la Roma quando cercherà di chiudere gli spazi e ripartire.

Com’è cambiata la Roma di De Rossi? Ha ingaggiato calciatori forti come Hermoso e Hummles: bisogna valutare solo come stanno fisicamente. Il modulo è importante ma lo è di più l’idea di calcio che De Rossi sta dando alla squadra. Daniele dovrà trovare la quadra per far rendere al meglio Dybala, Soulé e Dovbyk: è la parte più bella e difficile per un allenatore.

Soulé-Dybala? Possono giocare insieme ma è fondamentale l’equilibrio di squadra. De Rossi spesso si era lamentato di avere un centrocampo con calciatori monopasso: inserendo profili di gamba, Soulé potrebbe giocare a destra e Dybala accentrato vicino a Dovbyk. Quando c’è uno spirito di squadra che consente ai calciatori di talento di convivere ci guadagnano tutti.

Prosegue Guberti.

Hummels ha giocato in squadre che volevano dominare il gioco anche con un baricentro alto: è un calciatore che potrebbe facilitare tutto ciò. È reduce da un’ottima stagione: con la sua personalità farà crescere chi gli è affianco.

Quali difficoltà si trovano a Roma? Si vuole tutto subito ma non è sempre così: a volte c’è bisogno di tempo per ambientarsi. Soulé, ad esempio, che arriva dal Frosinone e ha caratteristiche importanti, non deve avere fretta anche se allo stesso tempo la piazza è esigente. Anche se dovessero arrivare delle critiche dovrà continuare a lavorare: non si deve far condizionare dall’ambiente esterno che, a volte, vorrebbe accelerare certe dinamiche.

Baldanzi? Ha caratteristiche importanti è normale che non abbia trovato tanto spazio, dato che l’anno scorso faceva il vice Dybala. È una soluzione da mezzala però bisogna trovare gli equilibri giusti anche con i compagni di reparto. Date le qualità che possiede, la Roma fa bene a provarlo a valorizzare, anche in un altro ruolo, vista la presenza di Soulé e Dybala.

Dovbyk? Ci vuole tempo ma credo tornerà a segnare come ha fatto in passato: non è facile ambientarsi al calcio italiano.

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Esclusiva RS – Onofri: “Genoa agguerrito nonostante le cessioni. Innamorato di Soulè”

“Qui a Genova ci sono grandi aspettative del popolo rossoblu su questa annata, dopo la grande stagione dello scorso anno. La sconfitta col Verona onestamente è stata immeritata, credo che Gilardino stia facendo un grandissimo lavoro, con enorme umiltà, ha codificato un meccanismo organizzativo di grande rilievo. Anche nei momenti di difficoltà il Genoa è sempre compatto, c’è grande cattiveria agonistica. Domenica c’è un impegno difficile per il Genoa, perchè la Roma è oggettivamente più forte, ma è una squadra in costruzione e con una partenza non eccezionale. Indubbiamente qualche difficoltà al Genoa l’ha creata il fatto di non aver sostituito Gudmundsson e Retegui, nonostante la società avesse espresso la volontà di alzare il livello. Invece il mercato è stato praticamente solo in uscita. Ora sarà Gilardino a trovare la quadra con il materiale che ha, valorizzando qualche giovane”

De Rossi?
“Non lo conosco bene come Alberto Gilardino, ma trovo delle grandi assonanze tra i due, mi sembrano due personaggi molto positivi sia sul piano tecnico che umano”

Soulè e Baldanzi?
“L’argentino l’ho seguito tanto a Frosinone, sono innamorato calcisticamente di Soulè, gioca prevalentemente a destra, col mancino ha un rientro del campo che sviluppa poi con il tiro, il passaggio, l’assist. Baldanzi è similare, però mi piace molto lo sviluppo e la voglia di diverse squadre, non solo la Roma, di provare a valorizzare dei talenti giovani”

Dybala? Conosci molto bene El Shaarawy dai tempi di Genova, cosa gli manca ancora?
Stephan nel settore giovanile sembrava veramente un fenomeno e in qualche maniera ha confermato tanto di quanto promettesse da ragazzo, giocando nel Milan, poi anche nella Roma, segnando tanto. Penso che in generale ad El Shaarawy, anche parlando un po’ con lui, prima delle partite, forse il carattere un po’ timido lo ha frenato, nell’approccio. Ma parliamo di un calciatore che ha fatto un’ottima carriera. Un altro calciatore che mi incuriosisce è Shomurodov, ex Genoa, che ora sembra aver ritrovato qualche certezza in più. Qui con noi mi colpì tantissimo, dissi subito che era un calciatore da big, poi ha assunto una parabola strana, girovagando un po’, ma ancora ha tutte le possibilità per poter emergere. Non è un nove classico, non è un centravanti, ma ha una generosità grandissima, ti dà una mano in tante fasi”

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Boniek a RS: ”Credo in De Rossi. Soulé? A sinistra El Shaarawy e Zalewski gli sono superiori”

Zibi Boniek, ex calciatore giallorosso e vicepresidente esecutivo della UEFA ha parlato ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole nel corso di ‘1927’.

Roma-Empoli? La squadra ha giocato male. Non ho capito molte cose come l’astio verso Zalewski: quando è entrato ha dato dinamicità e ha cercato di saltare l’uomo. Il problema dell’esterno polacco è legato ai cross: al termine degli allenamenti, gli consiglierei di fermarsi per migliorare questo fondamentale.

Prosegue Boniek.

Le crisi nel calcio vanno superate tutti insieme, credo molto in De Rossi: c’è un po’ di nervosismo ma è normale. L’allenatore deve avere delle figure con le quali confrontarsi altrimenti è solo. Dall’esterno vedo che la Roma ha cambiato diversi dirigenti nell’organigramma societario: ha una strategia. Al netto di tutto, i risultati sono l’antibiotico migliore contro i malumori.

Dovbyk? Mi piace ma deve essere servito meglio.

Le Fée? Sorpreso dalla velocità con cui è stato acquistato: non mi sembra un calciatore che possa fare la differenza a centrocampo.

Soulé? Quando la Juventus vende un calciatore bisogna sempre stare attenti. L’argentino deve giocare a destra, zona presidiata da Paulo Dybala, perché a sinistra El Shaarawy e Zalewski gli sono superiori.

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Faccini a RS: ”È il momento di sostenere De Rossi. Dybala? Uno dei calciatori più importanti degli ultimi anni”

Paolo Alberto Faccini è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le parole dell’ex attaccante della Roma.

Bisogna sostenere De Rossi che è stato messo nelle condizioni di avere colpe non sue. La storia Dybala è finita bene ma ci sono dei passaggi da considerare: ha rifiutato sedendosi sul tavolo delle negoziazioni e non a priori come fece Totti. Ci sono stati tanti elementi che hanno portato l’argentino a rimanere a Roma, tra cui, probabilmente, varie clausole presenti nel nuovo contratto e il pensiero della famiglia.

Prosegue Faccini.

De Rossi avrà parlato con Dybala per tutelare il calciatore e, dato l’ottimo rapporto che c’è tra loro, il tecnico non se lo è fatto sfuggire tra le mani. La società aveva preso una decisione aziendale ma credo che ora sia ben felice di aver messo a disposizione del tecnico uno dei calciatori più importanti degli ultimi 7-8 anni.

Conclude Faccini.

Le cessioni daranno modo al club di fare gli acquisti necessari per rinforzare la rosa a disposizione di De Rossi. Con i calciatori presenti in rosa, il 4-2-3-1 è l’assetto tattico ideale con cui i tifosi si potranno divertire già domenica contro l’Empoli.

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Esclusiva Retesport, Mazzitelli: “Soulè innamorato del calcio, può giocare con Dybala”

Luca Mazzitelli, ex centrocampista delle giovanili della Roma, è intervenuto ai microfoni di Retesport. Mazzitelli, oggi a Como lo scorso anno ha giocato a Frosinone con Soulè:

“Como è un progetto affascinante, stanno arrivando nomi importanti. Ho trovato un gruppo con grande entusiasmo, stiamo lavorando bene, ci sarà da partire forte perchè la Serie A è diversa dalla B. Fabregas è un mister con tantissima voglia, per un centrocampista come me è bellissimo essere allenato da lui. Mi ha impressionato l’attenzione maniacale ai dettagli anche del suo staff”

Hai giocato con Soulè? Potrà affermarsi in giallorosso?
“E’ un ragazzo a cui è impossibile non voler bene, è un ragazzo puro, ha una passione e un amore per il calcio incredibili, starebbe tutto il giorno sul campo ad allenarsi. Sa come comportarsi, è stato alla Juve, sa come entrare in gruppo importante. Il mio consiglio è stato di rimanere com’è, andare con gioia al campo. Sa di avere maggiori pressioni, ma è argentino e le vuole”

Caratterialmente può soffrire il salto in avanti alla Roma?
“No, lo scorso anno al primo allenamento voleva tutti i palloni, ha fame e ha personalità. Molto dipenderà dalle prime partite per adattarsi al meglio, penso che De Rossi ci conti molto”

Ruolo reale? Lui come ha giocato scorso anno?
“E’ un esterno da 4-3-3 che può venire anche a prendere la palla tra le linee, è bravissimo negli spazi stretti, lo devi tenere nel vivo del gioco dentro al campo. Può tranquillamente giocare con Dybala, hanno esperienze diverse, so che sono molto amici, le zone in campo si trovano, non contano i numeri dei moduli”

Sei mai stato vicino al ritorno a Roma?
“Ho esordito 10 anni fa, ho fatto tante esperienze in giro e non c’è mai stata la possibilità di tornare”

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Bonatti (ex all. Juventus Primavera) a RS: ”Soulé? Talento purissimo con la cultura del lavoro. Può giocare con Dybala”

Andrea Bonatti, ex allenatore della Juventus Primavera dal 22 agosto 2020 al 14 giugno 2022, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Soulé con il tecnico bresciano ha disputato 36 partite arricchite da 7 gol e 8 assist. Di seguito le sue parole.

Soulé caratterialmente è un ragazzo eccezionale con la cultura del lavoro che è spinta dalla passione sfrenata per il calcio: tutto questo può fare la differenza. Ha un talento purissimo: ha fatto il salto di qualità aumentando i numeri in fase realizzativa.

Prosegue Andrea Bonatti.

Per farlo uscire dal campo bisogna utilizzare la forza (ride ndr). Dopo un’ora di punizioni e tiri in porta dovevamo dirgli di andare via. Se riesce a completarsi sul piano fisico, ha tutto per fare bene. Il mancino di Soulé è poesia: ha una delicatezza incredibile tant’è che l’ho soprannominato il “fiorettista”.

Dybala e Soulè possono giocare insieme? Nel calcio moderno l’occupazione degli spazi è fondamentale: durante la partita possono trovare la posizione migliore per esprimersi. Entrambi potrebbero preferire il centro destra ma ripeto lo spazio lo troveranno da soli, per cui, potranno giocare insieme in un 4-2-3-1 con Soulé più a destra e Dybala al centro.

Soulé può fare l’ala sinistra? Con me ha esordito proprio in questa posizione contro il Milan: ha preso un palo e ha servito un assist. Ogni tanto l’ho schierato anche come trequartista in un 4-2-3-1 perché a quell’età aveva bisogno di completarsi come calciatore. Soulé comunque preferisce giocare sulla fascia destra. De Rossi fa un bel calcio, è stato molto impattante: è l’allenatore perfetto per Soulé. Aggiungo che Di Francesco ha fatto un capolavoro con lui: lo ha fatto crescere in maniera esponenziale.

La Roma può competere per la Champions? Ci sono tanti fattori che possono incidere. Il Bologna difficilmente si potrà ripetere, la Lazio è in ricostruzione, per cui, i giallorossi dando continuità al progetto iniziato con De Rossi, aggiungendo qualche elemento, possono competere per tornare in Champions League.

Under 23? Se un giocatore è forte riesce a colmare il gap tra la Primavera e la Serie: Zalewski, Bove, De Rossi e Pellegrini sono un esempio. Soulé potrebbe aver beneficiato dell’Under 23 ma è migliorato soprattutto a Frosinone. Ogni calciatore ha il suo percorso poi se pensiamo che l’Under 23 possa essere utile sul piano economico è un discorso mentre se la riteniamo utile per valorizzare i calciatori è un altro. Non credo che la seconda squadra sia l’unica soluzione per far crescere i giovani.

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Esclusiva Retesport, Veloccia: “Roma pronta ad accelerare. Progetto definitivo possibile entro fine anno. Costerà 1 miliardo, ecco perchè…”

Maurizio Veloccia, assessore all’urbanistica del Comune di Roma, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport per approfondire la questione legata allo stadio della Roma, dopo l’incontro plenario di due giorni fa in Campidoglio:

“E’ stata una giornata importante, con la Roma schierata al completo, dalla proprietà, alla dirigenza, tutti i tecnici italiani e stranieri per cercare di accelerare il progetto sul nuovo stadio”

2027 ancora una data realistica?
“Questa è una domanda complicata, noi come amministrazione abbiamo dimostrato di mettercela tutta per accelerare gli iter amministrativi. A maggio del 2023 abbiamo dato il pubblico interesse con un lavoro molto interno degli uffici tecnici. Questo periodo che è passato ha allungato le tempistiche, non so rispondere sulla data, anche perchè è la Roma che costruirà lo stadio. E’ stato definito un cronoprogramma che da settembre porterà a costanti incontri tra i tecnici per avere entro la fine dell’anno il progetto definitivo, che per sua natura è inappellabile, quindi ci sono tanti nodi da verificare, dettagli tecnici, le opere da realizzare. La volontà esplicitata dalla Roma è quella di accelerare”.

Come mai l’investimento è salito a quasi un miliardo di euro?
“La motivazione è abbastanza semplice: la Roma ci ha spiegato che l’obiettivo è fare uno degli stadi più moderni e belli del mondo, quindi per quanto concerne i materiali, l’aspetto architettonico, le dinamiche ambientali, l’utilizzo di materiale pregiato dal marmo, al bronzo per richiamare l’architettura dell’antica Roma. C’è la volontà di costruire un’opera iconica che porta all’aumento dei costi. Poi ci sono delle soluzioni tecniche che avranno un impatto economico importante, per esempio per quanto concerne l’insonorizzazione dello stadio all’esterno, mantenendo però un’amplificazione interna per rendere l’effetto di un catino.

Sul traffico e la mobilità, quanti tifosi potranno arrivare senza automobili?
“Lo abbiamo inserito come una prescrizione, condizione che dovrà essere rispettata. Vogliamo che almeno la metà degli spettatori possano arrivare con i mezzi pubblici: trasporto su ferro, metro, autobus e accessibilità pedonale importante dai quartieri limitrofi. Questo perchè in primis un’opera pubblica oggi deve a Roma e in tutto il modo esser fatta per esser raggiunta o a piedi, o in bicicletta, o con traporto pubblico. Bisogna migliorare da questo punto di vista le infrastrutture, ma lì a Pietralata ci sono già diversi servizi dalla ferrovia regionale alla metro B”

Ascolta audio integrale intervista all’Assessore Veloccia

Gli effetti sociali di quest’opera?
“Sicuramente l’effetto positivo è che in quel quadrante c’è un grande fermento urbanistico, quest’opera ci permetterà di riqualificare quell’area, perchè lì c’è un buco dove dovevano essere edificati uffici e altre opere che non sono mai stati realizzati. Tra l’università e la Roma, quel quadrante sarà finalmente riqualificato in termini di studio, scienza, ricerca e sport. Poi c’è l’aspetto della viabilità che sarà ammodernata, sarà rivisitata e migliorata, con un effetto. Su una singola opera si tratta del più grande investimento economico della storia di Roma”

“Sul piano politico non ho mai avvertito ostilità della Regione Lazio sul progetto dello stadio, ritengo che come il Comune, anche la Regione beneficerà di questa opera. Penso che in generale su questi grandi investimenti, su queste grande opere, bisogna remare dalla stessa parte dialogando al meglio tra Comune, Regione e Governo”

Le problematiche legate agli espropri saranno superate in tempi utili?
“Sapevamo dall’inizio che noi abbiamo il 99% di aree pubbliche e una piccolissima parte di aree che dovranno essere espropriate e una parte piccolissima di aree che è stata occupata. I tempi della giustizia a volte non aiutano molto, ma abbiamo ricevuto già delle buone risposte in merito, ci sono dei percorsi già attivati che porteranno a sciogliere questi nodi. Abbiamo una prospettiva di diversi mesi per raggiungere l’obiettivo, abbiamo fiducia di raggiungerlo e rendere fruibile al 100% l’area”

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Greco a RS: ”Roma Primavera? Sarebbe stato bello. De Rossi allenatore giusto per Soulé”

Leandro Greco, ex centrocampista della Roma che ha intrapreso la carriera da allenatore, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Spalletti e Luis Enrique sono allenatori che ti lasciano tanto per cui è inevitabile che ci si porta qualcosa dietro nel calcio che si vuole proporre. De Rossi ha avuto un impatto importantissimo incidendo subito: ora è presto dire che Roma sarà ma sicuramente Daniele riuscirà a creare un gruppo solido sul piano tecnico e mentale.

Da allenatore hai utilizzato il 4-2-3-1 e il 4-3-3 come De Rossi: a quali allenatori ti ispiri?

Luis Enrique e Spalletti sono gli allenatori che hanno inciso maggiormente nel mio percorso: vanno oltre, facendo crescere i calciatori sotto tanti punti di vista, per cui, si cerca di far proprie della cose senza fare un copia e incolla perché la squadra lo percepirebbe subito. De Rossi ha iniziato con il 4-3-3 e il 4-2-3-1 ma la Roma costruisce a 3: i moduli nel calcio moderno cambiano continuamente nel corso della gara.

Sei stavo vicino ad allenare la Roma Primavera?

C’è stato qualche contatto con chi cura i miei interessi e sono stato valutato ma non ho mai avuto contatti diretti. Mi sarebbe piaciuto tornare alla Roma: sarebbe stato uno step importante per il mio percorso da allenatore.

Mercato della Roma? Ci vuole tempo per chi vuole proporre un calcio strutturato come De Rossi: si vorrebbe avere subito la squadra al completo dato che tra ,meno di un mese inizierà il campionato. Il mercato però non è semplice: è un aspetto che potrebbe complicare un po’ quello che vorrebbe fare Daniele. Soulé l’ho visto nell’Under 23 della Juventus ed era già un calciatore diverso dagli altri: alla Roma potrebbe fare molto bene. L’ala argentina troverebbe in De Rossi l’allenatore giusto con il quale lavorare. La piazza giallorossa esalta calciatori come Soulé che hanno fame, ambizione e qualità soprattutto se hanno un buon impatto: vedo le caratteristiche giuste per il progetto e l’ambiente Roma.

Cosa manca al centrocampo della Roma?

Parto da Le Fée che è un giocatore molto forte. Nel calcio di oggi bisogna saper far tutto: avere forza, qualità, corsa, dinamismo, tecnica, per cui, non è semplice trovare determinati calciatori. Al centrocampo della Roma manca qualcosa soprattutto sul piano della forza e della fisicità anche se è determinate capire quali sono le caratteristiche richieste dell’allenatore.

Dybala e Soulé possono giocare insieme?

Sì, è una questione di spazi: Dybala può fare anche il centravanti o la seconda punta. Soulé può giocare esterno in un 4-2-3-1 con la Joya alle spalle dell’attaccante: ci sono tanti modi per farli coesistere. Molto dipenderà anche dalla struttura che gli si costruirà intorno però sono due calciatori che, malgrado abbiano alcune caratteristiche simili, possono giocare insieme.

Chiesa sarebbe più adatto a Soulé?

È un calciatore diverso che quando prende palla ti punta con cattiveria: ha una corsa maggiore rispetto all’ala argentina. Sicuramente sarebbero complementari ed entrambi farebbero comodo alla Roma.

Abraham?

Per capire se la Roma possa ripartire da lui bisognerebbe conoscere bene il ragazzo. La piazza giallorossa, come tante, è bellissima ma complicata sotto molti punti di vista: l’aspetto caratteriale è importante. Le qualità dell’attaccante inglese, però, non si possono discutere.

Prosegue Leandro Greco.

Alla Roma, al momento, ci sono troppe caselle mancanti per capire che caratteristiche si stanno cercando. Il club sicuramente saprà dove intervenire ma adesso diventa difficile comprendere quali sono le qualità giuste che rispecchiano determinate richieste.

Hai avuto contatti con De Rossi?

Sì, sono anche andato a trovarlo dopo qualche mese che è subentrato a Mourinho. È un ragazzo sempre disponibile con il quale è bello dialogare.

Il mio futuro?

Ho avuto alcune opportunità che non si sono concretizzate. A settembre farò un master a Coverciano per completare il mio percorso didattico sperando che successivamente ci sia modo di poter ricominciare ad allenare.

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Roma, amichevole in programma con l’Olympiakos ad inizio agosto

Si sta completando con il passare dei giorni il quadro relativo alle amichevoli estive che faranno da antipasto all’inizio della nuova stagione.

Secondo indiscrezioni raccolte da Retesport, il 3 agosto la squadra giallorossa giocherà allo stadio di Rieti un’amichevole contro l‘Olympiakos di Lina Souloukou, attuale CEO giallorosso. Subito dopo la squadra partirà per l’Inghilterra.